Dario Skepisi porta in Brasile il suo “Musicanima”

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img 20230216 wa0009Fortaleza ospiterà lo spettacolo Musicanima di Dario Skepisi che duetta inoltre con il figlio Francesco. Si tratta di un evento importante sia per lo spessore artistico del cantante barese sia per Filipe da Rocha, jazzista cearense, presidente dell’agenzia Rocha Nolli.

Sono quattro appuntamenti organizzati a Fortaleza il prossimo Aprile. L’agenzia Rocha Nolli già stata autrice nei mesi scorsi del progetto culturale Brasile Italia realizzato al Iate Clube di Fortaleza e continua così con questa iniziativa d’interscambio musicale particolarmente significativa e fortalezense.

Filipe da Rocha, é un musicista di vasta fama che sta vivendo una nuova stagione di successo dopo il lancio del suo nuovo album “Eu fui por mim”. Dario Skepisi presenterà per la prima volta in Brasile il suo amato brano Barisiliano. Sarà nella capitale cearense con l’intero staff per l’allestimento dei concerti, la location ideale e per la messa a punto di ogni dettaglio in grado di favorire le migliori condizioni per la realizzazione della tournée.

Il pubblico cearense ha messo in risalto la duplice valenza di questo evento, il tour internazionale che il cantautore inizierà a Fortaleza coniuga la passione per la musica brasiliana con l’amicizia tra Italia e Brasile grazie all’azione meritoria dell’agenzia Rocha Nolli, come altre agenzie del territorio, nei confronti della cultura brasiliana in particolare dell legame Italia Brasile.

 




L’Associazione Piemontesi nel Mondo va in Argentina con un tour musicale

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14piemontesiSu invito della Federacion Asociaciones Piemontesas Argentinas – FAPA, una delegazione musicale dell’Associazione Piemontesi nel Mondo sarà in Argentina da venerdì prossimo, 17 febbraio, fino al 2 marzo per una tournée con cinque concerti dal titolo “Piemonte–Argentina musica, storia e tradizioni”. Ne dà notizia l’Associazione Piemontesi nel Mondo attraverso la sua newsletter.
Saranno i musicisti Fabio Banchio, pianista pinerolese già noto in Argentina, vicepresidente della nostra Associazione e Federico Ferrato, giovane fisarmonicista cuneese, insieme alla vicepresidente Luciana Genero, a rinnovare il piacere e l’emozione d’incontrare vecchi e nuovi amici, scoprire nuove città e feste, proponendo atmosfere musicali di vario genere.
La prima tappa sarà a Luque, alla 49° edizione della Fiesta Nacional de la Familia Piemontesa, insieme a una delegazione della città gemellata di Vinovo (prov. Torino); la municipalità di Luque ha previsto per sabato 18 febbraio una videochiamata in Italia, nella sala consigliare del comune di San Pietro Val Lemina, con lo storico Presidente Michele Colombino che partecipò alla prima edizione della Fiesta di Luque, un testimone storico di valore, che fu ispirato anche da quella festa per impegnarsi nell’appassionante missione di riallacciare e approfondire i legami con “i piemontesi nel mondo”.
La seconda tappa sarà a Oliva, cittadina gemellata con San Pietro Val Lemina (che è la sede dal 1974 del Monumento “Ai Piemontesi nel mondo”), dove i musicisti piemontesi si esibiranno anche insieme alla banda e al coro locali; terza e quarta tappa in due grandi città distanti più di 1300 km l’una dall’altra (in Italia la distanza tra Torino e Reggio Calabria!): San Miguel de Tucuman e Santa Rosa (La Pampa), due città affascinanti dove l’associazione italiana incontrerà le Associazioni Piemontesi che hanno lavorato con grande impegno per l’organizzazione dei concerti, come anche a Mendoza, ultima tappa, per vivere almeno per un paio di giorni la grande Fiesta Nacional de la Vendimia 2023 che si celebra dal 1936 in onore del lavoro dei vignaioli e del raccolto.
Il viaggio si chiuderà con una breve sosta a Buenos Aires per far vivere a Federico, valente fisarmonicista e nuovo giovane collaboratore della nostra Associazione al suo primo viaggio in Argentina, un pizzico di atmosfera de La Boca e di Caminito. (aise)




Sanremo 2023: cosa resterà?

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181142085 8c90f650 967c 4322 84fd 87eac11a9cf1Se Amadeus avrà avuto ragione lo sapremo, di fatto, solo nelle prossime settimane, quando i brani che ha scelto per il suo quarto Festival della Canzone Italiana di Sanremo si stiracchieranno in radio e sulle varie piattaforme. Il pubblico è sovrano nella musica, e lo sarà sempre, perché la musica vive di stream e di biglietti dei concerti staccati, quindi non facciamo fatica a definire, in realtà, la gara di Sanremo appena iniziata. I dati in mano oggi ci dicono che non c’è stata storia: Marco Mengoni con “Due vite” ha convinto tutti, dalla sala stampa al televoto, fino alla famigerata giuria demoscopica, alla quale, negli anni, nessuno ha mai saputo dare una definizione precisa ed esaustiva. Se tutte le votazioni fossero rimaste in mano al pubblico sarebbe cambiata solo la seconda posizione, che sarebbe finita nelle mani di Ultimo, forte di una fanbase che lo appoggia (e vota) a prescindere, pur avendo proposto un brano che non spicca in un repertorio già abbastanza ridondante di suo.

Ma “Alba” non è il brano che resterà di questa 73esima edizione di Sanremo e, come spesso accade, probabilmente non resterà nemmeno la canzone vincitrice, “Due vite”, un brano meravigliosamente complesso, dai tratti definitivi, che trascina la melodia alla quale, come popolo, come nostra cultura, siamo maniacalmente affezionati, verso accenni di contemporaneità; cosa che a Mengoni viene benissimo. È giusto che abbia vinto “Due vite” ma nessuno probabilmente si toglierà dalla testa quel “Ma che mare?? Ma che mare??” del duo Colapesce Dimartino, nettamente il migliore scelto quest’anno da Amadeus. I due cantautori, che avevano già vinto senza vincere un paio di anni fa con “Musica leggerissima”, trasformato a sua insaputa dal pubblico in un tormentone, in vista del loro esordio cinematografico, ci riportano nella loro dimensione, una capacità riservata solo ai grandi; ed è una dimensione fatta di ironia e dramma, di alta poetica che poi si scioglie in un pop ficcante e significativo. Esce vincitore dal Festival di Sanremo certamente Lazza, che strappa un secondo posto costruito con furbizia.

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Chiara Ferragni al Festival di Sanremo 

Lazza è un rapper, e fin qui nulla che non si sia già visto sul palco dell’Ariston, solo che la sua partecipazione quest’anno contribuisce ad una narrazione del tutto inedita, che prende il testimone da Salmo che riempie San Siro e Marracash che vince la Targa Tenco come miglior album dell’anno. Con questo secondo posto quella “wave”, così come si definisce in gergo, di fatto si prende, se non il premio principale, certamente i riflettori dell’ultimo baluardo della canzonetta all’italiana. Tutto corretto; i nostalgici della tradizione cantautorale, così fortemente ancorati a quell’idea di musica lì, poetica e sociale, dovranno arrendersi all’idea che i nuovi “grandi” della musica italiana è lì che vanno cercati e, con un po’ di fiducia, trovati. Certo, non si può dire che “Cenere”, il brano portato in gara da Lazza, sia esattamente riflesso di quello che la principale scena rap italiana solitamente propone; si tratta di un brano in cui il rap fa timidamente capolino in una composizione pop, e non certamente il contrario. Ecco, appunto, il rap; dettaglio da analizzare con preoccupata attenzione: soltanto venerdì, ovvero durante la serata delle cover, sul palco del Festivàl sono saliti Lazza, Salmo e Izi. Lazza era in gara e quella sera duetta con Emma, Salmo al festival è andato in qualità di superospite dalla nave ormeggiata al largo di Sanremo, ma poi ha anche calcato le assi delll’Ariston per far da spalla a Shari, prodotto della sua scuderia; e poi ancora Izi, genietto della scena genovese, che invece nei duetti ha accompagnato Madame.

Fermiamoci qui, parliamo di tre fenomeni veri del rap game italiano, tutti e tre coinvolti nei meccanismi dello show, nessuno dei tre ha minimamente accennato delle barre rap. È come se Sanremo, con quel carico di hype, spegnesse il coraggio, è come se riuscisse a modellare, a domare, chiunque si presenti lì. Lazza con Emma (forse la più pop tra le scelte immaginabili) canta “La fine”, un brano scritto da Nesli e portato al successo da Tiziano Ferro, si converrà, non la più underground delle storie; Salmo insieme a Shari annunciano un medley di Zucchero e mentre tutti si aspettavano uno stravolgimento di “Diavolo in me”, lui, semplicemente, la canta. Anche Izi canta, in questo caso “Via del Campo”, senza accennare niente che ricordi anche vagamente una rima. L’unico personaggio del Festival che si lancia in un rap, perfino originale, scritto ad hoc, è Fedez, che tra l’altro ci tiene a specificare ogniqualvolta può, di non essere un rapper, di non considerarsi tale; e invece non solo ci regala una composizione di livello, ma fa scoppiare anche una delle più rumorose polemiche dell’edizione, quando strappa la foto del viceministro Bignami vestito da nazista, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa con il nemico giurato Codacons e quindi, di fatto, regalando un’esperienza davvero rap.

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Ma allora, viene da chiedersi, il Festival di Sanremo è davvero un macchinario così gigantesco da disinnescare qualsiasi disobbedienza? È possibile che l’unico a fare un passo più in là sia Fedez e solo perché la percezione comune è che tra la Rai e lui, il colosso sia lui? Quale altra spiegazione può esserci in una squadra di rapper che non rappa mai? Nella lista manca naturalmente Mr. Rain, un ragazzo che ha fatto faville in questi anni in rete, ma che la sua morbidezza non ha mai fatto nemmeno percepire al pubblico che si trattasse di un rapper. Tant’è che si presenta all’Ariston accompagnato da un coro di bambini che, prima di tutto, gli permette di esibirsi sempre prima della mezzanotte, un vantaggio mica da ridere in un concorso che ospita 28 canzoni e che, quando è andato bene, ha chiuso entro le due di notte. Significa non solo trovare il pubblico ma trovarlo anche discretamente sveglio e recettivo. Tornando alla gara, Giorgia viene considerato un flop, questo naturalmente per chi fosse rimasto affezionato a quella degli anni ’90, per chi si aspettasse da lei una sequela musicalmente logica di acuti; ma Giorgia non è evidentemente più stimolata da quella visione, altrimenti non avrebbe cominciato a lavorare con il maestro Big Fish, uno dei producer storici della old school rap italiana. Un altro brano che certamente andrà benissimo in radio è quello di Elodie, che comunque in vetta alla classifica dei brani più trasmessi in radio ha praticamente preso casa. Elodie, compresa l’esibizione con BigMama nella serata dei duetti, ha dimostrato di essere la regina assoluta della pop music all’italiana, che poi è una pop music che scimmiotta un po’ lo stile statunitense. Si tratta di un pregio che lei porta avanti con grazia, peccato che i brani, essendo privi di anima, privi di consistenza, poi svaniscano nel nulla dopo pochi mesi; peccato perché lei sarebbe capace di molto di più, la prima posizione in radio è comunque un accontentarsi.

Questo Festival di Sanremo ci consegna anche la meravigliosa “Tango” di Tananai, l’anno scorso ultimo in classifica e da lì una risalita impressionante; il brano, accostato al videoclip, risulta essere praticamente illegale, spezza il cuore, impossibile non amarlo. Sarebbe un peccato se il Festival di Rosa Chemical sia rovinato dalle manifestazioni provocatorie, che fanno parte della proposta artistica, ma non ne rappresentano l’essenza. C’è la musica, ci sono i contenuti, espressi alle volte con un mood molto cafonal, alle volte con un’intensa e contagiosa ironia, ma “Made in Italy” è un brano vero, non una parodia, non una rottura degli schemi liturgici del Festival; se restasse solo un bacio, si provocatorio, a Fedez, ci perderemmo tutti qualcosa di speciale. Anche Madame e Coma_Cose non sono stati capiti; hanno entrambi portato brani molto intensi, non molto differenti, in termini qualitativi, da “Voce” e “Fiamme negli occhi”, che sempre da Sanremo, anni fa, hanno fatto esplodere i rispettivi progetti musicali. A questo giro sembra che l’Italia da quell’orecchio non ci volesse sentire e non li ha votati. Un peccato vedere così bassi nella classifica finale anche Ariete con il pezzo scritto insieme a Calcutta e Leo Gassmann, con il pezzo scritto insieme a Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari; la prima è come se si fosse trovata a nuotare in acque ancora troppo alte per lei, ciò che funziona così meravigliosamente bene nel privato della sua comfort zone, sembra che non sia di facilissima ricezione per il grande pubblico. Il secondo non è mai stato così in forma, mai stato così centrato, così presente, il brano portato in gara è molto azzeccato e lui lo canta con divertito trasporto, ma il pubblico non lo premia. Due storie a parte gli Articolo 31 e Gianluca Grignani, che hanno partecipato alla gara senza la necessità artistica di trovarsi dentro una gara, incastrati in una classifica. J-AX e Dj Jad hanno accettato quel Festival di Sanremo a lungo in gioventù preso per i fondelli (ma si trattava di un altro Festival che orbitava in un universo musicale del tutto passato) per chiudere un cerchio, tra di loro, con il pubblico, con Fedez (loro ospite nella serata dei duetti). Gianluca Grignani invece sentiva di dover cantare una struggente lettera al padre da quel palco; una canzone dalle tinte molto forti e crude, che però già dal secondo ascolto in poi mostra delle evidenti lacune. E infine i giovani: tutti i ragazzi promossi da Sanremo Giovani alla gara tra i big, sono racchiusi, tutti e sei, nelle posizioni che vanno dalla 20 alla 28, segno che il loro apporto al Festival non è che sia stato così fondamentale.

Tra questi a distinguersi è giusto gIANMARIA con la sua “Mostro”, un brano poco ruffiano che non vuole accontentare quel pubblico televisivo che lo ha già appoggiato ad X Factor. Bene anche Shari, anche se tutto il suo percorso è stato condizionato da un’emozione di fondo che non ne ha fatto brillare le indubbie qualità. Tutti gli altri ragazzi hanno cantato sul palco dell’Ariston la propria canzone, tutte più o meno gradevoli, nessuna capace di lasciare alcun segno. C’era allora bisogno di allungare la lista dei convocati a 28, rendendo queste cinque serate alle volte fisicamente intollerabili? Con il senno di poi, certamente no. Vedremo se l’anno prossimo Amadeus imparerà la lezione o, così come ha fatto in questi anni, calcherà l’acceleratore e aumenterà le canzoni in gara. In fondo ne avrebbe diritto, i numeri ci dicono che ha ragione lui. Vedremo cosa diranno i dati sulle vendite, riguardanti i tour, vedremo quante di queste facce rivedremo e quante sono state piazzate nel cast giusto per soddisfare il più ampio target possibile e la musica, quella buona, se c’è stata, è stato solo un colpo di fortuna accessorio. Ce ne accorgeremo più o meno quando sarà il tempo di andare al mare; “Ma che mare?? Ma che mare??”.

agi.it




“La prima scelta”, il nuovo singolo di Martina Lomagro

martina lomagro la prima scelta
martina lomagro la prima sceltaLA PRIMA SCELTA è il nuovo singolo di MARTINA LOMAGRO!!
Un brano intenso e struggente scritto dal cantautore e produttore discografico Ciro Imperato, che parla di una rinascita ed una riscoperta di se stessi, interpretato in maniera magistrale dalla giovane artista siciliana che dimostra un’ottima tecnica vocale.

Ascolta e download qui:
https://orcd.co/martinalomagro_laprimascelta




Sanremo 2023, Mengoni vince la quarta serata con duetti e cover

mengoni

mengoniMarco Mengoni vince la quarta serata del Festival di Sanremo 2023, dedicata a cover e duetti. Mengoni si impone con l’interpretazione di Let it be insieme al Kingdom Choir. A seguire Ultimo, sul palco con Eros Ramazzotti. Quindi Lazza – con Emma e Laura Marzadori – seguito da Giorgia, protagonista del duetto con Elisa, e da Mr Rain accompagnato da Fasma.

adnkronos




Sanremo 2023: la quarta serata, con i duetti

ultimo eros

ultimo erosAl Festival di Sanremo arriva la serata delle cover. Stasera alle 20.40, tutti e 28 i cantanti arriveranno sul palco accompagnati da ospiti. A guidare la puntata – insieme ad Amadeus e Gianni Morandi – ci sarà Chiara Francini. Sul Suzuki Stage si esibirà La Rappresentante di Lista, dalla Costa Smeralda il collegamento con Takagi & Ketra.

Ospiti anche i ragazzi della fiction di Rai 2 ‘Mare Fuori’ che si esibiranno in ‘O mar for’, la sigla. Sarà una serata molto serrata, 56 gli artisti in totale sul palco.

SANREMO, I DUETTI E LA SCALETTA DELLA QUARTA SERATA

Li vedremo in questo ordine di uscita:

  • Ariete con Sangiovanni in ‘Centro di gravità permanente’ di Franco Battiato;
  • Will con Michele Zarrillo in ‘Cinque giorni’;
  • Elodie con BigMama in ‘American Woman’ di Lenny Kravitz;
  • Olly con Lorella Cuccarini in ‘La notte vola’;
  • Ultimo con Eros Ramazzotti in un medley del cantautore;
  • Lazza con Emma e Laura Marzadori per ‘La fine’ di Nesli;
  • Tananai con Don Joe e Biagio Antonacci in ‘Vorrei cantare come Biagio’ di Simone Cristicchi;
  • Shari con Salmo in un medley di Zucchero;
  • Gianluca Grignani con Arisa in ‘Destinazione paradiso’;
  • Leo Gassmann con Edoardo Bennato e il Quartetto Flegreo in ‘A cosa serve la guerra’, ‘L’isola che non c’è’ e ‘Il Rock del Capitano Uncino’;
  • Articolo 31 con Fedez in un medley del duo;
  • Giorgia con Elisa in ‘Luce (Tramonti a nord est)’ e ‘Di sole e d’azzurro’;
  • Colapesce e DiMartino con Carla Bruni in ‘Azzurro’;
  • Cugini di Campagna con Paolo Vallesi in ‘La forza della vita’ e ‘Anima mia’.
  • Marco Mengoni con il Kingdom Choir in ‘Let it be’ dei Beatles;
  • gIANMARIA con Manuel Agnelli in ‘Quello che non c’è’ degli Afterhours;
  • Mr. Rain con Fasma in ‘Qualcosa di grande’ dei Lunapop;
  • Madame con Izi in ‘Via del campo’ di Fabrizio De André;
  • Coma Cose con i Baustelle in ‘Sarà perché ti amo’ dei Ricchi e Poveri;
  • Rosa Chemical con Rose Villain in ‘America’ di Gianna Nannini;
  • Modà con Le Vibrazioni in ‘Vieni da me’;
  • Levante con Renzo Rubino in ‘Vivere’ di Vasco Rossi;
  • Anna Oxa con Iljard Shaba in ‘Un’emozione da poco’;
  • Sethu con i Bnkr44 in ‘Charlie fa surf’ dei Baustelle;
  • LDA con Alex Britti in ‘Oggi sono io’;
  • Mara Sattei con Noemi in ‘L’amour toujours’ di Gigi D’Agostino;
  • Paola e Chiara con Merk & Kremont in un medley delle loro canzoni
  • Colla Zio con Ditonellapiaga in ‘Salirò’ di Daniele Silvestri

In serata ci sarà l’omaggio a Lucio Dalla e la consegna di alcuni premi: il premio del comune di Sanremo a Peppino Di Capri che canterà ‘Champagne’; il premio regione Liguria al Miglior duetto e il premio città di Sanremo all’ospite del vincitore della serata.

ag Dire – www.dire.it




Addio a Burt Bacharach

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downloadL’ultimo dei compositori romantici, o forse il primo che aveva creato un genere globale negli anni ’60, fatto di armonie ed eleganza: con la scomparsa di Burt Bacharach, morto nella sua casa a Los Angeles a 94 anni, se ne va il grande interprete di quel romanticismo pop ottimista che aveva fatto dei suoi brani uno inno alla vita.

Bacharach è stato il compositore, arrangiatore, direttore, producer e, più raramente, cantante in grado di unire le armonie cromatiche a lunghe arie pop e melodiche, in cui la prova d’orchestra creava composizioni effervescenti. Non c’era politica nella sua musica e questo, in un periodo attraversato da contestazioni, dalla guerra in Vietnam al diritto all’aborto, aveva reso i suoi lavori universali e incontestabili.

I grandi successi negli anni ’60 sono legati alla sua collaborazione con Hal David e all’interpretazione di Dionne Warwick. Bacharach ha composto settanta canzoni, che hanno fatto parte delle classifiche top in Usa e nel Regno Unito, ma erano presenti nelle liste romantiche di ogni locale. Dalla indimenticabile “Walk on by” a “The look of love”, da “Anyone who had a heart” a “I say a little prayer”, i pezzi del compositore sono stati cantati da molti grandi nomi della musica come i Beatles, Aretha Franklin e Tom Jones. Altri vennero riadattati da jazzisti come Stan Getz e Wes Mongomery, altri ancora andarono a fare da colonna sonora di film come “Ciao Pussycat”, del ’65, e il “Casino Royale” della saga di James Bond, del ’67, ma anche quella comica della serie Austin Powers e le commedie di Neil Simon.

Nato a Kansas City il 12 maggio del ’28, da genitori ebrei tedeschi, il padre giornalista di moda maschile, la madre cantante amatoriale, Bacharach diede fin dall’inizio una svolta alla sua carriera, studiando musica alla McGill University, a Montreal, Canada, e da li’ comincio’ a comporre al pianoforte, imponendo uno stile elegante che gli venne trasmesso dal padre.

Il vero passaggio chiave verrà nel ’58 quando Bacharach, 30 anni, da semisconosciuto autore di canzoni, ottenne un grande successo con “Magic moments”, interpretato da Perry Como. Poco dopo nacque un tour con la cantante Marlene Dietrich. Negli anni successivi comincerà la collaborazione con Hal David, durata due decenni.

Nella vita privata la sua storia sentimentale è stata turbolenta e instabile, tutto il contrario dell’armonia da mondo perfetto dei suoi componimenti: Bacharach è stato sposato quattro volte. La prima moglie è stata Paula Stewart, seguita dall’attrice Angie Dickinson, la musicista Carole Bayer Sager e, trent’anni fa, Jane Hanson. In tutto, il compositore ha avuto quattro figli.

Negli ultimi quindici anni, nonostante l’età avanzata, Bacharach non aveva smesso di elaborare brani. Nel 2009 aveva scritto “Something that was beautiful” per il cantante Mario Biondi.




Nuovo singolo di Alexa Sorgo candidato all’ultimo Sanremo Giovani

alexa sorgo california
alexa sorgo californiaCALIFORNIA è il nuovo singolo di ALEXA SORGO candidato all’ultimo Sanremo Giovani!

Una performance vocale unica e un modo molto originale di esibirsi è la formula vincente di Alexa Sorgo.
Il suo nuovo singolo intitolato ‘California’, una canzone pop italiana dal ritmo lento, è ora disponibile in tutti i migliori negozi digitali e piattaforme di streaming.

Ascolta e download qui:
https://orcd.co/alexasorgo_california

Biografia
Alexa Sorgo è un’artista poliedrica, cimentandosi in diverse discipline artistiche, infatti è cantante, ballerina e modella, con all’attivo diversi singoli pubblicati.
California in particolare è stato candidato all’ultimo Sanremo Giovani.



Nuovo singolo per il rapper sud africano Xtravinci

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xtravinci looking for loveNuovo singolo per il rapper sud africano XTAVINCI.

Ecco Looking for Love, un brano che mescola sonorità moderne ed old school per creare un mix perfetto!!

Un brano che parla della ricerca della persona giusta, quell’amore che si cerca di continuo, finché non arriva e ti travolge.

Ascolta qui:




Springsteen. Parte il tour mondiale. In Italia tre concerti

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springsteen home hero2 1536x1017A sette anni dall’ultimo tour mondiale Bruce Springsteen è ripartito mercoledì sera da Tampa in Florida con il primo show della serie di concerti internazionali per il 2023.

Alla Amalie Arena il Boss, 73 anni, accompagnato dalla E Street Band e da fiati e cori, con 19 elementi sul palco, ha suonato per 2 ore e 40 minuti.

Lo show si è aperto con ‘No Surrender’ e ha visto la performance di classici ma anche di brani dell’ultimo lavoro di inediti in studio, ‘Letter To You’.

Il rocker del New Jersey è atteso in Italia tra maggio e luglio per tre concerti a Ferrara, Roma e Monza.