Muore David Crosby. Aveva 81 anni

++ muore a 81 anni il cantautore usa david crosby ++

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epa02627006 US musicians David Crosby (R) and Graham Nash (L) perform at a benefit concert in Tucson, USA, on 10 March 2011, to honor those in the wake of the shooting, which killed six people and wounded 13 others, including Democratic US Representative Gabrielle Giffords, on 08 January 2011. The funds raised will go to a new community foundation to promote civility, respect and understanding. EPA/GARY WILLIAMS

Il veterano del rock statunitense David Crosby è morto all’età di 81 anni.

Lo riporta la Bbc.

Il cantautore è stato fondatore di due delle più grandi band degli anni Sessanta: The Byrds e Crosby, Stills and Nash.

La sua carriera lo ha visto raggiungere la rara impresa di essere inserito per due volte nella venerata Rock and Roll Hall of Fame. Sua moglie ha dichiarato al sito di spettacolo Variety che è morto mentre era circondato dalla famiglia.
“La sua eredità continuerà a vivere attraverso la sua musica leggendaria”, ha aggiunto. (ANSA).




“Oggi sono io” è il nuovo brano del cantautore Hesael

hesael questo sono io

hesael questo sono io“Questo sono io”, il nuovo singolo 2023 di Hesael è una ballata pop-rock dal ritmo travolgente dal testo ironico e originale, nell’inciso una bella metafora legata alla musica ne è la cifra più sorprendente del brano.

“Titolo dedicato a me e brano che parla di lei”: questo afferma Hesael!

Il cantautore compare per questo lavoro anche come co-arrangiatore insieme al giovane Maestro Lorenzo Cappuccio.

Ascolta o guarda in streaming:

Official Lyrics Video: https://www.youtube.com/watch?v=Ysf2xll3dfQ

Spotify:
https://open.spotify.com/album/5H8MPSPfO1UthycwRcSw6s




Il ritorno di Madonna

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173007014 f9b99828 eddf 4966 825f 81b8af4386fdUn video per provocare. Ancora. Come sempre. Dai canali social spunta prepotente una clip, bianco e nero, poi colore, di nuovo bianco e nero e i suoi successi accennati, a tavola con gli amici intorno. Una serata, alcol, ammiccamenti, e tanta volgarità.

Tanta da far esclamare una frase sola: Madonna è tornata! Il video annuncia la sua tournée mondiale. Nel filmato Diplo, Judd Apatow, Jack Black, Lil Wayne, Bob The Drag Queen, Kate Berlant, Larry Owens, Meg Stalter, Eric Andre e infine Amy Schumer che sfida la superstar mondiale ad andare in tour e a esibirsi con i suoi quattro decadi di grandi successi.

“The celebration tour”, in Italia la tappa a Milano al Mediolanum Forum il 23 novembre 2023. Ma su Tik Tok è già virale il nuovo branao “Back that up to the beat”, che andrà sui circuiti radio dal 20 gennaio.

Scritta da Madonna con Brittany Hazzard e Pharrell Williams e prodotta dagli stessi Madonna e Pharrell con Jeff Bhasker e Mike Dean, la canzone anticipa il tour che prevede uno spettacolo indimenticabile, che ripercorrerà tutti i suoi più grandi successi degli ultimi quarant’anni. In Italia la pop star manca da 8 anni.

da agi.it




“SOLI DEO GLORIA”: a Napoli sabato l’omaggio all’organista MARIA VALERIA BRIGANTI, a un anno dalla sua scomparsa

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maria valeria briganti (2)La Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta ospita un concerto in ricordo dell’organista partenopea, ad un anno dalla sua scomparsa

Un ideale viaggio fatto di note e di spiritualità, un intenso itinerario musicale che va da Johann Sebastian Bach a Gennaro D’Onofrio, passando per Cèsar Franck, Alessandro De Bonis e Marco Enrico Bossi: sarà la monumentale Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta di Napoli a ospitare – SABATO 21 GENNAIO 2023 alle ore 20.00 – il concerto/evento “SOLI DEO GLORIA”, un omaggio in musica dedicato all’organista Maria Valeria Briganti a un anno dalla sua scomparsa.

_ La figura di Maria Valeria Briganti

Nata a Napoli nel 1936 e vissuta nel capoluogo partenopeo per tutta la sua vita, la Briganti ha studiato con i Maestri A. Webb-James e Gennaro D’Onofrio, diplomandosi con il massimo dei voti in Pianoforte, Organo e Composizione Organistica al Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli. Concertista di fama internazionale, la musicista ha eseguito programmi che spesso hanno permesso di tracciare il profilo di un compositore, come dimostrano le sue esecuzioni delle ‘integrali’ di Bach, di Mozart, di Franck e di Brahms.

La Briganti è da considerare una delle più apprezzate e applaudite ambasciatrici della scuola organistica napoletana, oltre ad essere riconosciuta come una delle più autorevoli docenti italiane: Maria Valeria Briganti ha ricoperto l’incarico di docente di Organo e Composizione Organistica al Conservatorio di Napoli dal 1973 al 2003.

Nel corso della sua carriera, l’organista napoletana ha presentato numerose composizioni contemporanee in prima esecuzione, come avvenuto con la Sonata per Organo di Aladino di Martino (Napoli, 1976), con la Sonata per Organo di Bruno Mazzotta (Parigi, Notre Dame, 1980 o con l’Adagiosissimo di Wolfango Dalla Vecchia (1982).

La Briganti ha, inoltre, presentato al Real Teatro San Carlo di Napoli – in prima esecuzione per l’Italia – il Concerto in RE minore per organo e orchestra di J. S. Bach e un programma dedicato alle musiche organistiche di Mozart. Per l’Accademia Musicale Napoletana ha tenuto il ciclo integrale dell’opera organistica di Cèsar Franck in prima esecuzione per la città di Napoli e ha partecipato all’esecuzione integrale dell’opera di Bach, effettuando registrazioni per la Radio Svizzera Italiana e tenendo concerti nell’ambito d’importanti festival organistici in Italia, Svizzera. Polonia, Jugoslavia, Svezia, Danimarca, Germania, Francia, Messico e Spagna.

Dal 1986, la musicista ha ricoperto l’incarico di organista titolare della Basilica di Santa Maria di Piedigrotta a Napoli, luogo che ospita il concerto/evento “Soli Deo Gloria” a lei dedicato: il ruolo di organista titolare della chiesa partenopea è, dall’aprile del 2022, ricoperto dall’organista Cristina Brancato, allieva della Briganti.

soli deo gloria omaggio a maria valeria brigantiLa serata/evento “Soli Deo Gloria”

Sarà proprio l’organista Cristina Brancato una delle figure impegnate in “Soli Deo Gloria”: “I brani che sono stati selezionati per questo omaggio a Maria Valeria Briganti – spiega la Brancato – ne raccontano il percorso musicale, umano e spirituale. Sono musiche che la rappresentano come organista; sono brani che lei ha amato ed eseguito in tantissimi suoi concerti”.

Organizzato con la collaborazione di Grazia Gargiulo, di Don Piero Milani (Parroco della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta), dell’Abate e Parroco Emerito Don Giuseppe Cipolloni e con il sostegno della Comunità dei Canonici Regolari Lateranensi di Piedigrotta, il concerto “Soli Deo Gloria” vedrà protagonisti i due organisti Cristina Brancato e Ferdinando Scarpato. Gli interventi a commento dei brani e di presentazione dell’intera serata saranno curati dal giornalista Michelangelo Iossa.

Gli organisti Cristina Brancato e Ferdinando Scarpato

Nata a Napoli nel 1972 e diplomatasi al Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli sotto la guida di Maria Valeria Briganti, Cristina Brancato ha intrapreso giovanissima la carriera concertistica sia da solista che in numerose formazioni cameristiche e orchestrali.

Nel 1990 ha tenuto il suo primo concerto solistico per la Prima Rassegna Musicale “Ekema” nella Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta di Napoli. Nel 1997, in occasione del centenario della nascita di J. Brahms, ha partecipato – negli spazi del Conservatorio di Napoli – all’esecuzione della sua opera. Dal 1996 ha fatto parte del Quartetto Organistico “Chant d’Oiseaux”, formazione unica nel suo genere, che prevedeva l’esibizione di quattro organiste sullo stesso Organo: con questa formazione, ha tenuto concerti in Italia e all’estero, partecipando nel 1998 al Festival Organistico di Salisburgo.

Nel 2000, nella Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta di Napoli, ha partecipato ad una rassegna organistica in omaggio al 250° anniversario della morte di J. S. Bach. Dal 2003 ha fatto parte, insieme al M° Maria Valeria Briganti, del duo organistico “L’Ensemble Soli Deo Gloria”.

Nel 2015 ha collaborato con l’Accademia di Belle Arti di Napoli, curando la direzione musicale della performance “Appunti di viaggio e piccoli miracoli” del corso di Tecniche Performative della Professoressa Maria Cristina Antonini.

Dall’inizio degli anni Novanta si dedica all’attività concertistica, affiancandola a quella didattica, nonché alla ricerca e allo studio dell’apprendimento musicale del bambino, dalla nascita all’età prescolare.

Nato a Napoli nel 1983, Ferdinando Scarpato ha iniziato giovanissimo lo studio del Pianoforte e dell’Organo al Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli, nella classe di Organo e Composizione organistica di Maria Valeria Briganti. Nel 1997 ha partecipato al XIV Concerto “Gli alunni del Conservatorio incontrano gli alunni delle scuole medie” e nello stesso anno ha preso parte all’esecuzione integrale per Organo dell’Opera di Johannes Brahms.

Ha proseguito i suoi studi con Roberto Canali, laureandosi in Organo e Composizione organistica. Nel 2004 ha partecipato al “Corso d’interpretazione della Musica organistica di Johann Sebastian Bach” tenuto da Pier Domenico Peretti nella chiesa di Don Abbondio in Cremona. Nel 2005 e nel 2006 ha partecipato alla Prima e Seconda “Giornata Organistica Nazionale” in occasione dell’anniversario della nascita di Johann Sebastian Bach.

Dal 2008 al 2011 è stato organista titolare del Santuario di Santa Maria Francesca di Napoli, ha collaborato come organista presso il Monastero dei SS. Giovanni e Teresa Carmelitane Scalze dell’Arco Mirelli di Napoli e seguito un corso di perfezionamento organistico con la Prof. Maria Valeria Briganti, tenendo nel 2010 e 2011 due concerti solistici.

Attualmente è organista presso la Cattedrale di San Pietro di Frascati in Roma.

 

Sabato 21 gennaio 2023 | ore 20.00

SOLI DEO GLORIA

In omaggio a Maria Valeria Briganti

ingresso libero

Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta

Piazza Piedigrotta, 24

Napoli




Le star internazionali con origini italiane

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Tante sono le superstar internazionali con origini italiane. Alcuni nomi rimandano palesemente al Belpaese, mentre in altri casi il legame è una vera sorpresa!

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Cominciamo dalla musica con Lady Gaga, nome d’arte di Stefani Joanne Angelina Germanotta.  Il padre della stravagante popstar, Joseph, ha radici siciliane e la cantante, ogni volta che viene in Italia, non perde occasione, di ricordare Naso, il comune del messinese dove sono nati i suoi famigliari.  Il trisavolo di Lady Gaga faceva il calzolaio e si trasferì negli USA nel lontano 1908.

Altrettanto fiera delle sue origini abruzzesi è Madonna; i nonni di Louise Veronica Ciccone, Gaetano e Michelina, giunsero negli Stati Uniti d’America nel lontano 1919, in cerca del sogno americano, abbandonando Pacentro, un paese in provincia dell’Aquila.
L’attaccamento  di Madonna per la terra abruzzese trovò conferma nel 2009 dopo il terremoto che devastò l’Aquila e dintorni, incluso il paese di Pacentro:  Madonna in modo discreto tramite la Ray of Light Foundation fece una donazione di ben 522.180,22 dollari.

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Un’altra star della musica che può vantare un legame con la nostra penisola è Ariana Grande: la madre e il padre, Joan Grande e Edward Butera, provengono dalla Sicilia e dell’Abruzzo. Ma l’adorazione di Ariana è per la nonna, che come nelle migliori tradizioni italiane, ha sempre viziato la nipote con la cucina: “Ogni domenica preparava la pasta al pomodoro… la miglior pasta al pomodoro di sempre! Mangiavamo biscotti italiani e tutte quelle cose buone. Poi a Natale faceva le zeppole, gli spiedini e tutte le cose italiane” racconta.

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Insospettabili radici italiche per Steven Tyler, il cantante degli Aerosmith, nome d’arte di Steven Victor Tallarico; il nonno musicista (pure lui) Giovanni nacque a Cotronei, in provincia di Crotone, ed emigrò negli USA.
Durante l’estate del 2013 la rockstar, oggi 67enne e nonno a sua volta, arrivò a sorpresa in paese per ricercare le sue origini e incontrare i cugini. Ovviamente il paese di 5.000 anime  andò in delirio e da allora spera in un concerto degli Aerosmith proprio a Cotronei.

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Gli altri big della musica internazionale che hanno legami di sangue con il Belpaese sono Bruce Springsteen, la famiglia materna del Boss, Zirilli, discende da Vico Equense, nel napoletano e  Alicia Keys, nome d’arte di Alicia Augello-Cook.  Teresa Augello, la madre della superstar, ha sangue inglese, irlandese, scozzese e italiano.

Cambiamo ora ambito e caliamoci nella settima arte.
Sono numerosissimi infatti attori e  registi che vanno fieri delle loro origini italiane. I più conosciuti e ‘scontati’ grazie all’italianissimo nome sono  Robert De Niro, i cui  bisnonni del erano originari della provincia di Campobasso, e la famiglia Coppola con il regista Francis Ford Coppola e l’attore Nicolas Kim Coppola in arte Nicolas Cage, i cui  avi sono originari della  provincia di Matera in  Basilicata.

Origini miste per Bradley Cooper: l’attore è nato in Pennsylvania, il padre ha origini irlandesi, mentre la madre, Gloria Campano, è italiana.  I nonni, Angelo e Assunta, figlia di un poliziotto, sono rispettivamente napoletano ed abruzzese di Ripa Teatina.

Si può dire che anche l’Incredibile Hulk sia un pò italiano: il nonno paterno di Mark Ruffalo  proviene da Girifalco, un paese in provincia di Catanzaro, mentre i bisnonni  materni sono campani.  L’attore hollywoodiano parla pubblicamente e con orgoglio delle sue radici, soprattutto quando è ospite nel nostro Paese per eventi, passerelle, conferenze stampa e presentazioni di film.

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Sangue italiano per le mamme di Jennifer Aniston e di Lindsay Lohan: sarà per questo motivo che entrambe le attrici amano tornare spesso in Italia?
E lo sapevate che Sean Penn si chiama in realtà Annucci? I bisnonni lasciarono decenni fa l’Italia per emigrare negli USA.

E non è tutto, perché ce ne sono tanti altri: 

  • Susan Sarandon; il nonno materno, Giuseppe Vincenzo Criscione, era siciliano di Ragusa, mentre la nonna Anita Rigali era toscana
  • Brooke Shields: la nonna, Marina Torlonia, è di Roma
  • Kate Hudson: la nonna paterna Eleanor Salerno proviene da Carlentini, Siracusa
  •  Leonardo di Caprio: i bisnonni della star di “Titanic” provenivano dalla provincia di Caserta
  • Ashley Judd: nome d’arte di Ashley Tyler Ciminella,  la sua famiglia ha origini siciliane
  • Matt LeBlanc: l’indimenticabile Joey della serie TV “Friends”, ha origini italiane,  la famiglia Di Cillo, cognome della madre, proviene da Arce, Frosinone

Chiudiamo con un’ultima curiosità: il vero nome di Hulk Hogan, famoso wrestler e attore statunitenseè Terry Gene Bollea e la sua famiglia paterna proviene da Cigliano, Vercelli.

Si può dire che buon sangue non mente?

da initalia.virgilio.it




Addio a Jeff Beck. Leggendaria la sua chitarra

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downloadÉ morto a 78 anni Jeff Beck, una leggenda della chitarra salito alla ribalta negli anni ’60. L’artista ha contratto una meningite batterica, ha riferito la famiglia in un comunicato, specificando che “è morto in pace ieri”.

Le sue mani erano assicurate per sette milioni di sterline.

Virtuoso, poliedrico, sperimentatore, ammirato dai più grandi musicisti della sua generazione come dai più giovani. Assieme a Jimi Hendrix, di cui proponeva spesso delle cover, tra le più apprezzate la sua versione delicata e talentuosa del capolavoro ‘Little wing, Beck ha contribuito a portare la chitarra elettrica nell’età moderna, mescolando blues, rock n’roll e hard rock.

Una vita spesa a suonare sui palchi, con la sua inconfondibile impugnatura della chitarra, Beck inizia la carriera musicale giovanissimo a metà degli anni Sessanta. La svolta arriva nel 1965 con l’ingresso negli Yardbirds, uno dei primi grandi gruppi rock, in sostituzione di Eric Clapton, altro mostro sacro dello strumento, nella formazione per un momento milita alla chitarra anche Jimmy Page, futura colonna dei Led Zeppelin. Sono gli anni dell’esplosione del rock n’roll, con i giovani musicisti inglesi che riprendono le sonorità di poco conosciuti bluesman ed armonicisti statunitensi come Sonny Boy Williamson e Howlin Wolf dandogli ritmo ed elettricità.

Il successo è immediato. Nel 1966 Beck fonda una nuova band, chiamata Jeff Beck Group, la prima formazione vede Rod Stewart alla voce, Ron Wood al basso (diventerà poi la seconda chitarra dei Rolling Stones), dando vita ad una serie di lavori considerati antesignani del genere heavy metal. Seguono poi anni di sperimentazioni, con maggiori influenze fusion, e tantissime collaborazioni anche con artisti pop, tra alti e bassi di classifica. Lo scorso anno ad affiancarlo sul palco in alcune date c’era anche l’attore Johnny Depp, reduce dalla burrascosa causa di separazione con l’ex moglie Amber Heard.

agi.it




I primi dischi del 2023

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200526757 c9ee3abc a962 4cbb a024 4d3d0a4d9267Il nuovo anno si apre con il ritorno dei Baustelle, il loro nuovo singolo è semplicemente eccezionale e ci ricorda che la storia della musica non è morta con Dalla, Battiato e De Andrè, prende altre forme e prosegue, seppur sommersa da immondizia commerciale. Esce anche il secondo disco di Geolier, che si dimostra ancora un artista di rara profondità e raffinatezza; bene anche Rovazzi e Napoleone, Gio Evan una gran noia come al solito. Chicca della settimana: “Lucio Dalla” di MOX e Matteo Alieno.

Baustelle – “Contro il mondo”

È bello specchiarsi in una canzone dei Baustelle. Perché i vetri che ci fanno più magri rimpinguano il nostro ego, ci sta, ma gli unici capaci di darti uno schiaffo, se serve, o una carezza, qualche volta, sono quelli che fondamentalmente ti dicono la verità. Ecco, in “Contro il mondo” i Baustelle, ancora una volta, ti raccontano la verità, senza prendere posizioni di comodo, senza volersi raccontare a tutti i costi a favore di mercato, per apparire qualcosa di confortevole, nel bene e nel male, per chi ascolta. E il fatto che riescano a farti digerire questa verità, molto spesso amara, cantata con questa profondità toccante ma anche vagamente cinica, distaccata, quasi monocorde, dando ad ogni parola questo inarrivabile sentore di fatalità, con tale leggiadria, con tale immensa godibilità, facendotela quasi ballare, ha davvero dello straordinario.

Geolier – “Il coraggio dei bambini”

La prima volta che abbiamo ascoltato “Emanuele”, il disco d’esordio di Geolier, siamo rimasti letteralmente atterriti dalla raffinatezza intrinseca di questo ragazzo, dalla sua capacità di regalare una visione poetica e indulgente verso ciò che vedeva e poi sputava in barre. “Il coraggio dei bambini” oggi ci dice che il suo percorso è totalmente artistico e l’arte non la puoi impacchettare e vendere, si vende da sola, quando è autentica. Ecco, quello che produce Geolier è totalmente autentico e questo disco è un gran disco, un disco in cui Napoli non è una scusa per passare da gangster, il rap non è una scusa per passare da rapper, per scalare le classifiche, ma diventa linguaggio, che spesso si trascina una poetica articolata, immaginifica, potente, quasi snervante. Se vogliamo trovarci un neo, la tensione cala sensibilmente quando la drammaturgia viene prestata ad altre voci attraverso featuring del tutto sbagliati, che riportano tutto quel divino ad una dimensione troppo rasoterra; Lele Blade e Lazza a parte, Guè, Sfera Ebbasta, Shiva, Paky hanno degli intenti artistici troppo inferiori, vanno bene per ragazzetti brufolosi che non hanno ancora sviluppato alcun senso di profondità. Così si fa classifica, non musica; Geolier è davvero un altro livello, proprio un’altra cosa.

Vegas Jones feat. Nitro e Nayt – “Da solo”

Ballad rap di livello, soprattutto perché coinvolge Nitro e Nayt che sono due dei più forti liricisti del rap game. Un brano a tratti struggente, un esercizio di stile che ti fulmina, il rap, quando scritto come si deve, non colpisce, taglia; ecco, questo brano in certi punti ti fa a pezzetti.

Fabio Rovazzi – “Niente è per sempre”

Brano satirico, più satirico rispetto ai precedenti, ma soprattutto che non fa semplicemente da filo conduttore per l’uscita di un video, così come Rovazzi ci ha abituato negli anni. Infatti la canzone parrebbe avere una struttura e un senso più precisi (in questo senso ottimo il lavoro di Simonetta e Antonacci), in fondo parla della nostra ignoranza dilagante, di come tutto ci passi sotto il naso e di noi che questo tutto lo appiattiamo con i nostri commenti social, col nostro disinteresse programmatico, algoritmico. Certo, i video di Rovazzi mancano, perché erano sempre genialoidi e divertenti, ma a sto giro possiamo accontentarci anche di un brano che si fa ascoltare serenamente anche se, come “La mia voglia di sport/Achille e Boss Doms/I russi e gli yacht”, semplicemente passerà.

Gio Evan – “Fontana”

I brani di Gio Evan solitamente sono una gran noia, questa volta, bisogna dirlo, no. Questa volta il pezzo è una gran noia, ma è cantato scimmiottando Brunori SaS.

En?gma – “Immagini”

Ricordare la fine di una storia in una canzone, quando fatto bene, è chiaro, regala quasi sempre piccole perle di malinconia, immagini talmente comuni che poi in qualche modo quella malinconia inevitabilmente ti avvolge. Ecco, questa “Immagini.” ti avvolge, ti ricorda la spietatezza di amori passati, quelli che insegnano, come recita il testo, “A fare del male per poi stare bene”. Bravissimo.

Marta Tenaglia – “Poetica/manifesto”

Un intermezzo musicale atmosferico e vibrante che brilla di luce propria, come se la sempre bravissima Marta Tenaglia non potesse tenersi dentro queste parole: “Mi allontano dal concetto di bello inteso come affine a armonico, gradevole, piacevole. A me la bellezza mi esplode nel cuore”. E non c’è molto altro da dire, chiudete gli occhi e godetevela.

Napoleone – “Appuntamento al lungomare”

Il bravissimo Napoleone torna con un nuovo singolo ambientato su un lungomare partenopeo, brano talmente lucido e diretto che se chiudete gli occhi quasi quasi sentite la brezza del mare che vi bagna e vi sala la pelle. Napoleone è riuscito nell’impresa di trovare una soluzione artistica credibile per recuperare quel Neapolitan Power declinandolo per il pubblico di oggi; i suoi pezzi funzionano meravigliosamente bene, si ascoltano con una piacevolezza assoluta e non stancano mai. Eccellente.

Young Signorino – “Demon Girl”

Young Signorino ci riporta in una dimensione demoniaca e amorevole allo stesso tempo, attraverso una litania struggente e toccante. Dice “Scopiamo finché non facciamo il fuoco”, dice “Come mi salvi tu non mi ha mai salvato nessuno”; e tu senti un vuoto aprirsi nel petto pensando a quel dolore sottile e pungente, una scintilla che ti buca la pelle per non farsi dimenticare mai più. Bravo.

MOX feat. Matteo Alieno – “Lucio Dalla”

Un omaggio, un gioco, la cover di un pezzo di Dalla mai scritto da Dalla…potete provare, se avete tempo e voglia, a collocare questo brano come vi pare e piace; l’unica verità è che rimasticando lo stile del maestro, MOX e Matteo Alieno buttano giù un pezzo carico di quella malinconica ironia, un brano che ti prende nella narrazione, che rivolta come calzini immagini, situazioni e stati d’animo. Solo due artisti di spessore potevano avventurarsi in questa giungla piena di trappole e MOX e Alieno, con questo pezzo fortissimo, ne escono lindi e a testa alta. Bravissimi.

 

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Da Napoli un appello ad Amadeus: “Date a Peppino Di Capri il Premio alla Carriera”

sanremo 1976 peppino di capri vittorio salvetti

sanremo 1976 peppino di capri vittorio salvettiQuindici partecipazioni al Festival, due vittorie, il cinquantesimo anniversario di “Un grande amore e niente più” e di “Champagne”

Da Napoli l’appello del giornalista Michelangelo Iossa e di Radio Punto Nuovo

“Il Festival di Sanremo 2023 si avvicina. Amadeus ha dichiarato di voler puntare alla grande Musica Italiana: è giunto il momento di rendere omaggio a Peppino Di Capri! Il nostro ‘Peppino nazionale’ meriterebbe un Premio alla Carriera”. Il giornalista musicale Michelangelo Iossa – autore del volume “Cameriere, Champagne!…” che racconta la genesi di una delle più importanti long-seller della Canzone Italiana – e Radio Punto Nuovo lanciano da Napoli un appello ad Amadeus.

Intervistato dalla giornalista Simonetta de Chiara Ruffo, il critico musicale e scrittore ha spiegato agli ascoltatori i motivi di questa candidatura: “Peppino vanta una delle più lunghe e amate carriere dell’intera storia del pop italiano. Ha esordito nei tardi anni Cinquanta, mentre Modugno trionfava a Sanremo con le sue “Nel Blu dipinto di Blu (Volare)” e “Piove (Ciao Ciao Bambina)”, ed è stato un autentico innovatore perché ha saputo interpretare il ruolo di ‘ponte di dialogo’ tra la grande melodia napoletana e il nascente rock’n’roll, destando non poco clamore tra i puristi all’epoca del suo esordio”.

sanremo 1973 peppino di capri vittorio salvettiNell’intervista con la de Chiara Ruffo, il giornalista ha poi elencato una serie di primati raccolti da Peppino, il cui 2023 sarà un anno decisamente simbolico: “Supporter ufficiale dei Beatles nel 1965, Peppino vanta poi una serie di record legati al mito-Sanremo: è tra i pochissimi ad aver raggiunto il numero più alto di partecipazioni, ben quindici, come Toto Cutugno, Al Bano e Milva. Peppino ha, dalla sua parte, ben due vittorie al Festival negli anni Settanta, la prima delle quali risale al 1973, quella “Un grande amore e niente più” firmata anche dal Califfo, Franco Califano. Un classico della canzone italiana e del Festival di Sanremo, che proprio nel 2023 compirà i suoi primi cinquant’anni di vita. Il 1973 segnerà anche il cinquantesimo anniversario di un’altra canzone-simbolo di Peppino: “Champagne”.

Scritta da Mimmo Di Francia, Depsa e Sergio Iodice con lo stesso Peppino per la Canzonissima 1973/1974, “Champagne” è stata reinterpretata da Andrea Bocelli e Roberto Carlos – solo per citare due interpreti di caratura internazionale – ed è ancora oggi una delle 10 canzoni italiane più eseguite al mondo!”.




La nuova Miss Italia parla romano

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Lavinia Abate, 18enne di Roma, è la nuova Miss Italia.  La proclamazione è avvenuta durante la cerimonia  al centro congressi multimediale dell’hotel Crowne Plaza Rome St. Peter’s, nella Capitale.

Erano 21 le candidate miss, una per regione, scelte nel corso delle prefinali che si sono svolte a Fano, nelle Marche, al termine di centinaia di selezioni regionali. Per la prima volta dal lontano 1946 a presentare lo spettacolo è stato un giornalista, Salvo Sottile.

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©  Miss Italia

Foto di gruppo di Miss Italia  

A scegliere Miss Italia 2022 sono stati Massimo Boldi, nei panni di presidente di giuria, l’attrice e insegnante di recitazione Fioretta Mari, anima artistica dell’evento, e Francesca Manzini, conduttrice radiofonica e anima ironica di questa 83^ edizione.

Al termine della serata Zeudi di Palma, in carica dallo scorso mese di febbraio, ha ceduto la corona alla nuova vincitrice. In passato, non era mai avvenuto che nel corso dello stesso anno venissero proclamate due Miss Italia, una a febbraio e l’altra nel mese di dicembre.

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A Natale gli OFFICINA PARTENOPEA pubblicano il community video del loro ultimo singolo “DENTI”

1 copertina denti (1)

3 foto cover (2)Un video natalizio per la band che ha fatto ballare mezza Europa con il brano d’esordio “POSILLIPO”, prodotto dal grande Bill Zimmermann

A un mese esatto dall’uscita del video ufficiale del loro nuovo singolo, “DENTI”, gli OFFICINA PARTENOPEA lanciano – per salutare il Natale 2022 – uno speciale community video del singolo.

Dopo aver fatto ballare gli ascoltatori di mezza Europa con il brano d’esordio “POSILLIPO” – prodotto dal grande Bill Zimmerman (producer di Ariana Grande, Coldplay, Mariah Carey, BTS e Usher) – gli OFFICINA PARTENOPEA presenteranno DOMENICA 25 DICEMBRE 2022 (ALLE ORE 12.00) sul loro canale YouTube ufficiale il community video di “DENTI”, single in alta rotazione sulle piattaforme di streaming, inserito in playlist di grande successo come ‘Napoli in Alta Rotazione’ (Napoliinar) e nella playlist di culto ‘Very Neapolitan Hit’.

Circa trenta sono le persone che partecipano al community video: “Abbiamo voluto coinvolgere persone che fossero testimoni del mondo del lavoro – spiegano i quattro musicisti napoletani – dall’edicolante al barbiere, dal metalmeccanico al disoccupato. Ognuno di loro recita un verso della canzone, una sorta di ‘immersione’ sonora e visiva nella nostra canzone”. Tra i partecipanti al video anche due musicisti: il tenore Alessandro Granato  e il chitarrista Giovanni Cigliano.

Quattro sono le ‘anime’ che danno vita a Officina Partenopea: Rosario Viola è voce e autore della formazione; Luca Roncelli è chitarrista e polistrumentista nonché principale autore e compositore della band; Simona Pinto è chitarrista e corista; Antonio ‘Uke’ Russo è producer e polistrumentista.

Autore e compositore di DENTI è Roncelli, che nel brano suona la chitarra flamenca insieme a Simona Pinto; la produzione del brano è firmata da Russo “acasadiuke”, mentre il sound engineering è affidato a Stefano Formato (Enzo Gragnaniello).

Sotto la direzione artistica di Dario Sansone (frontman dei FOJA), la band si è lasciata affiancare dal fisarmonicista Claudio “Zingarone” Del Vecchio – già nelle fila dei Guappecartò – e dal bassista Giuliano Falcone dei FOJA.

La distribuzione è affidata all’etichetta partenopea FULLHEADS, label de La Maschera, Foja, Pepp-oh, Tommaso Primo, Daniele Sepe e molti altri.

www.officinapartenopea.it

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