“A Better World” di Phil Mitchell Band: un augurio in musica per un 2021 migliore

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vlcsnap 2020 11 19 17h55m40s431di VIVIANA DRAGANI.

Un album che sprizza positività: tra le righe dei testi emerge in ogni canzone la consapevolezza di vivere in un mondo che nonostante tutto è un posto meraviglioso (The word is a beautiful place). Le sonorità sono varie: si spazia da quelle irlandesi (Irish Rose), a quelle gospel (God Bless This Child) a quelle squisitamente pop (My Love Is True) a quelle decisamente rock (Never Let it Die) con un magnifico solo di chitarra. E ancora atmosfere alla Extreme con il delizioso brano armonizzato a due voci che dà titolo all’album “A Better World” con inserti di mandolino.

In tempi bui come questi, avrete sicuramente più tempo per ascoltare musica in casa, seriamente, con dei buoni amplificatori e non con le cuffiette dell’IPod. Bene, questo è un ottimo album da ascolto, perfetto anche in cuffia per isolarvi completamente ed entrare in un mondo migliore per tre quarti d’ora.

Unicità dell’album è che Phil Mitchell Band, band con base a Chicago, non ha frontman fisso e piuttosto ama collaborare con diverse voci maschili e femminili, il che rende l’album ancora più interessante grazie al contributo dei vari ospiti della band, ognuno con la sua capacità interpretativa e vocale.

La nostra redazione ha avuto il piacere di intervistare una delle interpreti femminili di questo album, Elena Ravelli, vocalist cremonese, che ha inciso “The World is a Beautiful Place”.

Elena, tu vivi in Italia, come hai conosciuto Phil Mitchell Band?

Ho conosciuto la band in maniera singolare. Per gioco, infatti, durante il lockdown, mi sono iscritta ad una nota piattaforma per freelancers americana, e ho iniziato ad offrire i miei servizi di cantante. E’ stato un successo inaspettato, ho evaso oltre cento ordini in poco tempo e tra le varie opportunità ho conosciuto Phil Mitchell Band e ho un progetto in ballo che ha addirittura a che fare con i mitici Take Six.

Elena, che tipo di musica proponi live? 

Beh sapete Cremona è la città della grande Mina e noi proponiamo da parecchio tempo un progetto a lei dedicato. Faccio live da quando avevo 14 anni e ora ne ho quasi 40 quindi ho accumulato tantissima esperienza.

Che tipo di background hai?

Ho iniziato a cantare arie d’opera, a suonare il piano, come nella tradizione cremonese, ma poi ho virato su un percorso più moderno ed ecco qua la mia vocalità, pulita, precisa, potente.

Qual è il tuo brano preferito di “A Better World”, oltre a quello che hai interpretato?

Mi piace moltissimo God Bless This Child, soprattutto in questo periodo prenatalizio credo crei l’atmosfera giusta. E’ un ottimo brano, che strizza l’occhio a Billie Holiday e al contempo se ne distanzia. Da non perdere.

Dunque non resta che ascoltarlo, acquistarlo, regalarlo, sarà sicuramente di ottimo auspicio.




È online il nuovo brano di Erika Veras, “I Tuoi Occhi Assenti”.

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c448ab74 8084 49d8 bb1e 4b503ea99c7aIl singolo della cantante dominicana Erika Veras è ora disponibile in digital download sulle principali piattaforme streaming.

Si tratta di “I Tuoi Occhi Assenti”, brano scritto da Clearco & Piciocchi, autori italiani residenti in Repubblica Dominicana da diversi anni.

Il brano è il racconto disperato di una donna che non vuole arrendersi agli eventi e decide di cambiare così il proprio destino e quello dell’uomo amato. Con un piccolo “giallo” da risolvere nella sottotraccia del racconto.

L’arrangiamento del brano è stato affidato alle sapienti mani di Paolo Di Bernardo, che ne ha curato i suoni e la linea melodica al pianoforte, accompagnato dalla briosa chitarra elettrica di Elias Santos, il tutto per risaltare l’emozionante interpretazione di Erika e la sua notevole estensione vocale.

Il brano è stato registrato, mixato e masterizzato nello studio IBIZT di Las Terrenas (RD) dall’ingegnere del suono svizzero Brian Bizet.

Erika Veras è una cantante, modella e attrice classe 1993 di Santo Domingo, capace di esibirsi in spagnolo, italiano, inglese, francese e portoghese.

Nel 2011 inizia la sua carriera artistica come voce del gruppo musicale Plan Venus, con il quale si esibisce sulle reti di Telecentro, Tierramerica e Antena Latina.

Nel 2015 partecipa al programma televisivo Super Star Straordinaria in onda su Telemicro Canale 5, e inoltre diventa voce solista principale del gruppo musicale Kromos de Plata.

Nel 2016 prende parte a una serie di concerti per la catena alberghiera Iberostar e nel 2017 per la catena alberghiera Viva Wyndham Hotel Resorts.

Nel 2019 partecipa al talent Dominicana’s Got Talent.




Francesco Santoliquido, un italiano a Tunisi

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17tunisiÈ un’operazione filologica di rilievo quella proposta dall’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, che lancerà on line il 20 novembre prossimo l’iniziativa “Francesco Santoliquido, un italiano a Tunisi. Riscoperte musicali del ‘900 italiano“. Una sorta di viaggio nel tempo che ci riporterà agli inizi del secolo scorso quando la vita culturale a Tunisi era intensa e fortemente influenzata da quella italiana, con ben tre teatri della capitale dedicati alla promozione di intere stagioni di Opera e musica classica.
Scopo del progetto è riscoprire il lavoro di un compositore campano che ha vissuto a lungo in Tunisia tra il 1912 ed il 1927, proprio nel periodo più fulgido della presenza culturale italiana nel Paese nordafricano, mettendo in luce una parte della storia degli italiani in Tunisia, spesso poco conosciuta.
L’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi proporrà sui propri canali on line il 20 novembre, dalle ore 17, un documento inedito, dedicato a Francesco Santoliquido e ai suoi rapporti con la Tunisia, suddiviso in quattro parti: un intervento di Silvia Finzi, docente all’Università de la Manouba di Tunisi, sulla genesi e la storia dell’Archivio delle Memorie Italiane di Tunisia; una ricerca della studiosa Rosy Candiani dal titolo “Interrogare le carte: il musicista Francesco Santoliquido a Tunisi”, avviata a partire proprio dai materiali presenti in detto Archivio; un intervento di Daniel Passalacqua, massimo esperto di musica e profondo conoscitore della storia degli italiani in Tunisia, sulle riscoperte musicali del ‘900 italiano, con una particolare attenzione per la vita e l’operato di Santoliquido in Tunisia; e l’esecuzione della “Sonata in la minore” di Santoliquido per violino e pianoforte, interpretata dal Gran Duo Italiano, specializzato nella riscoperta di compositori noti un tempo e spesso ingiustamente dimenticati.
Francesco Santoliquido (San Giorgio a Cremano, 6 agosto 1883– Anacapri 26 agosto 1971) è stato un compositore italiano. Dopo gli studi musicali al Conservatorio di Santa Cecilia (terminati nel 1908), dal 1912 al 1921 visse in Tunisia, soggiornando principalmente ad Hammamet. Si trasferì poi a Roma, ma continuò a passare molto tempo a Tunisi dove fondò una società di concerti e, nel 1927, una scuola di musica che poi divenne un conservatorio. Nel 1933 si stabilì ad Anacapri.
Il Gran Duo Italiano, composto da Mauro Tortorelli al violino e Angela Meluso al pianoforte, da oltre 10 anni si occupa di riscoprire tesori musicali italiani e non, ingiustamente dimenticati, portando alla luce veri e propri tasselli mancanti della storia della musica con un lavoro di ricerca accurato e costantemente documentato attraverso incisioni discografiche in prima mondiale e valorizzato e divulgato attraverso masterclass, seminari e concerti in tutto il mondo.




Addio a Stefano D’Orazio: batterista dei Pooh

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unnamed 1Addio a Stefano D’Orazio, storico componente dei Pooh. L’artista, batteria, voce e flauto traverso della band, si è spento a 72 anni dopo un ricovero in ospedale. A darne la notizia gli amici e colleghi di sempre: Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli.

Il batterista dei Pooh è mancato ieri sera, presso la struttura Columbus del Policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverato da una settimana. D’Orazio era in via di guarigione da una patologia che stava curando da circa un anno e al lavoro su alcuni progetti che gli stavano molto a cuore, quando è risultato positivo al Covid che ha compromesso irrimediabilmente il suo stato di salute.

In un post sui social poco dopo la mezzanotte i Pooh hanno scritto: “Stefano ci ha lasciato! Due ore  fa… era ricoverato da una settimana e per rispetto non ne avevamo mai parlato… oggi pomeriggio, dopo giorni di paura, sembrava che la situazione stesse migliorando… poi, stasera, la terribile notizia. Abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti, ma soprattutto, tutti noi, abbiamo perso una persona per bene, onesta prima di tutto con se stessa. Preghiamo per lui. Ciao Stefano, nostro amico per sempre… Roby, Dodi, Red, Riccardo”.

LA MOGLIE “Ho perso una parte di me stessa, Stefano era la mia forza, il mio sorriso, mi mancherà tutto di lui”. Così la moglie di Stefano D’Orazio, Tiziana Giardoni.

I POOH Entra a far parte dei Pooh nel 1971, in seguito all’uscita di Valerio Negrini, e vi rimane fino al 2009, scrivendo anche una parte dei testi delle canzoni del gruppo. Lascia la band dopo un tour di 38 date conclusosi a Milano e dopo un’ultima canzone inedita cantata a quattro voci, ‘Ancora una notte insieme’, contenuta nella raccolta omonima.

L’addio al gruppo avviene con una lettera commovente, nella quale diceva: “Sono al capolinea. Sto per scendere dalla grande astronave luminescente e fortunata che per tanti anni mi ha trasportato oltre le mie aspettative in una lunga avventura indimenticabile, spesso faticosa, quasi sempre straordinaria”, e concludeva con “Grazie, io scendo qui”.

Rientra nel gruppo nel 2015, in occasione del cinquantennale della band e scrive gli ultimi suoi tre testi per il gruppo: ‘Tante storie fa’, ‘Le cose che vorrei’, ‘Ancora una canzone’, che sono anche le uniche canzoni di tutta la discografia del gruppo interpretate a cinque voci alternate, anche con Riccardo Fogli.

SOLISTA Numerosi i progetti solisti, comprese diverse incursioni nel mondo del musical, fra le altre la stesura dei testi italiani del  musical ‘Mamma Mia’ su richiesta degli Abba, ‘Aladin’ scritto da lui,  ‘Pinocchio’ di cui scrive i testi, ‘W Zorro’, ‘Cercasi Cenerentola’. Nel 1975 è autore di tutte le 11 tracce del disco di esordio di Alice, La mia poca grande età. Nel 1986 scrive il testo della canzone Grande grande amore per Lena Biolcati, con il quale vince il Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte.

PRIMA DEI POOH Alla musica e all’adorata batteria D’Orazio si era avvicinato negli anni del liceo, con il gruppo The Kings, prima band cui seguono, stessi componenti nuovo nome, The Sunshines. Con loro l’esordio da  paroliere firmando ‘Ballano male’.

Per vivere di musica D’Orazio declina l’arte in ogni direzione,  incrocia anche Carmelo Bene fornendo la colonna sonora del suo  spettacolo “Osram”, poi entra nel gruppo Italo e il suo complesso, che diventa in breve I naufraghi. Apre due ‘Cantine Club’ a Roma e lavora  per la Rca, fa la comparsa a Cinecittà, comparendo in una decina di  film tra cui diversi spaghetti western e una pellicola con Totò.

DODI “Stefano D’Orazio era il fratello che io, figlio unico, non avevo. Quando perdi una persona così cara, soffri da morire, ma non ti rendi conto subito di quello che è successo”. Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh, ricorda così con l’Ansa lo storico batterista del gruppo, morto ieri sera a Roma. “E’ una tragedia. Le lacrime di questo momento sono solo una minima parte di quelle che verseremo quando andremo nell’ufficio in cui c’era lui, quando vedremo una Jaguar bianca come quella che aveva lui o quando vedremo un altro batterista volteggiare con le bacchette come faceva lui”.    Il dolore è aggravato dal pensiero dell’amico che muore isolato in un letto a causa del Covid-19. “Stefano non stava bene, ma non sembrava niente di così allarmante. Era ricoverato a Roma in una struttura sanitaria. Si era infettato con questo virus, ma come tante altre persone… Fino a tre ore fa aspettavo un messaggio di aggiornamento e invece mi è arrivata questa mazzata che mi ha spezzato le gambe. E’ devastante immaginarlo morire in solitudine”, confessa Dodi.    “Il legame di questi 50 anni, le cose che abbiamo fatto insieme, ci hanno uniti forse anche più di un vincolo fraterno di sangue”, aggiunge.

Con gli altri Pooh, Red Canzian, RobyFacchinetti e Riccardo Fogli, si piange al telefono in questa notte. Tra gli infiniti ricordi che legano Dodi a Stefano c’è una canzone dal titolo ‘Un vero amico’, di cui Battaglia aveva scritto la musica e D’Orazio il testo. “Lui e Valerio Negrini hanno scritto parole bellissime delle canzoni dei Pooh. Per farlo come hanno saputo farlo loro, devi avere una grande profondità. Stefano era romano, trasudava una grande umanità e bonarietà. Conoscendo entrambi i suoi genitori – racconta ancora Dodi – posso dire che aveva preso il meglio da ciascuno di loro:aveva una mamma straordinaria e un papà integerrimo. Stefano era una persona con tante virtù: trasparenza, onestà , sensibilità, intelligenza”.

D’Orazio fu il primo a lasciare i Pooh. “Contrariamente ai miei colleghi – ricorda Dodi – dopo aver tentato in tutte le maniere di farlo rimanere, una decina di giorni dopo rinunciai. Pensai che quella fosse la scelta giusta. Feci questo ragionamento: se lui è mio fratello (e lo fa non per scappare a 60 anni con una ballerina bulgara) evidentemente ha preso una decisione che devo rispettare. Un amico vero fa così. Allora gli dissi ‘se non ti senti bene insieme a noi e sii felice, fai il monaco buddista, apri una gelateria a Torvaianica, fai quello che vuoi'”.

Anche quando gli altri Pooh non c’erano, Stefano c’era.”Venne anche al Dodi day a Bellaria per me. Prese la macchina e mi raggiunse con altri amici come Mario Biondi, Gigi D’Alessio, Il Volo. E’ stato proprio un vero amico, un fratello con me e spero – conclude – di esserlo stato anche io per lui”.

LE REAZIONI “Ho controllato sul web non riuscivo a crederci ma è vero. #stefanodorazio stasera è morto. Il mio amico Stefano. Non riesco a dire altro, ma non pensate a lui solo come il batterista dei @Pooh. Era un uomo splendido”, scrive Enrica Bonaccorti.

E Barbara d’Urso scrive: “Sono disperata… un pezzo del mio cuore”. Poi c’è Caterina Balivo che scrive: “Senza parole per la perdita di Stefano D’Orazio, storico batterista dei #Pooh, band che ha segnato la storia della musica italiana. Questo 2020 non finisce più di sconvolgerci. Buon viaggio #stefanodorazio. Un abbraccio grande a Tiziana, sua moglie”.

Al messaggio di Roby Facchinetti, compagno di viaggio per oltre 25 anni con i Pooh risponde, postando l’emoticon di un cuore spezzato Lorenzo Jovanotti.

Enrico Ruggeri scrive: “Una persona per bene, sempre sorridente, piena di energia positiva. Una preghiera per lui e un abbraccio ai suoi fratelli di sempre. #stefanodorazio”.

Fausto Leali: “Un dolore immenso caro Stefano, non posso ancora crederci. Una persona perbene e sempre sorridente, buon viaggio amico, con grande affetto Fausto”.

I Nomadi: “Per chi vola non c’è frontiera. Ciao Stefano, salutaci le stelle”;

“Ciao Maestro. #StefanoDorazio #Pooh”, scrive il batterista di Jovanotti Saturnino Celani.

Su Facebook Amedeo Minghi scrive: “Roma perde un altro suo figlio. Vanzina, Morricone, Proietti… Anche Stefano ci ha lasciato. R.I.P.”.

Poi c’e’ Paolo Conticini che viola il regolamento della Rai per salutare l’amico: “So che stasera non potrei scrivere sulla mia pagina perché il regolamento di “ballando” lo vieta ma non riesco proprio a farne a meno. Una parte di me questa sera è volata in cielo. Tutta la mia vita è stata accompagnata dalle sue parole, dalla sua musica dalla sua sensibilità e dall’amore che riusciva a raccontare. Per me e’ devastante. Stefano D’Orazio ci ha lasciato. Se ne và un amico, un uomo per bene. Ciao Stefano”.

E l’attore Massimo Boldi scrive: “Piango in silenzio l’improvvisa scomparsa di Stefano D’Orazio, mi abbraccio forte ed affettuosamente a Roby, Red, Dodi ed alla famiglia di Stefano. Ciao Stefano, Mancherai a tutti noi”.

da Rai News




Monchy Capricho: un artista dominicano simbolo del suo Paese

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08d671b3 92de 4712 bd10 510876f6b020Questo cantante di merengue vanta una traiettoria lunga più di tre decenni. Ha registrato 11 produzioni discografiche da cui sono derivati ​​più di 20 successi.

Nelle decadi degli ’80, ’90 e all’inizio degli anni 2000 questo artista ha conquistato tutte le classifiche e gli standard di popolarità in R.D. e in gran parte degli Stati Uniti, Porto Rico e America Centrale. Con successi come Nuestro Amor, Adolescente, Amor Mágico, Vuela Pensamiento, ecc. Monchy Capricho ha occupato i primi posti della hit parade delle principali stazioni radio.

Considerando la sua carriera, è considerato un artista esemplare, che non è mai stato involucrato in scandali nel mondodello spettacolo o personali. Per queso si è guadagnato il rispetto della stampa, dei suoi colleghi artisti e del pubblico in generale.

Attualmente continua la sua carriera merenguera, ma si avventura nel mondo della musica romantica con un’eccellente nuova produzione prodotta e diretta dal maestro Freddy Valdez, prestigioso arrangiatore che ha lavorato con artisti della statura di Juan Luis Guerra, Gilberto Santa Rosa e molti altri.

Questa produzione è composta da 10 canzoni,  successi degli artisti che più lo hanno influenzato nella sua vita e 6 canzoni scritte da lui stesso.

Per saperne di più su Monchy Capricho, si puó accedere alle sue reti sociali @monchycapricho su Instagram e Facebook, o al suo canale YouTube: Monchycaprichocanaloficial




New York. Oggi “on line” il concerto di Luca Ciarla

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” 14ciarlaSi svolgerà oggi, 15 ottobre, alle ore 21.00 italiane, il concerto documentario del violinista Luca Ciarla “Sunset concert at the Tremiti Islands“, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di New York che lo presenterà in anteprima online sul proprio sito e sui propri canali social Facebook e Youtube.
Nel mese di settembre, il musicista italiano sarebbe dovuto partire per uno dei suoi frequenti tour in Nord America. Si sarebbe dovuto esibire a New York, Cleveland, San Francisco, Las Vegas, Chicago e Vancouver; poi in British Columbia, Vermont, Connecticut e per la prima volta anche in Alaska. Ma causa del Covid il tour è stato posticipato al prossimo anno. Intanto, però, grazie all’IIC di New York, spazio nel quale si sono esibiti i più grandi artisti italiani e dove Luca avrebbe suonato per la terza volta, è stato deciso di riprendere un concerto in Italia e poi di mandarlo successivamente in streaming per il pubblico della grande Mela.
E così per il programma Mediterramìa, affascinante incontro tra la tradizione popolare italiana e le sonorità del mediterraneo, la scelta è ricaduta sulle meravigliose Isole Tremiti, uno dei luoghi del cuore del violinista Luca Ciarla, nato nella vicina Termoli, in Molise. Realizzato con il prezioso sostegno dell’Associazione Culturale SopraLeRighe, il documentario è stato registrato dall’artista stesso nei luoghi più suggestivi delle Isole Tremiti il 10, 11 e 12 settembre. La tre giorni di riprese si è poi conclusa con un concerto finale presso l’Hotel Eden sull’Isola di San Domino. Una produzione Violipiano Music realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di New York, l’Associazione Culturale SopraLeRighe e LiveOnMârs Tv.




“Virus de amor”, il nuovo singolo del nostro direttore

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cop NicolasaÈ uscito il secondo singolo della nuova produzione musicale di Ennio Marchetti, direttore di Italian’s News, giornalista e cantautore.

Si tratta della bachata “Virus de amor” che i nostri lettori possono ascoltare al link

https://ennioyfreddy.bandcamp.com/track/virus-de-amor

La produzione dal titolo “Nicolasa y otras historias” propone 12 brani in spagnolo prevalentemete di genere latino, anche se non mancano le ballate.

In questi giorni si sta procedendo al mixaggio dei brani nello studio Ibizt di Las Terrenas, Repubblica Dominicana.

La produzione gode del patrocinio del MIRE, Movimento Italiani Residenti all’ Estero.

I nostri lettori potranno trovare tutte le informazioni sulla produzione musicale al sito www.ennioyfreddy.com

 




Il cantautore italiano Alfonso Oliver conquista l’Ucraina

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Oliver 3Alfonso Oliver è il nome d’arte di Alfonso Olivo, 34enne da sempre residente a Reggio Emilia, dove si è trasferito da Crotone assieme alla sua famiglia quando non aveva nemmeno sei mesi.

Nel 2014 debutta col suo primo album, TUTTA COLPA DELLA MUSICA, e dopo una Tourneè in tutta Italia, nel 2016 incomincia a frequentate l’Ucraina dove – come in vaste zone dell’Europa orientale – la musica italiana è particolarmente apprezzata.

Già nell’agosto 2017,  aveva piantato basi solide vincendo il Gran prix della musica internazionale del festival “Retro”, primo artista italiano ad ottenere l’onorificenza, fra le più seguite dal pubblico ucraino.Sempre nel 2017 Alfonso pubblica il brano Vinceremo, canzone che gli porterà il primo seguito di pubblico da parte del popolo italo-ucraino.

Nell’ultimo triennio la sua carriera locale è definitivamente decollata e in estate 2019 Oliver è stato impegnato in un lunghissimo tour, in cui ha toccato festival e teatri delle principali città ucraine, suonando davanti a parecchie migliaia di persone, spesso affiancato da orchestre ed ensemble particolarmente numerose.

Ad aiutarlo il successo del singolo “Mamma”, traduzione in italiano di un brano molto amato in Ucraina, ovviamente a tema materno. Pubblicato a maggio, ha ottenuto tantissime visualizzazioni su internet, buone vendite, una costante programmazione nelle emittenti radiofoniche e tanta attenzione dai media: grazie a “Mamma”, Oliver si è spesso trovato al centro di servizi televisivi curati dalle reti nazionali.

Nel 2019, in occasione dell’Italian National Day celebrato nel Paese, Alfonso Oliver è stato invitato dall’ambasciata italiana a Kiev e lì, nella capitale, con la cantautrice Ucraina, Darina Burnos, che affianca Alfonso Oliver nei concerti formando il primo duetto in assoluto collegando due nazioni cosi vicine tra di loro, ha intonato i due inni nazionali, quello italiano e ucraino, durante un momento ufficiale all’interno delle celebrazioni.

A Marzo 2020 pubblica il suo secondo Album, UN ITALIANO FIERO, per far capire al suo pubblico qual è il messaggio che Alfonso vuole trasmettere al mondo intero. Orgoglioso di essere italiano, un artista che alla musica, ha saputo fin da subito dedicare anima e passione.

Purtoppo a causa della pandemia ogni iniziativa promozionale dell’album è stata rimandata.

Il legame con l’Italia non si è mai interrotto. Oliver continua a comporre principalmente nella sua lingua nativa e partecipa a spettacoli e raduni nella sua patria, e il suo obbiettivo principale è quello di portare nel mondo la musica Italiana per i suoi connazionali, e soprattutto far innamorare sempe più persone straniere della cultura e bellezza Made in Italy!




Morto Eddie Van Halen, leggenda della chitarra

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epa08725201 (FILE) Eddie Van Halen of US rock band Van Halen smiles during a press conference announcing Van Halen’s first national tour in 22 years in Los Angeles, California, USA, 13 August 2007 (reissued 06 October 2020). According to reports, the legendary guitarist and co-founder of Van Halen, Eddie Van Halen has died on 06 October 2020 at the age of 65 after a long battle with throat cancer. EPA/SEAN MASTERSON

Addio ad uno dei grandi del rock. A 65 anni è morto Eddie Van Halen dopo aver perso la sua battaglia contro il cancro. L’annuncio è stato dato su Twitter dal figlio Wolfgang. “Non riesco a credere di dover scrivere questo – si legge – ma mio padre, Edward Lodewijk Van Halen, ha perso la sua lunga e dura battaglia contro il cancro”.

Di origini olandesi ma emigrato con la famiglia negli Usa a soli sette anni, Eddie Van Halen si avvicina alla musica sin da piccolo iniziando con la batteria. A dodici anni scopre invece la sua vera passione, la chitarra. Inizialmente pratica con il fratello Alex, studiano principalmente diversi stili rock, poi il fratello passa alla batteria e assieme al bassista Michael Anthony e al cantante David Lee Roth alla fine degli anni ’70 danno vita ai Van Halen. La band si afferma subito sulla scena musicale internazionale.

L’album 1984 in solo un anno diventa cinque volte disco di platino e il celebre singolo Jump ha fatto storia. La band ha vinto il Grammy Award 1992 per la miglior interpretazione hard rock con l’album For Unlawful Carnal Knowledge. Nel gennaio 2007 i Van Halen vengono inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame. Ma la band non sarebbe quello che è senza Eddie Van Alen. Anche se non inventò la tecnica del tapping a due mani, che consiste nel suonare lo strumento con entrambe le mani sulla tastiera in modo da coprire intervalli inusualmente ampi e impossibili da raggiungere con il legato tradizionale, la perfezionò e la introdusse al grande pubblico.

Nonostante fosse un virtuoso della chitarra elettrica, Eddie non imparò mai a leggere la musica. “Non so un c… di scale o di teoria musicale – disse in un’intervista al Rolling Stone nel 1980 – Non voglio essere considerato come la chitarra più veloce, pronto ad abbattere la concorrenza. Ciò che so è che la chitarra rock & roll come il blues dovrebbe essere una melodia… ma cosa più importante dovrebbe avere delle emozioni. Voglio solo suonare la mia chitarra per far sentire qualcosa alle persone, felicità, tristezza o anche eccitazione”.

Oltre al successo Val Halen è stato anche tormento da continui problemi di salute. Ha sofferto di lesioni persistenti a causa delle acrobazie sul palcoscenico mentre nel 2000 gli fu diagnosticato un cancro alla lingua della quale ha subito l’asportazione per circa un terzo. Ha anche lottato a lungo contro l’alcolismo e l’abuso di droghe, nel 2007 finì persino in riabilitazione.  ANSA




“En Las Terrenas I’m in love”, il primo singolo del nuovo disco del nostro direttore

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sito 3È uscito ieri il primo singolo della nuova produzione musicale del nostro direttore, Ennio Marchetti, giornalista di professione e cantautore per hobbie, realizzata con il maestro Freddy Valdez, arrangiatore dominicano con nel curriculum una vasta serie di collaborazioni con alcuni dei più importanti musicisti di questo Paese.

La canzone, “En Las Terrenas I’m in love”, è ovviamente dedicata, come dice il titolo, al centro turistico della Repubblica Dominicana dove Ennio vive da ormai 22 anni.

Si tratta di un brano di largo respiro, nella pura tradizione melodica italiana.

La potete ascoltare qui: https://ennioyfreddy.bandcamp.com/track/en-las-terrenas-im-in-love

L’ascolto è gratuito. È anche possibile scaricare la canzone al costo di un dollaro o facendo un’offerta. Il ricavato servirà per la promozione del disco che conterrà 12 brani inediti, tutti composti e cantati da Ennio.

La produzione ha il titolo di “Nicolasa y otras historias”, dal nome della protagonista di una delle canzoni, appunto “La Nicolasa”, è presentata in spagnolo ma è prevista anche una edizione con testi in italiano creati dal duo di parolieri Clearco&Piciocchi.

Tutte le notizie, le canzoni, i testi, le collaborazioni, etc si trovano nel sito della produzione: www.ennioyfreddy.com dove, nella “Home Page”, compaiono anche i patrocinatori che, con il loro determinante contributo, hanno fatto sì che il disco possa essere registrato.

Dopo questo primo singolo, ogni 15 giorni, usciranno gli altri 11.

“Un ringraziamento particolare va al MIRE, Movimento Italiani Residenti Estero, ed al suo Presidente, Vincenzo Odoguardi, che è stato il primo ad aderire immediatemente all’iniziativa appena gliene ho parlato – dichiara Ennio Marchetti –  Poi alla Compagnia Luz y Fuerza di Las Terrenas, distributrice della elettricità nel centro turistico della provincia di Samanà, ed al suo presidente, Ing. José Oscar Orsini Bosch, sempre sensibile alle iniziative tese a promuovere la cultura locale.

Grazie a Thierry Blondy, del bar ristorante La Vela Blanca, sulla splendida spiaggia di Las Ballenas, a Las Terrenas, cui, nella produzione, è dedicata la canzone “En el bar de Thierry”.

Chi desidera patrocinare l’iniziativa, e quindi apporre il proprio logo nella home page del sito della produzione, deve solamente contattare Ennio, al cellulare 849 607 5012 (anche whats app), mail enniomarchetti@gmail.com