Laura Pausini conquista il pubblico messicano con Achille Lauro ospite speciale

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pausinilauropuntovertLaura Pausini ha regalato un momento speciale ai fan durante il concerto all’Arena CDMX di Città del Messico, sorprendendo il pubblico con un ospite inatteso: Achille Lauro. Davanti a circa 15mila spettatori, i due artisti si sono esibiti insieme per la prima volta dal vivo nella versione spagnola del brano “16 de marzo”.

L’interpretazione ha rappresentato anche un debutto importante per Lauro, che si è cimentato per la prima volta in lingua spagnola. Il pezzo, adattato dalla stessa Pausini, fa parte del suo recente progetto discografico legato all’album Io canto 2.

Durante lo show, Pausini ha presentato l’artista romano con parole molto calorose, sottolineandone talento, personalità e rilevanza nella musica italiana contemporanea. Il pubblico ha reagito con grande entusiasmo, e il duetto ha avuto ampia risonanza anche online, diventando uno dei momenti più commentati della serata.

L’evento si inserisce nel contesto del tour mondiale “Io Canto / Yo Canto”, che sta portando la cantante in diverse città tra America Latina, Stati Uniti ed Europa, con numerose date già annunciate e spesso sold out.

foto: puntodincontro.mx




All’Università di Chicago gli “Incontri Speciali” del giornalista Emilio Buttaro

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e buttaroIl giornalista Emilio Buttaro racconterà i suoi quattro decenni di interviste ai giganti dello spettacolo e dello sport il prossimo 4 maggio negli Stati Uniti. L’iniziativa dal titolo “Incontri speciali in 40 anni di Bel Paese”, si svolgerà presso l’Università di Chicago, Dipartimento di Lingue e Letterature Romanze.

“L’idea di portare nuovamente la mia iniziativa al di là del grande mare – ha spiegato Buttaro – mi emoziona tantissimo. Sarà per me, la prima volta in assoluto a Chicago ed è un altro sogno che si realizza. Due anni fa ho avuto il piacere e l’onore di raccontare le mie interviste ai grandi dello spettacolo e dello sport in un indimenticabile incontro alla Scuola d’Italia Guglielmo Marconi di New York. Sento che sarà una giornata da ricordare anche quella nella città del vento”.

locandina jpgTra aneddoti e retroscena, Emilio Buttaro racconterà i suoi innumerevoli incontri che ha definito come compagni di viaggio meravigliosi. Da Mike Bongiorno a Carlo Conti, da Pippo Baudo ad Adriano Celentano ed ancora da Claudia Cardinale a Paola Cortellesi, da Raffaella Carrà a Loretta Goggi passando per icone dello sport come Gianni Rivera, Gigi Riva, Felice Gimondi, Paolo Rossi, Gigi Buffon, Francesco Totti fino agli immortali Pelè e Maradona. Senza dimenticare poi dei simboli italiani nel mondo come Al Bano, Roberto Benigni, Luciano Pavarotti, Umberto Tozzi, Lucio Dalla, Andrea Bocelli, Gianni Morandi e Toto Cutugno.

A fare da sfondo c’è l’Italia che cambia nel corso degli anni, così come cambia il modo di fare giornalismo ma soprattutto c’è il racconto personale, c’è il dietro le quinte delle interviste, le emozioni che il giornalista ha provato in occasione di tanti incontri speciali e poi l’entusiasmo rimasto sempre intatto nel tempo.

L’incontro di Chicago sarà moderato dalla professoressa Veronica Vegna, Direttrice del Programma di Lingua Italiana del Dipartimento di Lingue e Letterature Romanze.

Collaboratore di numerosi giornali italiani e stranieri, conduttore di eventi, Buttaro da tempo è impegnato per gli italiani all’estero sia in veste di cronista che di presentatore. Nel 2023 Buttaro ha ricevuto il “Premio Giornalistico AIAE New York” al Consolato Italiano di New York per il suo impegno dedicato agli italiani all’estero. A novembre del 2024 a Madrid, il cronista è stato premiato da “La Voce d’Italia”, autorevole testata per gli italiani all’estero con la seguente motivazione: “In riconoscimento per il suo impegno giornalistico e la passione con cui contribuisce a rafforzare i legami tra l’Italia e le nostre comunità”.

“A Chicago – ha aggiunto ancora Emilio – non mancherà qualche racconto in versione stelle e strisce parlando di personaggi italo americani che ho intervistato o comunque particolarmente legati agli Stati Uniti”.

Gli “Incontri speciali in 40 anni di Bel Paese” sono stati finora raccontati dal giornalista in Grecia, Danimarca, Svizzera, Spagna, Polonia, Ungheria, Svezia, Croazia, Repubblica Ceca, Francia e Slovenia.

“Sono pronto a vivere un nuovo sogno americano” – ha concluso Buttaro.

L’incontro di Chicago avrà inizio alle 16,30 CST in Classics Building, Room 20, 1010 E. 59th St., Chicago, IL 60637, The University of Chicago.




Laura Pausini si ferma a Quito per l’ossigeno, ma poi riprende il concerto senza problemi

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laura pausini 1024x576Durante una tappa del suo tour mondiale, la cantante Laura Pausini ha vissuto un piccolo imprevisto mentre si esibiva a Quito, in Ecuador.

Nel corso dello spettacolo, davanti a migliaia di spettatori, l’artista ha interrotto per qualche minuto la performance per utilizzare una bombola d’ossigeno direttamente sul palco. La scena, ripresa dai fan presenti, è rapidamente diventata virale sui social.

Nonostante il momento inatteso, Pausini è rimasta sul palco e ha gestito la situazione con leggerezza, scherzando con il pubblico mentre indossava la maschera. Poco dopo ha ripreso il concerto normalmente, tra gli applausi dei presenti.

La causa dell’episodio non è legata a problemi di salute gravi, ma all’altitudine della città: Quito si trova a circa 2.850 metri sul livello del mare, una condizione che può rendere più difficile respirare, soprattutto durante uno sforzo intenso come cantare dal vivo.

Non è nemmeno la prima volta che accade qualcosa di simile alla cantante in contesti ad alta quota. Anche in passato, infatti, aveva avuto difficoltà analoghe durante un’esibizione in America Latina.

L’episodio si è comunque concluso senza conseguenze: il concerto è proseguito regolarmente e i fan hanno apprezzato la professionalità e l’energia dimostrate sul palco, nonostante la difficoltà momentanea.




Crave Italy torna con la stagione 8: cultura e innovazione tra Italia e Stati Uniti

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imagesDal 1° aprile 2026 il progetto di Samantha Ferro torna con nuovi episodi tra identità, linguaggio e connessioni globali

San Francisco – Ci sono progetti che nascono in modo semplice e si trasformano in vere e proprie piattaforme culturali. È il caso di Crave Italy, oggi podcast e progetto digitale ideato e diretto da Samantha Ferro, che dal 1° aprile 2026 torna con la Stagione 8.

Nata a Milano e oggi basata a San Francisco, Ferro è giornalista, produttrice e storyteller bilingue. Il progetto prende forma nel 2022 in ambito universitario in California, dove nasce come programma radiofonico intitolato Crave, dedicato al tema delle passioni—dal desiderio di raccontare storie alla volontà di creare connessioni autentiche. In breve tempo il format ottiene riconoscimenti come miglior programma radiofonico, per poi evolversi in podcast e piattaforma multimediale.

Oggi Crave Italy è uno spazio contemporaneo che racconta il Made in Italy in tutte le sue forme—dalla musica all’arte, dalla moda alla lingua, fino allo sport e alla scienza—dove tradizione e innovazione si incontrano. Un racconto che mette al centro le persone, le storie e il dialogo tra culture.

“Crave è una casa per le storie e per le passioni,” racconta Samantha Ferro. “È un progetto che nasce dal desiderio di unire le persone, creando un dialogo autentico tra Italia e Stati Uniti.”

La nuova stagione amplia questo sguardo con ospiti e contenuti che attraversano ambiti culturali e istituzionali, offrendo una prospettiva internazionale sempre più attuale e inclusiva. Tra le partecipazioni, anche rappresentanti delle istituzioni italiane negli Stati Uniti, tra cui il Consolato Generale d’Italia a Filadelfia.

Il progetto è realizzato in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a San Francisco e l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, realtà impegnate nella promozione della cultura italiana all’estero.

Gli episodi saranno disponibili sulle principali piattaforme digitali, tra cui Apple Podcasts, Spotify, iHeartRadio e YouTube.




Bocelli conquista il cuore del Messico: lo Zócalo diventa un teatro a cielo aperto

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Una folla di oltre 130mila persone nello Zócalo per il concerto gratuito del tenore italiano tra lirica e ritmi popolari

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Una piazza simbolo del Messico trasformata in un gigantesco palcoscenico e oltre centomila persone rapite dalla musica. È questo lo scenario che ha accompagnato il concerto gratuito di Andrea Bocelli nel cuore di Città del Messico.

Nello storico Zócalo, uno dei luoghi più rappresentativi del Paese, il tenore italiano ha dato vita a una serata che ha mescolato lirica e sonorità popolari, attirando una folla stimata in circa 130mila spettatori.

Il concerto ha offerto un repertorio ampio, capace di attraversare generi diversi e pubblici differenti. Accanto alle arie più celebri della tradizione operistica, non sono mancati momenti di contaminazione musicale, con incursioni nella musica popolare latinoamericana.

Una scelta che ha reso lo spettacolo accessibile e coinvolgente, dimostrando ancora una volta la capacità di Bocelli di dialogare con culture diverse e di adattare la propria arte a contesti internazionali.

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Non è casuale la scelta dello Zócalo. Situato nel centro storico della capitale, è molto più di una piazza: è il cuore politico e culturale del Messico, uno spazio che nei secoli ha ospitato eventi storici, celebrazioni e manifestazioni popolari.

Portare qui un concerto di musica lirica – per di più gratuito – significa avvicinare un genere spesso percepito come elitario a un pubblico vastissimo.

L’evento conferma, ancora una volta, la forza della cultura italiana all’estero. Bocelli non è solo un artista, ma un vero ambasciatore del Made in Italy musicale, capace di riempire piazze e creare ponti tra Paesi diversi.

E a Città del Messico, davanti a una folla immensa e partecipe, la sua voce ha fatto esattamente questo: unire.




USA. Crave Italy racconta l’Italia tra cultura e innovazione negli Stati Uniti

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capturDal 1° aprile 2026 il progetto di Samantha Ferro torna con nuovi episodi tra identità, linguaggio e connessioni globali

San Francisco – Ci sono progetti che nascono in modo semplice e si trasformano in vere e proprie piattaforme culturali. È il caso di Crave Italy, oggi podcast e progetto digitale ideato e diretto da Samantha Ferro, che dal 1° aprile 2026 torna con la Stagione 8.

Nata a Milano e oggi basata a San Francisco, Ferro è giornalista, produttrice e storyteller bilingue. Il progetto prende forma nel 2022 in ambito universitario in California, dove nasce come programma radiofonico intitolato “Crave”, dedicato al tema delle passioni—dal desiderio profondo di raccontare storie alla volontà di creare connessioni autentiche. In breve tempo il format ottiene riconoscimenti come miglior programma radiofonico, per poi evolversi in podcast e piattaforma multimediale.

Oggi Crave Italy è uno spazio contemporaneo che racconta il Made in Italy in tutte le sue forme—dalla musica all’arte, dalla moda alla lingua, fino allo sport e alla scienza—dove tradizione e innovazione si incontrano. Un racconto che mette al centro le persone, le storie e il dialogo tra culture.

“Crave è una casa per le storie e per le passioni,” racconta Samantha Ferro. “È un progetto che nasce dal desiderio di unire le persone, creando un dialogo autentico tra Italia e Stati Uniti.”

La nuova stagione amplia questo sguardo con ospiti e contenuti che attraversano ambiti culturali e istituzionali, offrendo una prospettiva internazionale sempre più attuale e inclusiva.

Il progetto è realizzato in partnership con il Consolato Generale d’Italia a San Francisco e l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, realtà impegnate nella promozione della cultura italiana all’estero.

Gli episodi saranno disponibili sulle principali piattaforme digitali, tra cui Apple Podcasts, Spotify, iHeartRadio e YouTube.

www.craveshow.com




Bocelli a Città del Messico: tra lirica e cumbia un concerto fuori dagli schemi

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L’appuntamento è fissato per il 18 aprile nello Zócalo, la storica piazza centrale, dove il celebre tenore italiano porterà uno spettacolo pensato per celebrare i trent’anni di “Romanza”, l’album che lo ha consacrato a livello internazionale.

Ma non sarà un concerto tradizionale.

La serata promette una combinazione musicale inedita: alla lirica di Bocelli si affiancheranno sonorità popolari messicane, in particolare la cumbia, creando un ponte tra due mondi musicali molto diversi.

Una scelta che punta ad avvicinare il grande pubblico, trasformando un evento di musica classica in uno spettacolo accessibile e trasversale.

Il concerto rientra in una strategia culturale più ampia della capitale messicana: offrire grandi eventi gratuiti per consolidare l’immagine di Città del Messico come polo culturale internazionale.

Non è solo musica, quindi, ma anche un’operazione di identità e promozione.

Per Bocelli si tratta di un ritorno molto atteso in Messico, in una fase importante della sua carriera. La tournée mondiale per i 30 anni di Romanza rappresenta infatti una sorta di celebrazione del suo percorso artistico, capace di unire opera, pop e collaborazioni internazionali.

E questa volta, sul palco dello Zócalo, la lirica incontrerà la cumbia.

Un esperimento che potrebbe trasformarsi in uno degli eventi musicali più originali dell’anno.




Un italiano tra i mariachi del Messico: la storia di Diego Martucci

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C’è una storia che unisce Italia e Messico attraverso la musica, ed è quella di Diego Martucci, conosciuto ormai come “il mariachi italiano”. Un percorso sorprendente, fatto di passione, studio e identità culturale, che oggi lo porta a esibirsi proprio nella terra dove questa tradizione è nata.

Nato in Italia nel 1981, Martucci si avvicina alla musica fin da giovane, studiando chitarra e formandosi nel rock e nel blues. Ma il vero punto di svolta arriva quando incontra la cultura messicana e, quasi per caso, il mondo del Mariachi.

È qui che scopre il guitarrón, lo strumento simbolo del ritmo mariachi. Accetta la sfida di impararlo e da quel momento inizia un percorso che lo porterà ben oltre i confini europei. Dal 2013 entra nel gruppo Mariachi Romatitlán, uno dei più importanti ensemble mariachi in Europa, iniziando tournée internazionali.

Martucci non si limita alla musica: studia lo spagnolo, le tradizioni e perfino le culture indigene del Messico. I suoi viaggi in stati come Chiapas e Oaxaca rafforzano un legame profondo con il Paese, che lui stesso descrive come “ammaliante” per la sua ricchezza culturale e spirituale.

Il mariachi, simbolo identitario del Messico, è infatti molto più di un genere musicale: rappresenta una tradizione viva, presente nelle celebrazioni, nelle serenate e nei momenti più importanti della vita sociale.

Nel 2025, Martucci è tornato protagonista proprio in Messico, partecipando a una serie di concerti nello stato di Jalisco, culla del mariachi. Tra le tappe principali figurano:

Guadalajara, con concerti pubblici e collaborazioni artistiche, eventi culturali organizzati dal Comune, incontri accademici con università messicane.

Un riconoscimento importante per un artista europeo che è riuscito a conquistare il pubblico messicano, non sempre facile quando si tratta di tradizioni così radicate.

La storia di Diego Martucci dimostra come la musica possa superare ogni frontiera. Da Anagni al Messico, il suo percorso è diventato un simbolo di integrazione culturale e passione autentica.

Oggi Martucci non è solo un musicista, ma un vero ambasciatore culturale: un italiano che ha saputo portare il mariachi nel mondo e, allo stesso tempo, il mondo del mariachi dentro di sé.




Addio a Gino Paoli: cala il sipario sul poeta che dipinse il cielo in una stanza

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125700426 a9d7edf6 5353 4714 b0ee ce5287acad64Gino Paoli si è spento oggi nella sua amata Genova. Aveva 91 anni. Con lui se ne va l’ultimo grande caposcuola della canzone d’autore italiana, un artista che ha saputo trasformare i sentimenti più intimi in un patrimonio collettivo, rendendo eterna la fragilità dell’amore.

Nato a Monfalcone ma genovese nell’anima e nel carattere, Paoli è stato il pilastro della “Scuola di Genova”. Fin dai primi anni ’60, ha scardinato le regole della canzonetta tradizionale per introdurre una scrittura densa, jazzistica e profondamente umana. Da “Il cielo in una stanza” a “Sapore di sale”, le sue melodie hanno accompagnato i cambiamenti di un’Italia che imparava a sognare e a riflettere.

Non è stato solo un cantante, ma un intellettuale prestato alla musica e alla politica. La sua carriera è stata costellata di successi mondiali, ma anche di momenti bui e di una vena malinconica che non ha mai nascosto. Canzoni come “Senza fine” e “Che cosa c’è” rimangono vette insuperate di eleganza compositiva.

Il mondo della cultura e dello spettacolo si stringe intorno alla famiglia. Con la sua scomparsa, l’Italia perde non solo una voce inconfondibile, ma un pezzo della propria identità culturale.

“Quando sei qui con me, questa stanza non ha più pareti…”

Oggi quelle pareti sono cadute davvero, lasciandoci soli davanti a un cielo che, grazie a lui, sarà per sempre un po’ più vicino.




Napoli in lutto: addio a Tonino Apicella, voce storica della canzone partenopea

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155501799 f3582a43 ac00 4e73 9f59 08b7821481d2Napoli dice addio a Tonino Apicella, uno dei volti più autentici della canzone napoletana. La sua scomparsa ha suscitato grande emozione tra appassionati e colleghi, lasciando un vuoto nel mondo della musica tradizionale partenopea.

Nato negli anni Quaranta, Apicella aveva costruito nel tempo una carriera legata profondamente alla cultura musicale di Napoli. La sua voce, calda e riconoscibile, e il suo stile accompagnato dalla chitarra lo avevano reso un interprete apprezzato, capace di mantenere viva una tradizione che attraversa generazioni.

Nel corso degli anni, Tonino Apicella è diventato un punto di riferimento per la musica melodica napoletana, portando avanti con passione un repertorio fatto di emozione, sentimento e identità.

Non era solo un cantante, ma un custode di un patrimonio culturale che rappresenta Napoli nel mondo.

Apicella era anche il padre di Mariano Apicella, noto interprete della tradizione partenopea, segno di una passione per la musica tramandata di generazione in generazione.

La notizia della sua morte ha rapidamente fatto il giro dei social, dove in tanti hanno voluto ricordarlo con messaggi di affetto e riconoscenza.

Napoli perde così una delle sue voci più sincere, legata a quella tradizione musicale che continua a rappresentare l’anima della città.

Con la sua scomparsa se ne va un interprete autentico, ma resta il suo contributo alla canzone napoletana: un patrimonio fatto di musica, passione e memoria.

E proprio attraverso le sue canzoni, Tonino Apicella continuerà a vivere.