La Scala conquista New York: da Otello a Nixon in China, una stagione tra tradizione e novità

presentación de la temporada de la scala

Presentata al Consolato italiano la stagione 2026-2027 del teatro milanese: tredici opere, sette programmi di balletto e grandi appuntamenti musicali. Il melodramma italiano si conferma un patrimonio internazionale

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La grande musica italiana attraversa l’Atlantico. Il Teatro alla Scala di Milano ha presentato a New York la stagione artistica 2026-2027, confermando il legame storico tra uno dei più prestigiosi teatri lirici del mondo e il pubblico americano, in particolare quello della metropoli che da generazioni accoglie italiani provenienti da ogni parte della Penisola.

La presentazione si è svolta il 6 ottobre al Consolato Generale d’Italia a New York. A illustrare il programma è stato Fortunato Ortombina, sovrintendente e direttore artistico della Scala, accompagnato da Paolo Besana, direttore della comunicazione del teatro, e da rappresentanti dell’associazione americana che sostiene l’istituzione milanese.

Il cartellone comprende 13 titoli d’opera, sette programmi di balletto e una ricca proposta concertistica, tra orchestre ospiti, recital di canto e pianoforte e appuntamenti sinfonici. Una stagione che combina il grande repertorio con opere meno frequentate e nuove produzioni.

Si apre con Verdi: il nuovo Otello

Il sipario sulla stagione si alzerà il 7 dicembre 2026 con Otello di Giuseppe Verdi, uno dei titoli più impegnativi e intensi del repertorio operistico.

La nuova produzione sarà diretta da Myung-Whun Chung, alla sua prima stagione come direttore musicale della Scala, mentre la regia sarà affidata a Damiano Michieletto, al debutto in questo ruolo per la serata inaugurale. Nel cast figurano Brian Jagde nel ruolo di Otello, Luca Salsi come Jago ed Eleonora Buratto come Desdemona.

La scelta di aprire con Verdi ribadisce il ruolo centrale del melodramma italiano nella storia della Scala e nella diffusione internazionale della cultura musicale italiana.

La novità americana: Nixon in China

Uno degli appuntamenti più significativi sarà però ** Nixon in China di John Adams**, opera che arriverà per la prima volta sul palcoscenico del teatro milanese.

La produzione sarà in scena dal 26 giugno al 13 luglio 2027, con Kent Nagano sul podio e la regia di Valentina Carrasco. L’opera racconta la storica visita del presidente statunitense Richard Nixon in Cina nel 1972, quando incontrò Mao Zedong in un passaggio cruciale della diplomazia internazionale.

La scelta ha anche un significato simbolico: mentre la Scala presenta negli Stati Uniti la propria stagione, inserisce nel cartellone un’opera di un compositore americano, tra i protagonisti della musica contemporanea.

Ortombina ha spiegato che il teatro milanese ha un pubblico americano numeroso, soprattutto proveniente da New York, e che la presentazione oltreoceano è un modo per ricambiare l’interesse e mantenere vivo un rapporto culturale consolidato.

Ritornano titoli attesi da decenni

Accanto alle nuove produzioni, la stagione riserva spazio a opere che mancavano da molto tempo dal repertorio scaligero.

Tra queste figurano ** I puritani di Vincenzo Bellini**, assenti dal 1971, e ** Les Pêcheurs de perles di Georges Bizet**, che non venivano rappresentati alla Scala dal 1948. Tornerà inoltre La bohème di Giacomo Puccini nell’allestimento storico firmato da Franco Zeffirelli nel 1963.

Il programma comprende anche Macbeth di Verdi, diretto da Myung-Whun Chung, e Leonora di Ferdinando Paër, opera che permette di riscoprire un compositore italiano e un soggetto che sarebbe diventato celebre anche nella versione di Beethoven.

Una stagione che guarda oltre l’opera

La proposta 2026-2027 non si limita al melodramma. Il balletto e i concerti completano un programma pensato per pubblici diversi, dagli appassionati più esperti ai giovani spettatori.

Sono disponibili formule di abbonamento dedicate all’opera, al balletto e ai concerti, oltre a proposte per gli under 35 e per le famiglie. I carnet componibili consentono inoltre di scegliere più spettacoli secondo i propri interessi.

L’obiettivo è mantenere la Scala fedele alla propria storia, senza rinunciare alla ricerca e all’apertura verso repertori e sensibilità differenti.

La cultura italiana come linguaggio universale

La presentazione newyorkese è stata anche un’occasione per riflettere sul ruolo internazionale della musica italiana.

Il melodramma nato in Italia è diventato nel tempo un linguaggio capace di superare le barriere linguistiche e culturali. Lo dimostra il pubblico internazionale che continua a frequentare la Scala, così come l’interesse per le produzioni italiane nei teatri di tutto il mondo.

Per gli italiani che vivono negli Stati Uniti, iniziative come questa rappresentano anche un legame con il Paese d’origine: non soltanto una celebrazione della tradizione, ma la possibilità di seguire l’evoluzione di una delle istituzioni culturali più importanti d’Italia.

Da Verdi a John Adams, la nuova stagione della Scala racconta dunque un teatro che custodisce la propria identità e, allo stesso tempo, si apre al mondo. Ed è proprio questo equilibrio tra memoria, innovazione e dialogo internazionale a renderlo un simbolo della cultura italiana oltre i confini nazionali.

 




USA. Festival Napa Valley celebra Luciano Pavarotti con una serata dedicata alla Dolce Vita italiana

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La grande musica italiana sarà protagonista del Festival Napa Valley con una serata speciale dedicata a Luciano Pavarotti, uno dei più grandi tenori di tutti i tempi e ambasciatore della cultura italiana nel mondo. L’evento, intitolato “La Dolce Vita! Honoring Luciano Pavarotti”, si terrà il 14 luglio sul palco del Charles Krug Winery di St. Helena.

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Il concerto renderà omaggio all’eredità artistica del Maestro modenese attraverso le esibizioni dei vincitori del Luciano Pavarotti International Voice Competition, accompagnati dalla Festival Orchestra Napa diretta da Michelle Di Russo. L’iniziativa vuole celebrare non solo il talento musicale di Pavarotti, ma anche il suo ruolo di straordinario promotore dell’opera italiana nel mondo.

La manifestazione fa parte del ricco cartellone del Festival Napa Valley, uno dei più prestigiosi appuntamenti culturali degli Stati Uniti, capace di unire musica, arte, enogastronomia e valorizzazione del territorio californiano.

L’omaggio a Pavarotti rappresenta anche un riconoscimento al contributo che la cultura italiana continua a offrire negli Stati Uniti, dove il tenore emiliano resta una figura amatissima dal pubblico americano.

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L’Associazione Lucchesi nel Mondo alla cerimonia al monumento a Giacomo Puccini nel 101esimo anniversario della morte

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facebook lassociazione lucchesi nel mondo alla cerimonia al monumento a giacomo puccini nel 101esimo anniversario della morteimmagine16 259x223Ilaria Del Bianco, presidente dell’Associazione Lucchesi nel Mondo, ha preso parte alla cerimonia , organizzata dall’amministrazione comunale di Lucca e presieduta dal Sindaco Mario Pardini, che si è tenuta presso il monumento di piazza Cittadella a Lucca, un luogo simbolico a pochi passi dal Puccini Museum – Casa natale di Corte San Lorenzo. Il sindaco Mario Pardini, che è anche presidente della Fondazione Giacomo Puccini, era accompagnato anche da Giorgio Angelo Lazzarini, amministratore unico del Teatro del Giglio, e da Simone Soldati, direttore artistico dell’Associazione Musicale Lucchese, intervenuti per la deposizione della corona d’alloro in omaggio al Maestro. La presenza della Lucchesi nel Mondo è legata al profondo rapporto che unisce l’Associazione al patrimonio pucciniano. Il Museo di Celle dei Puccini, casa d’origine della famiglia del Maestro, è infatti di proprietà dell’Associazione e costituisce da sempre un punto di riferimento identitario per i lucchesi nel mondo. Attraverso le sue sedi estere, la Lucchesi nel Mondo porta inoltre avanti un’intensa attività di promozione internazionale dei luoghi pucciniani, contribuendo a far conoscere nel mondo la storia, la musica e il territorio che hanno ispirato l’opera del compositore. La cerimonia è stata accompagnata dal suono de Il Silenzio, eseguito dalla tromba del Corpo Musicale “Giacomo Puccini” di Nozzano Castello. Per l’occasione, davanti al monumento del Maestro è stato steso il tappeto rosso composto da 1858 rose realizzate a mano nel 2024 dal gruppo delle “Uncinettine di Porcari”, un omaggio corale che ha impreziosito il momento commemorativo.(Inform)




Brasile, il 24 agosto Gala dell’Opera italiana a San Paolo

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facebook brasile il 24 agosto gala dellopera italiano a san paolo stituto dio cultira san paolo immagine2Domenica 24 agosto a San Paolo appuntamento per gli appassionati con il Gala dell’Opera italiano. L’evento al Teatro Comunale è promosso dal Consolato Generale d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo. “In questa edizione, prodotta da Cia. Opera e Amici dell’Opera di Jacareí, portiamo – informa il Consolato sui social – grandi cantanti lirici italiani che integrano il programma della serie Grandi Voci con un repertorio che celebra la tradizione operistica italiana. Il pubblico potrà apprezzare arie e duetti consacrati di Rossini, Verdi, Mascagni, Puccini e anche le canzoni di Paolo Tosti, tra gli altri maestri della musica”. Il Gala inizierà alle ore 17:00. (Inform)




New York. Tributo alla Callas domani all’IIC

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facebook presentato alla camera dei deputati levento maria callas prize immagine18Si è svolta, presso la Camera dei Deputati, la presentazione della quinta edizione dell’evento “Callas Tribute Prize”, che si terrà il 6 marzo all’Istituto Italiano di Cultura di New York. L’incontro è stato moderato da Gianni Lattanzio (Direttore di Meridianoitalia). L’incontro è stato introdotto dal Deputato Christian Di Sanzo (Pd – Ripartizione America Settentrionale e Centrale). “E’ veramente un piacere – ha esordito il deputato – riconfermare per un altro anno questo bellissimo evento, che si terrà a New York. Ringrazio il Console Generale d’Italia Fabrizio Di Michele, che insieme all’Istituto Italiano di Cultura ospita questo premio, e credo sia un evento molto importante. Questo premio rappresenta un ponte che unisce la nostra cultura in patria con quella italiana negli Stati Uniti. Credo che la figura di Maria Callas, – ha continuato Di Sanzo – abbia aiutato a rendere il canto e la lirica alla portata di tutti. Il grandissimo successo internazionale della Callas ha fatto appassionare anche le masse all’opera. Questo è stato il suo merito. La Callas ha fatto sì che la curiosità sul canto, diventasse patrimonio popolare e di tutti. Ricordare ogni anno questa artista – ha aggiunto il deputato – ci consente sia di premiare tante persone, che stanno seguendo questo percorso artistico, sia di diffondere il canto, l’opera, che è un patrimonio artistico e culturale italiano”. A seguire è intervenuto da remoto il Console Generale d’Italia a New York Fabrizio Di Michele. “Oggi sono qui in doppia veste – ha spiegato Di Michele – quello di Console Generale e di reggente dell’Istituto Italiano di Cultura di New York che organizza e ospita l’evento. Anche quest’anno – ha continuato il Console Generale – vedo un elenco di premiati molto importante e mi aspetto che questo evento attragga molta attenzione e non solo degli italiani che sono qui a New York. Del resto consideriamo Maria Callas come italiana, non solo perché si naturalizzò italiana, ma anche perché appartiene all’opera lirica, che noi sentiamo come profondamente italiana e che qui negli Stati Uniti, è percepita come italiana. Maria Callas – ha ricordato Di Michele – è nata qui 102 anni fa, qui ci ha vissuto fino alla sua adolescenza, per poi tornare in Grecia e ad incominciare gli studi che l’avrebbero portata a diventare la “Divina”, la soprano più celebre della storia”. Il Console Generale ha poi rilevato come Maria Callas grazie alla musica, sia divenuta cittadina del mondo. Ha poi preso la parola, sempre da remoto, la Vice Segretaria Generale del Cgie per i Paesi Anglofoni extraeuropei Silvana Mangione: “Sono onorata per essere stata invitata, – ha rilevato Mangione – perché Maria Callas è stata una donna eccezionale, che ha cambiato completamente la storia e la presentazione dell’opera lirica, insieme a personaggi meravigliosi, come Luchino Visconti e Carlo Maria Giulini. Di lei dicevano che era uno strumento plasmabile con una voce incredibile e con la capacità di raggiungere la perfezione”. La Segretaria Generale ha inoltre sottolineato l’importanza ricoperta dalle donne nella storia, e di quanto fatica abbia fatto il genere femminile per affermarsi e raggiungere il successo in un mondo di uomini. Dal canto suo Salvo Iavarone (Vice Presidente del CIM), ha parlato dell’importanza di trovare sponsor, per sostenere le attività ed iniziative all’estero, come ad esempio il “Maria Callas Prize”. Anche Javarone ha ripercorso la vita della Callas “è un personaggio davvero fantastico ed eclettico, – ha affermato – è greca ma nasce in America, poi arriva in Italia. La Callas trasmettere il messaggio che una donna può essere anche fragile, ma al contempo tenace e grande”. “Il 6 marzo – ha spiegato il produttore Dante Martini – saremo all’Istituto Italiano di Cultura di New York per celebrare Maria Callas. Siamo stati fortunati quest’anno perché abbiamo la scia del film su Maria Callas, con l’interpretazione di Angelina Jolie, che non sappiamo se sarà presente”. Martini ha anche segnalato i nomi degli artisti che verranno premiati. A seguire è intervenuta la scrittrice Germana Valentini: “. Scrivo libri – ha esordito l’autrice – e mi occupo della comunità italo – americana negli Stati Uniti. Mi farebbe molto piacere, se venisse data maggiore visibilità alla storia di quello che hanno fatto gli italiani negli Stati Uniti. Ma soprattutto portare alla luce la condizione delle donne, che erano costrette a lavorare in situazioni difficili. Il premio Callas – ha aggiunto Valentini – sarà un’occasione per raccontare queste storie, e per celebrare le donne italo – americane, italiane e non solo”. Da segnalare anche l’intervento della presentatrice Maria Antonietta Vacca che ha parlato dell’importanza di questo premio, sia per quanto riguarda il personaggio artistico, sia per quanto concerne la figura della donna in generale. “Maria Callas – ha rilevato – appartiene all’umanità, lei parlava il linguaggio universale della musica, quindi è impossibile non sentire Maria Callas come parte del bagaglio culturale di ognuno di noi, di qualsiasi paese del mondo. In più ha vissuto una vita, che arriva a tutti quanti noi, è quasi impossibile non legarsi a una figura come Maria Callas”. (Lorenzo Morgia – Inform)




Frascati – Grande performance di Hanna Lee e Alessandro Petroni ne ‘’La Traviata’’ (2 VIDEO)

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feb04b59 5f44 4a79 954e bc8e77ea91acGrande, entusiastico ed emozionante successo per “La Traviata”, in una serata che nessuno dei presenti potrà dimenticare, con una straordinaria partecipazione attiva anche del pubblico, curata con passione da Rita Ferraro e organizzata dall’Associazione ASTRA International Music Academy, in una cornice più unica che rara, in cui tutti hanno fatto la loro parte, gli artisti e gli organizzatori, naturalmente, ma soprattutto, dobbiamo dire, il pubblico che ha partecipato con spontaneità e grande calore in un’atmosfera quasi irripetibile, anzi mai vista, come molti hanno avuto a commentare unanimemente.

Grande spettacolo, dunque, al  Museo Tuscolano Aldobrandini di Frascati lo scorso 23 novembre 2024, una rappresentazione indimenticabile de ‘’La Traviata’’: l’evento, come già menzionato, organizzato dall’Associazione ASTRA International Music Academy, ha saputo fondere emozione, arte e professionalità in una serata che resterà impressa nella memoria di tutti i presenti.

La direzione artistica dello spettacolo è stata curata dal Soprano Hanna Lee e dal tenore Alessandro Petroni, i due giovani e talentuosi direttori dell’Associazione ASTRA International Music Academy. La loro visione artistica è chiara: rendere la grande musica accessibile a un pubblico sempre più variegato, dimostrando come attraverso la musica si possano superare difficoltà e barriere, proprio come recita il motto “Per aspera ad astra” da cui l’associazione prende il nome.

Ogni aspetto della rappresentazione era curato con una meticolosità che ha reso La Traviata un’esperienza unica. Ma l’elemento che ha davvero contraddistinto questo spettacolo è stato il format dell’Opera Full Immersion. Nel primo atto, in particolare, il pubblico è stato completamente coinvolto nella scena della festa a casa di Violetta, ospitata direttamente nel museo.

af23d8fe b84c 46e8 acb7 5ec8d509af29Gli spettatori, distribuiti tra gli oggetti storici del museo, sono stati invitati a vivere la serata come veri e propri partecipanti alla festa: a un solo metro da Violetta e Alfredo, i presenti hanno potuto brindare con un calice di prosecco, offerto direttamente dai protagonisti in scena. Questo livello di prossimità ha creato un’atmosfera magica, capace di incantare non solo gli appassionati di opera lirica, ma anche coloro che si avvicinavano per la prima volta a questo mondo. La sensazione di trovarsi al centro dell’opera stessa, anziché semplicemente osservarla da lontano, ha regalato al pubblico emozioni nuove e intense. Un altro dettaglio indimenticabile è stata la scelta scenografica che ha sfruttato la splendida vetrata del museo. Questa divideva lo spazio in due ambienti distinti: da un lato la sala in cui si svolgeva il famoso duetto di due amanti protagonisti, dall’altro quella in cui il resto degli “invitati” alla festa continuava a ballare e festeggiare, creando un effetto visivo e sonoro unico e mai visto prima. Un elogio speciale va agli straordinari interpreti che hanno saputo trasmettere ogni sfumatura emotiva della storia. In particolare, il Soprano Hanna Lee ha incantato il pubblico con la sua toccante interpretazione di Violetta Valery, un ruolo che ha saputo rendere profondamente umano, struggente e luminoso al tempo stesso. La sua voce, potente e ricca di emozioni, ha lasciato il pubblico senza fiato. L’intera serata è stata un grandissimo successo. Il pubblico ha accolto con entusiasmo questa straordinaria esperienza, riempiendo la sala di complimenti e sorrisi. La Traviata di ASTRA International Music Academy non è stata solo uno spettacolo, ma una celebrazione della musica e della condivisione, capace di unire persone di tutte le età in un momento di pura magia.

*La Traviata di Giuseppe Verdi –  Direzione Artistica – Hanna Lee e Alessandro Petroni. In collaborazione con la dott.ssa Rita Ferraro. Personaggi ed interpreti:     Violetta Valéry – Hanna Lee, Flora Bervoix – Silvia Chitrini, Alfredo Germont – Alessandro Petroni, Giorgio Germont – Ladislao Ruiz, Gastone – Emanuele Cecconi, Barone – Francesco Luccioni, Marchese – Alessandro Romanelli Gobbi. Al pianoforte – Massimiliano Franchina. Coro ASTRA: Antonella Altavilla, Sabrina Bonamoneta, Silvia Chitrini Papadia, Marianna Cola, Rosanna Fucci, Pierluigi Gervasio, Daniela Maestosi, Francesco Maino, Rosina Martinese, Daniela Principe, Giuseppina Saccucci. Ballerine: Violetta Bunghi, Chiara di Loreto. STAFF: Marta del Bianco, Claudio di Loreto, Matteo Poddie, Sara Sbardella, Simone.

**L’Opera musicata da Verdi e adattata da Francesco Maria Piave dal romanzo “La signora delle camelie” di Alexandre Dumas figlio, è divisa in tre atti e racconta l’amore nelle sue molteplici forme: felicità nell’incontro, piacere nei corpi e nelle menti, lotta contro le convenzioni, la condanna sociale, il dolore della separazione, e infine la morte. Violetta Valery, protagonista e soprano dell’opera di Giuseppe Verdi, è una cortigiana molto famosa. Durante una festa in un salone di un hotel parigino, Gaston, uno dei suoi ammiratori, la presenta al suo amico Alfredo Germont, il tenore e l’altro protagonista dell’opera, un giovane di buona famiglia. Verdi celebra la vita e i suoi incontri con il famoso brindisi “Libiamo ne’ lieti Calici” e Alfredo dichiara il suo amore, ma Violetta esita a causa di questo amore. Alfredo e Violetta si trasferiscono insieme nei pressi di Parigi, ma quando Alfredo viene a sapere che Violetta vende mobili e gioielli a causa delle spese, torna a Parigi per risolvere problemi finanziari. A questo punto, il padre di Alfredo, Giorgio Germont, il baritono dell’opera, costringe Violetta a rompere il rapporto con Alfredo per proteggere la reputazione della sua famiglia, perché il loro rapporto non è socialmente accettabile. Violetta è sconvolta ma accetta, e dopo un confronto appassionato con Alfredo (la famosa aria “Amami, Alfredo!”), torna a Parigi. Durante una festa a Parigi nella casa dell’amica di Violetta, Flora, Alfredo vede Violetta accompagnata dal barone Douphol e diventa furioso, accecato dalla gelosia, gettando i soldi vinti contro il barone ai piedi di Violetta. Tutti gli ospiti, incluso Giorgio, condannano Alfredo, ma Violetta lo perdona. Lui non sa che lei si sta comportando così per amore. Gravemente malata, Violetta è a letto. Viene a sapere che Giorgio ha detto al figlio tutta la verità, facendogli conoscere il sacrificio che ha fatto. Alfredo torna a Parigi per chiedergli perdono. Quando arriva Alfredo, Violetta sente rinascere la speranza dell’amore e vorrebbe vivere questo amore ma sviene. Afflitta dalla tubercolosi, Violetta muore tra le braccia di Alfredo.

 




Argentina, Arte e Sapore a Bahia Blanca: omaggio del Consolato Generale d’Italia a Giacomo Puccini

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argentina arte e sapore a bahia blanca omaggio del consolato generale ditalia a giacomo puccinimmagine5 302x223Il Consolato Generale d’Italia a Bahia Blanca ha proposto un omaggio originale al maestro Giacomo Puccini, nell’ambito del centenario della sua morte. Nella cornice de La Paloma, edificio storico di Bahia Blanca, è stato organizzato uno spettacolo multimediale dedicato alla storia personale ed artistica del maestro Puccini. Il prof. Enrique Caride (esperto e critico musicale, a lungo collaboratore del Teatro Colon di Buenos Aires) ha presentato attraverso immagini e documenti video dell’epoca, tratti originali del maestro Puccini, aneddoti legati ad alcuni dei suoi maggiori successi, da Tosca a Madama Butterfly fino a Turandot. Alla presenza di rappresentanti istituzionali e di un vasto pubblico di appassionati, sono stati evidenziati anche i legami tra Puccini e l’Argentina, con la sua visita a Buenos Aires. I numerosissimi partecipanti hanno con l’occasione potuto degustare un menù tipico italiano con una cena di gala che ha accompagnato l’evento culturale, connettendo cosi la cultura musicale con la cultura della gastronomia italiana, come sottolineato ampiamente dal Console Generale Nicola Bazzani nella sua introduzione, evidenziando come quest’ultima viene celebrata in tutto il mondo grazie alla Settimana della Cucina Italiana proprio in questo periodo.(Inform)




Ottawa: il recital lirico “Figaro!” con il Rossini Opera Festival di Pesaro

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21ottawaSi è tenuto martedì, 19 novembre, presso il Centro per concerti dell’Università Carleton di Ottawa il recital lirico “Figaro! A night dedicated to Rossini’s Belcanto”, organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Canada in collaborazione con il Rossini Opera Festival di Pesaro, uno dei più prestigiosi festival lirici al mondo dedicato a Gioachino Rossini, giunto quest’anno al suo 45° anniversario.
Il concerto ha rappresentato l’occasione per celebrare la nomina di Pesaro, Capitale italiana della Cultura 2024, oltre che l’iscrizione dell’arte del canto lirico italiano nella lista del Patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO.
Nel suo intervento di apertura, Rebecca Scano, capo dell’Ufficio culturale, comunicazione e stampa dell’Ambasciata, nel descrivere il genio rossiniano e la tradizione del belcanto italiano, ha ricordato come l’Italia possa ritenersi vera e propria “culla” dell’opera lirica. È stata quindi sottolineata la capacità della musica di celebrare i rapporti umani e le diversità, offrendo al pubblico un’esperienza al contempo personale e collettiva.
Di seguito, il direttore generale del Rossini Opera Festival, Cristian Della Chiara, ha passato in rassegna le principali attività realizzate quest’anno dal Festival, così come quelle previste per il 2025, evidenziando il ruolo chiave svolto dalla città di Pesaro in qualità di Capitale italiana della Cultura.
Davanti ad un pubblico di circa 800 persone fra autorità, rappresentanti delle istituzioni culturali, accademiche, scientifiche e commerciali del Canada, corpo diplomatico, esponenti della collettività italiana a Ottawa ed amanti della musica e della cultura italiana, gli artisti – il mezzosoprano Marta Pluda, il baritono Giuseppe De Luca ed il pianista Alessandro Uva – si sono esibiti in numerose arie tratte dalle principali opere di Gioachino Rossini.
L’evento, che ha ricevuto il caloroso plauso dei numerosi presenti, ha fatto seguito ad un altro appuntamento lirico di successo, organizzato lo scorso ottobre dall’Ambasciata in collaborazione con il Festival Puccini di Torre del Lago per le celebrazioni pucciniane. (aise)




“Festeggio 20 anni di carriera omaggiando Giacomo Puccini là dove tutto è iniziato”

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1Artista molto apprezzato e tra i baritoni più richiesti dai teatri internazionali, Massimo Cavalletti quando sale sul palcoscenico è protagonista indipendentemente dai ruoli interpretati. Vocalmente pregevole anche per la palette di colori che la sua voce sfodera, presenza scenica dove le capacità attoriali la fanno da padrona e capace nel rendere veri i suoi personaggi. Apprezzato dai più illustri critici del mondo e una marea di fan lo adora.

Molto attivo anche nella discografia, il baritono lucchese compie vent’anni di carriera e festeggia con il debutto al Teatro del Giglio di Lucca il 29 novembre prossimo, data storica che segna il centenario pucciniano. Lucca si veste a festa per omaggiare il celebre M° Giacomo Puccini  e per l’occasione la Zecca ha prodotto una meravigliosa medaglia commemorativa in edizione limitata a 500 esemplari.

Il teatro lirico lucchese mette in scena una delle opere più rappresentate ed amate nel mondo: Tosca, dove Cavalletti è Scarpia e alla Première il nome del Teatro del Giglio subirà un cambiamento.  Quale?

Nell’intervista a seguire l’artista toscano si racconta ed attenta è l’analisi del personaggio che porterà in scena, ma non solo!  Tante anticipazioni su quello che si può definire “l’evento nell’evento”.

Vent’anni di carriera dove hai cantato nei teatri più importanti al mondo, mai nella tua città natia un’opera lirica e per questo debutto hai scelto una data importante in un anno importante: 29 novembre 2024 quando ricorre il centenario dalla dipartita di Giacomo Puccini. Raccontaci l’emozione di quando hai saputo che avresti cantato al Teatro del Giglio di Lucca.

Una notizia inattesa e a dire la verità insperata, ho sempre pensato che non sarebbe successo, per molti motivi, primo fra tutti quello che accomuna un pò tutti ovvero che non si può essere profeti a casa propria. C’è da dire che di occasioni di cantare a Lucca ce ne sono state ma mai in un’opera, e sicuramente questa è una super occasione.

macbeth 10108 2L’arrivo al teatro di questa nuova direzione artistica con Dr Giorgio Angelo Lazzerini amministratore unico e il nuovo direttore artistico Cataldo Russo e il mio successo la scorsa estate nel maxi concerto estivo organizzato per l’inizio delle commemorazioni Pucciniane hanno indirizzato l’amministrazione a propormi questa splendida opportunità. Già lo scorso autunno avevo cantato a Lucca la messa di gloria di Puccini con l’orchestra dei Wiener Philharmoniker in un’altra occasione davvero speciale per la città. Ricordo bene il momento in cui mi hanno chiamato per offrirmi questo contratto, e mi sono sentito veramente molto onorato. Una occasione per me per festeggiare al meglio i miei primi venti anni di carriera e farlo nella mia città natale dove tutto è iniziato.

Porterai in scena un personaggio complesso, nell’opera Tosca, dal punto di vista attoriale, poiché il Barone Scarpia é perfido e cattivo, molto distante da Massimo.

Questo è un ruolo che amo moltissimo, ho avuto la fortuna di cantarlo in due produzioni fino a adesso, ma subito l’ho sentito molto mio. Riconosco che è un personaggio dalle tinte fortissime e sicuramente molto cupe, ma non lo vedrei solo cosi. Scarpia è a suo modo anche un personaggio molto nobile, lo mette in evidenza Puccini con le frasi elegantissime che gli concede e con il grande valore che da ai suoi modi sia nel primo atto che nel secondo. E’ in grado di essere nobile e rude e questo lo eleva dal ruolo unico di truce. Non è solo un boia, sa giocare con i suoi avversari sia in campo politico che in quello affettivo, anche se per lui l’unica strada legata all’amore e all’affetto è quella più animalesca e sessuale. Brutale nell’usare gli aspetti più personali dell’animo delle persone, e sa perfettamente come manovrare Tosca, solo quando lui stesso si abbandona alla propria presunta vittoria credendosi in totale controllo si scopre e mette Tosca nella possibilità di ferirlo a morte.

Cosa pensi dell’aspetto vocale ove non mancano certo le difficoltà?

Vocalmente è davvero arduo, ma credo che possa essere risolto con maestria proprio se lo si vede non solo mono colore, ma se gli si concedono più sfumature sulla sua tavolozza cromatica. La partitura offre moltissimi momenti lirici anche sul piano e pianissimo, molti momenti sul parlato e sul recitato, e anche molteplici occasioni in cui usare tutte le tecniche del bel canto per modellare le linee del suo canto. Poi certo ci sono momenti importanti come nel finale del primo atto o come nella scena della tortura del secondo atto in cui non si può stare a ricamare, ma io credo che si debba sempre rimanere corretti a quello che scrive Puccini senza lasciarsi andare al trucismo verista.

Quante volte hai portato in scena il potente capo della polizia ed ogni volta quali aspetti hai rivisto maggiormente?

Come detto è un ruolo abbastanza nuovo per me, ho cantato in tutto intorno alle dieci recite in tre diversi allestimenti, e direi che l’ultima volta in Giappone durante un tour organizzato dal teatro Comunale di Bologna ho avuto l’opportunità di migliorare moltissimo questo mio personaggio. Ho trovato occasioni durante tutto lo spartito di aumentare la presa che questo ruolo ha su tutto quello che lo circonda, e credo che proprio attraverso il suo sentirsi superiore al prossimo e con questo suo falso buonismo risulti ancora più pericoloso, non credo che uno Scarpia unicamente cattivo e violento sia cosi spaventoso, credo invece che un personaggio che mantiene certe distanze e a tratti sia educato risulti nei suoi scatti di ira e nei suoi improvvisi cambi di emotività ancora più pericoloso e difficilmente controllabile.

Spesso i baritoni nell’opera lirica sono personaggi fieri che vogliono difendere il loro onore, ma in questo caso direi di no. Cosa ne pensi?

In questo caso proprio no, Scarpia è mosso dal proprio io irrefrenabile, dice:“ha più forte sapore la conquista violenta, la cosa bramata perseguo, me ne sazio, e poi la getto…”

Non dice la donna, o la posizione sociale, o la vittoria, dice solo la COSA, è una specie di Jago, ma meno filosofo, credo che sia uno che ha raggiunto un grado sociale altissimo partendo dal basso, e che l’unica emozione che lo spinge sia la vendetta verso le sue origini e la rivalsa verso quello che non ha avuto e che ha desiderato. Però ama anche comportarsi con quei modi aristocratici o altolocati che ha imparato nell’arco della sua scalata sociale e che lo rendono in qualche modo affine agli occhi dei suoi interlocutori, e come si sa quando si sta con persone simili a noi o che crediamo lo siano ci sentiamo più sicuri e quindi ci lasciamo andare. Questo quello che vuole Scarpia che le persone si lascino andare con lui cosi da poterle sorprendere e dominare.

Lo dice Cavaradossi:  “Bigotto satiro che affina con le devote pratiche la foia libertina e strumento lascivo talento, fa il confessore e il boia…”

Il colore molto scuro della voce per un baritono drammatico, tipico di Scarpia, si modella perfettamente con la crudeltà che incarna. Sei d’accordo?

Si certo serve una voce sappia anche produrre un colore brunito e profondo, rendono sicuramente più contrasto anche con le voci di Tosca e di Cavaradossi, anche e ormai specialmente i tenori provano a rinforzare sempre più il timbro verso lo scuro rendendolo sempre più brunito a tratti secondo me anche troppo, credo quindi che a volte sia interessante recuperare per Scarpia alcuni accenti più lirici e di colori più chiari, non spoggiati e nemmeno mai non girati ma, che in qualche modo possano essere interessanti per far breccia in Tosca. Tosca non sarà certo innamorata di Scarpia e mai lo sarebbe, ma mi piace pensare che in qualche modo possa pensare che questo uomo è atroce perché rappresenta un potere forte e non perché lo è e basta. Dobbiamo immaginare che questi personaggi si conoscono nella loro vita alla corte papale e si vivono, e credo che Scarpia sia anche charmante in certe circostanze. Certo non come il rivoluzionario pittore ma ho la sensazione che Tosca non conosce Scarpia fino in fondo prima del Vissi d’arte.

Scarpia è senza scrupoli, brutale e pericoloso, ma il male che alla fine gli si ritorce contro. C’è  giustizia? O no, visto il finale tragico dove anche i buoni muoiono ingiustamente?

La Giustizia in questa opera manca fin dall’inizio, tutta colpa del non dire la verità tra Mario e Tosca, mi chiedo spesso se all’arrivo di Tosca nella chiesa, Mario avesse subito detto la verità e tutti e due insieme con Angelotti fossero scappati in campagna e da li verso i confini dello stato pontificio come sarebbe finita l’opera?

Scarpia muore per colpa della sua troppa sicurezza, riceve Tosca nelle sue stanze private, non perché voglia sentirsi sicuro ma per sfoggiare la sua ricchezza la sua potenza. Se avesse portato Cavaradossi e poi la Tosca nella sala delle torture o se non avesse licenziato Spoletta e gli altri con troppa tranquillità, allora forse sarebbe vivo. Invece ha dato a Tosca l’occasione con quel coltello da cibo sulla tavola imbandita.

La morte dei due innamorati è tipica del melodramma lirico, qui interviene l’astuzia di Scarpia che vuole giocare Tosca prendendola e poi strappandogli comunque l’amato Mario con il tranello già giocato al Conte Palmieri d’accordo con Spoletta. Insomma tutta la trama si gioca sulla menzogna, sulla bugia, sulla falsità che sia buona, occasionale o voluta. Anche la stessa Tosca mente a Mario proprio dopo aver rivelato la posizione di Angelotti nella villa, non ha il coraggio di dire la verità nemmeno per ammettere di farlo per amore.

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Che cosa ti aspetti dalla tua Lucca per questo evento, che direi un evento nell’evento?

Non voglio farmi aspettative troppo esorbitanti, sarà un evento e si va verso il tutto esaurito ancora prima dell’apertura ufficiale della biglietteria, come sempre ci saranno gli scontenti, sempre accade ovunque ormai in teatro, scontenti per i motivi più insondabili, quello che spero è di essere in grado di offrire uno spettacolo che sia di grande spessore musicale e al massimo delle possibilità sceniche. Quello che vorrei è che la citta fosse tutta unita per festeggiare questo grande uomo che è Puccini, grande in vita e immortale adesso nella morte. Vorrei che per una volta fossimo tutti insieme per qualcosa che ci rappresenta tutti e non ci fossero campanilismi, e fosse una festa per tutti senza mettere in mezzo ne la politica ne la religione, che ci fosse solo la musica e il genio di Giacomo.

Raccontaci qualche anticipazione di Tosca al Teatro del Giglio per celebrare il centenario pucciniano.

Il teatro sta organizzando qualcosa di veramente grande per questo evento, primo tra tutti il giorno della prima il teatro del Giglio riceverà la co-intestazione ufficiale al nome di Giacomo Puccini e questa è una vittoria voluta e ottenuta dall’attuale giunta cittadina. Poi ci saranno in città molte altre occasioni per celebrare Puccini, per esempio saranno presenti alla prima del 29 novembre i sindaci rappresentanti delle città che hanno dato i natali anche agli altri famosi musicisti italiani da Verdi a Rossini, a Bellini e tutti gli altri. La Zecca di Lucca ha prodotto una splendida medaglia commemorativa in Argento con il volto di Puccini su un lato e la Madama Butterfly sul retro, un prodotto di grande scuola e di finissimo conio in edizione limitata a 500 esemplari. La prima recita sarà trasmessa attraverso un circuito privato alle case di riposo e alle lunghe degenze delle cliniche per persone anziane e malate di tutta la provincia.

Insomma molte occasioni per rendere tutti partecipi di questa grande festa in ricordo di un genio assoluto come Giacomo Puccini.

 




Ottawa, Recital lirico “All’alba vincerò” con la Fondazione Festival Pucciniano

ottawa recital lirico allalba vincero con la fondazione festival pucciniano 2

ottawa recital lirico allalba vincero con la fondazione festival pucciniano 2Lo scorso 8 ottobre si è tenuto presso il Carleton Dominion-Chalmers Centre di Ottawa il recital lirico “All’alba vincerò. A musical journey through Puccini’s masterpieces”, organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Canada in collaborazione con la Fondazione Festival Pucciniano, che realizza ogni anno a Torre del Lago l’unico festival al mondo dedicato alle opere di Giacomo Puccini. Il concerto ha rappresentato l’occasione per celebrare il centenario della scomparsa del celeberrimo compositore italiano e l’iscrizione dell’arte del canto lirico italiano nella lista del Patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO.

Nel suo intervento di apertura, la Dott.ssa Scano, Capo dell’Ufficio culturale, comunicazione e stampa dell’Ambasciata, ha evidenziato l’importanza fondamentale dell’opera lirica per il patrimonio culturale italiano e ricordato l’enorme eredità artistica del Maestro Puccini. La Dott.ssa Scano ha quindi sottolineato come la musica, linguaggio universale, possieda la straordinaria capacità di unire le persone, superando ogni barriera e diversità.

Davanti ad un pubblico di circa 600 persone fra rappresentanti delle istituzioni culturali, accademiche, scientifiche e commerciali del Canada, membri del corpo diplomatico, esponenti della collettività italiana a Ottawa ed amanti della musica e della cultura italiana, i talentuosi artisti – il soprano Claudia Pavone, il tenore Valerio Borgioni e la pianista Chiara Mariani – si sono esibiti in un programma che ha passato in rassegna le arie più famose delle opere di Giacomo Puccini, da La Boheme a Madama Butterfly, da Tosca a Turandot, ricevendo il caloroso plauso dei presenti.