Con “La bella addormentata nel bosco” di Respighi torna la lirica italiana in Messico

operaliricavert

operaliricavertMexItOpera —acronimo di México, Italia e Ópera— è il marchio creato dal produttore Fabio Caselli e dal direttore d’orchestra Leonardo Gasparini per la tournée messicana de La bella durmiente en el bosque, opera del compositore bolognese Ottorino Respighi (1879-1936) su libretto di Gianni Bistolfi, rappresentata per la prima volta al Teatro Odescalchi di Roma il 13 aprile 1922.

Si tratta di un progetto di allestimento, messa in scena e coordinamento di rappresentazioni in diverse sedi mai realizzato prima in Messico da una compagnia di un Paese straniero.

La produzione originale ha visto il primo spettacolo a Guadalajara nel novembre dello scorso anno ed ora giunge a Tuxtla Gutiérrez, capitale dello Stato del Chiapas, nell’estremo sudorientale del Paese.

Le seguenti tappe avranno luogo negli Stati di Aguascalientes a giugno e Oaxaca a novembre. La produzione artistica vede coinvolte circa 120 persone tra membri dell’orchestra, cantanti, ballerini, burattinai, tecnici di teatro, operatori di mezzi di trasporto ed altri collaboratori.

«L’opera originale di Respighi» —ha spiegato Caselli a Puntodincontro— «prevede cantanti nascosti nella fossa con l’orchestra e marionette in scena. Per fare un esempio della portata del progetto basta citare il fatto che i circa 40 burattini che vengono utilizzati sono stati realizzati in tre atelier diversi tra Guadalajara, Città del Messico e Montreal».

«Anche i nove cantanti solisti» —ha aggiunto— «provengono da città differenti del Paese: Querétaro, Guadalajara, Città del Messico, Oaxaca e Tuxtla Gutiérrez».

«Quest’opera è cantata in spagnolo» —ha spiegato la coreografa Velvet Ramírez— «un aspetto che semplifica il seguito della narrazione per le bambine, i bambini e il pubblico in generale».

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi questa settimana è stata evidenziata l’assenza di produzioni operistiche nello Stato del Chiapas da circa 30 anni, un fattore che a Tuxtla ha suscitato aspettative che crescono in modo esponenziale con l’avvicinarsi della data della messa in scena.

Il programma prevede due spettacoli al Teatro de la Ciudad Emilio Rabasa: sabato 16 marzo alle ore 18 e domenica 17 marzo alle 12.

Il progetto, beneficiario dell’Estímulo Fiscal a Proyectos de Inversión en la Producción Teatral Nacional (Efiartes), è sponsorizzato dalle società italiane Ferrero México ed Eurotranciatura.

«Efiartes è un meccanismo efficace per creare sinergie tra il governo federale messicano e il mondo dell’imprenditoria artistica», ha detto Gasparini.

La critica messicana specializzata ha definito La bella durmiente en el bosque una delle migliori produzioni nel Paese per il 2023.

puntodincontro.mx




“Quattro mani italiane all’Opera”, a New York il prossimo 30 marzo

buttiero frumento

buttiero frumentoElena Buttiero e Anita Frumento, musiciste italiane provenienti dalla Liguria, sono le protagoniste del concerto “Quattro mani all’Opera!” che, promosso dall’Associazione Allegro con Moto di Savona, si terrà sabato 30 marzo, alle ore 16.00, per i “Friends of Maple Grove” di New York nella Celebration Hall del Centro a Kew Gardens.
Nel mese di dicembre 2023 il canto lirico italiano è stato dichiarato patrimonio culturale dell’umanità dall’UNESCO (Agenzia Culturale delle Nazioni Unite). Il concerto vuole rendere omaggio allo straordinario mondo dell’Opera lirica italiana con un viaggio alla scoperta dei più grandi operisti attraverso le quattro mani delle due pianiste.
Durante il concerto verranno eseguite musiche di Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini, Francesco Cilea, Umberto Giordano e Pietro Mascagni.
Elena Buttiero e Anita Frumento svolgono da anni attività di ricerca in campo musicologico. Molti gli spettacoli da loro prodotti dal 2009 ad oggi: “Italia 900: parole e musica del secolo breve”; “Suoni futuri. Omaggio al Futurismo”; “L’Italia nella Grande Guerra: parole e musica tra il 1915 e il 1918” (con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri); “Non sembiava imagine che tace” (con il patrocinio del Ministero Beni culturali); “Quella sagoma di Dante. Tre donne alle prese con l’Alighieri”, spettacolo musicale/teatrale.
Elena Buttiero, diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di Torino, ha tenuto concerti in molte città italiane, in Svizzera, Germania, Irlanda, Francia, Repubblica Ceca, Serbia, Romania, Stati Uniti, Canada, Tanzania, Argentina e Uruguay. Ha registrato i cd Continental Reel e A Cheap Present in qualità di arpista con la formazione Birkin Tree. Con il mandolinista Carlo Aonzo ha effettuato tre tournée negli Stati Uniti e pubblicato due cd: Il mandolino italiano nel Settecento dedicato al repertorio barocco per mandolino e spinetta e Fantasia poetica con repertorio romantico per mandolino e pianoforte. Nel 2009 il Duo ha ottenuto il Premio Regionale Ligure per la sezione Cultura, indetto dalla Regione Liguria. Ha pubblicato il cd Arethusa Consortium con repertorio per due arpe celtiche e plettri, il cd Saluti dall’Italia e Lontano nel mondo – Storia di Luigi Tenco con Ferdinando Molteni. Nel 2021 ha pubblicato il cd La ghironda alla corte di Francia con Francesco Giusta. Nel campo della didattica ha pubblicato per l’editore Carisch/Hal Leonard metodi di solfeggio e pianoforte. È direttrice artistica della Associazione Allegro con Moto e della Associazione Mozart Savona.
Anita Frumento ha ottenuto il Diploma Accademico di secondo livello in Pianoforte e Musica da Camera con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Genova e il Conservatorio di Piacenza. Ha approfondito il repertorio cameristico e contemporaneo con Leonardo Bartelloni, Mario Caroli, Luisa Castellani, il Trio Debussy presso l’Accademia di Musica di Pinerolo, Rico Gubler e Fabien Thouand. Vincitrice di numerosi Concorsi Internazionali, ha partecipato ad importanti rassegne nazionali ed internazionali. In duo con la pianista Elena Buttiero svolge da molti anni attività di ricerca in ambito musicologico, in particolare rivolta alla scoperta e valorizzazione del repertorio per pianoforte a quattro mani, esibendosi regolarmente in Italia e all’estero. È pianista e membro direttivo dell’APS Nuovi Contesti Sonori di Clusone (Bg), dove è attivamente partecipe in attività concertistica e didattica e nella realizzazione di spettacoli originali. Da sempre dedita all’insegnamento ed alla formazione ha ottenuto il Master of Arts in Music Pedagogy presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano. Insegna presso il Centro Artistico MAT di Lugano (Svizzera) ed è docente di pianoforte di ruolo presso il Liceo Musicale di Albenga (Sv). (aise)




New York. All’Istituto Italiano di Cultura la quarta edizione del Maria Callas Tribute Prize

pt

ptNella cornice prestigiosa dell’Istituto Italiano di Cultura di New York si è tenuta la quarta edizione del Maria Callas Tribute Prize – riconoscimento che celebra il centenario della nascita della “Divina” (nata il 2 dicembre 1923). “Siamo felicissimi di ospitare questa nuova edizione del premio – ha detto il direttore dell’Istituto, Fabio Finotti – che si tiene il giorno prima della Giornata internazionale della donna. Un ottimo modo per rievocare una figura straordinaria, capace di regalare bellezza a tutti grazie alla sua forza e al suo talento, sottolineando il ponte che Callas ha creato tra l’Europa e gli Stati Uniti”. Nel ringraziare l’ideatore e fondatore del Tribute – Dante Mariti, attraverso la fondazione Melos International – il professor Finotti ha definito i premiati della serata “davvero impressive”.

Il gala italiano è stato presentato dalla giornalista Claudia Conte, che a sorpresa è stata insignita del Callas Prize, consegnatole dall’Onorevole Christian Di Sanzo – parlamentare eletto nella Ripartizione Nord e Centro America – presente in sala. Il deputato ha sottolineato la rilevanza della figura artistica di Maria Callas che ha favorito anche un connubio fra New York e l’Italia, in quanto l’opera è un prodotto italiano. “L’opera lirica rappresenta ancora oggi una grande occasione per la diffusione della cultura e della lingua italiana nel mondo”, ha detto l’onorevole.

La serata, dunque, ha riconosciuto raffinati talenti – in particolare le donne – della grande rappresentazione lirica per il loro impegno nel divulgare la cultura italiana nel mondo insieme a personalità che si sono distinte nel sociale, nel cinema e nell’arte in generale. Un programma arricchito dalle testimonianze dei partecipanti, con intermezzi musicali e con la lettura commovente delle lettere inviate da Pierpaolo Pasolini a Maria Callas – interpretate dagli attori Vanessa Innocenti e Ivan Raganato.

A riscaldare l’atmosfera, l’ambasciatrice di musica senza frontiere – prima premiata delle kermesse – la cantante spagnola Amalia Toboso, che con La Paloma di Sebastian Iradier ha voluto omaggiare la connazionale Elvira de Hidalgo – il soprano, prima insegnante della Callas.

Dalle mani del direttore Finotti ha ricevuto il Maria Callas Tribute Prize anche Silvana Mangione, Vice Segretario Generale CGIE. “Silvana è un esempio della passione con cui si può fare questo bellissimo mestiere del promuovere l’italianità all’estero”, ha detto il professore.

Tra gli altri premiati: le attrici Clarissa Burt (assente all’evento) e Carol Alt, celebrity molto attive nell’ambito del sociale e della solidarietà; la cantante e autrice campana Simona Molinari, a cui ha consegnato il premio l’imprenditore napoletano Rosario Procino, manager del ristorante Ribalta. Quindi, i soprano Ines Salazar di Caracas; la palermitana Felicia Bongiovanni, interprete di un brano di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni; e l’italo-americana Maria Natale, esibitasi con un’aria di Giacomo Puccini.

Nel gruppo dei vincitori anche l’influencer americana Desiree Busnelli e la cantante pop Maheya Collins. Infine, il soprano campano Nicola Pisaniello – a cui ha consegnato il riconoscimento la producer televisiva e scrittrice Germana Valentini, autrice del libro ‘Veniero, Storie di emigranti italiani a New York”. Viva i talenti!(Filomena Troiano-La Voce di New York/Inform)




“L’Opera italiana: dal palcoscenico al set”: a Bahia Blanca il corso online promosso dal Consolato

6bahiateatro

6bahiateatroNell’ambito dei progetti per la diffusione della lingua e cultura italiana, il Consolato generale a Bahia Blanca organizza un nuovo corso on-line gratuito in lingua italiana: si tratta de “L’Opera italiana: dal palcoscenico al set”, a cura del docente Alessio Arena.
Nel corso, che inizierà il 27 marzo per poi proseguire nei primi tre mercoledì di aprile, sempre dalle 13.00 alle 14.30 (ora argentina), Arena esplorerà, senza pretese di esaustività, la storia dell’Opera italiana dalle origini a oggi, menzionando i maggiori autori italiani, noti in tutto il mondo, le regie e gli interpreti più significativi. Adottando una metodologia prevalentemente storica, saranno inoltre presi in esame gli adattamenti per il cinema e la televisione, analizzando, tra l’altro, il caso del film operistico e le più recenti produzioni.
Per partecipare occorre iscriversi, inviando una email entro sabato 23 marzo all’indirizzo consolatocultura@gmail.com.
Alessio Arena, scrittore e studioso di spettacolo, insegna da anni regolarmente discipline dello spettacolo in Università e istituti italiani e argentini. Dal 2018 conduce “La biblioteca di Babele”, una rubrica di lingua e cultura italiana trasmessa da Radio Nacional in Argentina. Dal 2020 è curatore del programma radiofonico di cultura italiana “L’Altra Italia” per la Radio del Comites di Rosario. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti a livello internazionale. Ha pubblicato dieci libri, di cui due sul teatro, e articoli scientifici e divulgativi sulle arti dello spettacolo. Ha partecipato a numerosi convegni e seminari nazionali e internazionali presentando le sue ricerche sulle discipline dello spettacolo. (aise) 




Bahrein, omaggio al Maestro Giacomo Puccini

bahrein omaggio al maestro giacomo puccini

bahrein omaggio al maestro giacomo pucciniL’Ambasciata d’Italia a Manama, in collaborazione con la Bahrain Authority for Culture and Antiquities (BACA), ha organizzato il concerto “Tribute to Maestro Giacomo Puccini” in occasione del centenario dalla morte del grande compositore italiano.

Il concerto si è svolto presso il Teatro Nazionale del Bahrein nell’ambito dello “Spring of Culture Festival”, una delle più ricche e partecipate rassegne culturali annuali del Bahrein. La serata di musica ha registrato il tutto esaurito e ha visto la partecipazione del Presidente del BACA, lo sceicco Khalifa bin Ahmed bin Abdulla Al Khalifa e di numerosi rappresentanti delle istituzioni governative bahreinite, oltre a una gremita presenza della società civile e di appassionati del repertorio musicale italiano, tra cui gli studenti del Centro di Lingua e Cultura italiana “Grazia Deledda” e giovanissimi musicisti locali.

Protagonisti indiscussi del concerto gli artisti Italiani: la soprano Desirée Rancatore, il tenore Davide Tuscano, il pianista Maestro Jacopo Salvatori e l’ensemble di violini della Massimo Youth Orchestra di Palermo, i quali hanno reso omaggio ad uno dei più amati compositori italiani attraverso arie e duetti tratti dalle sue opere più celebri quali La Bohème, Turandot, Tosca, Madama Butterfly e Gianni Schicchi.

Tra le arie senza tempo che hanno fatto la storia della musica, il programma includeva “Nessun Dorma”, “Vissi d’arte”, “Sì, mi chiamano Mimì”, “E lucevan le stelle”, così come il famoso Intermezzo del III Atto di Manon Lescaut che ha aperto il concerto. Un programma intenso che ha richiamato emozioni profonde di tutto il pubblico presente in sala, il quale ha salutato il termine del concerto con una standing ovation.

Al termine del concerto, l’Ambasciatrice d’Italia in Bahrein, Paola Amadei, ha dichiarato: “Il canto lirico italiano è stato inserito nel 2023 nella lista UNESCO del patrimonio immateriale dell’umanità ed è motivo di grande orgoglio. Sono lieta di aver presentato un concerto di tale livello per promuovere la conoscenza del canto lirico italiano rendendo omaggio, al contempo, ad uno dei più importanti compositori italiani di sempre, il Maestro Giacomo Puccini, in occasione del centenario dalla sua morte. Il successo riscontrato nel pubblico locale e la standing ovation al termine del concerto hanno testimoniato non solo il grande talento degli artisti italiani ma anche l’apprezzamento dei bahreiniti per il ricchissimo patrimonio culturale del nostro Paese.”




Bocelli canterà domani sera allo Stadio Olimpico di Santo Domingo

bocce

bocceAndrea Bocelli è considerato uno dei migliori cantanti al mondo e con la sua voce è capace di trasportarci in luoghi che solo una buona interpretazione può raggiungere.

Questa sensazione potrà essere vissuta, o rivissuta, domani sabato, 24 febbraio, allo Stadio Olimpico Félix Sánchez, di Santo Domingo, dove l’artista si esibirà con uno spettacolo unico che trasporterà il pubblico in un viaggio musicale indimenticabile .

In questa occasione, lo stadio verrà adattato a una capienza ridotta per creare un’atmosfera intima, dove il tenore eseguirà in spagnolo alcune delle canzoni che lo hanno reso famoso in tutto il mondo.

Il tour che riporterà Andrea a Santo Domingo festeggerà i 30 anni della sua carriera di successo.

Il tenore è considerato uno degli artisti più importanti degli ultimi decenni e con i suoi oltre 90 milioni di dischi venduti è riconosciuto come un’icona mondiale.

“Per noi è un orgoglio che Andrea Bocelli ritorni nel nostro Paese, la sua prima visita è stata nel maggio 2009 e in questa occasione avremo il piacere di presentarlo per la prima volta a Santo Domingo. Ciò permetterà a un gran numero di persone vivere un’esperienza unica come quella di un concerto di Andrea Bocelli”, ha affermato Saymon Díaz, presidente di SD Concerts, la società incaricata della produzione dell’evento.

Bocelli sarà accompagnato  dall’Orchestra Filarmonica di Santo Domingo, diretta da Carlos Bernini, con il quale avrà quattro prove precedenti. Saranno inoltre accompagnati dal famoso direttore musicale Amaury Sánchez.

Più di 100 persone hanno lavorato per diversi giorni allo Stadio Olimpico per preparare tutti i dettagli.

Domani sera, Bocelli sarà accompagnato sul palco da 72 musicisti dominicani e lo spettacolo avrà un sistema audio all’avanguardia accuratamente distribuito in tutto lo stadio, che garantirà un’esperienza sonora unica per tutti i partecipanti.

 




New York. Oggi alla Carnegie Hall un omaggio a Enrico Caruso

20marcoandme

Arriva alla prestigiosa Carnegie Hall di New York il progetto del tenore Mark Milhofer e del pianista 20marcoandmeMarco Scolastra nel concerto in programma oggi, mercoledì 21 febbraio, in omaggio al grande Enrico Caruso.
Frutto di un lungo lavoro di ricerca su autografi, manoscritti, pubblicazioni e incisioni storiche, sfociato nel doppio CD “Enrico Caruso. His Songs composed for him and by him” (Urania Records) uscito nel 2023 in occasione dei 150 anni della nascita del celebre tenore, il progetto accoglie le canzoni scritte da e per Caruso, alcune delle quali incise per la prima volta. Un repertorio ancora poco conosciuto e tutto da riscoprire, affidato a un duo consolidato che coniuga la versatilità di Mark Milhofer, tenore inglese, fra i più applauditi nei principali teatri di tutto il mondo, e la ricercatezza delle interpretazioni di Marco Scolastra.
Al lavoro discografico i due artisti hanno affiancato una lunga tournée con una serie di recital che hanno toccato fra le altre, Villa Caruso a Firenze, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese a L’Aquila e la Camera Musicale Romana nella capitale. Ora sbarca oltreoceano facendo tappa in una delle più celebri sale da concerto di tutto il mondo.
“Per un cantante, la Carnegie Hall è un’ambizione raramente raggiunta. È un sogno che diventa realtà”, racconta Mark Milhofer. “Non posso che unirmi alle parole di Mark”, afferma Marco Scolastra. “Un sogno che diventa realtà grazie al nostro progetto su Enrico Caruso, un mito dell’opera che per tanti anni ha conquistato il pubblico di New York”.
Simbolo dell’italianità e del bel canto, Enrico Caruso (Napoli, 25 febbraio 1873 – 2 agosto 1921) è passato dai palcoscenici della provincia napoletana ai più prestigiosi teatri d’opera del mondo e, con la stessa naturalezza con cui interpreta il Duca di Mantova in Rigoletto, può tornare a essere lo scugnizzo delle canzoni popolari. Ma ciò che è meno noto è che il grande tenore scrisse fra il 1907 e il 1919 anche un piccolo numero di queste canzoni, nove per la precisione, che sono state riunite tutte insieme per la prima volta nel doppio CD edito nel 2023. Sappiamo che Caruso a volte scriveva solo la melodia, a volte solo le parole, in un caso (Tiempo antico del 1912) le scrisse entrambe. Per l’armonizzazione si affidava poi ai suoi collaboratori (ritroviamo Riccardo Barthelemy, Alfredo Sarmiento, Vincenzo Bellezza). Lo raccontava lo stesso Caruso in una intervista al New York Times nel 1912: “Molte volte, quando sono solo, mi vengono delle piccole idee, ho la quiete che amo, e i miei pensieri vagano da soli. Arriva la piccola musica. Da solo nella quiete la sento. Ah, ma non so scrivere le note! So solo cantarle e suonarle. Non capisco la tecnica della scrittura musicale. Allora forse chiamo il mio amico Barthelemy di Parigi. O al Knickerbocker [l’albergo dove alloggiava mentre si esibiva a New York] chiamo il mio amico Van Praag. E canto la canzoncina che mi è venuta da sola nella quiete, e lui la scrive. O forse vado al piano e gliela diteggio – solo il motivo. Non so fare l’orchestrazione, no. Ma posso fare la melodia, nella quiete che amo”.
Insieme alle canzoni di Caruso, in programma una selezione di pezzi scritti appositamente per lui dai suoi contemporanei. Si tratta di canzoni composte da amici (Francesco Paolo Tosti, Pier Adolfo Tirindelli, Arturo Buzzi-Peccia) o ad esempio di ammiratrici come la signora Mary Helen Brown. I testi sono in diverse lingue, in prevalenza l’italiano, ma con un’infarinatura di francese, inglese, spagnolo e napoletano.
Enrico Caruso nacque il 25 febbraio 1873 a Napoli (morì a Napoli il 2 agosto 1921), dove visse un’infanzia povera nelle strade del quartiere di San Carlo all’Arena. Ancora bambino, cantò come “contraltino” nel coro di un oratorio locale, prima di essere “scoperto” nel 1891 dal baritono Edoardo Missiano, che lo portò dal suo maestro Guglielmo Vergine, il quale ne iniziò l’educazione musicale formale. Il primo giudizio del Maestro fu scoraggiante: La voce era “troppo piccola e sembrava che il vento fischiasse attraverso le finestre”. Un altro maestro, Vincenzo Lombardi, che in seguito divenne una vera e propria pietra miliare nella vita di Caruso, impiegò due anni per decidere che il tenore era promettente. All’inizio la sua voce aveva dei difetti: era stretta e schiacciata e si incrinava ogni volta che cercava di cantare in alto. Caruso era persino indeciso se la sua voce fosse da baritono o da tenore. Debuttò il 15 marzo 1895 al Teatro Nuovo di Napoli ne L’Amico Francesco di Morelli – senza successo – ma in soli quattro anni, dopo aver aggiunto una serie di ruoli di grande effetto al suo repertorio, gli fu chiesto di creare il ruolo di Loris nella prima di Fedora di Giordano a Milano. Fu un colpo di fulmine e presto ebbe ingaggi a Mosca, San Pietroburgo e Buenos Aires. Nel 1900 debuttò alla Scala con La Bohème e l’anno successivo, dopo essere stato accolto sfavorevolmente nella sua interpretazione de L’Elisir d’amore a Napoli, giurò di non cantare mai più lì, mantenendo la parola per il resto della sua vita. Nel 1903 si recò in America, debuttando e trionfando al Metropolitan di New York in Rigoletto , confermando il suo status di cantante tra i più influenti, come lo è ancora oggi, nel mondo musicale. Caruso è stato il primo artista “cross-over”, la prima celebrità internazionale, che ha portato a un pubblico più ampio i suoi ruoli teatrali insieme alle canzoni napoletane della sua terra. Negli anni della nascita della registrazione sonora e dell’industria discografica, Caruso diventa uno dei principali esponenti. Le sue registrazioni raggiunsero un pubblico al di là dei sogni di qualsiasi cantante che lo avesse preceduto e questa fama fece sì che fosse in suo potere determinare la reputazione di chiunque scrivesse per lui, come dimostrano le novanta canzoni composte per lui e a lui dedicate. (a cura di Mark Milhofer)
Dopo un quarto di secolo di canto in produzioni operistiche professionali in tutto il mondo, il tenore Mark Milhofer è all’apice delle sue abilità vocali, capace di passare comodamente da Monteverdi a Mozart, da Rossini a Lehar e da Britten a Eotvos. Ha studiato canto corale al Magdalen College di Oxford, e si specializza alla Guildhall School of Music di Londra, per poi vincere uno dei pochi posti all’Italian Opera Studio di Milano. Inizia la sua carriera in Italia, grazie alla collaborazione con Giorgio Strehler che lo sceglie per inaugurare il nuovissimo teatro di Milano con il Così fan tutte di Mozart. Ha lavorato anche con Franco Zeffi relli nella sua produzione di Pagliacci e con Dario Fo nel suo Il Barbiere di Siviglia . Si spoglia poi completamente per una commovente messa in scena di Billy Budd a Torino, con la regia di Davide Livermore, indossa scarpe dal tacco impossibile a Stoccarda per The Fairy Queen di Purcell, per la regia di Calixto Bieito, impara trucchi di magia da un mago professionista per Il Console di Menotti, sale tra gli dei in una carrozza rosa nella Cenerentola a Berna, è bendato per quasi un’intera opera ( Curlew River di Britten a Perugia e Trento) e canta in un pagliaio nel King Arthur di Purcell a Berlino e Vienna. Si esibisce in un’ampia varietà di oratori e recital. Dalle Passioni di Bach e il Messiah di Handel alla Serenata per tenore, corno e archi e al War Requiem di Britten, fi no ai Carmina Burana di Orff e alla Petite Messe Solennelle di Rossini, per passare a Tosti, The Song of a Life e Benjamin Britten Complete Folk Song Settings. L’attuale lavoro operistico comprende l’ Ulisse di Monteverdi a Ginevra, Eliogabalo di Cavalli e Lezioni d’amore e di violenza di George Benjamin a Zurigo, Acis e Galatea di Handel al Concertgebouw di Amsterdam e La Calisto di Cavalli a Monaco. Le prossime registrazioni includono Les Illuminations di Britten con Oleg Caetani e la London Philharmonia, e i Sonetti di Michelangelo di Britten con Marco Scolastra (pianoforte) per Brilliant Classics. Su Caruso ha scritto l’introduzione ad un libro sulle sue canzoni, pubblicate insieme per la prima volta.
Diplomato con lode al Conservatorio di Perugia, Marco Scolastra si è perfezionato con Aldo Ciccolini, Ennio Pastorino e presso l’Accademia Chigiana di Siena. Ha suonato per: Accademia Filarmonica Romana, Auditorium Parco della Musica, IUC, Teatro dell’Opera/Roma, Teatro Regio/Parma, Auditorium dell’Orchestra “G. Verdi”, Festival dei Due Mondi, Ravello Festival, Teatro La Fenice, “I concerti del Quirinale”, Teatro di San Carlo, Musei Vaticani, Teatro Massimo, Serate Musicali, Conservatorio “P.I. Čajkovskij”, Tonhalle, Istituto “F. Chopin”, Orchestre National du Capitole, Festival van Vlaanderen, Musikverein. Come solista ha suonato sotto la guida di molti importanti direttori d’orchestra: Yuri Bashmet (I Solisti di Mosca); Andrew Constantine (Nordwestdeutsche Philharmonie); Romano Gandolfi (Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano); Howard Griffi ts (Orchestra da Camera di Zurigo); Richard Hickox; Claudio Scimone (I Solisti Veneti); Lior Shambadal (Berliner Symphoniker); Luigi Piovano (Roma Tre Orchestra); Giedrė Šlekytė (Wiener Concert-Verein). Per molti anni ha suonato in duo con il pianista Sebastiano Brusco. Ha collaborato con noti musicisti — Vadim Brodski, Alessandro Carbonare, Corrado Giuffredi, Quartetto Kodaly — e celebri cantanti quali Renato Bruson, Max Rene Cosotti, Cinzia Forte, Sumi Jo, Raina Kabaivanska, Daniela Mazzucato, Mark Milhofer, Mirco Palazzi, Desiree Rancatore. Intensa la collaborazione con il drammaturgo e storico della musica Sandro Cappelletto. È in scena anche con illustri attori tra cui Sonia Bergamasco, Arnoldo Foa, Ugo Pagliai, Elio Pandolfi (lungo sodalizio durato quasi venti anni), Lucia Poli, Jerzy Radzi-wilowicz, Pamela Villoresi. Ha registrato per Phoenix Classics, Stradivarius, Brilliant Classics, Decca, RAI. Con Urania Records ha pubblicato un disco su brani composti sui versi di Dante. (aise)




Tunisi, in scena la Carmen di Bizet

fb img 1707752838986

fb img 1707752838986Un progetto di cooperazione culturale ambizioso tra Italia, Francia e Tunisia vede finalmente la luce con la messa in scena il 14 e 15 febbraio al Teatro dell’Opera di Tunisi dell’opera “Carmen” di George Bizet, danzata, coreografata e diretta da Sofien Abou Lagraa, che vede protagonisti il Balletto dell’Opera, l’Orchestra Sinfonica Tunisina e i coristi dell’Opera di Tunisi con 120 artisti sul palco e ben 11 cantanti solisti.

L’iniziativa è il risultato di una serie di residenze creative organizzate in collaborazione dall’Istituto Francese di Tunisia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi che hanno permesso alla direttrice d’orchestra Nicoletta Conti, alla costumista Paola Lo Sciuto e a sei musicisti dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, di trascorrere un periodo di lavoro e formazione accanto agli artisti tunisini.

“Proprio nella formazione, nella condivisione delle conoscenze e del savoir faire italiano risiede – secondo il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Fabio Ruggirello – la caratteristica saliente di questo progetto che sarà in grado di creare competenze specifiche e un forte valore aggiunto in Tunisia”.

Nicoletta Conti è una delle direttrici d’orchestra più apprezzate nel panorama internazionale, con oltre trent’anni di carriera, vincitrice di numerosi premi tra cui il prestigioso Premio Minerva per le arti. Paola Lo Sciuto, a Tunisi in veste di costumista, è un’artista visiva con molteplici declinazioni. Allieva di Emanuele Luzzati, è stata anche assistente del pittore Mario Schifano. E’ costumista e docente di Costume per lo Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Roma.




Bocelli canterà a Santo Domingo il prossimo 24 febbraio

64306014ef182.r d.306 113
64306014ef182.r d.306 113Andrea Bocelli si esibirà il prossimo 24 febbraio allo Stadio Olimpico di Santo Domingo, che sarà adattato a una capienza ridotta per creare un ambiente più ristretto in cui il tenore italiano eseguirà alcune delle sue canzoni in spagnolo (per la prima volta nella Repubblica Dominicana) che gli ha portato fama mondiale.
Bocelli, 65 anni, arriverà a Santo Domingo per celebrare i 30 anni della sua carriera di successo, con oltre 90 milioni di dischi venduti, è riconosciuto come un’icona della musica a livello mondiale.
“Per noi è un orgoglio che Andrea Bocelli ritorni nel nostro Paese, la sua prima visita è stata nel maggio 2009 e, in questa occasione, avremo il piacere di presentarlo per la prima volta a Santo Domingo”, ha affermato Saymon Díaz, presidente di SD Concerts, la società incaricata della produzione di questo concerto.
I prezzi dei biglietti per lo spettacolo vanno da 4.000 RD$ a oltre 30.000 RD$.



Antonio Di Matteo debutta alla Wiener Staatsoper inscenando Osmin in “Die Entführung Aus Dem Serail” di Mozart

39eb7221 d8be 419f 9c6a 11049ec6c365

39eb7221 d8be 419f 9c6a 11049ec6c365Per la prima volta nella storia dell’opera lirica un cantante italiano porta in scena il ruolo di Osmin dell’opera DIE ENTFÜHRUNG AUS DEM SERAIL, in tedesco nella terra di Mozart.

Antonio Di Matteo ha scelto un ruolo non facile  e piuttosto impervio  per il debutto, molto atteso, alla Wiener Staatsoper ed in suo onore è annunciata l’esclusiva partecipazione dell’Incaricato ad interim e Consigliere d’Ambasciata Gabriele De Stefano in rappresentanza dell’Ambasciata d’Italia a Vienna alla Première del 15 dicembre prossimo.

Un debutto in grande stile, per il basso campano, nel prestigioso teatro lirico viennese, sotto la direzione del M° Cornelius Maister , firma la  regia di Hans Neuenfels ripresa da Wolgang Shilly.  Senza ombra di dubbio è un artista che nel corso di poco più di dieci anni di carriera ha saputo distinguersi nel maggiori teatri italiani ed esteri per i suoi pregi vocali essendo un  vero  e nobile basso profondo dotato di un’estensione vocale non  consueta, regale presenza scenica e doti attoriali da encomio.

Infatti la dirigenza della Wiener Staatsoper, ancor prima del debutto, si è aggiudicato Antonio Di Matteo non solo per l’opera in oggetto, ma anche per il Don Giovanni, sempre del genio salisburghese, nel ruolo de il Commendatore in scena dal 14 gennaio 2024.   L’artista inizia il nuovo anno  che lo vedrà tra sempre in questo ultimo ruolo a Febbraio in prestigiosi teatri quali Théâtre des Champs-Elysées a Parigi, per poi approdare al Teatro san Carlo di Napoli, mentre a maggio ritornerà alla Fondazione Teatri di Piacenza nell’opera I DUE FOSCARI di Giuseppe Verdi nel ruolo di Jacopo Loredano, dopo il successo avuto a marzo scorso in occasione del doppio debutto di ruolo e teatro al Carlo felice di Genova.