Capolavori italiani all’Opera Festival di Chicago

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produzioni originali italiane allopera festival di chicagoIn collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, l’Opera Festival di Chicago presenta un cartellone di produzioni originali di opere italiane, con capolavori raramente visti sui palchi statunitensi, costruito sul tema “Potere, Gloria, e Tradimento”.

Si inizia il 6 luglio con “Assassinio nella Cattedrale”, una delle composizioni più celebri di Ildebrando Pizzetti ispirata all’omonima opera teatrale di T.S. Eliot del 1935.

Il 12 luglio il cartellone propone “An Italian Soirée” nel corso della quale gli artisti del Festival si esibiranno in una selezione musicale ispirata al tema di questa edizione. Celebri arie, duetti e terzetti, si alterneranno a pezzi strumentali ispirati ad alcune delle migliori opere italiane di tutti i tempi.

Il 13 luglio sarà invece la volta di Ferruccio Furlanetto, basso italiano di fama internazionale, che si esibirà all’Harris Theater. Con 50 anni di esperienza e una carriera internazionale, Furlanetto propone un recital di arie d’opera da “Il Matrimonio di Figaro”, “Don Giovanni”, “Boris Godunov” e“Don Carlo”.

Dal 20 al 23 luglio, infine, andrà in scena al Cahn Auditorium “Attila”, la famosa opera di Giuseppe Verdi del 1846 che, con un prologo e tre atti, ci porta nella metà del V secolo nei pressi di Roma, al seguito di Attila, il Re degli Unni. Una storia, appunto, di “Potere, Gloria e Tradimento”.




Il Rossini Opera Festival in Cina

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29rossiniDaniele Vimini e Cristian Della Chiara, rispettivamente Presidente e Direttore generale del Rossini Opera Festival, a Shanghai per l’inaugurazione della mostra “Rossini Opera Festival in China: The Magic and Mystery of Gioachino Rossini” sono stati ospiti del Conservatorio di Shanghai.
Ad accoglierli il Vicepresidente Feng Lei e una delegazione al più alto livello composta da Chen Xiaoyi, Director of International Exchange Office; Han Bin, Director of Office of Development & Planning; Xie Miaomiao, Director of President’s Office, Director of Office of Academic Affairs; Ying Huang, Vice Director of Voice & Opera Department; Zhu Dandan, Vice Director of Division for Concerts and Artistic Projects; e Lu Yan, Vice Director of International Exchange Office.
L’incontro, cui ha partecipato anche il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai Francesco D’Arelli, è stato l’occasione per un proficuo scambio di idee e per tracciare possibili forme di collaborazione tra il Festival e il prestigioso Conservatorio, il primo istituto di formazione musicale fondato in Cina e tutt’ora uno dei più importanti dell’intero paese. Esso conta oggi 2.545 studenti e 528 docenti (29 dall’estero), oltre a 72 studenti stranieri provenienti da 20 Paesi. (aise) 




Alla Première de “La Figlia del reggimento” di Donizetti al Teatro Regio di Torino

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lafigliadelreggimento phandreamacchia creditoteatroregiotorino 1 custerLa Fille du régiment è un’opéra-comique in due atti di Gaetano Donizetti, senza ombra di dubbio molto piacevole, che sarà in scena fino al 23 maggio prossimo al Teatro Regio di Torino dove firma regia, scene e costumi la coppia Barbe & Doucet. Un nuovo allestimento del Teatro Regio in coproduzione con la Fenice di Venezia. Tale coppia  è ben consolidata artisticamente perché insieme hanno dato vita a più di quaranta allestimenti applauditi nel mondo. Durante un’intervista  hanno dichiarato quanto segue: Abbiamo osservato La Fille du régiment focalizzandoci, più che sui fatti storici, sui sentimenti: due giovani s’innamorano del rispettivo nemico…..Abbiamo osservato quest’opera nel modo più tradizionale possibile, prendendo in considerazione la situazione in cui l’opera nasce. La cosa più interessante, in questo caso, è che si tratta dell’epoca in cui il corpo di Napoleone è stato riportato a Parigi, agli Invalides con una forte ondata di patriottismo…….

Continuano Barbe & Doucet: la nostra idea non è tanto di parlare della guerra napoleonica ma del ricordo dell’esperienza della guerra: abbiamo scelto una testimone diretta della seconda guerra mondiale….. Infatti durante l’Ouverture è proiettato un video di una famiglia che fa visita alla bisnonna in una casa di riposo.

Molto bella la scenografia che ricorda un paesaggio tirolese.  Ne La Fille du régiment nulla è realistico: nessuno viene ucciso ed i soldati sono colorati ed inoffensivi sembrano quasi i soldatini con i quali  giocavano i bambini anni or sono.

Sul podio il M°Evelino Pidò,  grande esperto della partitura, dirige in maniera eccelsa Orchestra e  Coro del Regio come sempre fiore all’occhiello del Teatro lirico torinese.  Si spendono parole di lodi  per Maestro del Coro Andrea Secchi che a breve, purtroppo, lascerà il Teatro Regio di Torino per un altro prestigioso incarico, tuttavia nella ex capitale subalpina ha lasciato un segno indelebile.

Spicca nel cast John Osborn, nel ruolo di Tonio, che snocciola una recita superlativa tanto che il  tenore americano infuoca il variegato pubblico di ogni età raggiungendo l’apice quando gli viene chiesto il bis sulle note de  “Pour mon âme”. Grande capacità negli acuti e non solo. Un vero artista a tutto tondo capace di sfoggiare un talento notevole con una semplicità che solo un grande tenore come lui può permettersi.

Marie è  Giuliana Gianfaldoni discreta sotto il profilo attoriale, ma non in quello vocale dove nel primo atto la sala ha, a tratti, difficoltà a sentire la voce. Meglio decisamente nel secondo atto dove il soprano regala qualche momento di piacevolezza all’udito ed in alcuni frangenti si dimostra anche interessante vocalmente soprattutto nel finale.

Roberto de Candia, porta in scena un Sulpice ben dosato sotto ogni aspetto, mette in luce  le sue doti da basso di pregio. Plausi  Manuela Custer, Marchesa di Berkenfield, ottima attrice capace di delineare un personaggio complesso.  Sa essere commovente nel cercare di nascondere il suo dolore per  vedere la figlia felice, nonchè attraente vocalmente come mezzosoprano. Non lascia nulla al caso nè nella recitazione che nel canto.

Considerato la leggenda del trasformismo Arturo Brachetti porta in scena, egregiamente, vari personaggi  da una simpaticissima  infermiera  che insegue i pazienti per far loro le iniezioni, alla Duchessa di Crakentorp, esibendosi anche in una canzone piemontese conosciuta a livello internazionale  “Ciribiribin che bel faccin”,  dove prima scambia qualche battuta molto scherzosa con il M° Pidò che sa stare molto bene al gioco. Un vero momento di grande spettacolo dove il pubblico in sala ha apprezzato divertendosi. Ciribiribin fu scritta nel 1898 da Carlo Tiochet per il testo, in piemontese, e da Alberto Pestalozza per la musica.  Edita dalle edizioni musicali Carisch e lanciata dalla soubrette austriaca Mitzi Kirchner.

A completare il cast Guillaume Andrieux, nel ruolo di Hortensius, Alejandro Escobar  alias Un contadino e Lorenzo Battagion-Un caporale tutti degni di encomio compreso l’attore Federico Vazzola nei panni di Un notaio.

Recita del 13 maggio 2023

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Praga, recital del tenore Vittorio Grigolo

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praga recital del tenore vittorio grigoloL’Istituto Italiano di Cultura di Praga ha presentato, presso il famoso centro culturale Rudolfinum, il recital del tenore Vittorio Grigolo, che accompagnato dal pianista Vincenzo Scalera ha eseguito una raffinata selezione di arie da opere di Verdi, Donizetti, Puccini, Gounod, Massenet, Bizet e Offenbach. Il concerto è stato organizzato dalla società Nachtigall Artists col sostegno dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, ed ha avuto il patrocinio dell’Ambasciatore d’Italia in Repubblica Ceca, Mauro Marsili.

Grigolo ha iniziato la carriera artistica all’età di nove anni come solista nel coro della Cappella Sistina. Quattro anni più tardi ha debuttato all’Opera di Roma accanto a Luciano Pavarotti, nel ruolo del pastore nella “Tosca” di Puccini, guadagnandosi il soprannome di “Pavarottino”. Ma è nel 2010 che Vittorio Grigolo balza ai vertici del mondo operistico con il suo trionfale debutto al Covent Garden di Londra come Cavaliere Des Grieux nella “Manon” di Massenet. Solo quattro mesi dopo debutterà con altrettanto successo al Metropolitan Opera di New York come Rodolfo ne “La bohème” di Puccini. Oggi è considerato uno dei migliori tenori della sua generazione.




Ad Hanoi in scena la “Cavalleria Rusticana”

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img 20230411 wa0008L’Ambasciata d’Italia in Vietnam presenta l’opera “Cavalleria Rusticana”, in programma sabato 15 e domenica 16 aprile presso il Teatro dell’Opera di Hanoi. Per la prima volta da decenni il pubblico di Hanoi avrà l’opportunità di godere di un’opera in costume.

Organizzata dalla Saigon Philharmonic Orchestra in collaborazione con il Vietnam National Opera and Ballet e l’Hanoi Opera House e con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia, l’iniziativa si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Vietnam.

La Cavalleria Rusticana è l’opera più nota di Pietro Mascagni. Presentata per la prima volta nel 1890 e subito divenuta emblema di “Verismo” nell’opera lirica è ambientata in Sicilia e mette in scena emozioni profonde come l’amore e la gelosia. Il tenore italiano Giovanni Maria Palmia interpreterà il ruolo di Turiddu e si esibirà, diretto dal maestro Fan Ting, insieme a talentuosi cantanti, musicisti e attori vietnamiti.




Madrid. Il programma della visita di Katia Ricciarelli

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ricciarelliLa grande soprano italiana Katia Ricciarelli è a Madrid per una serie di incontri organizzati dalla Scuola Statale Italiana.

Oggi, mercoledì 22 marzo, la Ricciarelli sarà, alle 19.30, al teatro de la Escuela Superior de Canto de Madrid dove è in programma il concerto degli alunni della ESCM selezionati dal soprano.

Domani, giovedì 23, Katia Ricciarelli sarà all’Istituto Italiano di Cultura. Alle 11.30 concerto si ripeterà il concerto degli alunni della ESCM.




Il Comites Madrid: da oggi appuntamento con Katia Ricciarelli

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madridOggi iniziano gli appuntamenti a Madrid con Katia Ricciarelli.
Ieri sera il presidente Andrea Lazzari e la consigliere Gabri Lanzilli insieme a Benedetto Giuntini, ambasciatore pro-tempore Italyinspa e a Massimo Bonelli, preside della Scuola Italiana di madrid hanno dato il benvenuto al grande soprano e attrice Katia Ricciarelli.




Oman: plausi per il maestro Umberto Fanni alla direzione della ROHM (VIDEO)

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Sempre più consolidata e indispensabile la presenza del M° Umberto Fanni alla direzione della Royal Opera House a Muscat in Oman.

da www.iltelevisionario2.net

Si ringrazia TG3 per la disponibilità del video.




Il FAI Napoli celebra Enrico Caruso con una visita speciale alla Casa Museo dedicata al ‘Tenorissimo’

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enrico caruso (1)Il 25 febbraio, in ogni angolo del mondo, si celebreranno i 150 anni dalla nascita di Enrico Caruso, il “Tenorissimo”.

Domenica 26 febbraio 2023 – alle ore 11.00 – la Delegazione FAI di Napoli renderà omaggio a uno dei grandi ambasciatori dell’Italia nel mondo con una visita speciale alla ‘Casa Museo Enrico Caruso’ di Napoli, in via Santi Giovanni e Paolo.

La Casa Museo accoglie testimonianze appartenute al mito-Caruso, tra fotografie, lettere, caricature, dischi, locandine e programmi, un grammofono dei primi anni del ‘900: tra i cimeli svettano il bastone da passeggio del tenore e la biancheria in lino con un elegante ricamo delle sue iniziali.

Evento su prenotazione: Visita alla Casa Museo Enrico Caruso per i 150 anni dalla nascita | Evento FAI (fondoambiente.it)

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IIC di Bogotà: corso gratuito sulla storia dell’opera nell’America Latina

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L’Istituto Italiano di Cultura di Bogotà aprirà la prossima settimana un corso gratuito sulla storia dell’opera in America, comprese le storie dei suoi musicisti e le loro eredità. L’opera italiana arrivò in America nell’Ottocento e si diffuse in tutto il continente, attraverso spettacoli offerti da compagnie europee, i cui membri divennero influenti compositori, uomini d’affari e persino nonni di presidenti locali.
Il Brasile è stata la prima destinazione di questa musica drammatica, eseguita da orchestre e cantanti d’opera, all’inizio del XIX secolo per decisione del Regno del Portogallo; l’opera sbarcò poi negli Stati Uniti nel 1825 e nove anni dopo giunse a Cuba.
“Cuba è diventata il primo porto di accoglienza per artisti italiani in America, per circa 20 anni”, ha detto Alexander Klein, professore di teoria, storia e apprezzamento musicale all’Universidad de Los Andes di Bogotá.
A partire dal prossimo 21 febbraio, Klein sarà incaricato d’insegnare il “Corso di Storia dell’Opera in America”, che avrà dieci sessioni e si terrà presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Bogotá, promotore e gestore del progetto.
“L’idea è scoprire quel lato sconosciuto dell’opera lirica in America e le ripercussioni che ha avuto”, ha detto l’accademico in un’intervista all’ANSA.
Klein ha spiegato che il corso non seguirà solo la strada dell’opera lirica nel continente, ma avrà come filo conduttore narrativo un personaggio centrale e sconosciuto nella sua diffusione, il bolognese Luigi Bazzani (1807-1867), il sarto divenuto uomo d’affari.
“Luigi Bazzani è stato colui che ha portato la prima compagnia d’opera italiana nella storia della Colombia, è stato anche incaricato di portare la prima compagnia in Giamaica ed Ecuador, e molte delle prime ad arrivare in Perù e Cile”, ha detto Klein all’ANSA. .
Bazzani, su cui Klein scrisse lo scorso anno un libro intitolato: “Il sarto dei due mondi”, portò in Ecuador nel 1842 la prima compagnia d’opera, tra i musicisti c’era Antonio Neumane, il francese che compose le note per quel paese dell’inno nazionale.
Le prime compagnie d’opera che arrivarono in Perù e Cile erano molto piccole e lo fecero negli anni ’30, arrivarono in Giamaica nel 1841 e in Bolivia nel 1847.
Klein ha spiegato che sia l’Argentina che l’Uruguay sono state la seconda destinazione per le compagnie d’opera che hanno fatto il loro debutto in Brasile; ma dalla seconda metà dell’Ottocento Buenos Aires divenne un punto di riferimento per questa musica con l’arrivo della grande diaspora italiana.
Anche l’Argentina “si è distinta per le prime sudamericane di opere di (Giacomo, NDR) Puccini”, mentre il Brasile si è distinto per le opere di Gaetano Donizetti, ha aggiunto il musicologo.
L’opera portò nel continente anche artisti che poi divennero uomini d’affari, come Pietro Alessandri Tarzi, che si stabilì in Cile.
Alessandri Tarzi è il nonno del presidente cileno Arturo Alessandri Palma (1920-1925 e 1932-1938) e bisnonno di Jorge Alessandri Rodríguez (1958 e 1964).
Con la musica italiana sono arrivati ​​anche gli architetti di teatri che hanno costruito luoghi epici come il Victoria in Cile, il San Pedro Alcántara in Brasile e i teatri Colón sia a Buenos Aires che a Bogotà, destinati all’opera, ricorda Klein. (ANSA).