Un museo dedicato a Enrico Caruso

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17carusoÈ stato presentato oggi a Roma, nella sala Spadolini del Ministero della cultura, il primo museo nazionale dedicato a Enrico Caruso, uno dei più grandi tenori di tutti i tempi che sorgerà a Napoli, a Palazzo Reale. Un unico grande spazio, la monumentale sala Dorica accoglierà non una semplice esposizione di cimeli ma una vera e propria stanza delle meraviglie, con animazioni in 3d e piattaforme multimediali, postazioni e installazioni musicali e cinematografiche, un caleidoscopio di effetti rivolto a un pubblico eterogeneo che coinvolgerà i bambini come gli appassionati, gli addetti ai lavori e visitatori da tutto il mondo.
L’apertura è prevista per il 20 luglio 2023, nell’anno in cui si festeggiano i 150 anni dalla nascita del celebre tenore, alla presenza di importanti autorità rappresentative dei forti legami di Caruso con gli Stati Uniti, quali il sindaco di New York e il direttore del Metropolitan Opera House.
Alla presentazione sono intervenuti il Ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, il Direttore generale dei Musei Massimo Osanna, il Direttore di Palazzo Reale di Napoli Mario Epifani, e la curatrice del “Museo Caruso”, la musicologa Laura Valente.
“Enrico Caruso è un esempio eccelso del genio italico, capace di innovare nel solco della tradizione comprendendo in pieno come valorizzare il proprio talento nel segno della modernità”, ha dichiarato il Ministro Gennaro Sangiuliano. “Fu il primo cantante della storia della musica mondiale a capire e a utilizzare le immense potenzialità dell’industria discografica. La popolarità globale della canzone napoletana è intimamente legata al suo nome. Il suo vissuto personale e il legame con Napoli hanno informato tutta la sua produzione creativa. Ciò nonostante, Caruso ha avuto un rapporto tormentato con la propria città. Egli portò Napoli nel mondo e ora Napoli, a centocinquant’anni dalla nascita, risana questo vulnus onorandolo con un museo che sorge nello stesso complesso del suo amato Teatro di San Carlo”.
“L’allestimento di un museo nazionale dedicato ad Enrico Caruso nella Sala Dorica del Palazzo Reale di Napoli costituisce un traguardo importante per il Sistema museale nazionale, che potrà così dare meritato risalto a una figura rappresentativa della cultura artistica contemporanea, un tenore riconosciuto a livello planetario, che da Napoli partì e a Napoli ritornò dopo aver portato la sua arte in tutto il mondo”, ha affermato il Direttore Massimo Osanna. “Un traguardo anche per i musei italiani che ancora una volta dimostrano la loro capacità di aggiornarsi e di dare voce, con linguaggi innovativi, alla nostra storia, alla nostra cultura e all’arte in tutte le sue espressioni. Con l’annuncio dell’apertura del Museo Caruso celebriamo oggi il punto di arrivo di un grande progetto organico e interdisciplinare, a cui abbiamo lavorato da tempo e che ha visto collaborazione e sinergia fra le istituzioni e con i numerosi partner nazionali e internazionali del progetto. Ma anche un punto di partenza, che prende il via con le celebrazioni dei 150 anni dalla nascita di Enrico Caruso, il 25 febbraio 1873, e che avrà come prossima meta l’inaugurazione del museo e un ricco programma di attività e di produzioni artistiche”.
Come ricordato dal direttore Mario Epifani, “l’apertura di un museo permanente dedicato a Enrico Caruso rientra tra gli interventi finanziati dal Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”. Il Palazzo Reale di Napoli rende così omaggio al grande tenore che ha avuto riconoscimenti in tutto il mondo, ma singolarmente non nella città in cui nacque e morì, fino ad oggi. Verrà inaugurato un nuovo spazio espositivo di 500 metri quadrati, in cui i suoi concittadini, così come i visitatori italiani e stranieri, potranno ricordarlo attraverso le sue musiche, i suoi cimeli, in un emozionante percorso multimediale. Un progetto realizzato con tecnologie moderne per far rivivere un glorioso passato”.
Curatrice del Museo, Laura Valente ha osservato che “Caruso più di ogni altro è icona di una italianità nobile e leggendaria, legata anche alla sua doppia anima: tenore lirico osannato nei più importanti teatri del mondo (successi travolgenti alla Scala di Milano, star del Metropolitan di New York dal 1903 al ’20), ineguagliabile interprete di melodie immortali della canzone napoletana, il primo cavallo di razza dell’industria discografica a vendere un milioni di dischi, entrando nell’Olimpo delle voci più popolari della storia della musica”.
L’iniziativa si avvale della collaborazione di partner “carusiani” da tutto il mondo, a partire dagli Archivi Ricordi e Puccini fino ai grandi teatri d’opera con i loro preziosi archivi, come il San Carlo, la Scala e il Metropolitan fino alla Cineteca di Bologna, che ha diretto uno straordinario lavoro di restauro e sincronizzazione vocale sul film My Cousin, e che ha consentito l’uso delle immagini di Caruso attore.
Il Museo propone un percorso complessivo su Caruso, primo grande personaggio mediatico moderno, e sul suo fondamentale contributo alla costituzione di una più ampia rete di artisti italiani che hanno scritto pagine fondamentali nella storia dello sviluppo dell’industria dello spettacolo, oltre che delle discipline artistiche in cui si sono cimentati. Il primo aspetto permette di fare un omaggio doveroso e che colma una grave lacuna. L’altro tema è un’affermazione orgogliosa della cultura italiana e partenopea. Caruso e Napoli si sono toccati poche volte se si pensa al palcoscenico eppure Caruso esprime tutta la potente incisività di un “marchio” che lega l’Italia all’eccellenza di artisti mai eguagliati e che nel suo caso sublimano il concetto del “più grande cantante mai esistito”.
Fondamentale la sinergia con un donatore “speciale”, Luciano Pituello, che con la sua Associazione Museo Enrico Caruso, Centro Studi Carusiani di Milano, ha dedicato tutta la sua vita a collezionare cimeli e incisioni originali e che ha deciso di donare la maggior parte dei rari materiali di proprietà del Museo come atto di generosa condivisione di un progetto definitivo sul grande tenore.
Il Fondo Pituello, già in parte destinato al Comune di Lastra a Signa, dove ha sede il Museo Caruso di Villa Bellosguardo (residenza italiana di Caruso), sarà il fulcro della nuova installazione a Napoli: costumi, dischi, grammofoni d’epoca, spartiti originali con segni autografi dell’artista, per un valore complessivo stimato intorno al milione di euro.
La collaborazione avviata con il Comune di Lastra a Signa e la sindaca Angela Bagni consentirà di avere per l’inaugurazione del Museo a Napoli anche dei pezzi straordinari come il costume di Canio (dai Pagliacci di Ruggero Leoncavallo) appartenuto al tenore o gli acquerelli colorati, un unicum nella produzione artistica figurativa di Caruso, a cui si aggiunge la preziosissima donazione delle celebri caricature dedicate ai grandi della musica, da Toscanini a Verdi.
Su queste caricature l’artista Gianluigi Colin disegnerà un’opera nuova, segno nel segno contemporaneo.
Tra le molte iniziative sarà presentata la biografia integrale di tutta la produzione carusiana, a cura di Ugo Piovano e Luciano Pituello. Verranno inoltre istituiti due premi, uno al migliore grande artista e l’altro dedicato a i ragazzi talentuosi che, come il grande tenore, si sono dedicati al canto senza una preparazione musicale per stimolarli a studiare e girato un docufilm sulle celebrazioni dei 150° anniversario dalla nascita. La casa editrice Il Saggiatore dedicherà a Caruso, uomo del nuovo secolo, una pubblicazione inserita nella collana di studi musicali.
Il prossimo 25 febbraio, a 150 anni dalla nascita di Caruso, al Museo Memus del Teatro di San Carlo ci sarà un incontro con Luciano Pituello e Ugo Piovano alla presenza del direttore Mario Epifani. Sarà anche l’occasione per sancire la collaborazione con il Comune di Napoli, prevedendo la donazione al Museo Caruso degli atti di nascita e morte del tenore, conservati dell’archivio del municipio cittadino. Saranno presenti il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il sovrintendente del Teatro di San Carlo Stéphane Lissner, la direttrice generale Emmanuela Spedaliere. (aise) 




Prima alla Scala, Meloni: ‘E’ la mia prima volta. Sono incuriosita’

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ab71c8e28530e52681e90fb45a94e647È la mia prima volta, sicuramente una prima bella esperienza nuova”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni arrivando al Teatro. Poco dopo ha fatto il suo ingresso anche la presidente dell’Ue Ursula von der Leyen, accolta dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dal sindaco di Milano Giuseppe Sala: “Sul palco Reale – ha chiosato proprio il primo cittadino meneghino – ci saranno due delle sette donne più potenti del mondo. Non credo si parlerà di politica, almeno lo spero”. Chiaro il riferimento alla classifica di Forbes che ha citato Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni come due delle sette donne più potenti del mondo. “Una grande serata e una bellissima giornata per Milano”: le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa.

Il pubblico della Prima della Scala, anche quest’anno, tutto in piedi, ha tributato un’ovazione al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, al suo ingresso nel palco d’onore con accanto la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen. L’applauso si è prolungato per alcuni minuti.

In mattina, invece, alcune persone, probabilmente per un atto dimostrativo di matrice ambientalista, hanno lanciato vernice contro l ‘ingresso del Teatro alla Scala dove questa sera si inaugura la stagione operistica. A compiere l’atto cinque persone, che sono state bloccate dagli agenti del dispositivo di sicurezza.

Sono 5 attivisti del gruppo “Ultima generazione” le persone bloccate dalla polizia dopo aver lanciato vernice blu contro l’ingresso del teatro alla Scala, a Milano.

Il gruppo era stato notato questa mattina da una pattuglia di poliziotti in servizio in zona e subito bloccato dopo l’azione. “Ultima generazione – no gas no carbone”, c’era scritto sul cartellone esposto da alcuni componenti prima di essere identificati dalle forze dell’ordine. L’attacco al teatro era un rischio valutato, soprattutto nel giorno della Prima e con la sfilata di personalità che parteciperanno all’evento. I cinque sono stati accompagnati in questura per una identificazione e la successiva denuncia.

Il blitz degli ambientalisti di Ultima Generazione che stamani hanno lanciato vernice contro il teatro alla Scala nel giorno di apertura della stagione, è, secondo il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervistato a Rtl 102.5, “sciocco e fuori dalla logica. Il mondo occidentale e l’Europa si stanno muovendo per risolvere i problemi climatici, investendo tante risorse. Ci vuole una gradualità, la transizione deve essere sostenibile anche a livello economico, dobbiamo tutelare il clima e l’ambiente ma anche i nostri cittadini”.

ansa.it




Antonio Di Matteo, un “basso” destinato a lasciare un’impronta nel mondo dell’opera lirica

cattura

received 2918383731803628SOGNA DI DUETTARE CON RENATO ZERO E LASCIA APERTE LE PORTE DEL CINEMA

Artista di grande talento e in piena carriera, Antonio Di Matteo rappresenta senza ombra di dubbio uno dei bassi più interessanti al mondo essendo la voce, come più volte riportato dai giornali, “di rara bellezza” e un artista completo. E’ stato definito il “Principe” della lirica.  Spesso lavora al fianco altri importanti artisti come  Sondra Radvanosky,  Leo Nucci, Placido Domingo tanto per citarne alcuni.  Nonostante il successo che sta ottenendo, mantiene una buona dose d’umiltà, caratteristica che lo rende ancora più apprezzabile umanamente. Molti i teatri che lo desiderano e molti i debutti fatti, tra gli ultimi alla Lithuanian National Opera and Ballet Theatre a Vilnius e al Teatro Mario Del Monaco di Treviso dove ha raccolto applausi convinti. Gode del favore della critica e del pubblico da Oriente a Occidente. Apprezzato da tempo nel Sol Lavante nel prestigioso Bunka Kaikan di Tokyo.

Nel 2023 il basso campano debutterà al Teatro Filarmonico di Verona nell’opera Aida di Giuseppe Verdi, nel ruolo di Ramfis, questo al momento è quanto ci è dato di sapere, ma ho ragione di credere che questo artista ci riserverà grandi sorprese in futuro. Quindi: occhi puntati su di lui!

Un autorevole magazine canadese l’ha definita il “Principe” della lirica, ritengo essere motivo di grande soddisfazione per lei. Un commento?

Sono molto lusingato dall’aggettivo che mi è stato collocato, mi ritengo una persona semplice e umile, l’umiltà per me è tutto!

La sua voce è dotata di una gran capacità di estendersi dalla regione più grave del pentagramma  fino all’acuto. Timbro, colore e  perfezione nella tecnica non passano inosservati. Quanto studio per arrivare al suo livello?

Il nostro strumento è in continua evoluzione, lo studio è fondamentale…credo che la perfezione non esista, ma si può migliorare ogni giorno con tanti sacrifici e dedizione.

received 1449190562155359Oltre alla  straordinaria voce colpisce l’attenzione per il dettaglio per i personaggi che porta in scena. E’ talmente bravo da sembrare vero. C’è un particolare studio o le viene naturale?

Oltre allo studio tecnico-vocale, c’è uno studio nel scolpire il personaggio senza trascurare nessun particolare e se leggiamo attentamente la partitura tutto ciò viene suggerito.

E’ reduce da un gran successo per il debutto al Teatro Mario Del Monaco di Treviso nel ruolo di Sparafucile nell’opera Rigoletto di G. Verdi, e anche per questo personaggio, che di regale nulla ha, ha saputo dare uno smalto differente dai suoi colleghi. Come riesce sempre a dare quel tocco di regalità ai suoi personaggi?

Diciamo che mescolo due ingredienti fondamentali “la nobiltà e la crudeltà” di questo ruolo, che mi affascina ogni volta che lo porto in scena.

Da Rigoletto che fa parte della trilogia verdiana a Capuleti e Montecchi, di V. Bellini, capolavoro del belcanto, dove eccelle nel ruolo di Capellio Capuleti.  In Sparafucile e Capellio cosa si evince di Antonio Di Matteo?

Porto in scena con piacere questi due ruoli anche se sono molto distanti da me, poiché nella vita sono un uomo sensibile e che ama far del bene.

Tra i ruoli per basso profondo spicca il Grande Inquisitore nel Don Carlo di Verdi. Ha in previsione di debuttare il ruolo?

Un ruolo che amo tanto, spero che nel futuro prossimo ci sarà l’occasione di debuttarlo.

received 436691918657581Enrico Caruso, Mario  Del Monaco, Ettore Bastianini, Cesare Siepi…. tra i nomi che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo della lirica. Anche se di registri vocali differenti dal suo, tranne Siepi, non ha mai pensato che anche il suo nome in futuro potrebbe essere annoverato tra i grandi della lirica?

Non credo di potermi paragonare a queste figure indelebili del panorama internazionale dell’opera.

Qual è la sua opinione riguardo alle contaminazioni musicali?

Adoro le contaminazioni musicali, poiché danno la possibilità di unire più  generi  musicali e sono simbolo di una cultura musicale non settoriale, bensì a largo raggio.

Montserrat Caballé e Freddie Marcury due leggende, una della lirica e l’altro del rock. Ricordo il  grande successo con  How Can I Go On. Con quale mito attuale vorrebbe duettare ovviamente di genere differente dal suo?

Mi piacerebbe duettare con il grande Renato Zero, artista che stimo molto.

Una curiosità: sono un estimatore del Led Zeppelin. Lei cosa ne pensa?

Idem per me, la loro musica racchiude vari generi diversi tra cui blues, rockabilly e folk, hanno costituito una formula completamente inedita per l’epoca, finendo con l’influenzare in qualche modo tutti i gruppi rock del loro tempo e del futuro.

Quanto  bellezza e fisicità sono stati motivo di giovamento nella sua carriera?

La presenza scenica credo che sia un altro elemento fondamentale…che insieme agli altri ingredienti compongono un artista.

Le venisse proposto un ruolo in un film accetterebbe?

Mi piacerebbe tanto l’idea…chissà in futuro.




Verona vola a New York per il Centenario dell’Opera Festival

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7veronaL’Istituto Italiano di Cultura a New York, in collaborazione con l’ENIT, organizza mercoledì prossimo, 9 novembre, una serata in onore della centesima edizione del Festival dell’Opera dell’Arena di Verona.
In questa occasione sarà presentato ai tour operator il cartellone della nuova stagione.
L’incontro inizierà alle 15:30 con i saluti del direttore dell’IIC, Fabio Finotti. Interverranno quindi Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore artistico della Fondazione Arena di Verona, e Stefano Trespidi, Vice Direttore artistico della Fondazione.
Previsto anche un intermezzo musicale con la soprano Monica Conesa ed il pianista Federico Brunello. (aise) 




“Beatrice et Benedict” inaugura la stagione del Carlo Felice di Genova

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il sindaco marco bucci con il sovrintendente claudio oraziPlausi per il Sovrintendente Claudio Orazi e il Direttore Artistico Pierangelo Conte che hanno saputo stupire pubblico e stampa.  Persiste la volontà di aprire la  stagione al Teatro Carlo Felice di Genova, ogni anno, con un evento di rilievo. Così è stato con il grande successo di pubblico e critica per l’opera del francese Hector Berlioz, ‘Beatrice et Benedict’ che ha inaugurato la stagione 2022/2023 al Teatro Carlo Felice. L’opera è stata presentata in prima esecuzione italiana.

Il Sovrintendente Orazi, pur mantenendo i titoli tradizionali, si apre anche a quelli meno popolari gettando uno sguardo al futuro e aprendo le porte del blasonato teatro ai giovani – alla prima hanno partecipato oltre 350 ragazzi provenienti dalle scuole superiori e dall’università di Genova- che sempre più sono desiderosi di volgere lo sguardo al mondo dell’opera lirica sfatando il cliché che la medesima sia solo per un’attempata cerchia elitaria.

Da sottolineare l’intensa attività artistica che il teatro svolge non solo in sede, ma in tutta la Regione Liguria. Inoltre l’apertura nel mondo, infatti il Carlo Felice è reduce dal recente successo alla Royal Opera House, in Oman a Mascate, per l’inaugurazione della Stagione 2022/2023 con l’opera la Traviata di G. Verdi. Un vero trionfo nel tempio dell’opera lirica in Medio Oriente, guidato con grande maestria dal Direttore Generale Umberto Fanni.

Ritornando a Genova, tra  molti ospiti di grande rilievo hanno presenziato alla serata. Tra gli illustri,   il Presidente e assessore alla Cultura della Regione Liguria Giovanni Toti con la moglie  Siria Magri. giornalista di Mediaset, Ilaria Cavo, assessore alla formazione, scuola, politiche sociali, politiche giovanili, l’editore di Primocanale Maurizio Rossi ed il Sindaco di Genova, Marco Bucci.

275‘Beatrice and Benedict’ è un’opéra-comique in due atti di Hector Berlioz, su libretto ispirato a “Molto rumore per nulla” di William Shakespeare.  L’opera, presentata nell’allestimento dell’Opéra de Lyon realizzato in collaborazione con l’Opera Carlo Felice Genova. Sul podio l’attenta e magistrale bacchetta del M° Donato Renzetti, direttore emerito del teatro, che ha saputo dar lustro a una delle più belle pagine musicali, ossia l’Ouverture.

Firma la regia Damiano Michieletto, tra i registi internazionali più acclamati del momento,  che ha sapientemente  messo in luce la contrapposizione fra l’amore convenzionale di Hero e Claudio e quello intriso di passione  e istinto di Bèatrice e Bénédict.

Una grande scatola bianca si impone sulla scena, disegnata da Paolo Fantin, affollata di microfoni che il personaggio Somarone, maestro di cappella, utilizza per spiegare agli spettatori  i sentimenti dei singoli protagonisti.

Nel secondo atto la scena cambia nettamente : Beatrice e Benedict, liberi di amarsi al di fuori delle regole, si troveranno nel paradiso terrestre fra animali. Si sottolinea la bravura straordinaria dei mimi  Amedeo Podda, la  scimmia già apparsa in precedenza che simboleggia la libertà e l’istintività e le nudità di Adamo ed Eva rispettivamente, Alessandro Percuoco e Miryam Tomé. Una libertà breve ed effimera, infatti una rete distruggerà il paradiso imprigionando i suoi abitanti, costretti a piegarsi alle rigide convenzioni sociali.

beatrice et benedict 30Se il primo cast ha riscosso successo, lo stesso di sottolinea nel secondo cast, infatti si spendono lodi per tutti.

Giorgio Misseri è assai padrone del ruolo che porta in scena, Bénédict, così come Sofia Koberidze  è una eccellente Béatrice attenta alle sfumature del suo personaggio.. Per entrambi si spendono lodi sia dal punto di vista vocale che nella recitazione. L’opera in questione di Berlioz presenta  difficoltà vocali, soprattutto alle voci femminili ed anche Francesca Benitez alias Héro, ha reso onore al suo personaggio. Altrettanto per Gaia Petrone nel ruolo di Hursule. Bravissimi Nicola Ulivieri ,Don Pedro,  Yoann Dubruque ,Claudio, e Somarone di Ivan Thirion. Complimenti per  il Coro ben preparato da Claudio Marino Moretti.

 

 




Antonio Di Matteo è “Sparafucile” a Treviso e a Rovigo

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img 20221021 192209 784Reduce dai successi ottenuti al Teatro Bellini di Catania, in occasione del Bellini Festival 2022 nel ruolo di Capellio  Capuleti nell’opera “I Capuleti e i Montecchi” di V. Bellini, trasmesso con ottimo share da Rai5 e disponibile su Raiplay, e sempre nella stesso titolo e ruolo ha debuttato alla Lithuanian National Opera and Ballet Theatre a  Vilnius-Lituania,  Antonio Di Matteo ritorna al repertorio verdiano. Infatti  vestirà i panni di Sparafucile nell’opera Rigoletto di G. Verdi debuttando al Teatro Mario Del Monaco di Treviso e atteso è il ritorno al Teatro Sociale di Rovigo a novembre prossimo. Un ruolo che lo ha già visto protagonista in importanti Teatri in Italia e nel mondo e al fianco di prestigiosi nomi come Leo Nucci e Placido Domingo al Teatro Antico di Taormina – per Teatro Bellini- e nel fortunato debutto alla Royal Opera House a Muscat in Oman, in occasione dei festeggiamenti del 10° anniversario della ROHM, per la World Première dell’opera Rigoletto di G. Verdi con la prestigiosa regia, scene e costumi di Franco Zeffirelli. Aprirà il 2023 come Ramfis in Aida di G. Verdi debuttando al Teatro Filarmonico di Verona.

Note sull’artista

Antonio Di Matteo è uno degli artisti in carriera più apprezzati e desiderati del momento, come basso, essendo dotato di una voce di rara bellezza, dal colore inconsueto, capacità interpretative straordinarie, il tutto coadiuvato da  raffinatezza  principesca che non passa certo inosservata ed una signorilità inconsueta. Qualità dimostrate in moltissimi teatri tra i quali: Teatro San Carlo di Napoli, Teatro alla Scala di Milano, Teatro Massimo di Palermo, Teatro dell’Opera di Roma, Palau de Les Arts Reina Sofia di Valencia, Bunka Kaikan di Tokyo, Großes Festspielhaus di Salisburgo, Gran Teatre del  Liceu di Barcellona, Teatro Real di Madrid, Teatro Regio di Torino solo per citarne alcuni.

img 20221021 192158 379Diretto da altisonanti nomi quali  come Riccardo Muti, Daniel Oren, Nello Santi, Valery Gergiev, Antonio Pappano, Asher Fish, Myung-Whun Chung, Michele Mariotti, Nicola Luisotti, Gabriele Ferro, Fabrizio Maria Carminati, Frédéric Chaslin, Fabio Luisi,  Marco Armiliato, Daniele Rustioni, Sesto Quattrini….

Ha lavorato con registi del calibro di Pierluigi Pizzi, Graham Vick, Barrie Kosky, Mario Martone, Davide Livermore, Stefano Mazzonis, Gianni Amelio, Gabriele Lavia, Robert Carsen, Francesco Micheli, Alex Olle, Giancarlo Cobelli, Daniele Abbado….

Rigoletto di G.Verdi al Teatro Mario Del Monaco di Treviso venerdì 4 novembre alle ore 20:00 e domenica 6 novembre alle ore 16:00. Al Teatro Sociale di Rovigo venerdì 18 novembre alle ore 20:30 e domenica 20 novembre alle ore 16:00.

Sul podio il M°Sebastiano Rolli e firma la regia Giuseppe Emiliani. Nuovo allestimento con realizzazione scene dei Laboratori Scenografici del Teatro Sociale di Rovigo. Coproduzione Bassano Opera Festival, Teatro Mario Del Monaco di Treviso e Teatro Sociale di Rovigo.

 




Santo Domingo: le star della lirica mondiale chiuderanno la stagione sinfonica 2022

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downloadL’Orchestra Sinfonica Nazionale e la Fondazione Sinfonica chiuderanno la Stagione Sinfonica 2022 con la grande “Messa da Requiem” di Giuseppe Verdi mercoledì 9 novembre alle 20:30 nella Sala Carlos Piantini del Teatro Nazionale Eduardo Brito.

Il concerto di chiusura vedrà la partecipazione di un quartetto di solisti di alto livello: della Repubblica Dominicana, il soprano Nathalie Peña-Comas e il mezzosoprano Glenmer Pérez, referenti del meglio del canto lirico dominicano; dagli Stati Uniti, il tenore Gregory Kunde e il basso Morris Robinson, abituali al Metropolitan Opera di New York e in altri luoghi, hanno sottolineato Margarita Miranda de Mitrov, presidente della Fondazione Sinfonia.

Inoltre, un folto gruppo corale di oltre 150 cantanti sul palco si unirà alla maestosa Orchestra Sinfonica Nazionale, diretta dal maestro José Antonio Molina, per interpretare il “Requiem” di Verdi.

Nel tentativo di rendere l’arte classica più accessibile a tutti, il pubblico potrà godersi questo concerto nella sua interezza con i sottotitoli in spagnolo.

Prima del concerto, i partecipanti potranno assistere a una conferenza sul Requiem di Verdi e sulla vita del compositore italiano. Questo incontro si terrà al Juan Lockward Bar del National Theatre alle 7:30 di notte e sarà condotto da Margarita Miranda Mitrov e Eduardo Villanueva.
La Stagione Sinfonica 2022 ha il sostegno del Ministero della Cultura e della Direzione Generale delle Belle Arti.

Questo evento si terrà grazie al sostegno dell’Ambasciata d’Italia nella Repubblica Dominicana, della Camera di Commercio Italo-dominicana, della Casa d’Italia e d’importanti aziende come Claro Dominicana, Banco Popular, Visa Iberia e Banco López de Haro, tra altri.

I biglietti sono in vendita presso la Fundación Sinfonia, i biglietti Uepa e la biglietteria del Teatro Nazionale Eduardo Brito.

SUL REQUIEM DI VERDI

Nella natia Italia, il compositore Giuseppe Verdi è ammirato non solo come musicista ma anche come patriota, per i suoi sforzi nella lotta per la riunificazione.

La profonda impressione provocata dalla morte dell’amico, lo scrittore Alessandro Manzoni, che come lui era impegnato per l’unità d’Italia e con il quale condivideva i valori tipici del periodo storico risorgimentale, giustizia e libertà, lo motivò a comporre questo grande capolavoro.

Il Requiem di Verdi fu rappresentato per la prima volta nel maggio 1874 nella Basilica di San Marco a Milano e da allora è stato portato con clamoroso successo in tutti i grandi teatri del mondo.




Nabucco im Steinbruch: l’opera italiana in Austria con l’Ambasciata

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28viennaL’Ambasciata d’Italia a Vienna ha organizzato il 19 luglio scorso l’evento “L’opera italiana in Austria: Nabucco im Steinbruch”.
Nel corso della serata l’ambasciatore Stefano Beltrame, il direttore d’Orchestra Alvise Casellati e il direttore artistico Daniel Serafin hanno discusso dello spettacolo “Nabucco im Steinbruch”, sino al 14 agosto in scena nella suggestiva cava romana di Sankt Margarethen nel Burgenland.
Presenti all’evento anche alcuni cantanti della compagnia, tra cui il basso-baritono Nicola Ulivieri (Zaccaria nel Nabucco) e la soprano Valentina Boi (Abigaille) che hanno intonato per il pubblico presente due tra i principali brani del Nabucco: “D’Egitto là sui lidi” e “Anch’io dischiuso un giorno”. (aise)




New York. La lirica italiana incanta Central Park

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concert 6 orchestra 062822 lvnA New York anche la pioggia viene sconfitta da Verdi, Puccini e Mozart. La musica ha un potere universale: riesce a riunire sotto lo stesso cielo generazioni e mondi distanti, lasciando che le stesse note producano in ciascuno un’emozione diversa.

Il direttore d’orchestra Alvise Casellati, che rivendica con orgoglio i suoi natali a Padova, questo segreto lo conosce bene. “Rebuild Harmony”, il suo ultimo appuntamento eseguito nella Naumburg Bandshell di Central Park, è stato l’ennesima conferma di uno straordinario successo.

Un evento realizzato da “Opera italiana is in the air” che l’Italia regala gratuitamente alla città di New York ogni anno con l’appoggio del Consolato e dell’Istituto di cultura, ma soprattutto degli sponsor Intesa Sanpaolo, Gksd, The Alexander Bodini Foundation, BEL, Eni, Ferrero, Bracco e Fiac.

Alvise Casellati – Foto di Terry W. Sanders

È così che, celebrando i classici, Casellati riesce ad avvicinare anche i millenials e chi l’opera l’ha sempre guardata con diffidenza.

“I giovani? Non la ascoltano perché non la conoscono – dice – Quando un ragazzo si avvicina a questa arte, ad esempio fuori dal teatro e gratuitamente come accade con Opera is in the air, non rimane immune alla sua bellezza”.

Il maestro ricorda un fatto indicativo: i classici vivono da secoli e non perdono la loro potenza. Hanno visto guerre, nazioni in frantumi, pandemie e rivoluzioni, ma sono rimasti lì, più forti del tempo e di qualsiasi moda. E un motivo c’è. “Ancora oggi ci sono alcune corde dentro di noi che queste musiche sono in grado di toccare. È qualcosa di inspiegabile, ma esiste una serie di valori e tradizioni che la musica è capace di trasmettere di generazione in generazione”.

Il soprano Caitlin Gotimer durante il concerto a Central Park – Foto di Terry W. Sanders

Il problema sta nella comunicazione di un mondo, quello dell’opera, che ancora non si riesce a svecchiare. “L’immagine di un teatro dove si entra tutti impinguinati non attira. Anche il nostro settore deve diventare più informale ed è per questo che noi scegliamo di esibirci all’aperto, vestiti soltanto con la nostra arte. Questo è un modo un po’ più moderno di spiegare che cosa facciamo e renderlo accessibile a tutti”.

La sua formula è un ampio ricorso ai giovani, voluti non soltanto tra il pubblico, ma anche come protagonisti sul palco e nell’orchestra. “Non è un caso che il nostro concerto – spiega – sia iniziato con due ragazze di 14 e 15 anni, Jordan Millar e Paloma Dineli Chesky, del Very Young Composers’ Program del New York Philarmonic: entrambe di grandissimo talento”.

Naturale da qui il paragone con l’Italia, paese che della gerontocrazia ha fatto un tratto distintivo. “Anni fa dicevo sempre: faccio in tempo a far la mia carriera a New York a 20 anni, finirla 40 e iniziarne una nuova in Italia, dove se non hai un capello bianco non ti guardano neanche. Ora le cose sono un po’ cambiate, ma c’è ancora tanto lavoro da fare”.

Il Console Fabrizio di Michele a Central Park con la rappresentante della città di New York – Foto di Terry W. Sanders

Ma non è soltanto ai nuovi talenti che Casellati fa attenzione. Nelle scelte dei suoi cast c’è anche un occhio attento sul ruolo delle donne. Una decisione che arriva per cercare, almeno in parte, di compensare la profonda ingiustizia del passato, quando “le firme dei compositori erano tutte di uomini, anche se a scrivere il libretto erano donne”.

Nell’evento tutto al femminile di Central Park, Casellati si è infatti affidato anche alla coppia di soprani Disella Làrusdòttir e Caitlin Gotimer, che si sono esibite in arie e duetti tra i più iconici del repertorio operistico italiano.

Il soprano Disella Làrusdòttir – Foto di Terry W. Sanders

Un omaggio alla donna che, in quanto tale, rende ancora più evidente la disparità tra i generi. “Finché celebreremo la presenza femminile come un omaggio staremo involontariamente ammettendo un’eccezione. Non esistono, ad esempio, gli omaggi agli uomini”.

La scelta di Casellati ha fatto breccia nel cuore degli spettatori. Minuti interi di standing ovation hanno premiato l’esibizione dell’orchestra e dei solisti. Una pioggia di applausi arrivata da un pubblico che si è alzato in piedi per ringraziare i musicisti dello spettacolo offerto.

Paloma Dineli Chesky – Foto di Terry W. Sanders

Davanti a un successo che lo accompagna da anni, il direttore conserva però lo stupore dei primi spettacoli. “Ogni volta, sentire questo affetto è fondamentale, perché quando si cresce si è più duri con se stessi. Il calore del pubblico non è mai scontato. Vivo ancora questi momenti con grande felicità e passione”.

E dopo il trionfo di New York, che da anni lo ascolta prima come studente e poi come acclamato direttore d’orchestra, per Casellati ora è in programma un’estate europea. Prima in Austria, a dirigere un festival a sud di Vienna in una suggestiva cava naturale, e poi a Verona, dentro un’Arena che aspetta di essere accarezzata dai classici senza tempo.

Il Metropolitan? Chissà. In futuro gli piacerebbe, anche se l’obiettivo numero uno è un altro. “La mia missione, più che farmi bello con i nomi dei grandi teatri, è la condivisione della cultura. Voglio comunicare e portare tutto quello che ho al pubblico. Non c’è nulla di più importante”.

da La Voce di New York – Nicola Corradi

 

 




La Suor Angelica di Puccini inaugura la nuova stagione del Teatro Pirandello di Lima

10lima

10limaCome annunciano l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a Lima, sarà l’opera lirica Suor Angelica di Giacomo Puccini a inaugurare la nuova stagione del Teatro Pirandello di Lima dopo tre anni di pandemia. La rappresentazione in programma il 17 maggio è infatti la prima di un’opera lirica nella capitale peruviana dopo la chiusura dovuta alle misure contro la diffusione del Covid.
Opera della maturità di Giacomo Puccini, la Suor Angelica narra la storia drammatica di una monaca di clausura contro la sua propria volontà, per essere madre fuori del matrimonio.
Voci protagoniste di questa notte speciale saranno le alunne della Universidad de la Música e delle accademie musicali peruviane, scelte dal maestro italiano Giovanni Battista Rigon, direttore musicale, in modo tale che non sia necessario includere né il coro né l’orchestra. Si tratta di un’opera già rappresentata al teatro degli Arcimboldi di Milano e ora riprodotta tal quale a Lima, sul palcoscenico del teatro Pirandello. La regia è a cura del regista teatrale italiano Davide Garattini Raimondi. Di fatto, i musicisti sono soltanto tre, i quali suoneranno vari strumenti, creando un’atmosfera interiorizzata in una scenografia minimalista, adatta a qualsiasi palcoscenico.
L’ingresso alla rappresentazione, organizzata dall’Ambasciata e dall’Istituto Italiano di Cultura stessi, si terrà dalle ore 20.00 alle 21.30 e sarà libero previa registrazione alla email iiclima.pirandello@esteri.it. (aise)