Al Metropolitan Opera di New York va in scena la Madama Butterfly di Puccini

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785x590 butterfly intro 2 620x430A New York gli amanti dell’opera possono esultare. Il Metropolitan Opera mette in scena Madama Butterfly, l’opera in tre atti di Giacomo Puccini dedicata alla regina d’Italia Elena di Montenegro. A interpretare il ruolo della tragica geisha sarà il soprano Eleonora Buratto.

Fino al 7 maggio, gli interessati potranno assistere a sei rappresentazioni dell’opera con prezzi a partire da 30 dollari, presentando la prova di completa vaccinazione contro il Covid-19 e indossando sempre la mascherina tranne quando si mangia o si beve nelle aree designate.

Iniziata nel 1901, la composizione della Madama Butterfly procedette con numerose interruzioni: l’orchestrazione venne avviata nel novembre del 1902 e portata a termine nel settembre dell’anno successivo, così soltanto nel dicembre 1903 l’opera poté dirsi completa in ogni sua parte.

Per la realizzazione del dramma, Puccini si documentò senza sosta sui vari elementi orientali che decise di inserirvi. Lo aiutarono particolarmente una nota attrice giapponese, Sada Yacco, e la moglie dell’ambasciatore nipponico, che incontrò in Italia facendosi descrivere usi e costumi del suo paese.

Il tenore Brian Jagde, qui a New York, veste i panni dell’insensibile ufficiale di marina americana che tradisce Madama Butterfly, insieme al mezzosoprano Elizabeth DeShong nel ruolo della sua devota cameriera Suzuki e al baritono David Bizic come console Sharpless.

Una curiosità: l’inno nazionale degli Stati Uniti d’America, che compare svariate volte all’interno dell’opera, in realtà ai tempi di Puccini era l’inno della Marina degli Stati Uniti d’America. Bisognerà attendere il 1931 perchè l’inno, con una risoluzione del congresso, diventi l’inno nazionale Usa.

da La Voce di New York




“Standing ovation” per la seconda recita di Rigoletto alla ROH di Muscat

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rigoMuscat.- Oman. Se il  cast del 20 gennaio scorso non ha convinto per la tanto attesa World Premiere di Rigoletto alla ROHM, quello del 21 gennaio 2022 ha senza dubbio infuocato il pubblico che ha riconosciuto il lavoro svolto con una standing ovation. Encomio per il Direttore Generale della ROHM, Umberto Fanni  che ha fortemente voluto la messa in scena di questo  capolavoro di Giuseppe Verdi.

Un Rigoletto degno di essere portato  nel tempio dell’opera lirica in Medio Oriente che compie 10 anni. La ROHM è stata fondata dall’amatissimo Sultan Qaboos bin Said Al Said ( il popolo omanita ancora piange la sua dipartita avvenuta il 10 gennaio 2020), che se fosse stato presente avrebbe gioito insieme al pubblico e al cast per il successo indiscusso della  recita.

Un cast eccellente in toto per una serata sold out e alla presenza di illustri nomi  tra i quali  il Lettore d’italiano presso la Sultan Qaboos University nonchè addetto culturale presso l’ufficio Culturale dell’ l’Ambasciata d’Italia a Muscat, Caterina Mirasolo. Anche  per questa recita l’assenza di Sultan Haitham bin Tariq Al Said, probabilmente impossibilitato per impegni precedentemente presi.

Sul podio la prestigiosa bacchetta M° Jan Latham-Koenig che ha diretto in maniera pregevole l’Orchestra e il Coro della Fondazione Arena di Verona, affiancati dall’Omani Opera Choir. L’opera è co-prodotta con la Fondazione Arena di Verona e la Lithuanian National Opera and Ballet Theatre.

Vladislav Sulimsky è un degno Rigoletto che domina in scena sfoderando le caratteristiche del buffone di corte in ogni sfaccettatura. D’impeto sulle note di “Cortigiani, vil razza dannata.  Misurato in scena e a proprio agio nei panni di padre straziato. Fisicità perfetta per il  meraviglioso costume indossato, con straordinaria disinvoltura, che è esposto al Museo Zeffirelli presso la Royal Opera House Gallery fino a marzo prossimo.

Enkeleda Kamani porta in scena una Gilda quasi vera. E’ elegante e precisa.

​Ivan Magri è un Duca di Mantova  che non passa  inosservato  molto apprezzato nel duetto con Gilda “È il sol dell’anima”.  Entusiasma sulle popolari note de “Questa o quella per me pari sono” la ballata del Duca nel primo atto, così come ” La donna è mobile” la canzone del Duca nel terzo atto, portandosi a casa applausi notevoli.

Dalle tinte forti e ben dosato il sicario cesellato con attenzione in ogni particolare per il tenebroso Sparafucile di Antonio Di Matteo.  Magnifico per ingredienti non certo scontati come classe, perfezione vocale, autorevolezza attoriale e raffinatezza ai quali il basso partenopeo ci ha abituato e continua a sfoderare in scena raccogliendo apprezzamenti di pubblico e critica rendendo i suoi personaggi ricchi di un inconsueto fascino inossidabile.

Completano il cast:

Maddalena:  MARIA BAKAROVA

Giovanna: AGOSTINA SMIMMERO

Conte di Ceprano: KURT RYDL

Contessa di Ceprano:  CLARISSA LEONARDI

Matteo Borsa: DAVE MONACO

Conte di Monterone: KRISTINN SIGMUNDSSON

Marullo:CHRISTIAN PEREGRINO

Un usciere: OMAR KAMATA

Un paggio: BARBARA MASSARO

Il grande Franco Zeffirelli lavorò parecchio a questo Rigoletto presentandolo personalmente nel 2018 all’età di 95. Oggi è Stefano Trespidi. il regista collaboratore designato a realizzare le idee di Zeffirelli. Le spettacolari scenografie portano la firma di Carlo Centolavigna, i costumi quella di Maurizio Millenotti. L’intero allestimento è realizzato dalla mestria artigianale italiana: dai costumi della sartoria Farani di Roma alle scene realizzate nei laboratori della Fondazione Arena di Verona e a Tivoli (Roma) per la parte in vetroresina.




Oman. Il Rigoletto di Verdi per i festeggiamenti dei 10 anni della ROHM

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rigo 2Rigoletto, opera che fa parte della trilogia verdiana con Il trovatore e La traviata,  ha inaugurato la stagione della Royal Opera House a Muscat. L’opera è  co-prodotta con la Fondazione Arena di Verona e la Lithuanian National Opera and Ballet Theatre. Sul podio il M° Jan Latham-Koenig che ha diretto l’Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona, affiancati dall’Omani Opera Choir.

Dopo due anni di chiusura della Royal Opera House causa la pandemia da Covid-19 e nel frattempo la dipartita dell’amatissimo Sultan Qaboos bin Said Al Said, avvenuta il 10 gennaio 2020, si riaccendono le luci del teatro lirico per eccellenza del Medio Oriente.

Il grande Franco Zeffirelli lavorò parecchio a questo Rigoletto presentandolo personalmente nel 2018 all’età di 95. Oggi il regista collaboratore chiamato a realizzare le idee di Zeffirelli è Stefano Trespidi. Le spettacolari scenografie portano la  firma di Carlo Centolavigna, i costumi quella di Maurizio Millenotti. L’intero allestimento è realizzato  dalla maestria artigianale italiana: dai costumi della sartoria Farani di Roma alle scene realizzate nei laboratori della Fondazione Arena di Verona e a Tivoli (Roma) per la parte in vetroresina.

Molte le autorità presenti sia omanite che italiane  tra le quali spiccano i nomi di  S.E. l’Ambasciatore d’Italia a Muscat, Federica Favi, il vice Ambasciatore, Alessandro Garbellini e il Lettore d’italiano presso la Sultan Qaboos University nonchè addetto culturale presso l’ufficio Culturale dell’ l’Ambasciata, Caterina Mirasolo.

Tra gli artisti di lustro il Capitano della Marina in pensione, Abdulrauf Wood e la italo-omanita Lucia Oliva.

Tra i blasonati nomi non presenti spicca quello  di Sultan Haitham bin Tariq Al Said che senza dubbio era molto atteso dai presenti.

Come annunciato nella conferenza stampa tenutasi a Roma lo scorso 16 dicembre 2021, per la presentazione dell’opera in questione, Leo Nucci avrebbe dovuto vestire i panni di Rigoletto, ma così non è stato ed il ruolo è stato affidato ad Ambrogio Maestri. Il baritono pavese, che ci ha sempre abituati molto bene nei vari ruoli da lui interpretati, essendo un artista di tutto rispetto, in quest’occasione ha portato in scena un buffone di corte affaticato,  indeciso sia nella vocalità che nella presenza scenica, poco aderente allo spirito registico, molto lontano dal Rigoletto che ci si aspettava.

Giuliana Gianfaldoni  ha svolto una discreta recita, molto apprezzabile in alcuni tratti decisamente meno in altri. Buona la presenza scenica facendo vivere una Gilda sinceramente innamorata del Duca di Mantova. Quest’ultimo interpretato senza lode e senza infamia da Dmitry Korchak che nella ballata “Questa o quella per me al pari sono” e nella celebre canzone del Duca “La donna è mobile” non procura alcuna emozione particolare essendo privo di quello smalto necessario al personaggio che porta in scena.

Riccardo Zanellato è Sparafucile molto apprezzato per l’equilibrio delle caratteristiche del personaggio. Un sicario ben dosato e vocalmente solido. Senza dubbio il migliore del cast.

Completano il resto del cast:

Maddalena: YULIA MAZUROVA

Giovanna: AGOSTINA SMIMMERO

Conte di Ceprano: KURT RYDL

Contessa di Ceprano:  CLARISSA LEONARDI

Matteo Borsa: DAVE MONACO

Conte di Monterone: KRISTINN SIGMUNDSSON

Marullo: CHRISTIAN PEREGRINO

Un usciere: OMAR KAMATA

Un paggio: BARBARA MASSARO

A termine recita applausi non parchi, ma nemmeno straripanti di entusiasmo.




“Il giro del mondo attraverso la lirica”: Teatro Pime a sostegno dei popoli tribali della Thailandia

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15pimeL’Istituto missionario più antico d’Italia, il PIME di Milano, inaugura il programma teatrale 2022 con un insolito spettacolo sul tema dell’amore per il mondo intero, caro ai missionari: le più celebri arie dell’Opera Lirica, i capolavori di Puccini, Verdi, Bizet, Mozart e molti altri compositori, che si sono fatti ispirare dai popoli della Terra nel comporre le loro melodie immortali.
“Il giro del mondo attraverso la lirica” va in scena domenica prossima 23 gennaio alle ore 17. Soprano: Sarah Tisba, Mezzosoprano: Arina Alexeeva; Pianoforte: Francesco di Marco; Narratore: Andrea Zaniboni, direttore artistico del Teatro PIME.
Un viaggio tra le più belle arie dell’opera lirica permetterà allo spettatore di compiere un vero e proprio giro del pianeta. Dalle note “cinesi” della Turandot di Puccini si passerà alle armonie giapponesi della Madama Butterfly fino all’Egitto dell’Aida verdiana; si scoprirà la Spagna della Carmen di Bizet, l’Israele di Sansone e Dalila, ci si ritroverà nella Russia zarista del 1700 sulle note di Cajkovskij attraversando tante altre mete esotiche che hanno ispirato operisti e compositori lungo i secoli.
A guidare il pubblico in questo affascinante percorso, tre musicisti di grande personalità.
Reduce dal brillante successo nel ruolo di Alice Ford nel “Falstaff” di Verdi per la stagione OperaLombardia e Rete Lirica delle Marche, il soprano Sarah Tisba è dotata di una voce potente e versatile. Insieme a lei il mezzosoprano Arina Alexeeva, già Cherubino ne “Le Nozze di Figaro” al Landestheather di Salisburgo nella stagione 2017/2018, “si distingue per uno strumento vocale omogeneo, luminoso nel registro acuto e bronzeo in quello medio-grave”. Ad accompagnarle al pianoforte Francesco Di Marco, concertista, vincitore di premi internazionali, docente al Conservatorio di Gallarate, speaker radiofonico e divulgatore musicale. L’ascolto sarà impreziosito da narrazioni e aneddoti sulle opere presentati a cura di Andrea Zaniboni.
Il ricavato andrà a sostenere i progetti sociali dei Missionari del PIME con i tribali della Thailandia. (aise) 




Dopo 22 anni si rialza il sipario al Teatro Lirico di Milano

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210448552 0497137b d12e 4f97 b16b 37f68dabb3ddAGI – “Ce l’abbiamo fatta” la riapertura del Lirico, dopo 22 anni “è il regalo di Natale per i milanesi”. Il direttore generale del teatro Matteo Forte, che è anche ad per l’Italia di Stage Entertainement (artefice della riapertura), pochi minuti prima che si alzi il sipario sulla nuova stagione, non nasconde l’entusiasmo per la risposta positiva della città, questa sera con il pienone (circa 1.100 persone, ma si può arrivare fino a 1.400 sedute) e nel fine settimana precedente, in occasione degli open days, con 10 mila presenze.

Per la Prima, del centenario teatro di via Larga, progettato dal Piermarini, proprio come la Scala, sono presenti anche Cochi e Renato, Claudio Bisio e Massimo Moratti.

“Stasera si parte – con uno spettacolo che si intitola Comincium” del duo Ale e Franz, “è uno spettacolo allegro – dice il direttore Forte all’AGI – che è quello che in questo momento serve, di più con le notizie che arrivano dall’Italia e dall’estero”. Dunque “Invitiamo tutti a teatro – è l’appello – è un luogo assolutamente sicuro, indossando la mascherina e rispettando le regole”.

“C’è un bar bellissimo al foyer del primo piano, con tutti i marmi recuperati” e al più presto aprirà anche un grande ristorante panoramico. Al momento “è chiuso. Ci sono diversi operatori che vorrebbero iniziare a lavorare con noi, ma avendo avuto poco tempo, abbiamo preso il teatro il 21 ottobre – ricorda – , abbiamo bisogno di qualche settimana in più per scegliere il partner giusto e iniziare anche con quell’attività”.

Il restauro

Già lo scorso fine settimana l’edificio ha spalancato le sue porte, 10 mila i visitatori che si sono prenotati per vedere in anteprima il risultato dell’imponente restauro conservativo: perchè è vero che nasce nel 1776 per mano del Piermarini, ma di quell’immobile è rimasta solo l’ossatura, tra incendi, allagamenti e un nuovo progetto di rifacimento di Cassi Ramelli nel ’39.

Tecniche moderne hanno rispettato l’origine antica del teatro, con il recupero dei marmi dell’epoca, il restauro del mosaico all’ingresso, la bonifica dall’amianto che arrivava a coprire 1.100 mq quadrati della volta. Lavori complessi iniziati nel 2016 e costati 16 milioni di euro.

Da questa sera comincia la nuova vita del Teatro Lirico, che con Forte propone una stagione interessante, con tanta musica, da Ermal Meta ai Nomadi, da Fabio Concato a Gigi D’Alessio, dalla Pmf a Joe Jackson, che nel teatro di via Larga si esibirà il 10 aprile per l’unica data italiana.




Presentata a Roma la prima mondiale del Rigoletto di Verdi con la regia di Zeffirelli alla Roh di Muscat

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IN OCCASIONE DELL’INAUGURAZIONE DELLA STAGIONE DEL 10° ANNIVERSARIO DELLA ROYAL OPERA HOUSE DI MUSCAT

 La stagione del decimo anniversario della Royal Opera House Muscat si inaugurerà il 20 gennaio 2022 con la prima mondiale di Rigoletto di Giuseppe Verdi – nuova produzione della Royal Opera House Muscat, in coproduzione con Fondazione Arena di Verona e con il Lithuanian National Opera and Ballet Theatre – a firma del regista di fama mondiale Franco Zeffirelli. La scelta di mettere in scena il Rigoletto di Franco Zeffirelli in occasione del decimo anniversario della Royal Opera House, oltre al grande portato artistico, rappresenta anche uno strumento di attrazione e di sviluppo in ambito culturale e turistico internazionale, che riconosce sempre più al teatro omanita il primato di destinazione culturale d’eccellenza, oasi di cultura, pace e incontro in Medio Oriente.

Ricordando il ruolo importante giocato dal Maestro Franco Zeffirelli sin dall’inizio della storia della Royal Opera House Muscat, ovvero dalla inaugurazione del teatro con la Turandot del 2011, quando Sua Maestà Sultan Qaboos bin Said Al Said conferì al Maestro Zeffirelli “The Order of Oman, First Class” (la più alta onorificenza del Sultanato, in riconoscimento del suo eccezionale contributo al lancio del nuovo teatro), questa nuova produzione di Rigoletto rappresenta il frutto di un pensiero portato avanti dal Maestro Zeffirelli nell’arco di molti anni.

 Un progetto iniziato, poi interrotto e ripreso poco prima della sua scomparsa per arrivare ad un definitivo compimento grazie alla volontà del Consiglio di Amministrazione della Royal Opera House Muscat e del suo Direttore Generale e Artistico Umberto Fanni, i quali ne hanno intuito il valore e oggi ne ereditano l’onore e la responsabilità finale della messa in scena.  Per questa speciale occasione, la produzione vedrà̀ la straordinaria partecipazione di Leo Nucci, nel ruolo di Rigoletto. Tra gli interpreti principali si menzionano inoltre: Dmitry Korchak nel ruolo del Duca di Mantova, la giovane e talentuosa Giuliana Gianfaldoni nel ruolo di Gilda, Riccardo Zanellato nel ruolo di Sparafucile e Yulia Mazurova nel ruolo di Maddalena. L’opera sarà diretta dalla prestigiosa bacchetta di Jan Latham-Koenig con la partecipazione dell’Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona.

 Il team artistico scelto dal Maestro Zeffirelli è formato da: Stefano Trespidi, regista collaboratore, Carlo Centolavigna, scenografo collaboratore, e dal pluripremiato costumista Maurizio Millenotti. Una nota di orgoglio e vanto per la Royal Opera House Muscat è rappresentata, inoltre, dalla partecipazione di un gruppo di coristi del Muscat Opera Choir Group, che integreranno l’organico degli artisti del Coro della Fondazione Arena di Verona; il maestro del Coro dell’Arena, Vito Lombardi, ha selezionato per l’occasione un gruppo di coristi locali al fine di prepararli al meglio alla vocalità del melodramma italiano. Un aspetto importante legato a questa produzione di Rigoletto è l’originalità delle sue varie componenti con una partecipazione “corale” di musicisti, cantanti, tecnici e professionisti del settore provenienti da tutto il mondo, ma conservando allo stesso tempo una forte identità italiana.

 L’esecuzione musicale sarà arricchita dalla presenza dell’Ensemble d’Archi del celebre complesso de “I Solisti Veneti”, il quale eseguirà le danze del Perigordino, affidate alla compagnia Il Leoncello – Scuola e Gruppo di Danza Storica diretto da Alessandro Pontremoli. Nel rispetto della grande tradizione dell’arte italiana, che ci appartiene e che ha sempre distinto i lavori di Franco Zeffirelli, le scene sono state costruite presso i laboratori di Fondazione Arena di Verona e Tecnoscena di Tivoli per la parte in veI costumi sono stati invece realizzati presso la Sartoria Farani di Roma e rappresentano uno dei momenti più alti dell’artigianato italiano, quel cosiddetto “Made in Italy” che valorizza sempre i dettagli, con altissima qualità e coerenza nei cromatismi e nel pieno rispetto della ricostruzione storica. Il lancio della stagione comprenderà anche un’emozionante mostra sulla vita e il lavoro del leggendario regista teatrale, che sarà allestita alla Royal Opera House of Musical Arts (il secondo teatro del polo culturale omanita) dal 16 gennaio al 20 marzo 2022. Attraverso manufatti, immagini e video progettati appositamente per la Royal Opera House Muscat, molti dei quali esposti per la prima volta, la mostra è un tour de force artistico della visione di Zeffirelli per la grande opera. troresina, cifra immancabile dell’estetica zeffirelliana.

TEAM ARTISTICO

Regia FRANCO ZEFFIRELLI

Regista collaboratore STEFANO TRESPIDI

Scenografo collaboratore CARLO CENTOLAVIGNA

Costumi MAURIZIO MILLENOTTI

Lighting Designer PAOLO MAZZON

Direttore d’Orchestra YAN LATHAM-KOENIG

Orchestra e Coro FONDAZIONE ARENA DI VERONA

con la cortese partecipazione del MUSCAT OPERA CHOIR GROUP

Maestro del Coro VITO LOMBARDI

ENSEMBLE D’ARCHI DE “I SOLISTI VENETI” COMPAGNIA “IL LEONCELLO” – SCUOLA E GRUPPO DI DANZA STORICA

diretto da ALESSANDRO PONTREMOLI

CAST:

 Rigoletto LEO NUCCI (20 e 22 gennaio) VLADISLAV SUKLIMSKY (21 gennaio)

 Gilda GIULIANA GIANFALDONI (20 e 22 gennaio) ENKELEDA KAMANI (21 gennaio)

 Il Duca di Mantova DMITRY KORCHAK (20 e 22 gennaio)

IVAN MAGRI (21 gennaio) Sparafucile RICCARDO ZANELLATO (20 e 22 gennaio) ANTONIO DI MATTEO (21 gennaio)

 Maddalena YULIA MAZUROVA (20 e 22 gennaio) MARIA BARAKOVA (21 gennaio)

Giovanna AGOSTINA SMIMMERO

Conte di Ceprano KURT RYDL

Contessa di Ceprano  CLARISSA LEONARDI

Matteo Borsa DAVE MONACO

Conte di Monterone KRISTINN SIGMUNDSSON

 Marullo CHRISTIAN PEREGRINO

Un usciere OMAR KAMATA

 Un paggio BARBARA MASSARO

Una nuova produzione ROYAL OPERA HOUSE MUSCAT in coproduzione con FONDAZIONE ARENA DI VERONA e LITHUANIAN NATIONAL OPERA AND BALLET THEATRE

Umberto Fanni (Direttore Generale e Artistico della Royal Opera House Muscat) commenta:

“La Royal Opera House Muscat è orgogliosa di annunciare la prima mondiale di Rigoletto di Giuseppe Verdi con la regia di Franco Zeffirelli. Nel compiere un decennio di attività, ricco di strepitosi successi di pubblico e critica – a partire dell’inaugurazione dell’Ottobre 2011 con la splendida produzione di Turandot di Giacomo Puccini sempre a firma di Zeffirelli – l’evento di apertura della stagione 2022 celebra uno dei più importanti registi d’opera che il mondo ha avuto il privilegio di apprezzare e un Artista con il quale l’Oman ha stretto un forte legame di amicizia. La scelta di produrre e mettere in scena quella che viene considerata l’ultima creazione del Maestro, segna l’inizio di un nuovo decennio della Royal Opera House Muscat, nel segno della grande Musica, consolidando il marchio di eccellenza che la contraddistingue e con il quale si presenta al pubblico di tutto

Pippo Zeffirelli  (Presidente Fondazione Zeffirelli) sostiene: “È una grande soddisfazione celebrare un momento molto significativo per la Royal Opera House Muscat. Quando il Maestro Zeffirelli è stato invitato a mettere in scena Turandot nel 2011, ha riconosciuto l’incredibile visione di Sua Maestà, lo scomparso Sultano Qaboos bin Said al Said, nel voler creare un teatro d’opera per la regione e per il suo popolo. Hanno condiviso la convinzione comune che la musica può stabilire importanti ponti e connessioni in tutto il mondo. Siamo orgogliosi che la sua ricca eredità continui a rafforzare i legami culturali tra le nazioni. Può essere l’ultima messa in scena epica di Rigoletto, ma il dono del suo genio continuerà ad essere celebrato e apprezzato anche dalle future generazioni”.

LA ROYAL OPERA HOUSE MUSCAT

Annoverato tra i più bei teatri del mondo, la Royal Opera House Muscat, è un complesso di straordinario fascino per la felice combinazione di gusto e stile omanita e disegno architettonico contemporaneo. Sintesi emblematica di tradizione e modernità, la stessa che contraddistingue il Paese. Acustica eccellente, caratteristiche tecniche all’avanguardia per funzionalità e tecnologie messe a disposizione delle più moderne produzioni, ne fanno una macchina teatrale perfetta. Una realtà istituzionale dal forte valore iconico, simbolo dell’identità culturale. Un’attività multidisciplinare che evidenzia una straordinaria volontà di aprirsi al mondo ed essere fermento culturale di unione e pace tra i popoli anche grazie al linguaggio universale della musica, considerato l’ampio spettro di generi che contraddistingue la programmazione.

https://www.iltelevisionario2.net/l/presentata-oggi-a-roma-la-prima-mondiale-di-rigoletto-di-g-verdi-con-la-regia-di-f-zeffirelli/




Pubblico gaudente per l’Aida al Lingotto di Torino

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downloadSenza ombra di dubbio l’Aida di Giuseppe Verdi, in forma di concerto, all’Auditorium del Lingotto rappresenta il fiore all’occhiello del ben nutrito programma di eventi di Regio Metropolitano che hanno catturato l’attenzione dell’esigente pubblico sabaudo.

L’opera, non a caso, è proposta in occasione del 150° anniversario della prima assoluta, che ebbe luogo nel 1871 al Teatro dell’Opera del Cairo e Torino non poteva sottrarsi a tale appuntamento  vantando il secondo Museo Egizio per importanza nel mondo, dopo quello della capitale egiziana.

aida (libretto, 1890)Ricorre inoltre il 100° anniversario della scomparsa di Enrico Caruso. Il tenore napoletano, la cui dipartita è avvenuta a soli 48 anni, è stato uno dei più grandi interpreti di Radamès. In suo onore la serata al Lingotto si è aperta musicalmente con una superlativa registrazione della voce di Caruso sulle note della celebre romanza intonata da Radamès “Celeste Aida”,  dopo un’accurata introduzione del direttore artistico, del Teatro Regio, Sebastian Schwarz,  seguito da  Franco Iacono, responsabile del Comitato Nazionale per le celebrazioni della scomparsa di Enrico Caruso.enrico caruso(détail)

Con un preambolo così importante, la responsabilità del cast era maggiore e certo non ha deluso le attese del variegato pubblico composto, attento e diversificato nelle fasce d’età.

Sul podio la raffinata bacchetta del carismatico M° Pinchas Steinberg  ha diretto l’Orchestra del Teatro Regio, sempre all’altezza delle aspettative, e un Coro che ha saputo emozionare riconoscendo così anche il merito del M° Andrea Secchi, sempre molto attento ad ogni sfumatura nel lavoro che svolge.

Anna Maria Chiuri mezzosoprano, ha dato vita ad una Amneris vera con grande attenzione sia dal punto di vista vocale che interpretativo. Ha messo in luce le caratteristiche del  personaggio dagli ingredienti tutt’altro che parchi. Amneris è una ragazza bellissima non avvezza a ricevere  rifiuti ai suoi desideri che talvolta sfociano in capricci e come tale non può non essere  designata dal padre come sposa per l’uomo più desiderato d’Egitto: Radamès. In lei si insidiano  sentimenti quali invidia, rancore e infelicità.

Angela Meade, soprano, nel ruolo di Aida colpisce per la capacità interpretativa, non sempre per quella vocale,  facendo emergere l’infelicità, a causa della sua condizione servile. E’ dilaniata  dall’amore che la lega a Radamès ed il padre le chiede di farsi dire dall’amato i segreti militari d’Egitto. Lei è combattuta tra due amori: per il suo popolo e per il capitano delle Guardie. Se soddisfa la richiesta del padre, condanna a morte Radamès, interpretato da Stefano La Colla. Il tenore torinese è di pregio, ma sulle note di “Celeste Aida” non  emoziona quanto ci si aspetta e vocalmente non sempre  rispecchia il suo valore.

Procedendo con il resto del cast necessita immediatamente tessere lodi per Antonio Di Matteo che si cala perfettamente nei panni del Re d’Egitto. Con un aplomb regale, sfoggia una signorilità che non passa inosservata  nel portamento e nella voce dal timbro elegante ed autorevole. Si conferma essere uno dei talenti più  apprezzati del momento nel registro vocale di basso per la voce di rara bellezza.

Amartuvshin Enkhbat ha portato in scena un Amonasro di lustro e rimane uno dei baritoni verdiani più stimati dalle eccellenti doti vocali, mentre si evince qualche pecca in quelle interpretative. Nel ruolo di Ramfis, Dmitry Belosselskiy, basso, è apprezzabile. Chiudono il cast Ashley Milanese, soprano, una raffinata nonchè gradevole sacerdotessa e Francesco Pittari, tenore,  un messaggero assai piacevole.

Gaudio da parte del pubblico con applausi intensi  e prolungati al termine dell’evento.

Domenica 28 novembre secondo e ultimo appuntamento per Aida all’Auditorium Lingotto a Torino.

da https://www.iltelevisionario2.net/l/aida/




Frammenti d’opera, prima puntata

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Torino, successo per la serata inaugurale di Regio Metropolitano

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img20211016215511La serata inaugurale di Regio Metropolitano si è aperta sotto i migliori auspici essendo finalmente la capienza dei teatri al 100% e la grande voglia da parte del pubblico di partecipare a questa iniziativa innovativa ed eccellente. Il Conservatorio Giuseppe Verdi, nella sua bella cornice, ha tenuto a battesimo la lunga e ricca serie di appuntamenti itineranti di Regio Metropolitano con un concerto che ha raccolto parecchi minuti di  applausi dal copioso pubblico. I posti in sala erano quasi sold out.

Grande merito al M° Julian Rachlin, artista apprezzato sulla scena internazionale, che, al debutto sul podio della preparatissima Orchestra del Teatro Regio, ha saputo stupire come direttore e violino, in un programma dedicato interamente a Wolfgang Amadeus Mozart: il Concerto n. 3 in sol maggiore per violino e orchestra e la Sinfonia n. 40 in sol minore.

I commenti dei presenti a termine concerto, tra parecchi giovani ed altri più adulti, sono stati all’unanimità favorevoli e si sono spese parole di encomio per il M° Julian Rachlin, l’Orchestra del Teatro Regio e l’iniziativa di Regio Metropolitano. Presenti in sala il commissario straordinario Rosanna Purchia, il direttore artistico del Teatro Regio Sebastian Schwarz e altre personalità di spicco, tutti molto soddisfatti dell’esito della serata.

Molti sono i biglietti venduti da subito per questa encomiabile iniziativa. Infatti qualcuno, tra il pubblico e qualche intervistato in giro per la città, ha anche confessato che sente il Teatro Regio più vicino, poiché andare all’opera in uno storico e lussuoso teatro come quello della Capitale Subalpina mette, per chi non è avvezzo a quel mondo, un po’ di ansia. Così  come da altri intervistati è emersa la tranquillità di andare al Regio per le misure di sicurezza adottate rispetto alla pandemia da Covid-19.

Qualche mese fa, infatti, il commissario straordinario Rosanna Purchia aveva dichiarato riguardo al gran numero di biglietti venduti: “Oltre all’innegabile valore artistico delle proposte del Regio Metropolitano  credo che un ruolo importante per questo risultato l’abbia giocato il fatto che il pubblico si senta in sicurezza agli spettacoli del Regio. Siamo stati il primo teatro a richiedere il Green Pass non solo agli spettatori ma anche ai propri dipendenti e collaboratori…” A suggellare tali dichiarazioni è stata l’attenzione riservata all’entrata del Conservatorio Giuseppe Verdi per la sicurezza con la richiesta del Green Pass, la rilevazione della temperatura corporea mediante termo scanner e l’obbligo della mascherina ben posizionata a copertura di bocca e naso.

I prossimi appuntamenti di ottobre con Regio Metropolitano.

Sabato 23 all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto con l’Orchestra e il Coro del Regio, diretti da Hartmut Haenchen in un concerto che prevede Das Schicksalslied (Canto del destino) e Begräbnisgesang (Canto funebre) di Johannes Brahms e la Sinfonia n. 3 in re minore Wagner-Symphonie di Anton Bruckner.Venerdì 29 ottobre all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” La vita nuova, cantica di Ermanno Wolf-Ferrari su parole di Dante Alighieri; l’Orchestra, il Coro e il Coro di voci bianche del Regio sono diretti da Donato Renzetti, i cori sono istruiti rispettivamente da Andrea Secchi e Claudio Fenoglio. L’attore Alessandro Preziosi, volto notissimo del cinema e raffinato interprete teatrale, che è già stato protagonista di numerosi spettacoli dedicati ad avvicinare il grande pubblico alla figura di Dante è la voce recitante; solisti, il baritono Vittorio Prato e il soprano Angela Nisi.

Lo spettacolo viene presentato in occasione dell’Anno di Dante. La produzione sarà disponibile anche sulla piattaforma It’s Art a partire dal 12 novembre. Tutto quello che avreste voluto sapere su Dante Alighieri ma non avete mai osato chiedere. L’occasione è la presentazione del libro di Luca Carlo Rossi L’uovo di Dante, edito da Carocci, che si terrà venerdì 29 ottobre alle 18 al Circolo dei Lettori. Un evento realizzato in collaborazione con il Circolo dei Lettori, nello stesso giorno dell’esecuzione della Vita nuova di Ermanno Wolf-Ferrari, tratta dalla celebre opera del Poeta. Due occasioni imperdibili per conoscere il padre della lingua italiana: attraverso aneddoti che lo ritraggono nelle sue sfaccettature meno battute – dal ruvido cortigiano al mago, dal disinibito amante al consulente gastronomico – e come ispiratore di una cantica in musica di rarissima esecuzione, impreziosita dalla direzione di Donato Renzetti e dalla presenza sul palco della voce recitante di Alessandro Preziosi.

Ricordiamo che Regio Metropolitano propone anche un ricco programma di mostre. Due quelle già aperte. All’Archivio di Stato di Torino, fino al 7 novembre, si tiene Regio contemporaneo. L’arte contemporanea incontra l’opera lirica: nell’ambito del programma di Art Site Fest, l’Archivio di Stato ospita il racconto del lungo rapporto che il Teatro Regio ha intrattenuto con l’arte contemporanea. Paladino, Burri, Botto & Bruno, Livermore, Fura dels Baus, Hockney, Poda, sono alcuni degli artisti, registi e scenografi che hanno interpretato l’Opera con il linguaggio dell’arte attuale. In mostra, immagini, costumi e documenti per un suggestivo percorso offerto ai visitatori. Ingresso libero e info su: archiviodistatotorino.beniculturali.it. Alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino fino all’1 marzo 2022 si tiene Disegnare la Città. L’Accademia Albertina e Torino tra Eclettismo e Liberty. Il Teatro Regio contribuisce con l’esposizione di alcuni costumi che rievocano l’eleganza della Belle Époque, accanto ai progetti originali di Giulio Casanova per il Caffè Baratti & Milano e per il Treno Reale. Info: www.albertina.academy.

https://www.iltelevisionario2.net/l/successo-per-la-serata-inaugurale-di-regio-metroplitano/

 




Antonio Di Matteo al Teatro Greco di Taormina, diretto da Placido Domingo

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a518842d 0c77 47ec aae1 acc8c7218f4dMolto atteso Antonio Di Matteo l’11 agosto prossimo nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina nel ruolo, assai consolidato, di Sparafucile nel Rigoletto di G. Verdi. Sul podio il M° Placido Domingo e firma la regia Leo Nucci.

Il basso napoletano con sincerità confessa: “sono molto emozionato e soprattutto onorato di cantare e di essere diretto dalla “Storia” dell’opera lirica, non mi poteva accadere cosa migliore in questo momento della mia carriera…credo che sarà un’occasione irripetibile”

Dotato di una voce di rara bellezza e morbidezza, oltre a essere apprezzato anche per un’inconsueta eleganza e stile nella presenza scenica coadiuvata da doti che non certo passano inosservate nella recitazione, Di Matteo è ritenuto uno dei bassi più interessanti e apprezzati sul panorama lirico internazionale.

Il 2021 è un anno dove colleziona debutti: lo scorso gennaio al prestigioso Palau de les Arts Reina Sofía a Valencia, nel ruolo di Pistola nel Falstaff di G. Verdi, affiancato da importanti nomi quali Ambrogio Maestri, Violeta Urmana, Ainhoa Arteta.

unnamed (1) 42Altro debutto nel medesimo ruolo e opera al Teatro de Lyon al Festival Aix- en- Provence dove, tra il nutrito cast, c’era il mezzosoprano triestino Daniela Barcellona. A quest’ultima è stata conferita, di recente, la prestigiosa onorificenza di “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Proseguendo  il 28 agosto è atteso per la prima volta al Gstaad Menhuin Festival nell’omonima elitaria località svizzera.

Ritornerà al Teatro Antico di Taormina il 5 settembre per il Gran Galà “Mira o Norma” sotto la prestigiosa direzione del M° Carminati.

Il 23 settembre debutterà al Teatro Bellini di Catania, nel ruolo di Oroveso nell’opera Norma di V. Bellini, nuovamente con la direzione del Maestro sopra citato e del quale Di Matteo sostiene: “Fabrizio Maria Carminati è una cara persona alla quale tengo tanto. Ho avuto già modo di lavorare con lui nel 2015 nel Macbeth di G. Verdi al Petruzzelli di Bari”.

 

Inoltre spende parole di lode per il Teatro catanese affermando: “è la prima volta che canto in questo meraviglioso Teatro”.

Inizierà il 2022 alla grande debuttando, nel ruolo di Sparafucile nel Rigoletto di G. Verdi, alla ROHM in Oman considerato il tempio dell’Opera Lirica in Medio Oriente. Un nuovo Rigoletto a firma di Franco Zeffirelli in una nuova ed esclusiva produzione operistica della Royal Opera House Muscat.

La sua agenda è fitta d’impegni e a febbraio 2022 il ritorno al prestigioso teatro della sua città ossia al San Carlo di Napoli,  ne Le tre Regine nei ruoli di Lord Rochefort in Anna Bolena e di Giorgio Talbot in Maria Stuarda, entrambe le opere fanno parte della “Trilogia delle regine Tudor” di Gaetano Donizetti (insieme a Roberto Devereux), al fianco di Sondra Radvanosky. Sarà diretto dal M° Riccardo Frizza che ha vinto la terza edizione del Premio Ópera XXI in Spagna.

Antonio Di Matteo è stato diretto da prestigiose bacchette tra le quali quella di Riccardo Muti, Gianpaolo Bisanti, Francesco Lanzillotta, Michele Mariotti, Daniel Oren e ha lavorato con registi del calibro del compianto Graham Vick, Davide Livermore, Cristina Mazzavillani Muti, Stefano Mazzonis di Pralafera, tanto per citarne alcuni.