Lubiana, 100 anni di Franco Basaglia

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lubiana 100 anni di franco basaglia scaledA 100 anni dalla nascita di Franco Basaglia, lo psichiatra che ha rivoluzionato il modo di vedere e curare i malati mentali, lo scorso 17 novembre l’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana ha presentato, in collaborazione con GO!2025 e l’Accademia della Follia, lo spettacolo teatrale “Quelli di Basaglia… a 180°” di Antonella Carlucci e Angela Pianca.

L’Accademia della Follia è un progetto teatrale in cui agiscono attori definiti a rischio, portatori di disagio psichico, fisico e sociale. Lo spettacolo racconta delle parole riconquistate da chi ha vissuto e vive questa esperienza narrando come lo spaesamento, la ribellione, la solitudine, l’incertezza, le speranze abbiano costruito il percorso per cui l’impossibile è diventato possibile.

Nello spazio scenico, gli attori interpretano un mosaico di testi, articoli, interviste, poesie, testimonianze autentiche di Franco Basaglia, dei basagliani e dei “matti”. Intrecciano il testo con la musica, la danza, il canto, reinventando così i modi per cui la follia possa ritornare finalmente a far parte della vita e non sia ridotta a sola malattia.

Inoltre, il 18 novembre una serata dedicata a Franco Basaglia si è tenuta presso il Mestni muzej Ljubljana. Ai saluti istituzionali è seguita la proiezione del film “Trieste racconta Basaglia”, introdotta dalla regista Erika Rossi. Angela Pianca, collaboratrice di Basaglia e direttrice dell’Accademia della Follia, Vito Flaker, professore associato presso l’Università di Lubiana, Alessandra Oretti, direttrice del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, e Mario Colucci, psichiatra presso il Dipartimento di salute mentale di Trieste e docente presso la Scuola di specializzazione in Neuropsicologia dell’Università di Trieste e presso l’Istituto per la Clinica dei Legami Sociali di Venezia, hanno partecipato a una tavola rotonda, moderata da Andreja Rafaelič, ricercatrice dell’Istituto di Scienze sociali slovene.




Frascati – Grande performance di Hanna Lee e Alessandro Petroni ne ‘’La Traviata’’ (2 VIDEO)

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feb04b59 5f44 4a79 954e bc8e77ea91acGrande, entusiastico ed emozionante successo per “La Traviata”, in una serata che nessuno dei presenti potrà dimenticare, con una straordinaria partecipazione attiva anche del pubblico, curata con passione da Rita Ferraro e organizzata dall’Associazione ASTRA International Music Academy, in una cornice più unica che rara, in cui tutti hanno fatto la loro parte, gli artisti e gli organizzatori, naturalmente, ma soprattutto, dobbiamo dire, il pubblico che ha partecipato con spontaneità e grande calore in un’atmosfera quasi irripetibile, anzi mai vista, come molti hanno avuto a commentare unanimemente.

Grande spettacolo, dunque, al  Museo Tuscolano Aldobrandini di Frascati lo scorso 23 novembre 2024, una rappresentazione indimenticabile de ‘’La Traviata’’: l’evento, come già menzionato, organizzato dall’Associazione ASTRA International Music Academy, ha saputo fondere emozione, arte e professionalità in una serata che resterà impressa nella memoria di tutti i presenti.

La direzione artistica dello spettacolo è stata curata dal Soprano Hanna Lee e dal tenore Alessandro Petroni, i due giovani e talentuosi direttori dell’Associazione ASTRA International Music Academy. La loro visione artistica è chiara: rendere la grande musica accessibile a un pubblico sempre più variegato, dimostrando come attraverso la musica si possano superare difficoltà e barriere, proprio come recita il motto “Per aspera ad astra” da cui l’associazione prende il nome.

Ogni aspetto della rappresentazione era curato con una meticolosità che ha reso La Traviata un’esperienza unica. Ma l’elemento che ha davvero contraddistinto questo spettacolo è stato il format dell’Opera Full Immersion. Nel primo atto, in particolare, il pubblico è stato completamente coinvolto nella scena della festa a casa di Violetta, ospitata direttamente nel museo.

af23d8fe b84c 46e8 acb7 5ec8d509af29Gli spettatori, distribuiti tra gli oggetti storici del museo, sono stati invitati a vivere la serata come veri e propri partecipanti alla festa: a un solo metro da Violetta e Alfredo, i presenti hanno potuto brindare con un calice di prosecco, offerto direttamente dai protagonisti in scena. Questo livello di prossimità ha creato un’atmosfera magica, capace di incantare non solo gli appassionati di opera lirica, ma anche coloro che si avvicinavano per la prima volta a questo mondo. La sensazione di trovarsi al centro dell’opera stessa, anziché semplicemente osservarla da lontano, ha regalato al pubblico emozioni nuove e intense. Un altro dettaglio indimenticabile è stata la scelta scenografica che ha sfruttato la splendida vetrata del museo. Questa divideva lo spazio in due ambienti distinti: da un lato la sala in cui si svolgeva il famoso duetto di due amanti protagonisti, dall’altro quella in cui il resto degli “invitati” alla festa continuava a ballare e festeggiare, creando un effetto visivo e sonoro unico e mai visto prima. Un elogio speciale va agli straordinari interpreti che hanno saputo trasmettere ogni sfumatura emotiva della storia. In particolare, il Soprano Hanna Lee ha incantato il pubblico con la sua toccante interpretazione di Violetta Valery, un ruolo che ha saputo rendere profondamente umano, struggente e luminoso al tempo stesso. La sua voce, potente e ricca di emozioni, ha lasciato il pubblico senza fiato. L’intera serata è stata un grandissimo successo. Il pubblico ha accolto con entusiasmo questa straordinaria esperienza, riempiendo la sala di complimenti e sorrisi. La Traviata di ASTRA International Music Academy non è stata solo uno spettacolo, ma una celebrazione della musica e della condivisione, capace di unire persone di tutte le età in un momento di pura magia.

*La Traviata di Giuseppe Verdi –  Direzione Artistica – Hanna Lee e Alessandro Petroni. In collaborazione con la dott.ssa Rita Ferraro. Personaggi ed interpreti:     Violetta Valéry – Hanna Lee, Flora Bervoix – Silvia Chitrini, Alfredo Germont – Alessandro Petroni, Giorgio Germont – Ladislao Ruiz, Gastone – Emanuele Cecconi, Barone – Francesco Luccioni, Marchese – Alessandro Romanelli Gobbi. Al pianoforte – Massimiliano Franchina. Coro ASTRA: Antonella Altavilla, Sabrina Bonamoneta, Silvia Chitrini Papadia, Marianna Cola, Rosanna Fucci, Pierluigi Gervasio, Daniela Maestosi, Francesco Maino, Rosina Martinese, Daniela Principe, Giuseppina Saccucci. Ballerine: Violetta Bunghi, Chiara di Loreto. STAFF: Marta del Bianco, Claudio di Loreto, Matteo Poddie, Sara Sbardella, Simone.

**L’Opera musicata da Verdi e adattata da Francesco Maria Piave dal romanzo “La signora delle camelie” di Alexandre Dumas figlio, è divisa in tre atti e racconta l’amore nelle sue molteplici forme: felicità nell’incontro, piacere nei corpi e nelle menti, lotta contro le convenzioni, la condanna sociale, il dolore della separazione, e infine la morte. Violetta Valery, protagonista e soprano dell’opera di Giuseppe Verdi, è una cortigiana molto famosa. Durante una festa in un salone di un hotel parigino, Gaston, uno dei suoi ammiratori, la presenta al suo amico Alfredo Germont, il tenore e l’altro protagonista dell’opera, un giovane di buona famiglia. Verdi celebra la vita e i suoi incontri con il famoso brindisi “Libiamo ne’ lieti Calici” e Alfredo dichiara il suo amore, ma Violetta esita a causa di questo amore. Alfredo e Violetta si trasferiscono insieme nei pressi di Parigi, ma quando Alfredo viene a sapere che Violetta vende mobili e gioielli a causa delle spese, torna a Parigi per risolvere problemi finanziari. A questo punto, il padre di Alfredo, Giorgio Germont, il baritono dell’opera, costringe Violetta a rompere il rapporto con Alfredo per proteggere la reputazione della sua famiglia, perché il loro rapporto non è socialmente accettabile. Violetta è sconvolta ma accetta, e dopo un confronto appassionato con Alfredo (la famosa aria “Amami, Alfredo!”), torna a Parigi. Durante una festa a Parigi nella casa dell’amica di Violetta, Flora, Alfredo vede Violetta accompagnata dal barone Douphol e diventa furioso, accecato dalla gelosia, gettando i soldi vinti contro il barone ai piedi di Violetta. Tutti gli ospiti, incluso Giorgio, condannano Alfredo, ma Violetta lo perdona. Lui non sa che lei si sta comportando così per amore. Gravemente malata, Violetta è a letto. Viene a sapere che Giorgio ha detto al figlio tutta la verità, facendogli conoscere il sacrificio che ha fatto. Alfredo torna a Parigi per chiedergli perdono. Quando arriva Alfredo, Violetta sente rinascere la speranza dell’amore e vorrebbe vivere questo amore ma sviene. Afflitta dalla tubercolosi, Violetta muore tra le braccia di Alfredo.

 




Argentina, Arte e Sapore a Bahia Blanca: omaggio del Consolato Generale d’Italia a Giacomo Puccini

argentina arte e sapore a bahia blanca omaggio del consolato generale ditalia a giacomo puccinimmagine5 302x223

argentina arte e sapore a bahia blanca omaggio del consolato generale ditalia a giacomo puccinimmagine5 302x223Il Consolato Generale d’Italia a Bahia Blanca ha proposto un omaggio originale al maestro Giacomo Puccini, nell’ambito del centenario della sua morte. Nella cornice de La Paloma, edificio storico di Bahia Blanca, è stato organizzato uno spettacolo multimediale dedicato alla storia personale ed artistica del maestro Puccini. Il prof. Enrique Caride (esperto e critico musicale, a lungo collaboratore del Teatro Colon di Buenos Aires) ha presentato attraverso immagini e documenti video dell’epoca, tratti originali del maestro Puccini, aneddoti legati ad alcuni dei suoi maggiori successi, da Tosca a Madama Butterfly fino a Turandot. Alla presenza di rappresentanti istituzionali e di un vasto pubblico di appassionati, sono stati evidenziati anche i legami tra Puccini e l’Argentina, con la sua visita a Buenos Aires. I numerosissimi partecipanti hanno con l’occasione potuto degustare un menù tipico italiano con una cena di gala che ha accompagnato l’evento culturale, connettendo cosi la cultura musicale con la cultura della gastronomia italiana, come sottolineato ampiamente dal Console Generale Nicola Bazzani nella sua introduzione, evidenziando come quest’ultima viene celebrata in tutto il mondo grazie alla Settimana della Cucina Italiana proprio in questo periodo.(Inform)




Comites Madrid: 40 anni di storia di Bel Paese col giornalista Emilio Buttaro

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locandina madrid (1)Una serata all’insegna della memoria e dell’emozione. Il Comites di Madrid e La Voce d’Italia sono lieti di presentare una serata con il giornalista Emilio Buttaro che, martedì 28 novembre alle ore 19:30 presso il Centro Culturale Com.It.Es. Madrid (Calle de Augustín de Betancourt, 3 Madrid), ci condurrà in un viaggio affascinante attraverso i suoi 40 anni di carriera mediatica.

L’incontro, dal titolo “Incontri speciali in 40 anni di Bel Paese”, sarà un’occasione unica per rivivere, attraverso i racconti di Buttaro, momenti importanti del mondo dello spettacolo e dello sport italiani.

L’Associazione Calabresi in Spagna considera un orgoglio per la sua comunità poter incontrare il giornalista e loro corregionale Emilio Buttaro, che con la sua carriera ha portato in alto il nome della Calabria nel mondo.

Dagli esordi ai giorni nostri, il giornalista ci svelerà aneddoti e retroscena dei suoi incontri con grandi star della televisione, del cinema e della musica così come dello sport. Da Mike Bongiorno ad Adriano Celentano, da Raffaella Carrà a Pelé, saranno tanti i volti noti che attraverseranno la serata, raccontati con la passione e l’entusiasmo che da sempre contraddistinguono Emilio Buttaro.

Ma non solo spettacolo e sport. Buttaro ci svelerà anche il dietro le quinte del suo lavoro, raccontandoci come è cambiato il giornalismo nel corso degli anni e come si è evoluto il suo rapporto con i personaggi che ha intervistato.

Mariza Bafile, vice direttrice de La Voce d’Italia, sarà la moderatrice della serata e guiderà il pubblico in questo viaggio tra ricordi e emozioni.

Si inaugura così Aula di Attualità, una serie di eventi dedicati all’analisi di problematiche contemporanee, con la partecipazione di esperti riconosciuti. Un’opportunità unica per creare uno spazio di dialogo e riflessione aperto a tutti.

Il Centro Culturale del Comites di Madrid è un nuovo spazio pensato per favorire incontri culturali, dibattiti e approfondimenti su temi di grande interesse per la comunità italiana.




Echi d’Italia: la nostra musica a Caracas

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Un evento di grande prestigio internazionale aprirà le porte del Museo de Arte Colonial de Caracas, Quinta de Anauco, il prossimo 7 dicembre, ore 16:00, con il debutto di Echi d’Italia: l’essenza italiana nei repertori ispirati dal paesaggio e dall’emigrazione. Questo progetto musicale, nato dalla collaborazione tra il chitarrista Lorenzo Bernardi e il flautista Tommaso Benciolini, si configura come un viaggio unico alla scoperta dell’identità culturale italiana attraverso la musica.
Ospitato dall’Istituto Italiano di Cultura di Caracas, il concerto rappresenta un’iniziativa di diplomazia culturale, in linea con le strategie di promozione del Sistema Paese Italia.
Successivamente, nel 2025, il progetto attraverserà le città italiane ed europee, per poi approdare in alcune delle più prestigiose sedi internazionali in India, Corea del Sud e negli Emirati Arabi Uniti, portando avanti un messaggio universale di dialogo culturale e integrazione.
Un programma musicale che racconta l’Italia e il mondo
Il repertorio di Echi d’Italia è una celebrazione della ricca tradizione musicale italiana e del suo impatto nel mondo. L’apertura è affidata a Mauro Giuliani, il “Paganini della chitarra”, con il Gran Duetto Concertante Op. 52, che unisce virtuosismo e melodie accattivanti in un dialogo serrato tra flauto e chitarra.
Il viaggio musicale prosegue con il celebre Intermezzo Sinfonico di Pietro Mascagni, un capolavoro che incarna la passione e il dramma delle tradizioni siciliane, simbolo del verismo italiano.
Astor Piazzolla, figura emblematica della fusione culturale, rappresenta il legame tra le radici italiane e la dimensione globale della musica. Con Histoire du Tango, il compositore argentino traccia l’evoluzione di questo genere musicale, dal suo passato popolare alle sale da concerto moderne. Il brano Ave Maria aggiunge una nota di lirismo e intimità al programma.
Dalla Toscana arriva la Sonatina Op. 205 di Mario Castelnuovo-Tedesco, un’opera che fonde le tradizioni italiane con le influenze raccolte durante l’esilio negli Stati Uniti, offrendo una finestra musicale sulle storie di emigrazione e identità culturale.
Infine, il repertorio si chiude con l’Overture da Tancredi di Gioachino Rossini, nella trascrizione per flauto e chitarra di Ferdinando Carulli, che racchiude l’energia drammatica e la grazia melodica che hanno reso Rossini celebre in tutto il mondo.
I protagonisti: ambasciatori della musica italiana
Lorenzo Bernardi, chitarrista di fama internazionale, unisce la sua passione per le radici culturali italiane a una carriera concertistica che lo ha portato a esibirsi in tutto il mondo. Con il flautista Tommaso Benciolini, solista acclamato nelle più prestigiose sale da concerto globali, formano un duo capace di trasmettere le emozioni e la profondità della tradizione musicale italiana.
Diplomazia culturale: il valore aggiunto del Sistema Italia
Il progetto Echi d’Italia rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa trasformarsi in un efficace strumento di dialogo e cooperazione internazionale. L’iniziativa si propone di rafforzare i legami tra l’Italia e le comunità ospitanti, promuovendo il patrimonio culturale italiano come un ponte capace di connettere popoli e tradizioni.
Echi d’Italia si inserisce così nel quadro delle strategie di promozione integrata del Sistema Italia, mostrando come l’arte possa essere ambasciatrice di valori di inclusione, dialogo e innovazione. (aise) 




Tunisi, Sanremo Giovani World Tour 2024

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tunisi sanremo giovani world tour 2024Lor3n, Yuman, Noor e Littamé hanno incantato il pubblico del Teatro delle Regioni della Città della Cultura di Tunisi per la tappa in Tunisia del Sanremo Giovani World Tour 2024, la tournée organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e promossa dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Ambasciata di Tunisi, in collaborazione con la Direzione Comunicazione Rai, che porta nei cinque continenti i finalisti di Sanremo Giovani, la sezione dedicata ai nuovi talenti all’interno del Festival della Canzone italiana.

Tra presente e passato, successi intramontabili e nuove hit si sono mescolati nelle esibizioni dei cantanti, che sul palco hanno portato i propri brani accanto a nuove versioni di grandi classici della musica italiana, rielaborati insieme al direttore artistico, Maurizio Filardo.

Una formula che promuove la tradizione della canzone italiana e contribuisce a far conoscere i giovani talenti della musica pop del nostro Paese, attraverso la rete estera delle Sedi diplomatico-consolari e degli Istituti Italiani di Cultura.

 




Ottawa: il recital lirico “Figaro!” con il Rossini Opera Festival di Pesaro

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21ottawaSi è tenuto martedì, 19 novembre, presso il Centro per concerti dell’Università Carleton di Ottawa il recital lirico “Figaro! A night dedicated to Rossini’s Belcanto”, organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Canada in collaborazione con il Rossini Opera Festival di Pesaro, uno dei più prestigiosi festival lirici al mondo dedicato a Gioachino Rossini, giunto quest’anno al suo 45° anniversario.
Il concerto ha rappresentato l’occasione per celebrare la nomina di Pesaro, Capitale italiana della Cultura 2024, oltre che l’iscrizione dell’arte del canto lirico italiano nella lista del Patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO.
Nel suo intervento di apertura, Rebecca Scano, capo dell’Ufficio culturale, comunicazione e stampa dell’Ambasciata, nel descrivere il genio rossiniano e la tradizione del belcanto italiano, ha ricordato come l’Italia possa ritenersi vera e propria “culla” dell’opera lirica. È stata quindi sottolineata la capacità della musica di celebrare i rapporti umani e le diversità, offrendo al pubblico un’esperienza al contempo personale e collettiva.
Di seguito, il direttore generale del Rossini Opera Festival, Cristian Della Chiara, ha passato in rassegna le principali attività realizzate quest’anno dal Festival, così come quelle previste per il 2025, evidenziando il ruolo chiave svolto dalla città di Pesaro in qualità di Capitale italiana della Cultura.
Davanti ad un pubblico di circa 800 persone fra autorità, rappresentanti delle istituzioni culturali, accademiche, scientifiche e commerciali del Canada, corpo diplomatico, esponenti della collettività italiana a Ottawa ed amanti della musica e della cultura italiana, gli artisti – il mezzosoprano Marta Pluda, il baritono Giuseppe De Luca ed il pianista Alessandro Uva – si sono esibiti in numerose arie tratte dalle principali opere di Gioachino Rossini.
L’evento, che ha ricevuto il caloroso plauso dei numerosi presenti, ha fatto seguito ad un altro appuntamento lirico di successo, organizzato lo scorso ottobre dall’Ambasciata in collaborazione con il Festival Puccini di Torre del Lago per le celebrazioni pucciniane. (aise)




VAUGHAN – 29 Novembre 2024 – Heritage Calabria – Gala & Awards Night

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typoramaHeritage Calabria è un’organizzazione senza scopo di lucro, fondata nel 2019 da un gruppo di appassionati calabro-canadesi, che si pone come obiettivo quello di creare un maggiore senso di comunità, esplorare il proprio patrimonio culturale e approfondire i molteplici contributi apportati alla comunità, creando legami duraturi con le organizzazioni calabresi, sia in Italia che in Canada.

L’attesissimo Heritage Calabria Gala 2024 si terrà il

29 novembre 2024, alle 18:00 presso Bellevue Manor a Vaughan, nei pressi di Toronto, con l’intento di celebrare individui e aziende eccezionali che hanno apportato contributi significativi alla comunità calabro-canadese. È con grande stima mista ad orgoglio che oggi vogliamo presentare Vincenzo Marchese, uno dei 3 finalisti per il premio Calabrese dell’anno: Vincenzo è un membro amato della nostra comunità, noto per la sua passione, dedizione e orgoglio incrollabile per le sue radici calabresi. Chiunque possa avere a cuore i valori e la dedizione che Vincenzo ha dimostrato nel corso degli anni può mostrare il suo supporto esprimendo il proprio voto a suo favore partecipando all’Heritage Calabria Gala 2024, una grande serata di orgoglio culturale al servizio della comunità sempre a sostegno dei comuni valori umani, professionali ed artistici della Calabria.

1b48e989 5f3e 4820 9253 837970f5f9edIl Gala di quest’anno, coordinato da Luciano Schipano, Presidente Heritage Calabria, sarà presentato da Ester Mauro Paris, un’amata conduttrice di CHIN Radio, proprietaria di Italflorist e appassionata leader della comunità. Ester guiderà gli ospiti attraverso una serata indimenticabile con una cena di ispirazione mediterranea e intrattenimento dal vivo.

Vincitori del premio Heritage Calabria Awards 2024:

  1. President’s Award – Vlad Nigro (Calabria Foodporn): questo prestigioso premio viene assegnato a Vlad Nigro, un influencer sui social media che ha ottenuto un ampio riconoscimento per aver promosso la bellezza, la cultura e la cucina della Calabria attraverso la sua popolare piattaforma Calabria Foodporn.
  2. Community Service Excellence Award – Nino Arone: Presidente del Torre di Ruggiero Social Club, ha ottenuto il premio per il suo incrollabile impegno nel servizio alla comunità, lavorando instancabilmente per supportare le comunità sia calabresi che italiane a Toronto, promuovendo l’unità, preservando la cultura e rafforzando i legami comunitari.
  3. Artistic Excellence Award – Vinz De Rosa: musicista e personaggio radiofonico di fama, riceverà l’Artistic Excellence Award per i suoi notevoli contributi alle arti calabresi e la sua dedizione alla promozione della musica e della cultura calabrese.
  4. Business Excellence Award – Melissa e Angela Marotta (Two Sisters Vineyards): questo riconoscimento quest’anno va a Melissa e Angela Marotta, le dinamiche sorelle dietro l’azienda vinicola Two Sisters Vineyards. La loro visione imprenditoriale, la passione per l’eccellenza e l’impegno per la qualità hanno reso la loro attività un simbolo dell’orgoglio calabrese nell’industria vinicola canadese. 5. Calabrese dell’anno – Il premio Calabrese dell’anno verrà annunciato la sera del Gala, e il vincitore verrà scelto dal voto del pubblico. Questo premio onorerà un individuo che ha dato contributi eccezionali a preservare e promuovere il patrimonio calabrese. Al Gala di quest’anno verrà lanciata anche la campagna ‘’Let’s Honour Your Family’’, in collaborazione con la Fondazione Villa Charities, un’iniziativa che offrirà alle famiglie calabresi la possibilità di donare una targa per l’Immigrant Tribute Wall, in onore delle storie e dell’eredità di coloro che hanno compiuto il coraggioso viaggio dalla Calabria al Canada. Nel corso della serata l’artista calabrese Anthony Pullano eseguirà uno spettacolo di pittura dal vivo durante l’evento, creando una splendida scena calabrese in grado di catturare l’essenza del nostro comune patrimonio culturale. Il dipinto completato verrà messo all’asta la sera stessa, offrendo agli ospiti la possibilità di portarsi a casa un’opera d’arte unica nel suo genere. Questa e altre iniziative a sostegno dell’istruzione in lingua italiana, i cui proventi saranno donati a ‘’ItaliaLinguaCultura’’, un’iniziativa che sostiene e promuove l’insegnamento e l’apprendimento della lingua italiana all’interno dello York Catholic District School Board (YCDSB). Per partecipare o sponsorizzare l’evento Heritage Calabria Gala 2024 visitate www.heritagecalabria.com

o contattate Maurizio Gioffre – sponsorships@heritagecalabria.com

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“Festeggio 20 anni di carriera omaggiando Giacomo Puccini là dove tutto è iniziato”

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1Artista molto apprezzato e tra i baritoni più richiesti dai teatri internazionali, Massimo Cavalletti quando sale sul palcoscenico è protagonista indipendentemente dai ruoli interpretati. Vocalmente pregevole anche per la palette di colori che la sua voce sfodera, presenza scenica dove le capacità attoriali la fanno da padrona e capace nel rendere veri i suoi personaggi. Apprezzato dai più illustri critici del mondo e una marea di fan lo adora.

Molto attivo anche nella discografia, il baritono lucchese compie vent’anni di carriera e festeggia con il debutto al Teatro del Giglio di Lucca il 29 novembre prossimo, data storica che segna il centenario pucciniano. Lucca si veste a festa per omaggiare il celebre M° Giacomo Puccini  e per l’occasione la Zecca ha prodotto una meravigliosa medaglia commemorativa in edizione limitata a 500 esemplari.

Il teatro lirico lucchese mette in scena una delle opere più rappresentate ed amate nel mondo: Tosca, dove Cavalletti è Scarpia e alla Première il nome del Teatro del Giglio subirà un cambiamento.  Quale?

Nell’intervista a seguire l’artista toscano si racconta ed attenta è l’analisi del personaggio che porterà in scena, ma non solo!  Tante anticipazioni su quello che si può definire “l’evento nell’evento”.

Vent’anni di carriera dove hai cantato nei teatri più importanti al mondo, mai nella tua città natia un’opera lirica e per questo debutto hai scelto una data importante in un anno importante: 29 novembre 2024 quando ricorre il centenario dalla dipartita di Giacomo Puccini. Raccontaci l’emozione di quando hai saputo che avresti cantato al Teatro del Giglio di Lucca.

Una notizia inattesa e a dire la verità insperata, ho sempre pensato che non sarebbe successo, per molti motivi, primo fra tutti quello che accomuna un pò tutti ovvero che non si può essere profeti a casa propria. C’è da dire che di occasioni di cantare a Lucca ce ne sono state ma mai in un’opera, e sicuramente questa è una super occasione.

macbeth 10108 2L’arrivo al teatro di questa nuova direzione artistica con Dr Giorgio Angelo Lazzerini amministratore unico e il nuovo direttore artistico Cataldo Russo e il mio successo la scorsa estate nel maxi concerto estivo organizzato per l’inizio delle commemorazioni Pucciniane hanno indirizzato l’amministrazione a propormi questa splendida opportunità. Già lo scorso autunno avevo cantato a Lucca la messa di gloria di Puccini con l’orchestra dei Wiener Philharmoniker in un’altra occasione davvero speciale per la città. Ricordo bene il momento in cui mi hanno chiamato per offrirmi questo contratto, e mi sono sentito veramente molto onorato. Una occasione per me per festeggiare al meglio i miei primi venti anni di carriera e farlo nella mia città natale dove tutto è iniziato.

Porterai in scena un personaggio complesso, nell’opera Tosca, dal punto di vista attoriale, poiché il Barone Scarpia é perfido e cattivo, molto distante da Massimo.

Questo è un ruolo che amo moltissimo, ho avuto la fortuna di cantarlo in due produzioni fino a adesso, ma subito l’ho sentito molto mio. Riconosco che è un personaggio dalle tinte fortissime e sicuramente molto cupe, ma non lo vedrei solo cosi. Scarpia è a suo modo anche un personaggio molto nobile, lo mette in evidenza Puccini con le frasi elegantissime che gli concede e con il grande valore che da ai suoi modi sia nel primo atto che nel secondo. E’ in grado di essere nobile e rude e questo lo eleva dal ruolo unico di truce. Non è solo un boia, sa giocare con i suoi avversari sia in campo politico che in quello affettivo, anche se per lui l’unica strada legata all’amore e all’affetto è quella più animalesca e sessuale. Brutale nell’usare gli aspetti più personali dell’animo delle persone, e sa perfettamente come manovrare Tosca, solo quando lui stesso si abbandona alla propria presunta vittoria credendosi in totale controllo si scopre e mette Tosca nella possibilità di ferirlo a morte.

Cosa pensi dell’aspetto vocale ove non mancano certo le difficoltà?

Vocalmente è davvero arduo, ma credo che possa essere risolto con maestria proprio se lo si vede non solo mono colore, ma se gli si concedono più sfumature sulla sua tavolozza cromatica. La partitura offre moltissimi momenti lirici anche sul piano e pianissimo, molti momenti sul parlato e sul recitato, e anche molteplici occasioni in cui usare tutte le tecniche del bel canto per modellare le linee del suo canto. Poi certo ci sono momenti importanti come nel finale del primo atto o come nella scena della tortura del secondo atto in cui non si può stare a ricamare, ma io credo che si debba sempre rimanere corretti a quello che scrive Puccini senza lasciarsi andare al trucismo verista.

Quante volte hai portato in scena il potente capo della polizia ed ogni volta quali aspetti hai rivisto maggiormente?

Come detto è un ruolo abbastanza nuovo per me, ho cantato in tutto intorno alle dieci recite in tre diversi allestimenti, e direi che l’ultima volta in Giappone durante un tour organizzato dal teatro Comunale di Bologna ho avuto l’opportunità di migliorare moltissimo questo mio personaggio. Ho trovato occasioni durante tutto lo spartito di aumentare la presa che questo ruolo ha su tutto quello che lo circonda, e credo che proprio attraverso il suo sentirsi superiore al prossimo e con questo suo falso buonismo risulti ancora più pericoloso, non credo che uno Scarpia unicamente cattivo e violento sia cosi spaventoso, credo invece che un personaggio che mantiene certe distanze e a tratti sia educato risulti nei suoi scatti di ira e nei suoi improvvisi cambi di emotività ancora più pericoloso e difficilmente controllabile.

Spesso i baritoni nell’opera lirica sono personaggi fieri che vogliono difendere il loro onore, ma in questo caso direi di no. Cosa ne pensi?

In questo caso proprio no, Scarpia è mosso dal proprio io irrefrenabile, dice:“ha più forte sapore la conquista violenta, la cosa bramata perseguo, me ne sazio, e poi la getto…”

Non dice la donna, o la posizione sociale, o la vittoria, dice solo la COSA, è una specie di Jago, ma meno filosofo, credo che sia uno che ha raggiunto un grado sociale altissimo partendo dal basso, e che l’unica emozione che lo spinge sia la vendetta verso le sue origini e la rivalsa verso quello che non ha avuto e che ha desiderato. Però ama anche comportarsi con quei modi aristocratici o altolocati che ha imparato nell’arco della sua scalata sociale e che lo rendono in qualche modo affine agli occhi dei suoi interlocutori, e come si sa quando si sta con persone simili a noi o che crediamo lo siano ci sentiamo più sicuri e quindi ci lasciamo andare. Questo quello che vuole Scarpia che le persone si lascino andare con lui cosi da poterle sorprendere e dominare.

Lo dice Cavaradossi:  “Bigotto satiro che affina con le devote pratiche la foia libertina e strumento lascivo talento, fa il confessore e il boia…”

Il colore molto scuro della voce per un baritono drammatico, tipico di Scarpia, si modella perfettamente con la crudeltà che incarna. Sei d’accordo?

Si certo serve una voce sappia anche produrre un colore brunito e profondo, rendono sicuramente più contrasto anche con le voci di Tosca e di Cavaradossi, anche e ormai specialmente i tenori provano a rinforzare sempre più il timbro verso lo scuro rendendolo sempre più brunito a tratti secondo me anche troppo, credo quindi che a volte sia interessante recuperare per Scarpia alcuni accenti più lirici e di colori più chiari, non spoggiati e nemmeno mai non girati ma, che in qualche modo possano essere interessanti per far breccia in Tosca. Tosca non sarà certo innamorata di Scarpia e mai lo sarebbe, ma mi piace pensare che in qualche modo possa pensare che questo uomo è atroce perché rappresenta un potere forte e non perché lo è e basta. Dobbiamo immaginare che questi personaggi si conoscono nella loro vita alla corte papale e si vivono, e credo che Scarpia sia anche charmante in certe circostanze. Certo non come il rivoluzionario pittore ma ho la sensazione che Tosca non conosce Scarpia fino in fondo prima del Vissi d’arte.

Scarpia è senza scrupoli, brutale e pericoloso, ma il male che alla fine gli si ritorce contro. C’è  giustizia? O no, visto il finale tragico dove anche i buoni muoiono ingiustamente?

La Giustizia in questa opera manca fin dall’inizio, tutta colpa del non dire la verità tra Mario e Tosca, mi chiedo spesso se all’arrivo di Tosca nella chiesa, Mario avesse subito detto la verità e tutti e due insieme con Angelotti fossero scappati in campagna e da li verso i confini dello stato pontificio come sarebbe finita l’opera?

Scarpia muore per colpa della sua troppa sicurezza, riceve Tosca nelle sue stanze private, non perché voglia sentirsi sicuro ma per sfoggiare la sua ricchezza la sua potenza. Se avesse portato Cavaradossi e poi la Tosca nella sala delle torture o se non avesse licenziato Spoletta e gli altri con troppa tranquillità, allora forse sarebbe vivo. Invece ha dato a Tosca l’occasione con quel coltello da cibo sulla tavola imbandita.

La morte dei due innamorati è tipica del melodramma lirico, qui interviene l’astuzia di Scarpia che vuole giocare Tosca prendendola e poi strappandogli comunque l’amato Mario con il tranello già giocato al Conte Palmieri d’accordo con Spoletta. Insomma tutta la trama si gioca sulla menzogna, sulla bugia, sulla falsità che sia buona, occasionale o voluta. Anche la stessa Tosca mente a Mario proprio dopo aver rivelato la posizione di Angelotti nella villa, non ha il coraggio di dire la verità nemmeno per ammettere di farlo per amore.

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Che cosa ti aspetti dalla tua Lucca per questo evento, che direi un evento nell’evento?

Non voglio farmi aspettative troppo esorbitanti, sarà un evento e si va verso il tutto esaurito ancora prima dell’apertura ufficiale della biglietteria, come sempre ci saranno gli scontenti, sempre accade ovunque ormai in teatro, scontenti per i motivi più insondabili, quello che spero è di essere in grado di offrire uno spettacolo che sia di grande spessore musicale e al massimo delle possibilità sceniche. Quello che vorrei è che la citta fosse tutta unita per festeggiare questo grande uomo che è Puccini, grande in vita e immortale adesso nella morte. Vorrei che per una volta fossimo tutti insieme per qualcosa che ci rappresenta tutti e non ci fossero campanilismi, e fosse una festa per tutti senza mettere in mezzo ne la politica ne la religione, che ci fosse solo la musica e il genio di Giacomo.

Raccontaci qualche anticipazione di Tosca al Teatro del Giglio per celebrare il centenario pucciniano.

Il teatro sta organizzando qualcosa di veramente grande per questo evento, primo tra tutti il giorno della prima il teatro del Giglio riceverà la co-intestazione ufficiale al nome di Giacomo Puccini e questa è una vittoria voluta e ottenuta dall’attuale giunta cittadina. Poi ci saranno in città molte altre occasioni per celebrare Puccini, per esempio saranno presenti alla prima del 29 novembre i sindaci rappresentanti delle città che hanno dato i natali anche agli altri famosi musicisti italiani da Verdi a Rossini, a Bellini e tutti gli altri. La Zecca di Lucca ha prodotto una splendida medaglia commemorativa in Argento con il volto di Puccini su un lato e la Madama Butterfly sul retro, un prodotto di grande scuola e di finissimo conio in edizione limitata a 500 esemplari. La prima recita sarà trasmessa attraverso un circuito privato alle case di riposo e alle lunghe degenze delle cliniche per persone anziane e malate di tutta la provincia.

Insomma molte occasioni per rendere tutti partecipi di questa grande festa in ricordo di un genio assoluto come Giacomo Puccini.

 




In Messico “l’arte di prendersi a schiaffi”

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schiaffipuntovertL’Istituto italiano di cultura (Iic) di Città del Messico presenta venerdì 15 novembre alle ore 19 Sbadabeng, l’arte di prendersi a schiaffi, uno spettacolo comico di percussione corporea scritto e interpretato da Anselmo Luisi.

«Un uomo è solo sul palco. Nessun oggetto o strumento oltre al suo corpo. Un viaggio esilarante attraverso la musica e il teatro che vi farà scoprire paesaggi sonori inaspettati mescolando mimo, body percussion e canto», si legge sul sito dell’Iic.

Lo spettacolo è composto da diversi sketch che partono da un’idea – quella di fare musica solo con il corpo – sviluppata fondendo mimica e teatro. Un allergico che tossisce si trasforma in una performance di beatbox; una signora al ristorante che si lamenta con il proprietario per un piatto diventa un duetto di ritmiche gibberish; un uomo che si sciacqua la camicia sporca diventa una performance che porterà il pubblico a sperimentare cosa si prova a generare suoni e a fare musica colpendo se stessi.

Anselmo Luisi si è esibito in diverse occasioni in Italia, Francia, Germania, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia e Erzegovina, Svizzera, Spagna, Marocco, Tunisia, Finlandia, Australia e Cina ed ha collaborato Giovanni Falzone, Russ Spiegel, Gianpaolo Casati, Enrico Zanisi, Liutauras Janusaitis, Salvatore Maltana, i Wooden Legs, i Selton e i Virtuosi del Carso (la band di Paolo Rossi).

Tiene regolarmente seminari di percussione corporea in tutta Italia in collaborazione con Daniel Plentz (Selton) e Manuel Frattini.

Dal 2013, inoltre, porta in scena in Croazia e Italia assieme a Giulio Settimo lo spettacolo per bambini Clap clap, caratterizzato per l’utilizzo di tecniche miste quali la mimica e il teatro di figura.

Originario di Trieste, dopo aver conseguito il diploma in percussioni classiche al Conservatorio, Luisi si è spostato a Milano per ottenere un diploma in batteria jazz alle Scuole Civiche ed una laurea in economia per arte, cultura e comunicazione all’Università Bocconi.

Foto: anselmoluisi.com

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