New York. Speranza Scappucci: la prima donna italiana sul podio del Metropolitan

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28speranzascappucci“Stefano Albertini la presenta come la prima donna italiana a dirigere l’orchestra della Scala di Milano e la prima a dirigere quella del Metropolitan di New York, ma Speranza Scappucci, alla Casa Italiana Zerilli Marimò per una conversazione sulla lirica con Fred Plotkin, non ama soffermarsi sul primato di genere, “si finisce sempre per parlare di questo, parliamo di musica piuttosto” ha detto a una giornalista in passato. E di musica si è parlato, ascoltando persino diverse interpretazioni di tenori in uno stesso brano diretto da lei in tempi e teatri diversi e commentandole insieme. “Mi fa piacere sentire che a distanza di tanti anni ho mantenuto lo stesso tempo” ha detto sorridendo soddisfatta soffermandosi poi su particolari tecnici”. Ne scrive Luciana Capretti per “La voce di New York”, quotidiano online diretto da Stefano Vaccara.
“Soddisfatta di sé Speranza Scappucci deve essere certamente. Al Met è arrivata dopo un lungo percorso: è stata assistente di Muti per 8 anni a Salisburgo, ha diretto la Staatsoper viennese, l’Opera di Roma, e orchestre a Chicago, Glyndebourne e New York, dal 2017 fino allo scorso anno ha diretto la Royal Opéra de Wallonie a Liegi. “Maestra Scappucci” è ora a New York per dirigere il Rigoletto. Il New York Times ha scritto che “ha scolpito la musica con contrasti dinamici e ha dato sostegno ai suoi cantanti con attenzione ai cambiamenti di tempo. …..ha portato a galla un vuoto desolante nei fiati e negli archi che ha sottolineato la futilità delle battaglie di Rigoletto.” Le cronache ci dicono che il suo arrivo sul podio ha scatenato grandi applausi: era il suo debutto al Met, ma a New York è di casa.
“Sono nata a Roma e ho studiato all’Accademia di Santa Cecilia – ha detto al pubblico della Casa Italiana – Mio padre era il responsabile del notiziario pomeridiano di Radio Vaticana e noi dopo la scuola spesso andavamo da lui. A quei tempi l’Accademia di Santa Cecilia era a Via della Conciliazione, davanti a San Pietro, nello stesso palazzo della radio. Sempre lì c’erano i concerti e ne andavo a sentire tantissimi perché mio padre aveva i biglietti scontati e io ne approfittavo. Un giorno ho sentito un famoso pianista ungherese, György Sándor, era stato studente di Bela Bartok e si era trasferito negli Stati Uniti dopo la guerra. Dopo il concerto sono andata a salutarlo, gli ho spiegato che ero una pianista e lui mi ha detto perché non vieni a farmi sentire qualcosa. Emozionata l’indomani ho suonato la 109 di Beethoven che stavo studiando in quel periodo per il mio concerto di diploma e lui mi ha detto: insegno alla Julliard School, vieni a fare la prova, non è facile, ci sono 500 pianisti che concorrono per 20 posti. Sono andata, e la mia vita è cambiata”.
L’impatto con la Julliard school è stato difficile e facile al tempo stesso, “avevamo studiato molta armonia e storia della musica all’Accademia e dopo 6 mesi l’insegnante di quel corso mi ha chiesto di farle da assistente, ma tecnicamente non mi sentivo così brava come certi miei colleghi che mi sembravano eccezionali” conclude con modestia aggiungendo che per mantenersi lavorava nella libreria della scuola piegando magliette e solo dopo le è stato affidato l’incarico di responsabilità …di stare alla cassa!
Speranza Scappucci parla di sè con ironia, ma traspare la sua assoluta sicurezza, è sorridente, ma determinata. Ha frequentato la scuola americana a Roma, parla perfettamente l’inglese ma anche il francese e ha perfezionato di recente il tedesco e studiato il russo: “conoscere la lingua del libretto permette di comprendere meglio la drammaturgia”.
La passione per la lirica è iniziata da bambina perché il padre la ascoltava a casa, ma è aumentata accompagnando al pianoforte i cantanti per mantenersi agli studi. “L’opera è complessa perché hai a che fare con tanti artisti, tu gli dai la tua visione ma poi è una collaborazione e quindi io posso avere un tempo in testa, ma se il soprano ha una voce più leggera di quello che immaginavo la mia idea finisce lì. La stessa cosa succede con il coro e l’orchestra. Tu crei l’energia, ma senza di loro sei niente.” Quando era giovane Speranza Scappucci con un gruppo da camera andava a suonare negli ospedali e nelle case per anziani ora a chi le chiede qual è il suo sogno risponde che oltre a dirigere le grandi opere le piacerebbe fare un concerto su una grande piazza, di solidarietà, per i migranti e per la pace.
Il Rigoletto diretto da Speranza Scappucci al Metropolitan si replica fino al 29 dicembre”. (aise)




RAI. Oggi a “Casa Italia”

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downloadI lavoratori domestici in Italia sono 961.000. Tra loro la badante è diventata una figura centrale nell’assistenza agli anziani. Roberta Ammendola ne parla con Carlo Gargiulo, medico di famiglia; Svitlana Hryhorchuk, badante dell’Unione Sindacale di Base; Alfredo Savia, Presidente della Nuova Collaborazione, un’associazione nazionale di datori di lavoro domestico e Paolo Di Giannantonio, giornalista Rai.

Subito dopo, Roberta accoglie Michele Mirabella, conduttore televisivo di “Elisir” fin dalla prima edizione del 1996, regista, autore e attore di teatro, ma anche di radio, cinema e televisione.

Basket nell’appuntamento sportivo di Piercarlo Presutti che ospita Gianmarco Pozzecco, allenatore di pallacanestro e Goffredo De Marchis, direttore della comunicazione di “Sport e Salute”.

Storie dal Mondo. In Argentina conosciamo Emanuela Bernardi, insegnante di asilo che vive a Buenos Aires. Nel tempo libero è attrice e regista.

 “Note Italiane”. Con Monica Marangoni e Stefano Palatresi, il maestro Ambrogio Sparagna, uno dei più importanti esponenti della musica popolare.

 

NEW YORK/TORONTO 25 novembre h17.00

LOS ANGELES  25 novembre h14.00

BUENOS AIRES/SAN PAOLO  25 novembre h19.00

SYDNEY 25 novembre h19.30

PECHINO/PERTH 25 novembre h16.30

JOHANNESBURG  25 novembre h16.45

BERLINO 25 novembre h15.45

LISBONA  25 novembre h14.45




Guccini torna, dopo 10 anni, con “Canzoni da intorto”

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canzoni da intorto guccini francesco cover ts1665711675Come ha raccontato durante la presentazione del disco, avvenuta alla Bocciofila Martesana di Milano, uno spazio in cui l’orologio sembra essersi fermato, era da tanto tempo che Francesco Guccini, 82 anni, aveva in testa l’idea di realizzare un album di cover. A dieci anni dal suo ultimo disco d’inediti, “L’ultima Thule” del 2012, ha esaudito il suo desiderio pubblicando “Canzoni da intorto”, un’antologia di pezzi che il cantautore ha interpretato durante la sua vita e in alcuni momenti intimi di quotidianità, ha cantato per amici e parenti, a casa o in osteria. Pezzi di storia, ma anche pezzi di cuore a cui Guccini è legato perché gli ricordano i suoi affetti.

Il supervisore artistico musicale del progetto è stato Fabio Ilacqua, insieme a Stefano Giungato: i suoi arrangiamenti folk e in alcuni tratti balcanici riempiono le tracce, sostengono la voce dell’artista, che è un piacere poter riascoltare, soprattutto dopo aver dichiarato di voler smettere di fare concerti e scrivere canzoni. È questo l’aspetto più significativo di “Canzoni da intorto”: il disco è importante più per quello che rappresenta, ovvero il ritorno alla musica di un gigante della canzone d’autore, che per il risultato tecnico e musicale. “Nel disco ci sono tante lingue e dialetti, ma non li ho studiati, le canzoni le ho semplicemente cantate durante la mia vita e le ho fatte mie nel tempo”, ha spiegato il maestrone.

Ritmo incalzante, fisarmonica e percussioni: è con “Morti di Reggio Emilia” di Fausto Amodei, storica ballata popolare, tra riferimenti alla guerra e alla Resistenza, che Francesco Guccini sceglie di aprire le porte del suo nuovo progetto discografico. Il pezzo rievoca gli eventi tragici accaduti a Reggio Emilia il 7 luglio 1960, in occasione dei moti popolari contro il governo di Fernando Tambroni. Dalla scuola di Milano arriva “El me gatt” di Ivan Della Mea, mentre “Barun litrun” è un pezzo conservato nell’opera “I canti popolari del Piemonte” di Costantino Nigra.

“Ma mi” di Fiorenzo Carpi De Resmini e Giorgio Strehler, interpretata anche da Jannacci, è entrata a far parte del repertorio tradizionale delle canzoni popolari milanesi e in quello della Resistenza. Con le parole in veneto polesano di Gigi Fossati, giornalista e poeta vicentino, Guccini inserisce anche “Tera e aqua” e con “Le nostre domande” di Franco Fortini e Margot Galante Garrone riavvolge il nastro ai tempi dell’università, quando una sua compagna di scuola gliela fece scoprire.

“Nel fosco fin del secolo” è un brano di tradizione popolare misterioso, non se ne conosce l’autore, “Greens Sleeves” invece è una celebre melodia di tradizione inglese. Scritta dal poeta Franco Fortini e dal musicista Fiorenzo Carpi, “Quella cosa in Lombardia” racconta di un amore fisico, mentre “Addio Lugano” è una famosa poesia anarchica, datata 1895, scritta da Pietro Gori nella settimana trascorsa in carcere. Chiude il progetto un brano storico scritto da Enzo Jannacci in dialetto milanese, “Sei minuti all’alba”; va notato che anche “Ma mi” e “Quella cosa in Lombardia” sono state cantate e incise anche da Enzo Jannacci. C’è anche una ghost track, “Sluga Naroda”, una canzone ucraina che ovviamente non può non rievocare la tragicità del conflitto attuale.

TRACKLIST
01. Per i morti di Reggio Emilia
02. El me gatt
03. Barun litrun
04. Ma mì
05. Tera e aqua
06. Le nostre domande
07. Nel fosco fin del secolo morente
08. Greensleeves
09. Quella cosa in Lombardia.
10. Addio a Lugano
11. Sei minuti all’alba

 

da rockol.it




RAI. Oggi a “Casa Italia”

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downloadLa trentanovesima edizione dell’Assemblea Nazionale dell’Anci ha visto confluire a Bergamo 2200 sindaci da tutta l’Italia. Tre giorni di confronto sui problemi e le prospettive dei tanti Comuni Italiani. Roberta Ammendola ne parla con Stefano Lo Russo, sindaco di Torino; Roberto Lagalla, sindaco di Palermo e Janina Landau, giornalista economica di Class-CNBC.

Subito dopo, Fabrizio Ferragni, Direttore Offerta Estero, presenta “la nuova Rai per l’estero”, pensata per gli italiani che vivono fuori dai confini nazionali e per gli stranieri che amano l’Italia. Un progetto editoriale per promuovere nel mondo la lingua, la cultura e le eccellenze italiane anche con programmi in lingua inglese.

Il teatro alla Scala di Milano ha un prezioso museo teatrale che ospita spesso mostre come quella dedicata al grande regista Franco Zeffirelli. Fabiana Giacomotti ospita Pippo Corsi Zeffirelli, Vicepresidente della Fondazione Zeffirelli e Francesca Molteni, regista e documentarista.

Per “Sportello Italia” Lorenza Morello, giurista d’impresa ed esperta di problematiche internazionali risponde ai quesiti dei telespettatori impegnati nel commercio globale.

A seguire, Roberta si collega con Massimo Ranieri, il grande artista amato in tutto il mondo, che ha appena pubblicato un nuovo albo.

Storie dal Mondo. In Canada, a Toronto, il cantante neomelodico Enrico Rennella, padre napoletano e mamma parigina, unisce musica napoletana e latino-americana.

 

NEW YORK/TORONTO 24 novembre h17.00

LOS ANGELES  24 novembre h14.00

BUENOS AIRES/SAN PAOLO  24 novembre h19.00

SYDNEY 24 novembre h19.30

PECHINO/PERTH 24 novembre h16.30

JOHANNESBURG  24 novembre h16.45

BERLINO 24 novembre h15.45

LISBONA  24 novembre h14.45




“Denti”, il nuovo video di Officina Partenopea

denti officina partenopea foto backstage (1)

denti officina partenopea foto backstage (1)La band che ha fatto ballare mezza Europa con il brano d’esordio “POSILLIPO”, prodotto dal grande Bill Zimmermann, torna con un video diretto da Pierpaolo Perna

Con il loro singolo d’esordio “POSILLIPO” – prodotto dal grande Bill Zimmerman (producer di artisti internazionali come Ariana Grande, Coldplay, Mariah Carey, BTS e Usher) – hanno fatto ballare e sognare gli ascoltatori di mezza Europa: VENERDÌ 25 NOVEMBRE 2022 (ALLE ORE 15.00) gli OFFICINA PARTENOPEA presenteranno sul loro canale YouTube ufficiale il nuovo videoclip, che accompagna il secondo singolo “DENTI”. Pubblicato nelle scorse settimane, il single è già in alta rotazione sulle piattaforme di streaming, oltre ad essere stato inserito in playlist di grande successo come ‘Napoli in Alta Rotazione’ (Napoliinar) e nella playlist di culto ‘Very Neapolitan Hit’ a cura di Gianni Simioli.

Il videoclip è scritto e diretto da Pierpaolo Perna, apprezzato videomaker che ha già curato clip musicali per Frankyselector, Fiori di Cadillac e Banda Maje. Operatore e DOP del video è Livio Lee Siano, già noto per i lavori/video sulla disabilità condivisi con la nota influencer Benedetta De Luca. A completare la squadra che ha lavorato al videoclip di “DENTI” sono Irene Tatavitto (assistente DOP e fotografa ufficiale del backstage del video), Rita Manzione (make-up artist), Federica Cafaro (runner) e, soprattutto, Salvatore “Sid” Barbaro (protagonista del videoclip).

“Il videoclip affronta il tema dell’alienazione dell’individuo, annichilito com’è da una quotidianità assolutamente sterile, a tal punto da abbrutirsi in una condizione di miseria che dall’animo emerge financo sul suo corpo. – spiega il regista Pierpaolo Perna – L’abbrutimento è conseguenza del senso di apatia, che quasi come un filtro sulla lente, inquadra tutto in tonalità di grigio.

Il protagonista è letteralmente soggiogato dalla repressione operata dal dominio sociale, vero co-protagonista invisibile della storia. Eppure, sotto le note del brano, che quasi lo scuote come a svegliarlo dal torpore, il protagonista vivrà un turbamento che lo porterà a proiettarsi in fughe oniriche, ove si immaginerà finalmente libero dalla sua condizione dettata dalla repressione del dominio sociale. Il punto focale sarà, quindi, comprendere se tali immagini siano un alienarsi ancor di più o rappresentino, invece, dei nuovi scopi nella vita”.

Quattro sono le ‘anime’ che danno vita a Officina Partenopea: Rosario Viola è voce e autore della formazione; Luca Roncelli è chitarrista e polistrumentista nonché principale autore e compositore della band; Simona Pinto è chitarrista e corista; Antonio ‘Uke’ Russo è producer e polistrumentista.

Autore e compositore di DENTI è Roncelli, che nel brano suona la chitarra flamenca insieme a Simona Pinto; la produzione del brano è firmata da Russo “acasadiuke”, mentre il sound engineering è affidato a Stefano Formato (Enzo Gragnaniello).

Sotto la direzione artistica di Dario Sansone (frontman dei FOJA), la band si lascia affiancare dal fisarmonicista Claudio “Zingarone” Del Vecchio – già nelle fila dei Guappecartò – e dal bassista Giuliano Falcone dei FOJA.

La distribuzione è affidata all’etichetta partenopea FULLHEADS, label de La Maschera, Foja, Pepp-oh, Tommaso Primo, Daniele Sepe e molti altri.

Il proverbio “‘O ppane a chi nun tene ‘e renti” (“Il pane a chi non ha i denti”), ripetuto alla fine di ogni verso, sta lì proprio a indicare quell’atteggiamento di rassegnazione che Manu Chao definì la “Malegria”: quella emozione dolce e amara che fonde allegria e malinconia in un’unica sensazione laddove può non andare tutto bene ma per molti non potrebbe andare meglio di così e dinanzi a ciò, la cosa migliore è farsene una ragione.

www.officinapartenopea.it




RAI. Oggi a “Casa Italia”

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downloadIn Italia il mercato dell’usato vale 24 miliardi di euro, l’1,4% del Pil nazionale. Come si è sviluppato questo mercato che fino a qualche decennio fa era una nicchia per amatori? Roberta Ammendola lo chiede a Antonella Nanna, Responsabile di Federconsumatori; Andrea Manusardi, Responsabile dell’Osservatorio sulla Second Hand Economy; Giovanna Botteri, corrispondente RAI; Manuela Soressi, giornalista esperta di consumi e Carolina Innella, ricercatrice dell’ENEA.

Il Venezuela ospita una delle comunità italiane più numerose in Sudamerica, la terza dopo Argentina e Brasile. Roberta Ammendola approfondisce la presenza degli italiani sul territorio con: Placido Vigo, Ambasciatore d’Italia in Venezuela; Lidia Bruttini, Presidente della Camera di Commercio Italo-Venezuelana di Caracas; Maurilio Magaldi, chef di Veneziano Gourmet e Estefano Soler Tamburrini, giovane italo-venezuelano, in Italia dal 2016.

Subito dopo, Carlo Gentile presenta il film “Il Sindaco del Rione Sanità” di Mario Martone, in programmazione su Rai Italia e si collega con l’attore Massimiliano Gallo, uno dei protagonisti.

Storie dal Mondo. In India, a Mumbai vive Gabriele Venturi, un ingegnere di 28 anni.

Chiudono Monica e Stefano con un omaggio a Fred Buscaglione, figura unica del panorama musicale italiano.

NEW YORK/TORONTO 23 novembre h17.00

LOS ANGELES  23 novembre h14.00

BUENOS AIRES/SAN PAOLO  23 novembre h19.00

SYDNEY 23 novembre h19.30

PECHINO/PERTH 23 novembre h16.30

JOHANNESBURG  23 novembre h16.45

BERLINO 23 novembre h15.45

LISBONA  23 novembre h14.45




RAI. Domani a “Casa Italia”

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downloadCon un record di 60 miliardi di euro nel 2022, l’export di cibo italiano è cresciuto del 14% rispetto all’anno precedente. Un cibo considerato ottimo per la salute delle persone e la tutela del pianeta. È quanto emerso durante la “Settimana della Cucina Italiana” appena conclusa. Roberta Ammendola ne parla con Sara Roversi, Presidente del Future Food Institute; Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti; Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia; Luigi Scordamaglia, Consigliere Delegato di Filiera Italia e Cristina Bowerman, chef stellato.

Subito dopo, una storia di eccellenza italiana. Roberta si collega con Cristian Fracassi, ingegnere che, allo scoppio della pandemia, trasformò maschere da sub in dispositivi medici per la ventilazione meccanica e di recente ha realizzato gambe artificiali a basso costo da spedire alla popolazione in Ucraina. In studio Antonella Bertolotti, Presidente della Onlus Intermed, impegnata in progetti sanitari di sviluppo.

Poi, spazio allo sport con Piercarlo Presutti e Simona Cantoni di RaiSport che ospitano il patron dell’Ascoli, Massimo Pulcinelli e l’allenatore Cristian Bucchi.

A seguire, appuntamento con la lingua italiana, con Paola Mondani della “Società Dante Alighieri” che approfondisce il “lessico pallonaro”.

Storie dal Mondo. Andiamo in Sudafrica per conoscere Justin Miccoli che ha aperto una agenzia di modelle a Cape Town.

Chiudiamo con la musica e con l’intervista a Boosta e ai Subsonica di Maria Cristina Zoppa.

 

NEW YORK/TORONTO 22 novembre h17.00

LOS ANGELES  22 novembre h14.00

BUENOS AIRES/SAN PAOLO  22 novembre h19.00

SYDNEY 22 novembre h19.30

PECHINO/PERTH 22 novembre h16.30

JOHANNESBURG  22 novembre h16.45

BERLINO 22 novembre h15.45

LISBONA  22 novembre h14.45




Morto Nico Fidenco, il cantante di “Legata a un granello di sabbia”

morto a roma il canta (13069570)

morto a roma il canta (13069570)Cantante melodico dalla voce suadente e vellutata, negli anni Sessanta i suoi dischi erano tra i più gettonati nei juke box sulle spiagge italiane. Simbolo di un’epoca, e massimo rappresentante di un modo elegante e garbato di porgersi al pubblico, Nico Fidenco, autore e interprete di Legata a un granello di sabbia, il cui singolo (pubblicato nel 1961) arrivò a vendere un milione e mezzo di copie, è morto l’altra notte nella sua casa romana all’età di 89 anni. Ma Fidenco, che fu anche un compositore raffinato, trovò successo nello stesso periodo con altri brani d’amore molto ballabili come Con te sulla spiaggia (che segue i ritmi della “clave”, allora in voga).

Fidenco fu un “re” delle hit parade proprio quando si stava affermando ìn anche in Italia, il rock: la sua Su nel cielo (tratta dal film I delfini di Citto Maselli) fu prima in classifica per quattro settimane a partire dal 31 dicembre del 1960. Mentre il suo disco più fortunato fu, appunto, Legata a un granello di sabbia che, scartata al Festival di Sanremo, rimase ai vertici dei dischi più venduti per ben quattordici settimane. La sua collaborazione con il cinema fu intensa: da ricordare le interpretazioni (e gli arrangiamenti, alcuni messi a punto insieme a Ennio Morricone) di Moon River da Colazione da Tiffany con Audrey Hepburn, Just that same old line dal film La ragazza con la valigia con Claudia Cardinale. Ma va ricordata soprattutto l’interpretazione di L’uomo che non sapeva amare dal film omonimo con George Peppard, il cui 45 giri spopolò anche tra i giovani che spesso la sceglievano come uno dei brani “della mattonella” (i classici “lenti”), nelle feste che si organizzavano in casa. Altri titoli famosi che consolidarono l’immagine di cantante melodico di Nico Fidenco sono Se mi perderai, Come nasce un amore, A casa di Irene, La voglia di ballare (finalista a “Un disco per l’estate” del 1965), Goccia di mare, Non è vero, Tutta la gente.

Negli anni Ottanta Fidenco voltò pagina distinguendosi come autore delle colonne sonore e di sigle di cartoni animati giapponesi come Don Chuk castoro (oltre 400mila copie vendute), Bem e Sam ragazzo del west. Dal 1984 al 1994 con Riccardo Del Turco (quello di Luglio, altro tormentone dell’estate), Jimmy Fontana (Il mondo e Paese mio) e Gianni Meccia (Baci chia-cha-cha e Twist + Twist) diede vita a “I Super 4”, quartetto con il quale ripropose successi tratti dai rispettivi repertori riarrangiati in chiave moderna: con i tre colleghi pubblicò tre album di buon successo commerciale.
Nico Fidenco (ma il suo nome all’anagrafe era Domenico Colarossi), lascia la moglie Annamaria e la figlia Guendalina.

da avvenire.it




Toronto. Annullato il concerto Fogli – Tatangelo

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6d9491e8 6b7b 41d4 80f1 153e7349cd6cIl concerto di Riccardo Fogli e Anna Tatangelo, previsto per domenica 27 novembre, è stato annullato a causa di un lutto che ha colpito la famiglia della cantante.

È venuto a mancare, infatti, il nonno di Anna, Domenico Vinci.

Il concerto dei due artisti italiani è stato quindi rinviato a domenica 26 marzo 2023.

Ovviamente i biglietti già acquistati saranno ritenuti validi anche per la nuova data oppure sarà possibile ottenere un rimborso scrivendo a info@noilive.ca o telefonando al 647-740.5483 [LIVE].




Antonio Di Matteo, un “basso” destinato a lasciare un’impronta nel mondo dell’opera lirica

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received 2918383731803628SOGNA DI DUETTARE CON RENATO ZERO E LASCIA APERTE LE PORTE DEL CINEMA

Artista di grande talento e in piena carriera, Antonio Di Matteo rappresenta senza ombra di dubbio uno dei bassi più interessanti al mondo essendo la voce, come più volte riportato dai giornali, “di rara bellezza” e un artista completo. E’ stato definito il “Principe” della lirica.  Spesso lavora al fianco altri importanti artisti come  Sondra Radvanosky,  Leo Nucci, Placido Domingo tanto per citarne alcuni.  Nonostante il successo che sta ottenendo, mantiene una buona dose d’umiltà, caratteristica che lo rende ancora più apprezzabile umanamente. Molti i teatri che lo desiderano e molti i debutti fatti, tra gli ultimi alla Lithuanian National Opera and Ballet Theatre a Vilnius e al Teatro Mario Del Monaco di Treviso dove ha raccolto applausi convinti. Gode del favore della critica e del pubblico da Oriente a Occidente. Apprezzato da tempo nel Sol Lavante nel prestigioso Bunka Kaikan di Tokyo.

Nel 2023 il basso campano debutterà al Teatro Filarmonico di Verona nell’opera Aida di Giuseppe Verdi, nel ruolo di Ramfis, questo al momento è quanto ci è dato di sapere, ma ho ragione di credere che questo artista ci riserverà grandi sorprese in futuro. Quindi: occhi puntati su di lui!

Un autorevole magazine canadese l’ha definita il “Principe” della lirica, ritengo essere motivo di grande soddisfazione per lei. Un commento?

Sono molto lusingato dall’aggettivo che mi è stato collocato, mi ritengo una persona semplice e umile, l’umiltà per me è tutto!

La sua voce è dotata di una gran capacità di estendersi dalla regione più grave del pentagramma  fino all’acuto. Timbro, colore e  perfezione nella tecnica non passano inosservati. Quanto studio per arrivare al suo livello?

Il nostro strumento è in continua evoluzione, lo studio è fondamentale…credo che la perfezione non esista, ma si può migliorare ogni giorno con tanti sacrifici e dedizione.

received 1449190562155359Oltre alla  straordinaria voce colpisce l’attenzione per il dettaglio per i personaggi che porta in scena. E’ talmente bravo da sembrare vero. C’è un particolare studio o le viene naturale?

Oltre allo studio tecnico-vocale, c’è uno studio nel scolpire il personaggio senza trascurare nessun particolare e se leggiamo attentamente la partitura tutto ciò viene suggerito.

E’ reduce da un gran successo per il debutto al Teatro Mario Del Monaco di Treviso nel ruolo di Sparafucile nell’opera Rigoletto di G. Verdi, e anche per questo personaggio, che di regale nulla ha, ha saputo dare uno smalto differente dai suoi colleghi. Come riesce sempre a dare quel tocco di regalità ai suoi personaggi?

Diciamo che mescolo due ingredienti fondamentali “la nobiltà e la crudeltà” di questo ruolo, che mi affascina ogni volta che lo porto in scena.

Da Rigoletto che fa parte della trilogia verdiana a Capuleti e Montecchi, di V. Bellini, capolavoro del belcanto, dove eccelle nel ruolo di Capellio Capuleti.  In Sparafucile e Capellio cosa si evince di Antonio Di Matteo?

Porto in scena con piacere questi due ruoli anche se sono molto distanti da me, poiché nella vita sono un uomo sensibile e che ama far del bene.

Tra i ruoli per basso profondo spicca il Grande Inquisitore nel Don Carlo di Verdi. Ha in previsione di debuttare il ruolo?

Un ruolo che amo tanto, spero che nel futuro prossimo ci sarà l’occasione di debuttarlo.

received 436691918657581Enrico Caruso, Mario  Del Monaco, Ettore Bastianini, Cesare Siepi…. tra i nomi che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo della lirica. Anche se di registri vocali differenti dal suo, tranne Siepi, non ha mai pensato che anche il suo nome in futuro potrebbe essere annoverato tra i grandi della lirica?

Non credo di potermi paragonare a queste figure indelebili del panorama internazionale dell’opera.

Qual è la sua opinione riguardo alle contaminazioni musicali?

Adoro le contaminazioni musicali, poiché danno la possibilità di unire più  generi  musicali e sono simbolo di una cultura musicale non settoriale, bensì a largo raggio.

Montserrat Caballé e Freddie Marcury due leggende, una della lirica e l’altro del rock. Ricordo il  grande successo con  How Can I Go On. Con quale mito attuale vorrebbe duettare ovviamente di genere differente dal suo?

Mi piacerebbe duettare con il grande Renato Zero, artista che stimo molto.

Una curiosità: sono un estimatore del Led Zeppelin. Lei cosa ne pensa?

Idem per me, la loro musica racchiude vari generi diversi tra cui blues, rockabilly e folk, hanno costituito una formula completamente inedita per l’epoca, finendo con l’influenzare in qualche modo tutti i gruppi rock del loro tempo e del futuro.

Quanto  bellezza e fisicità sono stati motivo di giovamento nella sua carriera?

La presenza scenica credo che sia un altro elemento fondamentale…che insieme agli altri ingredienti compongono un artista.

Le venisse proposto un ruolo in un film accetterebbe?

Mi piacerebbe tanto l’idea…chissà in futuro.