“Immobile divenire” è il nuovo album di Simone Antonelli

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catturaSimone Antonelli pubblica il suo nuovissimo album intitolato ‘Immobile divenire’ che include dieci brani dal suono pop-rock accompagnati dalla voce profonda e piena di sentimento del cantautore italiano.

Ora disponibile in tutti i migliori digital store e piattaforme di streaming.

Acquista o ascolta in streaming:
https://orcd.co/simoneantonelli_immobiledivenire




È passato già un anno dalla morte di Franco Battiato

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141738950 400835f7 c267 486d b1d5 48855861938aÈ passato un anno dalla morte di Franco Battiato, è passato in fretta, perlomeno questa è la nostra percezione, distratti come siamo da pandemie, guerre e comunque in generale da uno stato di tensione costante, sempre guardinghi rispetto a ciò che ci aspetta, ormai convinti che tutto potrebbe succedere da un momento all’altro.

In un’epoca di incertezza così pressante, un pensatore come Battiato sarebbe stato certamente d’aiuto, e invece non c’è più; e sarebbe quasi confortante pensare che sia stata la sua scomparsa, un destino dalla logica incomprensibile, a negarci l’essenza della sua ricerca, come uomo e come musicista, una ricerca che poi si declinava in brani e diventava anche pop, alle volte perfino commerciale, in quanto facilmente vendibile, facilmente accessibile, fino naturalmente ad arrivare ad essere alto, elevato, solenne, definitivo nella sua poetica.

Ma non è così, il maestro Franco Battiato, titolo che non ha mai troppo apprezzato, ce lo siamo persi per strada molto tempo prima, quando il cantautorato italiano è stato massacrato dal mercato, dal feroce bisogno di trasformare la musica in un prodotto da impacchettare e vendere e non c’è più stato spazio per le idee, per chi non accontenta il pubblico in tutto e per tutto.

Non è stata colpa dei talent, perché Battiato è sempre stato apertissimo a chiunque si volesse affacciare, seppur in maniera scoordinata, al mondo della musica; non è stata certamente una questione anagrafica in quanto Battiato fu sempre così avanti che ancora nessuno lo ha ancora raggiunto, e chissà se succederà mai; non è stata colpa del rap, perchè non era nella natura di Battiato rifiutare ciò che era lontano da sé, anzi, lo ha sempre accolto, abbracciato, studiato e cantato.

È colpa nostra, che abbiamo permesso questo decadimento nei contenuti, siamo noi che abbiamo richiesto questa semplicità, che abbiamo voluto (e continuiamo a volere), fortemente, che la musica sia niente più che intrattenimento.

È colpa anche della critica musicale, è chiaro, che non è riuscita a far fronte comune, arginando quest’onda anomala di artistucoli più interessati agli effetti della musica piuttosto che alla musica in quanto necessità artistica; salvo poi riunirci in accorati post sui social, ricordarlo come un vecchio amico, compiendo doppie capriole mortali alla ricerca del citazionismo più sensazionalistico, appropriandoci di un contenuto per rifletterci sopra noi stessi, veri e propri mercenari della profondità altrui, ripagati in like e follower.

Franco Battiato sarà ricordato al Teatro Antico di Taormina con un concerto/evento dal titolo “Ciao Franco… Over and Over Again”, organizzato dall’amico tastierista Angelo Privitera, verranno proposti i classici del suo repertorio, interverranno dal vivo Carmen Consoli e Red Canzian, si collegheranno Vincenzo Mollica e il producer Ben Fenner; nel frattempo RaiUno trasmette il docu-film “Il coraggio di essere Franco”, altra commossa carrellata di volti del nostro showbiz che testimonieranno l’importanza che ha avuto Battiato nella storia della musica italiana, nelle loro vite e anche nelle nostre di vite, qualora l’ascolto di un qualsiasi dei grandi brani che ci ha lasciato non bastasse.

Tutto corretto, anzi, poco, l’omaggio a Battiato del Festival di Sanremo 2022, per dire, è sembrato quasi un compitino, un atto dovuto da piazzare in scaletta, ma realizzato senza alcun amore, confezionato con meno enfasi delle cartoline della Liguria con la sassarese Elisabetta Canalis.

La verità è che la morte di Franco Battiato ha creato un vuoto incolmabile nel futuro della discografia italiana, ci ha lasciato un tesoro di valore inestimabile ma che noi rispolveriamo, questa è perlomeno l’impressione, con disattenzione, come quando puliamo casa solo perché in attesa di ospiti, per fare bella figura, ad hoc, perdendone così di vista l’essenza assoluta.

Un valore riconosciuto all’unanimità, ci mancherebbe, ma che poi viene affogato goffamente nel turbinio del flusso che regola le nostre giornate in tv e sui social; mentre la discografia con una mano asciuga le lacrime del pubblico e con l’altra lo accoltella a colpi di reggeaton; che è sempliciotto, arriva a tutti, suona bene sia nei lidi che nei centri commerciali e non rompe le scatole a nessuno.

La musica è qualcosa in più, qualcosa di diverso, perlomeno può esserlo, e se volete una prova noi vi rispondiamo con un qualsiasi disco di Franco Battiato. Che probabilmente si sarebbe anche fatto beffe perfino di chi, come noi, insiste nel combattere una battaglia alla quale lui forse nemmeno pensava, preso com’era da qualcosa di nettamente più importante, ovvero quella ricerca di cui sopra, per illuminare angoli di mondo sconosciuti e pregni di poesia; la ricerca del bello, anche quando inspiegabile, inesplicabile, troppo alto per noi, ai suoi piedi, a bere al volo le gocce che colavano da quei versi, che non hanno storia.

Magari allora non è il caso di contare gli anni di assenza di Battiato, un countdown al contrario che non porterà a niente; sarà però la nostra stessa incongruenza a ricordarci l’avvenimento, sulle nostre bacheche, copy da intellettualoidi per accompagnare foto scosciate al mare, piatti di pasta e tramonti color smog. Battiato era molto di più, almeno questo certifichiamolo, salviamolo, rendiamolo un concetto inattaccabile.




Al via l’Eurovision a Torino, anche l’Ucraina conquista la finale

italy eu music awards contest eurovision

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Il fugace omaggio a Pavarotti con un accenno al Nessun Dorma, le luci, le fiamme, i ballerini.

E poi il ricordo per Raffaella Carrà con un accenno a Fiesta, gli ospiti Diodato (intenso) e Dardust con Benny Benassi e Sophie and the Giants (travolgenti).

E Laura Pausini, Mika, Alessandro Cattelan nel ruolo di padroni. Ma al centro di tutto la gara tra i diciassette Paesi e la musica. Si è alzato il sipario, al Pala Olimpico di Torino, sulla 66/a edizione dell’Eurovision Song Contest, riportato in Italia dopo al vittoria lo scorso anno dei Maneskin e trasmesso in diretta su Rai1.

 

In media la serata è stata seguita da 5 milioni 507 mila spettatori pari al 27% di share.

Poco più di due ore di spettacolo come in Italia non si è abituati a vedere (non in prima serata, non sulla rete ammiraglia): veloce, senza concessioni al chiacchiericcio, alle pause non necessarie. Show, show e ancora show, con una scenografia imponente e d’impatto. E alla fine in 10 conquistano la finale di sabato (non in ordine di classifica): Svizzera, Armenia, Islanda, Lituania, Portogallo, Norvegia, Grecia, Ucraina, Moldavia, Olanda. E mentre sciorina la lista, Laura Pausini, si inceppa su un nome e si fa scappare un innocente ‘porca vacca’ che non sfugge all’ironia dei social.

Ma l’apertura della manifestazione è stata macchiata da un “incidente” i cui contorni non sono ancora chiari. Alcune giovani volontarie hanno denunciato molestie durante il party inaugurale di domenica alla Reggia di Venaria da parte degli artisti di alcune delegazioni. Accuse smentite dal Comune di Venaria. “Se mai mi fossi accorta che c’era qualcosa che non andava, sarei intervenuta io per prima”, ha spiegato la funzionaria comunale Alessandra Aires, coordinatrice dei Delegation Host, i 120 ragazzi che accompagnano le delegazioni. A quanto risulta, non sono state presentate denunce alle forze dell’ordine.

La festa però intanto è andata avanti. Dopo il saluto dei tre conduttori (“Ciao Italia, ciao Torino. Abbiamo bisogno più che mai di arte. La musica ha potere di unire le persone), è stata l’Albania ad aprire la gara con Ronela Ajati, la prorompente cantante diventata simbolo del body positivity. “Non coprirti mai, non vergognarti del tuo corpo” è il suo motto, ma non le ha risparmiato gli attacchi degli hater sui social. Ma lei va dritta e gioca sul palco, ammiccando e simulando amplessi sul palco. Molto atteso era il gruppo ucraino dei Kalush, tra i favoriti alla vittoria finale. In uno dei versi del loro brano, Stefania (uno strano connubio tra folk e rap, che però funziona), cantano “Troveremo la strada di casa anche se tutte le strade sono distrutte”. E l’impatto emotivo tra decine di bandiere giallo-blu che sventolano è notevole. Tra chi vuole stupire (la Norvegia con i Subwoolfer, il volto nascosto da maschere gialle, la Moldavia con gli scatenati Zdob şi Zdub & Advahov Brothers) e chi si concentra sull’esibizione come l’elegante S10 in rappresentanza dell’Olanda e le tre sorelle islandese delle Systur, lo show procede spedito.

Emoziona Diodato che due anni fa si esibì con la sua Fai Rumore in un’Arena deserta e oggi si riprende in parte quello che gli era stato tolto dalla pandemia, con il pubblico che canta con lui. Dardust, invece, trasforma il Pala Isozaki in una discoteca, con l’omaggio alla dance italiana che ha fatto il giro del mondo. Giovedì la seconda semifinale, con gli altri dieci artisti che conquisteranno la serata di sabato. In gara anche Achille Lauro per San Marino e Emma Muscat per Malta.

ansa.it




La Suor Angelica di Puccini inaugura la nuova stagione del Teatro Pirandello di Lima

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10limaCome annunciano l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a Lima, sarà l’opera lirica Suor Angelica di Giacomo Puccini a inaugurare la nuova stagione del Teatro Pirandello di Lima dopo tre anni di pandemia. La rappresentazione in programma il 17 maggio è infatti la prima di un’opera lirica nella capitale peruviana dopo la chiusura dovuta alle misure contro la diffusione del Covid.
Opera della maturità di Giacomo Puccini, la Suor Angelica narra la storia drammatica di una monaca di clausura contro la sua propria volontà, per essere madre fuori del matrimonio.
Voci protagoniste di questa notte speciale saranno le alunne della Universidad de la Música e delle accademie musicali peruviane, scelte dal maestro italiano Giovanni Battista Rigon, direttore musicale, in modo tale che non sia necessario includere né il coro né l’orchestra. Si tratta di un’opera già rappresentata al teatro degli Arcimboldi di Milano e ora riprodotta tal quale a Lima, sul palcoscenico del teatro Pirandello. La regia è a cura del regista teatrale italiano Davide Garattini Raimondi. Di fatto, i musicisti sono soltanto tre, i quali suoneranno vari strumenti, creando un’atmosfera interiorizzata in una scenografia minimalista, adatta a qualsiasi palcoscenico.
L’ingresso alla rappresentazione, organizzata dall’Ambasciata e dall’Istituto Italiano di Cultura stessi, si terrà dalle ore 20.00 alle 21.30 e sarà libero previa registrazione alla email iiclima.pirandello@esteri.it. (aise)




Universi paralleli: a Sydney il primo omaggio estero a Franco Battiato

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10battiatoL’Istituto Italiano di Cultura e il Co.As.It. di Sydney, sotto la direzione artistica di Chisari (nome d’arte di Maurizio Chisari), presentano Universi Paralleli, un concerto dedicato al leggendario cantautore italiano Franco Battiato.
Il concerto, ideato dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Lillo Guarneri, si terrà presso l’Auditorium del Forum Centro Culturale Italiano a Leichhardt venerdì 20 maggio, a pochi giorni dal primo anniversario della morte del Maestro cantautore e segnerà il primo tributo internazionale dedicato a Battiato fuori dall’Italia.
Un viaggio attraverso le canzoni e i pensieri di uno degli artisti più innovativi che hanno cambiato la storia della musica italiana.
Il cantautore italiano Chisari, che condivide le sue origini siciliane con Battiato, eseguirà un repertorio delle sue canzoni più iconiche accompagnato da un ensemble di quartetto d’archi, pianoforte e chitarre.
Franco Battiato nasce nel 1945 a Riposto in provincia di Catania, Sicilia. È stato un cantautore, compositore e regista italiano.
Le canzoni di Battiato contengono temi esoterici, filosofici e religiosi, oltre ad affrontare temi universali sulla condizione umana. Hanno abbracciato generi come pop sperimentale, musica elettronica, rock progressivo, opera, musica sinfonica, colonne sonore di film e new wave. Questa versatilità gli è valsa un posto unico nel panorama musicale italiano e un affermato successo internazionale.
Il suo enorme successo arrivò all’improvviso nei primi anni ’80 con il disco “La Voce del Padrone”. Questo disco ha introdotto suoni e stili mai ascoltati prima nella musica italiana, come un senso classico fuso con un’atmosfera futuristica.
Attraverso le canzoni di Battiato, l’ascoltatore partecipa ad un viaggio intorno al mondo. Dopo il suo primo successo, ne produsse un altro, “L’Arca di Noè”, in cui proponeva suoni nuovi e sconosciuti da terre lontane. Questo secondo successo gli ha dato potere e totale libertà per iniziare a sperimentare.
Battiato ha proseguito con la sua musica, in bilico tra pop ed elettronica, fino al 2010. Ha tenuto il suo ultimo concerto a Catania nel 2017. A fine 2019 ha annunciato il suo ritiro definitivo dalle scene. Il 18 maggio 2021 è morto nella sua casa di Milo, Catania.
Chisari è un cantautore siciliano nato a Catania nel 1983. Chisari ha partecipato a vari concorsi musicali italiani e ha vinto nel 2011 il prestigioso “Area Sanremo”, insieme a Stefano Cherchi con il brano “Confini” e il rinomato concorso di cantautorato “Genova per te” nel 2016, che lo hanno portato a diventare autore per Universal Music Publishing per un anno.
Nel 2016 ha pubblicato il suo primo album intitolato “Due” e ha trascorso i due anni successivi in tournée in 30 principali città italiane per presentare l’album. Nel 2018, accompagnato da una band internazionale, si è esibito negli spettacoli dal vivo “Musica in miniatura”, un tour dei teatri storici più piccoli e più belli di 10 regioni d’Italia. Nel luglio 2019 Chisari si è trasferito a Sydney dove attualmente vive e compone la sua musica. Pochi mesi dopo il suo arrivo, conosce il mandoloncellista e chitarrista australiano di origini siciliane Luke Wright, che si esibirà al concerto. Questo incontro ha comportato un cambio di direzione musicale. Ad aprile 2021 ha pubblicato il suo nuovo singolo “La Jaggia”, seguito dall’album “D’amuri e raggia”. Il progetto, interamente in siciliano, è il risultato di una ricerca sperimentale fatta in Australia da Maurizio e Luke. (aise)




Eurovision Song Contest: favorita l’Ucraina

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unnamedNato negli anni Cinquanta con la volontà di unire l’Europa anche attraverso la musica mentre i Paesi erano alle prese con la ricostruzione post bellica, l’Eurovision Song Contest di Torino s’immerge appieno nella situazione gepolitica. I bookmakers puntano su ‘Stefania’ Il tema al centro della manifestazione è la pace, la Russia è stata esclusa ci sarà invece l’Ucraina che i bookmakers annunciano come vincitrice con la Kalush Orchestra interprete  di ‘Stefania’, una canzone scritta nel 2021 con dedica alla mamma del leader del gruppo, diventata sui social e in radio l’inno di tutte le donne ucraine con figli e, per estensione, della resistenza della madre patria contro la Russia.

Il PalaOlimpico ospita dal 10 al 14 maggio la 66esima edizione del concorso, la terza in Italia, Paese designato dopo la vittoria dei  Måneskin con ‘Zitti e buoni’ dello scorso anno, come da regolamento dell’European Broadcasting Union (EBU), l’organizzazione che si propone di riunire e sostenere le radiotelevisioni pubbliche di tutto il mondo perché, si legge sul sito, “un servizio pubblico forte, imparziale e indipendente è un elemento fondamentale per la democrazia”.

Diodato, Mankeskin e Cinquetti tra gli ospiti, Quaranta i Paesi in gara, l’Italia viene rappresentata dai vincitori di Sanremo, Mahmood e Blanco con ‘Brividi’, tra i favoriti anche se un bis sarebbe clamoroso, e da Achille Lauro in corsa per San Marino dopo avere vinto il contest del piccolo Stato col brano ‘Stripper’.

Le due semifinali del 10 e 12 maggio e la finale del 14, saranno condotte da Laura Pausini, Mika e Alessandro Cattelan. Il dietro le quinte riferisce di screzi tra la cantante italiana più ascoltata nel mondo, che avrebbe chiesto ben 12 cambi d’abito (fonte Dagospia), e l’ex volto di ‘X Factor’, infastidito perché teme di essere relegato al ruolo di valletto.

Tanti e soprattutto italiani gli ospiti. Durante la prima serata Diodato riproporrà ‘Fai rumore’ che cantò  nel 2020 nell’Arena di Verona deserta per le restrizioni dovute al Covid in un’esibizione che commosse il mondo. Quella fu l’unica edizione saltata della kermesse e al cantautore pugliese viene offerta la possibilità di far riascoltare live la sua hit.

La stessa sera sul palco anche il produttore Dardust, Dj Benny Benassi e Sophie and the giants. Guest star della seconda semifinale il trio del ‘Volo’ che partecipò nel 2015 arrivando al terzo posto mentre in finale si rivedranno un mito della canzone italiana, Gigliola Cinquetti, vincitrice nel 1964,  e i Maneskin che porteranno per la prima volta in tv il lor onuovo singolo ‘Supermodel’, in uscita il 13 maggio.

Capitolo polemiche: ricco e sorprendente, come si conviene a un evento che l’anno scorso ha incollato davanti alla tv 180 milioni di persone e che su Tik Tok, partner ufficiale, solo nei giorni prima dell’edizione torinese ha contato 4 miliardi di visualizzazioni. Sui social, dove fioriscono pagine di appassionati dell’Eurovision, il tema più dibattuto è quello del ‘sole cinetico’, studiato dall’artista multimediale Francesco Molinaro. Sembra che gli archi mobili che compongono il sole  non riescano a muoversi abbastanza velocemente tra una performance e l’altra. La produzione ha comunicato alle singole nazioni che il sole avrà una mobilità ridotta durante le esibizioni e che alcune performance andranno modificate. Tali e veementi sono state le proteste degli ‘Euorofan’ che l’EBU ha diffuso un comunicato in cui minaccia di segnalare alle autorità competenti gli account da cui provengono  insulti. Poi è diventata virale con strascico lungo di polemiche la mail in cui si chiede ad alcuni volontari (in tutto sono 700), quelli della Vip Lounge, di portarsi da casa il panino perché il servizio di catering è solo a uso degli invitati. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha ammesso che è stata “una comunicazione infelice anche se quello che ci stanno trasmettendo i volontari è che sono estremamente contenti per l’esperienza”.

da agi.it




Concerto a sorpresa di Bono Vox nella metropolitana di Kiev

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135403437 46132e05 9feb 421b 86cf 47208bce7363La rock star irlandese Bono Vox ha elogiato la lotta dell’Ucraina per la “libertà” durante un concerto a sorpresa in una stazione della metropolitana nel centro di Kiev, dove il frontman degli U2 ha anche pronunciato la sua preghiera “per la pace”.

Dal binario di una stazione, l’icona rock, 61 anni, ha cantato insieme a The Edge, altro componente della band, i classici degli U2 ‘Sunday Bloody Sunday’, ‘Desire” e ‘With or without you’.

“Le persone in Ucraina non stanno solo combattendo solo per la loro libertà ma per tutti noi che amiamo la libertà”, ha detto Bono.

agi.it




L’archeologo del pentagramma: Silvio Caroli alla conquista dell’America

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silvio playing 2Cinque righe e una chiave di violino. A Silvio Caroli basta un foglio pentagrammato per iniziare a trasformare la sua giornata in un progetto di suoni da elaborare sul suo amato pianoforte. E per dare corpo al proprio  sogno, il giovane  musicista si è trasferito nel 2019 a Londra per prepararsi a un ulteriore salto in direzione Stati Uniti.  Pianista e insegnante, Silvio Caroli fino a tre anni fa lavorava in un piccolo comune della provincia di Lecce e per poi cogliere l’occasione datagli dalle vittorie ai  premi internazionali “Online Quebec Music Competition” (Canada) e “ San Francisco International Innovative Music Competition”. In quello stesso periodo il musicista ha iniziato a collaborare con la società americana  “Musicnotes.com” di Madison (Wisconsin) e tanto è bastato per fare le valigie in direzione Gran Bretagna.

Nel 2018 sono stato invitato in Repubblica Dominicana a tenere delle lezioni sul pianoforte e la musica jazz. Lavorai nel Conservatorio di Santo Domingo, nell’Universidad Autónoma de Santo Domingo e nella Academia de Música de Patricia Logroño (una mia cara amica). Fu un’esperienza molto bella insegnare musica in una lingua che già conoscevo, ma che non avevo mai usato nell’insegnamento, e confrontarsi con un sistema di educazione musicale relativamente molto giovane, rispetto a quelli europei. È stato un gran piacere, ed anche un immenso onore, aver dato il mio piccolo e modesto contributo alle nuove generazioni di musicisti del posto.

Poco dopo Silvio Caroli accetto di fare i colloqui come insegnante di pianoforte in un paio di scuole private londinesi e vinse la selezione, partendo poco dopo alla volta della metropoli britannica.

silvio playing 1“Ci sono volute alcune settimane per ambientarmi a Londra. La città è bellissima, ricca di cultura, di stimoli e di opportunità, ma è allo stesso tempo una città impegnativa, con dei ritmi di vita stressanti ai quali non ero abituato. Il tempo libero è poco perché qui si corre sempre. Nonostante questo, non ho fatto troppa fatica a trovare un equilibrio, anche perché, per fortuna, mi sono trovato benissimo fin da subito a insegnare in un’altra lingua e a lavorare con studenti di varie nazionalità ed etnie”.

Arrivato a Londra   giusto qualche mese prima che scoppiasse la pandemia, Silvio Caroli ha legato subito con gli altri  italiani con i quali tuttora condivide delle belle giornate e serate insieme. Londra ospita ca. 400mila italiani ed è facile quindi poter incontrare altri connazionali per stringere amicizia o condividere progetti professionali.

“Londra è una città terribilmente competitiva e la concorrenza proviene da tutte le parti del mondo. È  una città dinamica e cosmopolita. I servizi funzionano, esiste un grande rispetto per il prossimo. Ma è anche una città molto cara e per viverci bisogna accettarne le regole e tenerne conto. Si guadagna più che in Italia ma si spende di più. Peraltro io non ho perso la mia italianità, assolutamente no. Soprattutto per quanto riguarda le tradizioni culinarie. Quando posso mi dedico ai fornelli e cerco di preparare qualche piatto italiano: pasta alla carbonara, orecchiette al pomodoro o tagliatelle al ragù. Non è difficile trovare prodotti italiani come la burrata, la ricotta, la mozzarella, l’aceto balsamico e anche vini italiani delle mie parti, quali il Negramaro.

silvio portraitInoltre ho sempre il piacere di andare alla ricerca di ottimi ristoranti e pizzerie italiane. Ce ne sono davvero tanti provenienti da varie regioni italiane.

La vera scommessa, per il musicista leccese, è però appena iniziata. Da quando ha iniziato a scrivere arrangiamenti per la società  Musicnotes di Madison, Silvio Caroli ha infatti ricevuto molti apprezzamenti provenienti da varie parti del mondo. Soprattutto per gli arrangiamenti riguardanti la musica italiana: classica e colonne sonore.

“Quello che faccio è semplicemente prendere un brano che le persone conoscono, ad esempio il tema principale di “C’era una volta in America” o “Cinema Paradiso”, e adattarlo per vari strumenti: Cello e Pianoforte, Violino e Pianoforte, Piano Solo, ecc. Chi compra questi arrangiamenti spesso sono studenti di musica, o professionisti o semplici amanti della musica che decidono di eseguire quei brani nelle mura domestiche per puro piacere.  Quando a Londra non sono impegnato a dare lezioni di pianoforte e riesco a trovare il tempo, cerco di arrangiare brani tratti da opere italiane  oppure brani   di Morricone, Rota, Piovani, o   tratti da film italiani quali “il Postino”, la cui colonna sonora fu scritta da Luis Enriquez Bacalov (che si potrebbe considerare mezzo argentino e mezzo italiano). Vorrei tanto diffondere e valorizzare tutti quei gioielli scritti per film italiani che rischiano di finire nel dimenticatoio e nell’oblio. Mi sento quasi come un archeologo che ha appena scoperto qualcosa di unico e vuole valorizzarlo”.

silvio teaching 2Il musicista lavora con  Musicnotes grazie a Internet ma è stata solo la pandemia a fermare lo sbarco in terra americana. Grazie anche al lavoro del musicista leccese, Muscinotes può rendere immediatamente fruibili migliaia di arrangiamenti e spartiti, disponibili per essere stampati direttamente da casa, o dal proprio ufficio, senza doversi recare in una libreria musicale, dove tra l’altro difficilmente si incontrano di molti brani degli spartiti o delle versioni così specifiche!

“La musica di Morricone è molto conosciuta e lo dimostra il fatto che tali arrangiamenti raggiungono vari angoli del Mondo: Stati Uniti, Canada, Australia, Svezia, Germania, Regno Unito, ecc. Mi piacerebbe molto pubblicare e far conoscere brani che non si conoscono. Si pensi solo al fatto che Morricone abbia scritto musica per cinquecento film, che di media significa un film al mese”.

 

 

 

 

 

 




Una canzone per Boston: Jimmy Fallon e il suo Jukebox Storm

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jukebox storm starburst bkgCosa ha ispirato il tuo brano Boston Lights?

Boston come tante altre città è stata ferma durante l’era covid, le serrande abbassate, si respirava la paura che alcune attività non avrebbero più riaperto, le strade improvvisamente si erano fatte scure e tetre, uno scenario davvero triste. Questa canzone è un modo per celebrare Boston, le sue luci, la sua vitalità, un modo per ricordare alla gente di supportare sempre la propria comunità locale, i ristoranti, la musica live, la night life.

Stai frequentando Berklee College of Music, una delle scuole di musica più famose a livello mondiale. Com’è stata la tua esperienza?

Berklee è arrivata come una benedizione, ho preso lezione di musica tutta la vita ma mai in modo strutturato. Durante la pandemia il programma online mi ha davvero aiutato, ho incontrato persone meravigliose, alcune di queste hanno collaborato al mio progetto.

Cos’è Jukebox Storm?

Jukebox storm è un gruppo nato durante la pandemia, io stavo frequentando Berklee online e la maggior parte delle persone iscritte suona a livello locale o in tour. Ma la musica live era ferma e quindi abbiamo iniziato a registrare brani per tenere la mente impegnata. Ecco come siamo nati.

Potete avere maggiori informazioni su Jukebox Storm sul loro sito

www.jukeboxstorm.com e seguirli su Instagram @jukeboxstorm




I Maneskin infiammano il Coachella festival

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unnamedAGI – Entusiasmo per l’esibizione dei Maneskin al popolarissimo festival musicale di Coachella, in California, che si è chiusa con la canzone ‘Gasoline’, dedicata all’Ucraina, e con Damiano che sul palco ha insultato il presidente russo urlando due volte “Free Ukraine, fuck Putin!”.

L’applaudita performance del gruppo romano è durata 45 minuti e ha compreso tutti i loro brani più conosciuti. L’Ucraina è però un tema sempre presente nella kermesse di Indio e sul maxischermo alle spalle della band è anche apparso brevemente il volto di Putin.

Con ‘Gasoline’, Damiano, Victoria, Thomas e Ethan hanno aderito alla campagna del ‘#StandUpForUkraine’ in sostegno all’Ucraina. Damiano ha presentato il brano citando il discorso all’umanità di Charlie Chaplin nella pellicola “Il grande dittatore”.

Il Coachella, uno dei festival più importanti del panorama musicale mondiale, è tornato live dopo lo stop di due anni a causa della pandemia. La band romana ha centrato ancora una volta l’obiettivo di entusiasmare e “sciogliere” il pubblico in attesa suonando i pezzi di maggior successo del loro repertorio con l’immancabile ‘Zitti e buoni’ brano con cui i quattro ventenni hanno vinto l’anno scorso al Festival di Sanremo e all’Eurovision Song Contest. A seguire: ‘In nome del padre’, ‘Mammamia’, ‘Beggin’, ‘I wanna be your dog’, ‘I wanna be your slave’