Sanremo 2022 in diretta – Guardalo qui

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“Black Magic woman”, la cover di Silvana Di Liberto con i quadri del portoghese Tiago Azevedo

cattura




Al via i Premi Amnesty 2022 per le canzoni sui diritti umani

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25amnestyROMA\ aise\ – Partono i lavori per la venticinquesima edizione di “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, il festival che unisce musica e diritti umani, con le prime fasi dei due ormai storici Premi Amnesty International Italia sulle migliori canzoni: quello per la sezione emergenti e quello per la sezione big.
Il 2021 si è concluso con la realizzazione in versione braccialetto USB della raccolta della 24a edizione del festival, che raccoglie i brani dei protagonisti del festival 2021. Ad aprire la tracklist ci sono i Negramaro e Blindur, i due vincitori del Premio lo scorso anno. Si alternano poi gli ospiti del festival e i finalisti della sezione emergenti. Si tratta di Yo Yo Mundi, H.E.R., Roberta Giallo, Vallanzaska, Giulio Wilson, Jonathan Livingston, Francesca Incudine, Agnese Valle, Donix, Olivia xx, Picciotto, Aftersat, Miriam Ricordi, Innocente e Ozora.
Il 2022 sarà un anno particolare del festival: oltre alla 25a edizione dello stesso ci sarà la 20a edizione della sezione Big del Premio. L’appuntamento è dal 21 al 24 luglio a Rosolina Mare (Rovigo), ma ci saranno come sempre anche altri appuntamenti precedenti e successivi.
Per la sezione Big, tutti possono segnalare all’indirizzo info@vociperlaliberta.it, entro il 28 febbraio, brani che siano stati pubblicati tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021, che siano interpretati da un artista italiano noto e che trattino appunto temi legati alla Dichiarazione universale dei diritti umani.
Una commissione composta da esponenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà ne selezionerà dieci. Le nomination verranno quindi sottoposte a una giuria di importanti addetti ai lavori (giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, docenti universitari, studiosi, intellettuali, referenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà), che eleggerà tra le canzoni candidate il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, 2022.
Negli anni hanno vinto questo premio: Daniele Silvestri, Ivano Fossati, Modena City Ramblers, Paola Turci, Samuele Bersani, Subsonica, Vinicio Capossela, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Fiorella Mannoia e Frankie hi-nrg mc, Enzo Avitabile e Francesco Guccini, Max e Francesco Gazzè, Mannarino, Edoardo Bennato, Nada Malanima, Brunori Sas, Roy Paci, Niccolò Fabi e Negramaro.
Per la sezione emergenti è on line il bando di concorso per la nuova edizione, a cui possono partecipare cantautori e band con un brano sui diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale. La scadenza del bando è fissata per lunedì 18 aprile.
I semifinalisti saranno otto in totale: quattro si esibiranno a Rosolina Mare giovedì 21 luglio e quattro il giorno successivo. I migliori cinque accederanno alla finale del 23. Gli artisti (a cui saranno assicurati vitto e alloggio) saranno valutati da una giuria composta da importanti addetti ai lavori e giornalisti, che assegnerà il Premio Amnesty International Italia per la sezione Emergenti.
Il vincitore avrà diritto a molti bonus, come la produzione di un videoclip e, insieme agli altri finalisti, l’inserimento in un album o playlist assieme ai big. Altri bonus saranno man mano definiti. Per alcuni dei finalisti degli scorsi anni ad esempio ci sono state decine di concerti e di laboratori musicali, un tour realizzato grazie a NUOVO IMAIE e una comunicazione costante delle varie iniziative. Il bando e ulteriori informazioni sono disponibili qui.
“Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” è un’iniziativa dell’Associazione Culturale Voci per la Libertà e di Amnesty International Italia. (aise)




“Il giro del mondo attraverso la lirica”: Teatro Pime a sostegno dei popoli tribali della Thailandia

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15pimeL’Istituto missionario più antico d’Italia, il PIME di Milano, inaugura il programma teatrale 2022 con un insolito spettacolo sul tema dell’amore per il mondo intero, caro ai missionari: le più celebri arie dell’Opera Lirica, i capolavori di Puccini, Verdi, Bizet, Mozart e molti altri compositori, che si sono fatti ispirare dai popoli della Terra nel comporre le loro melodie immortali.
“Il giro del mondo attraverso la lirica” va in scena domenica prossima 23 gennaio alle ore 17. Soprano: Sarah Tisba, Mezzosoprano: Arina Alexeeva; Pianoforte: Francesco di Marco; Narratore: Andrea Zaniboni, direttore artistico del Teatro PIME.
Un viaggio tra le più belle arie dell’opera lirica permetterà allo spettatore di compiere un vero e proprio giro del pianeta. Dalle note “cinesi” della Turandot di Puccini si passerà alle armonie giapponesi della Madama Butterfly fino all’Egitto dell’Aida verdiana; si scoprirà la Spagna della Carmen di Bizet, l’Israele di Sansone e Dalila, ci si ritroverà nella Russia zarista del 1700 sulle note di Cajkovskij attraversando tante altre mete esotiche che hanno ispirato operisti e compositori lungo i secoli.
A guidare il pubblico in questo affascinante percorso, tre musicisti di grande personalità.
Reduce dal brillante successo nel ruolo di Alice Ford nel “Falstaff” di Verdi per la stagione OperaLombardia e Rete Lirica delle Marche, il soprano Sarah Tisba è dotata di una voce potente e versatile. Insieme a lei il mezzosoprano Arina Alexeeva, già Cherubino ne “Le Nozze di Figaro” al Landestheather di Salisburgo nella stagione 2017/2018, “si distingue per uno strumento vocale omogeneo, luminoso nel registro acuto e bronzeo in quello medio-grave”. Ad accompagnarle al pianoforte Francesco Di Marco, concertista, vincitore di premi internazionali, docente al Conservatorio di Gallarate, speaker radiofonico e divulgatore musicale. L’ascolto sarà impreziosito da narrazioni e aneddoti sulle opere presentati a cura di Andrea Zaniboni.
Il ricavato andrà a sostenere i progetti sociali dei Missionari del PIME con i tribali della Thailandia. (aise) 




Eddie Vedder, nel nuovo album anche Stevie Wonder, Elton John e Ringo Starr

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eddie vedder17 copyA inizio settimana il frontman dei Pearl Jam Eddie Vedder aveva svelato la tracklist del suo imminente nuovo album solista “Earthling”, che raggiungerà il mercato il prossimo 11 febbraio. Nella giornata di oggi ha invece pubblicato il terzo singolo del disco, intitolato “Brother the Cloud”, che fa seguito ai precedenti “Long Way” e “The Haves”.

Oltre a “Brother the Cloud” il 57enne musicista statunitense ha rivelato che “Earthling” si gioverà dei contributi di alcuni big del rock quali Stevie Wonder, Elton John, l’ex Beatle Ringo Starr, Glen Hansard, il batterista dei Red Hot Chili Peppers Chad Smith e l’ex chitarrista dei Red Hot Chili Peppers Josh Klinghoffer.

Tracklist:

01 Invincible

02 Power of Right

03 Long Way

04 Brother the Cloud

05 Fallout Today

06 The Dark

07 The Haves

08 Good and Evil

09 Rose of Jericho

10 Try

11 Picture feat. Elton John

12 Mrs. Mills

13 On My Way

 

da Rockol.it




Bryan Adams, esce il nuovo singolo “Kick Ass”

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20220112 1752MILANO (ITALPRESS) – Da venerdì 14 gennaio sarà in radio “Kick Ass”, il nuovo singolo di Bryan Adams che anticipa l’album di inediti “So Happy It Hurts” (BMG) in uscita l’11 marzo 2022.
Si tratta del quindicesimo disco in studio del rocker canadese: 40 anni di carriera, brani che sono impressi nella memoria di più generazioni, prima posizione in classifica in 40 Paesi nel mondo, e poi ancora 3 Academy Award nomination, 5 Golden Globe nomination, 1 Grammy Award. L’album contiene 12 brani di cui è autore. Sono già disponibili la title track “So Happy It Hurts”, primo singolo che ha anticipato l’album, e il brano scritto per il Calendario Pirelli 2022 “On The Road”.
(ITALPRESS).




Buon compleanno Adriano!

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adriano celentano 1“Il ragazzo della via Gluck” compie oggi 84 anni. Presentiamo di seguito una sua biografia.

Adriano Celentano nasce a Milano al numero 14 della mitica “via Gluck” il 6 gennaio 1938, da genitori pugliesi trasferitisi al nord per lavoro; a Milano Adriano trascorre l’infanzia e l’adolescenza; lasciata la scuola svolge diversi lavori, l’ultimo e il più amato è quello di orologiaio.

Fa il suo debutto al Teatro Smeraldo, dove insieme a Elio Cesari/Tony Renis, presenta, con il nome di battaglia “Gli allegri menestrelli del ritmo”, una divertente parodia musicale della coppia Jerry Lewis – Dean Martin, fino alle serate al Santa Tecla, dove incontra il campione di rock-boogie Bruno Dossena che lo invita a partecipare al Festival del Rock’n’roll.

Il 18 maggio 1957 al Palazzo del Ghiaccio di Milano si svolge il primo Festival Italiano di Rock’n’Roll. Adriano Celentano vi partecipa con l’accompagnamento del complesso musicale dei Rock boys, dei quali fanno parte Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci, mentre Luigi Tenco si aggiungerà in Germania quale sassofonista. L’unico cantante rock è lui “Adriano il Molleggiato”, il primo e l’unico in tutta Europa. Con “Ciao ti dirò” sbaraglia la concorrenza. Tre giorni dopo firma il suo primo contratto con la casa discografica milanese Saar (etichetta Music) per la quale debutta incidendo “Rip It Up”, “Jaihouse Rock” e “Tutti Frutti”.

Nel 1958 partecipa al secondo Festival del Rock’n’Roll, che dura una settimana. Compare per la prima volta in un film: “I frenetici”.

Nel 1960 Celentano compare in un’importante sequenza della “Dolce Vita” di Federico Fellini, il quale lo vuole a tutti i costi dopo averlo visto esibirsi dal vivo mentre cantava “Reddy Teddy”. Nello stesso anno recita anche in “Urlatori alla sbarra”, “Dai, Johnny dai!” e “Sanremo la grande sfida”.

L’anno seguente Adriano parte per il servizio militare, ma riesce ugualmente a partecipare al suo primo Festival di Sanremo con “Ventiquattromila baci”, in coppia con Little Tony. Non vince: si classifica al secondo posto, ma il suo sarà il disco più venduto, superando il milione di copie e conquistando un nuovo primo posto nella classifica. Desta scalpore il fatto che al Festival si sia presentato volgendo le “spalle” al pubblico: la discussione viene addirittura spostata dai salotti degli italiani alla Camera dei Deputati, cui viene dedicata un’interrogazione parlamentare.

Nel 1961 lascia la Saar e fonda il “Clan Celentano”, il primo esperimento di un artista italiano che sceglie di autoprodursi, oltre che produrre giovani cantanti e musicisti. Il Clan è un caso raro di utopia realizzata: il fondatore immagina un luogo in cui un gruppo di amici “lavora giocando e gioca lavorando“. Il Clan diventa subito una realtà discografica e di “costume” e sceglie di restare indipendente tra gli indipendenti. E’ l’unica etichetta discografica con 36 anni alle spalle ad essere rimasta totalmente italiana. E’ una scelta originalissima, il cui modello va ricercato nel Clan Sinatra, a cui nessun cantante italiano prima di Adriano aveva osato pensare e grazie al quale spiana la strada ad altri (basti pensare alla “Numero Uno” di Mogol–Battisti o alla “PDU” di Mina). Il Clan negli anni lancerà molti cantanti ed autori di successo.

“Stai lontana da me” (1962) è il primo disco del Clan: vince il Cantagiro e arriva in vetta alle classifiche, superando la cifra record di 1.300.000 copie vendute. Il 10 ottobre esce “Pregherò”, altro grande successo di Adriano Celentano, versione italiana di “Stand by me” di Ben E. King. Poco dopo vengono pubblicati “Grazie, prego, scusi” e “Il tangaccio”. Il Clan è conteso da ogni editore/distributore discografico, ma Celentano non ha mai voluto cedere quote del Clan a nessun’altra azienda discografica o multinazionale.

Nel 1963 Adriano è di nuovo in vetta alla classifica dei 45 giri con “Sabato triste”. Recita nel film “Il monaco di Monza” insieme a Totò, e in “Uno strano tipo”, in cui conosce Claudia Mori, che sposerà un anno più tardi.

Nel 1966 torna al festival di Sanremo, dove si compie una svolta decisiva: Celentano per la prima volta propone (una novità assoluta in l’Europa, che mai aveva sentito parlare di inquinamento) un brano dai contenuti ecologisti. La canzone è la celeberrima “Il ragazzo della via Gluck”, che viene esclusa al primo ascolto. La canzone supererà il milione e mezzo di copie vendute, entrerà nella coscienza collettiva del paese e all’estero, come pochi altri brani di musica leggera. Verrà tradotto in oltre 18 lingue e finirà nell’album dal titolo omonimo realizzato insieme al famoso gruppo de “I Ribelli” con gli arrangiamenti e la direzione di Detto Mariano.

In autunno lancia “Mondo in mi 7a”, un altro grande successo nel quale si parla per la prima volta di temi quali il nucleare, la droga, la corruzione, la caccia, l’ecologia, anticipando, ancora una volta ciò che oggi è più che mai di attualità.

In coppia con Claudia Mori incide “La coppia più bella del mondo”, scritta con un grande autore, Paolo Conte, il quale in seguito dirà che ogni volta che compone pensa alla voce di Adriano, “la più bella in Europa“.

Il 15 luglio 1968 nasce la figlia Rosalinda; Adriano torna al festival di Sanremo con “Canzone”, in coppia con Milva. Arriva terzo ma la canzone è prima in hit-parade. Ma il 1968 è soprattutto l’anno di “Azzurro”, altra canzone storica del panorama della musica italiana, scritta da Paolo Conte. Il 45 giri, che come facciata B ha “una Carezza in un pugno”, staziona a lungo al primo posto della classifica dei dischi. Sull’onda del successo esce anche il 33 giri “Azzurro / Una carezza in un pugno”. Chiamato da Pietro Germi debutta nel cinema d’autore con “Serafino”. Vince ai festival di Berlino e Mosca. Tedeschi, sovietici, francesi ed europei in genere impazziscono per Adriano Celentano.

Partecipa con Claudia Mori al Festival di Sanremo del 1970: la coppia vince con “Chi non lavora non fa l’amore”, brano ironicamente ispirato all’autunno caldo. C’è chi interpreta la canzone come un inno contro gli scioperi.

Nel 1972 esce “Prisencolinensinanciusol”, vero e proprio primo rap mondiale: gli americani scopriranno questo genere di linguaggio musicale soltanto dieci anni dopo. Ancora una volta Adriano si dimostra un precursore. Esce il film “Bianco, rosso e…”, con Sophia Loren, per la regia di Alberto Lattuada. La Rai gli dedica uno show di due puntate intitolato “C’è Celentano”, di Antonello Falqui.

Nel 1973 con Claudia Mori interpreta “Rugantino”, diretto da Sergio Corbucci, ed è il protagonista ne “Le cinque giornate” di Dario Argento. Esce per il Clan il cd “Nostalrock” in cui Adriano interpreta vecchie canzoni come “Be bop a lula”, “Tutti frutti” e “Only you”.

Nel 1974 esce il film “Yuppi Du”, da lui scritto, diretto, prodotto e interpretato (al fianco di Claudia Mori e Charlotte Rampling). Libero di esprimersi, crea un film che fa gridare al miracolo. La critica concorda: è un capolavoro! “E’ nato un nuovo Charlie Chaplin“, scrive Gianluigi Rondi. Giovanni Grazzini lo esalta e così tutta la critica europea. Di “Yuppi Du” Adriano realizza anche la colonna sonora, e conquista il primo posto sia nella classifica dei 45 che in quella dei 33 giri.

Il periodo tra il 1975 (con un episodio di “Di che segno sei?”) fino al 1985 vede per Celentano un’intensa attività come attore, con circa una ventina di film, molti dei quali stabiliscono primati di incassi (Mani di velluto, Qua la mano, Il bisbetico domato, Innamorato pazzo, Asso, Bingo Bongo, Segni particolari bellissimo). “Innamorato pazzo” e “Il Bisbetico domato” sono i primi film della storia cinematografica italiana a toccare e superare i venti miliardi di incasso.

Esce l’album “Svalutation”, è un ironico commento alla crisi economica che colpisce l’Italia e l’intero occidente. Invade i mercati europei e raggiunge il primo posto in Francia e in Germania, dove Adriano è un idolo amatissimo ancora oggi. L’ex Unione Sovietica lo considera l’artista e l’uomo “straniero” più amato. Esce poi il film “Bluff” di Sergio Corbucci, con Anthony Quinn.

Durante gli anni ’90 escono i dischi “Il re degli ignoranti”, “Arrivano gli uomini”, “Alla corte del re-mix”. Un vero successo di pubblico e critica è il lavoro del 1998 “Mina & Celentano” in cui due delle voci più apprezzate della musica italiana duettano nello spazio di 10 canzoni. Le copie vendute superano il milione.

Solo un anno più tardi esce il disco “Io non so parlar d’amore” che raggiunge la cifra record di oltre 2.000.000 di copie vendute e la presenza tra i primi cinque posti della classifica italiana per circa 40 settimane. Alla creazione dell’album partecipano Mogol e Gianni Bella. Celenatno realizza per RaiUno un programma dal titolo “Francamente me ne infischio”, in cui accosta alla musica, che scatena polemiche per la durezza di alcune immagini trasmesse (guerra, povertà, morte sono i duri temi affrontati). Il programma, condotto insieme a Francesca Neri, vince la prestigiosa Rosa d’oro al Festival internazionale della tv di Montreaux.

Nel 2000 esce “Esco di rado e parlo ancora meno”. La coppia compositiva Mogol-Gianni Bella, accompagnata dalle chitarre di Michael Thompson e dagli arrangiamenti di Fio Zanotti, ha ancora una volta indovinato la formula per una nuova pozione magica.

Nel 2002 esce il cd “Per sempre”, il nuovo disco del molleggiato scritto ancora con Mogol e Gianni Bella, oltre a diversi illustri ospiti. Il disco, con una copertina pittoricamente illustrata da Roger Selden sarà disponibile anche in una versione arricchita da un dvd al quale ha collaborato anche Asia Argento che ha affiancato Adriano nell’ultimo show su Raiuno “125 milioni di caz..te”. Il testo e la musica di “Vite”, uno dei pezzi più belli del cd, è del veterano Francesco Guccini, la collaborazione fra le due stelle distanti anni luce nasce per un piccolo miracolo del destino: grazie alla tenacia di Claudia Mori i due si incontrano in un ristorante di Bologna e lì Francesco dà il testo della canzone ad Adriano prendendolo da uno dei suoi testi appena scritti che portava casualmente nella tasca. Per “I passi che facciamo” invece Claudia Mori contatta Pacifico alias Gino De Crescenzo (un solo disco all’attivo ma una pioggia di premi e di riconoscimenti da pubblico e critica), il brano ha un testo impegnato, dal risvolto sociale che tratta il tema della guerra, ispirato dalla musica etnica e arabeggiante.

Alla fine di ottobre 2003 esce “Tutte le volte che Celentano è stato 1”, un the best che raccoglie 17 tra le più belle canzoni di Adriano Celentano, scelte tra le oltre 100 che hanno raggiunto il primo posto in classifica.

Alla fine del 2004 esce “C’è sempre un motivo”; il cd contiene “Lunfardia” un brano inedito del grande Fabrizio De Andrè.

Dopo l’album, Adriano Celentano mostra un rinnovato interesse per la TV: un clamoroso ritorno in Rai è nell’aria ma un litigio con i vertici dell’azienda sembrano far slittare il ritorno dell’artista sul piccolo schermo. Dopo “Rockpolitik” (ottobre 2005) torna in tv alla fine del mese di novembre 2007 con “La situazione di mia sorella non è buona”, senza mancare di suscitare polemiche e dibattiti. Nello stesso periodo esce il nuovo lavoro discografico “Dormi amore, la situazione non è buona”.

da biografieonline.it




La Warner Music ha rilevato il catalogo di David Bowie

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084528460 358e2cc8 c98f 4a2c 8e85 de99dfb8432bAGI – Warner Music ha reso noto di aver acquistato i diritti su tutto il catalogo di David Bowie. L’annuncio è un altro esempio del consolidamento di una tendenza, alimentata dal mercato dello streaming, che vede le opere dei piu’ celebri musicisti della storia contemporanea cedute alle major. L’accordo siglato tra gli eredi di Bowie e Warner Music, per un importo che Variety stima intorno ai 250 milioni di dollari, segue la decisione, lo scorso dicembre, di Bruce Springsteen di vendere alla Sony i diritti dell’intero suo repertorio per oltre 550 milioni di dollari. Pochi mesi prima, Tina Turner aveva fatto lo stesso con Bmg.

La Warner Chappell Music (Wmc) ha cosi’ acquisito la proprietà di un repertorio eccezionale che va dal primissimo “David Bowie” del 1967 all’opera postuma “Toy”, uscita nel novembre 2021, un accordo che comprende 27 album e centinaia di di canzoni, alcune delle quali entrate nel mito come “Starman”, “Space Oddity”, “Heroes” o “Let’s Dance”.

“Queste non sono solo canzoni fantastiche, ma pietre miliari che hanno cambiato per sempre il corso della musica moderna”, ha dichiarato il numero uno di Wmc, Guy Moot, in una nota. Con questo accordo, Warner, una delle tre grandi “major” musicali superstiti insieme a Sony e Universal, dovrebbe ricevere i diritti per ogni trasmissione o utilizzo di un brano del musicista britannico, scomparso nel 2016, su una piattaforma di streaming, in un film o in una pubblicità.

Dopo una fase difficile durante gli anni 2000, con l’esplosione di internet e il download illegale che abbattè la redditività del supporto fisico, l’industria musicale è ripartita dallo streaming, oggi una delle principali fonti di reddito per i detentori dei diritti. “Canzoni di straordinario successo e dal grande impatto culturale producono flussi di reddito affidabili e a lungo termine e sono quindi beni molto redditizi”, ha scritto in un recente rapporto uno dei fondatori dell’azienda, Merck Mercuriadis, ex manager di Elton John.

Hipgnosis, uno dei fondi di investimento piu’ attivi sul mercato, sostiene di possedere 146 cataloghi – tra cui quelli dei Red Hot Chili Peppers e parte del lavoro di Neil Young, acquisito nel 2021 – ovvero più di 65.000 brani, per un valore stimato oltre i 2,55 miliardi di dollari. Secondo Mercuriadis, se le chiusure delle sale da concerto durante l’emergenza sanitaria potrebbero aver avuto un effetto negativo sui ricavi degli artisti piu’ giovani, i “vecchi cataloghi” hanno registrato “entrate in streaming eccezionali poicheé i consumatori si sono rivolti ai classici durante il confinamento”.

Entro la fine del 2020, la Universal aveva acquisito l’intero catalogo di Bob Dylan, per una cifra stimata intorno ai 300 milioni di dollari. Hipgnosis vede anche prospettive di guadagno su piattaforme più recenti come TikTok o Roblox. Per quanto riguarda gli artisti, soprattutto quelli più anziani, c’è un interesse fiscale, perché l’imposta su una vendita forfettaria sarà inferiore a quella su un reddito regolare negli Stati Uniti.

La cessione dei diritti alle aziende tentate dalla speculazione non è un fenomeno che incontra consensi unanimi. Taylor Swift, una delle cantanti più famose d’America, ha avuto un clamoroso successo con le nuove versioni di due dei suoi vecchi album, dopo aver promesso di registrare nuovamente i primi sei per controllarne i diritti. Un altro esempio sono i Metallica, che hanno riacquistato dalle case discografiche i diritti sul loro intero catalogo per poter incamerare tutti i proventi dello streaming.




Al Bano positivo al Covid: “Maledetto virus, mi ha colpito”

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albano 2014BARI – “Il maledetto virus mi ha colpito”. È quanto dichiara in un video postato su Instagram Al Bano Carrisi. Il cantante di Cellino San Marco (Brindisi) avrebbe dovuto partecipare allo spettacolo di capodanno previsto il 31 dicembre prossimo nel teatro Petruzzelli di Bari. Il covid “mi ha colpito al punto tale che non posso fare quello che c’era in programma di fare l’ultima notte dell’anno da Bari con Panicucci e tanti amici come Riccardo Fogli, The Kolors, il grande Facchinetti”, spiega l’artista.

“Sono qui, devo combattere questo braccio di ferro con questo maledetto che – dichiara – è invisibile ma colpisce, è il nemico più importante, più squallido che rappresenta un po’ il nemico della terza guerra mondiale”. Il cantante è fiducioso: “Finirà, perché tutto passa: gli ho già preparato il funerale, la bara l’ho comprata, si chiama coronavirus, ho messo la data di nascita, aspetto la benedetta data di morte”. Poi rivolgendosi ai no vax dice: “State attenti, colpisce tutti, anche i no vax. È questa la grande amara verità. Buon anno a tutti “.

dire.it




Dopo 22 anni si rialza il sipario al Teatro Lirico di Milano

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210448552 0497137b d12e 4f97 b16b 37f68dabb3ddAGI – “Ce l’abbiamo fatta” la riapertura del Lirico, dopo 22 anni “è il regalo di Natale per i milanesi”. Il direttore generale del teatro Matteo Forte, che è anche ad per l’Italia di Stage Entertainement (artefice della riapertura), pochi minuti prima che si alzi il sipario sulla nuova stagione, non nasconde l’entusiasmo per la risposta positiva della città, questa sera con il pienone (circa 1.100 persone, ma si può arrivare fino a 1.400 sedute) e nel fine settimana precedente, in occasione degli open days, con 10 mila presenze.

Per la Prima, del centenario teatro di via Larga, progettato dal Piermarini, proprio come la Scala, sono presenti anche Cochi e Renato, Claudio Bisio e Massimo Moratti.

“Stasera si parte – con uno spettacolo che si intitola Comincium” del duo Ale e Franz, “è uno spettacolo allegro – dice il direttore Forte all’AGI – che è quello che in questo momento serve, di più con le notizie che arrivano dall’Italia e dall’estero”. Dunque “Invitiamo tutti a teatro – è l’appello – è un luogo assolutamente sicuro, indossando la mascherina e rispettando le regole”.

“C’è un bar bellissimo al foyer del primo piano, con tutti i marmi recuperati” e al più presto aprirà anche un grande ristorante panoramico. Al momento “è chiuso. Ci sono diversi operatori che vorrebbero iniziare a lavorare con noi, ma avendo avuto poco tempo, abbiamo preso il teatro il 21 ottobre – ricorda – , abbiamo bisogno di qualche settimana in più per scegliere il partner giusto e iniziare anche con quell’attività”.

Il restauro

Già lo scorso fine settimana l’edificio ha spalancato le sue porte, 10 mila i visitatori che si sono prenotati per vedere in anteprima il risultato dell’imponente restauro conservativo: perchè è vero che nasce nel 1776 per mano del Piermarini, ma di quell’immobile è rimasta solo l’ossatura, tra incendi, allagamenti e un nuovo progetto di rifacimento di Cassi Ramelli nel ’39.

Tecniche moderne hanno rispettato l’origine antica del teatro, con il recupero dei marmi dell’epoca, il restauro del mosaico all’ingresso, la bonifica dall’amianto che arrivava a coprire 1.100 mq quadrati della volta. Lavori complessi iniziati nel 2016 e costati 16 milioni di euro.

Da questa sera comincia la nuova vita del Teatro Lirico, che con Forte propone una stagione interessante, con tanta musica, da Ermal Meta ai Nomadi, da Fabio Concato a Gigi D’Alessio, dalla Pmf a Joe Jackson, che nel teatro di via Larga si esibirà il 10 aprile per l’unica data italiana.