Addio a Livio Macchia, storico bassista dei Camaleonti

screenshot 2025 07 29 132606 1753788094842.png melendugno saluta livio macchia lo storico chitarrista e fondatore dei camaleonti e scomparso a 79 anni

screenshot 2025 07 29 132606 1753788094842.png melendugno saluta livio macchia lo storico chitarrista e fondatore dei camaleonti e scomparso a 79 anniIl mondo della musica italiana piange la scomparsa di Livio Macchia, storico bassista e co-fondatore de I Camaleonti, spentosi a 83 anni a Melendugno in provincia di Lecce, dove viveva da anni per il profondo legame con la terra pugliese delle sue origini. Era l’ultimo testimone dell’epopea del beat italiano degli anni Sessanta e Settanta.

Un Pioniere e i Suoi Successi

Nato ad Acquaviva delle Fonti nel 1941 in una famiglia di musicisti, Livio Macchia fu l’unico a intraprendere la carriera musicale professionalmente, ispirato da Elvis Presley. I Camaleonti nacquero nei primi anni Sessanta a Milano con Macchia, Paolo De Ceglie e Riki Maiocchi. Il nome fu scelto per la loro capacità di adattarsi a vari generi musicali durante le serate dal vivo.

Il successo arrivò nel 1965 con un contratto con la Kansas, etichetta legata al Clan Celentano. Grandi hit come “Sha la la la la” e “Portami tante rose” spianarono la strada. Il 1968 fu l’anno d’oro con “L’ora dell’amore” (1.600.000 copie vendute) e “Applausi” (900.000 copie), entrambe al primo posto in classifica. Seguirono altri successi come “Mamma mia” (scritta da Mogol e Lucio Battisti), “Viso d’angelo” ed “Eternità” (presentata a Sanremo con Ornella Vanoni). Macchia rimase una figura centrale della band, affiancando Tonino Cripezzi.

Legami e Numeri Straordinari

Livio Macchia mantenne un forte legame con grandi nomi della musica italiana, tra cui Lucio Battisti, che gli “regalò” la canzone “Mamma mia”. Collaborò anche con Adriano Celentano e, agli inizi, ebbe Teo Teocoli nel gruppo.

Nonostante la carriera milanese, Macchia non dimenticò mai le sue radici pugliesi, scegliendo Melendugno come dimora negli ultimi anni e celebrando i 60 anni di carriera dei Camaleonti con un concerto a Roca Nuova nel giugno 2024.

I numeri dei Camaleonti sono impressionanti: oltre 30 milioni di dischi venduti, 17 album, numerosi singoli di successo e riconoscimenti come dischi d’oro e l’Ambrogino d’Oro.

Un’Eredità Immensa

Macchia, che durante il lockdown aveva realizzato un album e nel 2024 aveva pubblicato il singolo “Dolce Armonia”, lascia un’eredità musicale straordinaria. Con la sua scomparsa, dopo quelle di Cripezzi, De Ceglie e Brunetti, si chiude un capitolo fondamentale della storia musicale italiana. I Camaleonti rimangono uno dei gruppi più longevi e influenti del beat, le cui canzoni continuano a emozionare intere generazioni, come amava dire Macchia: “Noi siamo i capostipiti.” Il suo amore per la musica e le sue radici pugliesi resteranno nel ricordo di tutti.

da acquavivalive.it




Debutterà in ottobre in Italia ‘Frida opera musical’

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fridaoperamusicalpuntovertSi avvicina l’arrivo di Frida opera musical, la nuova rappresentazione teatrale italiana firmata da Andrea Otis, Gianmario Pagano e Vincenzo Incenzo e prodotta da MIC International Company in coordinamento con Francesco Gravina.

«Frida Opera Musical» —spiega Gravina— «rappresenta per noi un ponte tra culture, un progetto che unisce Italia e Messico attraverso l’arte, la bellezza e il linguaggio universale del teatro. Sostenere iniziative come questa significa investire in ciò che per noi è essenziale: il valore sociale della cultura, la voce dei giovani e la forza trasformativa dell’espressione artistica. Crediamo in un teatro che parla al presente, che coinvolge le nuove generazioni e che crea connessioni reali tra le persone».

Musical potente e visionario, la produzione intreccia arte, rivoluzione e passione. Al centro c’è la vita di Frida Kahlo: il suo amore tormentato con Diego Rivera, la forza del suo corpo ferito, la resistenza e il desiderio di vivere, la lotta per l’identità e la libertà.

Ad accompagnarla nel suo viaggio c’è la Catrina, protagonista assoluta dell’immaginario e della cultura popolare messicana, icona di morte e vita, di satira ed eterna bellezza.

L’opera —realizzata in collaborazione con il Museo Frida Kahlo Casa Azul e il Museo Diego Rivera Anahuacalli di Città del Messico con il patrocinio dell’ambasciata del Messico in Italia— si muove tra la potenza del teatro musicale e la forza visiva del mondo pittorico. Lo spettatore è immerso nel Messico post-rivoluzionario, tra fermenti ideologici, arte murale, influenze europee e figure chiave come Zapata, Trotsky, Breton e Tina Modotti.

È un viaggio corale nel cuore di un’epoca segnata dal desiderio di cambiamento, in cui Frida vive con sfacciata autenticità. Il rapporto tra Frida e Diego è il nucleo pulsante della narrazione: un amore sconfinato, radicale, imperfetto che diventa alleanza e scontro, passione e ideologia, un legame che attraversa infedeltà, successi e rivoluzioni personali e collettive.

L’ambientazione è il Messico colorato, allegro e irriverente della Catrina, dove vita e morte danzano insieme al ritmo dell’arte, un Messico dalle radici azteche in cui la musica avvolge tutto e tutti in un canto continuo.

L’anteprima nazionale è in programma il 21 e 22 ottobre al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino, mentre il debutto sarà al Teatro Arcimboldi di Milano dal 30 ottobre al 2 novembre. Poi ‘Frida Opera Musical’ si sposterà al Teatro Verdi di Firenze, dal 7 al 9 novembre, dal 12 al 23 novembre sarà la volta di Roma al Teatro Brancaccio mentre dal 4 al 7 dicembre lo spettacolo raggiungerà Torino, al Teatro Alfieri.

Immagini e video: YouTube @TeatroBrancaccioRoma – Puntodincontro

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La grande musica italiana a New York con il mandolinista Francesco Mammola e il chitarrista Alfondo Brandi

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9mandolinistaFrancesco Mammola, virtuoso mandolinista originario di Pescocostanzo (L’Aquila), e il chitarrista casertano Alfonso Brandi portano l’eccellenza della musica italiana a New York in due appuntamenti d’eccezione in programma domani, 10 luglio, e lunedì prossimo, 14 luglio.
Domani, i due artisti saranno impegnati negli Stati Uniti in una settimana ricca di prestigiosi appuntamenti: prima una masterclass sull’interpretazione della canzone napoletana, con oltre 100 partecipanti da tutto il mondo, promossa dal Teatro Grattacielo e dalla Camerata Bardi Vocal Academy. Poi… parola al palcoscenico.
Il 14 luglio si esibiranno presso la storica Harrison Public Library di New York (già tappa del tour del duo nel 2022), mentre il 15 luglio sarà la volta del grande concerto alla Columbus Citizens Foundation, nel cuore della Grande Mela, Central Park.
Francesco Mammola è uno dei mandolinisti italiani più apprezzati a livello internazionale. Collabora con importanti orchestre, con grandi nomi della musica Pop e ha tenuto concerti in tutta Europa e Stati Uniti. È fondatore e direttore dell’Accademia Musicale dell’Alto Sangro.
Alfonso Brandi, chitarrista, è noto per la sua versatilità e sensibilità interpretativa. Vincitore di diversi concorsi nazionali ed internazionali, svolge un’intensa attività concertistica tra repertorio classico, popolare e contemporaneo. È fondatore e direttore della Duality Music Academy.
Insieme, Mammola e Brandi formano un duo di straordinario impatto sonoro: tecnica impeccabile, affiatamento, gusto e capacità di emozionare con uno stile unico. Il duo, attivo dal 2021, ha all’attivo più di cento concerti in Italia e nel mondo, solo nelle ultime settimane ad esempio hanno calcato palcoscenici prestigiosi come il Sicilia Jazz Festival a Palermo e l’anfiteatro romano di Terni e il Nise festival di Marcianise. Il loro repertorio spazia dalla canzone napoletana classica alla musica jazz, fino ai brani virtuosistici più celebri per mandolino e chitarra. Un vero e proprio ponte musicale tra le radici del Mediterraneo e il mondo. (aise) 




Argentina, Bahía Blanca: il jazz italiano in Patagonia

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farnesina argentina consolato generale a bahia blanca il jazz italiano in patagonia immagine10Organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Bahía Blanca e dall’Istituto Culturale della città, la “Settimana del Jazz” è stata aperta nell’Auditorium L. Caronti dal giovane ma già riconosciuto vibrafonista jazz Giovanni Perin con il concerto “Connections”. Tutto esaurito per l’occasione. Accompagnato da batterista e contrabbassista argentini d’eccellenza, Diego Lopez e Lisandro Diez, il jazz italiano di Perin è un vibrante progetto musicale nato dall’incontro tra i mondi musicali italiani e argentini, che combina composizioni originali con i classici del repertorio musicale statunitense e italiano, tutti reinterpretati attraverso il prisma di questa collaborazione internazionale. Con una carriera di spicco sulla scena del jazz mondiale e performance in importanti festival in tutto il mondo, Perin porta con sé una profonda esperienza e una voce artistica fresca, esplorando un terreno musicale ricco, dove il jazz, i ritmi latini e i suoni di fusione si intrecciano. Il concerto è stato preceduto da una classe magistrale per gli alunni del Conservatorio. Un gesto particolarmente apprezzato, in quanto il Conservatorio è andato distrutto dalla terribile alluvione che ha colpito Bahía Blanca il 7 marzo scorso. Offrire spazi di aggregazione e formazione è importantissimo, in quanto pone la cultura italiana, attraverso l’azione del Consolato Generale, al centro della ripresa di una città con fortissime radici italiane.

Il 30 giugno Perin ha tenuto un’ulteriore masterclass per gli alunni della scuola di musica di Neuquén ed un concerto nel suggestivo salone della Penisola Iroki, ubicato alla confluenza dei due fiumi da cui origina il Rio Negro, che dà il nome ad una delle principali province argentine, a simboleggiare l’incontro e l’unione tra due culture all’insegna della musica italiana.(Inform)




13 luglio 1985: 40 anni fa il Live Aid

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016 ore ininterrotte di musica suonata sui palchi di Philadelphia e Londra. 16 satelliti per una trasmissione globale con oltre il 90% per cento delle televisioni di tutto il mondo collegato nel corso dell’evento, oltre 70 artisti riuniti per un progetto straordinario. Con quasi due miliardi di telespettatori collegati in diretta, il Live Aid è stato il più grande spettacolo televisivo benefico mai realizzato, coinvolgendo nel cast stellare artisti come Paul McCartney, Queen, David Bowie, Led Zeppelin, Madonna, U2 , Phil Collins e tanti altri.

Quel 13 luglio del 1985 rimarrà una data straordinaria nella storiografia della musica rock mondiale, grazie all’intuito e alla tenacia di Bob Geldof, leader e voce dei Boomtown Rats,  che con il supporto di Midge Ure degli Ultravox, raccolse nei due stadi di Wembley  di Londra e  John F. Kennedy di Philadelphia oltre 160mila persone, producendo   quella che è considerata la più grande diretta televisiva di tutti i tempi,   il tutto per raccogliere fondi per la grave carestia che negli ultimi due anni, a causa di siccità e disordini politici, aveva colpito l’Etiopia. Ai tempi si parlò di una cifra record che orbitava tra i 40 e i 50 milioni di sterline, ma ad oggi si presume che in realtà la raccolta toccò i 150 milioni. Per oltre 16 ore  la miglior musica  del decennio venne  eseguita dal vivo, dagli artisti più noti e influenti,  tutti uniti nel nome   della solidarietà.

1 f3yiicpcfmgovwvzgdyuwaIl Live Aid si aprì  a Londra con l’esibizione degli Status Quo intorno alle 12 del mattino. Alle 13.45 sul palco di Wembley salirono gli Spandau Ballet, un quarto d’ora dopo a Philadelphia Joan Baez, presentata da Jack Nicholson, ricordò Woodstock cantando “Amazing Grace”. Poi toccò a Elvis Costello da Londra. Alle 14:40, in diretta da L’Aia, si esibì B. B. King il quale durante l’esecuzione di “How Blue You Can Get” ruppe una corda della chitarra che sostituì senza interrompere il brano nemmeno per un secondo.

Vincent Scarza, quel 13 luglio del 1985 era nello stadio John F. Kennedy di Philadelphia, e non come spettatore. A lui infatti fu affidata la regia dell’evento “lato americano” e il coordinamento di una nutritissima squadra di tecnici.

«Lavorammo per 17 per allestire lo spettacolo, coordinando 4 sale regie e 21  telecamere distribuite in tutta l’area dello spettacolo. Telecamere ben più grandi di quelle in uso oggi, con una tecnologia quasi del tutto analogica».

Vincent Scarza da quasi 10 anni ha lasciato New York per trasferirsi in Italia, nella terra dei suoi avi. Con la moglie Anne Miller  (anche lei professionista nel settore televisivo e teatrale e anche lei impegnata nel lavoro tecnico per il Live Aid) hanno scelto di lasciare New York dopo un’intera vita spesa nel lavoro cinetelevisivo, cinematografico e teatrale, partendo dalla sua natia Philadelphia e affermandosi come regista e produttore di successo.

«La città di Philadelphia – ci spiega oggi il regista – fu scelta dopo aver scartato le idee di New York e Washington, i cui impianti erano indisponibili per concomitanti eventi sportivi. La cosa mi rese particolarmente felice perché potei lavorare a pochi metri dalla mia casa paterna».

live aid lineupAlle 18.40 che il Live Aid ospitò sul palco di Londra il gruppo dei  Queen; la loro performance, chiuse di fatto la diretta da Londra e aprì  quella da Philadelphia, che vide salire sul palco – tra gli altri – David Bowie, una giovane Louise Veronica Ciccona – alias Madonna – (presentata dalla cantante e attrice Bette Midler, Paul McCartney, Neil Young ed Eric Clapton. All’una del mattino sul palco salì di nuovo Phil Collins che nel frattempo, grazie ad un supersonico Concorde della British Airways aveva attraversato l’Atlantico per raggiungere gli Stati Uniti in tempo per eseguire un paio di brani con i Led Zeppelin: sull’aereo   Collins incontrò  l’artista Cher che non aveva idea di cosa stesse succedendo ma che si lasciò convincere ad accompagnarlo al concerto e partecipare al gran finale, trascinato dalla carica di Mick Jagger, Tina Turner e Bob Dylan. L’atto finale però vide protagonista Lionel Richie, chiamato a dirigere il coro più famoso della storia, quel United Support of Artists for Africa che, fortemente voluto e messo insieme da Michael Jackson, avrebbe inciso  il singolo “We Are the World”, vero e proprio inno di un  evento che ha segnato il momento in cui la musica provò, seppur con discutibili risultati, a fare qualcosa di concreto ed eclatante per i più sfortunati.

il regista e produttore italoamericano vincent scarza«Quell’evento – ricorda ancora il regista e produttore Scarza – ha rappresentato una parentesi importante per la mia storia professionale, coinvolgendomi fortemente a livello emotivo, tanto da conservare  cimeli, come le firme di tutti gli artisti ospitati nell’hotel Palace.  Dirigere un evento che ha lasciato il segno nella storia della musica e dello spettacolo rimane per me uno dei più bei regali ricevuti dalla vita».

 




Un concorso per bande musicali e gruppi folclorici con i sindaci del progetto del “Turismo delle Radici”

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farnesina presentazione conocorso bande musivcalki immagine22Si è svolta alla Farnesina la presentazione del concorso per bande musicali e gruppi folclorici con i sindaci del progetto del “Turismo delle Radici”. Ha aperto l’evento Antonio Corsi , sindaco di Sgurgola e consigliere del Ministro per le attività di promozione delle tradizioni culturali e musicali delle comunità italiane all’estero e del progetto Turismo delle Radici. Corsi ha spiegato come al progetto del Turismo delle Radici abbiano aderito 840 comuni e che il concorso inizierà a settembre. “Il Progetto del Turismo delle Radici – ha spiegato nel suo intervento il Ministero degli Esteri Antonio Tajani – è una iniziativa del PNRR che punta a far riscoprire agli italiani che vivono all’estero o agli stranieri di origine italiana i luoghi da cui sono partiti le loro famiglie. Uno dei modi per valorizzare questa identità e per rinforzare il sentimento di appartenenza è anche quello della musica folkloristica. Le bande – ha continuato il Ministro – hanno sempre rappresentato l’identità di ogni paese. Le bande sono protagoniste nelle processioni, suonano nella festa del paese e sono composte da persone del luogo. Io credo che valorizzare anche le bande dei comuni più piccoli sia un’operazione che serva ad avvicinare tanti italiani che sono all’estero e le cui famiglie sono partite proprio da questi borghi e che attraverso la musica possono trovare un elemento di identità”. “Con questo concorso – ha aggiunto Tajani – vogliamo premiare la migliore musica popolare espressa dai comuni delle radici per valorizzare in Italia e nel mondo il nostro patrimonio musicale tradizionale. I primi tre classificati per ogni categoria riceveranno un premio e tutti i partecipanti riceveranno un attestato di riconoscimento di interesse nazionale e internazionale – anno delle radici”. Il Ministro, dopo aver ringraziato i sindaci che hanno aderito all’iniziativa di promozione del turismo delle radici, ha sottolineato come attraverso un lavoro di squadra si possa fare ancora di più per riportare l’Italia e le sue eccellenze ad essere sempre protagoniste in Europa e nel mondo. “Noi vogliamo – ha proseguito Tajani – che i nostri valori, le nostre tradizioni e il saper fare italiano, che è sempre più amato in tutto il mondo, possa essere veramente un collante delle nostre comunità. Promuovere l’internazionalizzazione dei territori significa favorire investimenti, crescita e creazione di posti di lavoro. Per questo ho messo i territori al centro della strategia della di diplomazia della crescita che ho lanciato per favorire l’export e gli investimenti stranieri e innovativi nel nostro Paese”. Per Tajani infine, grazie a questo concorso, potranno essere conosciute meglio anche bande di piccoli paesi che non hanno l’opportunità di farsi conoscere e che così potranno essere un po’ l’orgoglio e un punto di riferimento degli italiani e degli oriundi che vivono all’estero.

Ha poi preso la parola Alessandra Gallone, Consigliere del Ministero dell’Università e della Ricerca. “Questa conferenza stampa – ha esordito Gallone – è un’occasione per dare voce a un patrimonio culturale che ci attraversa da secoli, quello della musica popolare, delle bande, dei cori, delle tradizioni orali e sonore, che hanno raccontato l’Italia ben prima che arrivasse internet, o persino la radio. L’obiettivo di questa iniziativa è quella di sostenere la musica popolare partendo dalla comunità e dai territori” “Per questo motivo – ha poi rilevato Gallone – la proposta del Ministero dell’Università e dell’alta formazione artistica, è quella che un conservatorio d’Italia per ogni regione ospiti il concorso, e diventi custode e promotore di questo progetto. Immaginate 20 conservatori, 20 regioni, un solo grande spartito nazionale, che mette insieme le voci del folclore, della memoria e della bellezza condivisa. Quindi una rete di suoni che parte dalle radici, per costruire nuove ali”. Gallone ha inoltre sottolineato come il sostegno a bande e cori, significhi investire nella coesione sociale, nella formazione musicale, nella trasmissione intergenerazionale dei saperi, nonché sostenere la bellezza più accessibile, quella che non ha bisogno di grandi palcoscenici, dei teatri, perché è già ovunque, alle feste di paese, nei riti civili e religiosi, nelle commemorazioni e nella vita quotidiana. Intervenendo nuovamente Antonio Corsi ha poi spiegato come ”. Corsi ha poi spiegato come il concorso si svolgerà a settembre in una prima fase in ambito regionale, all’interno dei conservatori, mentre poi chi accederà alla fase finale si esibirà a Roma e verrà giudicato da una giuria di esperti. Verranno decretati i primi tre posti per ogni categoria musicale, inoltre ai primi 3 classificati verrà consegnato un premio in denaro, da investire sulle attività che si svolgeranno sul territorio. “Il primo classificato – ha spiegato Corsi – avrà 8000 euro, il secondo 4500 euro ed il terzo 2500 euro, per ogni categoria”. I primi classificati andranno inoltre come ospiti a Rai Italia, dove verranno pubblicizzate le varie iniziative da loro proposte. Infine è intervenuto il Sindaco di Numana e consigliere del Ministro Gianluigi Tombolini che ha sottolineato l’importanza sia del turismo delle radici, sia del turismo esperienziale, che offre l’emozione che la cittadina può offrire. “La musica – ha concluso Tombolini – è un linguaggio internazionale, può essere tranquillamente un mezzo per raggiungere il cuore di tante persone in tutto il mondo e quindi portare anche molti turisti nelle nostre amate cittadine”. (Lorenzo Morgia- Inform)




In Messico l’opera ‘Un re in ascolto’, di Luciano Berio

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ilreabellasartespuntovertA Città del Messico, la Compañía Nacional de Ópera e l’Istituto Nazionale di Belle Arti e Letteratura presentano al Palacio de Bellas Artes Un re in ascolto, di Luciano Berio.

L’evento, realizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, celebra il centenario della nascita di uno dei compositori più innovativi e influenti del XX secolo.

Ispirata a un racconto dello scrittore Italo Calvino, l’opera, composta tra il 1981 e il 1983, esplora temi profondi come il potere, la paranoia e l’isolamento. Berio lo fa attraverso una narrativa musicale e teatrale unica, trasformando il palazzo del re in una gigantesca “orecchia”, metafora della condizione del monarca. Il compositore reinterpreta la figura del re, facendola diventare un anziano direttore teatrale intrappolato tra audizioni, prove e conflitti interni, in un emozionante viaggio tra realtà e finzione.

L’autore descrisse Un re in ascolto come un’«azione musicale» piuttosto che un’opera. Si divide in 19 sezioni raggruppate in due parti. Il lavoro fu presentato in anteprima al Kleines Festspielhaus di Salisburgo il 7 agosto 1984, diretto da Lorin Maazel, con la regia di Götz Friedrich e le scenografie di Günther Schneider-Siemssen. La première italiana ebbe luogo il 14 gennaio 1986 alla Scala di Milano.

Un re in ascolto sarà in scena i giorni 1, 3 e 6 luglio.

Immagine: Instagram @iicmessico

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Quattro giornate messicane a San Marino

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sanmarinopuntovertL’Ambasciata del Messico in Italia annuncia la prima esibizione nella storia di un mariachi a San Marino.

Il 21 e 22 giugno, un consolato mobile sarà presente nella repubblica più antica del mondo, in Via Prato delle Valli 15, ad Acquaviva, per consentire ai cittadini del Paese latinoamericano di richiedere passaporti, certificati di nascita e tessere elettorali, ma già da oggi si svolgono numerose attività culturali, diplomatiche e commerciali.

La colonna sonora dell’iniziativa è affidata al celebre mariachi Romatitlán, che si esibirà in un concerto flash mob la sera del 20 giugno in Piazza della Libertà, durante il quale il gruppo trasporterà il pubblico nell’atmosfera autentica della musica popolare della patria di Pancho Villa ed Emiliano Zapata.

Sarà la prima volta nella storia che un mariachi si esibisce a San Marino. Fondato nel 1983, Romatitlán è noto non solo per l’interpretazione fedele dello stile tradizionale, ma anche per il suo lavoro di ricerca e valorizzazione del patrimonio musicale del Paese.

Giovedì 19 giugno è in programma la decima riunione dei consoli onorari del Messico in Italia, Albania, Malta e San Marino.

Il giorno seguente, venerdì 20, la delegazione sarà ricevuta dai Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino, Denise Bronzetti e Italo Righi.

Parallelamente si terrà un seminario in cui verranno approfondite le opportunità economiche, commerciali e di investimenti Messico-Italia-San Marino, un evento a cui parteciperanno i segretari di Stato per l’Industria e l’Istruzione, Rossano Fabbri e Teodoro Lonfernini.

Nel campo culturale, l’Ambasciata del Messico, insieme al consolato onorario a San Marino, ha organizzato un ricco programma per avvicinare il Paese latinoamericano non solo alla comunità dei connazionali residenti, ma anche ai cittadini sammarinesi.

Tra gli eventi di maggior rilievo, si segnala una degustazione di tequila prevista per venerdì 20 giugno presso l’Oyster Bistrot. Al termine dell’incontro, i partecipanti potranno scoprire le caratteristiche distintive e le qualità dei tequila blanco, añejo e reposado, oltre a saper distinguere fra un tequila 100% agave o uno meno raffinato.

Si terrà, inoltre, un incontro con membri della squadra ciclistica messicana A.R. Monex Pro Cycling Team, che si allena a San Marino e dalla quale è emerso Isaac del Toro, secondo classificato all’ultimo Giro d’Italia e vincitore della maglia bianca giovanile.

Foto: bifaco.com

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È morto Brian Wilson, cofondatore dei Beach Boys

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1024x576 cmsv2 7b0867ff 4733 5ca4 a1e7 1188e07c876f 9324557La famiglia di Wilson ha dato la notizia della sua morte sul sito web del cantante e attraverso i suoi account social

Il leader dei Beach boys Brian Wilson è morto all’età di 82 anni. Al musicista statunitense è da molti stato considerato un visionario nel panorama musicale, per la genialità delle sue melodie e arrangiamenti, e soprattutto per lo spiccato talento espressivo.

Tra i successi più passati alla storia Barbara Ann, Good Vibrations, California Girls, Surfin’ U.S.A e God only knows.

La famiglia di Wilson ha dato la notizia della scomparsa sul sito web dell’artista e attraverso i suoi canali social senza fornire ulteriori dettagli.

Brian era il maggiore e l’ultimo ancora in vita dei tre fratelli Wilson membri della band. Insieme agli altri due mebri del quintetto hanno attraversato gli anni sessanta catapultandosi dalla scena locale a quella internazionale, diventando simbolo e ambasciatori del movimento e della cultura del surf californiano.

Brian Wilson è stato uno dei grandi romantici del rock. Un uomo tormentato e talentuoso, che negli anni del suo massimo splendore ha intrapreso un cammino sempre più lungo verso la ricerca della perfezione sonora.

da euronews.com




A Stoccolma gli incontri speciali del giornalista Emilio Buttaro con i grandi dello sport e dello spettacolo

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locandina stoccolmaIl giornalista Emilio Buttaro racconterà i suoi 4 decenni di interviste ai giganti dello spettacolo e dello sport il 1° giugno in Svezia. L’iniziativa dal titolo “Incontri speciali in 40 anni di Bel Paese”, organizzata dal Comitato Italiano Estero (Com.It.Es) di Stoccolma e dalla Missione Cattolica Italiana MCI, si svolgerà nella Sala della Cattedrale Cattolica della capitale svedese.  “Sarà fantastico – ha spiegato Buttaro – poter incontrare i nostri italiani che vivono nella perla del Baltico e raccontare 40 anni di attività giornalistica in uno dei luoghi più incantevoli d’Europa”.

L’evento che inizierà alle 10.00 sarà moderato da Vincenzo Procopio, componente del Com.It.Es di Stoccolma.

La formula è quella ormai collaudata che dall’anno scorso ha ottenuto ampi consensi in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Francia, Grecia, Danimarca, Svizzera, Spagna, Polonia e di recente anche in Ungheria. Tra aneddoti e retroscena, Emilio Buttaro racconterà i suoi innumerevoli incontri che ha definito come compagni di viaggio meravigliosi. Da Mike Bongiorno a Carlo Conti, da Gino Bramieri ad Adriano Celentano ed ancora da Claudia Cardinale a Paola Cortellesi, da Raffaella Carrà a Loretta Goggi passando per icone dello sport come Gianni Rivera, Gigi Riva, Felice Gimondi, Paolo Rossi, Gigi Buffon, Francesco Totti fino agli immortali Pelè e Maradona. Senza dimenticare poi dei simboli italiani nel mondo come Al Bano, Roberto Benigni, Luciano Pavarotti, Umberto Tozzi, Lucio Dalla, Andrea Bocelli, Gianni Morandi e Toto Cutugno. A fare da sfondo c’è l’Italia che cambia nel corso degli anni, così come cambia il modo di fare giornalismo ma soprattutto c’è il racconto personale, c’è il dietro le quinte delle interviste, le emozioni che il giornalista ha provato in occasione di tanti incontri speciali e poi l’entusiasmo rimasto sempre intatto nel tempo. Collaboratore di numerosi giornali italiani e stranieri, conduttore di eventi internazionali, Buttaro da tempo è impegnato per gli italiani all’estero sia in veste di cronista che di presentatore. Nel 2023 ha ricevuto il “Premio Giornalistico AIAE New York” al Consolato Italiano di New York per il suo impegno dedicato agli italiani all’estero. A novembre del 2024 a Madrid, il giornalista è stato premiato da “La Voce d’Italia”, autorevole testata per gli italiani all’estero con la seguente motivazione: “In riconoscimento per il suo impegno giornalistico e la passione con cui contribuisce a rafforzare i legami tra l’Italia e le nostre comunità”.

Lo scorso 22 maggio l’iniziativa è stata presentata nel cuore di Torino in un evento organizzato dalla Società Dante Alighieri del capoluogo piemontes