Omaggio alla canzone d’autore: “Italiani Veri” approda all’Istituto Italiano di Cultura di New York

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6italianiverinyLa Grande Mela si prepara a celebrare le radici e l’identità della musica italiana attraverso un evento speciale dedicato alle melodie che hanno segnato la storia della nostra cultura. Domani, l’Istituto Italiano di Cultura di New York ospiterà lo spettacolo “Italiani Veri”, un viaggio emozionale tra le note e i testi di alcuni dei più grandi cantautori del Bel Paese.

Un viaggio nella memoria musicale

Lo spettacolo non è solo un concerto, ma un racconto collettivo che utilizza la musica come filo conduttore per esplorare cosa significhi essere italiani oggi, specialmente per chi vive lontano da casa. Il programma prevede l’esecuzione di brani iconici che hanno saputo descrivere l’anima dell’Italia, superando i confini generazionali e geografici.

Gli elementi chiave della serata

  • Protagonisti sul palco: L’evento vedrà la partecipazione di artisti capaci di reinterpretare con sensibilità moderna i classici della tradizione italiana.

  • Contenuto narrativo: Le canzoni saranno intervallate da momenti di narrazione, offrendo al pubblico newyorkese uno spaccato profondo della società e del costume italiano.

  • Ponte culturale: L’iniziativa si inserisce nella missione dell’Istituto di promuovere la lingua e l’arte italiana, rafforzando il legame tra la madrepatria e la vasta comunità residente negli Stati Uniti.

Un evento per la comunità

L’appuntamento di domani rappresenta un’occasione di incontro per i connazionali e per i tanti “italofili” americani. Attraverso il repertorio dei grandi maestri della canzone, “Italiani Veri” punta a far rivivere quella nostalgia positiva e quell’orgoglio culturale che solo la grande musica d’autore sa evocare, celebrando al contempo il successo e l’integrazione degli italiani all’estero.




Italia e Messico, nuovi fondi per ricerca e cultura

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7ae68b58 54f6 44f3 88a7 665e795d41faIl Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha aperto un programma di contributi destinato a rafforzare gli scambi culturali e scientifici tra Italia e Messico. L’iniziativa prevede un sostegno economico per ricercatori, docenti, esperti e operatori culturali invitati da università o istituzioni dei due Paesi, con l’obiettivo di favorire collaborazioni accademiche, progetti di ricerca e attività culturali congiunte.

I contributi coprono parzialmente le spese di viaggio e soggiorno per missioni fino a dieci giorni effettivi. Per le attività svolte nel continente americano è previsto un rimborso di 350 euro al giorno per i primi cinque giorni e di 250 euro dal sesto al decimo giorno, fino a un massimo complessivo di 3.000 euro per beneficiario.

Possono presentare domanda cittadini italiani, stranieri residenti in Italia da almeno due anni, così come italiani e stranieri residenti in Messico che abbiano ricevuto un invito ufficiale da enti universitari o culturali. Le richieste devono essere inviate entro il 24 luglio 2026 all’Istituto Italiano di Cultura competente o, dove non presente, alla rappresentanza diplomatica italiana.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle storiche relazioni culturali e scientifiche tra Italia e Messico, consolidate da decenni di cooperazione accademica e istituzionale.




Il mondo sottosopra. Volontà di dominio

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mondo sottosopra degli espostiVenerdì 8 maggio 2026 alle ore 21.00, nella la Sala 1° piano del CENTRO POLIVALENTE a LIMIDI (via Papotti n. 18) si continua a parlare di storia. Dopo l’avvincente conferenza del professor Casto sulla civiltà ateniese del V° secolo A. C. si passa alla storia recente. Ritorna DANIEL DEGLI ESPOSTI (nella foto), storico del mondo contemporaneo e Public Historian. Ricercatore indipendente, autore di saggi storici sulla memoria dei conflitti mondiali e sulla guerra aerea nel modenese, intratterrà su “Volontà di dominio. Sfere d’influenza, imperialismo e capitalismo”. Sarà un’occasione per riflettere su come sono cambiati gli equilibri di potere e le relazioni internazionali nel corso della storia.

danielPer comprendere ciò che accade oggi, il relatore partirà dal passato, ricostruendo alcuni tra i più importanti tentativi di affermare un dominio imperiale nella storia dell’Occidente.

Che cosa contraddistinse l’espansione geografica ed economica dell’antica Roma? Come si sviluppò il primo tentativo di globalizzazione nell’età moderna? Perché il capitalismo ha segnato un cambio di passo non solo nella sfera economica, ma anche nelle relazioni internazionali?

E, infine, che cosa si intende oggi col termine imperialismo? Quali risposte sono state elaborare per arginare o per fronteggiare questo fenomeno? In che modo la potenza economica incide sulle relazioni internazionali?

Nel corso della serata verrà tracciata una serie di collegamenti tra epoche storiche diverse, cercando di mettere in luce elementi di continuità nelle differenze dei contesti.

Agli studenti e professori che lo richiederanno sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

L’evento fa parte del programma di Incontri Culturali, tutti con ingresso libero e gratuito senza necessità di prenotazione, organizzati dal Gruppo Cultura del CENTRO POLIVALENTE di LIMIDI, col contributo della Fondazione Campori di Soliera (Modena).

A seguire, la programmazione prevede per domenica 24-5-2026 alle ore 16,00 sempre presso la Sala 1° piano del CENTRO POLIVALENTE a LIMIDI, lo spettacolo di cabaret dialettale “A t’al digh mè” con i 2 ciocapiat




I Rolling Stones tornano con un nuovo album: “Abbiamo 14 brani fantastici”

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dab1992923ec1b67db9c649045c2ac36I Rolling Stones hanno annunciato l’uscita del loro nuovo album in studio, confermando ancora una volta una straordinaria vitalità artistica dopo oltre sessant’anni di carriera.

Il disco, intitolato #Foreign Tongues, sarà pubblicato il 10 luglio e conterrà 14 brani. Si tratta di un lavoro che arriva a meno di tre anni dal precedente Hackney Diamonds, grande successo internazionale e vincitore di un Grammy.

A raccontare il clima della lavorazione è stato Mick Jagger, che ha parlato di un periodo creativo particolarmente intenso: la band aveva a disposizione “14 brani fantastici” e ha scelto di registrarli in tempi rapidi, lavorando con grande energia.

Le registrazioni si sono svolte in meno di un mese ai Metropolis Studios di Londra, con la produzione affidata ancora una volta ad Andrew Watt, già protagonista del successo del precedente album. Il risultato, secondo le prime anticipazioni, mantiene il suono classico della band ma esplora anche nuove direzioni musicali.

Con questo nuovo progetto, i #Rolling Stones dimostrano di non voler rallentare, continuando a rinnovarsi senza perdere la propria identità. Un ritorno atteso dai fan di tutto il mondo, che conferma il loro ruolo centrale nella storia del rock.




USA. Un capolavoro rinascimentale italiano rinasce a Minneapolis

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Un importante arazzo italiano del Rinascimento, conservato al Minneapolis Institute of Art, è al centro di un ambizioso progetto di restauro che gli restituirà nuova vita dopo anni di fragilità e invisibilità al pubblico.

L’opera, intitolata L’incontro di Dante e Virgilio, risale alla metà del Cinquecento ed è un raro esempio di produzione medicea fuori dall’Italia. Fu realizzata nell’ambito della manifattura voluta da Cosimo I de’ Medici, con l’obiettivo di competere con i grandi centri tessili europei come Bruxelles. I disegni preparatori furono affidati al pittore Francesco Salviati, mentre la tessitura avvenne tra il 1547 e il 1549.

Nonostante il suo enorme valore storico e artistico, l’arazzo non è stato esposto negli ultimi tempi a causa di problemi strutturali, perdita di materiali e delicatezza delle fibre, in particolare della seta.

Grazie al sostegno del TEFAF Museum Restoration Fund e di Bank of America, è stato avviato un intervento conservativo complesso: pulitura, consolidamento, ritessitura delle parti danneggiate e installazione di un nuovo sistema di supporto per garantirne la sicurezza futura.

Il restauro permetterà non solo di riportare l’opera alla fruizione pubblica entro l’estate 2026, ma anche di renderla trasportabile e prestabile ad altre istituzioni, ampliandone la visibilità internazionale.

Si tratta di un intervento significativo anche perché questo arazzo è considerato il più importante esempio di tessitura rinascimentale italiana conservato negli Stati Uniti, oltre a essere l’unico appartenuto ai Medici presente in una collezione pubblica fuori dall’Italia.

In sintesi, il progetto non è solo un restauro, ma un vero recupero di memoria storica: un’opera simbolo del Rinascimento italiano che torna a raccontare, anche oltreoceano, la grandezza artistica di quell’epoca.




Laura Pausini conquista il pubblico messicano con Achille Lauro ospite speciale

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pausinilauropuntovertLaura Pausini ha regalato un momento speciale ai fan durante il concerto all’Arena CDMX di Città del Messico, sorprendendo il pubblico con un ospite inatteso: Achille Lauro. Davanti a circa 15mila spettatori, i due artisti si sono esibiti insieme per la prima volta dal vivo nella versione spagnola del brano “16 de marzo”.

L’interpretazione ha rappresentato anche un debutto importante per Lauro, che si è cimentato per la prima volta in lingua spagnola. Il pezzo, adattato dalla stessa Pausini, fa parte del suo recente progetto discografico legato all’album Io canto 2.

Durante lo show, Pausini ha presentato l’artista romano con parole molto calorose, sottolineandone talento, personalità e rilevanza nella musica italiana contemporanea. Il pubblico ha reagito con grande entusiasmo, e il duetto ha avuto ampia risonanza anche online, diventando uno dei momenti più commentati della serata.

L’evento si inserisce nel contesto del tour mondiale “Io Canto / Yo Canto”, che sta portando la cantante in diverse città tra America Latina, Stati Uniti ed Europa, con numerose date già annunciate e spesso sold out.

foto: puntodincontro.mx




All’Università di Chicago gli “Incontri Speciali” del giornalista Emilio Buttaro

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e buttaroIl giornalista Emilio Buttaro racconterà i suoi quattro decenni di interviste ai giganti dello spettacolo e dello sport il prossimo 4 maggio negli Stati Uniti. L’iniziativa dal titolo “Incontri speciali in 40 anni di Bel Paese”, si svolgerà presso l’Università di Chicago, Dipartimento di Lingue e Letterature Romanze.

“L’idea di portare nuovamente la mia iniziativa al di là del grande mare – ha spiegato Buttaro – mi emoziona tantissimo. Sarà per me, la prima volta in assoluto a Chicago ed è un altro sogno che si realizza. Due anni fa ho avuto il piacere e l’onore di raccontare le mie interviste ai grandi dello spettacolo e dello sport in un indimenticabile incontro alla Scuola d’Italia Guglielmo Marconi di New York. Sento che sarà una giornata da ricordare anche quella nella città del vento”.

locandina jpgTra aneddoti e retroscena, Emilio Buttaro racconterà i suoi innumerevoli incontri che ha definito come compagni di viaggio meravigliosi. Da Mike Bongiorno a Carlo Conti, da Pippo Baudo ad Adriano Celentano ed ancora da Claudia Cardinale a Paola Cortellesi, da Raffaella Carrà a Loretta Goggi passando per icone dello sport come Gianni Rivera, Gigi Riva, Felice Gimondi, Paolo Rossi, Gigi Buffon, Francesco Totti fino agli immortali Pelè e Maradona. Senza dimenticare poi dei simboli italiani nel mondo come Al Bano, Roberto Benigni, Luciano Pavarotti, Umberto Tozzi, Lucio Dalla, Andrea Bocelli, Gianni Morandi e Toto Cutugno.

A fare da sfondo c’è l’Italia che cambia nel corso degli anni, così come cambia il modo di fare giornalismo ma soprattutto c’è il racconto personale, c’è il dietro le quinte delle interviste, le emozioni che il giornalista ha provato in occasione di tanti incontri speciali e poi l’entusiasmo rimasto sempre intatto nel tempo.

L’incontro di Chicago sarà moderato dalla professoressa Veronica Vegna, Direttrice del Programma di Lingua Italiana del Dipartimento di Lingue e Letterature Romanze.

Collaboratore di numerosi giornali italiani e stranieri, conduttore di eventi, Buttaro da tempo è impegnato per gli italiani all’estero sia in veste di cronista che di presentatore. Nel 2023 Buttaro ha ricevuto il “Premio Giornalistico AIAE New York” al Consolato Italiano di New York per il suo impegno dedicato agli italiani all’estero. A novembre del 2024 a Madrid, il cronista è stato premiato da “La Voce d’Italia”, autorevole testata per gli italiani all’estero con la seguente motivazione: “In riconoscimento per il suo impegno giornalistico e la passione con cui contribuisce a rafforzare i legami tra l’Italia e le nostre comunità”.

“A Chicago – ha aggiunto ancora Emilio – non mancherà qualche racconto in versione stelle e strisce parlando di personaggi italo americani che ho intervistato o comunque particolarmente legati agli Stati Uniti”.

Gli “Incontri speciali in 40 anni di Bel Paese” sono stati finora raccontati dal giornalista in Grecia, Danimarca, Svizzera, Spagna, Polonia, Ungheria, Svezia, Croazia, Repubblica Ceca, Francia e Slovenia.

“Sono pronto a vivere un nuovo sogno americano” – ha concluso Buttaro.

L’incontro di Chicago avrà inizio alle 16,30 CST in Classics Building, Room 20, 1010 E. 59th St., Chicago, IL 60637, The University of Chicago.




“IL VOLO CHE NON ESISTE: quando la finzione conosce la verità meglio della storia ufficiale

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95d79qq front shortedge 384Un romanzo di spionaggio politico che muove da L’Avana a Caracas, da Miami alle stanze del potere latinoamericano. E che pone una domanda scomoda: chi ha il diritto di sapere quando un governo muore?

C’è una data che non è mai apparsa sui giornali nel momento in cui sarebbe dovuta apparire. Una data che qualcuno ha deciso di nascondere, di posticipare, di riscrivere con la calma fredda di chi sa che il potere, prima ancora di essere esercitato, deve essere raccontato nella versione giusta. È da quella crepa nella storia ufficiale — reale, documentata, ancora oggi controversa — che nasce Il Volo che non Esiste, il thriller politico firmato da Ennio Marchetti che arriva (in Amazon.com e in Lulu.com) con la forza silenziosa dei romanzi che non ti lasciano dormire.

Il 10 gennaio del 2012, secondo la versione che il mondo ha accettato, il presidente venezuelano Hugo Chávez era ancora vivo. Malato, certo. Lontano, sì. Ma vivo. Quello che il romanzo di Ennio mette in scena — con rigore narrativo e una precisione geografica che fa quasi paura — è la possibilità che quella data fosse già una bugia. Che il potere avesse già iniziato la sua danza macabra tra La Habana e Caracas, tra sale d’ospedale e uffici governativi, tra firme autenticate e documenti falsificati. E che ci fosse un aereo — un volo senza registrazione, un fantasma nei cieli caraibici — a fare da corriere silenzioso tra due capitali che condividevano un segreto enorme.

Marco De Santis, il giornalista che non dovrebbe sapere.

Il protagonista di questa storia è Marco De Santis, giornalista freelance italiano, senza redazione alle spalle e senza protezioni diplomatiche. Vive a L’Avana — non per romanticismo, ma per quella strana attrazione che i luoghi dove la storia si addensa esercitano sulle persone che la cercano davvero. Ha il suo taccuino nero, la matita per gli appunti che contano, e una testardaggine che in un altro mestiere si chiamerebbe difetto.

Quando una fonte gli lascia cadere il nome di un volo e una data, Marco non capisce subito cosa ha in mano. Lo capisce più tardi, quando inizia a tirare il filo e il filo inizia a tirare lui verso persone che spariscono, verso testimoni che d’improvviso non ricordano più nulla, verso un colonnello venezuelano che vive sotto falsa identità a Coral Gables, in quella Miami borghese e soleggiata che è diventata il rifugio dorato di chi ha troppo da nascondere.

Ennio costruisce il suo protagonista senza indulgenze. Marco non è un eroe. È un uomo che sceglie male più di una volta, che si fida di chi non dovrebbe, che va avanti non perché sia coraggioso ma perché non sa più come fermarsi. È il ritratto del giornalismo nel suo momento più puro e più pericoloso: quando l’istinto professionale e quello di sopravvivenza cominciano a tirare in direzioni opposte, e tu devi scegliere quale ascoltare.

La geografia del potere: tre città, un solo segreto

Uno dei tratti più distintivi del romanzo è la sua fedeltà ai luoghi. L’Avana di Ennio Marchetti non è una cartolina né una metafora: è una città che respira, che suda, che guarda dall’altra parte quando è necessario. I suoi quartieri, i suoi silenzi, le sue gerarchie non dette sono il tessuto dentro cui Marco muove i suoi passi. È una città che sa tenere i segreti perché ha imparato, decennio dopo decennio, che i segreti sono l’unica valuta che non si svaluta.

Caracas è invece il potere che vacilla, la capitale di un Paese abituato a costruire la propria identità intorno a un uomo solo, e che improvvisamente deve fare i conti con il vuoto che quell’uomo lascia. Non è un vuoto fisico: è un vuoto narrativo. Chi comanda una nazione quando il simbolo del suo comando non c’è più? Chi firma i documenti? Chi autorizza i voli? Chi decide quando e come la verità può essere annunciata, ammesso che debba esserlo?

E poi c’è Miami. Coral Gables, per essere precisi: ville bianche, strade alberate, piscine silenziose e un colonnello di nome Ignacio Ferrer che vive sotto una nuova identità con la tranquillità di chi si crede introvabile. È lui il nodo della trama. È lui che era presente l’8 gennaio 2013. È lui che ha dato l’ordine. E sarà lui, alla fine, a dover fare i conti con un giornalista italiano che non avrebbe mai dovuto arrivare fin lì.

Un romanzo bilingue per un mondo bilingue

Il Volo che non Esiste arriva con una caratteristica editoriale rara e significativa: è pubblicato in edizione bilingue, italiano e spagnolo latinoamericano in parallelo. Non è una trovata commerciale. È una scelta che rispecchia la natura stessa del romanzo, ambientato in un mondo in cui le lingue si mescolano, i confini sono porosi e la verità, quando esiste, esiste in più di una versione.

Lo spagnolo scelto da Ennio è quello latinoamericano, preciso e coerente nei vocaboli, nella cadenza, nelle sfumature. Auto e non coche, libreta e non cuaderno, manejar e non conducir. Dettagli che per chi conosce quei mondi non sono dettagli: sono la prova che chi scrive ha ascoltato, ha viaggiato, ha capito la differenza tra parlare di un luogo e parlare dal luogo.

Quando la fiction sa quello che la storia ufficiale tace

C’è un genere di romanzo politico che nasce dalla frustrazione. Dalla frustrazione di leggere la storia ufficiale e sentire che qualcosa non torna. Che i tempi non coincidono, che le versioni si contraddicono, che le fonti istituzionali hanno una coerenza troppo perfetta per essere vera. Il Volo che non Esiste appartiene a questa tradizione, quella di Graham Greene, di John le Carré, di Vargas Llosa quando sceglie di guardare in faccia il potere latinoamericano senza romanticizzarlo e senza demonizzarlo.

Ennio non giudica i suoi personaggi. Non divide il mondo in buoni e cattivi. Divide il mondo in chi sa e in chi non sa, e racconta cosa succede quando qualcuno che non avrebbe dovuto sapere inizia a sapere. Il risultato è un romanzo che funziona su più livelli: è un thriller avvincente, certo, con i suoi ritmi calibrati, i suoi colpi di scena costruiti con pazienza, la sua architettura narrativa in quarantotto capitoli che si chiude con la precisione di una porta blindata. Ma è anche una riflessione seria e mai didascalica sul potere dell’informazione, sul prezzo che chi la cerca paga di persona, e sul diritto — negato o concesso — di sapere la verità.

Perché leggerlo adesso

Viviamo in un’epoca in cui i confini tra notizia e narrazione, tra documento e finzione, tra storia ufficiale e storia vera si sono fatti più labili che mai. Le fake news non sono un’invenzione di internet: sono la versione digitale di qualcosa che i governi praticano da secoli. Il Volo che non Esiste lo sa, e lo dice, non con il tono del pamphlet politico, ma con la tensione asciutta del romanzo che rispetta il lettore abbastanza da non spiegargli cosa deve pensare.

È un libro che arriva al momento giusto. Non perché parli di Chávez o del Venezuela o di Cuba, parla di tutto questo, ma non ne ha bisogno per essere necessario. È necessario perché parla di noi. Di come ci raccontiamo il mondo. Di quello che siamo disposti ad accettare come vero e di quello che preferiamo non sapere. Di Marco De Santis, che era lì con il suo taccuino quando avrebbe potuto essere altrove, e che ha tirato il filo fino in fondo.

Come fanno i giornalisti. Come dovrebbero fare i lettori.

Il Volo che non Esiste, di Ennio Marchetti. Edizione bilingue italiano / spagnolo latinoamericano.

Disponibile in Lulu.com, 412 pagine, 24 dollari.

Versione italiana:

https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti/il-volo-che-non-esiste/paperback/product-95d79qq.html?q=IL+VOLO+CHE+NON+ESISTE++ENNIO+MARCHETTI&page=1&pageSize=4

 




Primo Maggio, perché gli italiani mangiano fave e pecorino

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foto singola sito 2026 04 30t102713.867 1024x576In Italia il Primo Maggio non è solo la festa dei lavoratori: è anche una giornata legata a una tradizione gastronomica molto antica, quella di mangiare fave fresche e pecorino, soprattutto nel Centro del Paese.

Le origini di questa usanza risalgono addirittura all’epoca dell’antica Roma. Tra fine aprile e inizio maggio si celebravano le Floralia, feste dedicate alla dea Flora, simbolo della primavera e della rinascita della natura. In quel contesto, le fave – prodotto stagionale – erano considerate un segno di fertilità, abbondanza e prosperità.

Col tempo, questa abitudine si è radicata nella cultura contadina: le fave erano facilmente disponibili in questo periodo dell’anno, mentre il pecorino, alimento nutriente e conservabile, rappresentava una fonte importante di energia per chi lavorava nei campi.

L’abbinamento tra i due cibi non è casuale: il sapore delicato e leggermente amarognolo delle fave si combina con quello più deciso e sapido del pecorino, creando un equilibrio semplice ma molto apprezzato ancora oggi.

Oggi questa tradizione sopravvive soprattutto nelle scampagnate del Primo Maggio, quando famiglie e amici si ritrovano all’aperto per celebrare l’arrivo della bella stagione. Più che un semplice piatto, fave e pecorino rappresentano un piccolo rito collettivo che unisce storia, natura e convivialità.




Lo Chef Nino U’ Ballerino e la sua cassata, icona della pasticceria siciliana

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02cc4c0c 1541 411b 84c2 3840e7eb4437Oggi parliamo dello Chef Nino U’ Ballerino, al secolo Antonino Buffa, re dello street food palermitano e gestore dell’omonimo locale sito in Palermo, Corso Finocchiaro Aprile 76/78, recentemente nominato Coordinatore di Delegazione CHEF Italia per la Regione Sicilia.

Una famiglia, dal nonno in poi, di venditori ambulanti di pane con la milza (pani ca’ meusa), specialità tradizionale di Palermo. I Buffa esercitano la loro attività principalmente nel cuore del centro storico di Palermo, il quartiere del Capo, ma viaggiano anche spesso in giro per la Sicilia in occasione di feste e sagre cittadine. Oltre a seguire il padre e il nonno, diventa apprendista panificatore presso una panetteria del Capo, dove impara l’arte della preparazione delle “vastedde” (il panino tipico palermitano da riempire con la milza) e dal 1985 prosegue l’attività di “meusaro” ambulante in proprio, con il suo banchetto nella zona del “Papireto”, nei pressi della Cattedrale e poi successivamente  si sposta in Corso Finocchiaro Aprile, già Corso Olivuzza.

È diventato famoso in tutto il mondo grazie al suo panino con la milza e ai suoi movimenti durante la “conzatura”, ossia la sua preparazione. I suoi inediti e particolari movimenti, eseguiti a suon di musica, gli hanno fatto attribuire il soprannome di “U’ ballerino”. Difatti lo Chef Nino ama preparare le sue specialità davanti al cliente che ne rimane ammaliato e al tempo stesso deliziato dalla sua performance creativa.

Presso il suo ristorante a Palermo, è possibile gustare un eccellente panino alla milza con alla base ingredienti di altissima qualità, selezionati con competenza e dedizione. Lo Chef Nino è uno dei promotori dell’autentico Made in Italy in Sicilia. Per preparare le sue gustose specialità non rinuncerebbe mai ai prodotti genuini della sua terra alla quale è molto legato e della quale ama promuovere le tradizioni culinarie come quella delle arancine.

30286e59 637f 42c5 b5ef 298f34c33adePresso il suo locale si respira un’aria allegra e cordiale. Merito dello Chef Nino e del suo staff professionale che sa accogliere i clienti con rispetto e gentilezza per orientarli verso il mondo gustoso dello street food, preparato con amore e passione autentica. Raggiunta una certa notorietà, viene spesso chiamato a preparare i suoi panini in cene e feste private organizzate da esponenti di spicco della società palermitana. Nel Settembre del 2002 venne, appunto, inaugurato il locale “NINO U’ BALLERINO”, di cui è gestore e Chef, una bellissima gastronomia specializzata in cibo da strada palermitano (pane ‘ca meusa, pane con panelle e crocchè, arancine, verdura in pastella) e in piatti tipici della cucina siciliana.

Nel 2003 dirige uno staff di 12 persone che nel 2004 salgono a 25. Intanto cominciano anche le manifestazioni: nel 2004 organizza la “SAGRA DELLA MILZA”, una manifestazione nata per celebrare la specialità palermitana, che totalizza ben 40.000 presenze con 25.000 panini offerti gratuitamente in un giorno. Diventerà una vera e propria kermesse, replicata ogni anno, questa in aggiunta a tante altre manifestazioni organizzate dal Comune di Palermo e da altre città siciliane. Intanto l’azienda si amplia: il nostro Chef Nino rileva un capannone nei pressi di Catania e sigla un contratto di fornitura con una delle più grandi aziende di carni del nord-Italia: può così acquistare all’ingrosso la materia prima e stoccarla senza problemi, che viene così utilizzata non solo dal suo locale ma anche venduta e distribuita all’ingrosso in tutta la Sicilia. Attualmente “Nino U’ Ballerino” conta 33 dipendenti ed un fatturato che, malgrado la crisi, non ha subito alcuna flessione.

Nel 2013 è il vincitore della 4° puntata del programma televisivo “STREET FOOD HEROES” andato in onda sui canali Mediaset di ITALIA 1 e ITALIA 2, programma ideato da Mauro Rosati. Nello stesso anno il suo locale viene recensito nel libro “GUIDA AL MIGLIOR CIBO DI STRADA ITALIANO” a cura di Mauro Rosati ed edito da Grimaudo. Il 29 Maggio 2014 è stato ospite del MASTER OF MANAGEMENT IN FOOD AND BEVERAGE (MFB) DELL’UNIVERSITA’ BOCCONI DI MILANO, nell’ambito di una “Company Presentation” dove i partecipanti hanno potuto analizzare la sua attività e studiare la formula del successo imprenditoriale del suo locale. Sempre nello stesso anno ha partecipato alle trasmissioni della RAI “UNO MATTINA” e “SERENO VARIABILE”.

Ad Ottobre 2014 viene anche incluso nell’elenco ufficiale delle Eccellenze Italiane. Agli inizi di Novembre partecipa alle riprese della puntata dedicata alla Sicilia del più famoso programma francese di viaggi, cultura e cibo “ECHAPPÉES BELLES” della televisione FRANCE 5, tre giorni di riprese per raccontare la cultura e le tradizioni palermitane attraverso il nostro Chef Nino e la sua famiglia, oltre alla sua attività. Per il canale inglese Channel 4 partecipa alla trasmissione “AINSLEY HARRIOTT’S STREET FOOD “ e alla nuova edizione di “ALEX POLIZZI’S SECRETS ITALY”. Il 21-22-23 Novembre è sponsor ed espositore di uno stand gastronomico tipico nell’evento “LA SICILIA ABBRACCIA IL GIAPPONE” (patrocinato dall’Ambasciata del Giappone in Italia). Il 23 Novembre 2014 è ospite del programma radiofonico “IL GASTRONAUTA” di RADIO24, la radio del Sole24Ore. Nel Dicembre 2014 partecipa al programma “STREET FOOD AROUND THE WORLD” in onda su National Geographic Channel in USA e Regno Unito. Nel febbraio 2015 partecipa alla trasmissione “ A Conti Fatti”, RAI 1, dove illustra e racconta la tradizione culinaria del “pani ca’ meusa”. Il 25 Febbraio 2015 vince “L’OSCAR DEL CIBO DI STRADA 2015” e viene eletto miglior Street Chef d’Italia. Il 27 Febbraio partecipa al al programma RAI1 “A CONTI FATTI” e il 26 Marzo al  programma ”BEL TEMPO SI SPERA”, del canale Tele 2000. Nel mese di Aprile 2015 le telecamere di RAI ITALIA, il canale internazionale RAI, girano un servizio sullo Chef Nino e la sua attività, che verrà trasmesso nel programma “COMMUNITY”. Il 18 e 19 Aprile è ospite del “Panormvs Street Food Festival”, evento organizzato dal Comune di Palermo e patrocinato da Expo 2015: il suo pani ca’ meusa risulterà la specialità più richiesta. Nel maggio 2015 partecipa all’EXPO di Milano con uno showcooking molto apprezzato. In Giugno è ospite al Vaticano, dove offre una degustazione di specialità tipiche palermitane ad altri prelati nella Domus Area Sacerdotalis. Nel Settembre 2015 viene insignito dal Principe del Montenegro Stefan Černetić, presidente dell’Accademia internazionale “Il Gotha del Gusto”, del titolo di Cavaliere di Merito. Nel Giugno 2015 viene inserito nella guida del GAMBERO ROSSO 2016. Il 15 Marzo la testata Huffington Post include il locale del nostro Chef Nino tra i 10 migliori d’Italia nel campo dello street food. Partecipa alla Triennale di Milano nell’ambito dell’evento “Knit Talks” e cura il banchetto di apertura di “Spoleto Arte” di Vittorio Sgarbi Show cooking a Londra e in Grecia. Nel Luglio 2016 la rivista Gambero Rosso lo incorona come “migliore street Chef siciliano”. Nel 2018 è in tour negli USA. Nel corso degli anni seguenti Nino partecipa a numerosi trasmissioni nei canali RAI (GEO&GEO, SERENO VARIABILE, TG, I SOLITI IGNOTI) e MEDIASET (AVANTI UN ALTRO, TG5, DRITTO E ROVESCIO, POMERIGGIO 5). E’ ospite anche di numerose trasmissioni estere. Nel 2021 apre un nuovo punto vendita in Piazza Indipendenza a Palermo: il Chiosco NB, situato tra il Palazzo dei Normanni e la Cattedrale, che diventa subito un polo di attrazione culinario sia per i turisti che per gli stessi palermitani. Insignito di numerosi premi e riconoscimenti, il 17 Novembre 2024 viene insignito del Premio Spoleto Arte. Recentemente è stato uno dei protagonisti e partecipanti alla “Notte delle Stelle” al Castello delle Cerimonie Hotel La Sonrisa. Recentemente, per “Non ti pago” con Salvo Ficarra, ha fornito il suo catering esclusivo che non ha mancato di conquistare l’intero cast.

*Ed eccoci ora ad una delle più importanti e celebrazioni creazioni della pasticceria siciliana, la cassata, in questo caso quella del nostro Chef Nino U’ Ballerino. Dolce simbolo non solo di Palermo, ma dell’intera Sicilia, la cassata è conosciuta in tutto il mondo. E’ una torta farcita composta da strati di pan di spagna intervallati da una crema di ricotta, canditi e gocce di cioccolato, ricoperta da uno strato di pasta reale (simile al marzapane) e decorata con glassa di zucchero e frutta candita in grossi pezzi. Le fondamenta della cassata si possono riscontrare nel periodo della dominazione araba, il dolce che oggi conosciamo è il risultato di una lunga evoluzione, fatta di modifiche succedutesi negli anni. Sicuramente l’ultimo tassello di questa lunga e intricata storia è stato posto dall’invenzione della pasta reale presso il convento della Martorana a Palermo.

Ma veniamo ora agli ingredienti; per il pan di Spagna: 4 uova, 200 gr. di zucchero semolato, la scorza di 1 limone, 4 cucchiai di acqua bollente, 1 pizzico di sale, 200 gr. di farina, 1 cucchiaino di lievito in polvere (facoltativo). Per la crema di ricotta: 700 gr. di ricotta fresca di pecora, 400 gr. di zucchero semolato, 100 gr. di scorzette d’arancia candite, 100 gr. di gocce di cioccolato fondente, 300 ml. di acqua, 200 gr. di zucchero, 100 ml di Marsala, 250 gr. di pasta di mandorle. Per la glassa di zucchero: 300 gr. di zucchero a velo, 180 ml. di acqua. Per la decorazione: scorze d’arancia q.b., zuccata q.b., ciliegie candite q.b.

Procedura; per il pan di Spagna: preriscaldate il forno a 160°C. Lavorate con le fruste elettriche i tuorli con lo zucchero, la scorza di limone e il sale fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Unite l’acqua bollente e successivamente la farina setacciata con il lievito. Montate gli albumi a neve e incorporateli all’impasto senza farli smontare, quindi versateli in una teglia da 24 cm. di diametro imburrata e infarinata. Livellate bene e fate cuocere per 30-35 minuti in forno caldo, quindi sfornate e fate raffreddare su una gratella. Per la crema di ricotta: passate alla preparazione della farcia, ovvero della crema di ricotta: setacciatela e mescolatela con lo zucchero. Fatela riposare in frigo per qualche ora, ponendola sopra un colino in modo che rilasci parte del liquido. Fatto questo unite la ricotta ed i canditi nonché le gocce di cioccolato. Mescolate bene. Adesso preparate uno sciroppo facendo sciogliere lo zucchero in 300 ml di acqua calda. Una volta freddo, unite il Marsala. Tenete da parte. Assemblaggio: avvolgete la tortiera usata per la cottura del pan di spagna con della pellicola trasparente. Tagliate il pan di spagna a fette dello spessore di un centimetro e usatele per rivestire il fondo e i bordi. Bagnate con lo sciroppo. Spalmate parte della farcia e coprite con delle fette di pan di spagna. Bagnate ancora. Ripetete l’operazione e completate con le fette di pan di spagna. Trasferite in frigo per qualche ora. Il giorno seguente eliminate la pellicola trasparente e posizionate la torta su un piano. Decorazione: lavorate il marzapane con le mani per qualche minuto, quindi stendetelo con un mattarello e ricoprite la torta. Tagliate una striscia lunga o piccole strisce di pasta reale per ricoprire i lati. Preparate la glassa facendo bollire l’acqua e unendo lo zucchero fino a quando non ottenete un composto denso. Stendetela velocemente sulla superficie e sui lati aiutandovi con una spatola bagnata. Infine, completate la decorazione della cassata con la disposizione dei canditi. E buona degustazione.