Messico. Italia protagonista alla Fiera del Libro di Guadalajara

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modianoguadalajarapuntovertL’ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, si è recato il 14 aprile a Guadalajara con l’obiettivo di consolidare il ruolo dell’Italia come Paese ospite d’onore alla Fiera Internazionale del Libro (FIL) del 2026, uno degli eventi editoriali più importanti del mondo.

Durante la visita, il diplomatico ha incontrato rappresentanti istituzionali dello Stato di Jalisco, tra cui esponenti dei settori cultura, sviluppo sociale e sicurezza, ribadendo la collaborazione tra autorità locali e ambasciata per garantire il successo della manifestazione.

La missione è proseguita all’Università di Guadalajara, dove Modiano ha fatto il punto sull’organizzazione degli eventi culturali ed editoriali italiani previsti per la FIL. L’iniziativa mira a presentare al pubblico messicano una panoramica ampia e qualificata delle eccellenze culturali italiane.

Nel corso di interviste ai media locali, l’ambasciatore ha sottolineato come la partecipazione italiana alla fiera rappresenti un ulteriore passo avanti nelle relazioni tra Italia e Messico, già rafforzate negli ultimi anni, e destinata a culminare proprio nell’edizione 2026 della FIL.

foto: puntodincontro.mx




Il debito dell’Occidente verso la civiltà ateniese del 5º secolo a. Cr.

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locandina casto definitiva jpgA Limidi (Mo) domenica 19 aprile 2026, ore 16,30, nella sala del 1° piano in Via Papotti n. 18, Limidi di Soliera (Mo), il Professor ORONZO CASTO intratterrà il pubblico su: Il debito dell’Occidente verso la civiltà ateniese del 5º secolo a. Cr. La democrazia ateniese tra la vittoria di Maratona (490 A.C.) e la sconfitta di Egospòtami (404 A.C.)

Il successo conseguito nelle Guerre Persiane trasformò la città di Atene in un centro culturale, politico e artistico ineguagliabile. Politici illuminati, quali Milziade, Temistocle e, soprattutto, Pericle resero grande la città e favorirono la nascita del primo regime democratico della storia. La rivalità con Sparta causò ventisette anni di ostilità (Guerra del Peloponneso) e ferì mortalmente la democrazia ateniese. Nelle lettere e nelle arti, non esiste epoca che abbia visto fiorire, in una sola città, la contemporanea presenza di personaggi eccezionali, al punto che storiografia, eloquenza, arti figurative e teatro vi raggiunsero livelli di perfezione mai superati. Importante: lo Stato si premurava di rendere migliori i propri cittadini attraverso rappresentazioni teatrali, nelle quali i racconti mitologici erano il pretesto per trasmettere valori etici finalizzati alla conduzione di un’esistenza conforme alla morale naturale. Verso l’Atene di Pericle, l’intera civiltà occidentale ha contratto un debito sicuramente insolvibile.

casto fotoL’argomento sarà illustrato dal professor Oronzo Casto (nella foto), per la prima volta al Centro Polivalente di Limidi. Noto conferenziere, Casto ha insegnato latino e greco nel liceo classico per vent’anni e, per altri venti, è stato preside a Modena, prima nel Liceo Scientifico “Wiligelmo” e, successivamente, nel Liceo Classico “L. A. Muratori”. Da venticinque anni, tiene corsi sul mondo classico presso l’Università per la Terza Età di Modena, istituzione nella quale ha anche ricoperto, per dodici anni, la carica di Rettore. Autore di numerosi articoli culturali, ha tenuto vari cicli di conferenze su temi del mondo classico, anche su incarico del Comune di Modena. Per la pubblicazione dell’Opera Omnia di San Bonaventura, ha curato e tradotto dal latino vari testi per Città Nuova Editrice.

L’iniziativa si concluderà con un rinfresco per tutti i presenti. Sarà un’occasione per tornare ad incontrarsi e passare un piacevole pomeriggio assieme per migliorare conoscenze e ricevere spunti per riflessioni.

Saranno rispettate eventuali disposizioni che fossero emanate in materia di COVID.

L’evento, come sempre aperto al pubblico (senza necessità di prenotazione) e ad ingresso gratuito, rientra nel programma dello Spazio Cultura del CENTRO POLIVALENTE di LIMIDI in collaborazione con la Fondazione Campori di Soliera. Su richiesta di studenti e professori si rilascia certificato di partecipazione.

La prossima iniziativa è programmata per venerdì 8 maggio 2026 alle ore 21. Lo storico Daniel Degli Esposti intratterrà sui recenti sconvolgimenti mondiali che stanno ridisegnando le alleanze e le influenze.




La Chef Maria Rosaria Canò e i suoi vermicelli allo scammaro

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img 8621Oggi presentiamo la Chef Maria Rosaria Canò, una grande professionista con una pluriennale esperienza nel settore della ristorazione, recentemente entrata a far parte della famiglia di CHEF Italia ETS.

Classe 1963, napoletana, è specializzata nella cucina tradizionale napoletana e borbonica, nonché esperta magistrale nella gestione della cucina, nella preparazione di piatti della tradizione campana e nella selezione delle materie prime, con una grande capacità di organizzare il lavoro, la preparazione e la gestione del servizio.

La nostra Chef Maria Rosaria Canò è una grande interprete della tradizione napoletana e della cucina borbonica, con una innata passione per i sapori autentici di Napoli. Con studi e esperienza nel cuore della città, porta la tradizione culinaria classica e quella più antica in ogni ristorante dove presta la sua opera. Ama creare emozioni con la cucina e far scoprire i segreti della cucina partenopea ad ogni ospite che ha l’opportunità di assaggiare le sue specialità.

Si può dire che la sua cucina è paragonabile ad uno specchio gustativo del territorio in cui vive, ovvero la Città di Napoli. La cucina borbonica, in particolare, è la raffinata tradizione gastronomica del Regno delle Due Sicilie (XVIII-XIX secolo), nata dall’incontro tra l’alta cucina francese dei “Monsù” ed i sapori popolari napoletani e siciliani. Caratterizzata da piatti sfarzosi, ragù a lunga cottura, sartù di riso e dolci elaborati, unisce l’aristocrazia alla cucina casalinga.

collage export 22abdbe1 8103 450b bd91 ca2b139bc443Gli elementi chiave sono da ricercare senz’altro nei già menzionati Monsù, storpiatura del francese Monsieur, che erano i cuochi francesi al servizio delle nobili famiglie napoletane, che rielaborarono i piatti locali con tecniche d’oltralpe, ed i suoi piatti iconici, come il sartù di riso, un timballo molto ricco, simbolo della fusione tra ingredienti locali e cucina ricercata, il ragù napoletano, cotto per oltre 6-7 ore, caratterizzato da un colore bordeaux intenso, la parmigiana di melanzane, un piatto tradizionale attribuito a questo periodo, la genovese, un sugo a base di cipolle e carne, con una cottura lentissima, la minestra maritata, un’unione di carne e verdure, tipica della tradizione popolare, i babà, le sfogliatelle e la “borbonica”, un cono di sfoglia ripieno di ricotta e babà. Una tradizione che rivive nei ristoranti storici, specialmente a Napoli, che ripropongono i menù dell’epoca borbonica che si è tramandata fino ai nostri giorni in dei piatti che sono stati poi rivisitati e fanno parte ormai della cultura culinaria napoletana.

Qualche cenno, infine, sulle esperienze lavorative nella sua città della nostra Chef Maria Rosaria Canò: come Personal Chef presso la Ristorazione dell’Intendenza di Finanza di Napoli, poi come Chef nel Ristorante La Via delle Taverne, nel Ristorante Casa De Rinaldi, nel Ristorante Braceria L’Antico Portone, nel Ristorante Il Poggio e nella Trattoria Casa d’Oro. *Ed eccoci ora alla ricetta della Chef Maria Rosaria Canò, i suoi vermicelli allo scammaro, un antico primo piatto napoletano di “magro”, nato per la Quaresima, senza uova né latticini. È un piatto povero ma saporito, principalmente a base di aglio, olio, olive nere di Gaeta, capperi, pinoli e prezzemolo, spesso preparato a mo’ di frittata in padella. La cucina napoletana, come tante altre cucine italiane, è ricca di piatti antichi, molti purtroppo dimenticati, ed è veramente un peccato, perché la cucina tradizionale è sempre la migliore, quella povera, fatta di ingredienti semplici e, tra l’altro, anche più economica di tanti altri piatti in voga oggi. Per la precisione, inoltre, il termine “scammaro” indica il mangiare magro consentito nei giorni di astinenza. La storia del termine è davvero curiosa: alcuni monaci, nonostante l’osservanza religiosa che prevedeva l’astensione dalle carni, erano soliti consumarne per questioni di salute chiusi nelle loro camere, per rispetto dei confratelli che osservano rigidamente il precetto religioso: i primi, quindi cammaravano mentre i secondi scammaravano.

Ma veniamo ora agli ingredienti per 2 persone: 200 gr. di vermicelli, olio extravergine di oliva q.b., 100 gr. di Olive nere di Gaeta denocciolate, 50 gr. di capperi dissalati, 100 gr. di pinoli,  50 gr. di acciughe sott’olio, aglio q.b., prezzemolo tritato fresco q.b., 100 gr. di uva passa, 50 gr. di pane grattugiato, 50 gr. di  formaggio pecorino, 1 limone grattugiato.

Procedimento: 1.Soffritto: in una padella ampia, scaldate dell’abbondante olio extravergine di oliva con aglio e, se gradite, le acciughe fino a farle sciogliere. Aggiungete i capperi, le olive, i pinoli e l’uva passa, lasciando insaporire per qualche minuto. 2.Tipo e cottura della pasta: i vermicelli sono un formato di pasta allungata, a sezione rotonda, di diametro superiore a quello degli spaghetti con una struttura che permette loro di trattenere ed esaltare i sughi; cuocete in acqua salata i vermicelli molto al dente. 3.Saltare: scolate la pasta e versatela direttamente nella padella con il condimento, aggiungendo prezzemolo tritato. Impiattate a piacimento e servite subito. Poi c’è anche la tipica versione frittata: aggiungete ancora un filo d’olio, coprite e cuocete a fuoco basso finché non si forma una crosticina dorata sotto (circa 5-10 minuti), quindi girate la frittata con l’aiuto di un coperchio o di un piatto e dorate l’altro lato.

Questa ricetta fu resa famosa dal cuoco Ippolito Cavalcanti nell’Ottocento, meglio conosciuto come il duca di Buonvicino ed autore del famosissimo ricettario di cucina partenopea intitolato “Cucina Teorico Pratica” del 1837.




USA. Crave Italy racconta l’Italia tra cultura e innovazione negli Stati Uniti

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capturDal 1° aprile 2026 il progetto di Samantha Ferro torna con nuovi episodi tra identità, linguaggio e connessioni globali

San Francisco – Ci sono progetti che nascono in modo semplice e si trasformano in vere e proprie piattaforme culturali. È il caso di Crave Italy, oggi podcast e progetto digitale ideato e diretto da Samantha Ferro, che dal 1° aprile 2026 torna con la Stagione 8.

Nata a Milano e oggi basata a San Francisco, Ferro è giornalista, produttrice e storyteller bilingue. Il progetto prende forma nel 2022 in ambito universitario in California, dove nasce come programma radiofonico intitolato “Crave”, dedicato al tema delle passioni—dal desiderio profondo di raccontare storie alla volontà di creare connessioni autentiche. In breve tempo il format ottiene riconoscimenti come miglior programma radiofonico, per poi evolversi in podcast e piattaforma multimediale.

Oggi Crave Italy è uno spazio contemporaneo che racconta il Made in Italy in tutte le sue forme—dalla musica all’arte, dalla moda alla lingua, fino allo sport e alla scienza—dove tradizione e innovazione si incontrano. Un racconto che mette al centro le persone, le storie e il dialogo tra culture.

“Crave è una casa per le storie e per le passioni,” racconta Samantha Ferro. “È un progetto che nasce dal desiderio di unire le persone, creando un dialogo autentico tra Italia e Stati Uniti.”

La nuova stagione amplia questo sguardo con ospiti e contenuti che attraversano ambiti culturali e istituzionali, offrendo una prospettiva internazionale sempre più attuale e inclusiva.

Il progetto è realizzato in partnership con il Consolato Generale d’Italia a San Francisco e l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, realtà impegnate nella promozione della cultura italiana all’estero.

Gli episodi saranno disponibili sulle principali piattaforme digitali, tra cui Apple Podcasts, Spotify, iHeartRadio e YouTube.

www.craveshow.com




Gianmario Strappati protagonista all’Università delle Arti di Praga

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whatsapp image 2026 04 11 at 07.49.39La prestigiosa Facoltà di Musica dell’Università delle Arti di Praga (HAMU) ha ospitato per alcuni giorni una masterclass sul repertorio solistico del Bassotuba e congeneri “dal Barocco ai contemporanei”.

L’eccellenza degli insegnamenti del Maestro Gianmario Strappati, solista internazionale e Ambasciatore di Missioni Don Bosco per la musica nel mondo, ha entusiasmato docenti e studenti, in una delle più belle città d’Europa.

whatsapp image 2026 04 11 at 07.49.40Il 10 Aprile, al termine delle full immersion, il solista italiano ha proposto presso la Gallery Hall, uno straordinario concerto per tuba e pianoforte e tuba sola, eseguendo tra l’altro il concerto di T. Albinoni, il capriccio n 24 di N. Paganini ma anche composizioni di L. Di Vora, A. Vivaldi, V. Monti ecc.

Il concerto di Gianmario Strappati ha coinciso favorevolmente con la visita nella capitale ceca da parte del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. Un momento questo all’insegna dell’italianità e dei suoi protagonisti.

 




Un romanzo tra sesso, potere e Segreti

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copertina (2)Con I Segreti di La Caridad – Volume I, Ennio Marchetti riporta il lettore nella Repubblica immaginaria di Guacará e nella cittadina costiera di La Caridad, già protagonista di Il Signore della Luce e Guacará. Un ritorno che segna un’evoluzione: i luoghi sono gli stessi, ma il contesto è cambiato, e con esso gli equilibri sociali, economici e politici.

La Caridad è una città in trasformazione. Il verde lascia spazio al cemento, il turismo convive con nuove forme di sfruttamento e il potere locale si riorganizza in risposta a uno Stato centrale percepito come distante. In questo scenario si muovono tre simpatici ex militari in pensione, oggi titolari di un’agenzia investigativa, osservatori privilegiati di un sistema sempre più complesso, insieme a una sindaca carismatica e controversa, capace di muoversi con disinvoltura tra politica, relazioni personali e scelte estreme.

Intorno a loro prende forma una galleria di personaggi che definisce l’identità della città: Ines e la sua enigmatica pozione, il pappagallo Mori che ripete ciò che gli altri non dicono, Ezechiel profeta di sciagure, Fermin il postino infedele, Manolo e il suo Tormentón de la Noche, e don Luis Rubirosa, parroco poco incline alla rinuncia e molto sensibile al fascino femminile. In questo contesto, il #sesso non resta sullo sfondo: diventa strumento di relazione, di potere e di influenza, intrecciandosi con interessi economici e dinamiche politiche.

Il romanzo si sviluppa come un racconto corale in cui le vicende individuali si intrecciano con ciò che accade alla città: l’espansione urbana, i segnali di degrado ambientale, le tensioni sociali tra chi beneficia del cambiamento e chi ne resta escluso, e un potere locale sempre più deciso a ridefinire il proprio ruolo. Ogni elemento contribuisce a un equilibrio instabile, destinato progressivamente a incrinarsi.

Con il procedere della narrazione, La Caridad smette di essere solo lo sfondo degli eventi e diventa il vero centro della trasformazione: le scelte politiche, economiche e personali, comprese quelle più intime e compromettenti, producono effetti concreti, capaci di influenzare non solo la vita della città ma anche i rapporti con il potere nazionale.

Il primo volume si conclude quando questa tensione accumulata si traduce in una frattura reale, aprendo la strada agli sviluppi del secondo capitolo.

Per avere il libro:

https://www.lulu.com/it/shop/ennio-marchetti/i-segreti-di-la-caridad/paperback/product-nvr7ew5.html?page=1&pageSize=4

Disponibile anche in Amazon.com




Bocelli a Città del Messico: tra lirica e cumbia un concerto fuori dagli schemi

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L’appuntamento è fissato per il 18 aprile nello Zócalo, la storica piazza centrale, dove il celebre tenore italiano porterà uno spettacolo pensato per celebrare i trent’anni di “Romanza”, l’album che lo ha consacrato a livello internazionale.

Ma non sarà un concerto tradizionale.

La serata promette una combinazione musicale inedita: alla lirica di Bocelli si affiancheranno sonorità popolari messicane, in particolare la cumbia, creando un ponte tra due mondi musicali molto diversi.

Una scelta che punta ad avvicinare il grande pubblico, trasformando un evento di musica classica in uno spettacolo accessibile e trasversale.

Il concerto rientra in una strategia culturale più ampia della capitale messicana: offrire grandi eventi gratuiti per consolidare l’immagine di Città del Messico come polo culturale internazionale.

Non è solo musica, quindi, ma anche un’operazione di identità e promozione.

Per Bocelli si tratta di un ritorno molto atteso in Messico, in una fase importante della sua carriera. La tournée mondiale per i 30 anni di Romanza rappresenta infatti una sorta di celebrazione del suo percorso artistico, capace di unire opera, pop e collaborazioni internazionali.

E questa volta, sul palco dello Zócalo, la lirica incontrerà la cumbia.

Un esperimento che potrebbe trasformarsi in uno degli eventi musicali più originali dell’anno.




Lo Chef Mario Pulvirenti ed i suoi spaghetti di Gragnano con granseola, ciliegini e bisque di crostacei

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102d031e 93f6 464f b964 e433b8658804Oggi presentiamo lo Chef Mario Pulvirenti, recentemente entrato a far parte della famiglia di CHEF Italia ETS, e proprietario del Ristorante Poseidon di Aci Trezza, frazione di ACI Castello in provincia di Catania.

Classe 1975, nativo di Acireale, è sempre stato un imprenditore istrionico dalle mille risorse. Sin da giovanissimo si è cimentato in diverse attività imprenditoriali e, negli anni, ha maturato esperienze in differenti settori dell’ambito commerciale, tralasciando un pò la sua vera vocazione per la buona cucina, in un primo momento solo un grande hobby, poi, con il passare degli anni, diventata qualcosa di più grande, oltre la sua innata passione per la materia. Prima da autodidatta e, in seguito, con i necessari approfondimenti di studio e, soprattutto, tanta pratica sul campo, il nostro Chef Mario Pulvirenti ha perfezionato la sua formazione con diversi stage professioniali nel settore della ristorazione, acquisendo via via svariate competenze specifiche, sia su ricette di carne che di pesce, con le relative tecniche per la preparazione di piatti sia tradizionali che gourmet.

Col tempo, in via del tutto naturale, ha preso forma il sogno di dar vita ad una propria realtà imprenditoriale nell’ambito della ristorazione, anche se poi sono trascorsi diversi anni prima che l’occasione giusta si presentasse. Verso la fine del 2024, i titolari di un locale nella frazione marinara di Aci Trezza manifestarono l’intenzione di cedere l’attività, un’occasione più unica che rara vista la bellezza eccezionale del posto ed il suo conseguente altissimo potenziale turistico. Detto, fatto, il nostro Chef Mario non si è lasciato sfuggire quest’occasione e, in poche settimane, ha avviato la trattativa per la rilevazione dell’attività e si è lanciato in questa nuova avventura, non solo come imprenditore ma, soprattutto come Chef del ristorante, avendo così modo di realizzare la sua vera vocazione, consapevole, tra l’altro, delle proprie competenze e capacità acquisite. E così, nel mese di Gennaio del 2025 inaugura il Ristorante Poseidon, scegliendo un nome importante che non lascia spazio agli equivoci, il Dio del Mare per i Greci, ovviamente basato sulla preparazione delle più svariate specialità di pesce esclusivamente fresco e magnificamente situato in uno dei luoghi più suggestivi della costa ionica, Aci Trezza, la terra dei ciclopi.

1ed94910 7825 42c1 b6b8 097641eb47f7È già diventato in poco tempo un punto di riferimento per i suoi piatti realizzati con abbinamenti originali sempre ispirati alla più classica tradizione siciliana, ricercando la dovuta armonia per garantire il miglior risultato possibile, proprio come avviene in un’orchestra, ed inserendo in ogni piatto almeno un elemento che richiami le ricette isolane, sfruttando il più possibile il pescato locale.

Ed è proprio la stagionalità del menù il suo punto di forza, scegliendo prodotti sempre freschi, quelli che il mare e la terra ci regalano, dando grande credibilità ai suoi piatti e quindi al ristorante.

Recentemente, infine, ha avuto modo di aggiungere un’ulteriore diversificazione che permette di ampliare la sua offerta, per la presenza nel locale di un forno in muratura per le pizze con la tradizionale cottura a legna. Sin dai primissimi giorni l’impatto è stato positivo e le recensioni dei clienti immediatamente incoraggianti, dando seguito a dei buoni risultati sia in termini economici che per l’aumentato volume delle riservazioni, tanto che è stato ritenuto necessario ampliare l’organico con del nuovo personale, anche in vista della caotica stagionalità estiva che,  come sempre, si traduce in un incremento della clientela soprattutto turistica.

In ultimo, proprio grazie a questi importanti numeri ottenuti che oggi il nostro Chef Mario si trova a compiere il passo successivo, quello di rinnovare il ristorante, per dare un’impronta più personale in  un’atmosfera glamour e raffinata, la relativa e conseguente evoluzione del suo modo di lavorare, pensare e, quindi, di cucinare, fondato sulla assoluta genuinità e qualità delle materie prime, necessarie per sviluppare al meglio le sue idee.

*Ed eccoci ora al piatto che il nostro Chef Mario Pulvirenti ci propone oggi, gli spaghetti di Gragnano con granseola, pomodorini ciliegini e bisque di crostacei. Entrambe le forme, granseola e granceola (o grancevola), sono corrette per indicare la Maja squinado, un pregiato crostaceo decapode simile ad un grosso granchio. Il termine deriva dal veneziano granso (granchio) e seola (cipolla), diffuso poi in tutta Italia per definire questo crostaceo dalla polpa saporita. Questa ricetta gourmet unisce la consistenza ruvida degli spaghetti di Gragnano alla dolcezza della granseola e all’intensità della bisque.

La sua preparazione prevede la creazione di un fondo saporito con teste di crostacei e pomodorini, mantecando la pasta con la polpa di granseola e la bisque ridotta, garantendo un piatto di mare raffinato.

Ma veniamo ora agli ingredienti per 2 persone: 200 gr. di spaghetti di Gragnano, 1 granseola fresca (circa 500-600 gr.), 10-12 gamberi rossi (per la bisque), 100 gr. di pomodorini ciliegini, 1 scalogno, 1 spicchio d’aglio in camicia, ½ bicchiere di vino bianco secco, olio extravergine d’oliva q.b., sale, peperoncino e prezzemolo q.b., ghiaccio (per la bisque).

Preparazione: per la bisque, sgusciate i gamberi, rimuovendo teste e carapace e tenendo da parte le code. In una casseruola, rosolate lo scalogno con olio evo, aggiungete le teste ed i carapaci, schiacciandoli bene per far uscire il loro sapore. Se li avete, potete aggiungere anche quelli di scampi e astice. Sfumate con il vino bianco, quindi aggiungete ghiaccio e acqua fredda. Fate ridurre a fuoco lento per 30-40 minuti, poi filtrate il tutto schiacciando bene i residui. Per la granseola: lessatela in acqua bollente salata per circa 10-12 minuti. Lasciatela raffreddare, apritela e recuperate tutta la polpa bianca dal corpo e dalle chele. In una padella capiente, soffriggete uno spicchio d’aglio in camicia ed un  peperoncino, quindi aggiungete i pomodorini ciliegini tagliati a metà e, dopo pochi minuti, la polpa della granseola. Sfumate con poco vino bianco: Cottura e mantecatura: cuocete gli spaghetti di Gragnano in acqua poco salata. Scolateli molto al dente (3-4 minuti prima della fine) e trasferiteli nella padella con la granseola.

Risottatura: aggiungete la bisque preparata in precedenza e portate a cottura la pasta risottandola, aggiungendo la bisque poco alla volta per creare una crema. Spegnete il fuoco, aggiungete il prezzemolo tritato fresco e, se gradito, un filo di olio a crudo. Impiattate a piacimento, utilizzando il corpo e le chele della granseola, e servite immediatamente. Un piatto è giusto quando si percepisce tutto quello che c’è dentro. Pochi ingredienti e poca manipolazione della materia prima, selezionando solo il meglio che offre il mercato. E buona degustazione.

 

 




Pedalata in Sudamerica, da Lima a Ushuaia

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10 4 2026 sudamericainbiciIl Centro Polivalente di Limidi di Soliera (Modena) informa che ha definito un nuovo programma di iniziative culturali.

Venerdì 10 aprile 2026, ore 21.00, nella sala del 1° piano in Via Papotti n. 18, Limidi (Mo), ritorna una iniziativa sui viaggi in bicicletta.

GIORGIO SGARBI racconterà ed illustrerà con bellissime immagini e video la sua straordinaria esperienza: viaggiare in bicicletta in Sudamerica, da Lima a Ushuaia. Un percorso di oltre 6.000 chilometri! Un viaggio lento prendendosi il tempo di visitare città importanti, borghi, campagne, monti e mari. Ammirare il panorama, ammirare aspetti specifici, curiosare. Con la filosofia del cicloturismo. La realizzazione di un viaggio preparato e realizzato con cura e passione.

Sarà un’occasione per tornare ad incontrarsi e passare una serata assieme per vedere contesti sociali, città e paesaggi e stupendi, poco noti, conoscendo altri mondi ed altri modi di viaggiare, relative problematiche e soddisfazioni.

Saranno rispettate eventuali disposizioni che fossero emanate in materia di COVID.

bozza programma 2026 2027L’evento, come sempre aperto al pubblico (senza necessità di prenotazione) e ad ingresso gratuito, rientra nel nuovo programma che lo Spazio Cultura del CENTRO POLIVALENTE di LIMIDI ha predisposto per il periodo 2026-2027 col contributo della Fondazione Campori di Soliera.

Gli eventi verranno segnalati con comunicati stampa.

La prossima iniziativa è programmata per domenica 19 aprile 2026 alle ore 16. il Professor ORONZO CASTO, docente di greco e latino e preside dei Licei WILIGELMO e MURATORI di Modena nonché noto conferenziere, intratterrà sul debito dell’Occidente verso la civiltà ateniese del V secolo a.C. “La democrazia ateniese tra vittoria di Maratona (490 a. C.) e sconfitta di Egospotami (404 a. C.)”.




Cinema 2026: tra crisi creativa e ritorno degli autori

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Il cinema mondiale nel 2026 si trova in una fase di transizione che potremmo definire senza mezzi termini: incerta. Da una parte le grandi produzioni continuano a dominare il mercato, dall’altra cresce una stanchezza sempre più evidente da parte del pubblico verso sequel, remake e universi narrativi ripetitivi.

241757 les 17 films les plus attendus de 2017Negli ultimi mesi, diverse produzioni ad alto budget hanno confermato un trend già evidente: incassi importanti, sì, ma entusiasmo sempre più tiepido. Il pubblico va al cinema, ma con meno passione. E soprattutto, seleziona.

Le piattaforme di streaming restano concorrenti forti delle sale, ma non sono più la novità di qualche anno fa. Anche lì si avverte una saturazione di contenuti, spesso simili tra loro, che rende difficile emergere davvero.

In questo scenario, però, qualcosa si muove.

Sempre più spazio stanno riconquistando i registi autoriali, capaci di proporre storie originali, meno legate alle logiche industriali e più attente alla qualità narrativa. Film più piccoli, ma spesso più coraggiosi, stanno trovando pubblico e riconoscimenti nei festival internazionali.

Il successo di opere indipendenti dimostra che esiste ancora un pubblico disposto a premiare il rischio creativo. Non si tratta di nostalgia, ma di una richiesta concreta: tornare a raccontare storie nuove, vere, sorprendenti.

Anche il cinema europeo e latinoamericano vive una fase interessante, con produzioni che affrontano temi sociali, identità e trasformazioni culturali con maggiore libertà rispetto ai grandi studi hollywoodiani.

La vera sfida sarà trovare un equilibrio tra industria e creatività, tra spettacolo e contenuto.

Perché il cinema, alla fine, non vive solo di effetti speciali. Vive di storie. E quando le storie mancano, il pubblico se ne accorge.