Lo Chef Santo Oliviero e il suo involtino di spigola esotica

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ab50183f 407b 4989 b59a 7731265a48f6Oggi parliamo dello Chef Santo Oliviero, un grande e appassionato professionista della ristorazione.

Classe 1976, nasce a Torre del Greco, al centro del Golfo di Napoli e fin da piccolo coltiva la passione per l’arte culinaria, osservando, ogni giorno in cucina, l’attività sia della madre che delle nonne, senza contare il papa’ che lavorava saltuariamente nella ristorazione.

Si diploma nel ‘95 in un Istituto Tecnico Navale ma, durante tutte le stagioni estive dell’adolescenza lavora sempre nel mondo della  ristorazione, all‘inizio più per l’antica passione e per naturale curiosità, oltre che come lavoretto estivo, ma, in seguito, realizzando fortemente che il suo futuro professionale e di vita fosse senz’altro il nobile mestiere del cuoco, si butta nel campo con tutto l’ardore e il vigore giovanile, sin da  quando, durante il servizio militare, lavora nelle cucine del famoso  Battaglione SAN MARCO, dove inizia a cucinare nella mensa ufficiali.

Dopo il congedo si trasferisce a Roma, dove presta la sua opera in vari locali, tra cui gli piace ricordare ristoranti storici come ALLA CORTE DEI BORBONI, IL REGNO DI RE FERDINANDO, IL SEGRETO DI PULCINELLA e, soprattutto, NAPUL’ E’, a due passi da Piazza San Pietro, dove per la prima volta diventa il responsabile della cucina, tra l’altro con immensa soddisfazione, anche perche’ finalmente può preparare i suoi piatti, oltretutto anche per diverse personalità televisive, sportive e politiche, iniziando anche a fare le sue prime comparsate televisive, in un’epoca ancora primordiale rispetto alle ormai molteplici trasmissioni culinarie in tv.

L’anno 2002 e’ stato, per il nostro Chef Santo, un anno fondamentale, soprattutto perchè ha avuto il piacere di incontrare il Maestro Executive Chef Antonio Sorrentino che lo ha introdotto nel gruppo di ROSSOPOMODORO, dove ha avuto l’opportunità di crescere professionalmente ed ampliare i suoi confini nell’arte culinaria, apprendendo, in particolar modo, l’aspetto manageriale ed economico necessario alla direzione di una cucina.

image1Dopo diversi anni nel Gruppo decide di fare un ulteriore passo di crescita gettandosi in prima persona nell’apertura di un proprio locale, A’ MALAFEMMENA, dedicato alla figura di Toto’, sia come arredamento che come menu’, un’ispirazione dovuta al grande talento e alla personalità del grande attore nei suoi innumerevoli films. A causa poi di particolari  vicissitudini private, dopo anni di immense soddisfazioni personali e lavorative, decide di chiudere questa sua esperienza dedicandosi alla consulenza della ristorazione in toto, non solo ovviamente di ristoranti e pizzerie ma anche di hotels e villaggi turistici, sia per riavvii che per nuove gestioni, soprattutto per quelli che si avvicinano al difficile mondo della ristorazione, non solo nel territorio italiano ma anche in diverse nazioni europee, soprattutto in Spagna, Svizzera, Germania, Austria e Belgio, oltretutto acquisendo ulteriori esperienze e conoscenze in questo campo, immenso più di quanto non si creda. Questo tipo di lavoro gli permette, da allora, di partecipare con più frequenza a molti programmi tv di cucina e di ottenere vari riconoscimenti alla carriera, tra i quali DISCEPOLO DI ESCOFFIER, CAPPELLO D’ORO ALLA CARRIERA, STELLA DELLA RISTORAZIONE E 5 STELLE D’ORO DELLA CUCINA.

*Ed ecco il piatto che il nostro Chef Santo Oliviero ci propone oggi: il suo involtino di spigola esotica, una sua particolare creazione con alcuni ingredienti diversi dal solito e con una splendida e particolare presentazione.

Ma veniamo subito agli ingredienti: spigola 200 gr., stracchino 150 gr., salmone 100 gr., mango 350 gr., olive nere taggiasche q.b., melograno q.b., sale q.b., pepe bianco macinato q.b., olio evo q.b., basilico q.b., prezzemolo q.b.

Procedimento: pulite la spigola e sfilettatela, quindi asciugatela, battetela leggermente e tenetela da parte. In una ciotola, prendete lo stracchino, aggiungete un pizzico di sale ed uno di pepe bianco macinato, quindi stemperate il tutto con un cucchiaio. Prendete il mango, pulitelo e tagliatelo a metà: una parte la tagliate a brunoise e con l’altra preparate una crema aiutandovi con un frullatore ed un filo d’olio evo. A questo punto, prendete il salmone e tagliatelo a coltello realizzando una tartare, quindi conditela con olio evo e sale e tenetela da parte. Pulite anche il melograno e tenetelo da parte. Infine, prendete i filetti di spigola e, con un cucchiaio, andate ad inserire lo stracchino precedentemente lavorato insieme alle olive nere taggiasche, il mango tagliato a brunoise e la crema di mango, quindi arrotolate i  filetti pressandoli nei lati. A questo punto, prendete una padella antiaderente, aggiungete un filo d’olio evo e scottate da entrambi i lati i filetti fino a renderli croccanti. In ultimo, impiattate e decorate a piacimento e, come sempre, buona degustazione.




Attraversare sulle strisce? In Repubblica Dominicana spesso è più pericoloso che attraversare fuori

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attraversare strisce formula guida sicura 300x200C’è un consiglio che in Repubblica Dominicana si sente ripetere spesso, quasi sottovoce, come una confessione tra chi conosce il Paese e chi sta per scoprirlo:

“Non attraversare sulle strisce pedonali.”

Detto così, sembra una battuta. In realtà è uno dei primi shock culturali per chi arriva dall’Europa, dove le strisce rappresentano un diritto, quasi una sacralità. Qui no. Qui possono diventare un’illusione pericolosa.

In molte città dominicane le strisce pedonali esistono più per decorazione che per funzione. Non rallentano il traffico, non fermano le auto, non proteggono chi cammina. A volte fanno l’esatto contrario: espongono il pedone, lo rendono prevedibile, visibile… e quindi vulnerabile.

Chi vive qui lo sa. Chi arriva lo impara presto. E spesso lo impara osservando i dominicani stessi, che attraversano dove capita, quando capita, affidandosi non alle regole ma all’istinto, al contatto visivo, al tempismo.

Non è anarchia. È adattamento.

La strada come spazio di negoziazione

In Repubblica Dominicana la strada non è uno spazio regolato, ma negoziato.
Ogni attraversamento è una trattativa silenziosa tra pedone, auto, moto, motoconcho, camion. Vince chi è più rapido, più deciso, più attento.

Il problema nasce quando uno straniero applica regole che qui non funzionano. Si fida delle strisce, del semaforo, della precedenza. E scopre che avere ragione non significa essere al sicuro.

L’altro tabù: gli incidenti e la paura che nessuno dice ad alta voce

C’è poi un’altra raccomandazione che circola tra residenti, soprattutto stranieri. È più scomoda, più delicata, e proprio per questo raramente viene messa per iscritto.

Se un pedone attraversa all’improvviso, senza guardare, e viene investito da un’auto che procedeva correttamente, la paura non è solo l’incidente.
È quello che può succedere dopo.

La voce che corre è sempre la stessa: fermarsi subito può significare esporsi a reazioni emotive, all’arrivo di parenti, conoscenti, curiosi. In un contesto dove la tensione può salire rapidamente, avere ragione non garantisce protezione.

Va detto con chiarezza:
questa non è una regola, né un consiglio ufficiale.
La legge dice altro.

Tra legge scritta e realtà quotidiana

Le autorità indicano una procedura chiara: fermarsi, chiamare la DIGESETT, attendere i soccorsi. Ed è ciò che va fatto sul piano legale.

Ma chi vive qui sa che tra norma scritta e realtà quotidiana esiste uno spazio grigio, fatto di prudenza, esperienza e, a volte, paura.

Non è una critica al Paese. È una constatazione.
La Repubblica Dominicana non è pericolosa: è diversa. E ignorare questa differenza è l’errore più comune dei visitatori.

Conoscere le regole non scritte per restare al sicuro

Vivere o viaggiare qui significa imparare che:

  • le strisce non proteggono automaticamente

  • il pedone non è sempre prioritario

  • la strada è un ambiente ad alta attenzione

  • guidare e camminare richiedono difensiva mentale, non rigidità

Non è cinismo. È rispetto per la realtà.

Ma il timore esiste. Ed è reale.

La Repubblica Dominicana è un Paese accogliente, generoso, umano. Ma sulla strada non fa sconti.
Qui non basta avere ragione.
Bisogna capire come funziona davvero.

E forse il vero consiglio ai turisti e ai nuovi residenti è uno solo:
non fidarsi dei segnali, ma osservare le persone.




Baghdad, un tesoro della Mesopotamia antica

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Situato oggi nella periferia meridionale dell’attuale Baghdad, lo storico sito di Tell Muhammad rappresenta uno degli insediamenti più significativi della Mesopotamia antica. Dopo le indagini che hanno mostrato l’importanza del sito durante l’epoca di Hammurabi di Babilonia, l’interesse per Tell Muhammad è rinato grazie al progetto Baghdad Urban Archaeological Project, promosso dall’Università di Catania in collaborazione con lo State Board of Antiquities and Heritage iracheno e sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri italiano. La missione ha ripreso gli scavi nel 2022, restituendo al presente un patrimonio eccezionale: tra i risultati più significativi, emergono un sistema di mura difensive — con porta monumentale — di epoca Paleobabilonese (ca. 1900-1600 a.C.), strutture residenziali e artigianali, antichi sistemi di gestione delle acque.

Vita quotidiana, attività produttiva e ritualità funeraria nell’antica Mesopotamia

Durante l’ultima campagna di scavo conclusa da poche settimane, gli archeologi hanno portato alla luce ampi settori produttivi che si trovavano all’interno degli edifici posti in prossimità delle fortificazioni settentrionali. In particolare, sono state messe in luce delle stanze dell’epoca di Hammurabi di Babilonia che rappresentavano una sorta di fucina con una serie di forni e di installazioni legate all’utilizzo del fuoco. Qui la produzione di cibo si mescolava a quella di metalli, come evidenziato dalla scoperta di un crogiolo di terracotta quasi intatto al cui interno si trovavano ancora i resti della fusione dei metalli e che è tra i pochi esemplari trovati in contesti archeologici della Mesopotamia.

Ma l’aspetto straordinario di questa stagione è stata la presenza di tombe poste al di sotto dei pavimenti di questi edifici. I morti continuavano quindi a seguire i vivi attraverso una contiguità tra spazi produttivi e quelli dedicati al mondo degli inferi. La modalità di deposizione dei defunti differiva tra infanti e adulti, ma i luoghi erano i medesimi come evidenziato da una stanza dedicata al culto dei defunti, con un altare che presentava ancora i resti di libagioni, nella quale gli infanti erano posti all’interno di vasi in ceramica accanto ad un individuo adulto con le gambe allargate e le mani sul pube con due bicchieri in ceramica che rappresentavano il corredo funerario. I testi mesopotamici ci ricordano che la rimembranza dei defunti (denominata kispum in Accadico) avveniva esattamente come evidenziato dal contesto archeologico appena descritto. A Tell Muhammad, il connubio tra vita e morte doveva essere un trait d’union costante non solo grazie alla presenza di tombe all’interno degli edifici o di altari dedicati al culto dei defunti, ma grazie all’iconografia riconoscibile nei numerosi sigilli oltre che a figurine in terracotta.

 

Verso il futuro: Un progetto di cooperazione per stimolare il turismo culturale in Iraq

In conclusione, Tell Muhammad emerge oggi come un sito chiave per comprendere la complessità politica, economica e culturale della Mesopotamia. Le sue mura, i suoi canali, le sue ceramiche e i suoi templi raccontano una città viva, stratificata, articolata — una città che non è più semplice “testimonianza del passato”, ma ponte concreto tra noi e migliaia di anni di storia umana e la cui futura narrazione sarà prevista grazie al parco archeologico di Tell Muhammad e Tell Harmal previsto quale parte del progetto di cooperazione ArTourBagh finanziato dal MAECI attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo (AICS) e che vede la collaborazione tra le Università di Bologna e Catania con il coordinamento del Prof. Nicolò Marchetti.




Messico. La Via Crucis di Iztapalapa è patrimonio dell’umanità Unesco

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iztapalapapuntovertL’Unesco ha iscritto la rappresentazione della passione, morte e resurrezione di Cristo di Iztapalapa, la più grande processione della Via Crucis del Messico, nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

«È una manifestazione che trascende la religione. È un atto di unità, fede e resilienza che riunisce migliaia di persone in un esercizio collettivo di memoria, identità e partecipazione», ha affermato Edaly Quiroz, vicedirettrice del Patrimonio immateriale del Messico, durante la ventesima sessione del Comitato Intergovernativo dell’UNESCO tenutasi a Nuova Delhi.

La celebrazione mobilita gli otto quartieri originali di Iztapalapa, un distretto nella parte orientale di Città del Messico, dove i residenti trasformano lo spazio urbano in scenari biblici per rievocare episodi del Nuovo Testamento.

È la più grande rievocazione della Settimana Santa del Paese e uno dei più grandi raduni religiosi dell’America Latina. Nel 2024, ha attirato oltre 1,4 milioni di partecipanti e, nelle edizioni precedenti alla pandemia, ha riunito più di due milioni di persone.

La tradizione è iniziata nel 1833 come voto della comunità per porre fine a un’epidemia di colera che stava decimando la popolazione. Un decennio dopo, l’impegno fu formalizzato con la prima rappresentazione di un ciclo che ha ormai attraversato più di 180 anni di storia ininterrotta.

Foto: Yazmín Ortega Cortés – jornada.com.mx

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La Blind Chef Rita Trupia e il suo lacerto in riduzione di melograno e pesto di rucola

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8083c6dd f117 4c21 bfc5 e7f29453266eOggi presentiamo la Blind Lady Chef Rita Trupia, una donna eccezionalmente coraggiosa e molto determinata che ha affrontato con forza e resilienza le sfide della vita.

Classe 1968, siciliana di Agrigento e da poco entrata a far parte della famiglia di CHEF Italia ETS, con un percorso di vita del tutto particolare: infermiera professionale per 25 anni, ha dedicato la sua vita a curare gli altri, ma una patologia agli occhi l’ha costretta a lasciare il lavoro e a reinventarsi.

Nonostante la perdita parziale della vista, con grande forza e coraggio, la nostra Blind Lady Chef Rita non si è arresa e ha trovato nuove passioni e interessi nella sua vita: ha scoperto la sua vocazione per la cucina, sicuramente per molti versi già innata vista la sua frequenza passata nell’organizzare feste e banchetti, e ha iniziato a frequentare un corso di alfabetizzazione informatica per non vedenti, dove ha avuto l’opportunità di incontrare il Blind Chef e Maestro Sensoriale Anthony Andaloro, Coordinatore di Delegazione per il Settore Disabilità di CHEF Italia ETS, che ha avuto modo di intravedere in lei delle grandi potenzialità e le ha offerto l’opportunità di una collaborazione professionale.

Grazie alla sua guida, la Blind Chef Rita ha riscoperto una passione che era già in lei e ha trovato un nuovo scopo nella vita. Oggi collabora attivamente con lo Chef Anthony Andaloro, condividendo il suo amore ed entusiasmo per la cucina con gli altri. La sua storia è un esempio di come la determinazione, l’impegno e l’intensità possano superare gli ostacoli e portare a nuove e incredibili opportunità.

img 9884L’inclusione, in pratica, è il processo di creare contesti sociali, educativi e lavorativi in cui ogni individuo si senta accolto, valorizzato e partecipe, indipendentemente dalle sue differenze culturali, fisiche, o cognitive, garantendo pari opportunità e diritti, e promuovendo un cambiamento sistemico che rimuove barriere e discriminazioni. A differenza dell’integrazione, che si focalizza sull’inserimento del singolo in un sistema esistente, l’inclusione mira a trasformare l’ambiente stesso per accogliere la diversità di tutti.

L’inclusione per non vedenti si basa su strategie integrate che uniscono tecnologia assistiva come lettori schermo e sintesi vocale con metodi didattici specifici come il Braille, l’apprendimento tattile-sensoriale, l’orientamento e mobilità, e una cultura inclusiva che coinvolge scuola, famiglia e comunità, per garantire pari opportunità e piena partecipazione sociale attraverso strumenti e ambienti accessibili. Nella fattispecie, il sentirsi parte di un gruppo o di una comunità, come CHEF Italia ETS, riveste un ruolo non solo importante ma fondamentale per essere non solo presenti ma parte attiva.

*Ed ecco il piatto della nostra Blind Lady Chef Rita Trupia, il lacerto in riduzione di melograno e pesto di rucola: il lacerto è un taglio pregiato e magro di carne bovina, ricavato dalla coscia, la parte esterna, vicina al femore, noto anche come girello al centro Italia e magatello al nord; è l’ideale per cotture lunghe come arrosti, brasati, bolliti e spezzatini, ma anche per fettine veloci come scaloppine o vitello tonnato, essendo tenero e povero di grasso.

Per il melograno, questo è il momento di assaporare alcuni frutti gustosissimi tipici stagionali, come, appunto, il melograno: quest’ultimo è un frutto delizioso e versatile, poiché si presta a diverse tipologie di consumo anche con altri ingredienti. Si può infatti dare origine ad insolite salse e pietanze dal sapore agrodolce, ma comunque molto apprezzate, soprattutto come perfetto accompagnamento per carni di vario genere, in grado di arricchire con personalità anche il piatto più anonimo. Il pesto di rucola e mandorle è una salsa molto gustosa e versatile, non molto difficile da realizzare e che richiede poi un po’ di riposo perché i sapori si possano fondere alla perfezione.

Ma veniamo ora agli ingredienti; per il lacerto: 1 lacerto di circa 1 kg., 500 ml. di succo di melograno, 2 foglie di alloro, 3 chiodi di garofano, qualche grano di pepe nero, 1 pizzico di noce moscata, 2 foglie di salvia, sale, pepe e peperoncino q.b., 2 spicchi di aglio, 2 cucchiai di miele, 1 noce di burro.

Per la riduzione di melograno: succo di melograno q.b., 2 cucchiai di amido di mais.

Per il pesto di rucola: 1 busta di rucola, 1 manciata di mandorle, sale, pepe e peperoncino q.b., olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento: 1.Macerazione del lacerto: mettete il lacerto in un contenitore capiente e con coperchio, aggiungete il succo di melograno e tutti gli aromi (alloro, chiodi di garofano, pepe nero, noce moscata, salvia, aglio e miele). Lasciate macerare per una notte.

2.Cottura del lacerto: imbustate il lacerto sottovuoto e cuocete a bassa temperatura (60°C) per 3 ore.

3.Rosolatura del lacerto: a fine cottura, toglietelo dall’involucro e rosolate il lacerto in padella a fuoco alto con burro e salvia. Regolate di sale.

4.Riduzione di melograno: filtrate il succo di melograno e mettetelo in un pentolino. Scioglietevi i 2 cucchiai di amido di mais e regolate di sale, quindi mettetelo sul fuoco a fiamma bassa e mescolate fino a quando si addensa.

5.Pesto di rucola: frullate la rucola, le mandorle, il sale, il pepe e il peperoncino. Aggiungete, quindi, dell’olio extravergine d’oliva q.b. e frullate fino a ottenere un pesto cremoso. Impiattamento: servite il lacerto affettato con la riduzione di melograno ed il pesto di rucola a lato. Decorate a piacimento e, come sempre, buona degustazione.




Italia-Usa, intesa sui beni culturali. Ministro Giuli: “Accordo di straordinaria rilevanza per tutela patrimonio culturale

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ministero della cultura italia usa intesa sui beni culturali. ministro giuli accordo di straordinaria rilevanza per tutela patrimonio culturaleimmagine1Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli ha incontrato al Collegio Romano Sarah Rogers, Under-Secretary of State per la Diplomazia Pubblica del Dipartimento di Stato USA. Al termine del bilaterale, il Ministro Giuli e l’Under Secretary Rogers si sono recati al Museo dell’Arte Salvata per la cerimonia di firma dell’accordo per il rinnovo del memorandum di intesa tra Italia e USA sull’imposizione di limitazioni all’importazione di materiale archeologico dall’Italia. “L’accordo che rinnoviamo è uno strumento essenziale per la tutela del patrimonio culturale, per il contrasto al crimine organizzato transnazionale e per lo sviluppo di un sano mercato dell’arte” ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. L’intesa, sottoscritta nel 2001 e oggi estesa per ulteriori cinque anni, – informa la nota del MIC – ha l’obiettivo di contrastare il traffico illecito di beni archeologici e promuovere la collaborazione tra le forze di polizia e le istituzioni museali dei due Stati nel campo della ricerca e del recupero di opere esportate illegalmente dall’Italia e nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano negli Stati Uniti. “La cooperazione che rinnoviamo e rilanciamo è un modello virtuoso a livello internazionale in cui gli Stati Uniti, ancora una volta, si confermano una nazione leader responsabile e consapevole del valore dei beni culturali per le comunità da cui originano”, ha concluso Giuli. L’Under-Secretary Sarah Rogers ha dichiarato: “È veramente un momento eccezionale per rinnovare la firma di questo accordo, perché nel 2026 festeggeremo il 250mo anniversario dall’Indipendenza americana. “E l’Antica Roma” – le cui testimonianze archeologiche l’intesa protegge – “è stata la fonte di ispirazione dei Padri Fondatori, che hanno dato vita agli Stati Uniti d’America”. “Grazie a questo accordo – ha proseguito la rappresentante dell’amministrazione americana – in vigore dal 2001, oltre 4.900 opere sono state restituite all’Italia. Questa intesa è stata un mezzo eccezionale per rafforzare le competenze e le capacità delle autorità giudiziarie e di polizia americane e dei Carabinieri nel campo del rimpatrio e della restituzione delle opere. Oggi i nostri Stati possono beneficiare delle tecnologie più avanzate che consentono di realizzare queste attività di rimpatrio e di restituzione”. Dal 2021 ad oggi, sono stati recuperati oltre 900 beni archeologici grazie all’attività investigativa svolta dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e dalle competenti Agenzie di sicurezza statunitensi, con l’assistenza degli esperti del Ministero della Cultura e delle rappresentanze diplomatico-consolari italiane negli Stati Uniti, in attuazione del memorandum di intesa. (Inform)




Guadalajara, Italia ospite d’onore della fiera del libro 2026

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filpuntovertSi è svolta a Guadalajara, in Messico, la tradizionale cerimonia del passaggio di consegne tra i rappresentanti culturali della città di Barcellona, invitato d’onore dell’edizione 2025 della Fiera Internazionale del Libro (FIL), e l’Italia, che sarà il Paese ospite il prossimo anno.

Hanno partecipato alla cerimonia il Presidente e la Direttrice Generale della FIL, Trinidad Padilla e Marisol Schulz, la Vice Sindaca di Barcellona, Raquel Gil, e, per l’Italia, Filippo La Rosa, Direttore Centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

«La partecipazione alla FIL è un’enorme opportunità per tutti gli attori dell’editoria italiana. Guadalajara è infatti la porta di accesso principale al mercato ispanofono delle Americhe e può essere un importante elemento di crescita per il mondo dell’editoria italiana, che guarda all’internazionalizzazione per il proprio rafforzamento. La FIL va ben oltre una fiera di settore essendo invece una estesa manifestazione culturale fondata sul libro, che con la sua eco mediatica può offrire un solido contributo d’immagine alla crescita delle imprese italiane in Messico», ha detto La Rosa.

La partecipazione dell’Italia come ospite d’onore alla FIL, che avrà come slogan la frase di Umberto Eco Il mondo ci parla come un grande libro, coinciderà con l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, figura di grande importanza nella storia della lingua italiana, il 200esimo anniversario della nascita di Carlo Collodi, autore di Pinocchio, e un decennio dalla morte del semiologo, filosofo, scrittore e medievalista Umberto Eco.

Foto: eleconomista.com.mx

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Addio a Sandro Giacobbe, il cantante di “Signora mia”

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sandro giacobbe 300x225Addio a Sandro Giacobbe. Il cantautore si è spento oggi nella sua abitazione di Cogorno, nel Levante genovese. Lo ha confermato una fonte vicina alla famiglia.

Giacobbe aveva 75 anni e da oltre dieci anni era in lotta con un tumore. Cantautore di grande livello, tra i suoi brani più celebri Signora mia, 45 giri di successo del 1974 che partecipa al Festivalbar e rimane per mesi nelle hit parade nazionali ed estere negli anni ’70 e ’80, oltre a far parte della colonna sonora del film di Lina Wertmuller “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” (le musiche originali del film sono di Piero Piccioni ndr). Un’altra canzone dell’album, Signora addio, viene interpretata da Gianni Nazzaro.

Dopo aver vissuto per decenni a Moneglia, ultimamente Giacobbe si era trasferito a San Salvatore di Cogorno. Nel comune rivierasco aveva giocato al calcio nella squadra locale prima di arrivare alla Nazionale cantanti di cui era stato anche allenatore. Lascia la moglie Marina Peroni, di 27 anni più giovane e i figli Andrea e Alessandro nati da una precedente relazione.

Sandro Giacobbe nasce a Genova il 14 dicembre 1949 da padre di origini siciliane e madre lucana. La sua famiglia si compone anche di altri due fratelli. A soli 16 anni, Sandro decide di mettere da parte gli studi in ragioneria per formare il gruppo musicale Giacobbe & le Allucinazioni con alcuni amici, iniziando ad esibirsi in diversi locali della regione.

Nel 1971, ottiene il suo primo contratto con la Dischi Ricordi pubblicando il singolo Per tre minuti e poi. Successivamente cambia casa discografica passando alla Cbs e nel 1974 pubblica il primo 45 giri, Signora mia, ottenendo grande successo.

La vera notorietà arriva però nel 1976, quando Sandro partecipa a Sanremo classificandosi terzo con il brano Gli occhi di tua madre. A seguire partecipa come autore allo Zecchino d’Oro con la canzone Sette note per una favoletta e continua a pubblicare brani di grande successo come Mi va che ci sei, Notte senza di te e Sarà la nostalgia.

Nel 1983 torna di nuovo al Festival di Sanremo con Primavera e inizia a dedicarsi soprattutto a concerti e a iniziative di solidarietà, partecipando alla squadra della Nazionale cantanti come difensore centrale e, successivamente, allenatore.

Nel 1990 torna ancora in gara al Sanremo con Io vorrei, e nel 2003 partecipa al Festival di Viña del Mar, in Cile. Nel 2005 partecipa al programma Premiata Teleditta 3 – Non sono repliche e continua a fare musica con nuovi singoli e album. Dal 2014 al 2016 diventa l’allenatore in Prima Categoria del neonato Rupinaro Sport, squadra di Chiavari, e continua a fare parte della Nazionale Cantanti.

Nel 2020 collabora con Don Backy al brano Genova e nel 2023 esce il singolo Lettera al gigante, scritto dal figlio Andrea.

Nella vita, Giacobbe ha dovuto affrontare anche il tumore che ha colpito il figlio maggiore quando aveva solo 12 anni, che è fortunatamente guarito. Negli anni, il cantautore si è anche ritrovato a dover affrontare altri momenti molto duri: il primo quando è stato colpito da meningioma, un tumore delle meningi, per il quale ha subito una delicata operazione, mentre da circa 10 anni si trovava a combattere contro il cancro alla prostata.

Qualche mese fa, a marzo, era stato ospite di Mara Venier a Domenica In e aveva raccontato la sua malattia: “I medici mi hanno assolutamente prescritto di non stare più in piedi, di non forzare sul bacino, sul femore, perché c’è un rischio di rottura se dovessi stare in piedi”. Con lui in studio c’era la moglie Marina. Il cantante in quella toccante intervista aveva raccontato: “Dal giorno della Befana non sono più uscito, perché se vado in giro e mi vedono su una carrozzina, c’è il rischio che mi fotografino. Volevo invece fare una dichiarazione pubblica in modo non ci fossero dubbi su quello che sto vivendo e che voglio consigliare soprattutto altri altri”. La moglie aveva aggiunto: “Stiamo insieme dal 2010, si è ammalato nel 2015”. In quell’occasione il cantante aveva rivelato di avere un progetto nei teatri: “Lo spettacolo si chiamerà Voglia di Hit Parade, sarà uno scontro tra i miei successi e quelli di quegli anni, magari a settembre lo faremo”.

ansa.it




Lo Chef Nino U’ Ballerino e il suo panino d’autore con la milza, la ricotta, il miele e la granella di pistacchi

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da4d4c00 6323 4949 878c 7ee3fc6f84d0 (1)Oggi parliamo dello Chef Nino U’ Ballerino, al secolo Antonino Buffa, re dello street food palermitano e gestore dell’omonimo locale sito in Palermo, Corso Finocchiaro Aprile 76/78, recentemente nominato Coordinatore di Delegazione CHEF Italia per la Regione Sicilia.

Una famiglia, dal nonno in poi, di venditori ambulanti di pane con la milza (pani ca’ meusa), specialità tradizionale di Palermo. I Buffa esercitano la loro attività principalmente nel cuore del centro storico di Palermo, il quartiere del Capo, ma viaggiano anche spesso in giro per la Sicilia in occasione di feste e sagre cittadine. Oltre a seguire il padre e il nonno, diventa apprendista panificatore presso una panetteria del Capo, dove impara l’arte della preparazione delle “vastedde” (il panino tipico palermitano da riempire con la milza) e dal 1985 prosegue l’attività di “meusaro” ambulante in proprio, con il suo banchetto nella zona del “Papireto”, nei pressi della Cattedrale e poi successivamente  si sposta in Corso Finocchiaro Aprile, già Corso Olivuzza.

Raggiunta una certa notorietà, viene spesso chiamato a preparare i suoi panini in cene e feste private organizzate da esponenti di spicco della società palermitana. Nel Settembre del 2002 viene, appunto, inaugurato il locale “NINO U’ BALLERINO”, di cui è gestore e Chef, una bellissima gastronomia specializzata in cibo da strada palermitano (pane ‘ca meusa, pane con panelle e crocchè, arancine, verdura in pastella) e in piatti tipici della cucina siciliana. Nel 2003 dirige uno staff di 12 persone che nel 2004 salgono a 25. Intanto cominciano anche le manifestazioni: nel 2004 organizza la “SAGRA DELLA MILZA”, una manifestazione nata per celebrare la specialità palermitana, che totalizza ben 40.000 presenze con 25.000 panini offerti gratuitamente in un giorno. Diventerà una vera e propria kermesse, replicata ogni anno, questa in aggiunta a tante altre manifestazioni organizzate dal Comune di Palermo e da altre città siciliane.

Intanto l’azienda si amplia: il nostro Chef Nino rileva un capannone nei pressi di Catania e sigla un contratto di fornitura con una delle più grandi aziende di carni del nord-Italia: può così acquistare all’ingrosso la materia prima e stoccarla senza problemi, che viene così utilizzata non solo dal suo locale ma anche venduta e distribuita all’ingrosso in tutta la Sicilia.

Attualmente “Nino U’ Ballerino” conta 33 dipendenti ed un fatturato che, malgrado la crisi, non ha subito alcuna flessione.

Nel 2013 è il vincitore della 4° puntata del programma televisivo “STREET FOOD HEROES” andato in onda sui canali Mediaset di ITALIA 1 e ITALIA 2, programma ideato da Mauro Rosati. Nello stesso anno il suo locale viene recensito nel libro “GUIDA AL MIGLIOR CIBO DI STRADA ITALIANO” a cura di Mauro Rosati edito da Grimaudo.

da4d4c00 6323 4949 878c 7ee3fc6f84d0Il 29 Maggio 2014 è stato ospite del MASTER OF MANAGEMENT IN FOOD AND BEVERAGE (MFB) DELL’UNIVERSITA’ BOCCONI DI MILANO, nell’ambito di una “Company Presentation” dove i partecipanti hanno potuto analizzare la sua attività e studiare la formula del successo imprenditoriale del suo locale. Sempre nello stesso anno ha partecipato alle trasmissioni della RAI “UNO MATTINA” e “SERENO VARIABILE”.

Ad Ottobre 2014 viene anche incluso nell’elenco ufficiale delle Eccellenze Italiane. Agli inizi di Novembre partecipa alle riprese della puntata dedicata alla Sicilia del più famoso programma francese di viaggi, cultura e cibo “ECHAPPÉES BELLES” della televisione FRANCE 5, tre giorni di riprese per raccontare la cultura e le tradizioni palermitane attraverso il nostro Chef Nino e la sua famiglia, oltre alla sua attività. Sempre su France 5 appare nel programma “LES ESCAPADES DE PETITRENAUD” condotto dal giornalista-gastronomo più noto in Francia, Jean-Luc Petitrenaud. Per il canale inglese Channel 4 partecipa alla trasmissione “AINSLEY HARRIOTT’S STREET FOOD “ e alla nuova edizione di “ALEX POLIZZI’S SECRETS ITALY”.

Il 7 Novembre organizza con Gaetano Basile giornalista, storico, scrittore ed enogastronomo, la serata “STORIA DEL PANI CA’ MEUSA”. Il 21-22-23 Novembre è sponsor ed espositore di uno stand gastronomico tipico nell’evento “LA SICILIA ABBRACCIA IL GIAPPONE” (patrocinato dall’Ambasciata del Giappone in Italia), un appuntamento fisso delle manifestazioni culturali palermitane. Il 23 Novembre 2014 è ospite del programma radiofonico “IL GASTRONAUTA” di RADIO24, la radio del Sole24Ore.

Nel Dicembre 2014 partecipa al programma “STREET FOOD AROUND THE WORLD” in onda su National Geographic, condotto dall’attore-regista Ishai Golan. La puntata, andata in onda su National Geographic Channel in USA e Regno Unito, andrà in onda nella versione italiana sul canale Laeffe nel mese di Luglio 2015 con il titolo “IL RE DELLO STREET FOOD”. Nel febbraio 2015 partecipa alla trasmissione “ A Conti Fatti”, RAI 1, dove illustra e racconta la tradizione culinaria del “pani ca’ meusa”. Il 25 Febbraio 2015 vince “L’OSCAR DEL CIBO DI STRADA 2015” e viene eletto miglior Street Chef d’Italia: il suo locale si aggiudica il primo posto assoluto. Il 10 Marzo 2015 il presidente della Confederazione Italiana Esercenti Commercianti di Palermo Salvatore Bivona ha conferito al nostro Chef Nino una targa, quale ringraziamento ufficiale a nome dei commercianti palermitani e non solo.

Il 27 Febbraio partecipa al al programma RAI1 “A CONTI FATTI” e il 26 Marzo al  programma ”BEL TEMPO SI SPERA”, del canale Tele 2000, che gli ha dedicato un ampio servizio – girato nel suo locale – nell’ambito di uno spazio riguardante le eccellenze italiane dello street food italiano. Nel mese di Aprile 2015 partecipa alle riprese del programma della tv israeliana “AHARONI & GIDI’S WONDERFUL JOURNEY”. Condotto dallo Chef internazionale Ysrael Aharoni e dall’attore-cantante Gidi Gov, che viene trasmesso dal canale CHANNEL 10 e negli USA da Israel Network.

Sempre nel mese di Aprile le telecamere di RAI ITALIA, il canale internazionale RAI, girano un servizio sullo Chef Nino e la sua attività, che verrà trasmesso in Giugno nel programma “COMMUNITY”. Il 18 e 19 Aprile è ospite del “Panormvs Street Food Festival”, evento organizzato dal Comune di Palermo e patrocinato da Expo 2015: il suo pani ca’ meusa risulterà la specialità più richiesta e venduta nell’ambito del festival (20.000 panini venduti solo il primo giorno).

Nel maggio 2015 partecipa all’EXPO di Milano con uno showcooking molto apprezzato. In Giugno è ospite al Vaticano, dove offre una degustazione di specialità tipiche palermitane ad altri prelati nella Domus Area Sacerdotalis. Nel Settembre 2015 viene insignito dal Principe del Montenegro Stefan Černetić, presidente dell’Accademia internazionale “Il Gotha del Gusto”, del titolo di Cavaliere di Merito. Nel Giugno 2015 viene inserito nella guida del GAMBERO ROSSO 2016. Il 15 Marzo la testata Huffington Post include il locale del nostro Chef Nino tra i 10 migliori d’Italia nel campo dello street food. Il noto giornalista Giuliani de Risi su First online lo colloca tra i “migliori santuari del buon gusto in Italia”.

Nel mese di Novembre è ospite dell’ISRAEL ACADEMY MASTER CHEF WORLDWIDE in occasione del 50 anniversario dell’accademia, dove, nel corso dell’evento, viene insignito del titolo di Master Chef. Sempre nel corso dello stesso evento il Ministro del Turismo di Israele, Sig. Yariv Levin, lo insignisce dell’onorificenza di “Ambasciatore Onorario del Turismo israeliano”, riconoscendogli il titolo di “Amico di Israele”.

Partecipa alla Triennale di Milano nell’ambito dell’evento “Knit Talks” e cura il banchetto di apertura di “Spoleto Arte” di Vittorio Sgarbi Show cooking a Londra e in Grecia. Nel Luglio 2016 la rivista Gambero Rosso lo incorona come “migliore street Chef siciliano”. Nel 2018 è in tour negli USA. Nel corso degli anni seguenti Nino partecipa a numerosi trasmissioni nei canali RAI (GEO&GEO, SERENO VARIABILE, TG, I SOLITI IGNOTI) e MEDIASET (AVANTI UN ALTRO, TG5, DRITTO E ROVESCIO, POMERIGGIO 5).

E’ ospite anche di numerose trasmissioni estere. Nel 2021 apre un nuovo punto vendita in Piazza Indipendenza a Palermo: il Chiosco NB, situato tra il Palazzo dei Normanni e la Cattedrale, che diventa subito un polo di attrazione culinario sia per i turisti che per gli stessi palermitani. Insignito di numerosi premi e riconoscimenti, il 17 Novembre 2024 viene insignito del Premio Spoleto Arte. Recentemente è stato uno dei protagonisti e partecipanti alla “Notte delle Stelle” al Castello delle Cerimonie Hotel La Sonrisa.

*Ed ecco la ricetta che il nostro Chef Nino U’ Ballerino ci propone oggi e che, manco a dirlo, è un panino, questa volta, però, un panino d’autore, i cui ingredienti principali sono la milza, la ricotta, il miele e la granella di pistacchio.

Leggenda narra che l’origine di u’ pani ca’ meusa risalga al Medioevo, quando gli ebrei che vivevano a Palermo lavoravano come macellai. Dato che le loro credenze religiose non gli permettevano di generare un guadagno dalla macellazione degli animali, al posto dei soldi ricevevano come ricompensa le frattaglie. Tra queste la milza, il polmone e la trachea, che iniziarono a insaporire nello strutto e a consumare come farcia per i loro panini. Solitamente ci sono due versioni del Pane con la milza: schietto o maritatu. Il primo prevede l’aggiunta del succo di limone sul risultato finale. La seconda invece, prevede una spalmata di ricotta fresca o di caciocavallo tagliato a filetti. Se proprio volete esagerare, mettete entrambi i formaggi. Il “panino con milza, ricotta, miele e granella di pistacchio” è una variazione creativa del tradizionale panino palermitano con la milza. La milza (e a volte polmone e trachea di vitello) viene soffritta nello strutto, ed il panino viene arricchito con ricotta fresca, formaggio, miele e pistacchio tritato, creando un contrasto di sapori tra il salato, il dolce e il croccante.

Ma veniamo ora agli ingredienti per 4 persone: 4 panini vanno bene le mafaldine con il sesamo, tipico di Palermo, milza, polmone, ecc. q.b., 160 gr. di ricotta, formaggio o caciocavallo grattugiato stagionato q.b., strutto q.b., 1 costa di sedano, 1 carota, ½/ cipolla, sale q.b., pepe q.b., miele q.b., granella di pistacchi q.b.

Preparazione: in una pentola con acqua fredda mettete, sedano, carota, cipolla, la milza, il polmone, ecc. e del sale, quindi portate il tutto ad ebollizione poi abbassate al minimo e fate bollire per circa 40 minuti. Fate freddare per circa 2 ore, tagliate le frattaglie a fettine, spesse circa 3 millimetri, quindi scaldate lo strutto in una padella a parte e friggete le fettine, dopodiché deponetele nel panino e stringete le due parti per far penetrare il condimento. A questo punto togliete le parti superiori dei panini e aggiungete sopra il formaggio, la ricotta, che la milza calda farà sciogliere in parte, quindi aggiungere il miele e la granella di pistacchi: il risultato sarà un panino eccezionalmente buono e super goloso oltre che gradevolmente bello e decorato. E, come sempre, buona degustazione.




Australia: entra ufficialmente in vigore la legge che vieta ai minori di 16 anni l’accesso ai social media

giacobbe francesco

giacobbe francesco

Il Senatore del Partito Democratico Francesco Giacobbe, eletto nella circoscrizione estero Africa-Asia-Oceania-Antartide, accoglie con grande soddisfazione l’entrata in vigore in Australia della legge che vieta l’accesso ai social media ai minori di 16 anni. Una riforma che – sottolinea il Senatore – dimostra concretamente che un modello alternativo all’uso indiscriminato dei social e dello smartphone tra i più giovani è possibile. “L’esperienza australiana – afferma Giacobbe – ci dice chiaramente che quando c’è volontà politica si possono introdurre misure efficaci per proteggere i nostri ragazzi. La legge è ora operativa e rappresenta un punto di riferimento internazionale: non un freno alla tecnologia, ma un modo per garantire che la tecnologia non condizioni negativamente lo sviluppo umano e sociale delle nuove generazioni”. Il Senatore sottolinea come il successo del percorso australiano, sostenuto da una larga convergenza parlamentare, sia la prova che su temi di tutela dei minori è possibile costruire una solida alleanza bipartisan, mettendo al centro il benessere delle famiglie e delle comunità, non gli interessi delle piattaforme digitali. “È arrivato il momento – prosegue – di accelerare anche in Italia su una proposta condivisa, seria e credibile. Il Parlamento deve assumersi la responsabilità di approvare una riforma che, sull’esempio australiano, introduca limiti chiari, strumenti di controllo efficaci e una cornice educativa che accompagni bambini, adolescenti e famiglie nell’uso equilibrato del digitale”, Giacobbe ribadisce inoltre che la tutela dei minori non può essere demandata esclusivamente ai genitori o alle scuole, ma richiede una piena assunzione di responsabilità anche da parte delle aziende tecnologiche. Il Senatore conferma il proprio impegno a promuovere un dibattito politico maturo e costruttivo anche in Italia, lavorando insieme ai colleghi che già condividono la necessità di un intervento legislativo forte e unitario. “L’esperienza australiana – conclude Giacobbe – ci offre una strada percorribile. Ora sta a noi avere il coraggio di seguirla”. (Inform)