“Luce”: Davide Quayola al Teatro Colon di Bogotà

screenshot

screenshot
Screenshot

L’artista italiano Quayola celebra a Bogotà il centenario dell’Archivio Luce, uno dei patrimoni audiovisivi più significativi d’Italia, e lo fa con la videoperformance “Luce” che sarà presentata il 27 novembre al Teatro Colon.
L’archivio storico dell’Istituto Luce, la più antica istituzione pubblica italiana dedicata alla produzione e alla diffusione cinematografica e fotografica, viene usato dall’artista per restituire nuova vita ai materiali d’epoca. Fotografie e filmati d’archivio vengono trasformati in dipinti algoritmici attraverso una pratica che intreccia la tradizione pittorica con la ricerca tecnologica.
In “Luce” le immagini storiche dell’Archivio Luce superano il loro tempo e assumono una sensibilità algoritmica inedita. L’interpretazione visiva smette di seguire il loro significato iconografico, storico o sociale, per concentrarsi invece sulla loro “forma pura”, che nelle opere di Quayola prende corpo tramite complessi processi computazionali. Ricordi ed emozioni appartengono a un linguaggio estraneo alla macchina; l’algoritmo si muove in un territorio fatto di incertezza, errore e probabilità. La macchina è costretta a confrontarsi con il sentimento umano, rivelando la propria incapacità ontologica di comprenderne emozioni e comportamenti, e generando così una serie di deviazioni interpretative e cognitive.
Da qui nasce una vera e propria “poetica dell’errore”. La fallibilità della macchina emerge in contrasto con il suo ideale di precisione meccanica; i suoi limiti di interpretazione e discernimento diventano l’oggetto ultimo della ricerca estetica di Quayola.
Davide Quayola presenterà questo suo progetto il 27 novembre alle ore 19:00, in un evento organizzato da Nova et Vetera, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, il Centro Nacional de las Artes e il Ministerio de Cultura de Colombia.
Sullo stesso palco si presenterà Lucrecia Dalt che lancerà il suo nuovo album. (aise) 




“Macro”: le sculture di Fabio Viale a Miami

screenshot

screenshot

In occasione della Miami Art Week, l’Istituto Italiano di Cultura di Miami ospiterà l’esposizione MACRO del maestro Fabio Viale.
La mostra, che si aprirà l’1 dicembre e sarà allestita sino al 30 gennaio negli spazi dell’Istituto, offrirà allo spettatore l’opportunità di avvicinarsi alla scultura in modo anticonvenzionale, capace di stimolare la riflessione e la curiosità. Viale realizza quest’obiettivo non soltanto tramite sculture tridimensionali, ma anche grazie a fotografie delle stesse sculture, riprodotte sul marmo invece che su supporto cartaceo, permettendo così di esplorare i dettagli delle opere e non unicamente il loro insieme. Le immagini fotografiche, arricchite da intarsi in oro e argento, conferiscono ai lavori più recenti del maestro una nuova dimensione, sfumando i confini tra fotografia, scultura, pittura e intarsio.
Organizzata in collaborazione con Frascione Art Gallery, la mostra include inoltre due grandi opere particolarmente rappresentative della produzione precedente dell’artista, entrambe del 2023.
Fabio Viale (Cuneo, 1975) è uno scultore italiano, internazionalmente noto per i suoi lavori in marmo, materiale con il quale ha creato sorprendenti interpretazioni di oggetti quotidiani. Nella sua produzione è solito rivisitare l’arte classica, reinventandola attraverso l’accostamento a forme espressive contemporanee, quali i tatuaggi. Nel 2012 il Museo del Novecento di Milano ha ospitato una selezione delle sue realizzazioni, acquisendo una scultura per la collezione permanente. Oltre che in Italia, prestigiose esposizioni personali di Fabio Viale sono state allestite negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, Francia e Russia.
Di grande impatto le performance, associate in varie occasioni ai lavori del maestro Viale. In una delle più sorprendenti, ha fatto navigare nel fiume Tevere a Roma e nel lago del Gorkij Park a Mosca una barca da 600 kg. (Aghalla, 2002) completamente scolpita nel marmo, sostanza normalmente non nota per galleggiamento.
Uno dei suoi grandi lavori di arte pubblica, Rotas, un’enorme ruota che prende spunto dallo stemma di Carrara ed è ispirata al rosone del Duomo della città toscana, è collocato nel Comune di Coral Gables, a pochi passi dalla sede dell’Istituto Italiano di Cultura: si tratta di una delle più imponenti sculture mai realizzate a partire da un singolo blocco di marmo.
L’artista sarà presente all’inaugurazione il 1° dicembre, alle ore 18:30, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura, in Altara Avenue 209, a Coral Gables. (aise) 




Cgie Venezuela: Un grido collettivo dal paradiso, “Heridas de Muerte” ha commosso Caracas con il tutto esaurito

cgie venezuela un grido collettivo dal paradiso heridas de muerte ha commosso caracas con il tutto esaurito immagine15 443x223

cgie venezuela un grido collettivo dal paradiso heridas de muerte ha commosso caracas con il tutto esaurito immagine15 443x223“Sabato 22 novembre l’Associazione Culturale Humboldt ha ospitato un evento culturale di grande rilevanza: la presentazione esclusiva di “Heridas de Muerte”. Davanti a una sala gremita, questo spettacolo, diretto da Orlando Arocha e ispirato all’opera “Ferite a Morte” di Serena Dandini, ha superato il successo di pubblico affermandosi come un forte atto di restituzione simbolica e impegno morale”, sottolinea il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – Venezuela (CGIE) che ha organizzato l’evento in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Maracay e l’Istituto Italiano di Cultura di Caracas e in coproduzione con l’Associazione Culturale Humboldt.

“L’impatto sul pubblico – spiega il Cgie del Venezuela – è stato un indicatore accurato della potenza dell’opera. Un viaggio emotivo iniziato con risate liberatorie, provocate dalla pungente ironia delle protagoniste, e che si è progressivamente raffreddato fino a solidificarsi in un silenzio denso ed elettrizzante. Non era un silenzio di pietà, ma di incredulità e rabbia contenuta di fronte allo specchio di una brutalità normalizzata che l’opera ha posto davanti a tutti. Questo passaggio ha messo a nudo un disagio necessario, smantellando completamente ogni possibilità di indifferenza. Lungi dall’essere un semplice adattamento, questa messa in scena è stata concepita come uno spazio necessario per restituire la voce a coloro che sono state brutalmente private di essa. Il suo scopo principale era quello di trasformare donne ridotte a fredde statistiche in esseri reali, completi e pieni di vita. Da un “paradiso” immaginario, le vittime di femminicidio hanno recuperato, almeno per una notte, la vitalità, l’ironia, l’ingenuità e la forza che possedevano prima di diventare tragiche notizie.

L’opera ha presentato una rapida successione di storie reali, narrate in prima persona, che hanno indagato con audacia sulle radici del problema. Allontanandosi dalla semplificazione dell’“uomo sbagliato”, ha esplorato il condizionamento sociale, le influenze religiose fondamentaliste e la mercificazione delle donne come terreno fertile per la violenza. Attraverso un approccio che non ha evitato il sarcasmo e l’ironia, è stato esposto il modello preoccupante in cui la vittima cerca, spesso invano, di “non farlo arrabbiare”, normalizzando un’escalation che va dal disprezzo verbale all’aggressione fisica. Per concretizzare questa potenza narrativa, la regia ha riunito un cast stellare: Marielena González, Marilyn Chirinos, Valentina Garrido e Gioia Arismendi, che hanno prestato il loro talento a queste voci silenziose. La messa in scena, un’esperienza immersiva, ha integrato le proiezioni di Luyo Castillo che hanno trasformato lo spazio in una “cassa di risonanza visiva”, mentre la musica dal vivo di Gian Piero Freites e Jesuán, insieme al commovente coro composto da Bárbara Acevedo, Ana Celeste Mucci, Gabriela Villalobos, Ruby Martínez e Rose Ordóñez, ha funzionato come il tessuto emotivo e la voce collettiva della denuncia. I costumi di Antón Figuera e l’illuminazione di Ricardo Nortier hanno completato un allestimento di impeccabile coesione artistica.

Il momento culminante della serata è stato offerto dalla cantante Deborah Emperatriz, la cui esibizione finale ha trasformato lo sconvolgimento in una catarsi collettiva. Dopo il percorso straziante attraverso le storie, la sua voce si è alzata per intonare una selezione strategica di canzoni che hanno funzionato come un viaggio emotivo di guarigione: iniziando con la rassegnazione di “Equivocada” di Thalía, passando per la resilienza di ‘Sobreviviré’ di Mónica Naranjo, e culminando con la forza dell’inno di Bebe, “Ella”. Quest’ultimo brano, trasformato in un grido collettivo di empowerment e solidarietà, ha unito attrici, coro e pubblico in un’unica voce, trasformando il dolore in potenza. In uno sforzo fondamentale per trascendere la denuncia artistica e collegarla all’azione sociale diretta, la giornata ha beneficiato del forte sostegno dell’organizzazione femminista autonoma Tinta Violeta, guidata dalla sua presidente, Daniella Inojosa. A completamento dell’esperienza scenica, l’organizzazione ha allestito un affollato stand informativo negli spazi della Humboldt. Questo punto d’incontro ha consentito ai partecipanti di conoscere da vicino il lavoro che svolgono dal 2012 in difesa dei diritti umani e, soprattutto, di comprendere come offrono un necessario “accompagnamento amorevole” e una consulenza integrale alle donne che si rivolgono a loro in cerca di aiuto, concretizzando così il messaggio dell’opera in opzioni tangibili di prevenzione e sostegno. “Heridas de Muerte” ha raggiunto il suo obiettivo finale. Non solo ha onorato con dignità la memoria di coloro che raramente sono state ascoltate in vita, ma, in un atto di profonda speranza, ha lanciato un potente messaggio di coraggio a coloro che hanno ancora tempo per salvarsi, chiudendo la sua unica rappresentazione con un’eco che perdura ben oltre il calare del sipario”. (Inform)




Messico. Primo incontro della rete Dante Alighieri

dantemessicopuntovert

dantemessicopuntovertLa Società Dante Alighieri sta per vivere un momento cruciale nella storia della sua consolidata presenza in Messico. Il 28 e 29 novembre 2025, tre rappresentanti chiave degli uffici di Roma dell’istituzione si riuniranno in una due giorni di lavori intensivi con esponenti dei sette comitati che operano in terra azteca. L’appuntamento, primo nel suo genere, è stato promosso dal comitato di Città del Messico ed ha ottenuto il pieno avallo della sede centrale.

Eugenio Vender, Sara Di Simone e Carlo Pirozzi —responsabili rispettivamnte degli uffici Comitati esteri, Territori e America Latina— incontreranno i presidenti dei comitati di Guadalajara, Monterrey, Tlaxcala, Aguascalientes, Veracruz, Mérida e della capitale del Paese per potenziare e rendere più incisiva la struttura dell’ente linguistico-culturale nella nazione latinoamericana.

Il programma —che include una riunione con l’Ambasciatore d’Italia, Alessandro Modiano, e con Olga Gravela, direttrice dell’Ice— si articolerà attorno a tematiche fondamentali per la vita associativa. L’agenda prevede un’analisi approfondita delle difficoltà che caratterizzano la gestione, l’organizzazione interna e l’insegnamento della lingua italiana. Parallelamente, si esploreranno le potenzialità di sinergia e le possibili future collaborazioni tra le sedi messicane, con il costante sostegno e orientamento della sede centrale.

Questa attività preparatoria è proiettata verso un orizzonte di grande risonanza: la Feria Internacional del Libro de Guadalajara (FIL) del 2026, dove l’Italia assumerà il ruolo di Paese ospite d’onore.

Immagine: depositphotos.com – puntodincontro

puntodincontro.mx




Perché leggere “I Ribelli di Las Gaviotas”… e perché regalarlo a Natale

img 8986

cop italiano lulu

 

Nel panorama dei romanzi contemporanei ambientati nei Caraibi, I Ribelli di Las Gaviotas si distingue come una storia potente, attuale e necessaria. Ambientato nella fittizia Repubblica di Sondora — che ricorda da vicino dinamiche e tensioni reali della regione — il romanzo mescola energia, politica, media digitali, manipolazione sociale e coraggio individuale.

È un thriller che nasce dal vento delle pale eoliche di Los Altos e dal sole accecante di Las Colinas, ma che si alimenta soprattutto di paure, speranze e contraddizioni di una comunità che lotta per la verità. Dentro la trama si intrecciano potere economico, sabotaggi tecnologici, campagne di disinformazione, proteste popolari, giornalismo indipendente e battaglie per la dignità energetica… con un ritmo che non lascia mai respirare.

Perché leggerlo

  • Perché parla di noi. Chi vive nella Repubblica Dominicana o nei Caraibi riconoscerà paesaggi, dinamiche sociali, discussioni sull’energia, sulla trasparenza e sulla politica locale. È fiction, sì, ma con piedi ben piantati nella realtà.
  • Perché è un thriller che non perde mai tensione. Ogni capitolo apre un nuovo fronte: sabotaggi, fake news, pressioni politiche, giochi di potere. E un protagonista — Enzo Mariani — che deve imparare che la verità, quando dà fastidio, non basta mai da sola.
  • Perché mostra come le comunità si difendono dalle manipolazioni. In un’epoca di campagne digitali, chat anonime, video manipolati e deepfake, il romanzo offre un ritratto lucidissimo delle nuove guerre dell’informazione.
  • Perché è scritto con passione autentica. Conosce bene i Caraibi, l’energia, la comunicazione, la società. E questo rende ogni pagina viva, locale e credibile.

contra portada fotoPerché regalarlo a Natale

  • È un regalo intelligente e diverso, perfetto per chi ama i thriller ma anche per chi vuole capire meglio il mondo in cui viviamo.
  • Parla di comunità, coraggio e verità, temi che durante le feste toccano corde profonde.
  • È un romanzo che resta, che non si dimentica dopo averlo finito.
  • È ideale per chi vive all’estero, per gli italiani che conoscono la Repubblica Dominicana o i Caraibi, o per chi vuole scoprire un mondo affascinante, contraddittorio, bellissimo.
  • È un libro che si legge in pochi giorni, ma che si commenterà a lungo.

In un Natale spesso pieno di oggetti inutili, regalare una storia che accende la mente è sempre la scelta migliore.
E I Ribelli di Las Gaviotas è una storia che illumina, proprio come la sua città protagonista.

Per avero clicca il link qui sotto:

https://www.lulu.com/it/shop/ennio-marchetti/i-ribelli-di-las-gaviotas/paperback/product-e7jj5rp.html?q=I+RIBELLI+DI+LAS+GAVIOTAS&page=1&pageSize=4




Rai Italia: 1ª e 2ª puntata del 68° Festival dello Zecchino d’Oro

rai italia zecchino doro immagine19

rai italia zecchino doro immagine19Su Rai Italia 1ª e 2ª puntata del  68° Festival dello Zecchino d’Oro, Il Festival per bambini più amato d’Italia, animato dai piccoli interpreti che si esibiscono accompagnati dal Piccolo Coro dell’Antoniano.

1ª puntata :

NEW YORK/TORONTO  28 novembre h11.00

LOS ANGELES  28 novembre h08.00

BUENOS AIRES/SAN PAOLO 28 novembre h13.00

SYDNEY 29 novembre h03.00

PECHINO/PERTH 29 novembre h00.00

JOHANNESBURG 28 novembre h18.00

BERLINO 28 novembre h17.00

LISBONA/LONDRA 28 novembre h16.00

2ª puntata:

NEW YORK/TORONTO  29 novembre h11.15

LOS ANGELES  29 novembre h08.15

BUENOS AIRES/SAN PAOLO 29 novembre h13.15

SYDNEY 30 novembre h03.15

PECHINO/PERTH 30 novembre h00.15

JOHANNESBURG 29 novembre h18.30

BERLINO 29 novembre h17.30

LISBONA/LONDRA 29 novembre h16.30 (Inform)




AIE: tre italiani su quattro hanno letto almeno un libro nel 2025

libri

libriGli italiani che si dichiarano lettori di libri a stampa, ebook e audiolibri nel 2025 sono 3 su 4, ovvero il 76% della popolazione nella fascia d’età 15-74 anni, in crescita rispetto all’anno precedente. Ma al di là di questo numero – che comprende anche chi ha letto anche solo in parte un singolo volume, inclusi fumetti, libri di cucina, guide turistiche, la manualistica in genere – quali sono le caratteristiche del lettore oggi in Italia? Perché oltre la metà dei lettori continua da tempo a non leggere più di un libro ogni quattro mesi? E come si può incentivare la diffusione del libro nel nostro Paese superando anche le attuali disparità geografiche e puntando, oltre ad allargare la base dei lettori, a migliorare la “qualità” di questa pratica?
Il tema sarà affrontato il 4 e il 5 dicembre all’interno del programma professionale di “Più libri più liberi”, la Fiera nazionale della piccola e media editoria organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) in programma alla Nuvola di Roma dal 4 all’8 dicembre.
I dati dell’Osservatorio AIE sulla lettura, a cura di Pepe Research, apriranno l’incontro “La qualità della lettura in Italia”, il 5 dicembre alle 11.30 in Sala Aldus, moderato dal direttore di AIE, Fabio Del Giudice, cui parteciperanno Federico Mollicone (Presidente Commissione Cultura della Camera), Irene Manzi (Commissione Cultura della Camera) e Renata Gorgani (presidente del Gruppo dell’Editoria di varia di AIE).
Il tema delle disparità territoriali verrà invece preso in esame nell’incontro “La lettura come politica territoriale. Fondi e progetti per il Sud”, in Sala Aurora il 4 dicembre alle 17.00, a cui intervengono Marcello Buonomo (Lavieri edizioni), Giuliana Fiorentino (Università degli studi del Molise), Antonello Pellegrino (Regione Sardegna), Florindo Rubbettino (Delegato AIE per il Sud) e Vincenzo Santoro (ANCI).
E di politiche culturali si parlerà, infine, anche il 4 dicembre alle ore 16.00, in Sala Aurora, nell’incontro “La cultura abita qui: politiche per città vive e inclusive”, al quale intervengono, moderati da Paolo Conti (Corriere della Sera), Innocenzo Cipolletta (presidente AIE), Adriana Poli Bortone (sindaco con delega alla Cultura del Comune di Lecce), Tommaso Sacchi (Assessore alla Cultura del Comune di Milano), Massimiliano Smeriglio (Assessore alla Cultura di Roma Capitale). (aise) 




Stati Uniti, Filming Italy – Los Angeles: omaggio a Franco Nero per celebrare la Stella sulla Walk of Fame

filming italy los angeles dal 19 al 22 febbraio la decima edizione immagine6

filming italy los angeles dal 19 al 22 febbraio la decima edizione immagine6L’undicesima edizione di Filming Italy – Los Angeles creato e diretto da Tiziana Rocca, Agnus Dei, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles diretto da Emanuele Amendola, si terrà dal 10 al 14 febbraio 2026 nella città statunitense, sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia e in collaborazione con ITA (Italian Trade Agency). Filming Italy – Los Angeles, oltre a promuovere l’Italia come set cinematografico e ponte tra la cultura italiana e americana, sostiene la crescita culturale italiana attraverso il suo cinema, l’internazionalizzazione dei prodotti dell’audiovisivo italiani e supporta le relazioni interculturali tra i vari registi, produttori ed artisti. Tiziana Rocca ha dichiarato: “Sono entusiasta di presentare l’undicesima edizione del Filming Italy – Los Angeles, un traguardo molto importante per un appuntamento che negli anni è diventato un collegamento culturale imprescindibile tra l’Italia e gli Stati Uniti. Il nostro obiettivo, oggi più che mai, è quello di promuovere e valorizzare il cinema italiano all’estero, dando voce ai suoi talenti, alle sue storie e alla sua straordinaria capacità di emozionare e unire culture diverse. Quest’anno il festival avrà un significato particolarmente speciale: renderemo un grande omaggio a Franco Nero, una delle icone più amate e internazionali del nostro cinema, in occasione del prestigioso riconoscimento della sua stella sulla Hollywood Walk of Fame. Ed è per me una grande soddisfazione essere la promotrice di questa terza stella italiana, dopo quella per la straordinaria Gina Lollobrigida e nel 2023 per Giancarlo Giannini. Stiamo lavorando a un programma che sarà ricco di film in anteprima assoluta, Classici restaurati, serie televisive, cortometraggi e docu-film italiani, molti dei quali ancora inediti in tutto il mondo. E grazie alla piattaforma saranno visibili in tutti gli Stati americani. E poi naturalmente non mancheranno le masterclass e i panel con molti ospiti e artisti italiani e internazionali, con cui parleremo di cinema. Il Filming Italy – Los Angeles continua a crescere e a rinnovarsi, confermandosi non solo come vetrina del meglio del nostro cinema contemporaneo, ma anche come luogo di incontro, dialogo e collaborazione tra professionisti dell’industria cinematografica internazionale”. La Senatrice Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, ha commentato: “Giunta alla undicesima edizione, la manifestazione rappresenta un’importante occasione per rafforzare ulteriormente l’attenzione internazionale sul cinema italiano, sulle opere e i talenti che lo rendono così unico e amato nel mondo. Il riconoscimento che verrà tributato in America a Franco Nero è certamente tra le più prestigiose attestazioni di stima nei confronti di un artista e ci rende particolarmente orgogliosi”.

Nella giornata di giovedì 12 febbraio, Franco Nero sarà premiato dalla Camera di Commercio di Hollywood con la stella sulla Hollywood Walk of Fame nella categoria Motion Pictures. Un traguardo particolarmente importante per il Filming Italy, che riesce così ad ottenere la terza stella dedicata ad un artista italiano, dopo il conferimento della stessa a Gina Lollobrigida nel 2018, in occasione del suo novantesimo compleanno, e a Giancarlo Giannini nel 2023. Icona indiscussa del cinema italiano e internazionale, con una carriera straordinaria che attraversa oltre sei decenni di storia cinematografica, a Franco Nero verrà dedicata anche la retrospettiva di questa edizione del Filming Italy – Los Angeles. Anche quest’anno Filming Italy – Los Angeles sarà completamente dal vivo, senza abbandonare la piattaforma digitale che nelle passate edizioni ha ottenuto più di 600.000 viewers. Nella piattaforma, creata per l’occasione da MyMovies, saranno presenti tutti i titoli che promuoveranno il cinema italiano, le serie Tv, i grandi classici restaurati della sezione Classic, i docu-film e i cortometraggi opere prime di registe donne. Confermata la collaborazione con Women in Film, TV & Media Italia. WIF sostiene le donne che lavorano nel mondo del cinema e dietro la macchina da presa dal 1973. Oggi le organizzazioni WIF in tutto il mondo stanno lavorando per un settore più equo attraverso programmi di sensibilizzazione, incentivi e sostegno legale. Anche quest’anno, Filming Italy – Los Angeles si avvale della partnership con Italy for Movies, il portale delle location e degli incentivi alla produzione in Italia gestito da Cinecittà, in collaborazione con le Film Commission italiane, e coordinato dalla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura. Per le tematiche inerenti e collegate alla salvaguardia ambientale, Filming Italy – Los Angeles rinnova anche la sua collaborazione con FareAmbiente, movimento ecologista europeo per lo sviluppo sostenibile, di cui è presidente il filosofo Vincenzo Pepe.(Inform)




“I Ribelli di Las Gaviotas”, il thriller che racconta i Caraibi come non li avete mai letti

cop italiano lulu

cop italiano luluUna città costiera apparentemente tranquilla.
Un blackout nazionale che rivela più domande che risposte.
Quattro omicidi perfetti.
Un killer invisibile.
E un tenente che non vuole arrendersi.

Così si apre I Ribelli di Las Gaviotas, il nuovo romanzo di Ennio Marchetti, scrittore e giornalista che vive da molti anni nella Repubblica Dominicana. Un’opera intensa e avvincente che fonde elementi di thriller politico, cronaca locale e dramma sociale, costruendo una storia che sembra fantasia… ma conserva una sorprendente forza di realismo.

Una città fittizia, un realismo potente

Ambientato nella Repubblica immaginaria di Sondora, I Ribelli di Las Gaviotas racconta la crisi di una comunità costiera sconvolta da blackout sospetti, manipolazioni mediatiche e violenze mirate. Le infrastrutture energetiche, le tensioni tra capitale e provincia, la fragilità dei servizi pubblici e il ruolo dei media locali diventano parte integrante della trama.

La città di Las Gaviotas, con le sue pale eoliche che girano sullo sfondo, i tecnici dell’energia che lavorano senza sosta per assicurare la continuità del  servizio, le proteste pilotate e le sue mille voci di strada, è un personaggio essa stessa: viva, rumorosa, contraddittoria.

Un thriller di uomini e ombre

Il romanzo segue il tenente Mario Andrada, poliziotto ostinato, che si trova a inseguire un assassino invisibile capace di muoversi tra la folla senza lasciare traccia. Attorno a lui ruotano giornalisti locali, tecnici dell’energia, politici ambiziosi e semplici cittadini intrappolati in una spirale più grande di loro.

Il tema centrale non è solo il crimine: è il modo in cui comunità fragili diventano terreno fertile per manipolazioni, paure e giochi di potere. In un contesto carico di tensioni, la verità sembra sempre possibile… e sempre fuori portata.

Una storia di fantasia con un cuore molto reale

Pur essendo un’opera di pura narrativa, I Ribelli di Las Gaviotas attinge a dinamiche molto presenti nella vita reale dei Caraibi:
• servizi essenziali instabili;
• blackout usati come pretesto politico;
• potere dei social media nelle proteste;
• fragilità delle istituzioni locali;
• ombre che si muovono sotto la superficie.

È proprio questa miscela di fantasia e riconoscibilità che rende il romanzo così coinvolgente.

Un autore che vive ciò che scrive

Ennio Marchetti, autore italiano residente da quasi trent’anni nella penisola di Samaná, conosce profondamente la realtà caraibica, i suoi ritmi, le sue contraddizioni e il suo calore umano. In questo libro, mette a frutto anni di osservazione, lavoro giornalistico e conoscenza del territorio.

Il risultato è un thriller originale, sorprendente, e profondamente radicato nell’atmosfera contemporanea dei Caraibi.

Per chi desidera acquistare I Ribelli di Las Gaviotas è sufficiente cliccare questo link, per riceverlo comodamente a casa:

https://www.lulu.com/it/shop/ennio-marchetti/i-ribelli-di-las-gaviotas/paperback/product-e7jj5rp.html?q=I+RIBELLI+DI+LAS+GAVIOTAS&page=1&pageSize=4




Presentati gli interventi per il rafforzamento del “Turismo delle radici”

farnesina presentati a villa madama gli interventi per il rafforzamento del turismo delle radici finanziati con il fondo sviluppo e coesione immagine22 340x223

farnesina presentati a villa madama gli interventi per il rafforzamento del turismo delle radici finanziati con il fondo sviluppo e coesione immagine22 340x223Si è svolto a Villa Madama l’evento di presentazione degli interventi per il rafforzamento del “Turismo delle radici” finanziati con il Fondo Sviluppo e Coesione. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Giovanna Pancheri. “Il Turismo delle Radici è un progetto del PNNR – ha spiegato nel suo intervento il Ministro degli Esteri Antonio Tajani – che era stato assegnato al Maeci prima del mio arrivo in questo dicastero. Questo progetto, che ho considerato di grande interesse, ha come obiettivo quello di far ritornare nel nostro Paese i discendenti degli italiani all’estero per fargli conoscere i luoghi dove hanno vissuto e da dove sono partiti i loro antenati che hanno scelto la via dell’emigrazione”. “Abbiamo sviluppato questa iniziativa – ha continuato il Ministro – anche attraverso la valorizzazione de piccoli comuni che hanno bisogno di maggiore attenzione. Sono venuti alla Farnesina centinaia sindaci e abbiamo finanziato tanti comuni del sud e del nord del nostro Paese. Alla luce degli ottimi risultati nell’utilizzo dei fondi del PNNR, di cui ringrazio i nostri funzionari, abbiamo ottenuto dal CIPESS un finanziamento aggiuntivo di 200 milioni di euro per realizzare progetti pilota nelle aree dove si possono utilizzare i fondi di coesione, cioè il centro e il sud del nostro Paese”. Tajani ha poi sottolineato come questi nuovi progetti riguarderanno, con opere di ammodernamento, in primo luogo l’aeroporto di Fiumicino, dove giungono i turisti, e nella capitale l’impianto che ospita grandi eventi tennistici, in considerazione del fatto che lo sport rappresenta uno strumento di attrazione e un biglietto da visita del nostro Paese. Un altro progetto sarà sviluppato nel sud del Lazio per il miglioramento di un grande parco che si trova nell’area di Frosinone e Latina. Un contesto che ha registrato grandi flussi emigratori verso le Americhe e l’Australia. Segnalata dal Ministro anche un’altra iniziativa di ammodernamento che verrà portata avanti in provincia di Avellino dove nel capoluogo manca una stazione ferroviaria. In questo contesto, oltre alla stazione, verrà recuperata una ferrovia storica turistica e un percorso religioso che attraversa diverse regioni.  “Valorizzare il Mezzogiorno – ha aggiunto Tajani – significa anche permettere al turista che viene nel nostro Paese di ammirare l’arte e la natura, ma anche di poter rimanere per lunghi periodi, ad esempio per fare pratica sportiva. Quindi i progetti del Lazio e della Puglia guardano anche alla possibilità di realizzare infrastrutture sportive. Quindi l’iniziativa punta ad accogliere più turisti,  ma anche a dare beneficio al territorio”. Il Ministro ha poi sottolineato come il lavori si svolgeranno attraverso un’attenta gestione del denaro pubblico e in trasparenza, Verrò inoltre creato un Comitato esterno incaricato di monitorare l’attuazione degli interventi.  La realizzazione dei progetti sarà governata dagli Enti esecutori: la Provincia di Avellino, il Comune di Fiumicino, l’Amministrazione del Parco di Ausonia e del Lago di Fondi e Sport e Salute. Tajani ha infine segnalato che dal Ministero dell’Interno sono stati stanziati 20 milioni di euro per la sicurezza delle aree coinvolte.

“Più di un anno fa – ha ricordato nel suo intervento il Presidente della National Italian American Foundation, Robert V. Allegrini – ho firmato un accordo con il Ministro Tajani affinché la Niaf fosse partener ufficiale del Maeci nell’iniziativa Turismo delle Radici negli Stati Uniti. Quando la Niaf si è impegnata a promuovere questa iniziativa abbiamo abbracciato una verità semplice. ma potente: il modo migliore per gli italo americani di connettersi con le loro radici e quello di visitare l’Italia, ovvero camminare nelle stesse strade dei loro antenati, gustare i sapori autentici della loro tradizione di famiglia e sentire quel profondo senso di appartenenza che vive e che viene solo dal toccare le proprie radici”.  Allegrini ha poi spiegato come le iniziative della Niaf in questo ambito si siano sviluppate attraverso i canali social al fine di poter

condividere storie autentiche della comunità italo americana. “Abbiamo fatto interviste sincere – ha aggiunto Allegrini – con i nostri stimati membri del consiglio e con gli studenti, catturando le loro esperienze di visita alla terra dei loro antenati,   viaggi che hanno formato la loro identità culturale. Abbiamo anche lavorato con influencer italo americani, ampliando il nostro messaggio per raggiungere centinaia di migliaia di italo americani e guidarli a scoprire le loro storie attraverso Italea.com. I risultati sono stati straordinari con più di 40 video e abbiamo raggiunto oltre 2,5 milioni di italo americani”. “Questa iniziativa dimostra . ha concluso Allegrini – che il legame tra il nostro Paese e la diaspora italiana rimane indistruttibile. Non siamo turisti, siamo figli che tornano a casa”.

Ha poi preso la parola il nuovo Direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie della Farnesina Silvia Simoncini che, dopo aver ringraziato il Ministro Tajani per l’incarico, ha affermato: “Da ex console che ha operato sul campo conosco quanto siamo importanti i consolati e le ambasciate che sono al servizio delle comunità all’estero a cui erogano i servizi. I consolati e le ambasciate – ha aggiunto Simoncini – valorizzeranno e celebreranno il progetto del Turismo delle Radici attraverso percorsi ed eventi con i quali potranno condividere le tradizioni dei nostri bellissimi borghi e la cultura dei nostri piccoli comuni italiani da cui proviene gran parte dell’emigrazione italiana. Coloro che vorranno ricercare le proprie radici, visualizzare con i propri occhi i luoghi dei racconti dei propri nonni, potranno quindi farlo attraverso questo progetto e grazie all’impegno delle nostre ambasciate e consolati. Quindi – ha concluso – c’è tantissimo lavoro da fare. Noi ci siamo già rimboccati le maniche”.

Ha poi preso la parola Carmine De Angelis, Consigliere alla Vice Presidenza del Consiglio per gli enti locali e la programmazione europea, che ha rilevato come il progetto del turismo delle radici nasca con l’idea di coinvolgere “l’Italia che è fuori dall’Italia” e che non ha rescisso il legame storico culturale con i suoi avi. De Angelis, dopo aver segnalato che a testimonianza del buon governo già nell’ottobre del 2024 l’80% delle risorse dedicate dal PNNR al Turismo delle Radici erano state spese, ha sottolineato come il fatto dare migliori servizi ai piccoli centri del nostro Paese possa essere lo “specchio del rientro italiano”. Per quanto riguarda le nuove risorse arrivate con l’accordo di coesione De Angelis ha evidenziato come attraverso i progetti pilota si lavorerà per favorire nei luoghi di origine maggiore mobilità e riqualificazione urbana, in modo da far vivere ai turisti di ritorno una positiva esperienza.  E inoltre intervenuto, Raffaele Squitieri, Presidente del Comitato di Monitoraggio e Valutazione. Squitieri ha spiegato  che il Comitato monitorerà l’attuazione degli interventi sotto il profilo dell’efficacia, dell’efficienza e della legalità e darà pareri su specifiche questioni.  “Lo scopo del Comitato – ha aggiunto Squitieri – non è quello dei controlli, che verranno fatti dagli appositi organi, ma di verificare, con una visione dall’alto, la correttezza dell’insieme delle realizzazione”.

Si poi tenuta una tavola rotonda con i rappresentanti dei soggetti attuatori dei progetti. Ha aperto il dibattito il Presidente della provincia di Avellino Rizieri Buonopane. “Sono interventi importanti – ha sottolineato Buonopane – per un territorio che necessita di attenzione, ed il fatto che la Farnesina abbia voluto investire in una regione del sud Italia, è per noi una grande opportunità, ma allo stesso tempo una sfida. Questo intervento cala su 400mila abitanti circa.

Perdiamo ogni anno in media 3000 residenti, quindi il fenomeno dello spopolamento è molto avvertito. Il tema principale – ha continuato Buonopane  – è quello del lavoro, ma c’è anche la mancanza dei servizi, ed è un ulteriore motivo per cui abbiamo colto questa opportunità.  Il Presidente della provincia ha poi spiegato come un obiettivo importante sia anche quello di collegare il capoluogo attraverso la tratta ferroviaria ad alta velocità Avellino – Benevento. Ha poi preso la parola il Sindaco del comune di Fiumicino Mario Baccini che ha sottolineato come questo progetto si prefigga sia di ricollegare le radici culturali di un’italianità che rischia di disperdersi nel mondo, sia di creare, grazie ai finanziamenti pubblici, una continuità e solidità storica, che pone al centro la riqualificazione del patrimonio culturale, ma anche edilizio. La città di Fiumicino – ha concluso Baccini – non è solo una città aeroportuale, ma è anche una città di bonificatori, che hanno bonificato in passato vari parti del territorio come appunto Fiumicino o Latina … oggi tramite questo progetto viene riacquistata sostanza, cultura e soprattutto speranza nel futuro”. È poi intervenuto il Presidente dell’Ente Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, Giuseppe Incocciati. “Con voi oggi – ha affermato Incocciati – voglio condividere una visione che unisce la conservazione della natura con lo sviluppo consapevole del nostro territorio. L’accordo di coesione, relativo al parco naturale regionale dei monti Ausoni e Lago di Fondi, rappresenta una promessa, quella di trasformare i nostri laghi in modelli di sostenibilità,  dove l’economia e l’ambiente sono alleati”. Il Presidente ha elencato una serie di migliorie ecosostenibili, dal punto di vista della mobilità all’interno del parco, come ad esempio l’introduzione di cicloturismo, battelli elettrici, riqualificazione dei percorsi, installazione di pontili. L’obiettivo,  ha spiegato Incocciati, è quello di offrire un turismo di tipo alternativo, dove il risparmio energetico, diventi un investimento a lungo termine e sicuro per l’ambiente. Ha infine ha preso la parola l’Amministratore Delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris che si è soffermato sul progetto che riguarda il Foro Italico a Roma “Un maxi progetto, – ha spiegato – dove si cerca di coniugare lo sviluppo del nuovo campo centrale, sia dal punto di vista energetico, che dal punto di vista ingegneristico, sotto un profilo del design made in italy. Lo scopo è quello di far sì che questo sia un punto di riferimento ed di orgoglio anche per un turismo di ritorno”. Molineris ha auspicato la chiusura dei due progetti tra il 2027 e il 2029 , con una possibile ulteriore accelerazione.  Il dibattito si è concluso con il Ministro Tajani, che ha consegnato ai 4 relatori un vassoio con l’emblema della Farnesina, accompagnato da un attestato. (Lorenzo Morgia – Inform)