Quattro libri per raccontare l’Italia nel mondo

progetto senza titolo

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Dall’emigrazione di ieri alle nuove identità globali, un percorso in quattro volumi attraverso le radici, le nostalgie e le trasformazioni dell’essere italiani all’estero.

Con oltre sette milioni di iscritti all’AIRE e una diaspora che abbraccia tutti i continenti, l’Italia è ormai una nazione diffusa, che continua a vivere e a evolversi oltre i propri confini. In questa prospettiva si inserisce l’opera di Ennio Marchetti, che negli ultimi anni ha dedicato quattro volumi al tema dell’emigrazione e dell’identità italiana nel mondo, pubblicati nella biblioteca di Lulu.com e in Amazon.com

L’Altra Italia

Un saggio di forte attualità che affronta il ruolo politico e culturale degli italiani all’estero.
L’opera sostiene che gli emigrati e i loro discendenti non siano più spettatori, ma una componente decisiva del sistema Paese: cittadini che chiedono di contare e di essere rappresentati.
Un richiamo a riconoscere che l’Italia non finisce ai suoi confini, ma continua ovunque vivano italiani che operano, innovano e mantengono vivo il legame con la madrepatria.

Novitalia

Ambientato nel cuore del Pacifico, questo romanzo intreccia ironia e commozione per raccontare la nascita di una “patria immaginaria”: Novitalia, tre isole dove una famiglia di emigranti piemontesi ha costruito un piccolo mondo italiano fatto di lingua, cucina, canti e tradizioni.
Un racconto vivace e poetico che parla di appartenenza e identità, di radici reinventate lontano da casa, nel solco dei grandi romanzi sudamericani.

Noi, italiani all’estero

Un viaggio storico e narrativo attraverso secoli di emigrazione, dai primi pionieri alle nuove generazioni globali.
Il libro unisce rigore documentario e partecipazione emotiva, raccontando le storie di milioni di italiani che hanno lasciato la loro terra e, con coraggio e sacrificio, hanno contribuito allo sviluppo dei Paesi che li hanno accolti.
Una testimonianza corale dell’ingegno e della resilienza del popolo italiano.

Potere straniero

Con taglio analitico e contemporaneo, questo volume amplia la prospettiva al fenomeno opposto: l’influenza delle comunità straniere nei Paesi che le ospitano.
Attraverso analisi storiche, economiche e geopolitiche, l’autore esplora come le minoranze ricche e influenti possano plasmare la politica, l’economia e la cultura nazionale, in un equilibrio delicato tra integrazione e potere.
Un testo che invita a riflettere sui nuovi scenari della globalizzazione e sul valore della sovranità.

Quattro libri, un unico filo conduttore: il racconto di un’Italia che viaggia, si trasforma e continua a vivere nei suoi cittadini sparsi nel mondo.
Un omaggio a chi, pur lontano, porta ancora nel cuore la propria patria.

 




“Les Voix”: a Montreal dialogo tra fotografia e poesia con Alessandra Calò e France Cayouette

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14montrealUna serata speciale dedicata al dialogo tra fotografia e poesia. È quella che, per un solo appuntamento, il fienile di Poème en août a Montreal ospiterà il 18 ottobre per iniziativa di Rencontres de la photographie en Gaspésie e con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura.
Alle ore 17.00 di sabato 18, gli spazi di Poème en août accoglieranno l’esposizione delle scatole luminose “Les Voix” e il lancio del libro omonimo, frutto della collaborazione tra le artiste Alessandra Calò (Italia) e France Cayouette (Québec).
Durante la serata, i partecipanti potranno scoprire le opere esposte, assistere alla lettura di poesie scelte da Cayouette, condividere un aperitivo e una zuppa conviviale e partecipare a una conversazione con le due artiste sul processo creativo del progetto, moderata da Suzie di Poème en août.
Nato da una residenza artistica congiunta realizzata nell’estate 2024 nella Baie-des-Chaleurs, Les Voix intreccia immagini d’archivio e racconti raccolti tra gli abitanti della Gaspésie, restituendo un ritratto poetico e contemporaneo del territorio attraverso lo sguardo della fotografia e della poesia. (aise) 




Lo Chef Piero Berardi e i suoi mezzi paccheri rigati con coda di rospo, zafferano, bottarga e lime

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153ad514 7954 44b6 be6d 4f0adae31353Oggi presentiamo lo Chef Piero Berardi, che recentemente è entrato a far parte della famiglia di CHEF Italia.

Classe 1956, in “missione” – come dice lui – da oltre 35 anni, sempre principalmente e praticamente focalizzato sulla cucina romana e mediterranea, con una importante esperienza come ristoratore, per 17 anni, prima a Roma e poi a Fiumicino. E il nostro Chef Piero si racconta con noi: “L’imput è iniziato sicuramente in famiglia, dove avevo sempre la possibilità di trovare qualcosa di speciale a pranzo o a cena. Così ho imparato ad apprezzare la buona cucina della tradizione romanesca, che ancora si trova nei miei piatti. La mia è una continua ricerca di abbinamenti e tecniche, ho imparato che la cucina è un mondo infinito nel quale bisogna sempre essere curiosi e migliorarsi”. E poi prosegue: “Quando si ha in mente un piatto, dopo aver deciso le calibrature e gli accostamenti di gusti, bisogna pensare all’estetica, perché l’ospite mangia con gli occhi e pregusta il piatto. È necessario che sia bello oltre che buono, togliendo una di queste due qualità, si perde moltissimo”. E, naturalmente, la sua cucina è molto caratterizzata dall’uso dei prodotti del territorio circostante: “Fondamentalmente punto molto sui prodotti di Roma e del Lazio in generale, verdure, carne e pesce. Un cuoco si riconosce anche dalla materia prima: comprare da piccoli produttori che fanno grandi prodotti. In questo modo si ha un doppio vantaggio: si aiutano piccole realtà produttive e si creano piatti dal gusto eccellente”. E non manca una piccolissima polemica, derivante senz’altro dall’amore per il suo lavoro, quando afferma che la cultura culinaria e la tecnica con cui un piatto viene elaborato, non possono certamente essere affidate soltanto a spettacoli televisivi.

75ec5b43 ee91 4b0e b754 6d744e108c07Inoltre lo Chef è quello che sta in cucina, e spesso i grandi nomi, resi famosi dalla tv, smettono di fare il loro lavoro. Rimane lo spettacolo. Certamente i nostri ospiti sono sicuramente più informati e più esigenti anche grazie agli spettacoli di cucina, ma noi li aiutiamo a capire i nostri piatti, è molto importante condividere le nostre idee con entusiasmo, per conquistare la fiducia dei nostri ospiti. La vita del cuoco è molto faticosa e prevede orari che possono sembrare ai limiti della tollerabilità. Quello che i media ci mostrano è solo una faccia della medaglia: lo spettacolo, le soddisfazioni, i guadagni, la visibilità. Dall’altra parte c’è il sudore, la fatica, lo stress, il timore di non soddisfare appieno gli ospiti o di non riuscire a mantenere i livelli raggiunti con le stelle o con altre recensioni. E poi ci confida che lui non riesce a staccarsi dai fornelli, il suo mestiere è fare e creare, dunque fondamentalmente lui è un cuoco. Purtroppo oggigiorno il termine Chef è per molti una garanzia di qualità dei piatti e competenza della persona. Secondo, infine, il nostro Chef Piero Berardi la globalizzazione ci ha fatto scoprire tante tradizioni di Paesi lontani: alcune sono solo mode passeggere, altre sono di fatto entrate a far parte delle nostre abitudini alimentari. Certamente la cucina regionale italiana ha ancora moltissimo da esprimere. Ed infatti lui vanta anche numerose esperienze, sia nelle nuove tecnologie culinarie, in continua evoluzione, che come insegnamento e Chef a domicilio. In ultimo descrive se stesso come uno strenuo difensore della cucina italiana tradizionale, senza alcuna preclusione alle normali evoluzioni, ma nemico di chi “si inventa” piatti oltremodo indecenti spacciandoli come tradizionali. “Come in campagna si innestano le piante per dare vita a ‘variazioni’ sull’originale, mantenendo le radici e innestando i rami, anche in cucina si devono mantenere le nostre radici, modificando con sperimentazioni avendo come basi le ricette della tradizione”. Infine, ci dice il nostro Chef, che dopo una recente e breve esperienza lavorativa, è maturata in lui la convinzione che per salvare l‘autenticità della cucina italiana, nazionale e regionale, bisognerebbe innanzitutto registrare le ricette e le procedure, imponendo poi ai cuochi dei corsi di aggiornamento.

*Ed eccoci ora al piatto che il nostro Chef Piero Berardi ci presenta oggi, i mezzi paccheri rigati con coda di rospo, zafferano, bottarga e lime, una ricetta particolare dai sapori delicati ed intensi. La coda di rospo è un nome comune italiano per la rana pescatrice. Si chiama così perché la parte che si consuma, la coda, ha una forma che ricorda quella di una coda di rospo. È un pesce presente in molti mari, tra cui il Mediterraneo e l’Atlantico. La rana pescatrice, infatti, è il pesce per intero, mentre la coda di rospo ne è, appunto, la coda, cioè ciò che resta dopo averlo pulito e privato della testa.

Qui di seguito gli ingredienti per 2 persone: 180 gr. di paccheri rigati, 160 gr. di coda di rospo, 1 spicchio d’aglio, zafferano in pistilli q.b., bottarga grattugiata q.b. (uova di pesce, solitamente muggine o tonno, salate ed essiccate), burro q.b., fumetto di pesce q.b., lime q.b., sale e pepe q.b., vino bianco secco q.b., prezzemolo q.b.

Procedimento: 1. Preparazione del pesce: pulite e tagliate la coda di rospo nei pezzi desiderati. Con gli scarti della coda preparate un pò di fumetto di pesce. 2. Cottura del pesce: in una padella con un pò di burro e uno spicchio d’aglio fate andare per qualche minuto; quando l’aglio sarà imbiondito toglietelo e aggiungete la coda di rospo tagliata a cubetti. Dopo 5 minuti sfumate con il vino nel quale provvederete a sciogliere un pò di zafferano. Quando la parte alcolica sarà evaporata, aggiungete mezzo mestolo di fumetto di pesce, quindi spegnete il fuoco e lasciate coperto. 3. Cottura della pasta: cuocete i mezzi paccheri rigati in acqua bollente salata fino a circa tre minuti in meno della cottura indicata sulla confezione. 4. Assemblaggio: riaccendete la fiamma sotto la pentola con il condimento e aggiungetevi la pasta ben scolata con un’altra noce di burro, mantecando per altri 3 minuti con il fumetto di pesce; a fuoco spento, aggiungete del lime grattugiato. 5. Tocco finale: condite i piatti con il sugo rimasto e spolverate con la bottarga grattugiata sulla pasta e aggiungete prezzemolo fresco, a piacimento. Guarnite con qualche pistillo di zafferano e, come sempre, buona degustazione.




Canadà. Vancouver: Scrittori italo-canadesi a confronto sulla lingua italiana e l’italianità oltre i confini

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screenshot 2025 09 17 at 3.16.08 pmSi tratta di una tavola rotonda con autori locali alla presenza del Console Generale d’Italia, Paolo Miraglia Del Giudice. In programma domani, giovedí 16 ottobre, alle ore 19, nella Sala Museo del Centro Culturale Italiano.

Fra i temi che verranno affrontati: scrittura e identità nel contesto canadese, l’italiano che cambia, il ruolo dell’immigrazione nell’evoluzione della lingua.

Partecipanti principali:

– Vittorino Dal Cengio (Come Niente Fosse, Il Moroso della Rissa e altre opere)

–  Genni Gunn (Solitaria e altre opere)

– Anna Foschi (Co-fondatrice e Presidente dell’Associazione Scrittori/Scrittrici Italo-canadesi, vincitrice di numerosi premi)

Moderatore:

– Renato Zane, Presidente, Società Dante Alighieri di Vancouver.

Sarà offerto un rinfresco.




Settimana della Lingua Italiana nel Mondo: il calendartio della Dante

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sin títuloLa rete della Società Dante Alighieri proporrà per la XXV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo (da oggi fino a domenica prossima, 19 ottobre), un ricco calendario di eventi — incontri, conferenze, mostre, spettacoli e laboratori — che raccontano la vitalità dell’italiano e la sua capacità di unire culture diverse.
Il progetto della Consulta lingua-mondo, voluto dal Presidente Andrea Riccardi a partire dal 2023 e dedicato agli autori e alle autrici che hanno scelto di scrivere in italiano, prevede diversi appuntamenti in Italia e non solo: la mostra “Dove il Sì suona” a Gorizia, Le Lingue in Fiera a Rovigo, le iniziative dei Comitati di Siracusa, Agrigento e Catanzaro, il recital “Le donne di Dante” a Pisa, e gli interventi di Paolo D’Achille e Giuseppe Patota a Salerno e Trani. All’estero, la Dante si fa ambasciatrice dell’italiano in Argentina, Paraguay, Spagna, Portogallo, Polonia, Cipro, Austria e Regno Unito, con un programma di conferenze, letture, spettacoli e corsi di formazione.
Il calendario con il programma completo e costantemente aggiornato è disponibile a questo link. (aise) 




Napoli – 25.mo Anniversario della Pasticceria Mignone (VIDEO)

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355ae650 8379 4f83 959d 205f2e3903c3Venticinque anni di pasticceria Mignone a Napoli: passione e storia condensati in una serata  difficile da dimenticare. La Pasticceria Mignone nasce il 15 settembre 2000 nel cuore della centralissima Piazza Cavour al numero 145, figlia della professionalità, della dedizione e dell’amore per questa nobile arte del Maestro Pasticciere Ugo Mignone e della moglie Maria, un laboratorio dolciario che ha reso celebre ed inconfondibile il suo babà, le sue sfogliatelle, le pastiere, le delizie al limone e le innovazioni artistiche di Raffaele Mignone detto Lello con le sue fantastiche torte.

Centinaia di persone tra clienti, passanti, curiosi e personalità di spicco hanno potuto partecipare al 25.mo  anniversario di quest’autentico tempio della dolcezza, una delle pasticcerie più amate e storiche della città.

4af2ca7c 016e 4497 89cd 83756db23bd2Ad accogliere i tanti ospiti, insieme a Ugo, socio di CHEF Italia, c’erano il figlio Raffaele, capo pasticciere, la figlia Carmela, esperta nel marketing e nel rapporto con i clienti, e la moglie Maria, organizzatrice infaticabile dell’azienda, in un’atmosfera particolarmente festante tra un tripudio di dolci, torte e specialità, luci soffuse e vetrine eleganti e ordinate con un aspetto raffinato e piacevole che attira immediatamente lo sguardo tra un trionfo di colori e forme perfette: pasticceria tradizionale ma anche diverse particolari innovazioni, torte personalizzate e mignon curatissimi in ogni dettaglio.

Accanto a loro, tanti ospiti illustri hanno voluto partecipare a questo traguardo professionale, tra i quali il Presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola,  Flavia Sorrentino, Vicepresidente del Consiglio Comunale, l’operatrice culturale e cantante Ilva Primavera, Gianni Conte, voce della Nuova Orchestra Italiana, Massimo Masiello con la sua eleganza interpretativa, Angelo Iannelli con il suo Pulcinella e la frizzante Lucia Cassini.

aa23deb5 d861 429d 9f96 d6d3c71d0117Ricordiamo anche il contributo di Isabella De Cham, testimone della pizza fritta, che ha portato in strada il profumo della più autentica tradizione napoletana.

Tutto ha contribuito alla riuscita di questa magnifica serata: la proverbiale accoglienza della famiglia e del loro personale e, naturalmente, tutte le loro squisite specialità che rappresentano ormai da decenni una consolidata ed autentica esperienza gastronomica napoletana.

 




Messico, annunciati i vincitori del premio ‘M’illumino d’immenso’

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Lunedì 13 ottobre, nell’ambito della 25esima Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dedicata quest’anno all’italofonia, si terrà a Città del Messico la cerimonia di consegna dei riconoscimenti ai vincitori dell’ottava edizione del Premio Internazionale di Traduzione di Poesia dall’italiano allo spagnolo M’illumino d’immenso e della terza edizione dello stesso premio in direzione inversa, dallo spagnolo all’italiano.

milluminodimmensopuntovertIl premio per la traduzione dall’italiano allo spagnolo è andato alla poetessa e traduttrice venezuelana Mariela Cordero, mentre quello per la traduzione dallo spagnolo all’italiano è stato assegnato dalla giuria alla traduttrice e scrittrice Ilide Carmignani.

Il concorso, organizzato dall’Istituto italiano di cultura di Città del Messico in collaborazione con il Laboratorio Trādūxit, con L’Iila (Organizzazione internazionale italo-latino americana) e gli Istituti italiani di cultura di Santiago, Lima e Montevideo, è nato con l’obiettivo di promuovere il dialogo tra le due lingue e valorizzare la traduzione poetica come atto creativo e ponte culturale. Negli anni si è affermato come un punto di riferimento per traduttori, poeti e studiosi, sia in America Latina che in Italia e nel mondo ispanofono.

La cerimonia, in programma alle ore 19 presso l’Auditorio dell’Istituto Italiano di Cultura di Coyoacán, sarà condotta dalla traduttrice Barbara Bertoni e verrà preceduta da un dialogo sulla poesia e sulla traduzione con tre voci di spicco della letteratura contemporanea: Ana García Bergua, Fabio Morábito e Daniel Samoilovich. Attraverso le loro esperienze di scrittori e traduttori, il pubblico sarà invitato a riflettere sull’essenza stessa del premio: la poesia come spazio condiviso e la traduzione come arte dell’incontro.

Immagini: iicmessico.esteri.it

puntodincontro.mx




Lo Chef Santo Oliviero e i suoi rotolini ripieni di scorfano e stracchino

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1bbf0276 cbc1 4e0d 9232 37da8d63d10dOggi parliamo dello Chef Santo Oliviero, un grande e appassionato professionista della ristorazione. Classe 1976, nasce a Torre del Greco, al centro del Golfo di Napoli e fin da piccolo coltiva la passione per l’arte culinaria, osservando, ogni giorno in cucina, l’attività sia della madre che delle nonne, senza contare il papa’ che lavorava saltuariamente nella ristorazione.

Si diploma nel ‘95 in un Istituto Tecnico Navale ma, durante tutte le stagioni estive dell’adolescenza lavora sempre nel mondo della  ristorazione, all‘inizio più per l’antica passione e per naturale curiosità, oltre che come lavoretto estivo, ma, in seguito, realizzando fortemente che il suo futuro professionale e di vita fosse senz’altro il nobile mestiere del cuoco, si butta nel campo con tutto l’ardore e il vigore giovanile, sin da  quando, durante il servizio militare, lavora nelle cucine del famoso  Battaglione SAN MARCO, dove inizia a cucinare nella mensa ufficiali.

Dopo il congedo si trasferisce a Roma, dove presta la sua opera in vari locali, tra cui gli piace ricordare ristoranti storici come ALLA CORTE DEI BORBONI, IL REGNO DI RE FERDINANDO, IL SEGRETO DI PULCINELLA e, soprattutto, NAPUL’ E’, a due passi da Piazza San Pietro, dove per la prima volta diventa il responsabile della cucina, tra l’altro con immensa soddisfazione, anche perche’ finalmente può preparare i suoi piatti, oltretutto anche per diverse personalità televisive, sportive e politiche, iniziando anche a fare le sue prime comparsate televisive, in un’epoca ancora primordiale rispetto alle ormai molteplici trasmissioni culinarie in tv.

L’anno 2002 e’ stato, per il nostro Chef Santo, un anno fondamentale, soprattutto perchè ha avuto il piacere di incontrare il Maestro Executive Chef Antonio Sorrentino che lo ha introdotto nel gruppo di ROSSOPOMODORO, dove ha avuto l’opportunità di crescere professionalmente ed ampliare i suoi confini nell’arte culinaria, apprendendo, in particolar modo, l’aspetto manageriale ed economico necessario alla direzione di una cucina.

Dopo diversi anni nel Gruppo decide di fare un ulteriore passo di crescita gettandosi in prima persona nell’apertura di un proprio locale, A’ MALAFEMMENA, dedicato alla figura di Toto’, sia come arredamento che come menu’, un’ispirazione dovuta al grande talento e alla personalità del grande attore nei suoi innumerevoli films.

7c28475e ce7d 4b2d 8245 849a6e294ebeA causa poi di particolari  vicissitudini private, dopo anni di immense soddisfazioni personali e lavorative, decide di chiudere questa sua esperienza dedicandosi alla consulenza della ristorazione in toto, non solo ovviamente di ristoranti e pizzerie ma anche di hotels e villaggi turistici, sia per riavvii che per nuove gestioni, soprattutto per quelli che si avvicinano al difficile mondo della ristorazione, non solo nel territorio italiano ma anche in diverse nazioni europee, soprattutto in Spagna, Svizzera, Germania, Austria e Belgio, oltretutto acquisendo ulteriori esperienze e conoscenze in questo campo, immenso più di quanto non si creda. Questo tipo di lavoro gli permette, da allora, di partecipare con più frequenza a molti programmi tv di cucina e di ottenere vari riconoscimenti alla carriera, tra i quali DISCEPOLO DI ESCOFFIER, CAPPELLO D’ORO ALLA CARRIERA, STELLA DELLA RISTORAZIONE E 5 STELLE D’ORO DELLA CUCINA.

*Ma veniamo ora al piatto che ci presenta oggi il nostro Chef Santo Oliviero, i rotolini di pasta fresca ripieni di scorfano e stracchino, un piatto che racchiude in sé sia gli aspetti tradizionali che quelli innovativi.

Ed ecco di seguito gli ingredienti; per la pasta fresca: 400 gr. di farina 00, 4 uova intere, farina di semola rimacinata q.b., un pizzico di sale.

Procedimento: sulla spianatoia, formate una fontanella con farina 00, inserite al centro le uova e sbattete con una forchetta; amalgamate il tutto e impastate per circa 10 min., fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Fatelo riposare per circa 30 min., coprendolo con un canovaccio. Ingredienti per il ripieno ed il condimento: 400 gr. circa di scorfano, 400 gr. di stracchino, sale e pepe q.b., olio extravergine d’oliva q.b., succo di limone q.b., basilico q.b., 1 noce di burro, 1 uovo intero, aglio q.b., 100 gr. di pomodorini. Procedimento: sfilettate lo scorfano e, nel frattempo, prendete una padella capiente, ungete con un filo d’olio e fate soffriggere l’aglio, quindi scottate leggermente una parte dello scorfano; con I’altra parte fate una tartare e lavoratela con olio extravergine d’oliva, del succo di limone e un pizzico di sale. Con la testa e la restante parte dello scorfano preparate un fumetto di pesce che servira’ successivamente per la mantecatura. Lavorate ora lo stracchino in una ciotola,  stemperandolo con una forchetta, stendete quindi la pasta fresca aiutandovi con la farina di semola rimacinata fino ad assottigliarla ad uno spessore di paio di millimetri, dopodiché spennellatela con dell’uovo sbattuto. Unite ora lo scorfano leggermente scottato allo stracchino lavorato e aggiungete un pizzico di sale, di pepe e un po’ di basilico tritato, ottenendo il composto che vi servirà per il ripieno. Sulla pasta stesa, aiutandovi con un sac a poche,  posizionate una striscia di ripieno, quindi arrotolare il bordo della pasta per un paio di volte su sé stessa; ripetete lo stesso procedimento, sempre arrotolando, fino ad ottenere il rotolo ripieno. Infine, tagliate il rotolo ottenuto in fette dello spessore di 2 o 3 cm., schiacciando leggermente i rotolini ottenuti ai lati, dopodiché sbollentateli in acqua salata. Nel frattempo, in una padella mettete una noce di burro, del basilico, i pomodorini e fate rosolare leggermente, quindi tuffateci dentro i rotolini sbollentati, finendo la cottura aiutandovi ed insaporendo con il fumetto dello scorfano. In ultimo impiattate i  rotolini a piacimento e conditeli con la tartare di scorfano. E, come sempre, buona degustazione.




SLIM 2025: tutti gli appuntamenti a New York

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slim2025In occasione della XXV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, l’Istituto Italiano di Cultura di New York presenta una serie di concerti dedicati al tema di quest’anno “Italofonia. Lingua oltre i confini” e una speciale registrazione live del podcast di Rai Radio 3 “La lingua batte”, condotto dallo scrittore Paolo Di Paolo.
I concerti si terranno il 10, il 17 e il 23 ottobre e vedranno protagonisti rispettivamente, Stefano Marchese Quintet and the Scanzonati, Chiara Izzi con “Music Hits on a Journey” e Sissi Castrogiovanni “Fra due mondi”. La registrazione del podcast sarà invece presentata il 21 ottobre.
Quest’anno, inoltre, per la prima volta l’Istituto ha voluto perseguire anche un programma di eventi diffuso, in collaborazione con le Università Columbia, CUNY Queens College, Fordham University, Hunter College e NYU.
Tra gli appuntamenti da non perdere segnaliamo il webinar “Italian Poets in Wonderland: Presenting the Digital Wunderkammer of Contemporary Italian Poetry”, che si terrà il 15 ottobre dalla Casa Italiana Zerilli-Marimò della NYU.
Nella stessa giornata l’Hunter College ospiterà la presentazione di un progetto multimediale che esplora le nozioni di italofonia, migrazione e multilinguismo sviluppato dagli studenti di italiano, prima, e la presentazione della collezione di racconti brevi “E c’erano gerani rossi dappertutto. Voci femminili della diaspora italiana in Nord America”, poi.
Sempre il 15 ottobre presso la NYU si terrà il seminario “Language and Migration: Translation in Contemporary Literature”, a cura di Isabella Livorni.
Il CUNY Graduate Center ospiterà il 29 ottobre la conferenza “Fashioning Italianità on American Soil: The Italian Language Press in New York and Connecticut from the 1930s to the 1950s”, con Martina Di Florio (Trinity College), Stefano Morello (The Graduate Center, CUNY) ed Eugenia Paulicelli (Queens College and The Graduate Center, CUNY).
Infine il 6 novembre l’Italian Academy at Columbia sarà sede di una’altra conferenza “On Dante and Lorenzo Da Ponte” con Teodolinda Barolini (Da Ponte Professor of Italian, Columbia University) e Barbara Faedda (Executive Director, Columbia’s Italian Academy).
In ultimo, ma non per importanza, l’Istituto segnala il social contest creato appositamente per la SLIM dalla Fordham University: le informazioni per partecipare sono disponibili sul sito dell’IIC. (aise)




L’eleganza senza tempo dell’italiano all’estero: tra tradizione e contaminazioni

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scarpe 23L’italiano che vive all’estero, che sia a New York, a Città del Messico o nei Caraibi, porta con sé un bagaglio che non è fatto solo di memorie familiari e passaporti, ma anche di stile. La moda, in questo senso, diventa un linguaggio identitario: un modo di farsi riconoscere e di rimanere legati alle proprie radici.

Nonostante i chilometri di distanza, lo stile italiano resta sinonimo di qualità ed eleganza sobria. Camicie di lino ben stirate, scarpe artigianali, l’occhio attento ai dettagli: ovunque vadano, gli italiani continuano a distinguersi per la capacità di apparire ordinati anche in contesti informali.

Nei Caraibi, dove il clima impone leggerezza, molti connazionali scelgono abiti chiari, tessuti naturali e linee semplici, senza rinunciare a quell’inconfondibile tocco di ricercatezza. In Nord America, invece, la contaminazione con lo stile urbano e streetwear si fonde con il classico “saper portare” giacca e cravatta, anche in contesti lavorativi sempre più rilassati.

C’è anche un aspetto innovativo: le nuove generazioni di italiani all’estero si distinguono per una maggiore attenzione alla sostenibilità. L’uso di tessuti riciclati, l’acquisto consapevole di capi durevoli e l’interesse per i brand etici si stanno affermando come nuovo codice di stile.

Non è più solo una questione di apparenza, ma di responsabilità: vestirsi bene significa oggi anche rispettare l’ambiente e le comunità che producono i capi.

La moda, del resto, non è mai solo moda: è costume, è linguaggio sociale. Negli eventi comunitari – feste nazionali, cene di beneficenza, celebrazioni religiose – l’abbigliamento diventa simbolo di appartenenza. Un abito sartoriale, un vestito elegante, persino un accessorio con il tricolore possono rappresentare il legame con l’Italia, orgoglio e nostalgia allo stesso tempo.

In un mondo sempre più globalizzato, l’italiano all’estero resta riconoscibile non solo per la lingua o per la cucina, ma anche per il modo di vestire, che continua a raccontare una storia di stile e di identità.