Il Maestro Pasticciere Enrico Dacasto e la sua The King’s Cake (VIDEO)

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db8ec888 983e 47ed bb01 934a1be64b9aOggi presentiamo il Maestro Pasticciere Enrico Dacasto, da poco entrato a far parte della famiglia di CHEF Italia, un grande professionista che è anche un riconosciuto imprenditore ed affermato manager del suo settore.

Nasce a Torino nella metà degli anni ’70 e cresciuto nelle Langhe, una terra ben nota per le sue tradizioni e sapori; la sua eccezionale carriera comincia presso la Ferrero Dolciaria di Alba, dove, ancora giovane, si immerge nei processi creativi e produttivi dei prodotti più iconici dell’azienda, dalla Nutella ai Mon Chéri. Qui impara che un prodotto non è solo un oggetto ma è soprattutto un’emozione capace di raccontare storie e catturare i sensi.

Spinto dalla passione per l’eccellenza e dal desiderio di innovare, nel 1997 fonda la Dolciaria Dacasto & C., una pasticceria che coniuga artigianalità, qualità e creatività. Con la sua acuta visione e ferrea determinazione, sviluppa marchi distintivi, conquistando diversi mercati internazionali e stringendo, al contempo,  prestigiose partnerships con multinazionali e aziende leader del settore. Ricordiamo, tra l’altro, che, nei primi anni 2000, ha ampliato i suoi orizzonti, creando marchi come DUCA d’ALBA, REMARIA e LA CASA SULLA COLLINA, capaci di soddisfare diversi canali distributivi, dall’impulso alla grande distribuzione, fino al private label.

La sua abilità imprenditoriale si è tradotta in una solida rete vendita e in una presenza capillare sul territorio, valorizzando ogni cliente, dai piccoli negozi alle grandi catene. Inoltre, le sue particolari competenze lo hanno portato a gestire e rilanciare storiche e ben note aziende italiane, gestendo strategie di marketing, sviluppo, prodotto e restyling del marchio. Poi, nel 2012, torna alla guida della propria azienda, portandola a livelli di eccellenza senza precedenti: i suoi prodotti, al 100% naturali, innovativi, biologici e a basso contenuto glicemico, hanno ricevuto diversi riconoscimenti internazionali, come le 3 Stelle d’Oro dell’iTQi e gli Eccellenza Italiana Awards, a conferma della qualità, dell’autenticità e della creatività che da sempre lo hanno contraddistinto.

Poi, con una certa lungimiranza e con uno sguardo attento al futuro, nel 2022 fonda la holding di famiglia in Canada, attraverso la quale apre DACASTO GRAN PASTICCERIA a Toronto nel 2024 e DACASTO GOURMET, sempre a Toronto, nel marzo 2025, portando l’arte della pasticceria italiana in Nord America.

cdf61c9c c6af 4041 90e3 36dffa5dffdaOgni giorno, sotto la sua guida, prendono vita panettoni, dolci, torte e biscotti, destinati sia alle boutique locali che alle grandi catene di distribuzione, con il giusto orgoglio di poter raccontare  storie di tradizione reinterpretata, passione e raffinatezza in ogni morso.

La DACASTO Gran Pasticceria, ossia l’arte della lievitazione naturale, del nostro Maestro Pasticciere Enrico Dacasto, figura di spicco e imprenditore nel mondo della pasticceria, nasce con una visione chiara: porre la purezza degli ingredienti, la maestria artigianale e la fedeltà alla tradizione al centro di ogni prodotto. Ogni creazione DACASTO è il risultato di una ricerca appassionata, che coniuga materie prime eccezionali, precisione tecnica e rispetto dei ritmi naturali della lievitazione. Al centro della sua proverbiale arte c’è un principio incrollabile, la naturalezza assoluta, nessun compromesso, nessun additivo, solo quello che la natura offre nella sua forma più pura: uova fresche da galline allevate all’aperto, senza antibiotici, farine rigorosamente prive di glifosato, burro di prima scelta, lavorato con cura per preservarne il delicato aroma, frutta candita preparata esclusivamente con puro succo di limone, senza aggiunta di anidride solforosa, nocciole del Piemonte, mandorle della Puglia, pistacchi della Sicilia e agrumi del Sud Italia, una sinfonia assoluta di eccellenze regionali.

Al centro di ogni suo prodotto c’è il suo lievito madre naturale vivo, un’eredità di oltre sessant’anni, rinnovato ogni quattro ore, ogni giorno, senza eccezioni: ed è questo patrimonio vivo che garantisce la morbidezza, la fragranza e la digeribilità uniche delle sue creazioni. Nei suoi laboratori, nulla di artificiale entra nel processo: nessun colorante, nessun conservante, nessun emulsionante, nessun aroma artificiale, nessun monogliceride, assolutamente nulla di sintetico, una realtà riconosciuta in tutto il mondo, ora anche a Toronto.

La sua dedizione all’eccellenza è stata riconosciuta e premiata a livello internazionale: il Panettone Biologico Gran Milano ha ricevuto 3 Stelle d’Oro dall’International Taste & Quality Institute (iTQi) di Bruxelles, assegnate da una giuria di 140 chef e sommelier provenienti da 136 paesi. Tra le sue collezioni di gusto: per le grandi occasioni, panettoni e colombe, protagonisti assoluti delle festività. E poi la sua pasticceria leggera, fragrante e genuina, un patrimonio di oltre 300 ricette originali, tutte unite da un’unica essenza: la lievitazione naturale.

Come già menzionato, nel 2019 DACASTO ha iniziato il suo percorso internazionale in Canada, portando il gusto italiano a Toronto, aprendo nel 2024 il primo atelier-laboratorio al 37 di King Street East, nell’elegante cornice del King Edward Hotel e, nel 2025, un secondo laboratorio in Yonge Street, nel cuore pulsante della movida locale, portando l’autenticità delle sue creazioni alla portata e alla conoscenza dei clienti canadesi, potendo garantire che ogni suo singolo prodotto è realizzato esattamente come in Italia, con gli stessi ingredienti di prima qualità naturalmente importati dall’Italia: arance calabresi, limoni di Sorrento, pistacchi di Bronte, nocciole del Piemonte, mandorle pugliesi, farine biologiche e oli essenziali naturali.

Ci dice il nostro Maestro Pasticciere Enrico Dacasto che produrre in Canada con ingredienti italiani garantisce un’esperienza unica: panettoni e pasticcini sempre freschi, fragranti, morbidi, umidi e naturali, incomparabili alle importazioni industriali, spesso vecchie di mesi e arricchite con conservanti chimici. La sua promessa è che un dolce DACASTO non è solo un dessert ma è un’opera di alta pasticceria, un’espressione di amore per la tradizione, un ponte tra l’autentica artigianalità italiana e il piacere universale e che, in ultimo, la vera qualità non ha bisogno di spiegazioni. https://www.dacasto.com/

*Ed eccoci alla proposta del nostro Maestro Pasticciere Enrico Dacasto, THE KING’S CAKE, la Torta del Re, nata nel suo primo laboratorio-pasticceria di Toronto all’angolo con l’Edward King Hotel. È una torta prodotta e creata esclusivamente dalla Pasticceria Dacasto, caratterizzata da un impasto morbidissimo, fresco e irresistibile, un impasto degno di un re… Un omaggio alla  splendida città di Toronto, alle sue tradizioni e a tutti i suoi abitanti. The King’s Cake rappresenta un momento di dolcezza eccezionale per ogni famiglia, perfetta per una pausa, come regalo o per ogni occasione. Questa torta artigianale ha la particolarità di essere realizzata solo ed esclusivamente con lievito madre (lievito madre naturale), con oltre 75 anni di storia, importato direttamente dall’Italia e viene rinfrescato quotidianamente con acqua e farina a intervalli regolari, ogni singolo giorno, tutti i giorni dell’anno. L’utilizzo del lievito madre, infatti, garantisce una morbidezza unica e prolungata nel tempo ed, inoltre, questa torta è realizzata solo ed esclusivamente con ingredienti naturali, SENZA INGREDIENTI CHIMICI, senza aromi chimici o altri additivi spesso utilizzati dalle industrie: oltre al lievito madre, burro di alta qualità, uova da galline allevate all’aperto, miele, oli essenziali pregiati (non aromi), sono gli ingredienti principali di questa torta. Nel gusto “PLAIN”, all’impasto vengono aggiunte scorze d’arancia candita provenienti dalla Calabria, che conferiscono alla torta una piacevolissima nota agrumata. Ideale da condividere con gli amici o perfetta per una colazione veloce e nutriente.

Ma veniamo ora alla ricetta di questa morbidissima e profumata torta: 620 gr. di farina, 220 gr. di zucchero, 100 gr. di lievito madre, un pizzico di sale, ½ bacca di vaniglia, 1 cucchiaio di miele, ½ cucchiaio da tè di arancia grattugiata, 100 gr. di arancia macinata, 120 gr. di burro, 200 gr. di latte fresco, 100 gr. di tuorlo d’uovo.

Procedimento: accertatevi di utilizzare una farina molto forte, almeno con proteina 14,5. Inoltre, accertatevi anche che il lievito madre abbia subito almeno un rinfresco nelle ultime 4 ore, altrimenti rinfrescatelo nuovamente ed aspettate che siano trascorse le 4 ore. Mettere quindi nella planetaria con il gancio tutti gli ingredienti, tranne metà latte e tutto il burro. Fate impastare per 5-7 minuti, quindi aggiungete adagio il latte restante. Quando l’impasto risulterà liscio ed omogeneo aggiungete il burro morbido poco alla volta. Impastate ancora per circa 4-5 minuti, quindi, ad impasto lucido e bene amalgamato, spegnere la macchina. Lasciare riposare il tutto  per circa 15 minuti, quindi impastate ancora per altri 2 minuti. Estraete l’impasto dall’impastatrice e posizionatelo sul tavolo. Fate delle palline del peso di 550 grammi, quindi pirlatele attentamente e mettetele da parte sul tavolo per 5 minuti. Dalle palline appena fatte, maneggiate l’impasto in modo da ottenere dei “salamini” omogenei e regolari, quindi posizionateli nell’apposito pirottino. Lasciate lievitare per circa 10 ore o comunque fino a quando non si sarà riempito adeguatamente il pirottino. Infine, infornate a 180°C. per 30 minuti. Un dolce semplice ma perfetto per ogni momento della giornata, profumato, gustoso, ma al tempo stesso leggerissimo, un regalo dolcissimo e apprezzatissimo oltre ogni previsione.




8 ottobre 1871: il grande incendio di Chicago e l’aiuto degli italiani

chicago in flames by currier & ives, 1871 (cropped)

chicago in flames by currier & ives, 1871 (cropped)Nella notte tra l’8 e il 9 ottobre 1871, un terribile incendio devastò la città di Chicago, negli Stati Uniti. In poco più di 24 ore il fuoco distrusse oltre 17.000 edifici, lasciò senza casa quasi 100.000 persone e provocò più di 300 vittime. Fu una delle più grandi catastrofi urbane del XIX secolo.

Tra i quartieri rasi al suolo vi erano anche quelli abitati da immigrati europei, e la comunità italiana fu tra le più colpite. Molti connazionali persero tutto: case, botteghe, chiese, attività costruite con sacrifici negli anni precedenti. Eppure, proprio da quella tragedia nacque una forte solidarietà: associazioni italiane e comitati di mutuo soccorso, come la Società di San Rocco, si mobilitarono per aiutare i più bisognosi, distribuendo viveri e organizzando raccolte fondi anche in Italia.

Quell’esperienza segnò l’inizio di una lunga storia di partecipazione civica degli italoamericani a Chicago. Dalle macerie del 1871 emerse una comunità più unita, che negli anni successivi fondò scuole, giornali e parrocchie, diventando parte integrante della rinascita della città.

Oggi il grande incendio è ricordato con memoriali e musei, ma per gli italiani all’estero resta anche un capitolo di resilienza e orgoglio comunitario, che testimonia come, anche nelle avversità, gli emigrati seppero fare fronte comune e contribuire alla ricostruzione.




La longevità sorprendente dei gatti italiani

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imagesIn Italia aumentano i “nonni a quattro zampe”: secondo l’Associazione Nazionale Medici Veterinari, negli ultimi dieci anni è raddoppiato il numero di gatti che superano i 15 anni di età. Molti arrivano tranquillamente ai 18, e non mancano i casi record di mici ventenni.

Gli esperti spiegano che la maggiore longevità è legata a tre fattori chiave: alimentazione più bilanciata (crocchette e cibi umidi studiati su misura), cure veterinarie più diffuse e una crescente attenzione dei proprietari alla salute dei propri animali. Anche la vita in appartamento, seppur meno stimolante, riduce rischi e incidenti rispetto alla vita all’aperto.

La buona notizia è che un gatto anziano può comunque condurre una vita serena: servono controlli periodici, un’alimentazione specifica e ambienti tranquilli. “Un micio di 17 anni non è necessariamente un malato cronico – spiega un veterinario romano – ma ha bisogno di attenzioni particolari, proprio come un anziano in famiglia”.

Per gli italiani all’estero, spesso legati ai ricordi degli animali lasciati in patria o ai compagni che li accompagnano nei nuovi paesi, questa tendenza è un segnale positivo: prendersi cura dei nostri animali significa allungare e migliorare la loro vita, regalando affetto e compagnia per molti anni in più.




8 ottobre 1965: nasce il primo Autogrill

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autogrillfiorenzuoladarda ori crop master 0x0L’8 ottobre 1965 viene inaugurato a Fiorenzuola d’Arda (Piacenza) il primo vero “Autogrill” italiano: un ponte di vetro e acciaio che scavalcava l’autostrada Milano-Bologna, permettendo ai viaggiatori di fermarsi, mangiare e guardare il traffico dall’alto. Era una novità assoluta in Europa, destinata a cambiare per sempre il modo di viaggiare.

L’idea era semplice ma rivoluzionaria: trasformare la sosta in autostrada da perdita di tempo a momento di socialità e modernità. Panini imbottiti, caffè espresso, ma anche ristorazione veloce e prodotti tipici: tutto servito con la rapidità richiesta dal viaggiatore.

Nel giro di pochi anni, gli Autogrill divennero icone del boom economico italiano, simboli di libertà e mobilità. Intere famiglie programmavano il viaggio tenendo conto della sosta “sul ponte”, mentre per molti bambini quegli spazi moderni erano una vera attrazione.

Oggi, a distanza di 60 anni, il marchio Autogrill è presente in decine di paesi nel mondo. Ma tutto iniziò in quel giorno d’autunno del 1965, quando un ponte sospeso sopra l’autostrada inaugurò una nuova stagione della mobilità italiana.


Vuoi che te ne prepari un’altra alternativa (magari più culturale, tipo letteratura, cinema o costume) così hai scelta per la rubrica?




“That’s Amore Italian Fest” a Stamford: celebrazione della cultura italiana

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imagesSta per tornare “That’s Amore Italian Fest”, evento attesissimo nella città di Stamford (Connecticut). La manifestazione si terrà nell’Mill River Park tra l’11 e il 12 ottobre, con orario dalle 12 alle 21 ogni giorno.

Si tratta di una celebrazione di cibo, musica e cultura italiana. Le programmazioni includono esibizioni musicali, spettacoli e bancarelle gastronomiche con specialità italiane: pasta, pizza, gelato, prodotti da forno. L’evento richiama grande interesse: lo scorso anno ha attirato circa 15.000 visitatori.

Per gli italiani residenti nella zona o nelle aree limitrofe, è un’occasione per ritrovarsi, mantenere il legame con la cultura madre, incontrare connazionali e promuovere eventi culturali locali. Inoltre, può servire da veicolo per amplificare iniziative comunitarie (associazioni italiane, scuole di lingua italiana, ecc.).




Canada. Vancouver ospita l’Italian Design Weeks 2025

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6vancouverDal 16 al 30 ottobre prossimi Vancouver ospiterà la 7ª edizione dell’Italian Design Weeks, la principale rassegna dedicata in Canada Occidentale al design, alla moda e all’artigianato italiano. Un appuntamento che, anno dopo anno, si conferma come vetrina privilegiata per raccontare l’evoluzione dello stile italiano e il suo impatto sulla scena internazionale.
La manifestazione, ideata e promossa dalla Italian Chamber of Commerce in Canada – West, propone un ricco calendario di incontri, conferenze, mostre ed esperienze culinarie, offrendo al pubblico canadese l’opportunità di vivere da vicino l’eccellenza e la creatività del Made in Italy.
Negli ultimi anni, la città ha rafforzato il proprio ruolo di hub per l’innovazione e il design di qualità, ospitando progetti residenziali di prestigio realizzati in collaborazione con rinomati studi italiani e accogliendo i flagship store di marchi iconici come Poliform, Stefano Ricci, Reflex e Aran Cucine. Un contesto dinamico che rende Vancouver una destinazione ideale per valorizzare il talento e la capacità innovativa delle imprese italiane.
L’edizione 2025 dell’Italian Design Weeks non sarà solo un viaggio attraverso architettura, moda e interior design, ma proporrà anche esperienze enogastronomiche selezionate, per far scoprire al pubblico locale il gusto autentico delle tradizioni italiane: dal gelato artigianale ai formaggi tipici, passando per oli d’oliva e dolci regionali. (aise)




Commissione Esteri della Camera, iniziative di promozione della lingua italiana nel mondo

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commissione esteri della camera iniziative di promozione della lingua italiana nel mondo laudizione del presidente della dante alighieri andrea riccardi immagine1 332x223Ha avuto luogo , alla Commissione Affari Esteri della Camera, l’audizione del Presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi. Si è parlato delle attività svolte e sulle iniziative avviate dalla Dante per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Nel suo intervento Riccardi ha ricordato come la Dante Alighieri sia stata istituita alla fine dell’800 su impulso di Giosuè Carducci, con lo scopo di promuovere la diffusione della lingua italiana all’estero soprattutto tra gli emigranti. Ad oggi i comitati nel mondo sono oltre 400 e la Dante è presente in 80 Paesi: solo in Argentina ci sono 80 Comitati su un totale di 120 nell’intera America Latina. Riccardi ha anche segnalato le difficoltà affrontate dalla Dante negli anni passati sia per quanto riguarda la sede centrale di Roma che i diversi comitati sparsi fuori dall’Italia. “La rete dei Comitati era ed è la ricchezza della Dante e si basa sui principi di rappresentatività democratica”, ha rilevato il Presidente definendo importante questa autonomia periferica ma anche la capacità di tessitura della sede centrale. Per quanto riguarda i soci della Dante, è stato evidenziato che nella maggior parte dei casi si tratta di persone di origine italiana o comunque simpatizzanti della nostra lingua e cultura. Riccardi ha anche parlato degli importanti investimenti sulla lingua fatti da vari Paesi: ad esempio nella vicina Spagna solo la ‘corona’ versa al Cervantes 70 milioni annui, risorse superiori a quanto impegnato dall’Italia. Il Presidente ha poi sottolineato come in questi anni si sia lavorato per rafforzare i Comitati all’estero e portare avanti la formazione ai docenti. La Dante ha anche sviluppato la piattaforma online Dante Lab per l’apprendimento dell’italiano a distanza. Ci sono poi le scuole italiane nel mondo e una di queste, sulle quali si sta investendo molto, è quella di Tirana. “Nel secondo Paese italofono nel mondo non esisteva l’insegnamento della lingua italiana”, ha precisato Riccardi spiegando così l’impegno su Tirana dove in passato questa materia era presente solo in ambito accademico. Tuttavia il centro nevralgico dell’insegnamento dell’italiano nel mondo resta l’America Latina con i suoi 26 istituti scolastici. In proposito Riccardi ha segnalato la chiusura di alcune scuole di italiano, come ad esempio quella in Eritrea, Ad Asmara vi era infatti una delle scuole italiane più antiche. Un luogo dove l’insegnamento dell’italiano, ha spiegato il Presidente, è stato recentemente e almeno in parte ripristinato presso la Casa degli Italiani: il tutto è stato possibile recuperando parte del corpo docente della soppressa scuola italiana. Riccardi ha poi rilevato come in generale la Dante Alighieri sia orientata a valorizzare le ragioni che portano all’avvicinamento all’italiano passando “da nostalgia a simpatia”. Il Presidente ha anche ricordato che il prossimo 19 novembre si terrà a Roma un meeting dedicato all’italofonia. Svizzera, Albania, San Marino e America Latina: questi i Paesi menzionati da Riccardi per evidenziare come l’italiano sia parlato e diffuso anche al di fuori dei confini nazionali pur non essendo allo stesso livello di diffusione di altre lingue europee come inglese o spagnolo. La lingua resta comunque un tassello importante per veicolare anche elementi associati alla cultura in senso più ampio fino ad arrivare all’export o al turismo. Ha poi preso la parola il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, che ha criticato la nuova legge sulla cittadinanza sottolineando come l’inserimento nella norma della conoscenza della lingua italiana avrebbe sicuramente aiutato a sviluppare risorse straordinarie. Il deputato ha poi elogiato quanto fatto dalla Dante in alcuni Paesi del Sudamerica o in Australia. Porta ha inoltre spiegato come molto spesso la domanda di italiano nel mondo provenga dai discendenti dei nostri connazionali all’estero storici e debba essere anche supportata da politiche pubbliche. Il deputato ha poi segnalato l’importanza di formare linguisticamente e professionalmente i flussi di manodopera verso l’Italia a partire dalle nostre comunità di italo discendenti. Il deputato del Pd Christian Di Sanzo, eletto America Settentrionale e Centrale), ha chiesto quanto sia l’ammontare di finanziamenti attuali per la Dante, anche in previsione dell’avvicinarsi della legge di bilancio. In sede di replica Riccardi ha rilevato che si sta lavorando ad una proposta volta a creare un Albo dei docenti di lingua italiana. Sulle questione dell’acquisto della cittadinanza e per l’inserimento in Italia dei lavoratori provenienti dalle nostre comunità all’estero e da altri Paesi il Presidente ha auspicato un modello basato sull’apprendimento dell’italiano con il supporto, ove necessario, di un mediatore culturale. Riccardi ha anche parlato di un insegnamento basico dell’italiano per coloro che vengono dall’africa. Il Presidente si è infine soffermato sulle risorse a disposizione della Dante: vi sono finanziamenti pubblici, con l’ammontare di 11 milioni nel 2024 e uno stanziamento che risulterebbe confermato nella proiezione per il 2025; i proventi delle tasse pagate per ottenere il PLIDA (il certificato di competenza della lingua italiana); e poi gli incassi delle diverse scuole. (Inform)




Settimana della Lingua Italiana nel Mondo: “Italofonia. Lingua oltre i confini”

farnesina lingua italiana nel mondo immagine4

farnesina lingua italiana nel mondo immagine4È stata presentata al MAXXI di Roma la XXV edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo (13-19 ottobre). Il principale appuntamento istituzionale sulla promozione della lingua italiana. L’evento sarà un momento di riflessione sulla promozione all’estero della lingua e della cultura italiane tra le istituzioni e la società civile, in vista della Prima Conferenza Internazionale dell’Italofonia che si terrà il 19 novembre 2025. Dopo l’introduzione musicale degli allievi dell’Accademia Teatro alla Scala, l’evento è stato introdotto dalla Presidente della Fondazione MAXXI, Maria Emanuela Bruni che ha evidenziato come proprio attraverso la lingua si trasmettano saperi e si costruiscano relazioni, dando forma ai nostri pensieri. “La lingua è la nostra architettura di vita”, ha precisato Bruni. Ha poi preso la parola il  Ministro degli Esteri, Antonio Tajani che ha segnalato l’eccessivo uso di termini stranieri nell’utilizzo quotidiano della lingua italiana. “Credo non sia giusto e neanche corretto: non è provincialismo voler parlare italiano ma conservazione della propria identità”, ha precisato Tajani sottolineando l’esigenza di promuovere la nostra lingua non solo all’estero, ma anche a casa nostra.  Il Ministro ha anche segnalato l’indicazione ai ministeri di non usare termini stranieri sui documenti. Tajani ha inoltre rilevato come la difesa della lingua rappresenti una scelta culturale. “Made in Italy? Sarebbe meglio dire fatto in Italia”, ha precisato il Ministro sottolineando come l’italiano accompagni l’export e la promozione delle nostre eccellenze nel mondo. Tajani ha inoltre rilevato come la Settimana della Lingua Italiana nel mondo serva anche a  valorizzare la Giornata dell’Italofonia che verrà realizzata in collaborazione con la Dante Alighieri e il Governo svizzero. Un momento di incontro tra i Paesi che usano l’italiano come lingua ufficiale . Per il Ministro la nostra lingua rappresenta anche un ponte tra l’Italia e Paesi dove c’è una forte presenza di comunità italiane, come l’Argentina o il Brasile. La Giornata interesserà anche i Paesi di origine neolatina che usano comunque lingue simili alla nostra o “lingue sorelle”.  “La nostra lingua è elemento di dialogo e confronto: dobbiamo fare in modo che la lingua sia la bandiera della nostra presenza nel mondo”, ha aggiunto Tajani segnalando la partecipazione alla Giornata come ospite d’onore anche della Presidente del Parlamento Europeo che è maltese e parla perfettamente italiano. Il Ministro dopo aver auspicato l’uso di una lingua al passo con i tempi e non condizionata dai social o da idiomi stranieri, ha spiegato che per la Settimana della Lingua la rete diplomatica e consolare sarà impegnata a promuovere l’italofonia attraverso eventi che saranno organizzati anche invitando rappresentanti di Paesi italofoni.  Tajani ha poi rilevato come la lingua e la cultura favoriscano anche la crescita economica del Paese ed ha ricordato il padre della nostra lingua ossia Dante Alighieri. E’ stata poi la volta del Presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, che ha ipotizzato la costituzione di una comunità globale per l’italofonia. “Esiste un’Italia che è più grande della penisola e che parla l’italiano, al di là dei Paesi di tradizione italiana”, ha evidenziato Riccardi auspicando inoltre l’importanza di investimenti in Paesi vicini come l’Albania. Riccardi ha sottolineato come questa vocazione alla comunità globale non sia una mera imitazione di Paesi con una tradizione coloniale e imperiale. “Non abbiamo una lingua imperiale ma neanche provinciale: la nostra è una lingua storica connessa a tanti patrimoni culturali”, ha aggiunto Riccardi precisando che l’italiano è una lingua viva e creatrice. “Radici storiche proiettate verso il futuro”, è lo slogan che secondo Il Presidente della Dante più si avvicina alla descrizione della nostra lingua. L’invito Di Riccardi è quello di superare una globalizzazione che è divenuta in sostanza, e per certi versi, appiattimento o paura di essere considerati nazionalisti a fronte della volontà di professare la propria lingua e identità. E’ stata poi la volta dell’Ambasciatore della Svizzera in Italia, Roberto Balzaretti, che ha evidenziato come le relazioni bilaterali tra i due Paesi siano molto positive anche grazie all’influenza della lingua italiana. “Italiano come lingua senza confini”, l’ha definita Balzaretti precisando che la Svizzera, Stato notoriamente poliglotta, è profondamente legata in particolare alla lingua italiana anche in virtù della storica immigrazione proveniente dall’Italia. Secondo l’Ambasciatore, l’italiano è parte integrante dell’identità della Svizzera dal punto di vista sostanziale e non solo meramente formale. Nel panel sulla promozione della lingua italiana all’estero sono intervenuti con la moderazione della giornalista Laura Pezzino: Andrea Bajani (vincitore del Premio Strega 2025), Massimo Bray (direttore generale della Treccani), Pietro Ruffo (artista visivo). “Abbiamo a cuore il modo in cui, attraverso le parole, cerchiamo di rendere giustizia alle cose, alle persone e ai nostri pensieri. La lingua è un modo di rispettare l’alterità e di non imporre parole ad altri”, ha spiegato Andrea Bajani aggiungendo che la vittoria del Premio Strega non comporta solo grande esposizione mediatica ma anche una forma di responsabilità verso la letteratura. Massimo Bray ha ricordato anzitutto che la Treccani festeggia i suoi primi cento anni proprio nel 2025 invitando a riflettere come tali istituti nascano proprio per sostenere le culture e le identità. Bray ha rievocato ad esempio la funzione delle vecchie enciclopedie che portavano fisicamente la cultura nelle case delle persone. In proposito Bray ha richiamato l’essenza dello strumento enciclopedico quale sintesi dei saperi delle culture nazionali da mostrare agli altri Paesi.  Dal canto suo Pietro Ruffo ha raccontato come la sua attività di artista, che ha visto positive collaborazioni con la Farnesina, si sviluppi anche nel campo delle esposizioni d’arte visiva. (Inform)




È morto Remo Girone, il Tano Cariddi della “Piovra”

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imagesRemo Girone è morto a 76 anni a Montecarlo, dove risiedeva da tempo. Attore di straordinaria intensità e carisma, Girone resterà per sempre legato al personaggio di Tano Cariddi, il freddo e spietato ragioniere mafioso dello storico sceneggiato Rai La Piovra, che lo rese celebre negli anni Ottanta.

Nato ad Asmara, in Eritrea, l’1 dicembre 1948, Girone aveva abbandonato gli studi universitari per seguire la sua vera vocazione: la recitazione. Dopo aver frequentato l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, esordì al cinema nel 1972 con Roma rivuole Cesare di Miklós Jancsó, per poi imporsi nel 1977 come protagonista ne Il gabbiano di Marco Bellocchio.

Il grande successo arrivò dieci anni più tardi, nel 1987, con La Piovra. Il suo Tano Cariddi – cinico, ambiguo, capace di terrorizzare e affascinare allo stesso tempo – entrò nell’immaginario collettivo e lo consacrò come uno degli attori più rappresentativi della fiction italiana.

La carriera di Girone, però, non si è mai fermata al piccolo schermo. Versatile e appassionato, ha lavorato in teatro, al cinema e in televisione, collaborando con grandi registi italiani e stranieri. Memorabile la sua interpretazione di Enzo Ferrari nel film Le Mans ’66 – Ford v Ferrari (2019) di James Mangold, che lo portò alla ribalta internazionale. Nel 2023 era tornato sul grande schermo accanto a Denzel Washington in The Equalizer 3.

Dietro la sua voce profonda e lo sguardo intenso, Girone nascondeva anche una storia di resilienza: durante le riprese de La Piovra affrontò una battaglia contro un tumore, superata con coraggio e determinazione. Al suo fianco, per oltre quarant’anni, la compagna di vita e attrice Victoria Zinny, con cui ha condiviso affetti e palcoscenici.

Con più di cinquant’anni di carriera, Remo Girone lascia un segno indelebile nella cultura italiana. La sua capacità di dare spessore a personaggi controversi, unita a una presenza scenica magnetica, lo ha reso indimenticabile per il pubblico. Dal volto del malavitoso Tano Cariddi alla raffinatezza di Enzo Ferrari, dal teatro classico al cinema internazionale, Girone ha attraversato epoche e generi con talento, passione e professionalità.

da lidentita.it




L’Italia al festival Shorts Mexico

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shortsmexicopuntovertNell’ambito della ventesima edizione del Festival Shorts Mexico, l’Istituto Italiano di Cultura (Iic) proietterà stasera dieci cortometraggi di registi italiani. Dal 1º al 30 settembre 2025 torna il Mexico International Short Film Festival e l’Iic partecipa con Italia en Corto, la prima in terra azteca di dieci produzioni del Bel Paese, scelte tra le realizzazioni più rappresentative e rilevanti del 2024.

Nella sede di Coyoacán verranno riprodotti a partire dalle ore 18 Comunque bene di Beatrice Baldacci (17′), Street food di Paolina Gramegna (12′), Il cimino torna su di Samuele Brambilla (16′), La notte di Martina Generali (6′), Dieci secondi di Roberta Palmieri (12′), Fiorellina di Giorgia Ciraolo (8′), Padre di Michele Gallone (19′), Love and chewing gum di Arianna Di Stefano (13′), Ahinco di Simona Palmieri (23′) e Dolci acque di Luca Grazioli (20′).

L’edizione 2025 del festival si svolge a Città del Messico, nei suoi 16 distretti, e in tutti i 32 stati del Paese.

Questo evento cinematografico, specializzato in cortometraggi, è riconosciuto come il più grande dell’America Latina. È una piattaforma che supporta e promuove l’espressione creativa di registi emergenti e affermati provenienti da tutto il mondo. Nell’ultima edizione, il programma ha presentato oltre 1.000 cortometraggi e si è svolto in un formato ibrido, con proiezioni in presenza e online, attirando oltre un milione di spettatori.

Immagini: Istituto italiano di cultura di Città del Messico – X @shortsmexico

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