All’IIC di Montreal la personale del fotografo Luca Spano

22spano

22spanoLa forma dell’aria, progetto di Luca Spano, vincitore del bando per la Promozione della Fotografia Italiana all’Estero 2024 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero Italiano della Cultura, è un progetto espositivo inedito che fa dialogare arte e scienza esplorando le immagini non ottiche, ovvero quei processi visivi che consentono al cervello umano di elaborare immagini mentali attraverso tutti i sensi ad esclusione della vista. La mostra, che arriverà il prossimo 28 agosto all’Istituto Italiano di Cultura di Montreal, in Canada, è composta da fotografie realizzate in camera oscura dall’artista e da oggetti, tra forme simil-astratte suggestive, reinterpretazioni di conversazioni avute al BRaIN program del Research Institute del McGill University Health Centre, e inserti metallici che partecipano alla materialità dell’installazione, sperimentando così le connessioni tra immagine, testo e superficie.
L’esposizione studia le modalità di generazione delle immagini nel cervello umano interrogando lo spettatore sulle loro potenziali forme e collegandosi al logos come ulteriore elemento centrale nella costruzione dei processi di conoscenza della realtà.
L’inaugurazione si terrà mercoledì prossimo, 27 agosto, dalle ore 18 alle ore 20. A tagliare il nastro ci sarà la direttrice dell’IIC, Francesca Calamaro. Poi, a seguire, una discussione moderata da Giangavino Pazzola (curatore della mostra), con l’artista Luca Spano, la curatrice e conservatrice museo MAXXI Roma, Simona Antonacci, e il professore presso l’Integrative Neuroscience Program (BRaIN) del Research Institute del McGill University Health Centre, Alexandre Reynaud.
L’esposizione sarà quindi aperta al pubblico dal 28 agosto al 25 ottobre. (aise) 




A San Francisco l’Italian Film Festival di Marin County

22sanfrancisco

22sanfranciscoNato come una presentazione informale e unica di film italiani in un’aula universitaria, l’Italian Film Festival of Marin County è cresciuto nel corso dei suoi 48 anni fino a diventare un appuntamento fisso nella Bay Area di San Francisco. Quest’anno, l’evento organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco si terrà dal 27 settembre al 1° novembre presso l’Angelico Concert Hall.
Fin dall’inizio, è stato un lavoro d’amore per il suo direttore, Lido Cantarutti, sotto la cui direzione il programma ha incluso la partecipazione di registi e compositori italiani, personalità della comunità italiana e italo-americana, e un’atmosfera autenticamente italiana ad ogni presentazione.
Il programma prende il via sabato 27 settembre 2025 alle ore 16.30 con “Un mondo a parte” (A world apart), di Riccardo Milani con Antonio Albanese e Virginia Raffaele.
Michele, insegnante di scuola elementare, chiede il trasferimento da una scuola di quartiere abbandonata di Roma a una scuola (8 studenti) nel tranquillo villaggio di Rupe, in Abruzzo. Spera di poter fare la differenza. È un luogo idilliaco sia d’inverno che d’estate; tuttavia, a causa della mancanza di iscrizioni, la scuola è sull’orlo della chiusura. Inoltre, il villaggio rischia l’estinzione, poiché i giovani lo abbandonano per le città. Michele e Agnese, la vicepreside, credono che la soluzione possa risiedere nel reclutamento di famiglie ucraine e marocchine per l’immigrazione a Rupe.
Poi sabato 4 ottobre 2025 sempre ore 16.30 l’appuntamento è con “La scommessa – Una notte in corsia” (High stakes), di Giovanni Dota con Carlo Buccirosso e Lino Musella.
Il loro paziente sopravvivrà fino al mattino? Gli infermieri Angelo e Salvatore fanno una scommessa. In palio ci sono il posto per le vacanze di Natale e 200 euro. Salvatore passa la notte cercando di tenere in vita il paziente, mentre Angelo gioca sporco per assicurarsi di vincere la scommessa. In un ospedale praticamente deserto di Napoli durante il Ferragosto, tutto è concesso in ospedale, dalle frecciatine degli infermieri ai medici sotto cocaina, fino ai personaggi sospetti che si nascondono in reparto.
Si prosegue sabato 11 ottobre sempre alla stessa ora con “Io e il Secco” (My killer buddy), di Gianluca Santoni con Andrea Lattanzi, Francesco Lombardo e Barbara Ronchi.
Denni, un bambino di dieci anni, ha un padre violento e una madre che subisce i suoi abusi. Il bambino vuole salvare la madre e, quando la sua amica Eva gli dice che ha un cugino che fa il killer a pagamento, pensa di aver trovato la soluzione ideale. Così Denni si rivolge al cugino di Eva, soprannominato Secco, e gli ordina di uccidere suo padre, promettendogli un compenso che il bambino prenderà dalla cassaforte del padre. Secco non è particolarmente portato per questo tipo di lavoro. Tuttavia, i soldi gli farebbero comodo, quindi accetta l’incarico. La collaborazione porta a conclusioni inaspettate.
Poi ancora sabato 18 ottobre, con “10 giorni con i suoi” (When mom is away with the in-laws), di Alessandro Genovesi con Fabio de Luigi, Valentina Lodovini, Dino Abbrescia e Giulia Bevilacqua
Carlo e Giulia Rovelli si preparano a partire per la Puglia, dove la figlia maggiore Camilla, ora diciottenne, vuole trasferirsi per studiare all’università. Ma poiché il piano di Camilla è anche quello di andare a vivere con il suo fidanzato pugliese Antonio, Carlo è turbato e l’incontro con quelli che potrebbero diventare i suoi futuri suoceri è a rischio. Carlo, comportandosi come un elefante nel negozio di porcellane, si rende un ospite sgradito. “Ti presento la famiglia” all’italiana. Tratto dalla storia vera di Viola Ardone, Il cuore infrangibile.
Penultimo appuntamento con sabato 25 ottobre 2025 con il pluripremiato “C’è ancora domani” (There’s still tomorrow), di Paola Cortellesi con Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea e Romana Maggiora Vergano.
In questa commedia drammatica ambientata a Roma nel secondo dopoguerra, una donna della classe operaia sogna un futuro migliore per sé e per la figlia, mentre subisce gli abusi del marito autoritario. Quando riceve una lettera misteriosa, scopre il coraggio di cambiare le circostanze della sua vita. Vincitore di sei Premi Oscar italiani e film italiano di maggior incasso post-pandemia.
Infine, sabato 1 novembre, ore 16.30, si chiude con “Trifole” (Truffles), di Gabriele Fabbro con Margherita Buy, Umberto Orsini, Ydalie Turk e “Birba” (il fedele cane da tartufo)
Dalia viene mandata a Londra, dove vive senza meta, a controllare suo nonno, un esperto tartufaio di nome Igor. Igor vive nelle Langhe, la terra del pregiatissimo Tartufo Bianco d’Alba. Inizialmente i due si scontrano, con Igor che corre gravi rischi finanziari e scambia abitualmente la nipote per la figlia Marta. Armati del suo fedele cane da tartufo Birba (“monello”), vanno alla ricerca del tartufo premiato che salverà la sua casa. (aise) 




Brasile, il 24 agosto Gala dell’Opera italiana a San Paolo

facebook brasile il 24 agosto gala dellopera italiano a san paolo stituto dio cultira san paolo immagine2

facebook brasile il 24 agosto gala dellopera italiano a san paolo stituto dio cultira san paolo immagine2Domenica 24 agosto a San Paolo appuntamento per gli appassionati con il Gala dell’Opera italiano. L’evento al Teatro Comunale è promosso dal Consolato Generale d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo. “In questa edizione, prodotta da Cia. Opera e Amici dell’Opera di Jacareí, portiamo – informa il Consolato sui social – grandi cantanti lirici italiani che integrano il programma della serie Grandi Voci con un repertorio che celebra la tradizione operistica italiana. Il pubblico potrà apprezzare arie e duetti consacrati di Rossini, Verdi, Mascagni, Puccini e anche le canzoni di Paolo Tosti, tra gli altri maestri della musica”. Il Gala inizierà alle ore 17:00. (Inform)




Cosenza nel ‘900 – Un secolo della nostra storia nell’ultimo libro di Paride Leporace

db567910 1717 4d0b 9d0c 6a9eda8d3c21

db567910 1717 4d0b 9d0c 6a9eda8d3c21Ho appena finito di leggere con particolare interesse e partecipazione questo libro, un volo professionalmente sicuro nell’arte dello scrivere e del raccontare, dove l’essenzialità viene portata al suo vertice ma, al contempo, condita di ricordi e di storia di una città che è anche la mia e che sempre lo sarà, nonostante viva lontano da quasi tre decenni. Ancora fresco di stampa, si può dire, è l’ultimo libro del giornalista Paride Leporace, “Cosenza nel ’900. Storie e personaggi” (Pellegrini Editore), che è stato presentato recentemente a Cosenza sulla Terrazza Pellegrini, un’appropriata cornice per una penna, la sua, ricca di reminiscenze, di biblioteche, di studi appassionati, una penna che trasuda uno stile innato e personale e che esplora mondi contigui e diversi, vita quotidiana, poesia, prosa, teatro, politica, sport e costume, per restituirli alla nostra attenzione vividi, partecipati, rispettati. Anche solo dei nomi, dei fatti, un aneddoto, un pensiero, un tratto di pennello, un lato del poligono che chiude, con naturalezza, la forma geometrica nello spazio del foglio inizialmente bianco, ricostruendo, con dovizia di particolari, un secolo di vita cittadina. Siamo di fronte alla summa centellinata della nostra memoria, che si può leggere come un’indagine complessa della nostra storia più recente, spingendoci al ricordo dei  particolari e, al tempo stesso, come uno specchio dalle molteplici sfaccettature che rimanda a molti istanti vissuti da noi stessi, mutevoli, perduti, riscoperti,  ritrovati.

8e1e63db eace 471d b6ce 16be3f97a31c[“Ricordo come un sogno le case di Viale del Re diventato della Repubblica, Piazza Fera che cambia arbitrariamente il suo nome in Bilotti, i giardini alberati della Villa nuova, i leoni del serraglio della Villa Vecchia governati da Ciccio Fred Scotti, la fontana dei leoni, Cosenza glaciale di gennaio sotto le montagne innevate della Sila e arsa dall’afa con le strade vuote a Ferragosto, le insegne luminose della Standa e di Bertucci, il primo gelato da Zorro nocciola e torrone, le domeniche erranti sovrastate dalle radiocronache di Giuseppe Milicchio e Federico Bria, una violinista veneziana che cerca alloggio per l’inaugurazione del Rendano con tutti gli alberghi pieni, tutta la mia giovinezza passata nei cinema di Cosenza e Rende e il tetto del Citrigno che si apre in cielo a far vedere le stelle che ancora non sapevo riconoscere e quell’applauso dal pubblico al cinema Astra quando Volontè-Vanzetti prima di sedersi sulla sedia elettrica dice: ‘Viva l’Anarchia’. In quante altre città d’Italia si sarà levato quell’applauso?… A questo pensavo la notte del 31 dicembre 1999, fine del secolo, stretto nei 40.000 scesi per la prima volta in piazza collettivamente a Capodanno per ascoltare il concerto di Franco Battiato e in tanti a stringere la mano al sindaco Giacomo Mancini, il monarca illuminato che per volontà popolare aveva reso possibile la rivoluzione di una città che aveva modificato il suo destino. Per la prima volta nel calendario urbano una moltitudine di cosentini era scesa per le strade a salutare il nuovo secolo che arrideva ad una città del Sud in grado di liberare energie straordinarie costruendo opere materiali e immateriali di enorme potenza. E quella notte che separava due secoli il mio pensiero andò alla mia città, Cosenza, quella dove avevo conosciuto le mie prime parole e immagini, quella dell’infinita ricerca su libri e giornali e di una cultura orale dei ricordi di famiglia capaci di trasmettere la quotidianità delle case borghesi dove si ballavano ‘I lancieri’ o l’accensione della prima illuminazione pubblica per le strade. lo per analizzare Cosenza farò riferimento al XX secolo intero con qualche sconfinamento, perché ogni microcosmo ha le sue analogie e differenze con qualunque paradigma.”]

È la storia di Cosenza, quella dei tanti quartieri, dei suoi pittoreschi mercati, delle varie piazze, la Cosenza della politica, del giornalismo, della musica, degli spettacoli, delle prime radio libere, la Cosenza della movida, delle guerre campanilistiche, delle chiese e dei suoi fedeli, delle processioni, delle feste, delle vicende giudiziarie, la Cosenza della contestazione degli anni ’70, quella del sorgere dell’Università della Calabria, quella dei partiti storici, dei sindacati, della scuola, la Cosenza che conta ma anche la Cosenza degli ultimi, i ragazzi di Padre Fedele Bisceglia, quella di tutti, dei clochard, dei poeti e degli artisti costretti ad emigrare, dei grandi avvocati e dei vari intellettuali, letterati e musicisti. Tra le righe, alberga di tutto, politica e religione, economia, guerra, calcio, personaggi e persone, giornali, criminalità, dialetto, cibo, usi e costumi,  donne e uomini della nostra città attraverso la storia, le storie e le generazioni.

 




La Maestra di arte bianca Simona Lauri ed il suo pane con patate e pesto di zucchine

3956db86 f3b4 46ce 955f 160dd6d9fc97

3956db86 f3b4 46ce 955f 160dd6d9fc97Oggi presentiamo la Maestra di arte bianca Simona Lauri, socia di CHEF Italia, grande professionista ed esperta come  tecnico panificatore artigiano, nipote d’arte da tre generazioni di panificatori, con la possibilità di assistenza tecnica, consulenza e docenza in Italia e nel Mondo per lo specifico settore del pane, pizza, panettoni, colombe, grandi lievitati, prodotti tipici italiani, con e senza glutine, anche per eventi in Italia e all’estero. Varesina, laureata nel 1992 in Scienze delle Preparazioni Alimentari all’Università degli Studi di Milano, iscritta all’Ordine dei Tecnologi Alimentari OTA nel 1996, consulente tecnico di Industrie del settore, Portali, Tribunali, Associazioni, Enti, Agenzie, Fiere e Aziende per quanto riguarda Il complesso mondo dell’Arte bianca. E per circa per nove anni ha anche prestato la sua opera di consulenza tecnica presso la  Federazione Italiana Panificatori Pasticceri ed Affini – FIPPA –  di Roma, della quale è stata anche autrice di numerose innovazioni del settore, tra le quali il Primo Pane Italiano realizzato con la Farina di Quinoa, QUITE, nel 2009, al quale ha fatto seguito nel 2016 LINE.

È stata anche docente di Microbiologia e Tecnologia degli Alimenti presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Torino, nonché membro della commissione degli Esami di Stato per Tecnologi Alimentari, docente formatore pratico di panificazione in diversi Istituti di Formazione e  Master di specializzazione in diverse Scuole Alberghiere e docente master in più corsi monotematici del settore per differenti Agenzie. Inoltre è stata più volte membro di giuria in Competizioni nazionali e internazionali ed autrice di quattro libri di testo sulla panificazione e redige perizie tecnico-legali sia come CTP che come CTU. Vanta anche diverse collaborazioni stabili  con importanti riviste specifiche del settore e dal 2014 è anche giornalista pubblicista – Ordine dei Giornalisti di Milano.

Nel 2015 fonda e dirige la testata giornalistica Quotidie Magazine. Sempre nel 2015 ottiene il 2’ posto nella Categoria Pizza senza glutine al Campionato del Mondo di Parma. Svolge prevalentemente una intensa attività pratica lavorando in diversi panifici artigianali e pizzerie, alla quale affianca studi di ricerca e attività di formazione costante in Italia e all’Estero. E’ altresì invitata come relatore in moltissimi Convegni, Tavole Rotonde e Seminari tecnici specifici del settore e/o come esperto dimostratore in diversi show cooking. Ha partecipato a svariate trasmissioni televisive locali fin dal 2002, fino poi ad approdare a quelle nazionali come Linea Verde (2010), Indovina chi viene a cena? (2017) e tre puntate di Geo (2017),  oltre a numerose altre apparizioni e interviste. Invitata come opinionista, tecnologo/esperto tecnico-scientifico per problematiche inerenti lo specifico settore dell’Arte Bianca (panificazione) su testate giornalistiche cartacee e non.

759898b9 6461 4f10 9e1d 7006eb16907aSicuramente la nostra Maestra Simona è innamorata del suo mestiere, perché per lei è arte, tradizione, rispetto della scienza e della vita, dolcezza, cultura del gusto, passione, umanità e religione. Dulcis in fundo, nel febbraio dell’anno scorso, è stata anche nominata Maestra Lievitista Ambasciatore del Gusto DOC Italy a Roma. Attualmente è fortemente impegnata in progetti di formazione presso Centri ed Enti di Formazione in Italia e Camere di Commercio, oltre a dirigere corsi di aggiornamento professionale per professionisti, poi lavora sempre nei panifici e, naturalmente, segue l’attività di consulenza nelle aziende e quella pubblicistica come Direttore della Testata Giornalistica Quotidie Magazine. E, tanto per non farsi mancare niente, continua ad essere invitata come opinionista e tecnico del settore in trasmissioni radiofoniche, portali, convegni, canali televisivi ecc. www.slauri.it  http://www.quotidiemagazine.it/link-utili

*Ed eccoci ora alla ricetta che ci presenta oggi la nostra Maestra Simona Lauri, il suo pane di tipo O con patate e pesto di zucchine, una bellissima ricetta per preparare un buonissimo e morbido pane, arricchito dalle patate e dal pesto di zucchine, un’idea particolare della nostra tradizione gastronomica, una preparazione che potrete fare anche in casa, disponendo degli strumenti appositi oltre che degli ingredienti necessari, con il risultato di aver la possibilità di realizzare questa gustosa versione, arricchita oltre che dalle patate anche dall’aggiunta del pesto di zucchine, una variante che diventa un pane semi farcito super delizioso da poter essere gustato anche al naturale, così come si presenta, una vera sorpresa per il palato, che potrà conquistare anche i vostri ospiti. Potrete poi servire questo pane sia come semplice companatico per accompagnare i vostri piatti migliori che anche come pane delle feste, da servire magari in un buffet casalingo.

Ma veniamo ora agli ingredienti:  1000 gr. di farina di grano tipo O, 400 ml. di acqua, 300 gr. di lievito liquido, 8 gr. di lievito fresco, 20 gr. di sale, 30 gr. di zucchero semolato, 200 gr. (9%) di patate lessate, 30 gr. di olio extravergine d’oliva, 200 gr. (9%) di pesto di zucchine (zucchine, grana padano, olio EVO, pinoli, noci, granella di nocciole tostate, mandorle, sale). Ed ecco ora, di seguito, il procedimento: in una planetaria impastate tutti gli ingredienti ad eccezione del sale che sarà poi aggiunto all’inizio della seconda velocità. Aggiungete a filo l’acqua mancante e procedete fino ad impasto ultimato. Lasciate puntare 1 ora a 25°C e procedete con lo stoccaggio a +4°C per 8 ore. Porzionate, quindi, del peso desiderato (monoporzioni da 50 gr. e filone da 500 gr.) ed impartite forza con la doppia avvolgitura. Pennellate con acqua e passate nelle mandorle tritate non troppo finemente. Spolverate, infine, con farina. Lasciate lievitare a 28°C con 72% U.R. per circa 3 ore. In ultimo operate i tagli sottopelle e nello spazio del taglio inserite il pesto di zucchine. A questo punto infornate a 220°C con leggero vapore e aprite la valvola del forno per gli ultimi 5 minuti. Consigli di abbinamento della nostra Maestra Simona Lauri: piccole monoporzioni da abbinare ad un buffet di formaggi stagionati, composte di frutta, cruditè e pomodori confit. È, in ultimo – ci dice la nostra Maestra Simona Lauri – preparare il pane in casa è sempre un’esperienza indimenticabile, e poi questa è una ricetta che vi permetterà di fare un pane speciale con le vostre mani, che sarà sicuramente una di quelle ricette che, solitamente, si annotano per non essere più dimenticate. E, come sempre , buona degustazione.




Città del Messico ospita la Settimana del Cinema Italiano

settimanacinemapuntovert

settimanacinemapuntovertL’Istituto italiano di cultura di Città del Messico, in collaborazione con la Cineteca Nazionale del Paese latinoamericano, inaugurerà domani la quarta edizione della Settimana del cinema italiano.

Dal 20 al 28 agosto saranno proiettati 10 film recenti «che mettono in mostra la diversità, il talento e la vitalità della nostra settima arte», si legge in una nota.

La rassegna si apre con la pellicola Berlinguer. La grande ambizione, diretta da Andrea Segre. Il film esplora la vita personale e pubblica di Enrico Berlinguer, segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1972 fino alla sua morte nel 1984, considerato una delle figure politiche più influenti del XX secolo.

Interpretata da Elio Germano, premiato per questo lungometraggio come miglior attore ai David di Donatello e al Festival del Cinema di Roma, la produzione invita gli spettatori a riflettere sull’importante tema della politica come servizio pubblico.

Tutte le proiezioni si svolgeranno presso la sede di Città del Messico della Cineteca (Av. México-Coyoacán 389, Xoco, Benito Juárez, Ciudad de México).

Gli orari e i titoli sono soggetti a modifiche. Consulta il programma aggiornato sul sito web della Cineteca Nacional. Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in spagnolo. I biglietti sono disponibili al botteghino o online, secondo le tariffe della sede.

Immagini: Istituto italiano di cultura

puntodincontro.mx




Due libri per ricordare gli italiani nel mondo

67f2e32d 79d4 4744 886b 209dd927310a

67f2e32d 79d4 4744 886b 209dd927310aEssere italiani all’estero non è solo una questione geografica: è un’esperienza che segna la vita, intreccia nostalgia e speranza, e dà forma a identità nuove. Due libri raccontano questo viaggio in modo diverso, ma complementare: Noi, italiani all’estero e Novitalia.

Noi, italiani all’estero offre un mosaico di voci autentiche. Racconti e testimonianze di chi ha lasciato l’Italia per farsi spazio altrove, portando con sé la lingua, le tradizioni e la voglia di appartenere. Un’affascinante riflessione sul senso di comunità che gli italiani hanno saputo costruire nel mondo.

Novitalia, invece, è un’opera più personale e letteraria. Con questa storia, l’autore crea un’«Italia parallela», fatta di ricordi, osservazioni e riflessioni. È un viaggio nell’identità italiana trapiantata all’estero, un atto d’amore verso le proprie radici: la nostalgia diventa racconto, la memoria si arricchisce di immaginazione.

Un duo letterario perfetto: due prospettive differenti per cogliere la varietà dell’esperienza emigrante — da un lato la coralità delle storie vissute, dall’altro il racconto intimista della memoria. Entrambi ci ricordano che l’emigrazione è una porta aperta sul presente, non un capitolo chiuso della nostra storia.

Dove acquistare

67f2e32d 79d4 4744 886b 209dd927310a




A Cefalù in mostra le foto di Maria Sole Stancampiano

maria sole stancampiano con macchina fotografica

maria sole stancampiano con macchina fotografica L’esposizione, alla Galleria di Cefalú  rimarrà aperta fino al 30 ottobre

“Oltre il velo” è una sequenza di fotografie in cui una giovane donna bionda gioca con un velo d’organza che la copre, la scopre, le ricade addosso.

Le immagini esplorano l’equilibrio tra ombra e luce, tra ciò che è visibile e ciò che si può immaginare. Ogni scatto cattura il mistero dell’attimo fuggente. Con un rimando alla tradizione mediterranea, alla seduzione femminile vista come nel “Cantico dei cantici” in cui le labbra della sposa “dietro al velo, sono come un pezzo di melagrana”.

Non è un velo nuziale quello che interpreta Maria Sole Stancampiano. Ma è la leggerezza di un ornamento antico e nobile. Fedele all’insegnamento del Master di PHotoEspaña seguito a Madrid, la fotografa dice che “si può ritrarre tutto tranne il già visto”. Si pone, quindi, oltre la cronaca, oltre il confronto tra Oriente e Occidente sull’uso del velo femminile. Oltre la valenza di simbolo religioso, talvolta opprimente, sempre integralista, con cui l’Occidente oggi identifica il velo islamico.

La mostra è un invito a guardare oltre le apparenze. A riflettere sulla complessità delle identità. Per “planare sulle cose con leggerezza”. Senza tralasciare disciplina e lavoro.

2sequenza“Oltre il velo” nasce come un omaggio ai primi vent’anni di attività della Galleria-Caffè letterario di via Mandralisca a Cefalù. Un luogo ideato come laboratorio permanente di arte e cultura. Una corte nel centro della città medievale dove Angelo Daino e Giuseppe Provenza hanno deciso di sperimentare l’eccellenza della cucina mediterranea. E di farlo con il contributo e il confronto con artisti e letterati.

Cenni biografici

Maria Sole Stancampiano si è laureata a Roma in Design industriale e poi in Grafica e Fotografia.  A Madrid ha frequentato il Master di PHotoEspaña, laboratorio di progetti fotografici, dall’idea base alla realizzazione e all’esposizione. Ha partecipato alla collettiva fotografica “Punto de encuentro”, in mostra al Centro de arte Alcobendas (Madrid) dal 20 settembre al 5 novembre 2023. Ha già esposto presso la Galleria-Caffè letterario di Cefalù dal 14 giugno al 30 settembre 2024 con la mostra “Roma e il suo doppio. Viaggio sul set di Ladri di biciclette di Vittorio De Sica”.

Note tecniche

Reflex Nikon D3100 con obiettivo Nikon Nikkor; lunghezza focale 50mm; rapporto focale f/5; esposizione manuale; tempo di esposizione 1/160; spazio colore RGB




È morto Pippo Baudo. Aveva 89 anni

3046073 tsfev7 460110337 highres

3046073 tsfev7 460110337 highresÈ morto stasera (sabato) a Roma all’età di 89 anni Pippo Baudo.

Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, detto Pippo, Simbolo della televisione italiana, ha condotto tredici festival di Sanremo e decine di programmi di grande successo, da Canzonissima a Domenica in.

La notizia, appresa dall’agenzia di stampa ANSA da fonti vicine alla famiglia, è stata poi confermata dal suo storico legale e amico, l’avvocato Giorgio Assumma.




Il Maestro Pasticciere Nicola Obliato e il suo pandoro a due impasti

img 2080

img 2080Oggi presentiamo lo Chef Pasticciere Nicola Obliato, che recentemente, circa un mese e mezzo fa, ha dato vita al suo nuovo progetto nella Città di Aversa, una bellissima località a 24 Km. a nord di Napoli, famosa per i vini e la mozzarella di bufala. Il nostro Maestro Nicola, socio di CHEF Italia, con la sua determinazione, ha scelto di iniziare questa nuova avventura di Mille Dolcezze Bar Pasticceria Tavola calda, al 2/4 di Via Bernini, con una bellissima inaugurazione, nel corso della quale il Presidente di CHEF Italia Antonio Arfè e il Vicepresidente Vincenzo Napolitano hanno personalmente donato, anche a nome dell’Associazione, una significativa targa per l’occasione. Già titolare, nel recente passato, della Pasticceria Mille Dolcezze e di Obliato Pastry Boutique, realtà di eccellenza dolciaria a Frattamaggiore a pochi chilometri da Napoli, con il suo nuovo progetto, il nostro Maestro Pasticciere Nicola ha avuto l’intuizione e l’opportunità di cimentarsi in questa nuova realtà imprenditoriale presa dopo un periodo di riflessione, in cui ha valutato, con lungimiranza, le opportunità di innovazione e di espansione della sua attività, decidendo di mantenere l’esperienza e la ricchezza del passato ma con uno sguardo sempre rivolto al futuro e all’evoluzione del mercato delle prelibatezze dolciarie. Il concept su cui si basa Mille Dolcezze – Aversa è quello di offrire prodotti di alta qualità, creati con materie prime selezionate, senza tralasciare l’attenzione al design e all’estetica dei dolci. Il nostro Maestro Nicola cura personalmente la produzione controllando sempre gli ingredienti e, soprattutto, la perfetta esecuzione delle ricette. I suoi dolci, infatti, sono, da sempre, tra i più conosciuti ed apprezzati della zona ma non solo, potendosi fregiare, tra l’altro, anche della Medaglia d’Oro come migliore colomba d’Italia. La sua pasticceria è gestita seguendo pochi ma fondamentali principi: la ricerca del gusto, della creatività e della bellezza, producendo in proprio dal dolce al salato, dal panettone di vari tipi alle colombe, dalle uova di cioccolato alle praline e tanto altro, rigorosamente utilizzando solo materie prime di alta qualità. Il suo amore per la pasticceria – ci dice il nostro Maestro Nicola – nasce dopo un grande problema di salute personale, un aneurisma cerebrale con emorragia sub craniale avuto e fortunatamente superato all’età di 32 anni, circa 12 anni fa. Il suo percorso professionale ha varie tappe: dall’Associazione Pasticcieri Napoletani alla Scuola Dolce e Salato, poi alcuni corsi professionali privati con frequentazioni con diversi Maestri pasticcieri italiani e stranieri, fino alla partecipazione sempre più convinta a diversi concorsi sul panettone e lievito madre vivo, tra cui quello vinto, come giuria popolare, alla manifestazione Panettone Senza Confini, la medaglia d’oro a Parma per il suo panettone al caffè, 2 volte finalista mondiale italiano, tra cui quello del SIGEP, il Premio Eccellenza della pasticceria napoletana a Napoli e poi a Roma. Vanta inoltre diversi stages formativi con diversi maestri pasticcieri di caratura mondiale come Aniello Di Caprio e Stefano Laghi. La sua pasticceria è un connubio di profumi, sapori e degustazioni di diverse varietà di Panettone Artigianale Nazionale con l’esaltazione dei prodotti del territorio campano valorizzando le metodiche di preparazione, preservando la tradizione e l’artigianalità attraverso l’innovazione e il giusto bilanciamento dei prodotti utilizzati.

f2795594 a9eb 4634 bae1 e288c9f32e8eÈ noto che il cavallo di battaglia del nostro Maestro Pasticciere Nicola Obliato è il panettone, e prova anche a spiegarlo nei dettagli: ‘’Il  processo di lavorazione per il mio panettone dura 30 ore. Inizio rinnovando ben tre volte il lievito e lascio lievitare ad ogni rinnovo, poi aggiungo il pre-impasto, lascio lievitare altre 12 ore, amalgamo il tutto e lascio lievitare per altre 8 ore. Alla fine il panettone viene cotto per un’ora’’. Poi ci parla anche delle sue pastiere: “Propongo due tipi di pastiere: la prima si chiama Pastiera Innovativa, che è chiusa e cotta in un cake per 80 minuti a 160 gradi; la seconda è la Semifredda, una base di pastiera classica, ma glassata al fiore di sambuco”. Il suo più intimo scopo è, naturalmente, quello di promuovere il territorio e la produzione locale, diffondere la conoscenza della Pasticceria Tradizionale Napoletana e stimolare un nuovo approccio al mondo della tradizione artigianale dei dolci del Sud. Inoltre fa diversi eventi di beneficenza all’anno, sia per il suo trascorso personale che per il suo innato amore e passione per la sua bellissima professione. In ultimo aggiungiamo che il nostro Maestro Pasticciere Nicola Obliato lavora sodo ogni giorno e ha già in programma la crescita della sua attività: un brand poliedrico che racchiude un percorso completo che va dalla pasticceria alla possibilità di uno snack e di un pranzo veloce fino alla potenzialità di organizzare eventi per occasioni speciali. Infine vogliamo ricordare che il nostro Maestro Pasticciere, ad oggi ha vinto diversi concorsi, tra i quali, oltre a qualcuno già menzionato, la Miglior colomba artigianale d’Italia 2019, il Miglior panettone al mondo nel 2020, Finalista Panettone World Champion 2021, Finalista Giuria Popolare Panettone Senza Confini 2021, Finalista Coppa del Mondo 2022, Finalista Mister Alberto Awards 2022. Infine, il nostro Maestro Pasticciere, il Pastry Chef delle emozioni, Nicola Obliato, anche quest’anno sarà protagonista di uno degli eventi più esclusivi dell’estate italiana, “La Notte delle Stelle”, ideata da Anna Di Maria e Paky Arcella.

*Ed oggi, il nostro Maestro Pasticciere Nicola Obliato ci tiene a presentare il suo Pandoro a due impasti, che sta andando in produzione in questi giorni per essere pronti per il mercato di fine anno. La storia del Pandoro inizia nella città di Verona, città natale del pasticcere Domenico Melegatti, che fu il primo a brevettare questo soffice dolce natalizio a forma di stella a otto punte; l’ispirazione per questa prelibatezza, che sarebbe presto diventata una vera e propria istituzione natalizia in Italia, venne da un dolce tradizionale veronese, il Levà, preparato in città la vigilia di Natale. L’origine del Pandoro, tuttavia, non è così certa. Ha molto in comune con il Nadalin, un dolce a forma di stella diffuso sulle tavole veneziane nel XIII secolo, così come con il pane viennese. Si dice, tuttavia, che il nome sia attribuibile al pan de oro diffuso intorno al 1500 nella Repubblica di Venezia, un dolce conico ricoperto di sottili foglie d’oro.

Ma veniamo ora agli ingredienti per il 1° Impasto: 2.000 gr. di farina W 360 – P/L 0,55, 500 gr. di lievito naturale, 1.650 gr. di uova, 600 gr. di zucchero, 700 gr. di burro ammorbidito, 4 gr. di sale. Per il 2° Impasto: il 1° Impasto + 350 gr. di farina W 360 – P/L 0,55, 25 gr. di malto, 22 gr. di sale, 350 gr. di tuorli, 140 gr. di panna fresca. Per l’Emulsione: 750 gr. di burro, 350 gr. di zucchero, 170 gr. di burro di cacao grattugiato, 50 gr. di miele, 1 bacca di vaniglia.

Procedimento: per il 1° impasto, iniziate mescolando la farina con il lievito e quasi tutte le uova. Quando la pasta risulterà liscia aggiungete le uova rimanenti. Dopo qualche minuto incorporate lo zucchero, il sale e successivamente il burro. Ponete a lievitare a 25-26 °C per circa 12 ore o fino a quando il volume non risulterà triplicato; per il secondo impasto, incorporate la farina bene, versate i tuorli a filo, alternando con l’emulsione, fino a che otterrete un impasto liscio ed omogeneo, particolarmente elastico ma stando però attenti a non rompere la maglia glutinica. Successivamente puntate 40 minuti a 26 gradi C. e poi pirlate per un peso di Kg. 1,060. Dopo la pirlatura ponete negli stampi precedentemente imburrati con burro a pomata e mettete il tutto in cella di lievitazione per altre 7 ore. A questo punto cucinate a 155 gradi C. per 55-60 minuti. Controllate la temperatura di cottura al cuore che deve essere di 96 gradi C. Bisogna sempre lasciar raffreddare opportunamente i pandori negli stampi per circa 2 ore prima di sformarli, facendoli asciugare per 6-7 ore capovolti prima di  confezionarli negli appositi sacchetti. E, come sempre, buona degustazione.