Sette francobolli celebrano le isole minori italiane

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Le piccole isole italiane diventano protagoniste di una nuova emissione filatelica dedicata alle bellezze naturali e paesaggistiche del Paese. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha infatti presentato una serie di sette francobolli che rendono omaggio ad alcuni dei luoghi più affascinanti del territorio nazionale: Montecristo, Ventotene, Licosa, le Isole Tremiti, Lampedusa, Caprera e Murano.

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L’iniziativa fa parte della serie tematica dedicata al patrimonio naturale e turistico italiano e punta a valorizzare località che, pur lontane dai grandi centri urbani, rappresentano autentici tesori paesaggistici, storici e culturali.

Ogni francobollo raffigura uno scorcio caratteristico dell’isola rappresentata. Montecristo viene illustrata attraverso l’Abbazia di San Mamiliano e le acque cristalline di Cala Maestra, immerse nella tipica vegetazione mediterranea. Ventotene appare in una veduta panoramica che mette in risalto il borgo affacciato sul mare e il suo pittoresco porto.

Per Licosa è stato scelto il celebre faro che domina il piccolo isolotto al largo della costa cilentana, mentre le Tremiti sono rappresentate dall’arcipelago che emerge dalle limpide acque dell’Adriatico, con l’isola di San Nicola e le sue antiche fortificazioni sullo sfondo.

Lampedusa è raffigurata attraverso uno dei suoi simboli più conosciuti, la Spiaggia dei Conigli, celebre per il mare trasparente e la sabbia chiara. Caprera mostra invece la suggestiva Spiaggia del Relitto, caratterizzata dalla presenza dei resti di un antico veliero e dal contrasto tra il bianco della sabbia e l’azzurro intenso del mare.

Completa la serie Murano, rappresentata da un tipico canale attraversato da un ponte in pietra, con la Basilica dei Santi Maria e Donato a testimoniare il ricco patrimonio artistico e architettonico dell’isola veneziana.

Le sette emissioni condividono la stessa impostazione grafica, impreziosita da un nastro tricolore che richiama l’identità italiana e sottolinea il valore turistico e culturale delle località raffigurate. L’obiettivo è promuovere, anche attraverso la filatelia, la conoscenza di alcune delle isole minori più belle e significative del Paese.




Turismo delle Radici: grande idea, ma quali vantaggi concreti offre davvero?

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Negli ultimi anni il Turismo delle Radici è diventato uno dei temi più celebrati dalle istituzioni italiane. Ministri, amministratori locali e organismi del settore turistico lo presentano come una straordinaria opportunità per rafforzare il legame tra l’Italia e gli oltre 80 milioni di italo-discendenti sparsi nel mondo.

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L’idea è senza dubbio affascinante.

Permettere ai figli, ai nipoti e ai pronipoti degli emigrati italiani di ritrovare i luoghi da cui partirono i loro antenati significa recuperare memoria, identità e appartenenza. Per molti discendenti di italiani, visitare il paese del nonno o della bisnonna rappresenta un’esperienza emotiva profonda, spesso vissuta come un vero viaggio alla ricerca delle proprie origini.

Ma dietro gli slogan e gli eventi promozionali emerge una domanda sempre più frequente: quali vantaggi concreti offre oggi il Turismo delle Radici?

La questione non è secondaria.

Quando si parla di incentivare un determinato tipo di turismo, normalmente si pensa a facilitazioni, servizi dedicati e agevolazioni specifiche. Eppure molti italo-discendenti che desiderano organizzare un viaggio in Italia faticano a individuare benefici reali che distinguano il Turismo delle Radici da una normale vacanza.

Esistono sconti sui trasporti? Tariffe agevolate per gli alberghi? Ingressi ridotti nei musei? Assistenza personalizzata per le ricerche genealogiche? Procedure semplificate per consultare archivi comunali e parrocchiali?

Le risposte, nella maggior parte dei casi, restano poco chiare.

Finora il progetto ha prodotto soprattutto attività di promozione, campagne di comunicazione, eventi culturali e finanziamenti destinati ai comuni aderenti. Iniziative certamente utili, ma che non sempre si traducono in vantaggi immediatamente percepibili da chi acquista un biglietto aereo e decide di partire alla ricerca delle proprie radici.

Molti italiani all’estero osservano che il viaggio continua spesso a essere organizzato interamente a proprie spese e senza particolari facilitazioni. Chi vuole ritrovare il certificato di nascita di un bisnonno o ricostruire la storia della propria famiglia deve frequentemente affrontare da solo burocrazia, archivi difficili da consultare e informazioni frammentarie.

Questo non significa che il Turismo delle Radici sia un progetto inutile. Al contrario.

L’iniziativa ha il merito di aver riportato al centro dell’attenzione il ruolo delle comunità italiane nel mondo e il loro legame con i territori d’origine. Tuttavia, affinché il progetto possa compiere un vero salto di qualità, potrebbe essere necessario passare dalla promozione ai servizi.

Gli italo-discendenti non chiedono soltanto celebrazioni, convegni e manifestazioni. Chiedono strumenti concreti che rendano più semplice e conveniente il viaggio verso le proprie origini.

Per questo motivo, mentre alla Farnesina e nelle istituzioni si continua giustamente a parlare dell’importanza del Turismo delle Radici, resta aperta una domanda che milioni di italiani nel mondo potrebbero legittimamente porre: oltre alle belle parole, quali vantaggi reali sono oggi riservati a chi decide di tornare a cercare la propria storia in Italia?




Turismo delle Radici, prosegue il confronto tra istituzioni e operatori

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borgo radiciSi è svolta in modalità online una nuova riunione del Tavolo Tecnico di Coordinamento dedicato al Turismo delle Radici, l’iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per rafforzare i legami tra l’Italia e le comunità di italiani e discendenti italiani residenti all’estero.

L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto tra istituzioni, enti locali, associazioni e operatori del settore per fare il punto sullo stato di avanzamento dei progetti in corso e sulle future strategie di sviluppo. Particolare attenzione è stata dedicata alle iniziative che favoriscono il ritorno nei luoghi d’origine delle famiglie emigrate e alla valorizzazione dei piccoli centri italiani, spesso custodi della memoria dell’emigrazione.

Tra i temi affrontati vi è stato anche il programma Italea, il progetto nazionale che accompagna gli italiani all’estero e gli italo-discendenti nella riscoperta delle proprie radici familiari, culturali e territoriali. Il programma si inserisce nell’ambito delle attività sostenute dal Ministero degli Esteri per promuovere una forma di turismo che va oltre la semplice visita turistica, trasformandosi in un vero percorso di conoscenza della propria storia familiare.

Secondo i dati diffusi dalla Farnesina, il Turismo delle Radici rappresenta un fenomeno in continua crescita e coinvolge una platea potenziale di milioni di italo-discendenti nel mondo. Oltre all’aspetto affettivo e culturale, il settore costituisce anche una significativa opportunità economica per numerosi borghi e territori italiani, spesso lontani dai tradizionali circuiti del turismo internazionale.

Il Tavolo Tecnico, attivo dal 2018, continua a rappresentare uno spazio di collaborazione tra soggetti pubblici e privati interessati a sviluppare un’offerta sempre più qualificata e capace di rispondere alle aspettative delle comunità italiane all’estero. L’obiettivo è quello di trasformare il viaggio alla scoperta delle proprie origini in un ponte stabile tra l’Italia e i milioni di persone che, pur vivendo oltreconfine, continuano a sentirsi parte della storia e della cultura del nostro Paese.

 




Turismo delle Radici, al via i primi progetti pilota

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Entra nella fase operativa il progetto del “#Turismo delle Radici”, l’iniziativa promossa dalla Farnesina per riportare in Italia milioni di italodiscendenti desiderosi di riscoprire i luoghi di origine delle proprie famiglie.

Alla Farnesina sono state infatti firmate le prime convenzioni relative agli interventi finanziati attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione, dando ufficialmente il via ai progetti pilota che coinvolgeranno territori, comuni e realtà locali italiane.

Ad aprire la cerimonia è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito il Turismo delle Radici uno degli strumenti centrali della “diplomazia della crescita” italiana. Secondo Tajani, il progetto rappresenta anche una opportunità concreta per valorizzare i piccoli borghi e contrastare lo spopolamento di molte aree interne del Paese.

L’iniziativa punta soprattutto agli oltre 80 milioni di persone nel mondo con origini italiane. Molti di loro cercano non soltanto una vacanza, ma un viaggio emotivo e identitario: visitare il paese dei nonni, ritrovare parenti lontani, consultare archivi comunali o conoscere le tradizioni familiari tramandate all’estero.

Secondo i dati illustrati durante l’incontro, il Turismo delle Radici sta diventando un settore sempre più importante per l’economia italiana. Gli italodiscendenti tendono infatti a fermarsi più a lungo rispetto ai turisti tradizionali e spesso visitano località meno conosciute, generando benefici economici diffusi durante tutto l’anno.

Tra i soggetti coinvolti nei primi progetti pilota figurano la Provincia di Avellino, il Comune di Fiumicino, il Parco Ausoni e Lago di Fondi e Sport e Salute. Le convenzioni firmate serviranno a migliorare l’accoglienza, i servizi territoriali e le attività dedicate agli italiani residenti all’estero e ai loro discendenti.

Negli ultimi anni il progetto ha già prodotto numeri significativi: oltre mille eventi organizzati, centinaia di comuni coinvolti e milioni di visite alle piattaforme dedicate alla ricerca genealogica e ai viaggi delle origini.

Per il governo italiano, il Turismo delle Radici non rappresenta soltanto una forma di promozione turistica, ma anche uno strumento culturale e identitario capace di rafforzare il rapporto tra l’Italia e le sue comunità sparse nel mondo.




Il debito dell’Occidente verso la civiltà ateniese del 5º secolo a. Cr.

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locandina casto definitiva jpgA Limidi (Mo) domenica 19 aprile 2026, ore 16,30, nella sala del 1° piano in Via Papotti n. 18, Limidi di Soliera (Mo), il Professor ORONZO CASTO intratterrà il pubblico su: Il debito dell’Occidente verso la civiltà ateniese del 5º secolo a. Cr. La democrazia ateniese tra la vittoria di Maratona (490 A.C.) e la sconfitta di Egospòtami (404 A.C.)

Il successo conseguito nelle Guerre Persiane trasformò la città di Atene in un centro culturale, politico e artistico ineguagliabile. Politici illuminati, quali Milziade, Temistocle e, soprattutto, Pericle resero grande la città e favorirono la nascita del primo regime democratico della storia. La rivalità con Sparta causò ventisette anni di ostilità (Guerra del Peloponneso) e ferì mortalmente la democrazia ateniese. Nelle lettere e nelle arti, non esiste epoca che abbia visto fiorire, in una sola città, la contemporanea presenza di personaggi eccezionali, al punto che storiografia, eloquenza, arti figurative e teatro vi raggiunsero livelli di perfezione mai superati. Importante: lo Stato si premurava di rendere migliori i propri cittadini attraverso rappresentazioni teatrali, nelle quali i racconti mitologici erano il pretesto per trasmettere valori etici finalizzati alla conduzione di un’esistenza conforme alla morale naturale. Verso l’Atene di Pericle, l’intera civiltà occidentale ha contratto un debito sicuramente insolvibile.

casto fotoL’argomento sarà illustrato dal professor Oronzo Casto (nella foto), per la prima volta al Centro Polivalente di Limidi. Noto conferenziere, Casto ha insegnato latino e greco nel liceo classico per vent’anni e, per altri venti, è stato preside a Modena, prima nel Liceo Scientifico “Wiligelmo” e, successivamente, nel Liceo Classico “L. A. Muratori”. Da venticinque anni, tiene corsi sul mondo classico presso l’Università per la Terza Età di Modena, istituzione nella quale ha anche ricoperto, per dodici anni, la carica di Rettore. Autore di numerosi articoli culturali, ha tenuto vari cicli di conferenze su temi del mondo classico, anche su incarico del Comune di Modena. Per la pubblicazione dell’Opera Omnia di San Bonaventura, ha curato e tradotto dal latino vari testi per Città Nuova Editrice.

L’iniziativa si concluderà con un rinfresco per tutti i presenti. Sarà un’occasione per tornare ad incontrarsi e passare un piacevole pomeriggio assieme per migliorare conoscenze e ricevere spunti per riflessioni.

Saranno rispettate eventuali disposizioni che fossero emanate in materia di COVID.

L’evento, come sempre aperto al pubblico (senza necessità di prenotazione) e ad ingresso gratuito, rientra nel programma dello Spazio Cultura del CENTRO POLIVALENTE di LIMIDI in collaborazione con la Fondazione Campori di Soliera. Su richiesta di studenti e professori si rilascia certificato di partecipazione.

La prossima iniziativa è programmata per venerdì 8 maggio 2026 alle ore 21. Lo storico Daniel Degli Esposti intratterrà sui recenti sconvolgimenti mondiali che stanno ridisegnando le alleanze e le influenze.




San Paolo: l’Italia eletta “Miglior Destinazione Internazionale” al TOP-SP 2025

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19sanpaolopremioL’Italia è stata eletta come “Miglior Destinazione Internazionale” durante la cerimonia di consegna dei premi “TOP-SP: Best Partners 2025″, organizzati da Abav-SP, associazione brasiliana di agenzie di viaggio, che nei giorni scorsi ha tenuto la cerimonia di consegna a San Paolo.
Il premio, di cui ha dato notizia la Camera di Commercio Italiano a San Paolo, è il risultato di una valutazione delle agenzie di viaggio che riflette la percezione del mercato sulla qualità, l’attrattiva e la competitività delle destinazioni. L’Italia, dunque, continua a distinguersi per il suo incomparabile patrimonio culturale, la sua cucina di fama mondiale, la diversità dei paesaggi e l’ospitalità.
Il premio è stato ritirato da Barbara Oristanio, rappresentante dell’ENIT – Agenzia Nazionale Italiana del Turismo in Brasile, che ha sottolineato l’importanza di questo riconoscimento per il rafforzamento delle relazioni tra Italia e Brasile nel settore turistico. (aise) 




Messico. La Via Crucis di Iztapalapa è patrimonio dell’umanità Unesco

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iztapalapapuntovertL’Unesco ha iscritto la rappresentazione della passione, morte e resurrezione di Cristo di Iztapalapa, la più grande processione della Via Crucis del Messico, nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

«È una manifestazione che trascende la religione. È un atto di unità, fede e resilienza che riunisce migliaia di persone in un esercizio collettivo di memoria, identità e partecipazione», ha affermato Edaly Quiroz, vicedirettrice del Patrimonio immateriale del Messico, durante la ventesima sessione del Comitato Intergovernativo dell’UNESCO tenutasi a Nuova Delhi.

La celebrazione mobilita gli otto quartieri originali di Iztapalapa, un distretto nella parte orientale di Città del Messico, dove i residenti trasformano lo spazio urbano in scenari biblici per rievocare episodi del Nuovo Testamento.

È la più grande rievocazione della Settimana Santa del Paese e uno dei più grandi raduni religiosi dell’America Latina. Nel 2024, ha attirato oltre 1,4 milioni di partecipanti e, nelle edizioni precedenti alla pandemia, ha riunito più di due milioni di persone.

La tradizione è iniziata nel 1833 come voto della comunità per porre fine a un’epidemia di colera che stava decimando la popolazione. Un decennio dopo, l’impegno fu formalizzato con la prima rappresentazione di un ciclo che ha ormai attraversato più di 180 anni di storia ininterrotta.

Foto: Yazmín Ortega Cortés – jornada.com.mx

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Presentati gli interventi per il rafforzamento del “Turismo delle radici”

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farnesina presentati a villa madama gli interventi per il rafforzamento del turismo delle radici finanziati con il fondo sviluppo e coesione immagine22 340x223Si è svolto a Villa Madama l’evento di presentazione degli interventi per il rafforzamento del “Turismo delle radici” finanziati con il Fondo Sviluppo e Coesione. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Giovanna Pancheri. “Il Turismo delle Radici è un progetto del PNNR – ha spiegato nel suo intervento il Ministro degli Esteri Antonio Tajani – che era stato assegnato al Maeci prima del mio arrivo in questo dicastero. Questo progetto, che ho considerato di grande interesse, ha come obiettivo quello di far ritornare nel nostro Paese i discendenti degli italiani all’estero per fargli conoscere i luoghi dove hanno vissuto e da dove sono partiti i loro antenati che hanno scelto la via dell’emigrazione”. “Abbiamo sviluppato questa iniziativa – ha continuato il Ministro – anche attraverso la valorizzazione de piccoli comuni che hanno bisogno di maggiore attenzione. Sono venuti alla Farnesina centinaia sindaci e abbiamo finanziato tanti comuni del sud e del nord del nostro Paese. Alla luce degli ottimi risultati nell’utilizzo dei fondi del PNNR, di cui ringrazio i nostri funzionari, abbiamo ottenuto dal CIPESS un finanziamento aggiuntivo di 200 milioni di euro per realizzare progetti pilota nelle aree dove si possono utilizzare i fondi di coesione, cioè il centro e il sud del nostro Paese”. Tajani ha poi sottolineato come questi nuovi progetti riguarderanno, con opere di ammodernamento, in primo luogo l’aeroporto di Fiumicino, dove giungono i turisti, e nella capitale l’impianto che ospita grandi eventi tennistici, in considerazione del fatto che lo sport rappresenta uno strumento di attrazione e un biglietto da visita del nostro Paese. Un altro progetto sarà sviluppato nel sud del Lazio per il miglioramento di un grande parco che si trova nell’area di Frosinone e Latina. Un contesto che ha registrato grandi flussi emigratori verso le Americhe e l’Australia. Segnalata dal Ministro anche un’altra iniziativa di ammodernamento che verrà portata avanti in provincia di Avellino dove nel capoluogo manca una stazione ferroviaria. In questo contesto, oltre alla stazione, verrà recuperata una ferrovia storica turistica e un percorso religioso che attraversa diverse regioni.  “Valorizzare il Mezzogiorno – ha aggiunto Tajani – significa anche permettere al turista che viene nel nostro Paese di ammirare l’arte e la natura, ma anche di poter rimanere per lunghi periodi, ad esempio per fare pratica sportiva. Quindi i progetti del Lazio e della Puglia guardano anche alla possibilità di realizzare infrastrutture sportive. Quindi l’iniziativa punta ad accogliere più turisti,  ma anche a dare beneficio al territorio”. Il Ministro ha poi sottolineato come il lavori si svolgeranno attraverso un’attenta gestione del denaro pubblico e in trasparenza, Verrò inoltre creato un Comitato esterno incaricato di monitorare l’attuazione degli interventi.  La realizzazione dei progetti sarà governata dagli Enti esecutori: la Provincia di Avellino, il Comune di Fiumicino, l’Amministrazione del Parco di Ausonia e del Lago di Fondi e Sport e Salute. Tajani ha infine segnalato che dal Ministero dell’Interno sono stati stanziati 20 milioni di euro per la sicurezza delle aree coinvolte.

“Più di un anno fa – ha ricordato nel suo intervento il Presidente della National Italian American Foundation, Robert V. Allegrini – ho firmato un accordo con il Ministro Tajani affinché la Niaf fosse partener ufficiale del Maeci nell’iniziativa Turismo delle Radici negli Stati Uniti. Quando la Niaf si è impegnata a promuovere questa iniziativa abbiamo abbracciato una verità semplice. ma potente: il modo migliore per gli italo americani di connettersi con le loro radici e quello di visitare l’Italia, ovvero camminare nelle stesse strade dei loro antenati, gustare i sapori autentici della loro tradizione di famiglia e sentire quel profondo senso di appartenenza che vive e che viene solo dal toccare le proprie radici”.  Allegrini ha poi spiegato come le iniziative della Niaf in questo ambito si siano sviluppate attraverso i canali social al fine di poter

condividere storie autentiche della comunità italo americana. “Abbiamo fatto interviste sincere – ha aggiunto Allegrini – con i nostri stimati membri del consiglio e con gli studenti, catturando le loro esperienze di visita alla terra dei loro antenati,   viaggi che hanno formato la loro identità culturale. Abbiamo anche lavorato con influencer italo americani, ampliando il nostro messaggio per raggiungere centinaia di migliaia di italo americani e guidarli a scoprire le loro storie attraverso Italea.com. I risultati sono stati straordinari con più di 40 video e abbiamo raggiunto oltre 2,5 milioni di italo americani”. “Questa iniziativa dimostra . ha concluso Allegrini – che il legame tra il nostro Paese e la diaspora italiana rimane indistruttibile. Non siamo turisti, siamo figli che tornano a casa”.

Ha poi preso la parola il nuovo Direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie della Farnesina Silvia Simoncini che, dopo aver ringraziato il Ministro Tajani per l’incarico, ha affermato: “Da ex console che ha operato sul campo conosco quanto siamo importanti i consolati e le ambasciate che sono al servizio delle comunità all’estero a cui erogano i servizi. I consolati e le ambasciate – ha aggiunto Simoncini – valorizzeranno e celebreranno il progetto del Turismo delle Radici attraverso percorsi ed eventi con i quali potranno condividere le tradizioni dei nostri bellissimi borghi e la cultura dei nostri piccoli comuni italiani da cui proviene gran parte dell’emigrazione italiana. Coloro che vorranno ricercare le proprie radici, visualizzare con i propri occhi i luoghi dei racconti dei propri nonni, potranno quindi farlo attraverso questo progetto e grazie all’impegno delle nostre ambasciate e consolati. Quindi – ha concluso – c’è tantissimo lavoro da fare. Noi ci siamo già rimboccati le maniche”.

Ha poi preso la parola Carmine De Angelis, Consigliere alla Vice Presidenza del Consiglio per gli enti locali e la programmazione europea, che ha rilevato come il progetto del turismo delle radici nasca con l’idea di coinvolgere “l’Italia che è fuori dall’Italia” e che non ha rescisso il legame storico culturale con i suoi avi. De Angelis, dopo aver segnalato che a testimonianza del buon governo già nell’ottobre del 2024 l’80% delle risorse dedicate dal PNNR al Turismo delle Radici erano state spese, ha sottolineato come il fatto dare migliori servizi ai piccoli centri del nostro Paese possa essere lo “specchio del rientro italiano”. Per quanto riguarda le nuove risorse arrivate con l’accordo di coesione De Angelis ha evidenziato come attraverso i progetti pilota si lavorerà per favorire nei luoghi di origine maggiore mobilità e riqualificazione urbana, in modo da far vivere ai turisti di ritorno una positiva esperienza.  E inoltre intervenuto, Raffaele Squitieri, Presidente del Comitato di Monitoraggio e Valutazione. Squitieri ha spiegato  che il Comitato monitorerà l’attuazione degli interventi sotto il profilo dell’efficacia, dell’efficienza e della legalità e darà pareri su specifiche questioni.  “Lo scopo del Comitato – ha aggiunto Squitieri – non è quello dei controlli, che verranno fatti dagli appositi organi, ma di verificare, con una visione dall’alto, la correttezza dell’insieme delle realizzazione”.

Si poi tenuta una tavola rotonda con i rappresentanti dei soggetti attuatori dei progetti. Ha aperto il dibattito il Presidente della provincia di Avellino Rizieri Buonopane. “Sono interventi importanti – ha sottolineato Buonopane – per un territorio che necessita di attenzione, ed il fatto che la Farnesina abbia voluto investire in una regione del sud Italia, è per noi una grande opportunità, ma allo stesso tempo una sfida. Questo intervento cala su 400mila abitanti circa.

Perdiamo ogni anno in media 3000 residenti, quindi il fenomeno dello spopolamento è molto avvertito. Il tema principale – ha continuato Buonopane  – è quello del lavoro, ma c’è anche la mancanza dei servizi, ed è un ulteriore motivo per cui abbiamo colto questa opportunità.  Il Presidente della provincia ha poi spiegato come un obiettivo importante sia anche quello di collegare il capoluogo attraverso la tratta ferroviaria ad alta velocità Avellino – Benevento. Ha poi preso la parola il Sindaco del comune di Fiumicino Mario Baccini che ha sottolineato come questo progetto si prefigga sia di ricollegare le radici culturali di un’italianità che rischia di disperdersi nel mondo, sia di creare, grazie ai finanziamenti pubblici, una continuità e solidità storica, che pone al centro la riqualificazione del patrimonio culturale, ma anche edilizio. La città di Fiumicino – ha concluso Baccini – non è solo una città aeroportuale, ma è anche una città di bonificatori, che hanno bonificato in passato vari parti del territorio come appunto Fiumicino o Latina … oggi tramite questo progetto viene riacquistata sostanza, cultura e soprattutto speranza nel futuro”. È poi intervenuto il Presidente dell’Ente Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, Giuseppe Incocciati. “Con voi oggi – ha affermato Incocciati – voglio condividere una visione che unisce la conservazione della natura con lo sviluppo consapevole del nostro territorio. L’accordo di coesione, relativo al parco naturale regionale dei monti Ausoni e Lago di Fondi, rappresenta una promessa, quella di trasformare i nostri laghi in modelli di sostenibilità,  dove l’economia e l’ambiente sono alleati”. Il Presidente ha elencato una serie di migliorie ecosostenibili, dal punto di vista della mobilità all’interno del parco, come ad esempio l’introduzione di cicloturismo, battelli elettrici, riqualificazione dei percorsi, installazione di pontili. L’obiettivo,  ha spiegato Incocciati, è quello di offrire un turismo di tipo alternativo, dove il risparmio energetico, diventi un investimento a lungo termine e sicuro per l’ambiente. Ha infine ha preso la parola l’Amministratore Delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris che si è soffermato sul progetto che riguarda il Foro Italico a Roma “Un maxi progetto, – ha spiegato – dove si cerca di coniugare lo sviluppo del nuovo campo centrale, sia dal punto di vista energetico, che dal punto di vista ingegneristico, sotto un profilo del design made in italy. Lo scopo è quello di far sì che questo sia un punto di riferimento ed di orgoglio anche per un turismo di ritorno”. Molineris ha auspicato la chiusura dei due progetti tra il 2027 e il 2029 , con una possibile ulteriore accelerazione.  Il dibattito si è concluso con il Ministro Tajani, che ha consegnato ai 4 relatori un vassoio con l’emblema della Farnesina, accompagnato da un attestato. (Lorenzo Morgia – Inform)




Tajani e Piantedosi alla presentazione del progetto pilota “Turismo delle Radici”

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tajani in missione a monaco e1738332103504 1024x823In vista della presentazione ufficiale degli interventi del “Turismo delle Radici” prevista il 21 novembre a Villa Madama, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi partecipano oggi alle 16:30 in Prefettura ad Avellino alla presentazione del progetto pilota dedicato alla provincia campana.

Il progetto prevede anche la valorizzazione dell’itinerario storico-religioso “Cammino di Guglielmo”, la realizzazione del Polo Museale “Migrantes”, la riqualificazione della Stazione di Avellino e la creazione di un hub intermodale con servizi turistici innovativi, oltre alla rifunzionalizzazione della storica tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio.

Dal 2022 la Farnesina è Amministrazione attuatrice della misura PNRR “Il Turismo delle Radici – Una strategia integrata per la ripresa del settore turistico nell’Italia post Covid-19”, che mira a rafforzare il legame tra circa 80 milioni di italiani all’estero, italo-discendenti e oriundi, e i territori d’origine, promuovendo al contempo un turismo sostenibile nei piccoli borghi e nelle aree rurali.

Sono state anche realizzate guide cartacee e digitali degli Itinerari del Turismo delle Radici (cinque volumi, ciascuno dedicato a quattro regioni) e una Convenzione con la RAI per la produzione di 20 puntate televisive sui piccoli comuni italiani.

Con il progetto pilota “Turismo delle Radici – Ritorno alle Antiche Dimore Irpine tra Conservazione e Innovazione”, si apre oggi una nuova fase, che sarà finanziata dal MAECI sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021 -2027. L’iniziativa, di cui la Provincia di Avellino sarà soggetto attuatore, propone un modello integrato per riportare in Irpinia le diverse generazioni di emigrati e gli italiani all’estero desiderosi di riallacciare il rapporto con i luoghi della propria storia familiare.

“Il 21 novembre a Roma – ha dichiarato il Ministro Tajani – illustreremo come questo modello verrà esteso ad altri comuni e realtà territoriali, nel Lazio e in Puglia. Il ritorno alle origini deve essere un’esperienza culturale, ma anche un viaggio fisico supportato da infrastrutture e servizi all’altezza dei nostri borghi storici”.




Tajani e Piantedosi presentano ad Avellino i progetti del “Turismo delle radici”

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turismo delle radiciI ministri degli Esteri Antonio Tajani e dell’Interno Matteo Piantedosi saranno sabato 15 novembre alle 16,30 alla Prefettura di Avellino per presentare i piani dei due Ministeri per il “Turismo delle radici”.

L’obiettivo è valorizzare il brand “destinazione Irpinia” attraverso una serie di interventi strutturali che potenzino il ruolo di attrattore culturale e turistico del territorio provinciale, trasformando la complessa questione dello spopolamento dei borghi in un’opportunità concreta di sviluppo economico e sociale.

Tajani e Piantedosi indicheranno le ragioni del progetto pilota “Turismo delle Radici” della Provincia di Avellino, un’iniziativa strategica da 70 milioni di euro, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero dell’Interno.

Il progetto è frutto di un’istruttoria durata oltre un anno e sviluppato in piena conformità con le direttive Ue. Rappresenta un modello innovativo di intervento integrato che mira a riportare in Irpinia le diverse generazioni di emigrati e, più in generale, tutti gli italiani all’estero e gli italo-discendenti desiderosi di riconnettersi con le proprie radici, rivivendo i luoghi d’origine della propria storia familiare. La stazione appaltante sarà la Provincia di Avellino.

Verranno seguite alcune linee d’intervento: la riqualificazione sostenibile dei borghi storici attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche, la creazione di comunità energetiche, la digitalizzazione e la realizzazione del Polo museale “Migrantes” nell’ex Carcere Borbonico di Avellino; la valorizzazione dell’itinerario storico-religioso denominato “Cammino di Guglielmo” di oltre 300 km che attraversa 30 borghi tra Campania, Basilicata e Puglia.

Tra gli altri interventi sono previsti la riqualificazione della Stazione di Avellino come porta principale d’ingresso del territorio provinciale, con la creazione di un hub intermodale e servizi turistici innovativi; e la rifunzionalizzazione della storica tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio (1889) con treni storici, ferro-ciclovia e una rete integrata di mobilità dolce.

Il progetto prevede il finanziamento di azioni pilota a valere sul PNRR, in particolare per il Cammino di Guglielmo e le Green Communities. Parallelamente, alcuni interventi strategici, come la riqualificazione della Stazione di Avellino e il Treno Storico Rocchetta-Avellino, beneficiano già di finanziamenti da fondi complementari per la fase di progettazione.

In un’ottica di collaborazione interministeriale, il progetto “Turismo delle Radici” sarà integrato da un’ulteriore iniziativa del Ministero dell’Interno finalizzata alla sicurezza dei borghi e dei comuni irpini, con azioni specifiche per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa.