Tenochtitlán, 700 anni dopo, tra mito, memoria e identità di una civiltà eterna

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tenochtitlanpuntovertIl 13 agosto 2025, il Messico celebra un anniversario che affonda le sue radici nella leggenda e si estende fino alle sfide di oggi: i 700 anni dalla fondazione di Tenochtitlan. Un evento profondamente simbolico, che richiama l’essenza stessa dell’identità messicana, sospesa tra il mito, la resistenza e la rinascita. Le celebrazioni ufficiali promosse dal governo di Città del Messico e numerose istituzioni culturali vogliono rendere omaggio non solo alla città degli Aztechi, ma anche alle comunità oriunde che hanno preservato, tramandato e onorato la memoria di questa civiltà straordinaria.

Dalle sette caverne alla città nel lago: il mito della fondazione

La leggenda narra che il popolo mexica, guidato dal dio Huitzilopochtli, lasciò il mitico Aztlán —un’isola mistica il cui nome dà origine al termine aztechi— alla ricerca della terra promessa, un luogo sacro indicato da un segno divino. Quale? Un’aquila posata su un cactus che divora un serpente. Questo simbolo, che oggi campeggia al centro della bandiera messicana, rappresenta il culmine di un lungo pellegrinaggio.

Secondo i codici antichi come la Tira de la Peregrinación, i Mexicas viaggiarono per secoli e secoli attraverso la Mesoamerica, fondando e abbandonando insediamenti, superando conflitti interni e rifiuti da parte di altri popoli, fino ad arrivare nella valle lacustre del Messico. Era il 1325, secondo il calendario nahua — l’anno 2 Casa (Ome Calli) — quando i Mexicas finalmente si stabilirono su di un isolotto nel lago di Texcoco. Lì sorse Tenochtitlán, una città tra le acque, destinata a diventare il cuore pulsante dell’impero Mexica.

Una civiltà tra ingegneria e cosmologia

Tenochtitlán non era soltanto una capitale politica. Era una meraviglia architettonica, costruita su terreni difficili con straordinarie competenze idrauliche: chinampas (giardini galleggianti), dighe, acquedotti, ponti mobili ed una fitta rete di canali che permetteva la navigazione con canoe e piccoli vascelli. Bernal Díaz del Castillo, cronista spagnolo, ne rimase profondamente colpito: «sembrava una Venezia americana», con mercati, templi, palazzi e piazze brulicanti di vita.

Ma la città non era solo materia. Era spirito, visione, cosmologia. Ogni angolo rispecchiava un ordine sacro del mondo, con connessioni simboliche ai punti cardinali e agli elementi. I sacerdoti mexica —i teomamaque— interpretavano sogni, eclissi e comete come presagi, legando la storia terrena all’influenza divina. Una perfetta connessione naturale tra cielo e terra.

La caduta di Tenochtitlán: 13 agosto 1521

Il 13 agosto 1521 segna uno dei capitoli più dolorosi della storia mesoamericana: la caduta di Tenochtitlán. Dopo lunghi mesi d’assedio, fame, sete, pestilenze e scontri urbani, le truppe del conquistador Hernán Cortés arrivate già nel 1519 —affiancate da migliaia di guerrieri tlaxcaltechi e totonachi— penetrarono nelle rovine della città. Il sovrano mexica Cuauhtémoc fu catturato mentre tentava la fuga su di una canoa.

I conquistadores distrussero templi, bruciarono edifici, imposero una nuova religione e portarono con sé malattie devastanti.

La rapidità del crollo azteco però, ha da sempre sollevato interrogativi. Tecnologia bellica europea, malattie sconosciute come il vaiolo, e soprattutto alcune comunità stanche dell’egemonia Mexica —come i Tlaxcaltechi— giocarono un ruolo cruciale. L’alleanza tra Cortés e le popolazioni sottomesse trasformò un pugno di spagnoli in una vera e propria macchina da guerra.

La civiltà Mexica fu decisamente travolta, ma non annientata. Dalle ceneri di Tenochtitlán nacque una nuova entità politica e culturale, dove si intrecciarono sangue indigeno, europeo e africano, quello che conosciamo oggi come Messico.

La resistenza indigena: 500 anni mai dimenticati

Nel 2021, il Messico ha commemorato anche i 500 anni della resistenza indigena. Una scelta politica e morale importante che ribalta la narrativa classica della conquista, riconoscendo invece il protagonismo e la resilienza delle popolazioni originarie. Il grande Moctezuma (Montezuma), gli ultimi difensori di Tlatelolco, i ribelli che non si piegarono: la loro memoria è viva, come le lingue, le tradizioni e le cerimonie che ancora oggi animano le comunità nahua, zapoteche, mixteche, maya e tante altre.

Tenochtitlán oggi: patrimonio, identità, futuro

Il 2025 non è solo un’occasione per il ricordo, ma anche per guardare avanti. Città del Messico ha infatti istituito una commissione culturale per il 700° anniversario, promuovendo mostre, conferenze, rituali e un nuovo dibattito per la creazione di uno stemma cittadino che rispecchi le radici indigene della capitale.

Allo stesso tempo, studiosi come Arturo Montero e Miguel Pastrana richiamano l’attenzione sull’importanza della simbolica e dell’archeologia per ricostruire il passato. Il Teocalli de la Guerra Sagrada, le fonti come il Codice Boturini, il Codice Aubin e la Crónica Mexicáyotl raccontano di un processo ben più complesso: non solo la nascita di una città, ma l’aspirazione di un popolo a diventare egemone, a trasformare un’isola lacustre in un impero.

Un’eredità che parla al mondo

Tenochtitlán non appartiene solo alla storia messicana. È patrimonio dell’umanità, testimonianza di una civiltà capace di fondere tecnica, fede, arte e potere. In un’epoca in cui la memoria storica è spesso semplificata o dimenticata, celebrare i 700 anni dalla sua fondazione significa ritrovare una radice profondissima, comprendere il presente attraverso il passato e rilanciare una visione del futuro dove identità e diversità possano convivere.

Il popolo Mexica ci ha lasciato rostro y corazón, come recita la poesia classica: un volto e un cuore. Oggi, sette secoli dopo, quel cuore continua a battere tra le vie della Città del Messico, nei simboli nazionali, nelle lotte per il riconoscimento dei popoli indigeni e nei sogni di chi guarda alla storia come forza viva. Ricordare Tenochtitlán è un atto di memoria, di orgoglio e di speranza. Una città fondata tra il cielo e l’acqua, che ancora oggi ci insegna a costruire ponti tra passato e futuro.

Guido Gargiulo – Immagini: Thomas Kole – bbc.com

puntodincontro.mx




Guardia Sanframondi si prepara a “Welcome home in Sannio”

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guardia sanframondi (30658069003)La mostra fotografica “I Riti un anno dopo”, un convegno con istituzioni e studiosi in occasione della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, una tavola rotonda sulle best practices di Italea Campania e la presentazione di Italea Card: è tutto pronto a Guardia Sanframondi (Benevento) per “Welcome Home in Sannio”. Dal 6 all’8 agosto 2025 in concomitanza con la 34esima edizione di “Vinalia”, rassegna enogastronomica che dal ’93 promuove il territorio Sannita e le sue eccellenze, il Comune ospiterà una serie di appuntamenti dedicati al Turismo delle Radici che hanno il sostegno di Italea: il programma lanciato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’interno del progetto PNRR e finanziato da NextGenerationEU che invita gli italiani all’estero e italo-discendenti a venire in Italia per scoprire le proprie origini.

L’iniziativa è stata promossa per celebrare il successo del progetto Italea che ha coinvolto in provincia di Benevento i comuni di: Guardia Sanframondi, Amorosi, Ceppaloni, Morcone, Pannarano, Paolisi, Pesco Sannita, Ponte, Pontelandolfo, San Bartolomeo in Galdo e Santa Croce del Sannio, oltre a un centinaio di altri comuni in tutta la regione Campania.

Il Comune di Guardia Sanframondi in partnership con Italea e la Camera di Commercio Irpinia-Sannio ha allestito all’interno di “Vinalia” (in programma dal 4 al 10 agosto 2025) uno stand dedicato a Italea.

L’EVENTO L’8 agosto, presso la sala convegni del Castello Medievale di Guardia Sanframondi, si terrà il talk “Welcome Home in Sannio”, in occasione della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. L’incontro sarà anche un momento di memoria per ricordare la tragedia di Marcinelle, dove l’8 agosto 1956 persero la vita 136 lavoratori italiani nella miniera Bois du Cazier in Belgio. Parteciperanno all’appuntamento rappresentanti delle istituzioni, studiosi e i sindaci campani dei “Comuni delle Radici”, coinvolti nel progetto Italea. Si discuterà di emigrazione, ritorni e delle opportunità che il Turismo delle Radici può offrire per contrastare lo spopolamento e valorizzare l’identità dei piccoli borghi.

LA MOSTRA Sempre l’8 agosto verrà inaugurata la mostra fotografica “I Riti Settennali un anno dopo”, realizzata in collaborazione con il Santuario dell’Assunta e il Circolo Fotografico Sannita. L’esposizione racconta il patrimonio devozionale e antropologico dei celebri Riti Settennali di Penitenza in Onore dell’Assunta, che si tengono ogni sette anni e coinvolgono l’intera comunità in una processione penitenziale unica al mondo. L’ultima edizione si è svolta nell’agosto 2024, la prossima è prevista per il 2031.

giovanni maria de vita, responsabile italeaDE VITA (MAECI) “Continua anche nel Sannio la promozione del patrimonio delle tradizioni italiane, cuore pulsante del progetto Italea” sottolinea Giovanni Maria De Vita, responsabile presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del progetto Italea. “L’esempio dei Riti dimostra come il patrimonio culturale legato alla devozione possa stimolare le nuove generazioni dei discendenti degli emigrati Guardiesi all’estero a visitare il luogo di origine dei loro antenati”. “Il Turismo delle Radici – aggiunge – nasce con l’intento di far scoprire cultura, riti e tradizioni e valorizzare i luoghi non toccati dal turismo di massa: le aree interne e i piccoli Comuni. Il progetto ha coinvolto oltre 800 piccoli Comuni italiani. Oggi i viaggi delle radici in Italia stanno consentendo a nipoti e figli di emigrati di riscoprire le proprie origini. Ogni regione, attraverso le Italee locali, fornisce un insieme di servizi turistici – itinerari, laboratori, eventi, attività – per accogliere e assistere i viaggiatori delle radici e rendere unica la loro esperienza in Italia. Grazie al programma di fidelizzazione Italea Card, che verrà presentato anche a Guardia Sanframondi, si possono ottenere sconti, agevolazioni e servizi” conclude De Vita.

raffaele di lonardo, sindaco di guardia sanframondiIL SINDACO DI LONARDO L’obiettivo che il sindaco di Guardia Sanframondi Raffaele Di Lonardo si è posto è quello di dare il via a una collaborazione con gli altri sindaci, per consolidare nel Sannio le strategie offerte dal progetto del MAECI e continuare il dialogo aperto con i Comitati degli Italiani all’Estero (COMITES) e la Borsa del Turismo delle Radici “ROOTS IN” Matera 2023-24, che ha attivato il confronto tra territori e Tour Operator internazionali di turismo delle radici. “I nostri territori – sottolinea – hanno bisogno di conoscere il know how di come costruire itinerari turistici dedicati, per la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale delle nostre aree interne a rischio di spopolamento e motivare le nuove generazioni a formarsi in questo settore per recuperare il valore identitario delle loro radici e favorire nuove forme di sviluppo territoriale”.

IL PROGRAMMA NEL DETTAGLIO Con “Welcome Home in Sannio” Guardia Sanframondi si prepara ad accogliere gli ospiti per un’occasione speciale dedicata alle tradizioni, alla cultura e al patrimonio enogastronomico del Sannio. L’8 agosto nel suggestivo Castello Medievale di Guardia Sanframondi l’evento prenderà il via alle 18 con la proiezione di un video dal titolo “Riti di Guardia 2024”, con sottotitoli in inglese, per permettere a tutti di immergersi nell’atmosfera di questa tradizione secolare. A seguire, sono in programma i saluti istituzionali del sindaco Raffaele Di Lonardo, del presidente della Provincia di Benevento Nino Lombardi, del Prefetto di Benevento Raffaela Moscarella e del parroco del Santuario dell’Assunta Don Giustino Di Santo che testimonieranno dell’importanza di questa manifestazione per la comunità locale. Il pomeriggio proseguirà con testimonianze e interventi di esperti, tra cui il professore Giovanni De Vita dell’Università di Cassino. La giornata sarà anche l’occasione per mettere in luce le best practices di Italea Campania e ascoltare le testimonianze di personalità come Giuseppe Pescatore, sindaco di Fontanarosa e Stefano Pisani, primo cittadino di Pollica. Interverrà anche Sara Roversi, responsabile di Italea Campania. Un focus speciale sarà dedicato alla Italea Card. Le conclusioni del dibattito sono affidate al Consigliere d’Ambasciata e responsabile del progetto Italea del MAECI, Giovanni Maria De Vita. Subito dopo, alle 19:15, sarà inaugurata la mostra fotografica “I Riti un anno dopo”. L’evento culminerà con una visita guidata alla Chiesa di San Sebastiano e al Santuario dell’Assunta.

Per informazioni: comunicazione@italea.com




Dall’Ohio a Scanno per ritrovare le proprie radici

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img 0670 1024x1249Senza preavviso, Sandra Tarullo arriva a Scanno, un pittoresco borgo in Abruzzo noto per il suo lago a forma di cuore, e in poche ore l’intero paese si mobilita per accoglierla. Armata di vecchie foto in bianco e nero scattate oltre 70 anni fa da suo padre adottivo, Alessandro Tarullo, Sandra si immerge in un emozionante “viaggio delle radici” per ritrovare le sue origini. Tra ricerche negli archivi del municipio e sopralluoghi tra i vicoli di pietra, riesce a individuare la casa dei suoi avi e, grazie alla spontanea ospitalità dei residenti, scopre di avere decine di parenti nel borgo.

Sandra, originaria di Columbus, Ohio, è la protagonista di questa storia di riscoperta familiare. Nata e abbandonata da neonata, è stata adottata in Connecticut da una famiglia italo-americana con una grande passione per la musica. Suo padre adottivo, Alessandro, era figlio di Concezio Tarullo, un emigrante che lasciò Scanno all’inizio del Novecento portando con sé solo un violino. Alessandro visitò il paese una sola volta, nel 1953, tornando in America con fotografie che immortalavano donne in abiti tradizionali, vicoli con galline in libertà, volti di parenti e case antiche. Quelle immagini, custodite gelosamente, sono diventate per Sandra l’unico indizio per ricostruire il suo passato.

Oggi, madre di tre figli e laureata in matematica all’Università di Hartford, Sandra vive una vita felice in Ohio, ma il desiderio di conoscere le sue radici non l’ha mai abbandonata. “Ho sempre voluto scoprire la storia, i luoghi e le persone della famiglia che mi ha permesso di diventare chi sono,” . Il viaggio a Scanno, un regalo del marito Doug per il loro 33° anniversario di matrimonio, è stato un gesto simbolico di celebrazione della vita e di gratitudine verso la sua famiglia adottiva. Anche Doug, adottato come Sandra, ha condiviso con lei il valore profondo di questo ritorno alle origini.

L’arrivo di Sandra a Scanno coincide con la festa di Sant’Antonio, un evento che anima il borgo con processioni di animali, trattori decorati con ginestre e rose, e bambini che riempiono le strade di allegria. In questo contesto festoso, il passaparola si diffonde rapidamente, e in tanti si riversano in strada per abbracciare Sandra, accogliendola come una di loro. Grazie all’aiuto di Phil Micali, guida turistica italo-americana specializzata in “viaggi delle radici”, e al supporto del sindaco Giovanni Mastrogiovanni, del parroco don Luigi e del presidente della Pro Loco Davide Cetrone, Sandra supera le barriere linguistiche e organizzative, immergendosi in un’esperienza che va oltre i legami di sangue.

Il viaggio di Sandra non è solo una ricerca personale, ma un esempio del potere delle radici e della comunità. A Scanno, un borgo che conserva intatta la sua autenticità, ha trovato non solo una casa, ma una famiglia estesa e un senso di appartenenza che porteranno per sempre nel cuore.

da ondatv.tv




Un concorso per bande musicali e gruppi folclorici con i sindaci del progetto del “Turismo delle Radici”

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farnesina presentazione conocorso bande musivcalki immagine22Si è svolta alla Farnesina la presentazione del concorso per bande musicali e gruppi folclorici con i sindaci del progetto del “Turismo delle Radici”. Ha aperto l’evento Antonio Corsi , sindaco di Sgurgola e consigliere del Ministro per le attività di promozione delle tradizioni culturali e musicali delle comunità italiane all’estero e del progetto Turismo delle Radici. Corsi ha spiegato come al progetto del Turismo delle Radici abbiano aderito 840 comuni e che il concorso inizierà a settembre. “Il Progetto del Turismo delle Radici – ha spiegato nel suo intervento il Ministero degli Esteri Antonio Tajani – è una iniziativa del PNRR che punta a far riscoprire agli italiani che vivono all’estero o agli stranieri di origine italiana i luoghi da cui sono partiti le loro famiglie. Uno dei modi per valorizzare questa identità e per rinforzare il sentimento di appartenenza è anche quello della musica folkloristica. Le bande – ha continuato il Ministro – hanno sempre rappresentato l’identità di ogni paese. Le bande sono protagoniste nelle processioni, suonano nella festa del paese e sono composte da persone del luogo. Io credo che valorizzare anche le bande dei comuni più piccoli sia un’operazione che serva ad avvicinare tanti italiani che sono all’estero e le cui famiglie sono partite proprio da questi borghi e che attraverso la musica possono trovare un elemento di identità”. “Con questo concorso – ha aggiunto Tajani – vogliamo premiare la migliore musica popolare espressa dai comuni delle radici per valorizzare in Italia e nel mondo il nostro patrimonio musicale tradizionale. I primi tre classificati per ogni categoria riceveranno un premio e tutti i partecipanti riceveranno un attestato di riconoscimento di interesse nazionale e internazionale – anno delle radici”. Il Ministro, dopo aver ringraziato i sindaci che hanno aderito all’iniziativa di promozione del turismo delle radici, ha sottolineato come attraverso un lavoro di squadra si possa fare ancora di più per riportare l’Italia e le sue eccellenze ad essere sempre protagoniste in Europa e nel mondo. “Noi vogliamo – ha proseguito Tajani – che i nostri valori, le nostre tradizioni e il saper fare italiano, che è sempre più amato in tutto il mondo, possa essere veramente un collante delle nostre comunità. Promuovere l’internazionalizzazione dei territori significa favorire investimenti, crescita e creazione di posti di lavoro. Per questo ho messo i territori al centro della strategia della di diplomazia della crescita che ho lanciato per favorire l’export e gli investimenti stranieri e innovativi nel nostro Paese”. Per Tajani infine, grazie a questo concorso, potranno essere conosciute meglio anche bande di piccoli paesi che non hanno l’opportunità di farsi conoscere e che così potranno essere un po’ l’orgoglio e un punto di riferimento degli italiani e degli oriundi che vivono all’estero.

Ha poi preso la parola Alessandra Gallone, Consigliere del Ministero dell’Università e della Ricerca. “Questa conferenza stampa – ha esordito Gallone – è un’occasione per dare voce a un patrimonio culturale che ci attraversa da secoli, quello della musica popolare, delle bande, dei cori, delle tradizioni orali e sonore, che hanno raccontato l’Italia ben prima che arrivasse internet, o persino la radio. L’obiettivo di questa iniziativa è quella di sostenere la musica popolare partendo dalla comunità e dai territori” “Per questo motivo – ha poi rilevato Gallone – la proposta del Ministero dell’Università e dell’alta formazione artistica, è quella che un conservatorio d’Italia per ogni regione ospiti il concorso, e diventi custode e promotore di questo progetto. Immaginate 20 conservatori, 20 regioni, un solo grande spartito nazionale, che mette insieme le voci del folclore, della memoria e della bellezza condivisa. Quindi una rete di suoni che parte dalle radici, per costruire nuove ali”. Gallone ha inoltre sottolineato come il sostegno a bande e cori, significhi investire nella coesione sociale, nella formazione musicale, nella trasmissione intergenerazionale dei saperi, nonché sostenere la bellezza più accessibile, quella che non ha bisogno di grandi palcoscenici, dei teatri, perché è già ovunque, alle feste di paese, nei riti civili e religiosi, nelle commemorazioni e nella vita quotidiana. Intervenendo nuovamente Antonio Corsi ha poi spiegato come ”. Corsi ha poi spiegato come il concorso si svolgerà a settembre in una prima fase in ambito regionale, all’interno dei conservatori, mentre poi chi accederà alla fase finale si esibirà a Roma e verrà giudicato da una giuria di esperti. Verranno decretati i primi tre posti per ogni categoria musicale, inoltre ai primi 3 classificati verrà consegnato un premio in denaro, da investire sulle attività che si svolgeranno sul territorio. “Il primo classificato – ha spiegato Corsi – avrà 8000 euro, il secondo 4500 euro ed il terzo 2500 euro, per ogni categoria”. I primi classificati andranno inoltre come ospiti a Rai Italia, dove verranno pubblicizzate le varie iniziative da loro proposte. Infine è intervenuto il Sindaco di Numana e consigliere del Ministro Gianluigi Tombolini che ha sottolineato l’importanza sia del turismo delle radici, sia del turismo esperienziale, che offre l’emozione che la cittadina può offrire. “La musica – ha concluso Tombolini – è un linguaggio internazionale, può essere tranquillamente un mezzo per raggiungere il cuore di tante persone in tutto il mondo e quindi portare anche molti turisti nelle nostre amate cittadine”. (Lorenzo Morgia- Inform)




Calabria Food Fest. Gusto, glamour e veracità per un pubblico internazionale

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015 – 22 giugno. Un viaggio nel cuore autentico della Calabria per una platea globale di oltre 40 milioni di follower

C’è una Calabria che non affolla, ma accoglie con mitologico calore. Che non consuma, ma coltiva, cucina, stupisce. Una Calabria lontana dai riflettori dell’overtourism, eppure profondamente seduttiva. È quella delle Montagne del Sole, un territorio sospeso tra Jonio e Serre Calabresi, che si candida a diventare destinazione ideale per un turismo lento, sostenibile, esperienziale e orientato al wellness: un’esigenza sempre più avvertita nei mercati di riferimento, dal Nordamerica al mondo anglosassone, fino ai paesi BRICS.

0In questo scenario prende vita la prima edizione del Calabria Food Fest, organizzato da Sognare Insieme Viaggi all’interno del progetto ministeriale Le Montagne del Sole. Un festival che è molto più di un evento gastronomico: è un percorso itinerante sensoriale, culturale ed emozionale che unisce l’autenticità della tradizione calabrese all’eleganza di un format internazionale, in programma dal 15 al 22 giugno.

Il Calabria Food Fest si presenta come un vero e proprio mosaico di esperienze, dove l’educational tour culturale ed enogastronomico alla scoperta del territorio si fonde con momenti aggregativi di stampo festivaliero, ospitati nel suggestivo Castello di Squillace, simbolo della storia millenaria del territorio, che farà da cornice a cene di gala, talk e red carpet alla presenza di food influencer di rilievo globale, celebrità hollywoodiane e giornalisti internazionali. Il festival sarà anche occasione per raccontare al mondo una Calabria più che autentica: vera, reale, unica. Una Calabria che sa coniugare veracità e glamour, cultura e memorie della tradizione e visione cosmopolita.

cff25 2Il programma, articolato su più giornate, condurrà gli ospiti – più di quaranta tra attori di fama mondiale, tastemaker e food influencer, così come giornalisti, per una platea che supera i 40 milioni di follower su scalala globale – in un viaggio immersivo tra mare, borghi, sapori e tradizioni. Da Zane Phillips, star di Glamourous e Fire Island, a Kadu Giacomini, chef e modello come Volodymyr Testardi, a Ana Lucia Dominguez, protagonista di serie famose come Palpito, dal team di Pasta Grannies, tra i maggiori content creator mondiali in tema food, a travel influencer di punta come Oscar Alejandro e celebri food influencer come Samantha Puleo, fondatrice di Il Mio Piatto a Colori: sono solo alcune delle personalità che percorreranno il territorio degli oltre trenta comuni dell’area compresi nel GAL delle Serre, tra esperienze in masseria e yoga sul mare, wine tasting e cooking class, giochi popolari e musiche tradizionali, aperitivi al tramonto e degustazioni, per culminare nel gran finale, tra i bastioni del castello di Squillace, con una vera e propria celebrazione del gusto, della bellezza e del racconto, con talk, cena di gala, red carpet e riflettori puntati sull’anima autentica della Calabria.

cff25 1Il Calabria Food Fest 2025 mette così in scena una Calabria che parla al mondo e con l’occasione riflette su sé stessa, a partire dalle radici. Nelle giornate del 20 e 21 giugno sono infatti in programma talk e momenti di dialogo, alla presenza del Consigliere di Ambasciata Giovanni Maria De Vita, responsabile di Italea, il Programma di promozione del Turismo delle Radici lanciato dal Ministero degli Affari Esteri all’interno del progetto PNRR e finanziato da NextGenerationEU, che invita gli italo-discendenti a scoprire i luoghi e le tradizioni delle loro origini.

“Siamo lieti che il Calabria Food Fest abbia coinvolto il Programma Italea in qualità di partner dell’iniziativa, in quanto le nostre tradizioni gastronomiche rappresentano un ponte fondamentale che connette l’Italia alle sue comunità residenti all’estero, stimolando il turismo delle radici e valorizzando in maniera unica i nostri piccoli comuni. L’enogastronomia, in questo contesto, diventa un potente veicolo di identità e di richiamo per coloro che cercano un legame autentico con le proprie origini”, ha detto Giovanni Maria De Vita, responsabile del Programma Italea.

“Ogni progetto che parla delle bellezze naturali, della storia, della gastronomia, delle tradizioni della nostra Regione è l’occasione per apprezzarla sempre di più e farla conoscere per le sue peculiarità ai turisti. Eventi come questo sono fondamentali per rafforzare il nostro patrimonio turistico, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere esperienze uniche e di immergersi nella nostra cultura. Plauso agli organizzatori che hanno programmato iniziative a favore promozione del Turismo delle Radici, invitando gli italo-discendenti a scoprire i luoghi e le tradizioni delle loro origini”, ha evidenziato Giovanni Calabrese, assessore al Turismo e Ambiente della Regione Calabria.

cffcastle20 06“Benessere e Calabria sono un binomio vincente, tanto più se uniti al cibo e alla convivialità. Le nuove tendenze internazionali vedono l’esperienza di visita come ricerca di rigenerazione per corpo e anima, elementi connaturati nell’essenza stessa della Calabria. Attraverso il CFF, vogliamo dare un palcoscenico alle nostre eccellenze e contribuire a posizionare l’area sui mercati di riferimento, unendo veracità e attrattività, creando un prodotto turistico seduttivo, facendo leva sulle radici”, commenta Angela Donato, titolare di Sognare Insieme Viaggi.

Il Calabria Food Fest sarà dunque un’occasione per riscoprire il valore della lentezza e dell’incontro, ma anche del potenziale attrattivo in chiave globale per una terra che ha sempre saputo abbracciare il mondo.

Il CFF – Calabria Food Fest rappresenta un modello esemplare di sinergia tra enti e settori. Promosso da Sognare Insieme Viaggi nell’ambito del progetto Le Montagne del Sole, finanziato dal Ministero del Turismo attraverso il bando Montagna Italia, con capofila il GAL Serre Calabresi, col sostegno di Italea, il patrocinio della Fondazione Calabria Film Commission, e il supporto della Regione Calabria, dipartimenti Turismo e Ambiente, e Agricoltura, di Arsac, Istituto alberghiero di Soverato, Castello di Squillace / I Giardini di Hera. L’evento rientra nell’ambito del progetto “Le Montagne del Sole”, finanziato dal Ministero del Turismo a valere sul Bando Montagna, con capofila il GAL Serre Calabresi e partner Sognare Insieme, Trekking Stilaro Experience, Guide delle Serre, SharryLand, Riviera e Borghi degli Angeli e Associazione Italiana Sommelier.




CCIE: promuovere la Calabria all’estero e il turismo delle radici

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12programma ccieLa promozione degli investimenti e dei talenti per lo sviluppo della Calabria all’estero e il turismo delle radici saranno al centro del convegno “Destinazione Calabria”, che si terrà la mattina del 23 giugno a Cosenza in occasione la 34ª edizione della Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE).
L’evento, organizzato alla Camera di Commercio di Cosenza e da Assocamerestero, in collaborazione con Unioncamere e Promos Italia, è un appuntamento strategico che riunisce i segretari generali e i presidenti delle 86 CCIE attive in 63 Paesi. Una rete globale al servizio dell’Italia che, ogni giorno, promuove il tessuto imprenditoriale nazionale e l’eccellenza del Made in Italy nei mercati internazionali.
La Convention, in programma dal 21 al 23 giugno, si conferma come uno spazio privilegiato di confronto e dialogo in cui la rete camerale italiana all’estero entra in contatto con istituzioni, associazioni di categoria, enti territoriali e imprese, rafforzando alleanze e aprendo nuove traiettorie di collaborazione. L’obiettivo è chiaro: costruire insieme iniziative concrete per accompagnare le PMI italiane, in particolare quelle del Mezzogiorno, verso nuovi percorsi di crescita sui mercati esteri, anche nei settori più innovativi, attraverso attività di networking, B2B e incontri istituzionali.
Momento centrale della manifestazione sarà il Convegno istituzionale di lunedì 23 giugno “Destinazione Calabria – Investimenti e talenti per lo sviluppo della Calabria all’estero“, che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle principali istituzioni nazionali e locali. Il dibattito si concentrerà sulle strategie e le opportunità per rafforzare il ruolo della Calabria nei mercati esteri, e sul ruolo delle comunità italiane all’estero come leva di sviluppo per i territori. Un’occasione per mettere a sistema esperienze, visioni e strumenti, e contribuire a rendere il sistema Italia ancora più competitivo nel contesto globale.
Il programma si aprirà con i saluti istituzionali, per poi entrare nel vivo dei lavori.
“Calabria: investire sul futuro tra innovazione, tradizione e sostenibilità” è il tema della tavola rotonda alla quale interverranno: Giovanni Calabrese, assessore della Regione Calabria al turismo, alle politiche per il lavoro e alla formazione professionale; Giovanni Maria De Vita, coordinatore del progetto Turismo delle Radici e consigliere presso la Direzione Generale per gli italiani all’estero della Farnesina; Sonia Ferrari, professoressa di Marketing del turismo e di marketing territoriale e co-autrice del libro “Turismo delle radici. Strategie e politiche di marketing”; Gianluca Gallo, assessore della Regione Calabria all’agricoltura, risorse agroalimentari e forestazione; e Franco Rubino, direttore del Dipartimento di scienze giuridiche e aziendali dell’Università della Calabria.
Seguirà una seconda tavola rotonda su “L’importanza della business community italiana nel mondo tra protezionismo e multilateralismo degli scambi internazionali“. Introdotti dagli interventi dei presidenti di Assocamerestero, Mario Pozza, e dell’ICE – Agenzia, Matteo Zoppas, prenderanno la parola i presidenti della Camere di Commercio Italiane a Varsavia, Piero Cannas, Mumbai, Alessandro Giuliani, San Paolo, Graziano Messana, New York, Alberto Milani, e Pechino, Lorenzo Riccardi.

Chiuderanno il convegno il presidente di Unioncamere, Mattia Prete, e il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. (aise)




Lucani di ritorno dagli Usa a Muro Lucano

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murolucanoIl Sindaco di Muro Lucano (Potenza), Giovanni Setaro, riceverà domani, 4 giugno, alle 11,30 presso la sede del Municipio, una delegazione di 9 muresi di ritorno guidati da Lisa Hulett. I corregionali giungono in Basilicata dagli USA alla ricerca delle proprie origini e per ricostruire il legame con il paese dei propri avi; anni fa, una commovente lettera del loro avo, il compianto Giacomo Saracini ai cugini Luigi e Giuseppe Nardiello, li invitava spingeva a vedere dove tutto è cominciato.
Una storia di emigrazione di ritorno, insomma, ricostruita dal connubio operativo dall’Associazione italo-americana “Italywithbella”, rappresentata in Basilicata da Leonardo Giuzio, con il Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo, guidato da Luigi Scaglione.
“La voglia di riscoprire le proprie radici, fa il paio con la ricerca delle origini e la conoscenza di luoghi sconosciuti che agli occhi del visitatore, – spiegano Scaglione e Giuzio – sono sempre una scoperta nuova da proporre poi nei loro paesi di residenza e organizzare viaggi di gruppo. Nel momento in cui l’Italia sembra voglia tagliare il cordone ombelicale con gli antesignani del sistema migratorio, si afferma il principio di una riconoscenza dei territori come momento unificante oltre un semplice passaporto o la cittadinanza italiana da acquisire”.
“Ma noi abbracciamo i nostri fratelli come concittadini – ha spiegato Setaro – perché crediamo in queste opportunità di conoscenza del nostro Comune e degli itinerari turistico culturali a cui stiamo dedicando molte attenzioni, a partire dal percorso gerardino sino alle bellezze dell’intero comprensorio urbano. La nostra piccola battaglia per uno sviluppo diverso e contro lo spopolamento. Qui ci sono le condizioni per vivere serenamente”.
“Italywithbella che costruisce i legami con i nostri corregionali oltreoceano, – ha spiegato Scaglione – ha sede a Franklin in Tennessee con il suo presidente italo-americano Antony Capobianco e proprio i contatti messi in piedi dal delegato locale Giuzio, hanno permesso di aprire un ponte per i nostri territori e le nostre comunità che avvertono e sentono il senso di appartenenza alla nostra regione, come carattere distintivo. Il sentirsi italiani e lucani in particolare, va vissuto come una opportunità da offrire per convincere un visitatore a rivedere luoghi antichi e chissà pensare anche a fare investimenti”. (aise) 




Maeci, riunito in videoconferenza il Tavolo Tecnico sul Turismo delle Radici

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tavolo delle radici immagine17 423x223Si è svolto in video conferenza il Tavolo Tecnico sul Turismo delle Radici promosso dal Maeci, L’incontro è stato aperto dall’intervento del Direttore Generale per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali che ha sottolineato come l’iniziativa sul turismo delle radici abbia ottenuto risultati straordinari divenendo una realtà unica e importante del patrimonio turistico italiano. “ Vedo un’eccellenza di leadership mondiale sul turismo delle radici” – ha rilevato il Direttore Generale, evidenziando come le  potenzialità del settore siano enormi. “Insieme abbiamo fondamentalmente creato – ha affermato Vignali – dei servizi ed un metodo di lavoro che non c’erano. Una realtà che ha dato luogo a nuove professionalità specifiche, ad una interlocuzione nuova con i viaggiatori delle radici,  offrendo loro delle opzioni che non esistevano prima, penso ad esempio all’accesso ai registri comunali, quindi alle ricerche genealogiche. Abbiamo anche contribuito  – ha continuato il Direttore Generale –  a far conoscere in tutto il mondo lo straordinario potenziale e la bellezza dei nostri borghi, dei piccoli comuni e delle aree interne. Vi sono una serie di risultati positivi che stanno arrivando e che arriveranno ancora in futuro in termini economici e turistici. Al centro di questo percorso c’è la rete Italea che abbiamo sviluppato e che è stata ramificata con la formazione delle Italee regionali, quindi dei centri di coordinamento e di offerta dei servizi. Servizi che poi sono stato offerti sul portale Italea e nel programma di agevolazioni Italea card”. Vignali ha poi segnalato come sul portale Italea.com siano state registrate più di un milione e mezzo di visite, mentre  Italea Card, il programma di promozione ed agevolazioni turistiche, può contare su 730 partner e 12mila viaggiatori iscritti. Il Direttore Generale ha anche sottolineato che le Italee regionali continueranno a svolgere i loro ruoli sotto il coordinamento e il monitoraggio del Maeci, una funzione guida fondamentale per un ulteriore sviluppo del turismo delle radici. Vignali si è anche soffermato sulla collaborazione posta in essere con in comuni, 800 dei quali hanno aderito al bando sul turismo delle radici, che ha portato alla realizzazione nel nostro Paese di circa 750 eventi dedicati, con oltre 150mila partecipanti in tutta Italia.  “Poi abbiamo le Regioni – ha spiegato Vignali – che sono state preziose per la realizzazione delle iniziative promozionali all’estero. Vi sono stati  19 eventi in 13 paesi con una partecipazione stimata di un milione e mezzo di persone. Ricordo ad esempio quelli di Melbourne in Australia,  di Toronto in Canada e di New York negli Stati Uniti che hanno visto un impegno eccezionale da parte delle regioni e una grande una capacità di mostrare le nostre eccellenze sul piano culturale, folkloristico, musicale e gastronomico. E’ stato illustrato il Paese per interno e non solo le regioni di riferimento. Questo – ha aggiunto – ci ha dato un eco magnifico verso le nostre collettività, sviluppando la promozione del turismo delle radici, che poi è il nostro obiettivo più importante. Quindi vogliamo mantenere questo accordo con gli enti territoriali, le regioni e i comuni”. Il Direttore Generale ha inoltre posto in evidenza l’importanza della formazione nell’ambito del turismo delle radici che si prefigge di spiegare la tematica, la storia dei nostri connazionali e quali sono le azioni che possono essere messe in campo. In proposito si stanno realizzando delle pillole formative che verranno diffuse a partire da giugno a tutta la rete dei comuni che partecipano alle iniziative sul turismo delle ardici.  Vignali ha anche segnalato che a giugno prenderanno il via un ciclo di incontri virtuali del Ministero con tutti i comuni che hanno partecipato al bando al fine di raccogliere suggerimenti offrire nuovi spunti. “Per noi è importante – ha poi rilevato il Direttore Generale – anche la rete dei musei sull’emigrazione, che siamo riusciti a creare,  che si sta sviluppando ed è ospitata sul sito Italea.com. Una rete che è pronta per essere lanciata. Tra l’altro proprio in questo periodo, stiamo avendo dei contatti con il Ministero dell’Istruzione, per far sì che la storia dell’emigrazione italiana, venga studiata anche negli istituti secondari e che i musei dell’emigrazione possano essere valorizzati attraverso i tanti istituti scolastici che si trovano sul territorio”. Per quanto riguarda i risultati del progetto sul turismo delle radici il Direttore Generale ha sottolineato che il prossimo anno vi saranno statistiche concrete, anche se le stime fatte da alcuni centri studi sul turismo già prefigurano che fra questo e il prossimo anno  vi dovrebbero essere 5 milioni di presenze in più del turismo delle radici sul nostro territorio, con incremento complessivo che è valutato un miliardo di euro in più sul territorio, e nel 2026 la ricaduta delle spese del viaggiatore delle radici potrebbe arrivare a 5 miliardi di euro. Ipotizzata anche la creazione di 90mila nuovi di lavoro in Italia.

A poi preso il via il dibattito che è stato coordinato dal Consigliere Giovanni Maria De Vita, Responsabile del Progetto Italea del Maeci. Nel suo intervento Pina Foti (Italian in Italy) ha sottolineato l’importanza, nell’ambito del progetto delle Radici, del tema della formazione e dell’insegnamento dell’italiano per gli italo discendenti. In proposito il consigliere De Vita ha rilevato come l’insegnamento della lingua italiana sia fondamentale, anche perché il desiderio della scoperta delle radici passa spesso attraverso la conoscenza dell’italiano che la quarta lingua più studiata al mondo. “ Vi sono molti studenti di origine italiana – ha aggiunto De Vita – che hanno un grandissimo potenziale che vorremmo valorizzare. Per noi l’attenzione all’insegnamento dell’italiano è assolutamente prioritario”. Il Professore Raffaele Palumbo ha dal canto suo ricordato una serie di iniziative sul turismo delle radici di tipo mediatico, volte specialmente a coinvolgere i Paesi latinoamericani. Palumbo ha anche segnalato un corso formazione sulle figure dei Commissari dell’ospitalità e annunciato il progetto di un Master di primo livello su questa tematica. Letizia Bindi (Università del Molise) ha parlato dell’importanza di lavorare per facilitare il rientro dei soggetti emigrati, sia a livello turistico checome futuri nuovi residenti: cosa che sarebbe importante per le zone interne dell’Italia che si sono spopolate. Su questi tema il Consigliere De Vita ha sottolineato come uno degli obiettivi del progetto sia proprio il reinserimento nei territori. Luigi Guidorzi (Museo dell’Emigrato di Magnacavallo) ha rilevato come in settembre verrà commemorato il 35esimo anniversario della posa del monumento dell’emigrato. In proposito Guidorzi ha auspicato il patrocinio all’evento da parte della rete dei musei dell’emigrazione. Pietro Geremia (Comune San Giovanni in Galdo) ha sottolineato come questo piccolo comune molisano abbia molte famiglie originarie di questo territorio in città del Nord America o comunque in altri Paesi europei. Geremia ha anche segnalato il progetto “Regalati il Molise” volto ad attrarre nuovi residenti . Letizia Sinisi ha parlato del sodalizio nato in Calabria , che si chiama Associazione Italiana Comuni del Turismo delle Radici (Aicotur). Un’associazione riconosciuta dall’Anci che si prefigge di creare servizi per il turismo delle radici con certificazioni ad hoc. Su questo punto il Consigliere De Vita ha sottolineato l’importanza di coordinare le buone prassi.  Dal Canto suo Andrea Fornai ha parlato del progetto “Migrazioni Sonore”, ricordando che la sua associazione di promozione sociale da anni esporta, attraverso la musica, le tradizioni italiane soprattutto nei Paesi francofoni del Nord Europa e Nord America. Fonai ha parlato dell’importanza dell’italianità e di come la musica aiuti le generazioni anziane all’estero a mantenere viva le tradizioni e la memoria.   La professoressa Irene Costa, in qualità di referente per un progetto scolastico sul turismo delle Radici dell’Istituto Tecnico Economico “A. De Viti De Marco” di Casarano, ha parlato sia del lavoro svolto per uno studio sul territorio relativo alle migrazioni salentine in Europa e Oltreoceano, sia dell’importanza di orientare gli studenti verso lo studio dell’emigrazione. Pietro Cesetti (Sindaco di Magliano di Tenna) ha proposto un’iniziativa da portare avanti attorno alla figura del CT dell’Argentina Lionel Scaloni, che ha degli avi in questo comune,  al fine di dargli la cittadinanza onoraria. De Vita si è detto interessato a questo evento legato al mondo del calcio. “I testimonial sono coloro che, attraverso i loro canali social, poi promuovono l’idea del turismo delle radici”, ha spiegato il Consigliere. Toti Piscopo  (Amministratore Unico LOGOS) ha parlato di una nuova piattaforma digitale  “Ecoturismo in Comune”, basata su un progetto pilota che comincia dalla Sicilia. “I Comuni sono un elemento essenziale per lanciare il turismo anche nei piccoli territori, per redistribuire i flussi e contrastare il fenomeno dell’overtourism”, ha spiegato Piscopo. Dal comune di Caiazzo è arrivata l’interessante iniziativa della creazione di un archivio elettronico , una piattaforma denominata cimitero digitale”, che raccoglie i dati di tutti i defunti con tanto di storia collegata all’emigrazione, comprensivo degli elenchi speciali storici dove erano riportati i nomi di coloro che sono deceduti all’estero. Il referente del Comune ha ricordato che la digitalizzazione dei documenti è iniziata dieci anni fa. La responsabile dei servizi informativi di Italea Isabella Liberatori ha parlato dell’importanza di creare e acquisire nuovi contenuti da condividere anche attraverso i social di Italea. In proposito il Consigliere De Vita ha confermato che i canali web sono a disposizione di tutti “per raggiungere una platea sempre più vasta di utenti”. Sauro Ragni (Sindaco di Staffolo) ha segnalato la trasferta che il suo comune compirà in Germania, dal 18 al 20 luglio, per un gemellaggio. Ha inoltre chiesto se ci sarà un nuovo bando sul turismo delle radici. Su questo De Vita ha chiarito che non sono previsti nuovi bandi perché i fondi PNRR erano per un periodo limitato, ma che si sta comunque lavorando per avere la possibilità di individuare nuovi fondi per continuare con modalità da decidere il progetto Italea. Luigi Petruzzellis (Museo Emigrazione Recanati) ha annunciato che si sta tentando di contattare Lionel Messi, sulla scorta di quanto già delineato per il CT dell’Argentina, e si sta anche cercando di lanciare una webradio per comunicare a una platea più grande i contenuti relativi al mondo dell’emigrazione italiana. Attivata anche una piattaforma online per far vistare il museo ai più giovani in forma di gioco. Calogero Puleo (Sindaco di Blufi) ha lanciato l’invito a riportare gli emigrati alle proprie origini facendo conoscere questi fenomeni anche alle scolaresche. Pierangelo Campodonico (Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana) si è soffermato sul progetto “Civico delle Radici” che consiste nell’identificare la casa da cui è partito un personaggio illustre , collegandole una targa o un QR code per arrivare a una sorta di museo open air. Campodonico ha menzionato anche il progetto della Crociera delle Radici, un’esperienza di 21 giorni verso il Brasile. Il membro del Comitato di Presidenza del Cgie Tommaso Conte ha espresso critiche sul decreto legge sulla cittadinanza, sottolineando come questo provvedimento rappresenti un problema per la italo discendenza.  Dopo l’intervento di Valeria Lombardo che ha invitato alla riscoperta dell’archivio del grande pittore Morandi, originario del bolognese, ha preso la parola Giovanna Bino (Sovrintendenza archivistica della Puglia) che ha parlato del positivo avvio di un laboratorio di genealogia : “è importante però mettere a sistema questi laboratori per metterli in rete con gli archivi comunali e statali”, ha aggiunto Bino. Nel corso dell’incontro è poi intervenuto il Vice Segretario del Cgie di nomina governativa Gianluca Lodetti che, dopo aver espresso apprezzamento per il progetto sul turismo delle radici, ha sottolineato l’importanza di coinvolgere sempre di più in questa iniziativa il mondo associativo degli italiani all’estero e la realtà della rappresentanza a partire dai Comites e dello stesso Cgie. Per Lodetti infatti sul fronte della formazione e  dell’informazione, che deve ramificarsi e svilupparsi all’interno delle comunità, si può fare ancora molto lavorando insieme. Lodetti ha poi evidenziato la necessità, sia di inserire il progetto del turismo delle radici in politiche strategiche del paese che riguardano lo spopolamento ed i problemi demografici, sia di coinvolgere in maniera totale nell’iniziativa il Ministero dell’Istruzione. IL Vice Segretario ha infine ricordato che nell’Assemblea plenaaria del Cgie di fine giugno si parlerà di incentivi di rientro, ma anche del turismo delle radici.  “Il nostro progetto – ha affermato in proposito il Consigliere De Vita – è quello di favorire la conoscenza attraverso il viaggio del luogo delle radici, ma soprattutto vedere quali possano essere le strategie da attuare in comune,  e questo per rinvigorire il rapporto bilaterale e per dare anche un senso a questa situazione che consenta all’Italia di usufruire di queste risorse che nessun altro paese possiede, ovvero le sue comunità all’estero”. Eleonora Principe (Italea Veneto) ha sottolineato la necessità di rendere accessibili gli archivi e di aprirsi ancor di più alla digitalizzazione. In proposto De Vita ha ribadito che il progetto del turismo delle radici comprende tante questioni che normalmente sfuggono al turismo mainstream, tra cui le ricerche archivistiche e genealogiche: non è certamente un turismo orientato all’overtourism o al mordi e fuggi ma è orientato invece alla valorizzazione dei territori. Dionisio Rotunno (Sindaco di Toritto) ha spiegato che anche il proprio Comune sta digitalizzando quanto è relazionato all’ambito cimiteriale. Elsa Angeli Cangini (Comune di Sarsina) ha ricordato che il territorio in questione può vantare di aver avuto un cittadino come il commediografo Tito Maccio Plauto. Ha anche auspicato l’apertura di un canale mediatico, magari a livello nazionale, che parli di testimonianze e storie di radici. Aldo Di Benedetto (Sindaco di Barrea) ha invece rilanciato l’idea dei gemellaggi. Anche Tiziana Capriotti (Comune di Montalto delle Marche) ha parlato dell’importanza dei gemellaggi che devono essere ricchi di contenuti. Pina Costa (Direttore dell’Area Relazioni Esterne e Business Development dell’Associazione Camere Commercio Italiane all’Estero) ha rilevato come il turismo delle radici rappresenti un  elemento di valorizzazione dei territori. Costa ha anche sottolineato l’importanza di promuovere degli investimenti di ritorno rivolti ai territori d’origine. Giancarlo Dell’Orco (Destination Manager) ha chiesto quale sarà l’evoluzione della piattaforma Italea a fine progetto. Il Consigliere De Vita ha spiegato che la piattaforma Italea continuerà ad operare come strumento per avvicinare domanda e offerta nel contesto dei viaggi delle radici. Lina Stabile (Comune di Castelvetrano) ha parlato dell’esistenza di una vera e propria Rete per lo Sviluppo Turistico della Valle del Belice, volta a proporre un turismo di tipo esperienziale e sensoriale. Marcella Di Feo (Atp Basilicata) ha segnalato che dal 18 al 19 novembre si terrà a Matera La Borsa Internazionale del Turismo delle Radici. Alessandra Maritano (Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo) ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento del mondo della scuola a livello nazionale per la conoscenza della storia dell’emigrazione e dei musei ad essa dedicati. Su questo punto De Vita ha ribadito che, fin dall’inizio del progetto, si è deciso di interagire con i musei incentrati sull’emigrazione italiana. Rispondendo al Sindaco di Guardia Sanframondi, il Consigliere ha inoltre ricordato che sono in atto partnership con compagnie aeree come Ita Airways. A tal proposito è intervenuto Giorgio Garbeglio (Ita Airways), che ha espresso soddisfazione per il progetto sul turismo delle radici e per i valori che ne sono parte integrante. Infine Fabrizio Fanciulli (Comune di Pretoro) ha annunciato che il 27 giugno ci sarà la presentazione del libro “Roots” (nella versione in inglese) nella sala conferenze della Città di Ottawa. (Inform)




Turismo delle Radici: il progetto è un’eccellenza italiana

turismo delle radici

turismo delle radiciIl progetto Turismo delle Radici è una “eccellenza”, che dimostra la “leadership mondiale” italiana in questo settore, in cui “non esistono paragoni a livello di impegno sistemico per lo sviluppo del sistema turistico” e le cui “potenzialità sono enormi”. Per questo il Ministero degli Affari Esteri intende continuare a collaborare con tutti i partner che hanno voluto prendervi parte e con quelli che in futuro vorranno aderirvi. Ha esordito così Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie della Farnesina, che ha aperto il tavolo tecnico di coordinamento del Turismo delle Radici, riunito questa mattina in videoconferenza.
Obiettivo: condividere le modalità di sviluppo e lo stato di avanzamento dei progetti di promozione del Turismo delle Radici.
A moderare i numerosi interventi il consigliere d’Ambasciata e responsabile del progetto Giovanni Maria de Vita.
Il bilancio è già positivo, anche se bisognerà attendere il prossimo anno per avere numeri certi. Come ha sottolineato il dg Vignali, “insieme abbiamo creato servizi e un metodo di lavoro che prima non c’era, che ha dato luogo a nuove figure professionali e a una interlocuzione nuova con i viaggiatori delle radici, offrendo loro opportunità che prima non esistevano”.
“Abbiamo contribuito a far conoscere ancora di più in tutto il mondo la straordinaria bellezza dei nostri borghi e dei piccoli comuni”, ha continuato Vignali, “con una serie di ricadute positive in termini economici oltre che turistici”.
Al centro di questo percorso, ha ricordato il direttore generale, c’è la rete Italea, iniziativa multiforme lanciata nel marzo 2024 e che ”pian piano si è sviluppata grazie anche ai centri di coordinamento regionale”. Il portale Italea.com ad oggi ha oltre 1,5 milioni di visite registrate, ha riferito Vignali, e “un numero crescente di famiglie italiane è stato messo in contatto con le proprie radici”. Il programma include inoltre una “Italea Card” virtuale, che offre ai turisti sconti e vantaggi speciali con oltre 720 partner commerciali e più di 12mila viaggiatori iscritti.
Ci sono poi le Italee regionali, che, ha assicurato il dg Vignali, “continueranno a svolgere un ruolo di raccordo tra istituzioni e realtà territoriali”, così come il Ministero degli Affari Esteri intende mantenere il suo “ruolo di raccordo e di monitoraggio delle attività”, fungendo da “guida” per un “ulteriore sviluppo” del progetto.
Non è al momento previsto un nuovo bando, ha detto oggi de Vita, poiché i fondi a disposizione erano quelli erogati dal PNRR e sono stati utilizzati; la Farnesina si sta però adoperando in tal senso, per dare seguito al progetto e alla collaborazione con Regioni e Comuni, che hanno segnato, come ha detto Luigi Vignali, un “successo collettivo”. Gli oltre 800 Comuni italiani che hanno partecipato al primo bando e sono stati destinatari di risorse per sviluppare il progetto hanno realizzato circa 750 eventi destinati ai turisti delle radici con oltre 150mila partecipanti in tutta Italia, ha riferito sempre Vignali. Diverse anche le iniziative all’estero, 19 in tutto il mondo: da Melbourne a Toronto e New York. Il dg Vignali ha parlato di “impegno eccezionale da parte delle Regioni”, che hanno permesso di “mostrare le nostre eccellenze” e dare “lustro al Paese intero”, con “un’eco magnifica tra le nostre comunità”.
“Vogliamo mantenere questo raccordo con le entità territoriali”, ha detto Vignali, ricordando che proprio con i Comuni “il ministro Tajani ha fortemente voluto e firmato un protocollo di collaborazione per sviluppare lo scambio di informazioni e di idee, la promozione dei borghi e la formazione”. Anche la formazione ha la sua importanza in questo progetto, ha confermato il rappresentante della Farnesina. Per questo, ha annunciato, “stiamo realizzando delle pillole formative che diffonderemo dal mese di giugno a tutta la rete dei comuni” e, insieme ad esse, “un ciclo di videoconferenze con tutti gli 816 comuni che hanno partecipato al bando”.
Sempre in tema di rete, Luigi Vignali ha reso noto che a breve sarà lanciata quella dei Musei dell’emigrazione, ospitata sul portale Italea.com; così come sono in corso “contatti stretti” con Ministero dell’Istruzione “per far sì che la storia dell’emigrazione italiana sia studiata negli istituti scolastici secondari”.
“Tutto questo dovrà poi essere valutato in termini di risultati”, si è avviato a concludere il dg, monitorando quale sarà l’impatto sull’Italia e i suoi territori. Il prossimo anno ci saranno “evidenze statistiche complete”, intanto però le prime stime parlano di 5milioni di presenze in più di turisti delle radici tra il 2025 e il 2026, con una spesa da parte degli stessi turisti di 5,5 miliardi di euro – Confcommercio sale sino a 8 miliardi in più anni – e una ricaduta sul territorio stimata in 1 miliardo di euro e 99mila nuovi posti di lavoro.
“Un impatto importante già nelle stime”, che per Vignali dimostra “l’importanza di questo settore”. Occorre dunque “continuare a crescere insieme” e “promuovere il turismo delle radici in Italia e nel mondo”, ha concluso, dicendosi certo che il confronto odierno offrirà “feedback e nuove idee per andare avanti”.
Numerose in effetti sono state le buone pratiche e gli spunti emersi durante il dibattito che è seguito e a cui sono intervenuti rappresentanti di associazioni, comuni, università, musei, operatori turistici e culturali…
Non è mancata qualche polemica, come quella del consigliere Cgie Tommaso Conte, che dalla Germania ha lanciato un allarme: con la riforma della cittadinanza “fra trent’anni gli italiani all’estero non ci saranno più”; e ha rivolto un appello ai comuni italiani affinché si mobilitino per “correggere” la nuova legge. Il consigliere de Vita ha però rassicurato: “il turismo delle radici si rivolge all’italianità e non ha a che fare con la cittadinanza”.
Sempre per il Cgie è intervenuto anche il vice segretario generale Gianluca Lodetti, il quale ha anticipato che nella plenaria di giugno si parlerà di “iniziative di rientro” e “turismo delle radici”, auspicando una “maggiore sinergia con le politiche strategiche del Paese”, come pure il coinvolgimento del Ministero dell’Istruzione e uno “spostamento dell’attenzione dal fronte italiano a quello estero”.
D’accordo il consigliere de Vita: “l’obiettivo di fondo”, ha detto, “è lanciare una nuova stagione di relazioni con le nostre comunità all’estero, che sia basata su una conoscenza di cosa queste comunità siano” e sulla volontà di “attuare insieme una strategia” che “valorizzi entrambe le parti” e continui ad essere vincente, “uscendo dall’ottica che gli italiani all’estero siano solo ambasciatori del made in Italy”. (r.aronica\aise)




Tavolo Tecnico di Coordinamento sul Turismo delle Radici : nuovo appuntamento il 29 maggio

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turismo delle radici 2 1 615x223L’incontro on line offrirà l’opportunità di condividere le modalità di sviluppo e lo stato di avanzamento dei progetti di promozione del Turismo delle Radici, tra cui il progetto Italea.

Il 29 maggio  alle ore 10.00, in modalità videoconferenza, si terrà una nuova riunione del Tavolo Tecnico di Coordinamento sul Turismo delle Radici. Come di consueto, l’incontro offrirà l’opportunità di condividere le modalità di sviluppo e lo stato di avanzamento dei progetti di promozione del Turismo delle Radici, tra cui il progetto Italea. Italea è il programma di promozione del Turismo delle Radici, lanciato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’interno del progetto PNRR e finanziato da NextGenerationEU.  “Chi fosse interessato a partecipare e non dovesse aver ancora ricevuto apposito invito, può scrivere all’indirizzo mail dgit01.turismoradici@esteri.it. C’è tempo fino al 14 maggio 2025 – spiega Giovanni Maria De Vita, Consigliere d’Ambasciata e responsabile del Progetto Turismo delle Radici presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che aggiunge: – entro il 23 maggio verrà inviato il link per il collegamento. Al Tavolo Tecnico può partecipare chiunque sia interessato al tema. Dal 2018, questo spazio di confronto riunisce rappresentanti del settore pubblico e privato, con l’obiettivo di favorire lo scambio di buone pratiche e coordinare iniziative volte a creare un’offerta turistica dedicata alle comunità di italiani nel mondo”. Il primo Tavolo Tecnico di Coordinamento sul Turismo delle Radici si è tenuto il 29 maggio del 2018 ed è stato organizzato dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale insieme ad ENIT e alle associazioni RAIZ ITALIANA e ASMEF (Associazione Mezzogiorno Futuro). Dagli incontri, che si sono ripetuti poi con cadenza annuale, sono nati una serie di progetti sostenuti dalla Farnesina che hanno avuto la finalità di creare una rete di attori pubblici e privati interessati alla realizzazione e promozione di un’offerta turistica a livello nazionale. “Oggi chi dice Turismo delle radici dice una realtà importante – sottolinea De Vita – se alla prima riunione legata la progetto, nel 2018, c’erano 45 persone coinvolte oggi ne contiamo oltre 350. Il 2024 è stato l’Anno delle radici italiane nel mondo e il nostro progetto è entrato nel vivo. Il turismo legato al ritorno alle proprie origini, alla scoperta della storia della propria famiglia è un fenomeno che si sta rivelando vincente”. Per informazioni: comunicazione@italea.com (Inform)