Alla Camera la presentazione del progetto “Turismo delle radici, opportunità di sviluppo territoriale”

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turismo delle radici 2 1 615x223Si è tenuta alla Camera dei Deputati un incontro che ha visto la presentazione del progetto “Turismo delle radici, opportunità di sviluppo territoriale” . Il Progetto vede la collaborazione di diversi soggetti istituzionali: Dipartimento di Sviluppo e Cooperazione Italia Brasile, Comune di Castellabate (Comune capofila), Castelnuovo Cilento, Corbara, Lettere, Lustra, Pimonte e Roscigno, Fondazione dei Monti Lattari, Provincia di Salerno, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diana e Alburni, Museo Vivente della Dieta Mediterranea, Confederazione Italiani nel Mondo, Associazione Pizzaiuoli Napoletani e 23 Comuni tra le Province di Salerno, Napoli e Avellino. Inoltre, tra gli aderenti al progetto all’estero, la Camera di Commercio italiana a San Paolo del Brasile Italcam, la rivista Comunità Italiana, il Circolo Italiano San Paolo, numerose associazioni di italo-discendenti e diversi Comuni brasiliani. “Questo progetto vuole mettere insieme realtà come passato e futuro, anche se spesso il futuro non è nella terra d’origine ma può interagire con esso”, ha così introdotto la conferenza il moderatore Gianni Lattanzio (Segretario generale dell’Istituto Cooperazione Paesi Esteri – ICPE). Lattanzio ha anche sottolineato come la storia dell’emigrazione rappresenti una linfa vitale anche per la proiezione verso il futuro. Radici che rendono il nostro Paese più forte. Il Sindaco di Castellabate, Marco Rizzo, ha parlato di un turismo delle radici come forma di turismo esperienziale che deve essere destagionalizzato per renderlo possibile durante tutto l’anno. “Può essere un’opportunità per i borghi e siamo orgogliosi di poter essere da traino”, ha rilevato Rizzo ricordando che Castellabate ha avuto una storia importante di emigrazione ed evidenziando che adesso bisognerà cominciare con la parte attiva del progetto. L’imprenditore ed ex Ambasciatore del Brasile a Roma Andrea Matarazzo ha ricordato che Castellabate festeggia 900 anni di storia e come questo borgo abbia una significativa storia migratoria, con molti emigrati per necessità in Sudamerica e soprattutto verso il Brasile. Matarazzo ha sottolineato come in Brasile ci siano circa 32 milioni di persone che potrebbero avere la cittadinanza italiana in quanto discendenti. “L’idea del turismo delle radici è fantastica”, ha aggiunto infine  Matarazzo. Nel suo intervento il deputato Fabio Porta ha menzionato la celebrazione dei 150 anni di emigrazione italiana in Brasile e ha espresso soddisfazione questo progetto sul turismo delle radici, una iniziativa importante che può rappresentare sicuramente un prototipo da replicare . “Per noi italiani del Brasile è un motivo d’orgoglio”, ha aggiunto Porta tornando a sua volta sulla cifra già menzionata di oltre 32 milioni di italo-discendenti in territorio brasiliano. “È la più grande comunità di origine italiana al mondo”, ha precisato il deputato riferendosi sempre ai numeri importanti riguardanti l’emigrazione italiana in Brasile. Porta ha inoltre espresso cordoglio e solidarietà per le vittime dell’alluvione nel sud Brasile in uno dei stati a più ampia presenza italiana.  Paolo Masini (Presidente del Museo nazionale dell’emigrazione italiana di Genova – MEI) ha parlato dell’impegno del museo per raccontare la storia dell’emigrazione italiana a 360 gradi. Masini ha annunciato l’idea della realizzazione, da affiancare al Mai, di un luogo dedicato all’emigrazione meridionale presso il Porto di Napoli. Una nuova avventura per raccontare tante storie di emigrazione. Ha poi preso la parola Giovanni Maria De Vita (responsabile del progetto Turismo delle radici per il Maeci) che ha rilevato come il progetto per il turismo delle Radici non si prefigga di promuovere finanziamenti a pioggia, ma di creare una collaborazione mettendo in rete le realtà locali. “I Comuni sono le destinazioni principali dei viaggiatori delle radici; il turismo delle radici è sempre esistito ma quello che vogliamo fare è dare degli strumenti per permettere agli 80 milioni di italo-discendenti di interconnettersi con i luoghi delle radici”, ha spiegato De Vita aggiungendo che l’obiettivo del Progetto è quello far conoscere agli italiani all’estero cosa sia l’Italia e viceversa far conoscere all’Italia chi siano gli italiani all’estero. “L’Italia è un Paese del G7 fatto di eccellenze che può mettere a disposizione degli italiani all’estero per costruire una nuova stagione di relazioni e con il nostro progetto abbiamo puntato a una visione dei rapporti con gli italiani nel mondo”, ha aggiunto De Vita ricordando che i comuni saranno chiamati a valorizzare il territorio e l’idea della ‘Italea Card’ che offrirà dei benefici da parte di soggetti agli italiani all’estero in visita in Italia per il turismo delle radici. De Vita, dopo aver segnalato  l’accordo con Poste Italiane che consentirà ai viaggiatori delle radici di compare prodotti italiani e di portarli nei luoghi in cui risiedono,  ha inoltre evidenziato che i Comuni dovranno attivarsi per coordinare l’offerta de servizi a favore di questi viaggiatori ricordando che ci sarà un modello di collaborazione anche con le Regioni italiane. “Negli eventi all’estero creeremo delle opportunità per far conoscere cosa le Regioni, in quanto sistema locale, possono offrire”, ha sottolineato De Vita che ha anche annunciato la partecipazione nelle prossime settimane alla Festa di San Vito a San Palo. Salvo Iavarone (Vicepresidente CIM) ha spiegato come, nell’ambito del turismo delle radici,  il gioco di squadra sia importantissimo. Iavarone ha anche ricordato come si stia ragionando già da anni sul turismo delle radici, insistendo anche sulla presenza di territori propositivi e di progetti concreti. Pasquale Sorrentino (Assessore Provincia di Salerno) ha spiegato che la Provincia è la casa dei Comuni e delle comunità: un congiunto dove i campanili devono risuonare all’unisono per far sentire la melodia delle origini. Pino Coccorullo (Presidente Parco Nazionale del Cilento) ha parlato di un progetto importante da sposare che deve vedere la collaborazione con tutti i soggetti del territorio. Sono quindi intervenuti alcuni Sindaci che hanno testimoniato come questo progetto possa essere di beneficio per i territori più piccoli. Dal canto suo Mariella Verdoliva (Presidente Fondazione Monti Lattari) ha annunciato la volontà di fare dei Monti Lattari un brand enogastronomico. “Il processo di aggregazione dei Comuni è importante, andando oltre il campanilismo locale. Le radici per noi danno il senso della vita: il turismo è realizzare un sogno e nelle nostre terre se ne realizzeranno tanti”, ha rilevato Verdoliva. Raffaele Palumbo (Presidente Dipartimento Sviluppo e Cooperazione Italia-Brasile) ha sottolineato come il progetto si prefigga promuovere il turismo delle radici e di raccontare le storie degli italiani in Brasile attraverso il cinema e la cultura. Palumbo ha anche annunciato la realizzazione sia di un convegno internazionale sull’economia sostenibile e il turismo delle radici che coinvolgerà 11 nazioni, sia di un torneo di calcio fra le regioni. Palumbo ha inoltre spiegato che nel progetto sono state coinvolte le associazioni degli italiani in Brasile. Il logo di questo progetto sul turismo delle radici sarà dato agli aderenti che potranno utilizzarlo per fornire sconti. Palumbo ha anche ipotizzato la creazione di un passaporto delle radici che potrebbe consistere in una foto raccolta della vita e degli avi da presentare in Italia per avere dei benefici. Palumbo ha infine segnalato la realizzazione un accordo con alcuni tour operator brasiliani per offrire pacchetti ad hoc. L’evento è stato chiuso dalla consegna di una targa da parte di Fabio Porta a Pietro Petraglia direttore di Comunità Italiana: rivista che compie i 30 anni di attività. Anche Petraglia ha ricordato il dramma delle inondazioni in Brasile. (Inform)




Turismo delle radici, il progetto “Italea”

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progetto italea immagine4E’ rivolto agli italiani residenti all’estero e agli italodiscendenti: accoglienza, agevolazioni e iniziative per chi vuole viaggiare in Italia sulle orme della propria storia familiare

Il progetto “Italea” rivolto agli italiani residenti all’estero e agli italodiscendenti. Italea – segnalato dalla Rete diplomatica italiana all’estero – è il programma di promozione ufficiale dei viaggi delle radici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’interno del PNRR e finanziato da NexGenerationEU per il periodo 2022-2025.

Italea – il cui nome  deriva da “talea”, una pratica con cui si consente ad una pianta di propagarsi; recidendone una parte e ripiantandola, le si può dare nuova vita, facendo crescere nuove radici: proprio come accade con le migrazioni –  invita gli italiani residenti all’estero e gli italodiscendenti a scoprire i luoghi e le tradizioni delle loro origini.

Il progetto fornisce un insieme di servizi turistici – itinerari, laboratori, vantaggi, sconti – per agevolare il viaggio in Italia, grazie al lavoro di una fitta rete di professionisti che in ogni regione d’Italia avranno cura di informare, accogliere e assistere i viaggiatori. Tutte le informazioni si possono trovare sul sito dedicato al progetto italea.com, che offre supporto in ogni passo del percorso di riscoperta: dalle ricerche storico-familiari all’organizzazione dell’esperienza personalizzata in Italia. Il programma propone, inoltre, una serie di laboratori delle radici, attività che consentono di approfondire la conoscenza della cultura d’origine, quindi legate agli antichi mestieri, alla cucina tradizionale, alla musica e alla danza popolare, ai dialetti. Italea si rivolge sia a chi conosce già le proprie origini italiane, sia a chi deve ancora scoprirle, che può affidarsi ad una rete di genealogisti esperti che aiuteranno a rintracciare e ricostruire la propria storia familiare.

Il 2024 è l’Anno delle radici italiane nel mondo, dedicato all’accoglienza degli italodiscendenti nei territori d’origine con eventi e iniziative locali, e si presenta come il momento ideale per un viaggio nel Belpaese. Ad attendere gli ospiti ci sono eventi e iniziative organizzate da più di 800 comuni, in tutto il territorio nazionale. Grazie al programma di fidelizzazione Italea Card, si potranno ottenere sconti, agevolazioni e servizi di ogni tipo da parte delle aziende che vi aderiscono. Queste possono essere strutture ricettive, ristoranti, cantine, negozi di artigianato, aziende di trasporto, noleggio auto e tante altre attività che consentono al viaggiatore delle radici di vivere un’esperienza indimenticabile.

Oltre a rafforzare il legame con le comunità italiane all’estero, Italea si propone di promuovere un modello di turismo sostenibile, responsabile e accessibile, per la valorizzazione dei piccoli comuni e di tutte quelle aree che, sia in passato che oggi, subiscono lo spopolamento a causa dei flussi migratori. Per informazioni: comunicazione@italea.com (Inform)




Lunedì 6 maggio alla Camera dei Deputati la Presentazione del Progetto “Turismo delle radici, opportunità di sviluppo locale”

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lunedi 6 maggio alla camera dei deputati la presentazione del progetto turismo delle radici opportunita di sviluppo locale bis immagine22 248x223Lunedì 6 maggio, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto Turismo delle Radici, opportunità di sviluppo locale, che vede la collaborazione, tra Il Dipartimento di Sviluppo e Cooperazione Italia Brasile, il Comune di Castellabate (Comune Capofila) e i Comuni promotori: Castelnuovo Cilento, Corbara, Lettere, Lustra, Pimonte e Roscigno, la Fondazione dei Monti Lattari, la Provincia di Salerno, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diana e Alburni, il Museo Vivente della Dieta Mediterranea, la Confederazione Italiani nel Mondo, l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e 23 Comuni tra le Province di Salerno, Napoli e Avellino.  Inoltre, tra gli aderenti al progetto all’estero, la Camera di Commercio italiana a San Paolo del Brasile ITALCAM, la rivista “Comunità Italiana”, il Circolo Italiano San Paolo, numerose Associazioni di italo-discendenti e diversi Comuni brasiliani.  Durante l’incontro sarà presentato il logo del turismo delle radici e il calendario delle iniziative, parteciperanno: l’on. Fabio Porta (Deputato Commissione Affari Esteri), il Cons. Giovanni Maria De Vita (Responsabile del Progetto “Turismo delle Radici” del MAECI), l’On. Toni Ricciardi (Deputato Commissione Finanze), Andrea Matarazzo (Imprenditore e già Ambasciatore del Brasile a Roma), Marco Rizzo (Sindaco del Comune di Castellabate), Paolo Masini (Presidente Fondazione MEI), Pasquale Sorrentino (Delegato al turismo Provincia di Salerno), Pino Coccorullo (Presidente del Parco Nazionale del Cilento), Salvo Iavarone (Vice Presidente CIM), Pietro Petraglia (Direttore della rivista «Comunità Italiana»), Mariella Verdoliva (Presidente Fondazione Monti Lattari), Manrico Gesummaria (Consigliere Nazionale Confcooperative Cultura Turismo e Sport), Raffaele Palumbo (Presidente Dipartimento Sviluppo e Cooperazione Italia Brasile) e tutti i Comuni che hanno aderito attraverso la Manifestazione d’interesse. Modererà la conferenza Gianni Lattanzio, Segretario generale dell’Istituto Cooperazione Paesi Esteri (ICPE). (Inform)




Messico. Turismo delle radici: martedì prossimo il convegno dedicato al Veneto

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radicivertWalter Brunello, presidente di Radici Venete APS, vincitrice per il Veneto del bando PNRR Turismo delle Radici indetto dal ministero italiano degli Esteri e della Cooperazione internazionale, ha informato che l’associazione ha organizzato il convegno Turismo delle Radici e Archivi. Criticità, esperienze e proposte per la loro fruizione, che si terrà alle ore 9.30 (ora italiana) di martedì 16 aprile presso la Sala Consiliare Sant’Artemio, sede della Provincia di Treviso (Via Cal di Breda 116 – 31100 Treviso).

Il programma è suddiviso in diverse sezioni, che seguiranno i saluti delle autorità, tra cui anche quello di Giovanni Maria De Vita, Consigliere d’Ambasciata nonché responsabile del progetto Turismo delle Radici.

Alle ore 10.00 andrà in scena “I comuni italiani per il turismo delle radici: dalla ricostruzione genealogica alla definizione del viaggio delle radici”, seguito da “La ricostruzione genealogica e le difficoltà dell’utente”, “Gli archivi dello stato civile”, “I registri dello stato civile online: il portale antenati”, “Familysearch, un’esperienza mondiale nella digitalizzazione di documenti anagrafici, per la loro preservazione e consultazione”, “Consultabilità, privacy, accesso agli atti e diritto al cognome: legislazione attuale” ed “Esempi virtuosi di digitalizzazione degli archivi, per la conservazione e fruizione dei registri”.

Visto l’interesse nazionale e internazionale per la tematica, tutta la mattinata di lavori sarà trasmessa in diretta streaming.

Per ottenere il link è necessario contattare la segreteria dell’Associazione all’indirizzo e-mail segreteria.turismoradiciveneto@gmail.com, o telefonando al numero +393271749469 (aise).




Baires. La Vespucci e il Turismo delle Radici

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bienvenidaarmada 1000x600Dal porto di Buenos Aires —dove il 17 marzo è approdata la nave scuola della Marina Militare italiana Amerigo Vespucci— è partita il 19 marzo la campagna internazionale per diffondere il programma del Turismo delle Radici, rivolto agli 80 milioni di italodiscendenti nel mondo, affinché possano riscoprire le terre dei loro avi.

Sul palco allestito sul molo del Rio de La Plata dall’Ente Nazionale del Turismo (Enit) e dall’Ambasciata d’Italia, si sono alternate le storie dei Superamici: attori, musicisti e personaggi della cultura argentina che hanno raccontato la loro esperienza di viaggio in Italia alla scoperta delle origini della propria famiglia.

L’iniziativa “Il veliero Amerigo Vespucci incontra il turismo delle radici” è stata organizzata in occasione dell’arrivo a Buenos Aires, dopo oltre 70 anni, della nave scuola e si è svolta in occasione dell’“Anno delle radici italiane nel mondo” nel Paese dove risiede una delle più corpose comunità di italiani all’estero.

vespuccibuenosairesvertIl primo a prendere la parola è stato Daniel Piazzolla, musicista e nipote del grande compositore Astor Piazzolla, il cui nonno, Pantaleone Piazzolla, era originario di Trani. «È stato molto importante per me scoprire da dove vengo», ha spiegato durante il suo intervento. «A Trani c’erano tutti i registri ufficiali dei viaggi dei miei avi».

Il 2024 è stato dichiarato l’anno delle Radici Italiane nel Mondo e tra le tante iniziative c’è anche quella di facilitare agli italodiscendenti provenienti da tutto il mondo l’accesso ai documenti anagrafici, ecclesiastici e doganali dei loro antenati.

Successivamente, l’attore argentino Mike Amigorena ha condiviso la sua esperienza, raccontando come grazie all’Enit abbia avuto l’opportunità di visitare Bisceglie, la città da cui suo nonno partì. «È un privilegio poter sentire gli odori e i sapori della terra dei miei nonni», ha detto. «Questo tipo di esperienze ci permettono di scoprire perché siamo come siamo. Io ho scoperto che la sensibilità si può abbracciare. E ho conosciuto parenti lontani che ricordavano ancora mio nonno». Amigorena ha anche espresso il desiderio di acquistare la casa che appartenne alla sua famiglia, che ha conosciuto proprio durante il suo viaggio delle radici, e tornare a Bisceglie come concittadino: «so che la Regione Puglia sta generosamente agevolando questo tipo di pratiche e sogno di poterlo fare presto».

All’evento erano presenti anche il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, e Giovanni Maria De Vita, Coordinatore del Turismo delle Radici della Farnesina, insieme all’Ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Fabrizio Lucentini, che hanno concluso l’incontro con un saluto ai presenti.

«Queste persone hanno vissuto un’esperienza toccante» —ha affermato Santanchè— «e sono tornate ancor più orgogliose di ciò che sono diventate. Questo è lo spirito del turismo delle radici» (9colonne.it).

Foto: 9colonne.it

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Come si è festeggiato il Natale nel mondo

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Il 25 dicembre è un giorno speciale, magico si potrebbe dire, ma vi siete mai chiesti come si festeggia negli altri paesi?
Ci saranno in tutto il mondo l’albero di Natale, le letterine a Babbo Natale, il presepe vivente, il cenone della vigilia e i regali da scartare in compagnia di tutta la famiglia? Scopriamolo insieme!

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GRAN BRETAGNA

In Gran Bretagna il Natale è una festività molto attesa e sentita, dal grande significato simbolico e caratterizzata da un intenso fervore. Come in Italia, il 25 dicembre è la festa dei bambini. Nel Regno Unito essi iniziano solitamente ad attenderlo a partire da novembre, quando stilano la celebre letterina in cui elencano i regali che vorrebbero trovare sotto l’albero. A depositare i pacchettini sotto l’albero sarà “Father Christmas”, l’equivalente britannico di Babbo Natale, accompagnato dalla renna Rudolph. Per rendergli grazie della sua generosità i bambini inglesi sono soliti lasciargli un po’ di latte e un mince pie, un tipico dolce inglese.
A partire da dicembre, come i bambini del continente, anche i bambini inglesi iniziano ad aprire il calendario dell’avvento, cominciando a decorare l’albero a qualche giorno dalla festività.

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CANADA

Il fulcro delle tradizioni natalizie in Canada sono l’albero di Natale con le sue decorazioni, il presepe e lo scambio dei doni per i più piccini, così che la famiglia sia il fulcro centrale delle feste.
Le tradizioni non sono le medesime in ogni angolo del paese, ma ce ne sono alcune molto particolari e curiose.
A Labrador City ad esempio, si svolge la gara della casa meglio decorata con l’utilizzo di luci e la presenza di statue di ghiaccio in giardino. In Nova Scotia, le tradizioni natalizie prevedono il consumo di aragosta e frutti di mare al posto del classico tacchino. Questa zona è conosciuta in gran parte del mondo per la presenza dell’albero di Natale gigante che ogni anno dal 1917 viene donato alla città di Boston in segno di riconoscimento per l’aiuto offerto dopo l’esplosione che avvenne ad Halifax. In Quebec invece, i festeggiamenti iniziano i primi giorni del mese di dicembre e si concludono circa a metà gennaio; la città è soprattutto famosa per la parata di Santa Claus che si svolge a Montreal.

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GERMANIA

Come molti altri paesi del Nord Europa, anche la Germania si addobba a festa durante i mesi che precedono il giorno di Natale. Qui, come in Gran Bretagna, lo spirito natalizio si fa sentire già dalla fine del mese di Novembre, quando nelle piazze e nelle strade di ogni città del paese iniziano ad essere allestiti i primi mercatini di Natale. Quasi tutti i prodotti esposti sono frutto dell’artigianato locale. Potrete trovare candele, marionette, giocattoli, palline decorate per l’albero di Natale e anche prodotti gastronomici. Sebbene a Novembre i mercatini pullulino già di visitatori, secondo la tradizione germanica le danze vere e proprie hanno inizio il 6 dicembre, nella giornata di Nikolaustag.

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La leggenda vuole che, durante la notte del 5 Dicembre, i bambini si preparino all’arrivo di St. Nikolaus lasciando le proprie scarpe sul davanzale o fuori dal portone di casa. Durante la notte, San Nicola si aggira per le case, tenendo in mano un grande libro sul quale ha annotato il comportamento di ogni bimbo e portando in spalla un sacco pieno di caramelle e ramoscelli di legno. I bimbi buoni troveranno nelle loro scarpe dei dolci, mentre quelli birichini solo dei ramoscelli. Questa tradizione viene ancora rispettata anche se, anziché lasciare le scarpe all’aperto, vengono appese al camino delle calze colorate. Un aspetto curioso della tradizione natalizia tedesca è che si attende la vigilia per addobbare l’albero e il menù del 25 dicembre prevede che vengano serviti a tavola l’oca arrosto e la carpa di Natale.

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AFRICA

Nei Paesi africani la coesistenza di culture religiose differenti e la massiccia presenza di Missioni Cattoliche, ha fatto si che anche in un continente apparentemente così lontano da quello che consideriamo Natale si sviluppasse una vera e propria tradizione natalizia.
In Africa centrale il Natale coincide spesso con la fine della raccolta del cacao ed i lavoratori delle piantagioni hanno la possibilità di tornare dalle famiglie per festeggiare. In Nigeria, nei giorni che precedono la natività, le ragazze visitano le case della zona ballando e cantando accompagnandosi con i tamburi; danze e canti variano in base all’appartenenza etnica.

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Dal 25 in avanti, invece, sono gli uomini ad esibirsi con i volti coperti da maschere in legno raffiguranti personaggi legati alle usanze locali. Anche in Africa esiste la tradizione dell’albero di Natale che, però, è molto lontano dall’essere il classico abete tipico dell’Occidente. L’ornamento più comune è realizzato da un intreccio di foglie di palma disposte a formare un arco a cui vengono appesi fiori bianchi che sbocciano proprio a Natale. In Sud Africa, dove la festività cade in piena estate, le celebrazioni ed i festeggiamenti avvengono all’aperto, in spiaggia ed i fiori sono le decorazioni più comuni. Gli africani sono un popolo molto allegro e festaiolo, perciò la sera della Vigilia in molti Paesi dopo la Messa, ha luogo una maestosa fiaccolata. La notte viene trascorsa in compagnia di parenti ed amici fino a quando, il giorno dopo, iniziano i preparativi per il pranzo di Natale; è anche consuetudine lasciare la porta di casa aperta in modo che chiunque si senta il benvenuto. L’usanza vuole che ci si scambino regali consistenti in cibi, sia crudi che cotti. Ognuno riceve molto più cibo di quanto ne venga consumato nella realtà ma quest’abbondanza è considerata di buon auspicio.

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GIAPPONE

Il periodo natalizio è però abbastanza sentito dalla popolazione giapponese, anche se in modo differente rispetto all’occidente. Il Natale è visto come un periodo di felicità diffusa piuttosto che una celebrazione religiosa. Il 24 dicembre si celebra la festa per gli innamorati e per le famiglie con bambini piccoli: le coppie vanno a cena fuori, appositamente per mangiare pollo fritto e la famosa Christmas Cake, ossia una semplice torta di pan di spagna con panna montata e decorata con fragole e immagini di Babbo Natale.
Anche in Giappone è tradizione scambiarsi un regalo, ma solo tra gli innamorati.
Babbo Natale viene chiamato dai giapponesi Santa-San (サンタさん), in quanto hanno importato questa festa dagli Stati Uniti.

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POLONIA
In Polonia il Natale (Boże Narodzenie), è la festa più bella e più sentita. Le usanze polacche sono molto particolari ed ognuna ha origini e motivazioni ben precise. La vigilia di Natale è senza dubbio il giorno più importante; la giornata inizia molto presto e i ruoli sono già definiti: le donne si mettono in cucina a preparare i piatti, gli uomini solo soliti decorare l’albero di Natale. La cena della vigilia può cominciare solo quando in cielo appare la prima stella. E’ compito dei più piccoli scrutare l’orizzonte in attesa di vedere l’arrivo della stella.

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Il riferimento è alla celebre Stella cometa di Betlemme che guidò i tre Magi fino a Gesù. La stella è in qualche modo un simbolo della nascita di Gesù e la sua apparizione è una specie di segnale per sedersi al tavolo. Dopo la cena arriva il momento tanto atteso soprattutto dai bambini: lo scambio dei regali. E’ una tradizione di tutto il mondo. In Polonia essa richiama ai doni ricevuti da Gesù bambino da parte dei Re Magi. Una curiosa usanza molto antica, presente soprattutto nelle campagne, è quella dei “kolędnicy”. Si tratta di un gruppo di persone di varie età, spesso vestite da personaggi biblici, quali i tre Magi, angeli, re Erode, che bussano nelle case e chiedono di esibirsi. Essi recitano, cantano e alla fine come premio attendono una mancia in denaro ed anche dolcetti se nel gruppo ci sono bambini.

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UNGHERIA

In Ungheria grandi alberi natalizi abbelliscono centri e periferie e tanti Babbo Natale girano per le vie addobbate delle città, distribuendo doni e cioccolatini.
Per i bambini ungheresi il periodo delle feste natalizie inizia con la festa di Santa Klaus, in ungherese «Mikulás». La sera del 24 dicembre l’albero viene addobbato con tipiche caramelle rivestite di carta colorata (szaloncukor), noci dorate, candele, fiocchi ecc., naturalmente senza farsi vedere dai bambini, per non guastare loro la sorpresa.

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Quando l’albero è pronto, con tutti i regali sotto, il suono di un piccolo campanello dà il segnale che è arrivato Gesù Bambino e che quindi inizia la festa. Si cantano canzoni natalizie, si aprono i regali, si consuma la cena. In molte famiglie è usanza mangiare il pesce, mentre ovunque si conclude consumando i tipici dolci natalizi ungheresi, il più rinomato dei quali è il «bejgli» alle noci o ai semi di papavero. Allo scoccar della mezzanotte, si va tutti insieme in chiesa per la messa di Natale. Una delle curiosità più interessanti delle tradizioni ungheresi consiste nel fatto che allo scoccare della mezzanotte si intona ovunque l’inno nazionale ungherese, trasmesso anche in televisione.

da tesoridoriente.net




I Fogòlars Furlans d’Australia e il Turismo delle Radici

turismo delle radici al centro del congresso dei fogolars furlans daustralia regione friuli venezia giulia immagine3

turismo delle radici al centro del congresso dei fogolars furlans daustralia regione friuli venezia giulia immagine3Il progetto Turismo delle Radici è stato al centro del congresso dei Fogòlars Furlans d’Australia che si è svolto ad Adelaide (il congresso si tiene ogni due anni e riunisce i rappresentanti degli otto Fogòlars). Ad illustrare da remoto la mission del progetto Pnrr che partirà nel 2024, è stata Cristina Lambiase, coordinatrice regionale per il Friuli Venezia Giulia. “Gli italiani della seconda, terza e quarta generazione sono i protagonisti della promozione delle eccellenze e della nostra cultura, a dimostrazione di quanto gli emigrati e i loro discendenti siano una risorsa imprescindibile per il Paese e per il Friuli Venezia Giulia”, ha commentato il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, che ha portato il saluto dell’Assemblea legislativa Fvg al congresso di Adelaide, precisando che il progetto interessa, oltre ai friulani, anche le realtà dei giuliani e degli sloveni nel mondo. “Le aspettative dei nostri emigrati verso il Turismo delle Radici sono molto elevate. L’auspicio è che lo siano anche i risultati, vista la massiccia presenza di discendenti di corregionali all’estero”, ha aggiunto Bordin in merito al programma che coinvolge tutte le persone che tornano nel Paese di origine per riavvicinarsi alle radici della propria storia familiare e culturale. Il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Loris Basso, ha aggiunto che “l’Ente è stato fra i primi ad interessarsi e a diventare parte attiva del progetto. L’obiettivo è di far conoscere ai discenditi i piccoli borghi dai quali sono partirti i primi emigrati, facendo in modo che conoscano le loro radici e nel contempo creino un valore aggiunto per il nostro turismo”. Il congresso ha preceduto le celebrazioni per il 65° anniversario di fondazione del Fogòlar di Adelaide a cui erano presenti, oltre a Bordin e a Basso, anche il ministro del South Australia per gli Affari Multiculturali, Zoe Bettison, Vincent Tarzia, e il console d’Italia ad Adelaide Ernesto Pianelli. Una grande festa per gli oltre 250 friulani presenti, arricchita da canti e balli tradizionali. (Inform)




Cuba. L’Italia al congresso iberoamericano di Holguín

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filitalia logoC’è tanta Italia al Congresso Iberoamericano organizzato da Casa de Iberoamerica, in programma dal 24 al 30 ottobre prossimi Holguín, a Cuba. Grazie alla partecipazione di Filitalia International e www.kalabriatv.it, partner ufficiali della rassegna, alla presenza del giornalista Nicola Pirone e dell’antropologo Pino Cinquegrana nel comitato organizzatore, quest’anno ci saranno come relatori due illustri italiani che all’estero hanno portato il Made in Italy e la cultura italiana: si tratta del professor Pasquale Nestico, cardiologo e fondatore della Filitalia International, originario di Isca, in Calabria, sullo Ionio, e l’imprenditore del settore turismo di Figline Valdarno in Toscana, Claudio Cardini.
Pasquale Nestico proprio qualche giorno fa ha ricevuto l’ennesima onorificenza negli Stati Uniti, dove è stato premiato con la “Eccellenza 2023“ dalla fondazione E-Novation di Massimo Lucidi. Claudio Cardini è un noto imprenditore del turismo, proprietario della Daiquiri tour, presente tra l’altro a Cuba e negli Stati Uniti oltre che in Italia, della Human company che gestisce i camping nelle più importanti città italiane e il Mercato Centrale di Roma, Firenze, Milano e Torino. Cardini ultimamente ha aperto proprio a L’Avana Casa Italiana, un sito turistico tutto made in Italy che vale la pena visitare.
Il programma stilato da Barbara Martinez Pupo, referente per la progettualità di Casa de Iberoamérica, unitamente alla presidente del sodalizio Isairis Rojas Paris e a Liliana Avilés Sánchez, specialista in Relazioni Internazionali, prevede una serie di appuntamenti. Si partirà domani, martedì 24 ottobre, con l’apertura ufficiale del chapter della Filitalia International di Holguin, previsto alle ore 10:00 a Casa de Iberoamerica. Mercoledì 25 ottobre, alle ore 11:00, sessione plenaria del congresso Iberamericano: con l’imprenditore Claudio Cardini e il presidente di Ecotour Raúl Naranjo Aday, si parlerà di turismo e di investimenti italiani a Cuba. Nel pomeriggio, alle 16:00, ci sarà la sfilata delle associazioni partecipanti alla Fiesta de Iberamerica e tra queste ci sarà pure Filitalia International. Giovedì 26 ottobre si inizierà alle ore 9:30 con la presentazione del libro “Da Isca a Philadelphia” di Pasquale Nestico. A seguire la tavola rotonda tra lo stesso Nestico e gli specialisti in Cardiologia del Sistema Provinciale della Salute di Holguín sulle malattie e prevenzione nei tempi attuali. (aise)




Uruguay. Aperta al pubblico, per un giorno, la residenza dell’Ambasciata Italiana

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amabcsita italia amontevideo image 317x223Più di  850 persone hanno visitato la Residenza dell’Ambasciata d’Italia a Montevideo in occasione del ‘Día del Patrimonio’. Le visite guidate hanno permesso al pubblico di apprezzare i locali destinati alle attività di rappresentanza istituzionale dell’edificio inaugurato nel marzo 1913 e acquisito dall’Erario nel 1926.

A catturare l’attenzione del pubblico anche le opere degli artisti italiani contemporanei Roberto Pace, Angela Occhipinti, Licia Galizia, Giorgio Galli, Claudio Del Pup e Vito Buongiorno esposte nelle sale.

Dal 1926, la Residenza dei Capi Missione in Montevideo è un ampio edificio di tre piani con annesso giardino, situato in Calle Ellauri 991, nel quartiere residenziale di Pocitos. La casa, in stile francese, venne edificata a partire dal 1910 per iniziativa di don Pedro C. Towers, facoltoso uomo d’affari di origine britannica. Successivamente essa venne venduta a un cittadino brasiliano e, infine, nel 1926, allo Stato italiano per la somma di centoventimila pesos oro.

Racchiusa tra edifici di vario stile e costruita su un terreno di forma irregolare, la Residenza si caratterizza per lo scuro tetto in ardesia. Il grande giardino, in cui trovano spazio un campo da tennis ed una piscina, si estende verso nord fino alla Calle José Benito Lamas. Nel 1993, con decreto dell’Intendencia di Montevideo, l’immobile è stato dichiarato “Bene di interesse municipale” per la sua speciale qualità architettonica, paesaggistica e urbana. Ed è proprio per riportare allo splendore originale un edificio d’indubbia bellezza e di notevole pregio di questa capitale che, nel 2004, il Ministero degli Esteri italiano ha finanziato intensi lavori di ristrutturazione e sistemazione.

La decisione è stata anche motivata dall’esigenza di dare la giusta immagine alla Rappresentanza Diplomatica di un Paese, come l’Italia, storicamente sensibile all’arte ed, in generale, a tutte le più diverse espressioni culturali. Il risultato è ora un’ulteriore testimonianza del gusto artistico italiano che, durante il secolo scorso, ha lasciato innumerevoli e significative tracce nell’architettura e nella cultura uruguayana ed, in particolare, di Montevideo.

Anche l’interno dell’edificio è stato oggetto di ristrutturazione. Particolare attenzione è stata data all’arredamento, al fine armonizzare i mobili e le opere d’arte provenienti dall’ltalia con gli oggetti dell’artigianato e della cultura locale, creando un’atmosfera calda ed accogliente.

La Cancelleria diplomatica, precedentemente ubicata nel centro della capitale, è stata trasferita negli anni Sessanta in una costruzione attigua alla Residenza, avente come nucleo originario l’antica “caballeriza”. Anche questi edifici secondari sono stati recentemente oggetto di un’intensa opera di ristrutturazione, modernizzazione ed ampliamento. Nel 2015, vi è stata trasferita anche la Cancelleria Consolare.

 




Colombia. Archeologo italiano guida gli scavi della prima città spagnola del Sudamerica

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478ffd1dcc7504e4dcfcc1a631583528c517e60fQuello che sembra un antico molo acciottolato si alza dalla terra al ritmo del ticchettio delle pale contro le rocce. Questo è uno dei possibili ingressi fluviali a Santa María la Antigua del Darién, la prima città spagnola fondata sul suolo continentale americano nel 1510.

Donne indigene, nere e contadine della comunità partecipano ai lavori di scavo sotto il comando dell’archeologo Alberto Sarcina, un italiano con stivali di gomma e cappello piatto che da un decennio ricostruisce la storia della prima capitale ispanica in terra indigena. Intorno c’è la fitta giungla del Darien che si estende fino a Panama.

“Mi piace trovare piccole cose che nemmeno uno sa fare (…) Immagino come sarebbe stato prima, che facevano la loro argilla e non dovevano comprarla. Erano molto ingegnosi,” Karen Suárez (28 anni), del popolo Embera, racconta dopo aver trovato ceramiche indigene sotto il vecchio molo.

Cristoforo Colombo arrivò per la prima volta sull’isola di Hispaniola (oggi Repubblica Dominicana e Haiti), credendo che fosse l’India, nel 1492. Da lì condusse spedizioni sulla terraferma e furono creati insediamenti effimeri, ma fu solo fino alla fondazione di questa città in cui è stato delineato il progetto di colonizzazione.

È uno di quei momenti «in cui la storia prende una svolta drammatica (…) c’è un prima e un dopo», spiega Sarcina, 55 anni.

“Qui comincia a svilupparsi quella che sarà la conquista dell’intero continente, qui inizia il genocidio indigeno (…) l’arrivo di popolazioni dall’Africa (…) il meticciato e la resistenza a quella conquista”, aggiunge il ricercatore dell’Africa Istituto Colombiano di Antropologia e Storia.

Sarcina visita il parco archeologico di circa 50 ettari, di cui 33 di città sotterranea. Canta, fischia e di tanto in tanto si china per raccogliere piastrelle, chiodi antichi o ceramiche delle comunità preispaniche espulse dagli spagnoli. Il territorio è un rubinetto aperto della storia di questa città durata 14 anni e che, nel suo periodo migliore, contava circa 5.000 abitanti.

La comunità riceve un compenso per gli scavi, l’ospitalità dei turisti nelle loro case o il restauro di pezzi da parte di esperti.

da France 24