Turismo delle Radici: domani la Festa della Musica

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imagesSi terrà domani, mercoledì 21 giugno, dalle ore 19.30 si terrà sul piazzale antistante la Farnesina, lato Stadio Olimpico, la “Festa della Musica”, iniziativa promossa dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale come parte del programma PNRR del “Turismo delle Radici”, finanziato dall’Unione Europea.
L’evento vedrà la partecipazione delle bande e dei gruppi coreutico-corali selezionati in seguito all’Avviso di partecipazione alla Festa della Musica 2023 “Bando delle Bande”, che eseguiranno 3 brani per una durata complessiva dell’evento di circa 1 ora, e sarà aperto dal Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.
Parteciperanno altresì autorità politiche, i 16 Sindaci dei Comuni da cui provengono le bande e i gruppi coreutico-corali, gli Ambasciatori dei paesi rappresentati nel Consiglio Generale degli Italiani all’estero, i 63 membri del CGIE e i parlamentari eletti all’estero. (aise) 




Il “Cammina, Molise 2023” in Argentina

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27marceloSi è conclusa ieri a Mar del Plata la VI Edizione di “Cammina, Molise! In Argentina”, dove la prima edizione risale al 2015. Da allora si è tenuta nel 2016 Rosario, nel 2017 Cordoba, nel 2018 a La Plata, nel 2019 a Buenos Aires e nel 2023 – dopo gli anni della pandemia – è tornata a Mar del Plata.
La manifestazione è nata a Campobasso per iniziativa di Giovanni Germano, padre di Elio Germano e fondatore del “Cammina Molise”, che l’anno prossimo arriverà ai 30 anni di vita, nell’anno del Turismo delle Radici.
Spronato da Armando Manzo e Marcelo Carrara, rappresentanti dell´Unione Regionale del Molise e della Collettività Mafaldese e Molisana a Mar del Plata, Germano nel 2015 riuscì a mobilitare le associazioni regionali in Argentina per la prima edizione della manifestazione che, come detto, nel Paese sudamericano quest’anno è giunta alla sesta edizione.
“Siamo riusciti in questi anni concretamente a promuovere il turismo delle radici e a rinsaldare i rapporti tra le varie Associazioni dei Molisani in terra Argentina”, le parole di Germano. “Un grosso risultato che merita le attenzioni dovute. Per quanto mi riguarda, continuando a sognare, mi piacerebbe soddisfare le richieste che vengono anche da altre parti del mondo dove sono presenti Associazioni di Molisani che vorrebbero il “cammina, Molise!” nelle loro nazioni. In Argentina il sogno si è realizzato, quindi posso continuare a sognare”, conclude Germano ringraziando “Armando e Marcelo. Grazie Paolo per avere la pazienza di seguirmi in queste avventure. Grazie a tutte le Associazioni dei Molisani in Argentina che hanno collaborato alla realizzazione della VI Edizione e Grazie in particolar modo all’Unione Regionale del Molise ed alla Collettività Mafaldese e Molisana di Mar del Plata. Alla prossima”.
La sesta edizione della manifestazione si è tenuta da venerdì 24 a domenica 26 marzo nella sede della Federazione delle Società Italiane di Mar del Plata: nei tre giorni sono stati presentati libri e documentari, si è parlato di turismo delle radici per concludere ieri presso la Laguna de los Padres (a 15 chilometri di Mar del Plata) con la camminata di 8 chilometri nei dintorni della Riserva Forestale della Laguna alla presenza del Console a Mar del Plata, Santo Purello, che ha tagliato il nastro di inizio. I partecipanti hanno quindi visitato la Reduccion gesuitica del Pilar (dove è stata fondata la citta di Mar del Plata nel 1750) e il Museo delle Tradizioni “José Hernandez”, per concludere con un pranzo regionale. Nel corso della tre-giorni non sono mancate esibizioni e musica a cura dei gruppi regionali a Mar del Plata. (aise)




Eduitalia promuovere l’Italia come meta di studio in Messico e USA

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20eduitaliaL’Associazione Eduitalia – Study in Italy, sarà a partire da sabato prossimo e fino a inizio marzo in missione in nord America, tra Messico e Stati Uniti, per presentare e promuovere l’Italia come meta di studio e al contempo la sua lingua e cultura.
Prima parte della missione dunque in Messico, sabato 26 e domenica 27 febbraio. A Città del Messico, per la precisione, alla BMI Expo Estudiante. All’iniziativa, organizzato grazie al contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, sono attesi circa 2.000 partecipanti. L’obbiettivo di Eduitalia è incrementare il flusso studentesco messicano verso il nostro stupendo territorio.
A partire dal 1° marzo, invece, Eduitalia volerà negli Stati Uniti, dove interverrà alla riunione dell’Osservatorio Nazionale della Lingua Italiana, organismo istituito dall’Ambasciata d’Italia a Washington che riunisce i principali protagonisti attivi nella promozione della lingua e cultura italiana negli Stati Uniti.
Sarà discusso, al fine di essere approvato, il “Piano Strategico 2023 per la promozione della lingua e cultura italiana nelle scuole americane”. (aise) 




Turismo delle Radici: “Il dono più bello è nascere italiani”

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de bona tajiani scopel farnesina 002 e1676650521534 615x223“Il dono più bello è nascere italiani”, questo il motto del progetto PNRR “Turismo delle radici” presentato il 15 febbraio a Roma, nella Sala Conferenze Internazionali della Farnesina, dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani e con gli interventi dei Ministri al Turismo, Daniela Santanchè, all’Istruzione, Giuseppe Valditara, al Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini e dal Sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi.

Una presentazione che ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo dell’emigrazione, parlamentari eletti all’estero compresi, e del mondo dell’accoglienza, del turismo e dell’istituzione.

Dalla provincia di Belluno erano presenti anche Oscar De Bona e Marco Crepaz – presidente e direttore dell’Associazione Bellunesi nel Mondo -, e Dario Scopel, sindaco del Comune di Seren del Grappa.

“L’Associazione Bellunesi nel Mondo promuoverà di certo questo progetto presentato alla Farnesina direttamente dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Il gioco di squadra è importante e indispensabile – ha sottolineato De Bona – e l’associazionismo in emigrazione di certo farà la sua parte. L’Associazione Bellunesi nel Mondo conosce bene il fenomeno del “Turismo migratorio” ed è attiva con diverse azioni da oltre quindici anni, anche grazie al supporto economico della Regione del Veneto. Inoltre metteremo a disposizione il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni, una delle poche realtà museali presenti nel territorio nazionale dedicate alla storia della nostra emigrazione e tutti i canali informativi in nostro possesso. Il fatto che il Governo italiano investa e creda in questo flusso turistico, con un progetto del PNRR, ci carica di entusiasmo e voglia di fare. Un’opportunità turistica ulteriore anche per il territorio Bellunese. Ora più che mai data la presentazione ufficiale del marchio ‘Dolomiti bellunesi’”.

“Il Comune di Seren del Grappa – le parole di Scopel – ha manifestato nei scorsi giorni l’interesse ad essere partecipe del progetto ‘Turismo delle radici’. L’obiettivo è quello di tenere vivi e anzi rafforzare i legami dei nostri emigrati e dei loro discendenti con la loro terra d’origine per farne vivere e apprezzare tutte le bellezze. Su questi aspetti la nostra comunità è molto attiva già da tempo, come testimonia anche il recente viaggio di una delegazione serenese in Brasile. Al ministro Tajani chiederemo però anche un aiuto concreto nello snellire il lavoro per le molte pratiche anagrafiche che riguardano i registri AIRE dei residenti all’estero e le richieste sempre più numerose  di questi ultimi anni su diversi versanti”.(Inform)




Enit: un piano per il Turismo delle Radici

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enit farnesina 4 immagine20 240x223“Il passato come traccia per il futuro. Nel mondo ci sono tante parti dei nostri ricordi, delle nostre memorie, delle nostre famiglie che occorre recuperare. Un patrimonio d’identità e valore che si traduce anche in un’occasione di sviluppo del sistema turistico italiano. Gli italiani residenti all’estero e gli italo discendenti sono un bacino di potenziali viaggiatori fondamentali per lo sviluppo dell’Incoming”. Così la ceo di Enit Ivana Jelinic, intervenuta alla presentazione alla Farnesina del Progetto PNRR Turismo delle radici.

“Si tratta – ha detto  Jelinic –  di viaggiatori che sviluppano un forte legame emotivo con i luoghi, con i ricordi legati alle vicende familiari e alle località e che sviluppano un racconto del territorio molto forte che va ad amplificare l’eco Italia nel mondo. “Sono visitatori  – ha spiegato – che programmano visite nel nostro Paese a lunga permanenza con una media di sette giorni a viaggio sviluppare non solo la filiera turistica anche tutto l’indotto. Solo nel 2021 hanno mosso oltre 4,2 miliardi di euro. Il 30% del turismo delle radici equivalente a circa 3 milioni di viaggiatori copre sia un target giovane che va da 25 e 34 anni (25,7%) sia un target che va dai 55 ai 64 anni (24%). Enit – ha rimarcato  Jelinic – sta mettendo a punto con le regioni e con tutto il sistema Italia un’offerta turistica integrata ed omogenea dedicata a questo segmento che va analizzato e sviluppato con una prospettiva lungimirante”. (Inform)




Il Governo appoggia il Turismo delle Radici

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15ministrifarnesina“C’è un’Italia fuori dall’Italia che è un patrimonio da valorizzare per migliorare lo sviluppo anche in Italia”. Ha preso il via con la sessione istituzionale e con le parole degli esponenti dell’esecutivo la presentazione del Progetto PNRR “Turismo delle Radici. Una strategia integrata per la ripresa del settore del turismo nell’Italia post COVID-19” svolta questa mattina alla Farnesina. Una presentazione che si è tenuta in una Sala Conferenze Internazionali colma di rappresentanti del mondo dell’emigrazione, parlamentari eletti all’estero compresi, e del mondo dell’accoglienza, del turismo e dell’istituzione.
A fare gli onori di casa, introdotto da Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’estero del MAECI che ha moderato la sessione, è stato Antonio Tajani, Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che in apertura ha immediatamente spiegato l’importanza per il Governo della crescita del turismo dell’Italia, un turismo che “guarda ai piccoli centri, che guarda ai tanti italiani nel mondo che possono tornare a scoprire le loro origini”.
Secondo il Ministro, per realizzare questo progetto è necessario “fare gioco di squadra. Dobbiamo darci una mano, tra noi e tra i rappresentanti dei borghi e i sindaci, perché il progetto punta a valorizzare il turismo non solo delle grandi città”.
Per il Ministro “è un progetto bello, che fa parte del grande mosaico della nostra politica estera. Anche perché i turisti delle radici sono anche ottimi ambasciatori dell’Italia nel mondo”. Proprio seguendo l’dea del gioco di squadra, Tajani ha voluto sottolineare l’importanza della presenza di tanti ministri: “lavorare insieme vuol dire riuscire in progetti più ambiziosi. E ognuno dei presenti oggi può portare il proprio contributo per arricchire il progetto e metterlo a sistema, cosa su cui contiamo molto. La politica estera – ha concluso – la facciamo tutti noi, non solo la politica”.
Dopo il titolare della Farnesina, è intervenuta la Ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Anche lei ha voluto in prima battuta sottolineare il senso dell’unità del governo sul progetto turismo delle radici: “qui vince una squadra e qui c’è una squadra forte che ci crede e che ne capisce l’importanza”.
Il turismo delle radici si rivolge infatti a circa 80 milioni di persone. “Italiani che hanno affetto verso la nostra nazione, che sono animati da sentimenti molto profondi ed emotivi. Vogliono conoscere la loro storia, ma anche visitare l’Italia”. La Ministra si è poi focalizzata sui numeri di un turismo sempre più importante: “prima della pandemia erano 10 milioni i turisti delle radici che arrivavano in Italia. Nel 2021 sono stati 6 milioni. Questi sono numeri importanti, anche perché non sono solo numeri ma anche elementi diversi: è destagionalizzato, rivitalizza produzioni agroalimentari e artigianali, molti vengono a sposarsi in Italia”.
“Il piano strategico che stiamo adottando riconosce un’importanza fondamentale per l’Italia”, ha aggiunto ancora la Ministra. “Bisogna avere un’ottica strategica, occuparsi professionalmente della comunicazione, organizzando poi un turismo con pacchetti specifici”. È anche necessario “organizzare piattaforme come strumento, e non solo vetrina. Per questo abbiamo fatto primo passo concreto – ha rivelato la Santanchè -: oggi verranno pubblicati i primi due volumi della guida al turismo delle Radici su Italia.it“.
Per concludere, Santanchè ha voluto sottolineare anche l’importanza dei 21 milioni che saranno adottati per “accrescere il livello professionale del turismo”, all’interno dei quali c’è anche l’intenzione di “costruire una scuola di alta formazione del turismo”. “Il futuro del turismo italiano non può prescindere dal turismo delle radici – ha concluso -. Non si può guardare al domani se prima non guardiamo alle radici.”
A seguire è intervenuto Giuseppe Valditara, Ministro dell’istruzione e del Merito, che ha parlato del grande beneficio che il sistema educativo può trarre dal gioco di squadra volto a valorizzare il Turismo delle Radici. E può farlo “facendo leva sulle capacità dell’istruzione italiana. Le scuole, grazie alla loro autonomia, possono dare grande contributo per capire l’identità del territorio. Non si può conoscere il presente senza una profonda visione del passato. Per questo guardiamo al mondo dell’emigrazione”.
Dopo l’istruzione, l’università e la ricerca, con la Ministra Anna Maria Bernini: “valorizzare l’italianità nel mondo è una cosa che facciamo da sempre – ha spiegato – . È il passato il primo viatico per costruire il futuro. E se facciamo un lavoro di squadra il successo ci raggiunge”. “Abbiamo diverse anime nel nostro ministero: università, che ha portato il mondo in Italia e l’Italia nel mondo; la ricerca, che in Italia è di altissimo livello e che all’estero parla italiano; e poi l’arte, la musica, che sono un detonatore di bellezza. E in queste anime abbiamo radici di eccellenza e avremo un futuro di eccellenza”.
Per concludere, Bernini ha parlato anche della “fuga di cervelli”, che a suo parere “non va frenata, ma implementata. Con l’obiettivo di farli poi tornare in Italia dandogli ragioni aldilà del patriottismo. Siamo pronti ad essere un canale di valorizzazione per il ritorno”, ha infine concluso.
Ultimo intervento affidato a Gianmarco Mazzi, Sottosegretario alla Cultura: “questo progetto ha il merito di investire sull’emigrazione italiana all’estero”, ha detto anche lui sottolineando l’importanza del lavoro comune da svolgere per il progetto. “Questi turisti viaggiano per realizzare un’esperienza e per noi sono una grande risorsa. Uno dei progetti – ha evidenziato – è quello di promuovere e digitalizzare i musei dell’emigrazione. Ed è un dovere del nostro paese coltivate questi spazi” perché “l’Italia fuori dall’Italia merita tutta la nostra attenzione”. (l.m.\aise) 




Il mare di Pantelleria restituisce un antico tesoro

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sub anfore4Oltre trecento anfore di età punica sono state individuate nel mare di Pantelleria a 130 metri di profondità, ad alcune centinaia di metri di distanza dal porticciolo di Gadir. Le immersioni, nell’ambito del progetto ‘Pantelleria 2022‘, hanno avuto il coordinamento scientifico della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e sono state effettuate da un team composto da sette subacquei della Sdss (The Society for Documentation of Submerged Sites).

Il sito archeologico è stato documentato da un gruppo di subacquei altofondalisti che ha rilevato una grande distesa di anfore sparse lungo una fascia di 400 metri. Il giacimento era stato individuato per la prima volta nel 2011 dai due subacquei Francesco Spaggiari e Fabio Leonardi. Adesso, la Sdss, guidata da Mario Arena, ha rivelato l’esatta consistenza del ritrovamento, documentando con immagini fotografiche e video la grande concentrazione di anfore puniche.

“Siamo solo all’inizio di una campagna di rilievo e documentazione – dice il soprintendente del mare, Ferdinando Maurici – che certamente svelerà importanti tracce del passato. La costa nord di Pantelleria ha già restituito preziose testimonianze relative alla navigazione e alla frequentazione dell’Isola in tempi remoti. Continueremo lo studio di questo interessante e difficile sito subacqueo, vista la notevole profondità, grazie alla collaborazione dei professionisti che in questi anni ci hanno consentito di raggiungere eccellenti risultati nello studio della Battaglia delle Egadi”.

Nel corso delle immersioni sono state effettuate operazioni di rilievo e documentazione videofotografica, realizzando in particolare una fotogrammetria tridimensionale ad alta risoluzione, attualmente in fase di elaborazione. Questo dettagliato rilievo consentirà di studiare la consistenza totale del sito archeologico, la tipologia delle anfore e la loro dispersione. Da una prima analisi delle immagini emerge che le anfore sono di cinque tipologie, tutte di epoca punica. La maggior parte si presenta in buono stato e, da una stima iniziale, meno di un terzo dei reperti individuati durante la ricognizione appare fratturato. L’analisi della fotogrammetria consentirà, comunque, di effettuare un esame più dettagliato.

“La tutela del patrimonio storico-archeologico della nostra Isola – commenta il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Franco Fazio – è il principale obiettivo della Regione e i tesori sommersi ne costituiscono una parte cospicua e peculiare. Le operazioni appena concluse a Pantelleria rafforzano le collaborazioni internazionali e confermano l’importanza del lavoro di ricerca, studio, tutela e valorizzazione che la Soprintendenza del Mare porta avanti ormai da circa vent’anni nei fondali siciliani”. In occasione della missione, grazie al metal detector subacqueo, sono stati individuati a Cala Tramontana, alla profondità di circa 20 metri, alcuni oggetti riconducibili al ritrovamento del 2011, quando fu scoperto e recuperato un tesoretto di circa quattromila monete puniche. Si tratta, in particolare, di: 11 chiodi in bronzo di un’imbarcazione naufragata nello stesso tratto di mare; 26 anelli in piombo facenti parte della dotazione dell’imbarcazione e alcuni frammenti in metallo, oltre ad alcuni in ceramica. Il ritrovamento segue quello dell’anno scorso, sempre a Cala Tramontana, quando furono individuate 40 monete della stessa tipologia, nonché altri chiodi, materiale ceramico e anelli in piombo. I reperti recuperati sono stati trasferiti a Palermo presso il laboratorio di primo intervento della Soprintendenza del Mare per ulteriori studi e analisi. La Sdss collabora ormai da diversi anni con la Regione Siciliana, soprattutto nell’ambito delle operazioni di individuazione e recupero dei reperti pertinenti la Battaglia delle Egadi nell’isola di Levanzo.

ag. DIRE – www.dire.it




Brescia: la sala dove comandano le donne

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2017 761Cari lettori,

Una connessione d’amore con la bellezza dell’arte. Situata in Italia, nel cuore della città di Brescia, all’interno del Palazzo Salvadego, una delle residenze più maestose del centro storico e uno dei palazzi più prestigiosi, vi presento la casa padronale bresciana più sontuosa e monumentale. Un tesoro rinascimentale la cui costruzione è stata tramandata  di generazione in generazione.

Originariamente appartenente alla famiglia Martinengo di Padernello. Una famiglia importante, molto numerosa, con quindici rami, grandi proprietari terrieri e di numerosi castelli su tutto il territorio. La residenza contiene ricchi e rari pezzi artistici in stile barocco. Sfortunatamente, fu bombardata nel marzo 1945, durante la seconda guerra mondiale, e dal XV secolo al XVIII fu ricostruita e riorganizzata più volte. Ma la grande sorpresa è che la stanza delle donne è stata miracolosamente salvata! Girolamo Martinengo tra il 1539 e il 1543 ampliò e rinnovò il palazzo in vista del suo matrimonio con la contessa Eleonora Gonzaga.

sala delle dame 1All’interno c’è un ciclo di affreschi unici, la famosa sala dove le donne comandano. Sono otto splendide signore Martinengo, immerse in un paesaggio lussureggiante, straordinaria rappresentazione del paesaggio longobardo con caratteristiche dei Borghi di Martinengo e Gonzaga, espressivamente orgogliose delle loro famiglie e sedute nel giardino dipinto da Moretto nel 1543.

Affascinante anche l’aspetto orgoglioso delle dame. C’è una che, se le fissiamo bene gli occhi, si torce il collo, riflesso quasi divino delle donne che hanno resistito alla furia degli uomini di quei secoli. Donne possedute da passione, cognome, ricchezza e potere!

Il tesoro sconosciuto è di proprietà privata. Attualmente è sede da Circolo al Teatro, ma è aperto per visite su richiesta. Di solito non è aperto al pubblico e una grande opportunità per visitarlo è durante la visita guidata del FAI, un evento che di solito si tiene in primavera.

Guardate le foto della mia visita esclusiva!

 

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Il “Gigante buono”, in Calabria l’albero che punta al record europeo

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ac90173232cc6b1ee7c5e47f6b60782aUn albero maestoso, di bellezza imponente, capace di vincere il concorso “Albero italiano 2020” e di concorrere, proprio in questi giorni, all’European Tree of the Year 2021. Si tratta del Platano di Curinga, centro in provincia di Catanzaro. La storia di questo splendido esemplare è millenaria. L’età stimata della pianta è di mille anni, ma le radici potrebbero essere ancora più vecchie. Incastonato in un bosco di pino nero, si trova a poche centinaia di metri dai ruderi dell’Eremo di Sant’Elia Vecchio, la cui costruzione risalirebbe al IX secolo ad opera dei monaci basiliani.

Secondo quanto tramandato in paese, sarebbe stato  proprio un monaco a mettere a dimora la piantina, poi diventata un maestoso platano orientale, che è diventato un monumento naturale d’incomparabile valore. Per gli abitanti di Curinga è il “Gigante Buono”, con la sua imponente altezza di 31,5 metri e la circonferenza del tronco che misura 14,75 metri. Caratteristiche che lo fanno diventare il platano più grande d’Italia, tutelato con grande attenzione.

Il tronco è completamente cavo con un’apertura di oltre tre metri capace di ospitare al suo interno più di dieci persone. I racconti lo descrivono come luogo d’incontro per contadini e pastori, mentre durante il periodo estivo è punto di riferimento per turisti ed abitanti di Curinga e dintorni che si ritrovano qui per ammirare lo splendido tramonto sul mar Tirreno con vista sulle Eolie e lo Stromboli. Un paesaggio suggestivo, dominato da questo albero straordinario che in poco tempo ha conquistato prima la ribalta nazionale e, ora, quella internazionale con la partecipazione al concorso europeo.

“Questo è un monumento nazionale – ha detto all’AGI il sindaco di Curinga, Vincenzo Serrao – dopo avere vinto la selezione nazionale come albero più amato d’Italia, adesso con l’aiuto di tutti speriamo di diventare l’albero più amato d’Europa”. Il primo cittadino evidenzia che “si tratta di una varietà unica in Europa, perché è un Platano orientale”, quindi spiega che “all’interno del tronco c’è un incavo in cui può entrare anche una scolaresca. La storia narra anche di interi greggi che, con i propri pastori, si sono nascosti per le intemperie, così come sarebbe avvenuto anche per i briganti. Chiediamo a tutti di darci una mano – ha detto Serrao – perché rappresenta un momento esaltante per tutti i calabresi”.

In questa direzione, si sono attivate tantissime associazioni e le istituzioni scolastiche del comprensorio. Tutti pronti a sostenere quello che il sindaco ha definito un “monumento laico” che potrà rappresentare una importante occasione di sviluppo. In questi giorni, gli appelli per sostenere con un voto il Platano di Curinga si moltiplicano.

Sui social sono tantissimi i post in cui si evidenzia la straordinaria bellezza di questo albero secolare che, con le sue caratteristiche, rappresenta, come detto, una possibile occasione di sviluppo turistico per la comunità di Curinga ma anche per tutto il comprensorio.

Simone Puccio – AGI




Riapre il Museo Egizio di Torino, e in tre ore fa il tutto esaurito

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“Questo è il regalo più bello che ci hanno fatto i visitatori – ha commentato Greco – in tre ore abbiamo esaurito i biglietti. Per noi è una festa, siamo felici di tornare a svolgere il nostro servizio pubblico essenziale”.  Il ritorno alla normalità avviene nel rispetto delle misure di sicurezza sanitaria, come la misurazione della temperatura e obbligo di indossare la propria mascherina. Lungo il percorso sono disponibili dispenser di gel igienizzante, mentre le sale hanno una capienza contingentata nel rispetto della distanza fisica.

Il direttore Greco “abbiamo bisogno di cultura ed abbiamo bisogno dei musei  “Per noi – ha aggiunto il direttore Greco – significa tornare ad interpretare appieno l’articolo 9 della Costituzione che pone la ricerca e la cura del patrimonio culturale fra i compiti fondamentali della Repubblica. Significa tornare a prenderci cura dei reperti, facendoli conoscere alla cittadinanza. Abbiamo bisogno di cultura e abbiamo bisogno dei musei”.

Per Greco “Tornare a offrire un servizio così importante come quello di visita delle nostre collezioni è per noi un passaggio importantissimo e un motivo di grande contentezza, che ci auguriamo di poter svolgere con continuità e sempre all’insegna della sicurezza. Perché un museo non è un luogo sospeso, avulso dal contesto sociale di cui è invece parte integrante, e noi vogliamo porci al fianco della comunità, in particolare in questo momento”.

“Mai fermati ma ora pronti a ripartire a pieno regime” dice la presidente Christillin “Il Museo Egizio non si è mai fermato – aggiunge la presidente, Evelina Christillin – ma ora siamo davvero pronti a ripartire a pieno regime e siamo felici di accogliere di nuovo i visitatori nelle nostre sale”.

“In questi mesi di grande complessità – ha aggiunto – abbiamo consolidato nuove modalità di lavoro e di contatto con il pubblico ma senza rinunciare ai progetti propri di un museo, ossia, oltre alla ricerca, le mostre e il rinnovamento degli spazi espositivi: a questo proposito abbiamo in cantiere nuovi progetti, che vedranno la luce nelle prossime settimane e nei prossimi mesi e che stanno richiedendo un grande sforzo da parte di tutta la Fondazione”   AGI