Eurovision, trionfa l’Ucraina. Zelensky: “L’anno prossimo a Mariupol”

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gallery 1024 1L’Ucraina vince l’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest. È la Kalush Orchestra ad aggiudicarsi il primo posto con ‘Stefania‘, brano che per i bookmakers aveva la vittoria già da settimane. Ed è stato il pubblico da casa a portare dritti al primo posto il gruppo che, qualche ora prima, dopo la sua esibizione, aveva anche lanciato un appello per la liberazione dell’Ucraina: “Aiutate l’Ucraina e Mariupol, aiutate Azovstal!”.

Gioisce sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “Il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l’Europa”. Al secondo posto della classifica stilata dalle giurie nazionali e dal televoto il Regno Unito, al terzo la Spagna. Delusione per Mahmood e Blanco che si piazzano al sesto posto con la loro ‘Brividi’. La finale della manifestazione, ospitata da Torino, è stata seguita su Rai 1 da 6.590.000 spettatori, con il 41,9% di share.

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Eurovision 2022, l’ordine d’uscita della finale

mahmood e blanco eurovision 2022 3

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Tutto pronto per la finalissima di Eurovision 2022, in programma sabato 14 maggio dal Pala Alpitour di Torino. Sono 25 i cantanti in gara, tra i quali anche Mahmood e Blanco, che rappresenteranno l’Italia con una versione modificata del brano ‘Brividi’. La finale andrà in onda in diretta su Rai1 a partire dalle 20.35.

EUROVISION 2022, LA FINALE: L’ORDINE D’USCITA

1 – Repubblica Ceca: We Are Domi con Lights Off
2 – Romania: WRS con Llámame
3 – Portogallo: MARO con Saudade, Saudade
4 – Finlandia: The Rasmus con Jezebel
5 – Svizzera: Marius Bear con Boys Do Cry
6 – Francia: Alvan & Ahez con Fulenn
7 – Norvegia: Subwoolfer con Give That Wolf A Banana
8 – Armenia: Rosa Linn con Snap
9 – Italia: Mahmood e Blanco con Brividi
10 – Spagna: Chanel con SloMo
11 – Paesi Bassi: S10 con De Diepte
12 – Ucraina: Kalush Orchestra con Stefania
13 – Germania: Malik Harris con Rockstars
14 – Lituania: Monika Liu con Sentimentai
15 – Azerbaigian: Nadir Rustamli con Fade To Black
16 – Belgio: Jérémie Makiese con Miss You
17 – Grecia: Amanda Georgiadi Tenfjord con Die Together
18 – Islanda: Systur con Með Hækkandi Sól
19 – Moldavia: Zdob şi Zdub & Advahov Brothers con Trenulețul
20 – Svezia: Cornelia Jakobs con Hold Me Closer
21 – Australia: Sheldon Riley con Not The Same
22 – Regno Unito: Sam Ryder con SPACE MAN
23 – Polonia: Ochman con River
24 – Serbia: Konstrakta con In Corpore Sano
25 – Estonia: Stefan con Hope




Cento anni fa nasceva Raimondo Vianello, tra i personaggi più amati del piccolo schermo

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raimondo vianello e1651750367217Il 7 maggio 1922 nasceva Raimondo Vianello, uno dei personaggi più amati del piccolo schermo. Attore, conduttore e sceneggiatore, ha saputo spaziare dalla televisione al cinema al teatro, creando sodalizi artistici di successo, come quello con la moglie Sandra Mondaini, durato oltre mezzo secolo. In occasione dei 100 anni dalla nascita, la Rai rende omaggio al grande artista con una programmazione dedicata.

LA PROGRAMMAZIONE RAI

Si comincia venerdì 6 maggio su Rai 2, con un ricordo durante la trasmissione “I Fatti Vostri”, in onda alle 11.10. Sabato 7 maggio, invece, Vianello sarà al centro di spazi di approfondimento nei programmi di Rai 1 “Unomattina in Famiglia” alle 9.00 e “Dedicato” alle 14.00, mentre in terza serata a “Sottovoce” verrà riproposta una sua intervista.

Nel giorno della ricorrenza, anche Rai Cultura ricorda l’artista proponendo alle 18.30 sul suo canale Rai Storia, la puntata “Raimondo Vianello. La fantasia al potere” per il ciclo “Storie della Tv”, la serie di Alessandro Chiappetta ed Enrico Salvatori, scritta con Stefano Di Gioacchino, e con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso. Inoltre, sul portale raicultura.it, sarà disponibile uno speciale con alcuni degli sketch e delle parodie più noti e amati del comico-gentiluomo della televisione italiana. Il documento è arricchito da un ricordo personale di Enrico Vaime.

L’anniversario sarà sottolineato anche dall’informazione. In particolare, sarà la Tgr Abruzzo a ricordare Raimondo Vianello all’interno di “Buongiorno Regione”, mentre RaiNews24 parlerà del grande uomo di spettacolo con servizi, estratti di teca e ospiti in studio. Tra questi, Giancarlo Governi, autore di documentari su Raimondo Vianello e Sandra Mondaini.

RaiPlay pubblicherà una Collezione dedicata, a cura della redazione RaiPlay Teche, con alcuni contributi di varietà e programmi televisivi già a catalogo (“Tante scuse”, “Di nuovo tante scuse”, “Stasera niente di nuovo”, “Il Tappabuchi”), e altri titoli pubblicati per l’occasione (“Noi… No”, “Sai che ti dico?”), oltre a una miscellanea di clip con sketch di Vianello e apparizioni tv (tra gli altri, l’intervento con Sandra Mondaini a “Studio Uno”, l’incipit del Sanremo ’98 da lui presentato).

Saranno, inoltre, in evidenza in Home Page e nella sezione dedicata i seguenti film, interpretati da Raimondo Vianello: “Totò diabolicus”, di Steno (1962); “La cambiale”, di Camillo Mastrocinque (1959); Café chantant, di Camillo Mastrocinque (1957); Il nemico di mia moglie, di Gianni Puccini (1959); “Noi due soli”, di Marino Girolami (1952).

Per quanto riguarda la radio, l’omaggio sarà, sempre sabato 7 maggio, su Radio 1 nei programmi “Radio anch’io sabato”, “Mary Pop live” e “Prima Fila”.

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Lampedusa, un’opera teatrale che è uno specchio dei tempi. In scena a Vancouver fino al 21 maggio

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cinziaAnders Lustgarten vive a Londra ed è un autore impegnato su temi sociali e politici. Ha già esplorato temi scottanti con Shrapnel, ispirato dal massacro di Roboski in Turchia, e Black Jesus ambientato in Zimbabwe dopo l’era Mugabe, e adesso, ne;la sua più recente opera dal titolo Lampedusa, fa parlare due personaggi che non si incontreranno mai ma che condividono difficili esperienze di vita e di lavoro in due diverse nazioni.

Lampedusa va in scena a Vancouver, dal 5 al 21 maggio presso The Culture Lab at The Cultch: 1895 Venables Street con la regia di Richard Wolfe. Già presentata a Londra al Soho Theatre, la storia racconta le vite di due giovani, Stefano e Denise, che lottano per ritagliarsi un poco di futuro in una Europa decaduta che non sembra offrire sbocchi. Stefano, un ragazzo italiano, vive a Lampedusa e ha dovuto abbandonare il suo lavoro di pescatore perché come afferma “Il Mediterraneo è morto” e ora fa un lavoro “che nessuno vuole fare”, cioè va al salvataggio e recupera i corpi dei migranti annegati nel tentativo di raggiungere l’isola e ottenere asilo in Italia. In Inghilterra, Denise si paga gli studi facendo l’esattrice  per una agenzia di prestiti, affrontando quotidianamente disagi e razzismo per il suo essere metà cinese e metà inglese, e alllo stesso è testimone della lotta per sopravvivere della gente marginalizzata alla quale deve chiedere il pagamento dei prestiti in scadenza.

Le premesse sono drammatiche ma pure nella denuncia senza mezzi termini di ingiustizie e pregiudizi sociali, Lustgarten infonde compassione e umorismo nelle riflessioni amare o ironiche di Stefano e Denise, entrambi provenienti da classi sociali disagiate e perciò consapevoli di cosa si prova a essere sul gradino piὺ basso nella scala della vita. Questa consapevolezza apre però uno squarcio di luce nella loro desolante quotidianità, attraverso l’amicizia, sulle prime esitante, con altri due emarginati: per Stefano, l’incontro con un meccanico del Mali arrivato in Italia pieno di speranze e progetti; per Denise, la frequentazione di una madre “single” portoghese indebitata fino al collo eppure pronta a condividere quel poco che può offrire.

Un importante aspetto di questa rappresentazione teatrale è l’attenzione all’autenticità dei dettagli: Denise, interpretata da Melissa Oei, parla un inglese cockney, mentre per la parte di Stefano l’attore Robert Garry Haacke è stato guidato dalla Italian Dialect Coach & Cultural Dramaturg, Cinzia Candela Bicego. Siciliana purosangue trapiantata a Vancouver da qualche anno, Cinzia ha una esperienza di oltre 25 anni nel campo del teatro, radio, televisione e comunicazione. È stata allieva di  Arnoldo Foà al CIM Verona, e è ora la fondatrice e proprietaria di “Voice & Wellness:Comunicare Benessere,” collabora con importanti istituzioni cittadine compreso la Italian Chamber of Commerce in Canada West. Nella produzione di “Lampedusa” ha avuto un ruolo importante: la sua visione finalizzata a evitare  facili stereotipi si è soprattutto concentrata sulla gestualità e sulla espressività per dare credibilità all’interpretazione di Stefano senza forzature e senza obbligare l’attore che lo interpreta a cercare di imitare l’accento siciliano nei brani che richiedono la dizione in italiano.

I due giovani attori inftti sono stati molto convincenti nella interpretazione di  personaggi così diversi per origine e tratti culturali. Melissa Oei ha infuso una carica di energia e ribellione alla sua Denise, che ha rivestito di gesti, occhiate e movenze credibilissime e coinvolgenti, mentre Robert Garry Haacke ha creato uno Stefano misurato, pensoso e per fortuna ben lontano dalle stereotipate esuberanze di solito attribuite agli italiani e ai siciliani in particolare. Sullo sfondo della scenografia volutamente essenziale opera di Carolyn Rapanos, l’entusiasmo e la dedizione di questi due giovani attori erano vivi e palpabili e questo ha contribuito grandemente alla qualità dello spettacolo.

 

 

Foto 1 foto di scena

Pi Theatre | Lampedusa

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qui sotto

  1. Cinzia Candela Bicego, gli attori e il regista



Concertone primo maggio, Bugo si aggiunge alla conduzione. Ambra attende il risultato del tampone

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bugo ambra e1651317716475Bugo si aggiunge alla conduzione del Concertone del Primo Maggio di Roma, che quest’anno torna in piazza San Giovanni in Laterano. Il cantautore presenterà la prima parte della manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil e organizzata da iCompany. “Per me è un onore essere qui- dice l’artista alla vigilia- mi sento grato di dare il mio contributo. Farò del mio meglio e cercherò di trasmettere un messaggio e dei valori che sono miei. È un’opportunità. Sono felice di presentare il pomeriggio: i giovani. Loro sono per me grande ispirazione”.

Nel 2020 e nel 2021, Bugo era stato nel cast dei cantanti. “Quelle due edizioni- racconta ancora il cantautore- mi hanno insegnato di avere i piedi per terra e cercare di trasferire attraverso lo schermo l’emozione, anche senza pubblico. Quell’emotività cercherò di portarla quest’anno sul palco”.

CONCERTONE IN BILICO PER AMBRA, IN ATTESA DI TAMPONE NEGATIVO

Concertone del Primo Maggio di Roma in bilico invece per Ambra Angiolini, scelta per la quinta volta consecutiva alla guida della manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil e organizzata da iCompany. La conduttrice, sul set di un film, è risultata positiva nei giorni scorsi a un tampone rapido. Ora è in attesa dell’esito negativo del tampone molecolare. “Sono felicissima di tornare per la quinta volta- dice Ambra alla vigilia- un tampone positivo, dopo due anni, sarebbe una beffa”.

GLI ARTISTI SUL PALCO DI SAN GIOVANNI L’1 MAGGIO

Il Concertone del Primo Maggio di Roma torna in piazza San Giovanni dopo due anni di stop per l’emergenza Coronavirus e lo fa con una line up che è fotografia perfetta della scena musicale di oggi. Sono stati ufficializzati nei giorni scorsi i nomi che saliranno sul palco, pronti a cantare davanti un pubblico senza limitazioni. Ad animare la manifestazione promossa da Cigl, Cisl e Uil ci saranno i nomi di: Carmen Consoli, Ariete, Coez, La Rappresentante di Lista, Psicologi, Coma Cose, Bresh, Willie Peyote, Mecna e Rancore.

Arriva su questo palco per la prima volta nella sua carriera Marco Mengoni. Il cantautore si è detto “felice e onorato di esserci in una giornata di riflessione e condivisione”. Gli faranno compagnia anche: Fabrizio Moro, Tommaso Paradiso, Max Pezzali, Luchè, Mara Sattei, Clementino, Rovere, Rkomi, Sinkro e Hu. Poi ancora: L’Orchestraccia, Enrico Ruggeri, Ornella Vanoni, Luca Barbarossa con gli Extraliscio, Mr. Rain, Deddy e Caffellatte, BigMama e Le Vibrazioni. In lista, inoltre, Mobrici, Fasma, Claver Gold, Venerus, Bandabardò & Cisco e VV. Chiudono l’elenco Mace feat. Rkomi, Venerus, Gemitaiz, Colapesce & Joan Thiele, Angelina Mango (figlia del compianto cantautore), il cast di Notre Dame De Paris e i GO_A, gruppo ucraino formatosi a Kiev nel 2012 e presente all’edizione 2021 dell’Eurovision Song Contest. Un simbolo espressione del motto di questa edizione del Concertone: “Al lavoro per la pace”.

Quello del Primo Maggio di Roma è “un palco di avanguardia e anteprime”. Lo presenta così Massimo Bonelli, alla direzione artistica della manifestazione che andrà in onda su Rai 3, Rai Radio2 e Rai Play. Sul palco, però, non vedremo solo musica. Sono attesi i contributi del divulgatore scientifico Barbascura X, della giornalista Francesca Barra e dell’attore Claudio Santamaria, della giornalista Giovanna Botteri, dell’attore e regista Marco Paolini, del giornalista Riccardo Iacona, dello scrittore Stefano Mssini e del comico e conduttore Valerio Lundini. Durante il lungo pomeriggio si esibiranno anche i 3 vincitori di 1MNext 2022, il contest del Concerto del Primo Maggio che ogni anno, tra gli oltre mille iscritti, premia le migliori 3 proposte emergenti. L’appuntamento, come ogni anno, è dalle 15.30 alle 19 e dalle 20 alla mezzanotte.

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Ascolti, il nuovo ‘Don Matteo’ con Raoul Bova stravince

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donmatteo bova fi‘Don Matteo 13’ continua a vincere: ieri su Rai1 la fiction che ha visto l’ingresso di Raoul Bova nel cast ha ottenuto 6.486.000 spettatori con il 31.1% di share, risultando di gran lunga il programma più visto della prima serata. A secondo posto, ‘Big Show’ su Canale 5, con 1.502.000 spettatori e il 9.5% di share. Terzo piazzamento per ‘Dritto e Rovescio’ su Rete4, con 1.093.000 spettatori e il 6.6% di share.

A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: ‘PiazzaPulita’ su La7 (1.023.000 spettatori, share 6.3%), ‘Run All Night – Una notte per sopravvivere’ su Italia 1 (1.032.000 spettatori, share 4.8%), ‘Il Professor Cenerentolo’ su Rai2 (729.000 spettatori, share 3.3%), la partita di Europa League West Ham United – Eintracht Francoforte su Tv8 (596.000 spettatori, share 2.6%), ‘Judy’ su Rai3 (568.000 spettatori, share 2.6%), ‘Riddick’ sul Nove (261.000 spettatori, share 1.3%).

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Ufficializzata la line up del Concertone di Roma

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progetto senza titolo 3Il Concertone del Primo Maggio di Roma torna in piazza San Giovanni dopo due anni di stop per l’emergenza Coronavirus e lo fa con una line up che è fotografia perfetta della scena musicale di oggi.

Sono stati ufficializzati i nomi che saliranno sul palco, pronti a cantare davanti un pubblico senza limitazioni in una giornata di aggregazione e consapevolezza guidata – per la quinta volta consecutiva – dalla conduzione di Ambra Angiolini.

Ad animare la manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil ci saranno i nomi di: Carmen Consoli, Ariete, Coez, La Rappresentante di Lista, Psicologi, Coma Cose, Bresh, Willie Peyote, Mecna e Rancore.

Arriva sul palco per la prima volta nella sua carriera Marco Mengoni. Il cantautore si è detto “felice e onorato di esserci in una giornata di riflessione e condivisione”. Gli faranno compagnia anche: Fabrizio Moro, Tommaso Paradiso, Max Pezzali, Luchè, Mara Sattei, Clementino, Rovere, Rkomi, Sinkro e Hu. Poi ancora: L’Orchestraccia, Enrico Ruggeri, Ornella Vanoni, Luca Barbarossa con gli Extraliscio, Mr. Rain, Deddy e Caffellatte, BigMama e Le Vibrazioni.

In lista, inoltre: Mobrici, Fasma, Claver Gold, Venerus, Bandabardò & Cisco e VV.
Chiudono l’elenco Mace feat. Rkomi, Venerus, Gemitaiz, Colapesce & Joan Thiele, Angelina Mango (figlia del compianto cantautore), il cast di Notre Dame De Paris e i GO_A, gruppo ucraino formatosi a Kiev nel 2012 e presente all’edizione 2021 dell’Eurovision Song Contest. Un simbolo espressione del motto di questa edizione del Concertone: “Al lavoro per la pace”.
Quello del Primo Maggio di Roma è “un palco di avanguardia e anteprime”. Lo presenta così Massimo Bonelli, alla direzione artistica della manifestazione che andrà in onda su Rai 3, Rai Radio2 e Rai Play.

Sul palco, però, non vedremo solo musica. Sono attesi i contributi del divulgatore scientifico Barbascura X, della giornalista Francesca Barra e dell’attore Claudio Santamaria, della giornalista Giovanna Botteri, dell’attore e regista Marco Paolini, del giornalista Riccardo Iacona, dello scrittore Stefano Mssini e del comico e conduttore Valerio Lundini.

Durante il lungo pomeriggio si esibiranno anche i 3 vincitori di 1MNEXT 2022, il contest del Concerto del Primo Maggio che ogni anno, tra gli oltre mille iscritti, premia le migliori 3 proposte emergenti. L’appuntamento, come ogni anno, è dalle 15.30 alle 19 e dalle 20 alla mezzanotte.

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È morta Catherine Spaak

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204937599 227a5424 fe93 468e 817b a783ee5dd157È morta all’età di 77 anni Catherine Spaak, star del cinema italiano degli anni ’60 e ’70 con film come “La voglia matta” e “Il sorpasso” e volto noto della tv grazie al suo programma “Harem”.

L’attrice, cantante, ballerina e conduttrice di origine belga, icona di fascino ed eleganza, è deceduta in una clinica romana in cui era ricoverata come lungo degente. Nel 2020 aveva avuto un’emorragia cerebrale in seguito alla quale aveva perso momentaneamente la vista e da cui non si era mai ripresa.In una recente intervista aveva detto di voler prendere le cose “con leggerezza”: “La malattia, il dolore non sono una vergogna”.

Il ministro della Cultura, Dario Franceshini, ha espresso dolore per la scomparsa di “un’artista poliedrica, colta ed elegante che nel nostro Paese ha trovato una casa che l’ha accolta e amata”.

Catherine Spaak era nata in una famiglia belga di artisti e uomini politici: la madre era un’attrice, il padre uno sceneggiatore cinematografico e lo zio Paul-Henri ricoprì per più mandati la carica di premier del Belgio.

Da giovane era stata la musa di Alberto Lattuada che la volle per il ruolo di adolescente spregiudicata dopo averla lanciata a 15 anni in “Dolci inganni” del 1960. Seguiranno “Diciottenni al sole”, “Il sorpasso”, “La noia”, “La calda vita”, “La parmigiana”, “La bugiarda” e “La voglia matta” sul cui set conobbe il futuro marito Fabrizio Capucci, sposato nel 1963. Dalla loro breve unione nasce Sabrina, attrice di teatro. In seguito è stata sposata altre tre volte: dal 1972 al 1979 con Johnny Dorelli (da cui ha avuto il figlio Gabriele), dal 1993 al 2010 con l’architetto Daniel Rey, e dal 2013 al 2020 con Vladimiro Tuselli.

Il successo sul grande schermo fu certificato dalla Targa d’oro ai David di Donatello del 1964 e da una presenza costante nella commedia all’italiana, da “L’armata Brancaleone” a “Adulterio all’italiana”. A metà degli anni ’60 arrivano anche i primi contratti da cantante con la Dischi Ricordi e arrivano i 45 giri “Mi fai paura” (1964), “Quelli della mia età” (cover di Tous les garçons et les filles” di Françoise Hardy) e “Noi siamo i giovani”.

In tv si era fatta apprezzare soprattutto con “Harem”, il talk show al femminile andato in onda su Rai 3 dal 1988 al 2002 con grande successo, in cui le donne si raccontavano su divani damascati con dietro le quinte un uomo che ascoltava e alla fine veniva allo scoperto per dire la sua.

“Il lavoro e l’indipendenza economica sono stati i punti fermi della mia vita e della mia dignità, perché essere donna non era facile in quegli anni così come non lo è nemmeno oggi”, aveva raccontato Catherine Spaak in un’intervista.

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Il San Remo Music Awards è già una realtà a L’Avana

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f0038348La Sala Avellaneda del Teatro Nacional, dalla notte di mercoledì  6 aprile, ha accolto la competizione d’interpretazione nella quale 16 giovani di nove province cubane partecipano in quattro serate di gala che contano su una giuria di lusso formata da Waldo Mendoza, Haila María Mompié, David Torrens, César (Pupy) Pedroso y Jorge Luis Robaina, e la preziosa guida del maestro Joaquín Betancourt.

È impossibile contare i cubani che hanno cantato temi di Raffaella Carrá, Laura Pausini o Eros Ramazzotti, o quelli che hanno tra i loro piatti preferiti pizza e spaghetti.
Certamente la cultura italiana è calata profondamente nei gusti, nei costumi e nelle radici dell’Isola grande delle Antille, per cui non è casuale che il San Remo Music Awards sia giunto in Ispano-America con Cuba come prima sede.
Con la volontà di rinforzare i vincoli tra le due nazioni, questo appuntamento culturale è iniziato martedì 5 nei giardini dell’Hotel Nazionale con una gala notturna che ha visto protagonisti Alejandro Falcón, il Quartetto di
Corde dell’Orchestra Sinfonica Nazionale, Gastón Joya e il suo gruppo, il Septeto Habanero e la cantante spagnola Pilar Boyero, famosa interprete di coplas.
Oltre ai colori che diversi generi musicali interpretati hanno impresso alla cerimonia inaugurale, la prima di un documentario sulla partecipazione  del gruppo Moncada nel Festival di SanRemo, in Italia, è stata pretesto per riconoscere questo emblematico gruppo.
Il suo direttore, Jorge Gómez, si è riferito ai «vincoli storici e autentici del nostro paese con la musica italiana».
Hanno assistito alla festa musicale Fernando León Jacomino,vice ministro di Cultura; Tatiana Viera, coordinatrice di Obiettivi e Programmi del Governo Provinciale de L’Avana, e Flavio Ferrari, gestore artistico del San Remo Music Awards.Artisti d’Italia, Stati Uniti, Messico e Spagna accompagnano i musicisti cubani sino a domenica 10 aprile, seducendo il pubblico appassionato nella capitale.

La Sala Avellaneda del Teatro Nacional, dalla notte di mercoledì  6 aprile, ha accolto la competizione d’interpretazione nella quale 16 giovani di nove province cubane partecipano in quattro serate di gala che contano su una giuria di lusso formata da Waldo Mendoza, Haila María Mompié, David Torrens, César (Pupy) Pedroso y Jorge Luis Robaina, e la preziosa guida del maestro Joaquín Betancourt.
Il Club 500, il Café Cantante, l’Avenida Italia, conosciuta come Galiano, e lo stesso Hotel Nacional sono le altre sedi di questa festa della cultura italiana nella quale la gastronomia, gli affari, la moda e i concerti faranno sentire la presenza dell’Italia in questa città delle Antille.( GM- Granma Int.)




Canada: “Made in Italy”, scintillante e toccante ritratto di due generazioni

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actc made in italy pr 6 sLe “cronache familiari” che Farren Timoteo ha distillato nella sua commedia Made in Italy, in scena all’ Arts Club Theatre di Granville Island dal 17 marzo al 17 aprile, hanno il sapore del vino genuino fatto in casa. Questa scintillante eppure toccante sarabanda di personaggi, tutti interpretati con affettuoso umorismo dallo stesso Timoteo, rappresenta un patrimonio comune di ricordi, rievoca il vissuto di due generazioni di italiani immigrati in Canada e presenta, con il pretesto di una irrestibile comicità, una occasione di riflettere sul complesso tema dell’identità e del retaggio culturale, sulle dinamiche di integrazione e assimilazione, sul senso di alienazione e sulla discriminazione subita da chi non appartiene alla cultura dominante. Questi temi sono stati al centro di quasi tutta la produzione letteraria degli scrittori italo-canadesi ed emergono anche in Made in Italy, ma con levità e sorriso che  sdrammatizzano ciò che in molte storie di vita vissuta è stata una autentica sofferenza.

actc made in italy pr 8 sFrancesco Mantini, questa l’esile storia, è un ragazzo italo-canadese di seconda generazione che vive a Jasper, Alberta. Preso di mira dai coetanei per la sua estraneità alla cultura dominante, si ritaglia un suo spazio vitale trasformandosi in Frank Martin, un disinvolto, trascinante uomo di spettacolo  nonché latin lover che si ispira a Dean Martin, ma nello stesso tempo deve confrontarsi con la visione e le speranze di carriera  tradizionale che il padre Salvatore nutre per lui. Sullo sfondo del rapporto fra padre e figlio, ognuno di loro teso a difendere il proprio mondo, cioè le tradizioni avite  per Salvatore e l’ansia di sentirsi inserito nel nuovo ambiente da parte di Francesco, appaiono e scompaiono altri personaggi: il cugino Peppino, lo zio Filippo e la moglie, la vicina pettegola, insomma un coro di vivide caratterizzazioni che Timoteo rende con esilaranti e rapidissimi cambiamenti di atteggiamento, espressione e smorfie. In scena, un monumentale tavolo di legno lucido domina un salotto ispirato dai sogni di prosperità che ogni immigrato coltiva, e altrettanti maestosi cassettoni e sedie dalle volute barocche fanno da complemento ai quadri di santi e parenti che tappezzano la parete. Questa ambientazione, creata da Cory Sincennes, raggiunge il massimo dell’efficacia con relativamente il minimo dei mezzi. Il tavolo infatti diventa per Francesco un palcoscenico sul quale esibirsi, una palestra, un rifugio e per Salvatore rappresenta il centro della vita famigliare, dove gustare le predilette e idolatrate specialità gastronomiche, baccalà e zuppa compresi, dove far rivivere ricordi e ricreare le riunioni di famiglia.

actc made in italy pr 17 sFarren Timoteo regge da solo l’intero spettacolo, con una energia e un dinamismo impressionanti. Dotato di una bella e duttile voce, si esibisce in un repertorio che va dal “Magnificat” fino a “O Sole Mio” e alla disco music e usa con intelligenza e umorismo le proprie notevolissime capacità atletiche. Agile e coordinato nei movimenti, diviene irresistibile quando sulle note trionfali di Gonna Fly Now, il tema musicale di Rocky, il suo timido Francesco trova riscatto e ispirazione nell’eroe impersonato da Sylvester Stallone e si dedica a intensi quanto esilaranti allenamenti sportivi, o quando indossato un completo nero e bianco da Saturday Night Fever rievoca le mosse di John Travolta danzando scatenato sul tavolo. Il perfetto controllo della gestualità si nota anche nella interpretazione del padre Salvatore che è affettuosamente ironica senza essere caricaturale, tutti i gesti e mossette del personaggio suonano autentici e li potremmo vedere ripetuti entrando in un qualsiasi caffè italiano di Commercial Drive. Made in Italy, pur riproponendo temi cruciali della esperienza migratoria italiana in Canada, si distingue per l’energia, la vivacità comica, il ritmo sostenuto che tiene lo spettatore interessato e divertito e soprattutto perché è in grado di offrire un genuino divertimento e suscitare autentica allegria e riso.

Timoteo è un attore, commediografo e regista che vive a Edmonton ma è cresciuto a Jasper in Alberta da una famiglia di immigrati italiani e ha ereditato la passione del teatro dal padre Luigi, cantante e compositore di canzoni autodidatta, al quale la storia di Made in Italy si ispira. A soli 23 anni, nel 2006 Timoteo divenne il Direttore artistico della Alberta Opera e ha diretto da allora una serie di produzioni teatrali in tutta l’Alberta, presentandole anche a cento scuole di quella Provincia. Ha diretto fra l’altro anche  Songs for a New World (2005), e Stravinsky’s The Soldier’s Tale (2018)  per Edmonton Fringe Festival; Buddy: The Buddy Holly Story (Co-director) and The 25th Annual Putnam County Spelling Bee al Mayfield Theatre. Ha ricoperto ruoli impegnativi e diversificati come attore per Citadel Theatre e Theatre Calgary. Timoteo ha ricevuto due Elizabeth Sterling Haynes Awards: per la recitazione in Monty Python’s Spamalot e come regista di Pinocchio.