Eurovision 2022, conducono Pausini e Cattelan. E (forse) Mika

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cattelan fg 2809Saranno Laura Pausini, Alessandro Cattelan e probabilmente anche Mika i conduttori dell’edizione 2022 di Eurovision Song Contest. E’ quanto apprende da fonti ben informate l’agenzia Adnkronos. L’annuncio del cast di conduzione è previsto sul palco del festival di Sanremo la prossima settimana, probabilmente nella seconda serata, che vedrà ospite Laura Pausini. Ma mentre per Pausini e Cattelan l’accordo di massima già ci sarebbe, ancora non è stata definita la partecipazione di Mika. La scelta sarebbe caduta su loro tre, oltre che per le capacità artistiche e la notorietà, anche per la conoscenza della lingua inglese.

La notizia arriva a un giorno dal ‘taglio del nastro’ dell’edizione 2022, previsto domani con il passaggio di consegne tra il sindaco di Rotterdam e quello di Torino, alla presenza di alti funzionari Rai ed Ebu. L’edizione 2022, dopo la vittoria dei Maneskin lo scorso anno a Rotterdam, verrà ospitata infatti dall’Italia, il 10, 12 e 14 maggio al Palaolimpico di Torino.

Sabato la Rai ha reso pubblico il logo di Eurovision Song Contest 2022. L’Italia punta sul concept “Il suono della bellezza – The Sound of Beauty” di cui oggi saranno rivelati i dettagli ma che punta evidentemente a giocarsi la carta delle bellezze del nostro Paese.

adnkronos




Iva Zanicchi e il suo undicesimo Sanremo: “Quella volta che trovai Modugno che dava testate a una porta”

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163511331 93b34821 65d7 4ba5 a809 6d09f7cdf351AGI – La cantante, conduttrice, attrice ed ex europarlamentare racconta la sua incredibile carriera, quella volta che trovò Modugno che prendeva a testate una porta nel backstage dell’Ariston, o la vittoria ben poco felice nell’anno della morte di Tenco. O quando lei, dichiaratamente anti-comunista, girò l’Unione Sovietica in tour; la prima cantante occidentale alla quale fu permesso. Solo un errore: la politica, “In Italia non te lo perdonano”

Undici Festival di Sanremo significa aver attraversato, vissuto, tutta la storia recente del nostro paese. Vissuto in prima persona poi se ti chiami Iva Zanicchi e nella tua vita hai fatto veramente tutto il possibile. Intanto, giusto per partire dal festivàl, su dieci partecipazioni (l’undicesima è quella che la aspetta a febbraio) tre vittorie, poi tour in tutto il mondo, quando ancor prima delle versioni latine di Ramazzotti e della Pausini, ancor prima della lirica pop di Bocelli e de Il Volo e molto prima del rock evocativo dei Maneskin, il prodotto musicale di maggiore esportazione era il bel canto all’italiana.

E poi la tv, la politica, playboy, il cinema e il teatro, perfino la viralità con il video in cui durante una puntata di “Carramba che fortuna” si accovaccia dietro un divano evidentemente colpita da un bisogno impellente; tutto falso, tutto organizzato, lei lo ha ribadito in più occasioni, ma poco importa, la scena è comunque rimasta epica, ha raccolto milioni di views, irripetibile ed indimenticabile. Iva Zanicchi non si è fatta mancare nulla e prosegue sulla sua strada con una grinta eccezionale.

Qual è l’emozione che prevale alla vigilia del festival?

Guardi, lo dicono tutti che questo palcoscenico ha qualcosa di speciale, di orribile, tremendo e fantastico allo stesso tempo, perché emoziona, perché vai e in tre minuti devi dimostrare di cantar bene, di essere intonata, di esprimere quello che la canzone vuole esprimere, e sai che in quel momento sono all’ascolto milioni di persone, perché credo che sia l’unica manifestazione italiana che ha un ascolto che può, nel giro di una nottata, decretare il successo di una canzone o affossarla; per cui penso che tutti i cantanti siano abbastanza tesi anche per questa ragione. Io sono emozionata, ma io mi emoziono sempre, poi quando metti piede sul palcoscenico non dico che sparisce completamente ma quasi, altrimenti non potresti cantare; e allora canti, sparisce tutto, io guardo un punto fisso e penso a quello che dico, alle parole che canto. Ma l’emozione c’è, e anche tanta. Tra due ore ho la prima prova vera ed io sono già emozionata, sembrerà assurdo ma è vero.

Effettivamente da sempre tutti gli artisti, che fossero giganti o nani della musica, hanno ammesso che si tratta di un palco particolarmente scottante…

Io in questo festival ho visto personaggi come Modugno sbattere la testa contro una porta, io ero andata da lui per cercare conforto e ho visto che sbatteva la testa contro la porta. Allora gli dissi “Ma cosa ci vieni a fare?? Hai vinto tutto, sei il più grande!” e lui rispose “Io vengo qui per provare questa emozione”.

Undicesimo Sanremo, quante ne potrebbe raccontare….

Be, si, una vita, ho vinto, ho perso, ho gioito, ho anche pianto…perché questo è il festival. Io sono molto grata a Sanremo perché io sono nata qua, ne ho vinti tre, sono arrivata terza col grande Sergio Endrigo con “L’arca di Noè”, ho presentato canzoni belle, meno belle, ho presentato una canzone bellissima che è “La notte dell’addio”…il Festival è stato buono con me e potrei raccontare mille aneddoti, pensi solo alla mia prima vittoria con “Non pensare a me” nel ’67, che avrei dovuto e potuto gioire come una pazza, perché una giovane che vince Sanremo all’epoca era una roba…invece io ho pianto tutto il tempo perché tutto era funestato dal fatto che Luigi Tenco era morto. Poi ho gioito dopo, andando in giro per il mondo a presentare la canzone, ma quello è stato il festival più brutto. Mentre il più bello è stato quello con Bobby Solo con “Zingara”, perché lì era tutto facile, tutto bello, siamo arrivati e fin dalle prime note (e le accenna) è stato bellissimo.

Un ritorno al festival da esponente del bel canto, quale lei certamente è, in un’epoca in cui il bel canto è quasi sparito dalla discografia italiana…?

Si, ha ragione, ma io sono dell’idea che il bel canto, la melodia, noi non dobbiamo dimenticarla, perché sono le nostre origini. Adesso io non voglio andare a Guccini, Verdi…però qui è nato il bel canto, qui è nata la canzone napoletana che è famosa in tutto il mondo, qui sono cresciuti i cantautori, gli autori degli anni 60/70/80 che hanno scritto pagine memorabili che ci hanno invidiato in tutto il mondo. Io apprezzo la musica dei giovani, mi diverte, però io non credo che la melodia, la canzone classica sia morta, io sono qui per farla resuscitare, va bene? (E ride)

Lei si troverà in gara contro tanti artisti giovani che provengono dagli ambienti della musica più disparati…cosa pensa di questa nuova scena pop?

Io ho due nipoti: una di 19 anni e una di 23, per cui io quando mi vengono a trovare gli chiedo: “Fatemi sentire cosa vi piace”, e ascoltano quella musica lì. E a me piace, non la potrei mai cantare, ma mi diverte. Io adoro Mahmood, mi piace moltissimo, però porto sempre ad esempio un altro giovane cantante, che si chiama Diodato, che ha scritto una canzone che è un classico…(e accenna “Che vita meravigliosa”) cos’è? È melodia pura, fa venire la pelle d’oca. Poi tu alla melodia puoi mettere il vestito che più ti piace, corto o lungo, però sotto c’è la melodia ed è immortale. Il classico per me non muore, dipende da che vestito gli metti, io ho un vestito bellissimo, perché è un vestito che mi ha fatto Celso Valli, che è uno dei più grandi arrangiatori, e lui ha vestito questa canzone in modo bellissimo, ne sono convinta, per cui io canterò questa canzone con una grinta che lei non ha neanche idea.

L’idea di questo Sanremo come nasce? In questi anni aveva proposto pezzi?

Qualche anno fa si, quest’anno è nato in maniera molto semplice. Io stavo preparando il mio programma “D’Iva” ed ho proposto ai musicisti di fare questa canzone nuova, loro hanno ascoltato e mi hanno detto “Non farla qui, prova con Sanremo!”, hanno insistito così tanto che è diventato un tarlo. Allora dato che ho sentito che mi volevano coinvolgere a Sanremo in un’altra veste, non so quale, io ho chiamato Amadeus e gli ho detto: “Guarda, io verrei a Sanremo, ti mando una canzone” e lui mi ha risposto “Ma come? In gara?”, ed io “Si, solo così vengo!”. Lui poi l’ha ascoltata e nel giro di nemmeno mezz’ora mi ha risposto “Mi piace, sei sulla strada buona, falla arrangiare”. A quel punto mi sono rivolta a Celso Valli ed eccomi qua. Tutto naturale, semplice, e sono contenta. Lo faccio in maniera molto serena, senza alcuna velleità, l’unica è che voglio cantare bene.

Ha dichiarato che certamente sarà l’ultimo Sanremo in gara, credo che questa partecipazione dunque possa servire anche un po’ per tirare le somme, lei nella sua carriera ha fatto veramente di tutto. Qual è la cosa che non rifarebbe?

Va da sé che un artista italiano, preciso italiano, non si può permettere di fare politica. Quello è stato un errore mio, che ho voluto io, ma non rinnego nulla, perché è stato un periodo per me bellissimo, con delle esperienze talmente forti che mi hanno cambiato la vita. Io ero vicepresidente della Commissione Sviluppo e questo mi ha permesso di andare in tanti paesi dove ho visto la povertà, l’indigenza, l’abbandono, tanti tanti paesi dell’Africa, e per me questo è stato un arricchimento vero; non finisco ancora oggi di ringraziare Dio di aver permesso ai miei nipoti di nascere in un paese come questo, che spesso è contestato e invece siamo fortunatissimi. Per cui, non rinnego niente, ma un artista non può assolutamente fare politica, in altri paesi si può, qui non te lo perdonano. Per me è stato molto difficile poter rientrare, quella è stata una cosa per cui, lato artistico, mi pento.

Cosa la rende invece particolarmente orgogliosa?

La cosa più esaltante è stata la turneè in Unione Sovietica, e sono stata la prima cantante europea a cantare in tutta l’Unione Sovietica; a Mosca aveva già cantato Elton John, ma io sono stata la prima in tutta l’Unione Sovietica. Per una anti-comunista come me è stato grande il divertimento; io ero accompagnata da un esponente del partito comunista italiano di cui non faccio il nome e alla fine all’aeroporto questo generalissimo del Cremlino che ci aveva accompagnato ci ha detto: “Tra voi due la vera comunista è la signora Zanicchi!”.




La sorpresa di Amadeus: prima serata con Maneskin superospiti

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204011978 f4848bff 4398 4315 a0f0 47d59fd043c7AGI – Sono i Maneskin i super ospiti della prima serata del Festival di Sanremo. Lo ha annunciato, al Tg1, il conduttore e direttore artistico della kermesse, Amadeus: “Loro sono il gruppo più cercato, amato, desiderato e premiato al mondo in questo momento. Li ringrazio per aver accolto il mio invito”.

“Sarà una grandissima emozione tornare a Sanremo, è stato da lì il punto di svolta, lì è cominciato tutto quanto. Ringraziamo Amadeus di averci invitato e di aver creduto nel nostro pezzo nel 2021 (il brano Zitti e buoni con cui hanno vinto la manifestazione, ndr). Daremo il cuore“, hanno detto i Maneskin al Tg1, in collegamento da Los Angeles.

Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan si sono esibiti sabato sera all’iHeartRadio ALTer Ego 2022 di Los Angeles, in lineup insieme a Coldplay, Kings of Leon, Twenty One Pilots e Imagine Dragons, e sono appena stati annunciati anche al Coachella, (Indio, California, 17 e 24 aprile 2022),  prima rock band italiana a suonare all’iconico festival, in cartellone con i più importanti artisti internazionali come Harry Styles, Billie Eilish, Ye, Swedish House Mafia.

Un successo eccezionale quello negli Stati Uniti, iniziato lo scorso autunno con due speciali live a New York e Los Angeles e la presenza come special guest al concerto dei Rolling Stones a Las Vegas.




È il solito Sanremo di amorini che lascia fuori la pandemia

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175002712 0be6e614 07ff 4fae 9c81 b29f72b8ee78AGI – È un Sanremo che cerca ispirazione e si ripiega o evade, a secondo di come lo si voglia guardare, nell’intimità amorosa, quello che consegnano le 25 canzoni ascoltate in anticipo dalla stampa. Fuori quasi del tutto dai testi la pandemia ma anche altre pulsioni e riflessioni sociali, ammette il direttore artistico Amadeus, che sottolinea come si punti soprattutto “sui sentimenti e la leggerezza”.

Con due eccezioni. Il gruppo palermitano ‘La Rappresentante di Lista’ con un brano di gran ritmo e tra quelli che hanno impressionato di più al primo ascolto, racconta la storia di un incontro e di un addio non molto convinto in un contesto che allude ai paesaggi del virus: “Nel silenzio della crisi generale ti saluto con amore” mentre “in città è scoppiata la guerra mondiale”.  Ma più che malinconia c’è energia: “Questa è l’ora della fine, romperemo tutte le vetrine. Tocca a noi non lo senti, come un’onda arriverà. Ma lo sento esploderà, esploderà”.

Massimo Ranieri torna dopo 25 anni all’Ariston e in ‘Lettera di là del mare’ mette la sua intensità vocale in quello che sembra essere un viaggio di migranti in una notte che “non finisce mai” con “L’America…lontana di là dal mare”, il “silenzio tra due sponde” e “la terra un sogno altrove”.

Pochissimo rock e ribellione dopo l’affermazione di ‘Zitti e buoni’ dei Maneskin che hanno fatto tremare le pareti in tutto il mondo. “L’unico brano rock è quello delle ‘Vibrazioni’- spiega Amadeus -. Ho scelto in base a quello che mi è arrivato. Così come non avevo preso i Maneskin per occupare la casella rock ma perché era un pezzo fortissimo, così ho ritenuto di prendere questo che mi è piaciuto. Tra gli altri pezzi rock arrivati, era l’unico che mi sembrava adatto a questo Festival”. Così sembrano eversive Donatella Rettore assieme alla giovane cantautrice Ditonellapiaga che nella loro frizzante ‘Chimica’ azzardano un passaggio anticlericale: “E non mi importa del pudore/del pudore della suore me ne sbatto totalmente”.

Come la prenderanno le sorelle? Smorza Amadeus: “Lo sapremo quando ascolteranno il brano, non mi sono posto il problema perché non ci vedo nessun problema, anche se so che Sanremo amplifica tutto”. Restano allora saldi negli sconvolgimenti epocali due fortezze: la voglia di ballare e l’amore. Tra i brani che fanno battere i piedi sin da subito ci sono “Domenica’ di Achille Lauro, ‘Perfetta così” di Aka 7even’, “Abbi cura di te” di Highsnob & Hu, ‘Insuperabile’ di Rkomi, ‘Dove si balla’ di Dargen D’Amico.

È forse un invito a rivedere le norme restrittive sulle discoteche di nuovo chiuse? “Io direi che c’è voglia di ballare – interpreta il conduttore –  Purtroppo non per colpa delle legge ma per colpa del Covid i dj, come D’Amico, non possono esercitare il loro lavoro e ancor più dispiace per i ragazzi che non possono ballare. Cercheremo di far ballare chi ne ha voglia ascoltandoci da casa”. Ed ecco gli abbarbicati all’amore, a cominciare da Iva Zanicchi, la “signora della musica”, la definisce Amadeus, “dieci festival e tre vinti, un record”. “E se un giorno scoprirò una ruga in più…sarai tu”: 82 anni sì ma la  voce in questo classico canto d’amore  è ancora fresca e potente. Delicata e già tra le candidate alla vittoria ‘Ovunque sarai’ di Irama (“Se sarò in terra mi alzerai/Se sarà freddo brucerai”).

Piace molto agli addetti ai lavori ‘O forse sei tu’ di Elisa. Alla colonna ‘amore’ non potevano mancare Emma Marrone, “un’artista amatissima che sono contento si sia rimessa in gioco”, l’accoglie Amadeus, con ‘Ogni volta è così’; Noemi in ‘Ti amo ma non lo dire’ e Giusy Ferreri con ‘Miele’. Il direttore artistico racconta com’è nata la coppia più attesa del festival Mahmood e Blanco che canterà ‘Brividi’: “Li avevo contattati in maniera singola, poi loro si sono presentati insieme spiegandomi che avevano deciso di cantare insieme. È una coppia fantastica, sono due grandissimi artisti”.

Loro due e Michele Bravi sono gli unici che parlano d’amore senza declinarlo al maschile o femminile, fa notare un giornalista, e Amadeus risponde: “Ogni artista ha libertà di creare o non creare un genere, poi sta a noi rendere ‘nostre’ le canzoni e scegliere a chi dedicarle”.  Emoziona l’interpretazione del giovane cantautore in ‘Inverno dei fiori’ (“Tu insegnami come si fa ad imparare la felicità/per dimostrarti che se fossimo dei suoni, sarebbero canzoni/E se fossimo stagioni verrebbe l’inverno/L’inverno dei fiori).

Con parole semplici (“Non volano farfalle/Non sto più nella pelle/Ho perso le emozioni, me le ritrovi tu?”) nella sua ‘Farfalle’ coglierà nel segno dei clic il diciottenne Sangiovanni, che grazie a  Malibu è stato l’artista più ascoltato dell’anno scorso mentre piacerà al suo pubblico accorato ‘Sei tu’ di Fabrizio Moro. Anche il sesso è quasi assente negli amori morigerati di questo Sanremo, ci prova con l’accattivante ‘Sesso occasionale’ Tananai, uno dei ragazzi usciti da da Sanremo Giovani come Matteo Romano, stella di Tik Tok, che in ‘Virale’ si occupa dell’amore “che va in tendenza e risale/Diventa virale”.

Sofisticata ‘Tuo padre, mia madre, Lucia’ di Giovanni Truppi, per Amadeus “una delle scommesse di questo Festival” per la sua originalità, mentre lascia sospiri e consensi ‘Ora e qui’ di Yuman. Tocco internazionale assicurato dalla cantante spagnola Ana Mena con ‘Duecentomila ore’ e infine, non per importanza ma anzi tra i più attesi, Gianni Morandi con testo e musica di Jovanotti e Riccardo Onori. Torna dopo 22 anni dopo sei edizioni da cantante e due da presentatore con ‘Apri tutte le porte’ un brano energetico di rinascita: “A forza di credere che il male passerà/ sto passando io e lui resta/Mi devo trascinare presto fuori di qua/dai miei pensieri pigri nella testa”. “Brucia tutte le scorte/Fai entrare il sole” canta l’interprete che sapeva già decenni fa che ‘Uno su mille ce la fa’.

“Ho corteggiato singolarmente lui, Zanicchi e Ranieri – svela Amadeus -. Mi hanno fatto ascoltare le loro canzoni e mi sono piaciute. Solo poi hanno saputo di essere insieme e questo li ha resi ancora più felici. Morandi e Ranieri non erano in gara insieme da ‘Canzonissima’ del 1970. La loro emozione sarà la stessa dei giovani in gara”. Pandemia, amore e altri demoni, per Amadeus quello che conta è raggiungere un obbiettivo chiaro: “Che queste canzoni, com’è già successo per gli altri miei festival, siano il più ascoltate possibile in radio”.




Rai Italia. Tali e quali, edizione 2022

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unxnamedDopo l’ottimo esordio della scorsa settimana, che ha visto come vincitore uno straordinario “Claudio Baglioni” interpretato da Igor Minerva con “La vita è adesso”, torna “Tali e Quali” Edizione 2022, il varietà condotto da Carlo Conti.
Protagonisti saranno ancora 11 artisti “non professionisti”, scelti dalla redazione per la loro grande somiglianza con i personaggi musicali che interpretano, cantando rigorosamente dal vivo. Sul palco degli studi televisivi “Fabrizio Frizzi” di Roma si alterneranno grandi big della musica nazionale e internazionale: Noemi, Shakira, il Trio Lescano, Elisa, Mario Biondi, Orietta Berti, Vasco Rossi, Giuliano Sangiorgi, gli Abba, Ultimo e Renato Zero. In quest’ultimo caso l’imitatore si è guadagnato il posto nel corso della prima puntata, durante la selezione dell’“Ascensore”, dove, in pochi secondi, alcuni candidati hanno la possibilità di convincere la giuria a sceglierli come “titolari” nella puntata successiva. Chi sarà il vincitore che parteciperà alla finalissima del 29 gennaio? Chi riuscirà a conquistare più voti dalla giuria composta da Loretta Goggi, Giorgio Panariello, Cristiano Malgioglio e il quarto giudice a sorpresa, che prenderà il posto di Biagio Izzo? Tutti i protagonisti sono seguiti dal team di grandi professionisti di “Tale e Quale Show”: dai costumisti ai coreografi, dai truccatori ai parrucchieri, e dai “vocal coach” Maria Grazia Fontana, Dada Loi, Matteo Becucci e Antonio Mezzancella e dalla “actor coach” Emanuela Aureli. Gli arrangiamenti sono curati dal maestro Pinuccio Pirazzoli.

 

 

NEW YORK/TORONTO
Sabato 15 gennaio h19.30
LOS ANGELES
Sabato 15 gennaio h16.30
BUENOS AIRES/ SAN PAOLO
Sabato 15 gennaio h21.30
SYDNEY
Lunedì 17 gennaio h.00.00
PECHINO/PERTH
Domenica 16 gennaio h21.00
JOHANNESBURG
Giovedì 20 gennaio h21.30




Le cinque donne che affiancheranno Amadeus al Festival di Sanremo

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193430301 fae57c55 4fd7 4fe2 8778 06ff2bbd85efAGI – Le donne che affiancheranno Amadeus nella conduzione del Festival di Sanremo saranno due icone del cinema italiano, Ornella Muti e Sabrina Ferilli e due altre attrici emergenti come la giovane protagonista della serie ‘Suburra’, Lorena Cesarini, e uno dei volti della serie rivelazione ‘Blanca’, Maria Chiara Giannetta.

Completa la squadra Drusilla Foer il personaggio ideato e interpretato da Gianluca Gori. I nomi sono stati annunciati dal direttore artistico al Tg1.

Le loro storie (in breve)

Ecco i profili delle cinque co-conduttrici di Amadeus al festival di Sanremo.

  • MARIA CHIARA GIANNETTA – giovane attrice pugliese, si è divisa fra teatro e produzioni televisive interpretando anche il ruolo di Anna Olivieri nella serie ‘Don Matteo’. Ad assicurarle il successo è stato poche settimane fa il ruolo di protagonista in Blanca, la fiction di Rai 1 in cui ha interpretato una brillante investigatrice non vedente. Laureata in Lettere e Filosofia, Maria Chiara Giannetta ha avuto la sua prima esperienza musicale partecipando al video del singolo ‘Sembro matto’ di Max Pezzali per la regia di regia di Cosimo Alemà.
  • SABRINA FERILLI – Per Sabrina Ferilli, sarà la terza volta a Sanremo a sugello di una carriera piena di successi sia nel cinema sia in televisione e teatro. E’ tra i protagonisti del film Premio Oscar ‘La grande bellezza’ di Paolo Sorrentino, vincitrice di ben sei Nastri d’argento, un Globo d’oro e sei Ciak d’oro. Il suo talento si è declinato spesso in ruoli drammatici, e innumerevoli commedie italiane. L’attrice romana, protagonista di tante trasmissioni televisive, ha condotto Sanremo nel 1996 con Pippo Baudo e Valeria Mazza ed è stata ospite speciale nell’edizione 2002 del Festival.
  • ORNELLA MUTI – Tra le più note attrici italiane, romana, Ornella Muti, 50 anni di carriera, ha nel suo bagaglio professionale innumerevoli successi, non solo cinematografici ma quella del 72° Festival della Canzone Italiana sarà però la sua ‘prima volta’. Così, dopo aver interpretato diversi generi cinematografici lavorando tra gli altri con Dino Risi, Damiano Damiani, Mario Monicelli, Marco Ferreri, Ettore Scola, John Landis, Paolo Virzì, Francesca Archibugi e Woody Allen, si ritroverà a scendere la fatidica scalinata di Sanremo per raggiungere Amadeus nella conduzione del più importante appuntamento con la musica italiana.
  • LORENA CESARINI – Lorena Cesarini, attrice, romana, una laurea in Storia contemporanea ha vissuto la sua prima prova attoriale nel 2014 con il film ‘Arance e martello ’ di Diego Bianchi. Nel 2015 ha poi recitato nel film ‘Il Professor Cenerentolo’ di Leonardo Pieraccioni e trovato il successo del grande pubblico impersonificando Isabel, la prostituta che fa innamorare il protagonista della serie Suburra, Aureliano, interpretato da Alessandro Borghi.
  • DRUSILLA FOER – toscana, all’anagrafe Gianluca Gori, ha debuttato in teatro ma anche fatto cinema e televisione. I giornali la hanno spesso definita ‘Nobildonna’, ma lei preferisce chiamarsi – ironicamente – ‘anziana soubrette’. Artista, cantante, attrice e pittrice, ha recitato anche nel film di Ferzan Ozpetek ‘Magnifica Presenza’ ma per il popolo del web è un’icona di stile capace di prestarsi anche al sostegno di cause sociali di grande importanza.



Lotteria Italia 2022, tutti i biglietti vincenti e premi: 5 milioni a Roma

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lotteria4 fgVenduto a Roma il biglietto vincente a cui va il primo premio della Lotteria Italia 2022. Il biglietto è stato venduto da un distributore locale di Roma. Il primo premio di 5 milioni di euro corrisponde al tagliando T018060.

Come è stato spiegato nella trasmissione abbinata alla lotteria I soliti Ignoti, su Raiuno, con la dizione ‘distributore locale’ si intende che l’acquisto è stato fatto a Roma, da un soggetto però che potrebbe aver rivenduto i biglietti.

Il secondo premio milionario, al biglietto P297147, venduto a Formigine in provincia di Modena, si aggiudica 2,5 milioni di euro.

Al biglietto E263508 venduto a Magliano Sabina, in provincia di Rieti, il terzo premio da 2 milioni di euro.

Al tagliando N330633, venduto a Roma, a cui vanno 1,5 milioni di euro, mentre il biglietto D137599 venduto a Trapani si aggiudica un milione di euro.

– D137599: Quinto premio da 1 milione di euro, venduto a Trapani si aggiudica un milione di euro.

– Serie N 330633 venduto a ROMA

I 10 biglietti di Seconda categoria: premio 100mila euro

– P 038135 Roma

– B 000019 Roma

– F 314613 Roma

– F 211673 Velletri (Roma)

– N 234317 Taranto

– Q 323494 Faicchio (Benevento)

– D 469659 Commessaggio (Mantova)

– S 267678 Pomezia (Roma)

– C 144953 L’Aquila

– A 300460 Formicola (Caserta)

I biglietti di Terza categoria: premio da 20mila euro

– A 057680 Chieti

– O 035868 ANDRIA BT

– C 193376 GIFFONI VALLE PIANA SA

– A 338425 CASALECCHIO DI RENO BO

– O 007303 ROMA RM

– F 330680 LUCCA LU

– B 304728 FIORENZUOLA D’ARDA PC

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– C 000190 ROMA RM

– C 439100 BARRAFRANCA EN

– B 044085 TEANO CE

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Dopo 22 anni si rialza il sipario al Teatro Lirico di Milano

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210448552 0497137b d12e 4f97 b16b 37f68dabb3ddAGI – “Ce l’abbiamo fatta” la riapertura del Lirico, dopo 22 anni “è il regalo di Natale per i milanesi”. Il direttore generale del teatro Matteo Forte, che è anche ad per l’Italia di Stage Entertainement (artefice della riapertura), pochi minuti prima che si alzi il sipario sulla nuova stagione, non nasconde l’entusiasmo per la risposta positiva della città, questa sera con il pienone (circa 1.100 persone, ma si può arrivare fino a 1.400 sedute) e nel fine settimana precedente, in occasione degli open days, con 10 mila presenze.

Per la Prima, del centenario teatro di via Larga, progettato dal Piermarini, proprio come la Scala, sono presenti anche Cochi e Renato, Claudio Bisio e Massimo Moratti.

“Stasera si parte – con uno spettacolo che si intitola Comincium” del duo Ale e Franz, “è uno spettacolo allegro – dice il direttore Forte all’AGI – che è quello che in questo momento serve, di più con le notizie che arrivano dall’Italia e dall’estero”. Dunque “Invitiamo tutti a teatro – è l’appello – è un luogo assolutamente sicuro, indossando la mascherina e rispettando le regole”.

“C’è un bar bellissimo al foyer del primo piano, con tutti i marmi recuperati” e al più presto aprirà anche un grande ristorante panoramico. Al momento “è chiuso. Ci sono diversi operatori che vorrebbero iniziare a lavorare con noi, ma avendo avuto poco tempo, abbiamo preso il teatro il 21 ottobre – ricorda – , abbiamo bisogno di qualche settimana in più per scegliere il partner giusto e iniziare anche con quell’attività”.

Il restauro

Già lo scorso fine settimana l’edificio ha spalancato le sue porte, 10 mila i visitatori che si sono prenotati per vedere in anteprima il risultato dell’imponente restauro conservativo: perchè è vero che nasce nel 1776 per mano del Piermarini, ma di quell’immobile è rimasta solo l’ossatura, tra incendi, allagamenti e un nuovo progetto di rifacimento di Cassi Ramelli nel ’39.

Tecniche moderne hanno rispettato l’origine antica del teatro, con il recupero dei marmi dell’epoca, il restauro del mosaico all’ingresso, la bonifica dall’amianto che arrivava a coprire 1.100 mq quadrati della volta. Lavori complessi iniziati nel 2016 e costati 16 milioni di euro.

Da questa sera comincia la nuova vita del Teatro Lirico, che con Forte propone una stagione interessante, con tanta musica, da Ermal Meta ai Nomadi, da Fabio Concato a Gigi D’Alessio, dalla Pmf a Joe Jackson, che nel teatro di via Larga si esibirà il 10 aprile per l’unica data italiana.




L’Italia con voi – Puntata del 22 dicembre 2021

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palatresi cuffaroConduce Maria Cuffaro, con Stefano Palatresi al pianoforte.

Il primo ospite di Maria Cuffaro è Matteo Pericoli, architetto, illustratore e insegnante. I suoi disegni sono stati pubblicati da importanti riviste negli Stati Uniti e il suo ultimo libro illustrato si intitola “Ecco Milano”.

Poi facciamo un viaggio nella “cucina grande del Quirinale”, dove si preparano i piatti per il Presidente della Repubblica e per i suoi ospiti e ne parliamo in studio con Lorenza Scalisi, giornalista e scrittrice, autrice del libro “Tutti i piatti dei presidenti”.

Dall’arte culinaria passiamo all’arte cinematografica con il nostro esperto Alessandro Boschi e Walter Bencini, produttore, regista, direttore della fotografia e autore di “L’ultimo uomo che dipinse il cinema”, documentario che racconta la storia di Renato Casaro, illustratore famosissimo per le sue locandine cinematografiche.

Infine, Jacopo Veneziani, storico dell’arte e divulgatore, in collegamento da Milano.

 

NEW YORK/TORONTO

Mercoledì 22 dicembre h17.00

LOS ANGELES

Mercoledì 22 dicembre h14.00

BUENOS AIRES/ SAN PAOLO

Mercoledì 22 dicembre h19.00

SYDNEY

Mercoledì 22 dicembre h17.00

PECHINO/PERTH

Mercoledì 22 dicembre h14.00

JOHANNESBURG

Mercoledì 22 dicembre h18.30




L’Italia con voi – Puntata del 21 dicembre 2021

palatresi cuffaro

palatresi cuffaroConduce Maria Cuffaro, con Stefano Palatresi al pianoforte.

Prima ospite di Maria Cuffaro è Beatrice Alecci, responsabile eventi della “Casa Belvedere” a New York e ci racconta i nuovi progetti del centro culturale dedicato agli studi italiani.

Cosa sono e come funzionano il bitcoin e le altre criptovalute? Ce lo spiegano Barbara Carfagna, conduttrice Rai e autrice del programma “Codice” e Stefano Pepe, imprenditore esperto di criptovalute.

Cambiamo argomento per parlare dei giochi natalizi con lo scrittore ed esperto di giochi Andrea Angiolino e Isidoro Alampi, presidente della Federazione Italiana Gioco Poker.

Subito dopo, la nostra linguista Giulia Addazi della “Società Dante Alighieri” e la sua lezione d’italiano proprio sul lessico legato alle carte da gioco.

A seguire il cantautore Lorenzo Kruger si esibisce con “Con Me Low-Fi!”, il primo singolo del suo nuovo album.

 

Le Storie dal Mondo ci portano a conoscere Claudio Concato, uno stilista italiano che vive a Città del Messico.

NEW YORK/TORONTO

Martedì 21 dicembre h17.00

LOS ANGELES

Martedì 21 dicembre h14.00

BUENOS AIRES/ SAN PAOLO

Martedì 21 dicembre h19.00

SYDNEY

Martedì 21 dicembre h17.00

PECHINO/PERTH

Martedì 21 dicembre h14.00

JOHANNESBURG

Martedì 21 dicembre h18.30