Discoteche, Giorgetti: “Chiedo di rivalutare la riapertura”

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giorgetti fgAgli altri ministri “chiedo di rivalutare la riapertura delle discoteche, non per il significato economico, che è importante, ma per il significato simbolico. C’è un diritto al lavoro per qualche migliaia di lavoratori che il governo non è in grado di garantire e se non puoi garantirlo è sempre una sconfitta”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento all’assemblea annuale di Confcommercio.

Per quanto riguarda invece l’approvazione del Recovery Plan “è stata importantissima, ma per adesso siamo al ‘plan’, quello che manca è il ‘recovery’. Servono attori, interpreti che prendano il copione e lo declinino. Quello che deve fare lo Stato è creare le condizioni per l’iniziativa privata”, ha spiegato Giorgetti.

In Italia, ha continuato, “diventerà recovery se verrà rimessa al centro e rivalutata la cultura del lavoro e d’impresa. Altrimenti non si riuscirà a far scattare quell’incendio duraturo per la crescita di cui abbiamo bisogno per il futuro del Paese e delle nuove generazioni”.

“Nel Pnrr sono scritte tante riforme, che dobbiamo ancora approvare. Una tra tutte è quella sulla concorrenza, che nei prossimi giorni andremo ad approvare in Cdm”, annuncia quindi il ministro.

DISCOTECHE SUL PIEDE DI GUERRA, PRONTE ALLA PIAZZA

“Io mi auguro che alla fine prevalga il buon senso nei confronti di Draghi e dei ministri interessati per darci una data certa per la ripartenza e per una riapertura entro il 31 ottobre alimenti si va a consegnare un intero settore del Paese in mano alla malavita organizzata”. A lanciare all’allarme all’Adnkronos è Maurizio Pasca, presidente di Silb-Fipe, il sindacato italiano dei locali da ballo, in attesa di una decisione sulla data di riapertura delle discoteche. I locali da ballo sono sul piede di guerra: “Noi continuiamo con la via del dialogo per vedere, con grande responsabilità, di poter riaprire nell’immediato. Se non succederà decideremo le iniziative che si vorranno portare avanti: nessuna manifestazione violenta, ma ci faremo sentire”, avverte.

“Dopo una chiusura ininterrotta da 19 mesi, dovendo pagare affitti, utenze, tasse, con anticipazione di cassa integrazione in deroga e mutui, un’azienda non ce la fa più a resistere – spiega – dichiara fallimento o cede al miglior offerente e in momenti di crisi come questa legata alla pandemia, a chi interessa un’azienda chiusa da 19 mesi se non alla malavita? Il governo si renda conto che c’è un rischio di questo tipo”.

“Il Cts non si è espresso nel merito, ma ha pensato solo ad aumentare la capienza di stadi, cinema e teatri, dimenticando ancora una volta il settore produttivo dell’intrattenimento delle sale da ballo e dello spettacolo”, aggiunge Pasca.

“Oggi, nella riunione del Cdm, non so se si è parlato di una data di ripartenza, l’1 ottobre ci sarà la cabina di regia – conclude – Ci sono state prese di posizione nette da parte del ministro Giorgetti, dei sottosegretari alla Salute Sileri e Costa, di Salvini e di tanti altri. Perché tenere ancora chiuse le discoteche quando tutto il Paese ha riaperto?”. “C’è un pregiudizio ideologico contro questo settore e i giovani che frequentano le discoteche? Il governo si rende conto che così si favorisce l’abusivismo?”, si chiede il presidente di Silb-Fipe.

ADNKRONOS




Antonio Di Matteo al Teatro Greco di Taormina, diretto da Placido Domingo

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a518842d 0c77 47ec aae1 acc8c7218f4dMolto atteso Antonio Di Matteo l’11 agosto prossimo nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina nel ruolo, assai consolidato, di Sparafucile nel Rigoletto di G. Verdi. Sul podio il M° Placido Domingo e firma la regia Leo Nucci.

Il basso napoletano con sincerità confessa: “sono molto emozionato e soprattutto onorato di cantare e di essere diretto dalla “Storia” dell’opera lirica, non mi poteva accadere cosa migliore in questo momento della mia carriera…credo che sarà un’occasione irripetibile”

Dotato di una voce di rara bellezza e morbidezza, oltre a essere apprezzato anche per un’inconsueta eleganza e stile nella presenza scenica coadiuvata da doti che non certo passano inosservate nella recitazione, Di Matteo è ritenuto uno dei bassi più interessanti e apprezzati sul panorama lirico internazionale.

Il 2021 è un anno dove colleziona debutti: lo scorso gennaio al prestigioso Palau de les Arts Reina Sofía a Valencia, nel ruolo di Pistola nel Falstaff di G. Verdi, affiancato da importanti nomi quali Ambrogio Maestri, Violeta Urmana, Ainhoa Arteta.

unnamed (1) 42Altro debutto nel medesimo ruolo e opera al Teatro de Lyon al Festival Aix- en- Provence dove, tra il nutrito cast, c’era il mezzosoprano triestino Daniela Barcellona. A quest’ultima è stata conferita, di recente, la prestigiosa onorificenza di “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Proseguendo  il 28 agosto è atteso per la prima volta al Gstaad Menhuin Festival nell’omonima elitaria località svizzera.

Ritornerà al Teatro Antico di Taormina il 5 settembre per il Gran Galà “Mira o Norma” sotto la prestigiosa direzione del M° Carminati.

Il 23 settembre debutterà al Teatro Bellini di Catania, nel ruolo di Oroveso nell’opera Norma di V. Bellini, nuovamente con la direzione del Maestro sopra citato e del quale Di Matteo sostiene: “Fabrizio Maria Carminati è una cara persona alla quale tengo tanto. Ho avuto già modo di lavorare con lui nel 2015 nel Macbeth di G. Verdi al Petruzzelli di Bari”.

 

Inoltre spende parole di lode per il Teatro catanese affermando: “è la prima volta che canto in questo meraviglioso Teatro”.

Inizierà il 2022 alla grande debuttando, nel ruolo di Sparafucile nel Rigoletto di G. Verdi, alla ROHM in Oman considerato il tempio dell’Opera Lirica in Medio Oriente. Un nuovo Rigoletto a firma di Franco Zeffirelli in una nuova ed esclusiva produzione operistica della Royal Opera House Muscat.

La sua agenda è fitta d’impegni e a febbraio 2022 il ritorno al prestigioso teatro della sua città ossia al San Carlo di Napoli,  ne Le tre Regine nei ruoli di Lord Rochefort in Anna Bolena e di Giorgio Talbot in Maria Stuarda, entrambe le opere fanno parte della “Trilogia delle regine Tudor” di Gaetano Donizetti (insieme a Roberto Devereux), al fianco di Sondra Radvanosky. Sarà diretto dal M° Riccardo Frizza che ha vinto la terza edizione del Premio Ópera XXI in Spagna.

Antonio Di Matteo è stato diretto da prestigiose bacchette tra le quali quella di Riccardo Muti, Gianpaolo Bisanti, Francesco Lanzillotta, Michele Mariotti, Daniel Oren e ha lavorato con registi del calibro del compianto Graham Vick, Davide Livermore, Cristina Mazzavillani Muti, Stefano Mazzonis di Pralafera, tanto per citarne alcuni.




Vancouver: la Commedia dell’Arte in uno spettacolo all’aperto

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In questa lunga estate calda poter assistere a uno spettacolo all’aperto rappresenta una piccola soddisfazione dopo tanta clausura imposta dal notissimo sgradito ospite del pianeta, che non nomino e che tutti conoscono, a causa del quale abbiamo tutti dovuto cambiare e ridimensionare il nostro stile di vita. Wandering Wagon Theatre, la nuova compagnia formata sotto la guida di Susan Bertoia e presentata da Axis Theatre, porta infatti lospettacolo dal titolo Juggle Me Not in una serie di parchi pubblici a Vancouver. Si tratta di una vivace farsa ispirata alla commedia dell’arte e derivate dal racconto The Little Juggler, interpretata da un gruppo di giovani e preparati attori dall’entusiasmo e dall’energia contagiosi. La trama in questi casi è sempre esile perché è il pretesto per lazzi, frizzi, acrobazie e scherzi: terrorizzato dal malocchio, il cuoco Pulcinella decide di maritare la sua unica figlia Isabella e di mettere alla prova i vari pretendenti, cioè Pantalone, Arlecchino e il Capitano, chiedendo loro di mostrare le loro migliori capacità. I costumi sono essenziali ma evocativi, le maschere disegnate da Gina Bastone aggiungono quell’elemento di autenticità nel richiamare l’origine antica e nobile di questo tipo di spettacolo che anche per la bella cornice offerta dalla natura e dai parchi risulta adattissimo a famiglie, bambini e adulti di ogni età che apprezzano un divertimento genuino e semplice. Citiamo i dinamici interpreti: Holly Collis Handford, Brittany Cope, Karthik Kadam, Damion LeClair, Conor Meadows, and Erin Purghart.

Susan Bertoia, l’ispiratrice-guida, da anni si è conquistata un posto di tutto rilievo nella scena artistica. È Adjunct Professor a UBC Theatre Department e vanta una lunga carriera come attrice, regista, commediografa e promotrice dell’arte teatrale. La sua compagnia Bella Luna Productions è attiva infatti anche nel campo educativo con serie di workshops e partecipazione a eventi letterari. Nel mondo dell’arte, per lunghi anni la presenza di Gina Bastone ha rappresentato una combinazione rara di capacità interpretativa come attrice, come commediografa e regista, come dedicata insegnante. Le maschere create da Gina Bastone sono state elementi che hanno contraddistinto produzioni teatrali di successo a livello nazionale. Purtroppo lo scorso maggio Gina Bastone è venuta prematuramente a mancare, lasciando un vuoto fra I tanti che l’ammiravano e che in lei trovavano ispirazione.

Su questo link, le informazioni per date e luogo delle prossime rappresentazioni: Juggle Me Not – Wandering Wagon Theatre — Axis Theatre

 

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Rappresentazione a Kensignton park, Vancouver.




Finalissima del Premio “Je so’ pazzo”, Italia e Brasile, due Paesi uniti dal linguaggio della musica

logo jsp 300x300

logo jsp 300x300Forte e duratura é la passione e l’amore dei brasiliani per la musica.Prestigiose le collaborazioni dell’agenzia Spotline di Vittoria Iannacone e l’A.I.M-Associazione per l’Italia nel Mondo che permetteranno ai musicisti brasiliani:Marcos Munrimbau, Rosa Avilla, Ianne Priscilla(finalisti), Reynan de Oliveira etc… di esibirsi attraverso una selezione online al prestigioso e tradizionale Festival Je so Pazzo, una preziosa opportunità per gli artisti emergenti italiani e internazionali e una grande occasione di spettacolo e incontro, che ci rende particolarmente orgogliosi perché, oltre ad arricchire la nostra Connessione Italia Brasile ci permette di fare conoscere in Italia i talenti della musica brasiliana.

Il 24 e il 25 luglio 2021, si terranno rispettivamente le Finali di Categoria e la Finalissima del Premio Musicale Internazionale Je So Pazzo, dedicato a Pino Daniele e alla migliore musica emergente.

L’attesa manifestazione si svolgerà presso il Parco Traiano di Grottaferrata in un’area appositamente allestita con un palco di 120mq e un Villaggio del Gusto, un’oasi dedicata ai servizi di ristorazione con le migliori specialità locali.Un week end intenso di musica e spettacolo, che conclude una settimana densa di esibizioni e partecipazione di ospiti speciali, quali Michele Pecora, la Little Tony Family e Andrea Spuntarelli nella prima serata dedicata alle Canzoni più rappresentative di Sanremo; Aldo Onorati, dantista, nella serata dedicata a Dante in Musica insieme a Michele Pecora; Nello Daniele e la Iesainò Band nell’evento dedicato a Pino Daniele; Ellynora il 22 luglio e Devis Mele il 23 luglio.

Sabato 24 luglio, per le Finali di Categoria si esibiranno i 10 artisti per ogni categoria in gara (baby, junior, teen, rap giovani, inediti, over e band), qualificatisi durante le finali dal 19 al 23 di luglio. Ospiti Brooke Borg e Rossella Zitiello.

adriano pennino direttore artistico del premio

Adriano Pennino, direttore artistico

Gli artisti convocati a Grottaferrata, sono stati selezionati nel corso degli ultimi dieci mesi, tramite più di mille audizioni capillari nell’intero territorio italiano e anche straniero.Le esibizioni saranno valutate da una giuria di professionisti che decreteranno i tre artisti per categoria che accederanno alla Finalissima di domenica 25 Luglio, composta da Enzo Campagnoli, Danilo Ciotti, Geppino Afeltra e Marco Petriaggi.

Gli artisti concorreranno inoltre all’assegnazione di Premi Speciali, quali il Premio della Critica Sergio Bardotti, Il Premio Speciale del Main Sponsor, Il Premio Miglior Arrangiamento Inediti, Il Premio Miglior Presenza Scenica, Il Premio Miglior Interpretazione, il Premio Internazionale Totò Letizia, Il Premio Stampa In Famiglia e il Premio Raduni Musica, i cui vincitori accederanno anch’essi alla Finalissima.

La Finalissima del 25 luglio, presentata da Jo Squillo, vedrà la partecipazione di numerosi illustri ospiti e la presenza di una giuria stellata composta dal Direttore Artistico del Premio M° Adriano Pennino, dal Presidente di Giuria Michele Torpedine, da Red Ronnie e Rory di Benedetto.

marcos munrimbau finalista

Marcos Munrimbau, cantante finalista

Gli ospiti previsti: Wrong On You, Nello Daniele, Andrea Donzella, Gianmarco Gridelli, il trio Bollicine, Nico Arezzo, Carboidrati, Lorenz Simonetti, Brooke Borg, Rossella Zitiello, Luigi Cascio, Walter Ricci. Nel corso della serata interverrà Mauro Atturo imprenditore, produttore teatrale e cinematografico che crede che il talento, la passione e la formazione, siano elementi che vadano coltivati e supportati sia in ambito artistico che professionale.

Il corposo evento, minuziosamente organizzato da Dreaming the Future S.R.L., capitanata da Enzo Longobardi e Valerio Gridelli, verrà realizzato nel rispetto delle norme previste anti covid e creerà alla città di Grottaferrata un importante indotto turistico.

rosa avilla cantante finalista

Rosa Avilla, cantante finalista

In città e nelle zone limitrofe sono attese più di 2.000 persone tra addetti ai lavori, artisti, familiari, amici e fans. Il Premio Internazionale Je So Pazzo, sostenuto nel suo operato anche da importanti istituzioni come SIAE, NUOVOIMAIE e REGIONE LAZIO, è supportato da importanti media Partner quali: Il MEI, Meeting delle Etichette Indipendenti, che ospiterà il vincitore della categoria Inediti nella vicina edizione di Ottobre, da In Famiglia con Stefania Pilera che consegnerà il 25 luglio il Premio Speciale della Stampa, da RadUni Musica, circuito di 34 radio universitarie, da Music & The City e I Music Fun, entrambi magazine di settore di primaria importanza, e da altre numerose radio e media partner dell’evento: Meta Magazine, Radio Incontro Terni, White Radio, Talent Buskers, Radio Cosmo, Musicology, Radio Thor, Radio Web 40, Radio Attiva Nonantola, Radio Antenna, Radio Emme 2, Radio Gamma Stereo, Radio Roma Sud, Radio Rovigo, Radio 15 minuti, Radio web base, Dimensione Radio).

ianne priscilla cantante finalista

Ianne Priscilla, cantante finalista

La Finalissima godrà di copertura televisiva Nazionale, su TGCom24, Sky Class TV Moda e BOM channel. Sponsor dell’Evento: Nabacom, Conad, Maticmind, Studio Sound, HTDI, BCC Colli Albani, Arc Verrino Srl, Rome Airport Bus, ISG Istituto San Giuseppe.

Da non perdere 24 Luglio 2021 – Finali di Categoria, dalle ore 10 alle ore 23:30

25 Luglio 2021 – Finalissima, dalle ore 18 alle ore 23:30

Indirizzo: Parco Traiano – Corso del Popolo, 114, 00046 Grottaferrata RM (ingresso libero).

Informazioni:Mary Tondato(Ufficio Stampa)Contatti: Tel 377/2085423, email: jesopazzo@mtmusic.it




Addio Raffaella, hai fatto sognare generazioni di italiani

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downloadQuegli anni… a ricordarli adesso sembrano appartenere non solo a un altro secolo ma addirittura a un’altra galassia spazio-temporale. Era il 1969 quando una scatenata ragazza dal caschetto biondo svolazzante osò presentarsi sullo schermo televisivo cantando e ballando la sigla di Canzonissima: Ma che musica maestro! vestita con un audace costume che le lasciava scoperto l’ombelico. Fu uno tsunami nazionale, tremarono poltrone politiche, saettarono fulmini di riprovazione dalle gerarchie vaticane, e chissà quanti litigi scoppiarono nelle case d’Italia se qualche marito si era  per caso azzardato a esprimere il proprio compiacimento per l’insolita elargizione visiva di tanto ben di Dio. Raffaella Carrà, morta oggi a 78 anni dopo una lunga malattia, fece sognare generazioni di italiani. Era sexy, spiritosa, ballava benissimo, recitava mica male e aveva gambe strepitose eppure conservava un che di casareccio, da ragazza della porta accanto che avresti potuto incontrare al supermercato o al bar dietro casa. Forse era la sua origine romagnola, che son gente coi piedi ben piantata in terra, gente solida, a darle quella marcia in più, a conferirle quella semplicità di fondo che smitizzava la sua indubbia carica sensuale e la rendeva simpatica a tutti, bambini e donne comprese.

Raffaella aveva talento, e soprattutto disciplina. Si impegnava, studiava, si perfezionava. Si cimentò in molti campi, dal ballo alla canzone, dal cinema alle trasmissioni televisive, non solo in Italia ma anche in Spagna e Sud America. Recitò con attori del calibro di Frank Sinatra (Von Ryan’s Express) e con registi come Florestano Vancini (La lunga notte del ’43.) Le sue canzoni le cantavano anche i gatti randagi per strada: Tuca Tuca, A far l’amore comincia tu, Tanti Auguri, e tantissime altre ancora. Era una artista multiforme e coscienziosa, in un’epoca in cui non c’erano effetti speciali, registrazioni, remastering e altri trucchi in grado di far passare un brocco per un purosangue. Riservata nella vita private, non ha sbandierato ai quattro venti nei suoi ultimi anni il declino della sua salute e la sua lotta contro la malattia. Ha continuato ad apparire in trasmissioni televisive, sia per il suo pubblico sia perché quella era la sua passione di una vita. Una dopo l’altra si spengono le stelle di un’epoca ormai lontana, in cui misura, grazia e talento potevano benissimo convivere con innovazione e rottura di schemi senza cadere in volgarità e oscenità.




E’ morta Raffaella Carrà, aveva 78 anni

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carra raffaella rit fgRaffaella Carrà è morta. Ad annunciarlo è stato Sergio Iapino, unendosi al dolore degli adorati nipoti Federica e Matteo, di Barbara, Paola e Claudia Boncompagni, degli amici di una vita e dei collaboratori più stretti. “Raffaella ci ha lasciati. E’ andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre”, le parole di Iapino.

La grande artista, 78 anni, si è spenta alle ore 16.20 di oggi, dopo una malattia che da qualche tempo aveva attaccato quel suo corpo così minuto eppure così pieno di straripante energia. Una forza inarrestabile la sua, che l’ha imposta ai vertici dello star system mondiale, una volontà ferrea che fino all’ultimo non l’ha mai abbandonata, facendo si che nulla trapelasse della sua profonda sofferenza. L’ennesimo gesto d’amore verso il suo pubblico e verso coloro che ne hanno condiviso l’affetto, affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei.

Donna fuori dal comune eppure dotata di spiazzante semplicità, non aveva avuto figli ma di figli – diceva sempre lei – ne aveva a migliaia, come i 150mila fatti adottare a distanza grazie ad ‘Amore’, il programma che più di tutti le era rimasto nel cuore. Le esequie saranno definite a breve. Nelle sue ultime disposizioni, Raffaella ha chiesto una semplice bara di legno grezzo e un’urna per contenere le sue ceneri. Nell’ora più triste, sempre unica e inimitabile, come la sua travolgente risata.

Nata a Bologna il 18 giugno 1943 come Raffaella Maria Roberta Pelloni, la ballerina e cantante, dopo il debutto in televisione in “Tempo di danza” (1961), al fianco di Lelio Luttazzi, e nella commedia musicale “Scaramouche” (1965), nel 1970 approdò a Canzonissima, divenendo nota al grande pubblico. Fu così che la Carrà divenne la prima showgirl del piccolo schermo in bianco e nero.

Notevole successo ottenne nel 1984 con “Pronto, Raffaella”, che raggiunse ascolti straordinari per la fascia meridiana. Conduttrice di “Domenica in” (1986) sempre per la Rai, nel 1987 passò per un breve periodo a Canale 5, per poi tornare nel 1991 a Raiuno con la trasmissione “Fantastico 12”. Dopo una parentesi di quattro anni a Madrid, dove portò il programma “Hola Raffaella” per la televisione spagnola, è rientrata in Italia nel 1995 riproponendosi con successo in “Carramba! Che sorpresa” (1995-97 e 2002), trasmissione ispirata al varietà britannico “Surprise, surprise”.

Ha quindi continuato a raccogliere consensi presentando “Carramba! Che fortuna” (1998-2000 e 2008) e “Segreti e … bugie” (1999), sempre su Raiuno. Nel 2001 ha condotto il Festival di Sanremo, nel 2004 il programma “Sogni”, mentre dedicato alle adozioni a distanza è stato “Amore” del 2006. Nel 2007 è uscito “Raffica Carrà”, raccolta videomusicale delle numerose sigle televisive che ha interpretato. Nel 2013 è tornata sul piccolo schermo su Raidue come coach del talent show “The Voice of Italy” ed è uscito il suo ultimo album “Replay”. Nel 2015 ha condotto su Raiuno il talent show “Forte forte forte” e ha interrotto la sua partecipazione a “The Voice of Italy”, ripresa l’anno successivo. Del 2019 è il suo ultimo programma “A raccontare comincia tu” su Raitre.

ADNKRONOS




Etna, apre lunedì a Catania la mostra sull’eruzione del 1669

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capturaVerrà inaugurata lunedì prossimo 28 giugno a Catania la mostra “Etna 1669. Storie di lava” ospitata nel Palazzo centrale dell’Università.

Voluta e finanziata dalla Regione Siciliana, che ha affidato alla cura della soprintendenza per i Beni culturali e ambientali etnea,  in collaborazione con l’ateneo catanese e con la partecipazione dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – Osservatorio etneo, la mostra conclude la rassegna di eventi, realizzati nel corso del 2019, per ricordare i 350 anni dalla straordinaria eruzione dell’Etna, tra le più estese e documentate nella storia, ancora presente nella memoria collettiva. A tagliare il nastro saranno il presidente della Regione Nello Musumeci e il rettore dell’Università Francesco Priolo. Il percorso espositivo – emotivamente coinvolgente – ripercorre la storia del fenomeno eruttivo, documentato nelle cronache del tempo, descrivendo lo stravolgimento del territorio etneo e le conseguenze sugli abitanti.

In mostra preziose opere salvate dalla popolazione in fuga al sopraggiungere della lava, cronache del tempo, un ricco patrimonio documentale, artistico e scientifico, in parte inedito, e ancora oggi prezioso strumento per la ricerca scientifica del territorio etneo. Gli oggetti e i libri esposti provengono da collezioni di musei, biblioteche e chiese della provincia di Catania e da collezioni private.

A una sezione storica si affianca quella squisitamente scientifica, nella quale i diversi dipartimenti universitari documentano le recenti e multidisciplinari attività di ricerca condotte nelle aree Etnee. Di particolare impatto la sezione real time curata dell’Ingv-Osservatorio etneo, che mostrerà – in tempo reale – la rete di monitoraggio delle aree vulcaniche della Sicilia. La mostra, a ingresso gratuito, rimarrà aperta fino al 30 ottobre. «L’Etna per noi – sottolinea il presidente della Regione Musumeci – non è solo un pianeta ancora da studiare e da scoprire, ma anche un impareggiabile polo di attrazione turistica, da tutelare e promuovere.

Ecco perché abbiamo deciso di dedicargli la chiusura della rassegna avviata due anni fa, ma anche di intraprendere la realizzazione a Catania del primo vero museo del vulcano, nel plesso centrale dell’ex ospedale Vittorio Emanuele. Voglio intanto ringraziare la infaticabile soprintendente ai Beni culturali, Donatella Aprile, per l’eccellente lavoro preparatorio di questa esposizione e i soggetti pubblici e privati coinvolti, a parte il nostro ateneo: l’Arcidiocesi di Catania, il Santuario della Madonna della Sciara di Mompileri, il Museo d’arte sacra della Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Misterbianco, la Diocesi di Acireale, il Santuario di Santa Maria Assunta di Randazzo, il Museo civico di Castello Ursino, la Biblioteca regionale universitaria, la Biblioteca Zelantea di Acireale, le Biblioteche riunite Civica- Ursino Recupero. Senza dimenticare i Comuni di Catania, Belpasso, Camporotondo Etneo, Gravina, Mascalucia, Misterbianco, Nicolosi, San Pietro Clarenza e Pedara e insieme a loro la Fondazione Bufali di Belpasso e l’Associazione culturale Monasterium Album di Misterbianco. Un grazie anche al Cai etneo che ha curato e coordinato le escursioni organizzate nel corso del 2019».




Festival Italiano a Panama con la Società Italiana di Beneficenza

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25festivalitalianoPANAMA\ aise\ – In chiusura delle celebrazioni del 75° Anniversario della nascita della Repubblica Italiana a Panama, la Società Italiana di Beneficenza organizza domani, 26 giugno, un Festival Italiano nell’“Espacio Panamà”, accogliente locale situato nel Casco Viejo. A rilanciare la notizia è Alessio Mini su “Il Corriere di Panama”.
L’evento, il primo evento sociale italiano dell’anno aperto al pubblico, si terrà in strada e all’interno del locale, nel rispetto di tutte le misure di sicurezza.
Il festival inizierà alle 10 del mattino con la Galleria Gastronomica; poi per tutta la giornata sarà possibili visitare la mostra culturale, partecipare al Concorso “Il dolce della nonna”. In giuria lo chef e collaboratore del Corriere di Panama, Giuseppe Rignanese.
Ad accompagnare la giornata la musica del DJ Riki Silvera, mentre il cantante italiano Kevin Vercilli sarà il maestro di cerimonie per le lotterie e premi del Festival.
In occasione degli Ottavi dell’Europeo, sarà trasmessa anche la partita Italia – Austria.
Per informazioni e per partecipare ai concorsi si può contattate la SIB al 2261534/35 – cellulare 6660-1535. (aise)




È morta Carla Fracci, la regina della danza

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18472a3d7403c555a6432aacd9029098ANSA – È morta a Milano Carla Fracci. Avrebbe compiuto 85 anni il prossimo 20 agosto.  ‘Una figura storica e leggendaria, che ha lasciato un segno fortissimo’, così la ricorda il teatro alla Scala di Milano. Il presidente della Repubblica Mattarella: ‘Ha onorato il Paese con la sua eleganza e il suo impegno artistico, frutto d’intenso lavoro’.

La camera ardente di Carla Fracci sarà allestita nel foyer del teatro milanese, domani dalle 10:30 alle 18. “Faremo una camera ardente alla Scala, una cosa che è stata fatta pochissime volte” ha annunciato il sovrintendente Dominique Meyer. Cosa rara “ma trattandosi di Carla Fracci…” ha aggiunto sottolineando che ” è stata la ballerina più importante del teatro dell’ultimo secolo ma anche una stella importantissima nella danza internazionale”. “Dobbiamo inchinarci davanti alla carriera di Carla Fracci – ha osservato – che è nata qui facendo la scuola di ballo”.

La regina della danza italiana. Nata nel 1936 a Milano, costruì la parte centrale della sua carriera studiando nella scuola di ballo della Scala, di cui poi ne diventò étoile. Al teatro era rimasta (con qualche alto e basso) sempre legata, tanto che il 28 e 29 gennaio scorso aveva tenuto una masterclass con i protagonisti del balletto Giselle andata in streaming sui profili della Scala e disponibile anche su Raiplay. Del 1955 il suo debutto sul palco del Piermarini che era stato un trampolino per i teatri più famosi del mondo.

Figlia di un tramviere, cominciò a danzare a 10 anni alla scuola della Scala e ha tra i maestri Vera Volkova, diplomandosi nel 1954 e diventando, seguiti alcuni stage internazionali, prima ballerina tre anni dopo. Eppure l’inizio fu “per caso, su suggerimento di una coppia di amici dei genitori, che avevano un parente orchestrale appunto alla Scala di Milano. All’inizio non capivo il senso degli esercizi ripetuti, del sacrificio, dell’impegno totale mentale e fisico sino al dito mignolo” come raccontava, riferendosi al giorno in cui, affascinata dalla danza di Margot Fonteyn, aveva visto in una pausa il coreografo avvicinarsi e correggerle la posizione appunto del dito mignolo.

Fino agli anni ’70 aveva danzato con varie compagnie straniere, dal London Festival Ballet al Royal Ballet, dallo Stuttgart Ballet al Royal Swedish Ballet, essendo dal 1967 artista ospite dell’American Ballet Theatre. Dagli anni ’80 diresse il corpo di ballo del San Carlo, poi dell’Arena di Verona, infine dell’Opera di Roma, dove era rimasta sino al 2010, fedele anche alla amata attività didattica, di attenzione alle giovani leve. La sua notorietà artistica si legava principalmente alle interpretazioni di ruoli romantici come Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini e soprattutto Giselle, cui aveva dato una moderna impronta personale, con i capelli sciolti e un leggerissimo tutù, danzandola con compagni di gran fama, anche se era quella con Erik Bruhn a essere rimasta indimenticabile, tanto che nel 1969 ne venne realizzato un film. Al suo fianco grandi partner sono stati Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov, Amedeo Amodio, Paolo Bortoluzzi.

Una fama sempre crescente, una grande popolarità sempre viva. Non è un caso che a lei dedicò una poesia Eugenio Montale, ‘La danzatrice stanca’, e ancora la fermavano per strada non più per un autografo, ma per un selfie, cui non si sottraeva, sempre presente al suo tempo, piena di vitalità e spirito.




Il trionfo dei Maneskin all’Eurovision Song Contest

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201227118 218de4b1 98c0 421e b022 fd0d4df65f32AGI – Dopo il Festival di Sanremo, l’Eurovision Song Contest: i Maneskin fanno il pieno nel 2021 e riportano in Italia un trofeo che mancava dal 1990. Il loro brano “Zitti e buoni” ha sbancato Rotterdam, conquistando il successo grazie al televoto, mentre la giuria di qualitaà li aveva piazzati al quinto posto.

È la terza volta che l’Italia vince l’Eurovision, la prima fu con Gigliola Cinquetti, quindi con Toto Cutugno e adesso con la band romana che dall’essere composta da artisti di strada è diventata una realtà europea. E il quartetto ha pianto di gioia all’annuncio della vittoria – serata trasmessa in diretta su Rai1 -, per poi riproporre il brano rock. E da regolamento, il prossimo anno tocchera’ all’Italiano organizzare l’Eurovision Song Contest.

Venerdì la band capitanata da Damiano aveva lanciato un appello su Instagram: “Dalle strade di Roma al grande palco dell’Eurovision. Abbiamo bisogno del vostro supporto. Cambiamo la storia”. I bookmakers davano l’Italia vincente. Il premio mancava dal Bel paese da 31 anni. Due anni Mahmood e la sua “Soldi” erano quasi riusciti nell’impresa, ma poi l’artista si era dovuto accontentare del secondo posto. La speranza che questa fosse la volta buona c’era. D’altronde, “Zitti e buoni”, tratta dal secondo album della band di Monteverde “Teatro d’ira”, è la canzone più ascoltata su Spotify fra quelle in gara.

Damiano, Vic, Ethan e Thomas hanno sfidato ieri sera 25 artisti con l’obiettivo di dimostrare che “in Italia non c’è solo il melodico, ma anche il rock” .

Per l’Eurovision i Maneskin avvano dovuto rimettere mano a “Zitti e buoni”: la versione è ridotta a tre minuti e con il testo ripulito. Secondo il regolamento della kermesse infatti non erano consentite parolacce nei testi delle canzoni. “Non ci ha fatto piacere dover cambiare il testo – avevano ammesso tempo fa – ma c’è anche del buon senso, abbiamo dovuto seguire le regole dell’Eurovision, altrimenti ci squalificavano. Siamo ribelli ma non scemi. Noi vogliamo esprimerci con la nostra musica, siamo molto orgogliosi, da lì potrebbero aprirsi altre porte, le parolacce non sono il fulcro della canzone”.

Ex compagni di liceo, Damiano e soci hanno raggiunto la notorietà nel 2017 con la partecipazione all’undicesima edizione di X-Factor. Sfumato il gradino più alto del podio, i Maneskin non passano inosservati e nonostante il secondo posto, firmano un contratto con l’etichetta Sony Music, con cui pubblicano l’EP “Chosen”.

L’anno dopo esce il primo album in studio del gruppo: Il ballo della vita, da cui è tratto il singolo-tormentone “Torna a casa”. Nell’ottobre del 2020 arriva “Vent’anni”. Il singolo che anticipa il secondo album “Teatro d’ira”, è una rock ballad che il gruppo dedica alla propria generazione.

In poco più di tre anni, la giovane band romana ha portato a casa 15 dischi di platino e 6 dischi d’oro e la vittoria della kermesse canora più famosa famosa l’Italia. Mancava solo l’Eurovision.