Da Udine a Vancouver con un progetto di vita

È trascorso un decennio dal loro arrivo in Canada. Si sono inseriti con intelligenza e pazienza, ma anche con la necessaria grinta, nelle nuove realtà. Ambientali, sociali e professionali. Ne avevo raccolto la storia descrivendo brevemente la loro iniziativa di comunicazione-informazione tramite il Diario da Vancouver. Li avevo incontrati in settembre 2013 al Centro culturale italiano nel corso di una cerimonia comunitaria. Due giovani friulani sulle vie del mondo: Jlenia e Diego Marchi, usciti ambedue dall’università di Udine.
Specializzato in informatica, lui lavora oggi come Software Development Manager (*). Dopo quattro anni da Store Manager alla Dulux, da mamma a tempo pieno lei ha inventato il suo originale “Amigurumi”, creando all’uncinetto accuratissimi oggetti e gioiosi pupazzetti che già stanno attirando una affezionata clientela (**).
Sposi dal 2018 e genitori felici di Luna, la loro bimba di due anni, Ile e Diego offrono oggi un gioioso e concreto esempio di realizzazione personale e sociale tenacemente inseguito come progetto di vita. (amzpan)
(*) https://ca.linkedin.com/in/diegomarchi
(**) JayLe Amigurumi
LA STORIA DI DIEGO e ILENIA: il Diario da Vancouver
C’è un gruppo emergente di giovani italiani a Vancouver. Sono arrivati di recente, dal Nord e dal Sud Italia, dal Centro e dalle Isole. Quasi tutti in possesso di studi superiori e specializzazioni, essi rientrano solo vagamente nel fenomeno della fuga dei cervelli (il brain drain, che si riferisce in particolare alla mobilità degli studiosi che lavorano nei settori della ricerca culturale, scientifica, tecnologica). Questi “nuovi” giovani soggiornano in Canada con visti turistici o permessi di studio e lavoro temporanei, ottenuti in base ad accordi diplomatici. Molti di loro, la maggioranza, sperano di poter rimanere: perseguono perciò lo status di residenti permanenti, in vista di diventare un giorno cittadini canadesi.
Quali, in generale, le loro motivazioni? Rifiuto del Paese natale? Nemmeno per sogno! Spesso il loro è un amore disperato, perchè tuttora sognano un’Italia migliore, non costretta a respingere o abbandonare tanti suoi giovani figli. Figli che spesso soffrono la lontananza dalle famiglie e dagli amici. Non è perciò rifiuto il loro, semmai delusione per una situazione socio-politico-economica di confusione, stallo e sconforto. Non sono in fuga, no: la loro è una scelta di vita, per potersi costruire un futuro. Sono responsabili e determinati, sanno superare gli inevitabili momenti di crisi aiutandosi tra loro. E come negli anni ormai lontani delle due grandi ondate migratorie post belliche – con la nascita delle società di mutuo soccorso prima e delle molte associazioni poi – questi giovani avvertono il bisogno di fare gruppo, di scambiare esperienze, di ritrovarsi insieme in forme nuove e originali, favorite dagli odierni veloci mezzi di comunicazione via internet.
Se n’era parlato anche in precedenza, commentando il Fenomeno Facebook (*) e indicando alcuni blog localmente in azione. Non che la comunicazione in rete possa sostituire la ricchezza dei contatti personali, ma senz’altro favorisce lo scambio di informazioni, sollecita il desiderio di conoscersi meglio, facilita l’organizzazione di incontri ed eventi. Ne sono ben consapevoli Diego e Ilenia (lui web-developer, creatore di siti internet per imprese e utenti, lei store clerk, addetta vendite in un colorificio), due giovani friulani che hanno ideato e gestiscono il sito web Diario da Vancouver. L’intenzione iniziale alla base del progetto era forse di mantenere i legami con le famiglie e gli amici in Italia, informando i potenziali “aspiranti al Canada” su leggi, regolamenti, luoghi, abitudini di vita e di lavoro. In breve il Diario è diventato il collante di parecchi nuovi arrivati, un gruppo spontaneo di giovani che sta emergendo a livello comunitario. Inizialmente accolti soprattutto da emigrati trevisani e friulani, dopo alcune riunioni in una sala parrocchiale periferica, ora questi ragazzi sono ospitati dal Centro Culturale italiano di Vancouver, dove – su invito del direttore esecutivo Mauro Vescera – stanno conducendo il forum Newcomers to Vancouver. Tra i temi finora esplorati: orientamento lavorativo e procedure di immigrazione. Suggerite da Irene e Steven, sono state avviate anche le Italian happy hour, divertenti pause serali presso l’osteria del Centro. E qualcuno sta anche immaginando di organizzare una squadra sportiva, di calcio naturalmente.
@amzpan / Settembre 2013 / da P&P vol II pag 147 ss
Anna Maria Zampieri Pan, nata a Vicenza, vive a Vancouver, Canada dagli anni ’80. Giornalista professionista e Cavaliere della Stella della Solidarietà italiana”, è stata redattrice-collaboratrice di “Forme”, una rivista di design e arte industriale pubblicata in quattro lingue. Già direttrice del settimanale della British Columbia “L’Eco d’Italia”, è autrice di una serie di libri sulla storia italo-canadese della British Columbia.