Canadà. A Vancouver il XXIII Congresso Alpini del Nord America

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Il XXIII Congresso Alpini del Nord America si è svolto a Vancouver dal 7 al 9 agosto 2026, con la partecipazione dei membri delle sezioni ANA di Montreal, Vancouver, Vaughan e con un folto programma di eventi culminato con la Cena di Gala dell’8 agosto  nel salone del Centro Culturale Italiano di Vancouver, iniziata con l’esibizione del Coro dei Trevisani nel Mondo e la imponente sfilata degli Alpini con i loro stendardi .

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Durante la serata hanno preso la parola il Presidente della Sezione di Vancouver, Vittorino Dal Cengio, il Presidente Nazionale Sebastiano Favero, il Consigliere Nazionale e delegato ai contatti all’estero Aldo Duiella, e il Console Generale d’Italia Dr. Paolo Miraglia Del Giudice. Randy Rinaldo, Presidente del Centro Italiano, che si trova attualmente in vacanza in Italia, ha inviato un messaggio di benvenuto.

Monsignor Bernardo Rossi, cappellano della Sezione ANA di Vancouver, ha pronunciato la preghiera di ringraziamento, mentre Silvia Boggio Ferraris ha condiviso con Dal Cengio il compito di presentare l’intero avvenimento.

Al termine, sono stati consegnati omaggi e premi sia alle autorità presenti sia agli  Alpini distintisi per i loro meriti di volontariato e servizio presso le sezioni. Uno speciale riconoscimento è stato conferito ai rappresentati della Royal Canadian Legion che sono intervenuti alla serata.

Nel salone del Centro quella  sera hanno brillato la cordiale vivacità e lo spirito di fratellanza e dedizione ai valori tradizionali tipici degli Alpini, per molti dei quali l’età avanzata non è uno ostacolo, tutt’altro! È solo un’altra sfida da affrontare e vincere.

Come scrive il Console Generale Dr. Miraglia Del Giudice nella suo messaggio di benvenuto per questo Congresso: “Il corpo degli Alpini rappresenta una delle più alte e gloriose tradizioni delle nostre Forze Armate. Il loro contributo alla difesa della Patria, alla tutela dei valori democratici e al servizio della comunità costituisce un patrimonio morale di straordinaria importanza per il nostro Paese.”

Monsignor Rossi afferma: “Oggi, in tempi piú, il ruolo degli Alpini si va trasformando: in campo militare e in campo civile gli Alpini sono veri ‘costruttori di pace’. Suscita ammirazione ed entusiasmo il vedere gli Alpini, ‘veci’ e giovani, tutti intenti in opere di soccorso ovunque c’è bisogno.” La comunità italiana di Vancouver ha salutato e accolto con con calore la presenza degli Alpini del Nordamerica, per la terza volta in visita nella nostra città in occasione del loro congresso.




Dalla Calabria all’America Latina, un nuovo ponte per gli italiani e i loro discendenti

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C’è un filo che unisce ancora oggi molti piccoli centri italiani alle grandi comunità di italiani e italo-discendenti sparse nel mondo. Un filo fatto di memoria, cultura, storia familiare e, sempre più spesso, anche di collaborazione accademica.

È in questa prospettiva che nasce un nuovo accordo di cooperazione internazionale promosso dal Comune di Caccuri, in provincia di Crotone, insieme ad alcune importanti realtà universitarie e culturali dell’America Latina.

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L’obiettivo è ambizioso: rafforzare i rapporti tra la Calabria e il Sud America attraverso la cultura e la valorizzazione del patrimonio italo-discendente.

Dal piccolo borgo calabrese al Brasile e all’Argentina

L’intesa coinvolge il Comune di Caccuri, guidato dal sindaco Luigi Quintieri, la Cattedra Brasiliana di cultura Italica “Radici” del Dipartimento di Introduzione allo studio del diritto e diritto del lavoro dell’Università Federale di Minas Gerais, in Brasile, e la Cattedra di Civiltà Italica e Globalizzazione dell’Università Nazionale di Mar del Plata, in Argentina.

Partecipano inoltre la Fondazione Lined Global e il Premio Letterario Caccuri, rappresentato dal suo presidente Adolfo Barone.

Non si tratta quindi soltanto di un’iniziativa culturale locale.

Il progetto mette in relazione istituzioni italiane e latinoamericane che intendono lavorare insieme su identità, memoria storica, ricerca e formazione.

La memoria degli emigrati diventa cultura

Per milioni di persone in America Latina, l’Italia non è soltanto il Paese indicato sul passaporto dei nonni o dei bisnonni.

È una parte della propria identità.

Cognomi, tradizioni, dialetti, ricette, feste religiose e racconti familiari continuano a sopravvivere a distanza di generazioni.

La Calabria, in particolare, è stata una delle regioni italiane maggiormente interessate dall’emigrazione verso le Americhe.

Per questo iniziative come quella di Caccuri assumono un significato particolare: trasformare la memoria dell’emigrazione in una relazione culturale contemporanea.

Non limitarsi a ricordare chi è partito, ma costruire qualcosa insieme a chi oggi vive dall’altra parte dell’Atlantico.

Università protagoniste

Uno degli aspetti più interessanti dell’accordo è proprio il coinvolgimento delle università.

Il programma prevede infatti conferenze, pubblicazioni, attività di ricerca e programmi di mobilità accademica, creando possibilità di collaborazione tra studiosi e studenti italiani e latinoamericani.

È un modo intelligente per affrontare il tema dell’italianità nel mondo.

La memoria non rimane confinata alle celebrazioni o alle manifestazioni delle comunità.

Diventa materia di studio.

La storia dell’emigrazione italiana, l’evoluzione dell’identità degli italo-discendenti e i rapporti tra Italia e America Latina possono così essere analizzati anche dalle nuove generazioni.

Caccuri come punto d’incontro

La scelta di un piccolo centro calabrese è forse uno degli elementi più significativi dell’iniziativa.

Quando si parla di italiani all’estero, l’attenzione tende spesso a concentrarsi sulle grandi città: Buenos Aires, San Paolo, New York, Toronto, Caracas.

Ma la storia dell’emigrazione parte anche da migliaia di piccoli comuni italiani.

Caccuri rappresenta quindi idealmente uno di questi luoghi di origine.

Un paese dal quale sono partite persone che hanno costruito nuove vite oltreoceano e che oggi può diventare un punto di incontro con le comunità e le istituzioni dei Paesi nei quali quelle persone e i loro discendenti vivono.

Un patrimonio che appartiene a due mondi

Il concetto di patrimonio italo-discendente è particolarmente importante.

Gli italiani emigrati hanno portato con sé la propria cultura, ma nel corso delle generazioni hanno anche assorbito quella dei Paesi di accoglienza.

Il risultato è qualcosa di nuovo: una cultura che è contemporaneamente italiana e latinoamericana.

È proprio questo patrimonio ibrido che iniziative come quella di Caccuri cercano di valorizzare.

Non per stabilire chi sia più italiano degli altri.

Al contrario.

Per dimostrare che l’identità italiana può crescere anche lontano dall’Italia.

Un modello che potrebbe essere replicato

L’accordo calabrese potrebbe inoltre diventare un esempio per altri territori italiani.

Ogni regione, ogni provincia e spesso ogni piccolo comune italiano possiede una propria storia migratoria.

In America Latina esistono comunità di discendenti provenienti praticamente da ogni parte d’Italia.

Creare collegamenti diretti tra i luoghi di origine e quelli nei quali gli emigrati hanno costruito le proprie vite potrebbe produrre nuove opportunità culturali, turistiche e accademiche.

E potrebbe anche aiutare molti giovani italo-discendenti a conoscere meglio le proprie origini.

Non solo memoria, ma futuro

È questo forse l’aspetto più interessante dell’iniziativa.

La valorizzazione delle radici non deve necessariamente significare guardare soltanto al passato.

Può diventare uno strumento per costruire nuove relazioni internazionali, scambi universitari, progetti culturali e occasioni di collaborazione.

Caccuri, un piccolo comune della Calabria, prova così a dialogare direttamente con il Brasile e l’Argentina.

Un dialogo che attraversa l’Atlantico e mette insieme università, istituzioni, fondazioni e cultura.

E dietro tutto questo c’è una storia molto più grande.

Quella di milioni di italiani che un giorno lasciarono il proprio Paese per cercare un futuro altrove.

Oggi i loro figli, nipoti e pronipoti possono tornare a guardare verso quelle terre d’origine non soltanto per ricordare da dove vengono, ma anche per costruire qualcosa di nuovo.




Spagna, assistenza consolare per i cittadini Italiani

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A seguito della misura di ritorsione del Governo Sanchez di ripristinare i controlli alle frontiere interne nei porti e negli aeroporti per i viaggiatori provenienti dall’Italia, la Farnesina ha rafforzato l’assistenza dei consolati e dei suoi uffici diretta ai connazionali presenti in Spagna o in viaggio.

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E’ stata aggiornata la pagina dedicata alla Spagna sul portale Viaggiare Sicuri (https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/ESP). Si invitano tutti i cittadini italiani presenti nel Paese o in partenza per la Spagna a consultarla per gli ultimi aggiornamenti e seguire le indicazioni delle autorità locali. Restano validi i requisiti di ingresso abituali, ovvero passaporto o carta d’identità validi per l’espatrio per tutta la durata del soggiorno all’estero.
L’Unità di Crisi ha creato un canale Whatsapp dedicato “Unità di Crisi – Spagna” (https://whatsapp.com/channel/0029VbD9FaiFXUuUe0Mu5o3n) ed è stata rafforzata la sala operativa dell’Unità di Crisi che risponde h24, 7 giorni su 7, al numero +39 0636225.
È inoltre disponibile, negli stessi orari, il numero dell’ACI +39 06491115.
Sono inoltre disponibili i seguenti recapiti:

– Consolato Generale d’Italia a Madrid – competente per le Comunità autonome di Galizia, delle Asturie, della Cantabria, del Paese basco, di Navarra, di La Rioja, di Castilla y Leon, Castilla-La Mancha, di Madrid, di Andalusia e di Estremadura; le Città autonome di Ceuta e di Melilla; le isole Chafarinas, le isole Alhucemas e la rocca di Velez de la Gomera.
Tel. +34 629842287

– Consolato Generale d’Italia a Barcellona – competente per la regione dell’Aragona (province: Huesca, Teruel, Saragozza), regione della Catalogna (province: Barcellona, Gerona, Lérida, Tarragona), la regione Valencia (province: Alicante, Castellòn, Valencia), la regione della Murcia (provincia: Murcia), la regione delle isole Baleari (provincia: Baleari).
Tel. +34 659 790 266

– Vice Consolato di Italia in Arona (Tenerife) – con competenza sulla Comunità autonoma delle Canarie
Tel. +34 630051176




MAIE, Aldo Grazioso nominato Coordinatore Nazionale per il Guatemala

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Il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) rafforza la propria presenza in Centro America con la nomina dell’Avv. Aldo Fabrizio Enrique Grazioso Bonetto a Coordinatore Nazionale MAIE del Guatemala.

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La nomina è stata formalizzata dal Vicepresidente del MAIE, Comm. Vincenzo Odoguardi, nell’ambito del processo di consolidamento e ampliamento della struttura territoriale del Movimento in Centro America.

Odoguardi ha accolto con grande onore e soddisfazione la disponibilità dell’Avv. Grazioso a mettere la propria esperienza al servizio del Movimento e della collettività italiana residente in Guatemala.

Una scelta che nasce anche dal territorio. Il nome di Grazioso è stato infatti indicato e sostenuto da diversi rappresentanti della comunità italo-guatemalteca, che ne riconoscono il lungo impegno professionale, associativo e istituzionale. Alla sua candidatura ha espresso il proprio sostegno anche Alberto Floriani, Coordinatore Nazionale MAIE di Panama, nell’ambito del dialogo e della collaborazione tra le realtà MAIE dell’area centroamericana.

Un profilo profondamente legato alla comunità italiana

Italiano-guatemalteco, avvocato e notaio e Magister Scientiae in Proprietà Intellettuale, Aldo Grazioso vanta una lunga esperienza professionale e un altrettanto importante percorso all’interno delle istituzioni e delle associazioni della comunità italiana in Guatemala.

Dal 1994 è socio direttore dello studio Grazioso Bonetto & Associati ed è stato, tra i numerosi incarichi ricoperti, consulente legale dell’Ambasciata d’Italia in Guatemala.

Il suo rapporto con la collettività italiana viene da lontano: è stato membro del COMITES del Guatemala dal 2002 al 2014, dal 2012 è Vicepresidente della Camera Italiana di Commercio in Guatemala e ha ricoperto per anni incarichi di responsabilità nell’Associazione Italiana di Beneficenza – Club Italiano di Guatemala.

Nel 2023 gli è stata inoltre conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia, riconoscimento che sottolinea ulteriormente il suo legame con l’Italia e il contributo prestato nel contesto della comunità italiana.

Grazioso: “Dobbiamo lottare per i diritti degli italiani all’estero”

Accettando il nuovo incarico, Grazioso ha voluto mettere al centro soprattutto la difesa della collettività:

«Ho interesse a partecipare perché credo che dobbiamo lottare per i diritti degli italiani che vivono all’estero, in particolare di quelli che vivono in Guatemala. Credo che questa sia la strada giusta per raggiungere insieme gli obiettivi che ci siamo prefissati».

Parole che si inseriscono pienamente nella missione del MAIE, fondata sulla difesa dei diritti e degli interessi degli italiani all’estero, sulla valorizzazione della cultura e della lingua italiana e sulla promozione della partecipazione democratica e della cittadinanza attiva.

Un nuovo punto di riferimento per il MAIE in Guatemala

Con la nomina di Aldo Grazioso, il MAIE intende aprire una nuova fase della propria presenza in Guatemala, costruendo una struttura sempre più vicina alle esigenze concrete degli italiani e degli italo-discendenti e capace di dialogare con le associazioni, il mondo imprenditoriale e le diverse realtà della collettività.

Il nuovo Coordinatore Nazionale avrà il compito di promuovere i valori e gli obiettivi del Movimento, coordinare iscritti e simpatizzanti, favorire iniziative sul territorio e rappresentare il MAIE nei rapporti con le istituzioni e con gli altri soggetti della società civile.

La nomina di Grazioso rappresenta così non soltanto il riconoscimento di una lunga storia personale al servizio della comunità, ma anche un investimento sul futuro della presenza del MAIE in Guatemala e, più in generale, sul rafforzamento della rete del Movimento in Centro America.

MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero




Argentina, il MAIE riunisce la comunità italiana a La Pampa: al via il congresso regionale

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Il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) continua il suo percorso di radicamento nelle comunità italiane dell’America Latina. Sabato 9 agosto, nella provincia argentina di La Pampa, si terrà un nuovo congresso regionale dedicato agli italiani residenti nell’area, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con il territorio e definire le priorità dell’attività politica e associativa dei prossimi mesi.

L’iniziativa riunirà dirigenti del movimento, rappresentanti delle associazioni italiane, amministratori locali e numerosi esponenti della collettività. Al centro dei lavori ci saranno i temi che più interessano gli italiani all’estero: servizi consolari, cittadinanza, rappresentanza istituzionale, sostegno alle nuove generazioni e tutela dell’identità culturale italiana.

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Un territorio con una forte presenza italiana

La provincia di La Pampa ospita una comunità di origine italiana profondamente radicata nella storia dell’immigrazione argentina. Come in molte altre regioni del Paese, i discendenti degli emigrati italiani continuano a mantenere vivo il legame con le proprie origini attraverso associazioni, circoli culturali e iniziative dedicate alla lingua e alle tradizioni del nostro Paese.

Il congresso rappresenta quindi anche un momento di incontro tra generazioni diverse, accomunate dalla volontà di mantenere forte il rapporto con l’Italia.

Ascolto e presenza sul territorio

Secondo il MAIE, l’incontro di La Pampa rientra in un più ampio programma di appuntamenti organizzati in Sud America per favorire un confronto diretto con le comunità italiane e raccogliere proposte, esigenze e suggerimenti provenienti dai territori. Il movimento sottolinea l’importanza di una presenza costante tra i connazionali, considerata essenziale per affrontare questioni che spaziano dai servizi consolari alle politiche per gli italiani residenti all’estero.

Uno sguardo alle sfide future

Tra gli argomenti che saranno affrontati figurano anche il ricambio generazionale all’interno delle associazioni italiane, la valorizzazione dei giovani di origine italiana e il rafforzamento dei rapporti economici e culturali tra Italia e Argentina.

Il congresso di La Pampa si inserisce in un calendario di iniziative che il MAIE sta promuovendo in diversi Paesi dell’America Latina, con l’obiettivo di consolidare la rete delle comunità italiane e mantenere vivo il dialogo con i connazionali residenti oltreconfine.




Aggiornato l’elenco dei Patronati italiani nella Repubblica Dominicana

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Una notizia utile per tutti gli italiani residenti nella Repubblica Dominicana.

È stato aggiornato l’elenco ufficiale dei Patronati che operano nel Paese e che offrono assistenza ai connazionali in materia di previdenza, pensioni e sicurezza sociale.

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L’elenco, pubblicato sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, comprende i recapiti dei Patronati autorizzati a fornire supporto per pratiche previdenziali, assistenza ai pensionati e altri servizi rivolti ai cittadini italiani residenti all’estero.

Per garantire la massima imparzialità, i Patronati sono riportati in ordine alfabetico, così da consentire ai connazionali di individuare facilmente il recapito di proprio interesse.

L’elenco aggiornato è consultabile sul sito ufficiale dell’Ambasciata d’Italia:

Servizi pensioni e sicurezza sociale – Ambasciata d’Italia a Santo Domingo

Si invitano tutti gli interessati a verificare i contatti aggiornati prima di avviare una pratica o richiedere assistenza.




Pensionati italiani in Repubblica Dominicana: più semplice ottenere il Certificato di Esistenza in Vita

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Una buona notizia per tutti i pensionati italiani iscritti all’AIRE nella Repubblica Dominicana.

Da oggi tutti i pensionati iscritti all’AIRE, indipendentemente dall’età, potranno ottenere gratuitamente il Certificato di Esistenza in Vita presso l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo dal lunedì al venerdì, dalle ore 11:30 alle ore 12:30, senza necessità di appuntamento.

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In precedenza, infatti, l’accesso senza prenotazione era riservato ai soli connazionali che avevano compiuto il 75° anno di età.

Una volta ottenuto il certificato, sarà possibile rivolgersi a uno dei Patronati presenti sul territorio per la trasmissione della documentazione a Citibank.

Si tratta di un primo importante passo verso una maggiore semplificazione delle procedure, auspicato dal Com.It.Es. di Santo Domingo nel corso dell’ultima Assemblea Straordinaria dedicata alla previdenza sociale, alla quale hanno partecipato anche l’Ambasciata d’Italia e i rappresentanti dei Patronati operanti nella Repubblica Dominicana.

Ringraziamo l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo per questa iniziativa, che faciliterà l’accesso al servizio per un numero sempre maggiore di pensionati.

Il lavoro del Com.It.Es. proseguirà ora con un obiettivo preciso: ridurre ulteriormente le difficoltà logistiche e i costi sostenuti dai pensionati, favorendo la creazione di una rete di “testimoni accettabili” distribuiti sul territorio nazionale che possano rilasciare il certificato secondo modalità quanto più possibile uniformi e, ove possibile, gratuitamente o con costi amministrativi contenuti.

Com.It.Es. Santo Domingo




Dal 3 agosto addio alla carta d’identità cartacea per viaggiare all’estero: cosa cambia per gli italiani

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Dal 3 agosto 2026 la tradizionale carta d’identità cartacea non è più valida per l’espatrio, anche se riporta una data di scadenza successiva. La novità interessa migliaia di cittadini italiani, sia residenti in Italia sia iscritti all’AIRE, ed è il risultato dell’applicazione del Regolamento europeo 2019/1157, che introduce standard di sicurezza più elevati per i documenti d’identità nell’Unione Europea.

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Da questa data, chi intende viaggiare nei Paesi in cui è sufficiente la carta d’identità dovrà essere in possesso della Carta d’Identità Elettronica (CIE) oppure del passaporto. La vecchia carta cartacea non potrà più essere utilizzata per attraversare le frontiere internazionali, indipendentemente dalla scadenza indicata sul documento.

Chi deve sostituire il documento

Il provvedimento riguarda tutti coloro che sono ancora in possesso della carta d’identità cartacea. Chi ha già la Carta d’Identità Elettronica non dovrà fare nulla fino alla naturale scadenza del documento.

Per evitare problemi in occasione di viaggi programmati, il Ministero dell’Interno e la rete consolare invitano i cittadini a richiedere per tempo il nuovo documento, tenendo conto dei tempi necessari per il rilascio.

E gli italiani residenti all’estero?

Anche gli italiani iscritti all’AIRE devono verificare quale documento possiedono. Se dispongono ancora della carta cartacea e intendono viaggiare utilizzandola come documento di espatrio, dovranno sostituirla con una Carta d’Identità Elettronica, ove disponibile tramite la rete consolare, oppure utilizzare il passaporto.

Per molti connazionali residenti all’estero, il passaporto resta comunque il documento più pratico e universalmente riconosciuto per i viaggi internazionali.

Una misura per aumentare la sicurezza

La sostituzione della carta cartacea con quella elettronica rientra nel programma europeo di modernizzazione dei documenti d’identità. La CIE incorpora infatti avanzati sistemi di sicurezza e protezione contro la contraffazione, oltre a un microchip contenente i dati identificativi del titolare.

L’obiettivo è rendere i documenti più sicuri e uniformi in tutti i Paesi dell’Unione Europea, riducendo il rischio di falsificazioni e facilitando i controlli alle frontiere.

Chi è ancora in possesso della vecchia carta cartacea è quindi invitato a verificarne quanto prima la sostituzione, soprattutto se ha in programma un viaggio all’estero nei prossimi mesi. Evitare di arrivare in aeroporto con un documento non più valido può risparmiare spiacevoli inconvenienti e il rischio di vedersi negare l’imbarco.




Istat: nel 2025 oltre 109 mila italiani hanno lasciato il Paese. L’emigrazione resta una sfida per l’Italia

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L’Italia continua a perdere cittadini che scelgono di costruire il proprio futuro all’estero. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, nel 2025 sono stati 109 mila gli italiani emigrati, un numero inferiore rispetto al picco registrato nel 2024, ma che conferma come l’emigrazione rappresenti ancora un fenomeno strutturale del Paese.

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Il calo rispetto ai 141 mila espatri del 2024 è pari al 22,7%, ma gli esperti invitano a non interpretare questo dato come la fine della cosiddetta “fuga degli italiani”. Il saldo migratorio dei cittadini italiani rimane infatti negativo: anche nel 2025 sono stati molti di più coloro che hanno lasciato l’Italia rispetto a quanti vi hanno fatto ritorno. Il saldo è migliorato, passando da -83 mila a -53 mila persone, ma resta comunque un segnale di perdita demografica.

Giovani e laureati continuano a partire

Come già emerso negli ultimi anni, tra i protagonisti dell’emigrazione figurano soprattutto giovani in età lavorativa e persone con un elevato livello di istruzione, attratte da migliori opportunità professionali, stipendi più competitivi e maggiori possibilità di crescita personale.

Molti scelgono Paesi europei come Germania, Spagna e Paesi Bassi, mentre altri si trasferiscono in Canada, Stati Uniti, Australia o in America Latina, dove sono presenti storiche comunità italiane. Per numerosi connazionali il trasferimento all’estero rappresenta non solo una scelta professionale, ma anche un progetto di vita.

La popolazione tiene grazie all’immigrazione

L’Istat evidenzia anche un altro aspetto importante: la popolazione italiana riesce a mantenersi relativamente stabile grazie all’immigrazione straniera.

Nel 2025 gli ingressi di cittadini stranieri sono rimasti molto elevati, con circa 383 mila nuove immigrazioni, contribuendo a un saldo migratorio complessivo positivo di 296 mila persone. Senza questo contributo, il calo demografico dell’Italia sarebbe ancora più marcato, anche a causa del persistente saldo naturale negativo, con un numero di decessi superiore a quello delle nascite.

Un fenomeno che riguarda anche gli italiani nel mondo

Per chi vive già all’estero, questi dati raccontano una realtà ben conosciuta. Le comunità italiane continuano a crescere, alimentate da nuovi arrivi che si affiancano alle storiche collettività emigrate nel secolo scorso.

Anche in Paesi come la Repubblica Dominicana, il Messico, il Guatemala, il Costa Rica, Panama e il Canada, sempre più italiani scelgono di trasferirsi per motivi di lavoro, pensionamento o qualità della vita, contribuendo a rendere le comunità italiane all’estero sempre più numerose e diversificate.

Il fenomeno migratorio italiano, dunque, non appartiene soltanto al passato. Pur con numeri inferiori rispetto all’anno precedente, continua a rappresentare una delle grandi sfide demografiche, economiche e sociali del Paese, ponendo interrogativi sulla capacità dell’Italia di trattenere i propri talenti e di offrire prospettive alle nuove generazioni.




Santo Domingo: l’Ambasciata ripristina la corsia preferenziale per gli ultrasettantenni

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Una buona notizia per la collettività italiana residente nella Repubblica Dominicana.
La corsia preferenziale dell’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo per la presentazione degli atti personalissimi era inizialmente riservata ai connazionali che avevano compiuto il 70° anno di età.
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Nel corso del 2024, nell’ambito delle iniziative volte ad incentivare l’utilizzo dei servizi digitali attraverso il portale FAST-IT, la soglia venne elevata a 75 anni.
Tale modifica fu oggetto di numerose segnalazioni da parte dei connazionali e venne affrontata anche dal Com.It.Es. di Santo Domingo nel corso dell’Assemblea del 23 settembre 2024, durante la quale si sviluppò un costruttivo confronto con la Cancelleria Consolare sulle motivazioni della scelta e sulle ricadute per la nostra collettività.
Il dialogo istituzionale è poi proseguito anche nei mesi successivi e, nei giorni scorsi, il Com.It.Es. ha richiesto conferma della disciplina attualmente vigente.
La Sede Consolare ha confermato che, anche su impulso dell’Ambasciatore Sergio Maffettone, la corsia preferenziale è stata formalmente ripristinata per tutti i cittadini italiani over 70.
Accogliamo con particolare favore questa decisione, che rappresenta un’importante agevolazione per molti nostri connazionali.
Per conoscere nel dettaglio le modalità di accesso, le tipologie di pratiche interessate e gli orari del servizio, invitiamo i connazionali a consultare la comunicazione pubblicata sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo: