C’è un filo che unisce ancora oggi molti piccoli centri italiani alle grandi comunità di italiani e italo-discendenti sparse nel mondo. Un filo fatto di memoria, cultura, storia familiare e, sempre più spesso, anche di collaborazione accademica.
È in questa prospettiva che nasce un nuovo accordo di cooperazione internazionale promosso dal Comune di Caccuri, in provincia di Crotone, insieme ad alcune importanti realtà universitarie e culturali dell’America Latina.

L’obiettivo è ambizioso: rafforzare i rapporti tra la Calabria e il Sud America attraverso la cultura e la valorizzazione del patrimonio italo-discendente.
Dal piccolo borgo calabrese al Brasile e all’Argentina
L’intesa coinvolge il Comune di Caccuri, guidato dal sindaco Luigi Quintieri, la Cattedra Brasiliana di cultura Italica “Radici” del Dipartimento di Introduzione allo studio del diritto e diritto del lavoro dell’Università Federale di Minas Gerais, in Brasile, e la Cattedra di Civiltà Italica e Globalizzazione dell’Università Nazionale di Mar del Plata, in Argentina.
Partecipano inoltre la Fondazione Lined Global e il Premio Letterario Caccuri, rappresentato dal suo presidente Adolfo Barone.
Non si tratta quindi soltanto di un’iniziativa culturale locale.
Il progetto mette in relazione istituzioni italiane e latinoamericane che intendono lavorare insieme su identità, memoria storica, ricerca e formazione.
La memoria degli emigrati diventa cultura
Per milioni di persone in America Latina, l’Italia non è soltanto il Paese indicato sul passaporto dei nonni o dei bisnonni.
È una parte della propria identità.
Cognomi, tradizioni, dialetti, ricette, feste religiose e racconti familiari continuano a sopravvivere a distanza di generazioni.
La Calabria, in particolare, è stata una delle regioni italiane maggiormente interessate dall’emigrazione verso le Americhe.
Per questo iniziative come quella di Caccuri assumono un significato particolare: trasformare la memoria dell’emigrazione in una relazione culturale contemporanea.
Non limitarsi a ricordare chi è partito, ma costruire qualcosa insieme a chi oggi vive dall’altra parte dell’Atlantico.
Università protagoniste
Uno degli aspetti più interessanti dell’accordo è proprio il coinvolgimento delle università.
Il programma prevede infatti conferenze, pubblicazioni, attività di ricerca e programmi di mobilità accademica, creando possibilità di collaborazione tra studiosi e studenti italiani e latinoamericani.
È un modo intelligente per affrontare il tema dell’italianità nel mondo.
La memoria non rimane confinata alle celebrazioni o alle manifestazioni delle comunità.
Diventa materia di studio.
La storia dell’emigrazione italiana, l’evoluzione dell’identità degli italo-discendenti e i rapporti tra Italia e America Latina possono così essere analizzati anche dalle nuove generazioni.
Caccuri come punto d’incontro
La scelta di un piccolo centro calabrese è forse uno degli elementi più significativi dell’iniziativa.
Quando si parla di italiani all’estero, l’attenzione tende spesso a concentrarsi sulle grandi città: Buenos Aires, San Paolo, New York, Toronto, Caracas.
Ma la storia dell’emigrazione parte anche da migliaia di piccoli comuni italiani.
Caccuri rappresenta quindi idealmente uno di questi luoghi di origine.
Un paese dal quale sono partite persone che hanno costruito nuove vite oltreoceano e che oggi può diventare un punto di incontro con le comunità e le istituzioni dei Paesi nei quali quelle persone e i loro discendenti vivono.
Un patrimonio che appartiene a due mondi
Il concetto di patrimonio italo-discendente è particolarmente importante.
Gli italiani emigrati hanno portato con sé la propria cultura, ma nel corso delle generazioni hanno anche assorbito quella dei Paesi di accoglienza.
Il risultato è qualcosa di nuovo: una cultura che è contemporaneamente italiana e latinoamericana.
È proprio questo patrimonio ibrido che iniziative come quella di Caccuri cercano di valorizzare.
Non per stabilire chi sia più italiano degli altri.
Al contrario.
Per dimostrare che l’identità italiana può crescere anche lontano dall’Italia.
Un modello che potrebbe essere replicato
L’accordo calabrese potrebbe inoltre diventare un esempio per altri territori italiani.
Ogni regione, ogni provincia e spesso ogni piccolo comune italiano possiede una propria storia migratoria.
In America Latina esistono comunità di discendenti provenienti praticamente da ogni parte d’Italia.
Creare collegamenti diretti tra i luoghi di origine e quelli nei quali gli emigrati hanno costruito le proprie vite potrebbe produrre nuove opportunità culturali, turistiche e accademiche.
E potrebbe anche aiutare molti giovani italo-discendenti a conoscere meglio le proprie origini.
Non solo memoria, ma futuro
È questo forse l’aspetto più interessante dell’iniziativa.
La valorizzazione delle radici non deve necessariamente significare guardare soltanto al passato.
Può diventare uno strumento per costruire nuove relazioni internazionali, scambi universitari, progetti culturali e occasioni di collaborazione.
Caccuri, un piccolo comune della Calabria, prova così a dialogare direttamente con il Brasile e l’Argentina.
Un dialogo che attraversa l’Atlantico e mette insieme università, istituzioni, fondazioni e cultura.
E dietro tutto questo c’è una storia molto più grande.
Quella di milioni di italiani che un giorno lasciarono il proprio Paese per cercare un futuro altrove.
Oggi i loro figli, nipoti e pronipoti possono tornare a guardare verso quelle terre d’origine non soltanto per ricordare da dove vengono, ma anche per costruire qualcosa di nuovo.