Gli auguri del presidente De Bona ai Bellunesi nel Mondo

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27abmbuonapasqua“In occasione di questa festività così speciale, desidero inviarvi i miei più sinceri auguri di Buona Pasqua, colmi di gioia, serenità e speranza. Che questo momento di rinascita e rinnovamento porti con sé tanta pace e felicità nei vostri cuori e nelle vostre case, ovunque siate nel vasto mondo”. Inizia così il messaggio di auguri che Oscar De Bona, presidente dell’Associazione dei Bellunesi nel Mondo, indirizza idealmente a tutti i bellunesi ovunque residenti in vista della Pasqua.
“Rappresentando l’Associazione Bellunesi nel Mondo, – scrive De Bona – sento una profonda gratitudine nel poter condividere questo legame che ci unisce, che va al di là delle distanze geografiche e delle differenze culturali. Siamo tutti parte di una comunità, legati dalla nostra terra di Belluno e dalla nostra identità bellunese che ci rende unici e speciali. Rivolgo inoltre i miei più sentiti auguri alle istituzioni e alle associazioni della provincia di Belluno, pilastri fondamentali nella promozione del nostro territorio e nel sostegno della nostra comunità locale”.
“Che questa Pasqua – conclude De Bona – sia un momento di riflessione e di rinascita, un’occasione per rafforzare i legami familiari e sociali, e per alimentare la speranza in un futuro migliore per tutti noi”. (aise) 




Lutto tra i Friulani nel Mondo. È morto il presidente Pittaro

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25luttoenteÈ morto il Presidente Emerito dell’Ente Friuli nel Mondo, Pietro Pittaro. Per l’Ente Friuli nel Mondo, che lo ha salutato anche sui suoi profili social, è stato “il Presidente del cambiamento“.
“Salutiamo un grande Friulano”, ha dichiarato commosso il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Loris Basso.
“Sempre disponibile con la gente, si è battuto per ogni causa a favore del Friuli, della lingua friulana, dei Fogolârs Furlans e di tutti i Friulani in Italia e all’estero durante la carica che ha ricoperto dal 2010 al dicembre 2015”, ha spiegato l’Ente. “Uomo di fine cultura, per i collaboratori è sempre stato come un padre, sempre presente nel sostenere e pronto a dispensare ottimi consigli risultanti dalla sua lunga esperienza nei tanti settori che lo hanno visto protagonista. È stato eccellente enologo, viticoltore, titolare dell’azienda Vigneti Pittaro di Codroipo, ha diretto per sedici anni la Cantina di Bertiolo, comune in cui ha anche ricoperto la carica di Sindaco. Presidente Regionale, Nazionale e Internazionale degli Enologi; Presidente del settore vitivinicolo in Regione e della ricerca in enologia in Italia, Accademico della vite e del vino, Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana, Cavaliere al Merito Agricolo della Repubblica Francese. Inoltre orgoglioso Ufficiale degli Alpini. Nel 2017 è stato insignito del Premio Epifania, il “nobel” per la friulanità. Nato a Valvasone nel 1934, ci ha lasciato ad un passo dal traguardo dei suoi 90 anni, per noi troppo presto”, ha concluso l’Ente. (aise)




Australia, Ambasciatore Crudele ricorda prigionieri italiani a Cowra

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australia ambasciatore crudele ricorda prigionieri italiani a cowraL’Ambasciatore d’Italia in Australia, Paolo Crudele, ha ufficialmente aperto l’edizione 2024 del “Festival of International Understanding” di Cowra, cittadina del New South Wales dove – a partire dal 1941 e fino alla conclusione del secondo conflitto mondiale – migliaia di prigionieri di guerra italiani furono internati.

Accompagnato dall’Addetto Militare, Col. Marco Bertoli, e da rappresentanti del Consolato Generale di Sydney e dei COMITES di Canberra e Sydney, l’Ambasciatore Crudele ha partecipato alla cerimonia presso il monumento che ricorda i prigionieri italiani – inaugurato nel 1997 nel luogo dove sorgevano gli edifici del campo di internamento – alla quale hanno partecipato anche familiari dei soldati italiani che erano stati ospitati nella struttura.

Nel discorso di apertura dell’evento, l’Ambasciatore Crudele ha dichiarato che “Il Festival di Cowra è dedicato all’importanza di aprirsi agli altri e all’amicizia tra i popoli, di cui l’esperienza legata al campo di prigionia di soldati italiani rappresenta un esempio paradigmatico. I nostri amici australiani ed i rappresentanti delle istituzioni locali hanno ricordato in più occasioni l’ottima relazione che i prigionieri italiani riuscirono a sviluppare con la popolazione locale grazie al contributo che seppero dare impegnandosi nel lavoro agricolo e nei mestieri ed alle bellissime opere artistiche che crearono nel periodo di prigionia”. La Galleria d’Arte di Cowra conserva infatti numerose opere d’arte dei militari italiani: artefatti di oreficeria, sculture e due imponenti dipinti della Madonna e di San Giuseppe che erano ospitati nella chiesetta cattolica costruita all’interno del campo.

L’Italia è stata la nazione ospite d’onore dell’edizione 2024 dopo esserlo già stata ben 55 anni fa, nel 1969. In quest’edizione, insieme alle autorità locali, è stato messo a dimora un cipresso vicino al pioppo piantato alla fine degli anni sessanta, ad imperituro ricordo dell’evento e dell’amicizia che lega Cowra al nostro Paese. Nel corso del Festival numerose sono state le iniziative culturali sponsorizzate dall’Ambasciata, che ha anche presentato tramite un proprio spazio le principali bellezze turistiche della penisola.




Rinasce a Ginevra l’Associazione Regionale Campana

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saig comitato associazione campane vaccaro immagine2Rinasce con orgoglio e slancio l’Associazione Regionale Campana a Ginevra, un ritorno che espande la presenza associativa nel Cantone e promette nuove sinergie culturali e sociali. Il suo risorgere è il frutto di una fervida visione portata avanti da Antonio Vivolo, originario di Bagnoli Irpino, nel cuore della provincia di Avellino, che ha saputo infondere ad un gruppo di amici la passione per riaffermare l’identità partenopea in un contesto di collaborazione con altre realtà associative del Cantone di Ginevra. Il neonato Consiglio Direttivo si è già riunito, lo scorso 22 marzo, per dare concretezza a questa visione, approvando l’Atto Costitutivo e lo Statuto che regoleranno la vita associativa dei campani a Ginevra. Unanimemente sono stati eletti i membri del direttivo, pronti ad avviare l’iter che condurrà alle prossime tappe: – Antonio VIVOLO, Presidente; Antonio NICASTRO, Vicepresidente; Marcello MARANO, Segretario; Gino DI CAPUA, Vicesegretario e responsabile della comunicazione; Michele D’ADDONA, Cassiere; Pasquale AURILIA, Vice cassiere e responsabile della comunicazione; Mario DE SENA, Logistica.

Abbiamo chiesto al Presidente appena eletto, Antonio Vivolo, di condividere le sue riflessioni sulle ragioni che hanno motivato la creazione di questa Associazione Regionale in un periodo in cui l’associazionismo soffre la mancanza di un ricambio generazionale. “Emerge con chiarezza che la creazione di questa nuova associazione campana si configura come uno strumento essenziale per promuovere una visione comune presso le istituzioni e per condividere le migliori azioni con altre realtà associative del Cantone, al fine di aumentare l’efficacia nella progettazione e promozione dell’Italia a Ginevra. Lo scambio di esperienze e competenze può contribuire alla crescita del territorio italiano, nel rispetto delle sue peculiarità, e favorire un dialogo più costruttivo con gli enti regionali, nazionali e le autorità locali. Inoltre, mi sento onorato di assumere questo incarico prestigioso. L’Associazione Regionale Campana Ginevra si pone come un’opportunità per condividere obiettivi e affrontare insieme le sfide future. Spero che possa anche diventare un mezzo per valorizzare ancor di più il territorio campano e per facilitare un confronto costruttivo nell’implementazione di azioni comuni a vantaggio della nostra amata Patria”. La rinascita dell’Associazione Regionale Campana a Ginevra viene accolta come un segno di speranza, emozionando coloro che nutrono un profondo attaccamento all’associazionismo in generale. Il valore morale, sociale e tradizionale delle nostre radici ritorna così al centro di un rinnovato impegno e protagonismo, in linea con la millenaria storia della nostra amata Italia. La Società delle Associazioni Italiane di Ginevra augura alla neo associazione campana ogni successo e soddisfazione in questa nuova avventura rappresentativa. (Carmelo Vaccaro, Coordinatore della Saig- Società delle Associazioni di Ginevra, La Notizia di Ginevra/Inform)

 

 




Italiani all’estero con il MAIE, protagonisti sul territorio e nel dibattito politico

odoguardi maie lavoriamo

odoguardi maie lavoriamoProtagonisti sul territorio e nel dibattito politico, sempre. Questa è la principale differenza tra il Movimento Associativo Italiani all’Estero e le altre forze politiche. Questo è ciò che ci distingue da tutti gli altri più di ogni altra cosa, oltre al fatto che il MAIE si focalizza sulle problematiche degli italiani all’estero e con il proprio impegno e il proprio lavoro difende gli interessi degli italiani nel mondo dovunque essi siano.

Ai tanti connazionali che ci contattano attraverso i nostri canali social e le nostre email istituzionali, chiedendoci come possono contribuire a fare crescere ulteriormente il nostro progetto e il network del Movimento, rispondiamo che anche in questo ci differenziamo da quelli che noi chiamiamo i partiti romani: nel MAIE non è mai esistito un tesseramento vero e proprio, non chiediamo un centesimo agli italiani che ci seguono e che si riconoscono nelle nostre idee, nei nostri valori, nelle nostre battaglie. A loro chiediamo, se vogliono, di concederci un po’ del proprio tempo, per aiutarci a diffondere la voce del MAIE, che poi è quella delle comunità italiane nel mondo.

Per entrare nel nostro Movimento, per dare una mano con spirito di squadra e di volontariato, basta contattare uno dei nostri tanti coordinatori presenti in ogni circoscrizione consolare. Saranno loro, volta per volta, a spiegare ai connazionali.

Continueremo giorno dopo giorno a lottare per migliorare la qualità di vita degli italiani all’estero e per sostenere e promuovere il Sistema Italia nel mondo.

Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE




“Migrazione veneta in Sudamerica. Storie da raccontare”: concorso per giovani under 25 residenti nei paesi sudamericani

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associazione famiglia veneta di rosario migrazione veneta in sudamerica. storie da raccontareimmagine4“Migrazione veneta in Sudamerica. Storie da raccontare”: è il concorso rivolto ai giovani under 25  residenti nei paesi sudamericani organizzato da Associazione Famiglia Veneta di Rosario, Società Italiana “Le Tre Venezie” di Mar del Plata, Wigwam Rosario Local Community, nell’ambito della terza edizione del Premio Wigwam Stampa Italiana per under 25 “Giovani generazioni per Comunità resilienti 2024”. Il concorso “Migrazione veneta in Sudamerica. Storie da raccontare”- sponsorizzato dal Comitato delle Associazioni Venete dell’Argentina (CAVA), Wigwam Circuit (Italia) e Gens Turismo Genealogico na Italia (Veneto, Italia) –  è volto a raccogliere elaborati (scritti e immagini) realizzati da giovani che “attraverso il dialogo e la ricerca intergenerazionale, recuperino le storie degli immigrati di origine veneta dalle loro comunità locali”.

Obiettivi : “Preservare e conservare, attraverso la narrazione, le memorie e/o le usanze degli immigrati veneti nelle comunità dell’Argentina e del Sudamerica;  Promuovere la trasmissione intergenerazionale, rafforzando i legami tra le famiglie che sono emigrate dalla Regione Veneto. nel Sudamerica;  Incoraggiare la scrittura e la lettura come pratica per esprimere/descrivere esperienze/sentimenti; Stimolare le attività di comunicazione e ricerca tra i giovani; Incoraggiare la partecipazione dei giovani alle associazioni di emigrati veneti in Sudamerica”.  Possono partecipare i giovani residenti in qualsiasi Paese del Sudamerica , che siano o meno di origine veneta). I partecipanti devono elaborare documenti inediti in lingua italiana e originali che raccontino aneddoti sull’immigrazione veneta nella propria comunità e/o famiglia, attraverso un’intervista personale e/o la ricerca di fonti e materiale bibliografico.  Data di consegna: entro il 31 luglio 2024. (per il testo integrale del Bando si veda https://drive.google.com/file/d/1SlQxHWB3f0y5PciQEExvnQyoaVzyJKFO/view?usp=sharing ) (Inform)




I Piemontesi nel Mondo festeggiano i 50 anni del loro monumento

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23duttomonumentoDa venerdì 21 a domenica 23 giugno verrà celebrato il cinquantesimo anniversario del monumento “ai Piemontesi nel Mondo” di San Pietro Val Lemina. L’opera venne realizzata dall’artista e scultore Gioachino Chiesa, di fama internazionale, mancato nel luglio 2023 a Bra, all’età di 86 anni. Il monumento raffigura tre figure umane: due uomini e una madre che regge in braccio il suo bambino.
I loro volti sono segnati dalla fatica e dalla dignità che solo il lavoro può conferire. Uno degli uomini scava la terra con un badile, mentre l’altro lavora la pietra con martello e piccone. La madre sta in piedi tra loro, simbolo di forza e resilienza. Queste tre figure sono collocate su una base che richiama la geografia del mondo. Il blocco di cemento su cui poggiano simboleggia la prua di una nave, evocando il viaggio e la speranza di una vita migliore.
Il monumento ci ricorda che l’emigrazione, sebbene talvolta possa portare ricchezza, è sempre accompagnata da lavoro duro, sofferenza e privazioni.
Ad organizzare le manifestazioni per il cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione, che avvenne il 13 luglio 1974, è l’Associazione Piemontesi nel Mondo, guidata dal presidente Michele Colombino, con il patrocinio del Comune di San Pietro Val Lemina ed il sostegno della Regione Piemonte. I dettagli del programma sono in via definizione, ma l’impalcatura esiste già: venerdì 21 giugno vi sarà una serata dedicata al cinema dell’emigrazione. Sabato 22 giugno, in mattinata, un convegno internazionale a Torino e, nel pomeriggio, il trasferimento a San Pietro Val Lemina ed a Frossasco, cui seguiranno una “merenda sinoira” e, in serata, un concerto bandistico. Domenica 23 giugno il clou della festa, con in mattinata l’apposizione di una targa ricordo del cinquantesimo al monumento ed un convegno con i Comuni piemontesi gemellati in ogni parte del mondo dove vi sia la presenza organizzata di piemontesi e dei loro discendenti.
Seguiranno il pranzo e, nel pomeriggio, un concerto di musica popolare.
“Il monumento è dedicato alla fiumana immensa di corregionali che lasciarono nel corso di vari decenni il nostro Piemonte per emigrare, quasi sempre con dolore, sofferenza e rimpianto: moltissimi se ne andarono come esuli della miseria, ricchi però di un patrimonio di tradizione e valori che hanno caratterizzato la loro nuova realtà di pellegrini, costruttori di un mondo dai nuovi confini”, spiega il presidente Colombino. “Si svolgeranno incontri con figli e nipoti di emigrati provenienti da vari Paesi e tra Comuni gemellati in varie parti del mondo, con scambio di esperienze. Si terranno incontri istituzionali, approfondimenti culturali, con proposte per interscambi, collaborazioni e progetti di “turismo delle radici”, per la migliore accoglienza di coloro che vorranno assaporare il gusto e il profumo delle origini. Non potranno mancare alcuni momenti musicali per riproporre sentimenti, sensazioni, nostalgie in musica, vecchi canti delle nostre tradizioni coronati dall’inno ufficiale dei Piemontesi nel mondo: “Noi soma piemontèis””.
Sul sito web dell’associazione, www.piemontesinelmondo.org si sta realizzando un portale multimediale, uno spazio digitale in cui le associazioni, gli enti, i Comuni e tutti gli interessati potranno partecipare virtualmente all’evento, inviando documenti, saluti, foto, video, audio, da condividere con tutti i partecipanti e presentare le varie realtà a tutto il mondo (per informazioni si può scrivere alla vice presidente Luciana Genero, alla seguente mail: colombino@piemontesinelmondo.org).
Conclude il presidente Colombino: “trasmetteremo alle nuove generazioni il senso di appartenenza, unione e fraternità indipendente dalle distanze geografiche, confermando i valori risalenti alle origini del fenomeno migratorio, tuttora insiti nel nostro orgoglio “piemontese” aperto al mondo, all’umanità, messaggeri di concordia sull’esempio dei nostri emigrati, come scrisse il nostro grande poeta piemontese Nino Costa nella poesia “Rassa nostran-a – Ai Piemontèis ch’a travaja fòra d’Italia”:
“Tut ël Piemont ch’a va a cerchesse ‘l pan, tut ël Piemont con sua
parlada fiera, che ‘nt le bataje dël travaj uman a ten auta la front… e la bandiera
” (“Tutto il Piemonte che va a cercarsi il pane, tutto il Piemonte con la sua parlata fiera, che nelle battaglie del lavoro umano tiene alta la fronte e… la bandiera”)”. (renato dutto\aise) 




“Cercando radici. Alla scoperta degli antenati italiani”, il webinar del Comites Washington

genealogia

genealogiaSi intitola “Cercando radici. Alla scoperta degli antenati italiani” il webinar organizzato dal Comites di Washington presieduto da Maby Palmisano.
L’incontro dedicato alla genealogia e alla storia di famiglia si terrà sulla piattaforma zoom domani, 23 marzo, alle 12.00.
L’incontro fornirà alcune essenziali indicazioni su come avviare una ricerca dei propri antenati italiani e presenterà al pubblico italiano, italo-americano, e non solo la “Mappatura generale di archivi, risorse e strumenti per la ricercar genealogica in rete. Antenati italiani”, recentemente pubblicata dall’archivio di stato di Modena (Ministero della Cultura).
Relatori saranno Miles Nerini e Matteo Borelli.
Miles Nerini, laureato in Storia medievale, ha collaborato per diversi anni con la cattedra di Storia del diritto medievale e moderno dell’Università di Bologna. Funzionario archivista per il Ministero della cultura, è vicedirettore dell’Archivio di Stato di Modena, presso cui è responsabile della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica. Insegna Archivistica e Archivistica informatica all’Università di Bologna.
Matteo Borelli, dottore magistrale in Scienze storiche e orientalistiche, si occupa da diversi anni di genealogia e storia di famiglia; è l’autore della “Mappatura”, coordinatore del progetto “Genealogie d’Italia”, socio corrispondente dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano (IAGI) e membro dell’Association of Professional Genealogists (APGN). (aise)




Il ruolo degli italiani in Costa Rica nel progetto ‘Le interviste del Comites’

camera di commercio

camera di commercioIl Comitato degli Italiani all’Estero in Costa Rica (Com.It.Es.) ha recentemente lanciato il progetto “Le Interviste del Comites”, una raccolta di interviste a italiani e italodiscendenti che hanno giocato un ruolo significativo nello sviluppo della società costaricana.

“L’iniziativa nasce dalla nostra passione per l’Italia e dalla volontà di condividere alcuni dei suoi aspetti, come le modalità di emigrazione alla fine del XIX secolo e quelle attuali, e il modo in cui le comunità si sono unite ieri e oggi”.

Spiega Giuseppe Cacace, in Costa Rica da 27 anni e attuale presidente del Com.It.Es. “Il progetto mira anche a evidenziare coloro che si sono distinti in Costa Rica, sia italiani che italodiscendenti. In alcuni casi, però, sarà necessario intervistare figli o nipoti, poiché i protagonisti non sono più tra noi. Abbiamo optato per interviste concise, limitate a sette domande, per renderle facili da leggere e coinvolgenti”. I dialoghi raccolti dal Comitato vengono pubblicati sul blog del Com.It.Es. e condivisi sui canali social e su altre piattaforme giornalistiche. Cacace racconta che la selezione dei protagonisti delle interviste è stata un processo delicato: “Abbiamo individuato oltre 100 persone con cittadinanza italiana che si sono distinte in vari settori qui in Costa Rica. I criteri di selezione variano e vengono valutati caso per caso, considerando aspetti imprenditoriali, onorificenze locali, cattedre universitarie, popolarità, e altri criteri”.
La comunità italiana in Costa Rica è numerosa, con circa 200.000 italodiscendenti su una popolazione di poco più di 5 milioni di persone. Gli iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, secondo dati ufficiali del 2022, ammontano a circa 8.400. “Il contributo della comunità italiana al Costa Rica è diversificato e spesso sottovalutato”, conclude Cacace. “Con questo progetto, vogliamo mettere in luce l’importanza e il ruolo significativo che l’Italia e i suoi cittadini hanno avuto e continuano ad avere nel paese. Troviamo italiani e italodiscendenti che occupano posizioni di rilievo in importanti aziende costaricane, ma questo aspetto non sempre riceve l’attenzione che merita. Cerchiamo di comprendere le ragioni di questa sottovalutazione e di evidenziare l’apporto prezioso della comunità italiana al Costa Rica”.

da 9colonne.it




Gli italiani all’estero, per curarsi in Italia, dovranno pagare la Sanità?

servizisanitarivert

servizisanitarivertSei milioni di italiani all’estero potrebbero continuare a usufruire dei servizi di sanità offerti dallo Stato. La proposta viene da Fratelli d’Italia —il partito politico della premier Giorgia Meloni— ed è stata depositata in commissione Sanità e Affari sociali della Camera.

L’idea è nata dalla necessità di salvare i conti dello Stato: chi, tra gli italiani residenti all’estero, obbligati per legge a iscriversi all’Aire (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), volesse mantenere il diritto all’assistenza sanitaria italiana, potrebbe dover versare un contributo annuale. Se la proposta fosse approvata, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della norma si convertirebbe in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm).

«Poiché il costo di un paziente italiano in Italia è, stando ai dati Istat, di 3mila euro l’anno» —ha affermato il deputato di Fdi eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale Andrea Di Giuseppe— «e poiché si presume che queste persone si recherebbero in ospedale solo in casi eccezionali, è alquanto probabile che l’importo sarà di 1.500 euro l’anno, 200 euro in più, 200 euro in meno».

Il parlamentare aveva anticipato l’iniziativa poco meno di un anno fa.

Secondo Di Giuseppe, «nelle casse dello Stato entrerebbero ogni anno 8,9 miliardi, ovvero il 31% circa dei 28 stanziati con la manovra 2024 e il decreto legislativo che avvia la riforma fiscale. Questa legge farà emergere i due terzi in più di italiani che oggi sono residenti stabilmente fuori dall’Italia, e che non si sono iscritti all’Anagrafe in quanto se lo avessero fatto avrebbero perso la tessera sanitaria».

Il deputato ha spiegato come l’obiettivo sia «recuperare risorse economiche ingenti», partendo dalla considerazione che «ci sono persone che vivono e versano tasse all’estero, non contribuiscono in nessun modo a livello fiscale e usano l’assistenza sanitaria in Italia, pesando sulle casse dello Stato» (tg24.sky.it).

puntodincontro.mx