New York celebra 50 anni dell’Italian Heritage Committee e 250 anni del contributo italiano agli Stati Uniti

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Il 2026 è un anno speciale per la comunità italo-americana. L’Italian Heritage and Culture Committee of New York (IHCC-NY) celebra infatti il 50° anniversario della sua fondazione, mentre negli Stati Uniti si commemorano i 250 anni dell’Indipendenza americana, un’occasione per ricordare anche il contributo dato dagli italiani e dagli italo-americani alla nascita e allo sviluppo del Paese.

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Fondato nel 1976, l’IHCC-NY promuove da mezzo secolo la lingua, la cultura e le tradizioni italiane attraverso mostre, conferenze, concerti, programmi educativi e iniziative rivolte alle nuove generazioni. Il presidente Joseph Sciame, tra i fondatori del Comitato, ha ricordato come in cinquant’anni l’organizzazione abbia contribuito a valorizzare le eccellenze italiane e il ruolo degli italo-americani nella società statunitense.

Le celebrazioni si inseriscono nel più ampio programma America250, che rende omaggio ai 250 anni degli Stati Uniti e mette in luce il contributo italiano alla storia americana: dall’esploratore Amerigo Vespucci, che diede il nome al continente, fino agli imprenditori, artisti, scienziati e milioni di emigrati italiani che hanno contribuito alla crescita degli Stati Uniti.

Per la comunità italiana di New York e dell’intera East Coast sarà un anno ricco di appuntamenti culturali, istituzionali e celebrativi, destinati a rafforzare il legame tra Italia e Stati Uniti e a trasmettere alle nuove generazioni l’orgoglio delle proprie radici.

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Il Comites di Montreal riunisce l’assemblea: cittadinanza, elezioni e futuro della comunità italiana

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Il Comites di Montreal tornerà a riunirsi in assemblea martedì 30 giugno, alle ore 18, in videoconferenza sulla piattaforma Zoom. Un appuntamento importante per fare il punto sulle principali questioni che riguardano la numerosa comunità italiana residente nella circoscrizione consolare canadese.

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Presieduta da Anna Colarusso, l’assemblea affronterà diversi temi di grande attualità. Tra questi, un bilancio della recente conferenza dedicata alla nuova legge sulla cittadinanza italiana, argomento che negli ultimi mesi ha suscitato un ampio dibattito tra gli italiani residenti all’estero. Saranno inoltre esaminate la partecipazione a ItalFestMtl 2026, la conclusione dell’attuale mandato del Comites e l’organizzazione delle prossime elezioni.

All’ordine del giorno figurano anche la proposta di nominativi per il conferimento di onorificenze, l’approvazione del verbale della precedente riunione e le comunicazioni su varie questioni di interesse per la collettività italiana.

I Comites (Comitati degli Italiani all’Estero) sono organismi eletti direttamente dai cittadini italiani residenti nelle diverse circoscrizioni consolari. Hanno il compito di rappresentare la comunità italiana nei rapporti con le autorità consolari e di promuovere iniziative culturali, sociali e assistenziali a favore dei connazionali.

L’assemblea di Montreal conferma il ruolo centrale dei Comites nel mantenere vivo il dialogo con le istituzioni italiane e nel dare voce alle esigenze delle comunità italiane residenti all’estero, sempre più coinvolte nei temi della cittadinanza, dei servizi consolari e della partecipazione democratica.




Nicaragua e Italia rafforzano la cooperazione: missione dell’IILA guidata da Giorgio Silli

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Prosegue l’impegno dell’IILA (Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana) per consolidare i rapporti tra l’Italia e l’America Latina. Dopo le recenti missioni in Venezuela e nella Repubblica Dominicana, il Segretario Generale Giorgio Silli ha concluso una visita ufficiale in Nicaragua, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo istituzionale e ampliare la cooperazione in numerosi settori strategici.

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Nel corso della missione, Silli ha incontrato le principali autorità del Paese, tra cui i co-ministri degli Esteri Denis Moncada Colindres e Valdrack Jaentschke, la viceministra per la Cooperazione Esterna Olimpia Ochoa e il ministro consigliere della Presidenza Iván Lara. Gli incontri hanno permesso di fare il punto sui rapporti tra l’IILA e il Nicaragua, confermando la volontà comune di sviluppare nuovi progetti di collaborazione.

Una parte importante della visita è stata dedicata alla cultura e alla formazione. Il Segretario Generale ha incontrato i rappresentanti della Fondazione INCANTO e dell’Istituto delle Culture dei Popoli e delle Gioventù, presso il Teatro Nazionale Rubén Darío di Managua, dove è stato presentato il progetto “Resonancias IILA–Chigiana”, realizzato in collaborazione con l’Accademia Musicale Chigiana di Siena per sostenere la formazione di giovani musicisti latinoamericani.

Ampio spazio è stato riservato anche allo sviluppo economico. Durante gli incontri con Nicaragua Diseña sono stati illustrati i risultati del programma AILAMHUB – Accademia Italo-Latinoamericana della Moda, che offre opportunità di formazione e mobilità internazionale a professionisti e giovani imprenditori del settore della moda sostenibile. Successivamente Silli ha visitato la Corporazione delle Zone Franche del Nicaragua, approfondendo le possibilità di collaborazione industriale e commerciale tra il Paese centroamericano e le imprese dei Paesi membri dell’IILA.

La missione si è conclusa con una visita alla città coloniale di Granada, uno dei principali centri culturali e turistici del Nicaragua. «La collaborazione tra IILA e Nicaragua rappresenta un esempio concreto di come il dialogo e la cooperazione possano generare opportunità di crescita condivisa», ha dichiarato Giorgio Silli, sottolineando l’importanza di investire nella formazione, nella creatività e nello sviluppo sostenibile.

La visita conferma il ruolo sempre più attivo dell’IILA nel promuovere relazioni tra l’Italia e l’America Latina, favorendo progetti che spaziano dalla cultura all’innovazione, dalla formazione professionale alla cooperazione economica, con l’obiettivo di creare nuove opportunità per i Paesi membri dell’Organizzazione.




Gli spazzacamini di tutto il mondo tornano in Valle Vigezzo: dal 4 al 7 settembre la 43ª edizione del Raduno Internazionale

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Volti anneriti dalla fuliggine, antichi attrezzi del mestiere e centinaia di divise nere provenienti da ogni angolo del pianeta. Dal 4 al 7 settembre la Valle Vigezzo, in Piemonte, ospiterà la 43ª edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino, una manifestazione unica al mondo che ogni anno richiama oltre mille spazzacamini professionisti e migliaia di visitatori.

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L’evento si svolgerà tra Santa Maria Maggiore, Malesco, Druogno e altri centri della valle, considerata la storica patria degli spazzacamini. Per secoli, infatti, da queste montagne partirono uomini e ragazzi diretti verso Francia, Svizzera, Germania, Austria e altri Paesi europei per svolgere un mestiere duro e spesso pericoloso, che rappresentava l’unica possibilità di sostentamento per molte famiglie.

Il momento più atteso sarà la grande sfilata di domenica 6 settembre a Santa Maria Maggiore. Più di mille spazzacamini, con i tradizionali abiti da lavoro, sfileranno per le vie del paese accompagnati da bande musicali e gruppi folkloristici. Al termine della parata sarà rievocata l’antica pulitura dei camini utilizzando gli strumenti originali del mestiere, in un suggestivo viaggio nella storia dell’emigrazione italiana.

Il Raduno non è soltanto una festa. È anche un momento di memoria dedicato ai “rüsca”, i bambini-spazzacamino che tra il XIX e il XX secolo lasciavano le loro famiglie per affrontare inverni durissimi nei Paesi del Nord Europa, spesso vittime di sfruttamento e privazioni. La loro storia è raccontata nel Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, uno dei pochi al mondo dedicati a questa antica professione.

Accanto alle celebrazioni non mancheranno concerti, incontri, momenti conviviali e iniziative culturali. Il lunedì conclusivo vedrà gli spazzacamini in visita al Lago d’Orta, con una sfilata nel borgo di Orta San Giulio, trasformando la manifestazione anche in un’importante occasione di promozione turistica del territorio.

Quello della Valle Vigezzo è molto più di un raduno folkloristico. È un omaggio alla dignità del lavoro, alla memoria dell’emigrazione italiana e a una professione che, pur evolvendosi nel tempo, continua a essere un simbolo di sacrificio, solidarietà e orgoglio per migliaia di famiglie italiane nel mondo.




I friulani nel mondo si ritrovano a Udine: una Convention nel segno del terremoto del 1976

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Cinquant’anni dopo il terremoto che sconvolse il Friuli, i friulani sparsi nei cinque continenti torneranno a riunirsi nella loro terra d’origine per un appuntamento ricco di significato.

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L’Ente Friuli nel Mondo ha organizzato la tradizionale Convention annuale dei Friulani nel Mondo, in programma il 24 e 25 luglio a Udine. L’edizione 2026 sarà dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del 6 maggio 1976, una tragedia che provocò quasi mille vittime ma che divenne anche il simbolo di una straordinaria rinascita civile e sociale.

All’incontro parteciperanno rappresentanti dei Fogolârs Furlans, le associazioni che mantengono viva la cultura friulana nei diversi Paesi del mondo. Dall’Europa alle Americhe, dall’Australia al Sudafrica, centinaia di emigrati e loro discendenti si ritroveranno per rafforzare il legame con la terra d’origine e confrontarsi sui progetti dedicati alle nuove generazioni.

Il tema del terremoto del 1976 sarà al centro delle celebrazioni. Quel sisma non rappresenta soltanto una delle pagine più dolorose della storia del Friuli, ma anche un esempio di ricostruzione diventato un modello internazionale. La popolazione seppe reagire con dignità, determinazione e spirito di solidarietà, ricostruendo paesi, chiese, scuole e attività economiche senza abbandonare il territorio.

La Convention offrirà anche l’occasione per riflettere sul ruolo svolto dall’emigrazione friulana. Da oltre settant’anni l’Ente Friuli nel Mondo mantiene i rapporti con decine di migliaia di corregionali residenti all’estero, promuovendo iniziative culturali, incontri, programmi dedicati ai giovani e attività per conservare lingua, tradizioni e identità friulana.

L’appuntamento di Udine rappresenterà quindi molto più di una semplice riunione associativa. Sarà un momento di memoria, di riconoscenza verso chi contribuì alla rinascita del Friuli dopo il terremoto e di rinnovato impegno affinché le nuove generazioni di friulani nel mondo continuino a sentirsi parte di una comunità che, anche nei momenti più difficili, ha saputo trasformare il dolore in una straordinaria forza di rinascita.




Voto degli italiani all’estero, la riforma arriva in Aula: più sicurezza contro brogli e irregolarità

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La riforma della legge elettorale approda nell’Aula della Camera dei Deputati e porta con sé importanti novità anche per gli italiani residenti all’estero.

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Dopo il via libera della Commissione Affari Costituzionali, è iniziato a Montecitorio l’esame della proposta di legge presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, che contiene nuove disposizioni destinate a rafforzare la sicurezza del voto per corrispondenza degli oltre sei milioni di italiani iscritti all’AIRE.

Secondo quanto illustrato in Commissione dal deputato Andrea Di Giuseppe, eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, il Governo dovrà aggiornare entro tre mesi il regolamento di attuazione della legge sul voto all’estero, introducendo misure per garantire la libertà, la sicurezza e la segretezza del voto.

Tra le principali novità previste figurano controlli più rigorosi sulla stampa delle schede elettorali, per impedire la produzione di materiale non autorizzato, nuove modalità di spedizione dei plichi elettorali dai Consolati per ridurre furti e smarrimenti e sistemi di verifica dell’identità dell’elettore, con l’obiettivo di contrastare voti multipli, coercizioni e possibili frodi.

Negli ultimi anni il voto per corrispondenza è stato spesso al centro di polemiche e contestazioni, con denunce di schede mai recapitate, plichi scomparsi e sospetti di irregolarità in diversi Paesi. La riforma punta proprio a rafforzare la fiducia nel sistema senza mettere in discussione il diritto di voto degli italiani residenti all’estero.

La proposta di legge interviene anche sul sistema elettorale nazionale, introducendo una soglia del 42% per ottenere il premio di maggioranza ed eliminando il ballottaggio previsto nella versione originaria del testo. Le opposizioni hanno presentato centinaia di emendamenti e il confronto parlamentare si preannuncia acceso.

Per milioni di italiani che vivono fuori dai confini nazionali, il dibattito di queste settimane rappresenta un passaggio importante. L’obiettivo dichiarato della riforma è rendere il voto all’estero più sicuro, trasparente e affidabile, preservando un diritto fondamentale per le comunità italiane sparse nel mondo.




Repubblica Dominicana e Italia rafforzano la cooperazione: missione ufficiale di Giorgio Silli a Santo Domingo

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Si rafforzano i rapporti tra Italia e Repubblica Dominicana. Il Segretario Generale dell’IILA (Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana), Giorgio Silli, ha compiuto una missione ufficiale a Santo Domingo per consolidare la collaborazione tra l’Organizzazione e il Paese caraibico, con particolare attenzione ai settori della giustizia, della sicurezza e dello sviluppo istituzionale.

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Nel corso della visita, svoltasi il 25 giugno, Silli ha incontrato alcune delle principali autorità dominicane, tra cui la Procuratrice Generale Yeni Berenice Reynoso, il viceministro degli Esteri Francisco Caraballo, il ministro della Presidenza José Ignacio Paliza, la viceministra della Cooperazione Internazionale Olaya Dotel Caraballo, il ministro della Giustizia Antoliano Peralta Romero e l’ambasciatore dell’Unione Europea nella Repubblica Dominicana, Raúl Fuentes Milani.

Al centro dei colloqui vi sono stati i numerosi programmi di cooperazione che vedono la Repubblica Dominicana protagonista nell’ambito delle iniziative promosse dall’IILA. Un’attenzione particolare è stata dedicata al programma europeo EL PAcCTO 2.0, finalizzato a rafforzare le istituzioni impegnate nella lotta contro la criminalità organizzata, la corruzione e i reati economici.

Tra i progetti più apprezzati figura anche quello dedicato alla Giustizia Minorile Riparativa nei Paesi membri del Sistema di Integrazione Centroamericana (SICA), realizzato dall’IILA in collaborazione con la Segreteria Generale del SICA e con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano. Proprio nei giorni scorsi Santo Domingo ha ospitato il terzo incontro regionale sul tema, conclusosi con l’approvazione di un modello comune destinato a rendere più efficace e inclusivo il sistema di giustizia minorile dell’area.

La missione ha inoltre confermato la solidità delle relazioni tra Italia e Repubblica Dominicana anche in altri settori strategici, come la scienza, la tecnologia, lo sviluppo sostenibile, l’agricoltura di precisione, l’economia circolare e la promozione culturale. Tra le iniziative in corso figurano anche programmi di formazione nel settore spaziale sviluppati in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana.

La visita di Giorgio Silli rappresenta un ulteriore passo nel consolidamento dei rapporti tra Roma e Santo Domingo, confermando la volontà comune di ampliare una collaborazione che negli ultimi anni si è estesa ben oltre le tradizionali relazioni diplomatiche, coinvolgendo formazione, sicurezza, innovazione e sviluppo economico.




Terremoto in Venezuela, il MAIE mobilita la rete di assistenza

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Il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) ha espresso vicinanza alle famiglie colpite dal devastante terremoto che ha sconvolto il Venezuela e ha annunciato l’attivazione della propria rete sul territorio per assistere gli italiani e i loro discendenti.

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In una nota, il presidente del MAIE, Ricardo Merlo, ha manifestato «profondo cordoglio» per le vittime della tragedia e ha assicurato che il movimento è impegnato a seguire da vicino l’evolversi della situazione, con particolare attenzione alla numerosa comunità italiana e italo-venezuelana presente nel Paese.

Il coordinatore del MAIE per il Venezuela e le Americhe, Antonio Iachini, sta lavorando insieme ai rappresentanti territoriali per monitorare le necessità dei connazionali, raccogliere informazioni e collaborare con le autorità italiane affinché gli aiuti raggiungano rapidamente le aree più colpite. Anche il senatore Mario Borghese ha confermato che sono in corso contatti costanti con gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero e con le istituzioni competenti.

L’iniziativa si affianca all’intervento della Farnesina e della Protezione Civile italiana, che hanno già avviato l’invio di squadre di soccorso e l’assistenza consolare, mentre cresce la preoccupazione per la sorte di alcuni italo-venezuelani ancora dispersi nelle zone più devastate dal sisma.




Sottosegretario Dell’Utri a Panama per rafforzare le relazioni con le regioni dell’America Latina e dei Caraibi

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Il Sottosegretario agli Esteri Massimo Dell’Utri ha compiuto una visita a Panama per partecipare alla 31ª Riunione Ordinaria del Consiglio dei Ministri dell’Associazione degli Stati Caraibici (ACS) e alla 56ª Sessione Ordinaria dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA). In entrambe le Organizzazioni l’Italia gode dello status di Paese Osservatore.

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La partecipazione ai due eventi ha permesso di approfondire il dialogo politico con i Paesi dell’area, per rafforzare la cooperazione su temi di comune interesse, tra cui sviluppo sostenibile, integrazione regionale, sostegno alla democrazia, sicurezza e contrasto alla criminalità organizzata e ai traffici illeciti, resilienza climatica e crescita economica inclusiva.

In occasione dei lavori, Dell’Utri ha avuto colloqui con la Segretaria Generale dell’ACS Espinoza e il Segretario Generale dell’OSA Ramdin ed è intervenuto al side-event organizzato da Osa e Ambasciata d’Italia sulla Blue Economy.

Il Sottosegretario ha inoltre avuto incontri con i Capi Delegazione dei Paesi partecipanti, nel corso dei quali si sono discusse le prospettive di ulteriore rafforzamento della collaborazione in ambito politico, economico-commerciale e del contrasto alla criminalità organizzata, mentre con i rappresentanti di Uruguay e Argentina è stato approfondito il prezioso ruolo delle numerose collettività italiane presenti nei Paesi, nonché le aspettative di crescita delle relazioni economico-commerciali, anche alla luce dell’applicazione provvisoria dell’Accordo UE-Mercosur.

Il Sottosegretario Dell’Utri ha infine avuto un incontro con il Sottosegretario agli Affari Esteri panamense in cui si sono discusse le iniziative di collaborazione nel contrasto al crimine organizzato transnazionale e alla corruzione e le opportunità economiche per le aziende italiane, significativamente in crescita.

 




Basilicata, l’allarme dei Lucani nel mondo: «Siamo stati dimenticati»

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Le associazioni dei Lucani all’estero lanciano un duro appello alla Regione Basilicata. Secondo il Centro Studi e Ricerche sull’Emigrazione e i Sistemi Regionali (CSERES), le politiche dedicate agli emigrati lucani sarebbero ferme da anni, con gravi ritardi nell’approvazione e nell’attuazione dei programmi previsti dalla legge regionale.

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A denunciare la situazione è Pietro Simonetti, già presidente della Commissione regionale dei Lucani nel Mondo, che parla di uno stallo amministrativo che rischia di compromettere il rapporto tra la Basilicata e le sue comunità sparse nel mondo. Secondo Simonetti, il Piano annuale relativo al 2024 non è mai diventato operativo, quello del 2025 è ancora bloccato nonostante abbia completato l’iter nelle commissioni consiliari, mentre il programma per il 2026 non è stato ancora avviato.

Le conseguenze, sostiene il CSERES, ricadono direttamente sulle associazioni dei lucani all’estero. Borse di studio non erogate, contributi congelati e iniziative sospese stanno mettendo in difficoltà una rete costruita in oltre trent’anni di attività. Oggi le associazioni rappresentano circa 1,2 milioni di lucani e loro discendenti nel mondo, ma molte rischiano di interrompere le proprie attività per la mancanza di sostegno istituzionale.

Tra le critiche figura anche la mancata valorizzazione del patrimonio storico dell’emigrazione lucana. Secondo Simonetti, migliaia di documenti, passaporti storici, fotografie e materiali raccolti nel progetto A.D.E.L.M.O., costato centinaia di migliaia di euro, non sarebbero mai stati resi accessibili al pubblico né alle comunità dei lucani residenti all’estero.

L’allarme assume un significato ancora più forte se si guarda ai dati dell’emigrazione. Negli ultimi anni migliaia di giovani hanno lasciato la Basilicata per cercare opportunità all’estero, alimentando un fenomeno che continua a impoverire la regione sotto il profilo demografico ed economico. Per il CSERES, mantenere vivi i rapporti con i lucani emigrati non rappresenta un semplice richiamo alle tradizioni, ma uno strumento strategico per favorire collaborazioni, investimenti e possibili rientri qualificati.

Per questo motivo il Centro Studi chiede alla Giunta regionale di sbloccare immediatamente il Piano 2025, chiarire le ragioni dei ritardi accumulati, avviare il programma per il 2026 e riaprire un confronto stabile con le associazioni dei Lucani nel Mondo. L’obiettivo è evitare che un patrimonio umano e culturale costruito in decenni di emigrazione venga progressivamente disperso nell’indifferenza delle istituzioni.