#OrangeTheWorld, iniziative della rete diplomatico-consolare in Argentina

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orangetheworld iniziative rete consolare ita argentinaAnche la rete diplomatico-consolare italiana in Argentina ha promosso iniziative specifiche in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e nel quadro della campagna di sensibilizzazione “Orange The World” delle Nazioni Unite, a cui la Farnesina e la sua rete estera hanno aderito su indicazione del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani.

Tra queste, figura la tournée in tre tappe “Tosca Quintet in concerto” – promossa dai Consolati Generali d’Italia a Buenos Aires, Cordoba e Bahia Blanca – che ha visto la celebre cantante e attrice italiana Tosca, con la partecipazione della cantautrice argentina Teresa Parodi, presentare uno spettacolo realizzato specificamente per la campagna “Orange The World” al Teatro Municipale di Bahia Blanca (24 novembre), al Teatro Coliseo di Buenos Aires (25 novembre) e al Teatro del Libertador San Martín di Cordoba (26 novembre). A partire dal 1° dicembre, il concerto sarà disponibile online gratuitamente sui canali YouTube del Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires e del Teatro Coliseo.

Con un impegno a tutto tondo, il Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires, in collaborazione con la Commissione di Genere e Diversità della “Asociación Argentina de Empresarios Teatrales” – AADET e il Teatro Coliseo, ha altresì promosso la prima edizione dell’iniziativa “Música y Mujeres”, evento articolato in due tavole rotonde con la partecipazione di artisti, manager, professionisti e rappresentanti di organizzazioni del settore di entrambi i Paesi, che ha posto al centro il ruolo delle donne nell’industria musicale dal vivo in Argentina e il contributo dell’esperienza italiana, analizzando progressi, opportunità e sfide sul piano lavorativo e professionale. Il Consolato Generale a Buenos Aires ha anche trasmesso una puntata speciale del contenitore settimanale online “Attualità italiana”, con un’intervista a Loredana Cornero, Segretaria Generale della Comunità Radiotelevisiva Italofona, autrice e produttrice esperta in questioni di genere e di empowerment femminile.

Il Consolato Generale d’Italia a Bahia Blanca, la cui sede si è illuminata di arancione nel segno della campagna “Orange The World”, ha organizzato inoltre, assieme alla Segreteria per le Politiche Sociali e di Genere del Municipio di Bahia Blanca, una conferenza stampa in vista dello spettacolo “Tosca Quintet in concerto”, mirata a valorizzare l’azione dell’Italia per la tutela e la promozione dei diritti delle donne e per la lotta contro ogni forma di discriminazione e violenza di genere.

Luci arancioni hanno infine illuminato anche l’edificio del Consolato Generale d’Italia a Cordoba, che si è fatto promotore, insieme al Ministero della Donna della Provincia di Cordoba, della campagna di raccolta di vestiti dal titolo “Guapas somos. Elegite y vestite con actitud” per donne vittime di violenza e in situazione di vulnerabilità.




A San Paolo del Brasile si sono incontrati i Presidenti della Migrantes del mondo

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fondazione migrantes unnamedDal 21 al 24 novembre si è tenuto a San Paolo del Brasile l’incontro dei Presidenti della Migrantes del mondo nel Seminario dei Padri Scalabriniani. Il tema dell’incontro è stato la collaborazione tra le Conferenze Episcopali e i Padri Scalabriniani, in vista del loro prossimo Capitolo Generale. L’incontro – al quale ha partecipato per l’Italia mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes – si è aperto con una relazione di Padre Fabio Baggio, Sottosegretario del Dicastero Pontificio per lo Sviluppo integrale, che ha trattato il tema “La Chiesa e le migrazioni”. È seguito nei gruppi di lavoro un confronto tra esperienze per mettere a fuoco cosa maggiormente impedisca una pastorale migratoria efficace. Una seconda relazione è stata tenuta dal Padre Generale degli Scalabriniani Leonir Chiarello, che ha approfondito la figura e l’impegno per i migranti in San Giovanni Scalabrini che visitò San Paolo nel 1904. Negli spazi del convegno è stato possibile visitare la Chiesa e la Parrocchia di San Carlo gestita sempre dagli Scalabriniani dove esiste una cassa del Migrante, una serie di servizi socio-sanitari e un centro studi. Si è potuto visitare anche la Cattedrale neogotica di San Paolo, il museo dell’immigrazione e la Chiesa cinquecentesca dei Gesuiti attorno alla quale nacque la città di San Paolo, oggi una megalopoli di 25 milioni di abitanti. Il convegno è continuato analizzando, alla luce del confronto, i punti in comune nella pastorale migratoria (la cura e l’accompagnamento dei migranti, la tutela della loro dignità), le problematiche (l’indifferenza, la paura, la mancanza di conoscenza nel mondo delle migrazioni) e le proposte operative (un lavoro coordinato, la cura della comunicazione, la specificità della pastorale migratoria rispetto ai servizi caritativi ai migranti). Dopo una breve presentazione dell’attività dell’Istituto Teologico inter-congregazionale, con oltre 120 studenti, nell’ultima giornata si è potuto visitare l’orfanotrofio realizzato da Padre Giuseppe Marchetti nel 1925, oggi trasformato in un centro diurno per minori e adolescenti, i servizi educativi annessi e il museo con le testimonianze di un secolo di vita di quest’opera straordinaria di carità nei confronti dei minori di ieri – gli orfani degli italiani che morivano prematuramente anche durante il viaggio – e di oggi. La giornata si è conclusa con la Santa Messa concelebrata dai Vescovi e presieduta dal Card. di San Paolo Odilo Pedro Scherer.(Migrantes Online/Inform)




Maie Europa, Romagnoli: vice coordinatori Alessandra Klotz e Gerardo Tanga

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maie europa romagnoli vice coordinatori alessandra klotz e gerardo tanga immagine11Gerardo Tanga è il nuovo vice coordinatore del Maie Europa con delega a Comites, Cgie e territorio. Al suo fianco la Vice coordinatrice Alessandra Klotz, con delega ai rapporti con le Istituzioni diplomatiche e le imprese. Le nuove nomine sono state annunciate dal coordinatore Maie per l’Europa Massimo Romagnoli. “Sono sempre più contento di avere scelto di entrare nella grande famiglia del Maie: riconosco nel Movimento fondato e presieduto da Ricardo Merlo un valido strumento per portare avanti le battaglie a favore degli italiani nel mondo, a prescindere da colori politici e casacche di partito. Ecco perché mi impegnerò convintamente per rafforzare ulteriormente il Maie nei diversi Paesi europei”, dichiara in una nota il vice coordinatore Tanga, professione broker assicurativo, residente a Bruxelles, Belgio.

“Come Maie siamo autonomi e indipendenti, è vero, ma non certo scollegati dalla politica italiana”, sottolinea la vice coordinatrice Klotz, che prosegue: “Dialoghiamo da sempre con tutti i partiti, senza pregiudizi, senza ideologie di sorta, ma in maniera pragmatica”. E a proposito di Europee 2024: “Se il Maie parteciperà alle elezioni europee o meno, lo deciderà il presidente Merlo; sarà sempre lui, eventualmente, a valutare se sarà opportuno presentarsi con una propria lista o in alleanza con qualcuno. Da parte mia – conclude – continuerò a lavorare a stretto contatto sul territorio, per essere sempre più vicina alle comunità italiane in Europa”.(Inform)




Il Comites Santo Domingo sigla una collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia

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Img. Comites SD – IEO – 1

Il Com.It.Es. di Santo Domingo ha annunciato in queste ore una nuova e importante collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), specializzato nella ricerca e nella cura delle patologie oncologiche.
Questa iniziativa si pone l’obiettivo di migliorare l’accesso alle cure oncologiche per i cittadini italiani residenti nella Repubblica Dominicana.
L’accordo tra il Com.It.Es. di Santo Domingo e lo IEO prevede una serie di benefici per i cittadini italiani residenti nella Repubblica Dominicana che necessitano di cure oncologiche, quali:

Consulenze di Second Opinion: I cittadini italiani residenti nella Repubblica Dominicana avranno la possibilità di richiedere consulenze di Second Opinion, che consentono di ottenere un secondo parere da esperti in oncologia. Questo servizio sarà disponibile a tariffe agevolate, con uno sconto del 10%.

Televisite Oncologiche: Sarà possibile ottenere consulenze oncologiche tramite collegamenti video da remoto con specialisti dello IEO. Questo servizio permette ai pazienti di ricevere consulenze senza dover viaggiare. Sarà applicato uno sconto del 15% sulle tariffe delle Televisite.

Accesso alle Prestazioni Ambulatoriali presso lo IEO: I cittadini italiani residenti nella Repubblica Dominicana avranno la possibilità di accedere alle prestazioni ambulatoriali offerte dallo IEO. Queste prestazioni saranno erogate a tariffe agevolate, con uno sconto del 15%.

Prestazioni Chirurgiche, di Chemioterapia e Radioterapia: Lo IEO fornirà prestazioni chirurgiche, di chemioterapia e radioterapia a cittadini italiani residenti nella Repubblica Dominicana in regime di solvenza. Sarà applicato uno sconto del 15% sulle tariffe ufficiali.

Questo accordo rappresenta un passo significativo verso l’accessibilità a cure di alta qualità per i cittadini italiani residenti all’estero, soprattutto in un settore critico come l’oncologia. Il Com.It.Es. di Santo Domingo è impegnato a sostenere i propri connazionali in Repubblica Dominicana, e questa collaborazione con lo IEO è un ulteriore passo avanti nella realizzazione di questo impegno.

Per maggiori informazioni su come accedere a questi servizi e per richiedere consulenze o prestazioni, il Com.It.Es. ha informato i cittadini italiani residenti nella Repubblica Dominicana e iscritti all’AIRE che possono contattare l’IEO ai seguenti contatti: Servizio IEO Second Opinion: Per consulenze a distanza (Second Opinion) riguardo diagnosi e trattamenti. Dal lunedì al venerdì, dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 17:00 ora CEST Telefono: +39 02 5748 9650; E-mail: second.opinion@ieo.it
Televisite Oncologiche: Per consulenze oncologiche in collegamento video da remoto. International Office: Dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 17:00 ora CEST; Telefono: + 39 02 57489.330; E-mail: international.office@ieo.it.
Prestazioni eseguite presso lo IEO: Per prestazioni ambulatoriali e altro: E-mail: international.office@ieo.it. (aise)




Paolo Cuculi è il nuovo Ambasciatore d’Italia in Grecia

paolo cuculi e il nuovo ambasciatore ditalia in grecia immagine18

paolo cuculi e il nuovo ambasciatore ditalia in grecia immagine18“L’amicizia fra Italia e Grecia affonda le sue radici in millenni di storia condivisa. Su queste solide basi mi impegnerò per consolidare e ampliare ulteriormente il partenariato con Atene, rendendolo sempre più strategico, come strategici sono i nostri interessi comuni, a partire dalla stabilità nel Mediterraneo”, lo scrive Paolo Cuculi che da oggi è il nuovo Ambasciatore d’Italia ad Atene.

Paolo Cuculi è nato a Roma il 1° giugno 1967. Nel 1991 consegue la laurea in Scienze politiche all’Università Luiss . Nel 1992 entra in carriera diplomatica. Il primo  incarico è alla Direzione Generale del Personale della Farnesina. Nel 1994   è secondo segretario commerciale a Khartoum,   dove nel 1996 viene confermato con funzioni di Primo segretario commerciale.  Nel 1997 è primo segretario commerciale a Bangkok, incarico che ricopre  fino al 2000, quando è  nominato primo segretario alla Rappresentanza permanente presso la Conferenza del Disarmo a Ginevra. Nel 2002 è alla Direzione Generali Affari Politici Multilaterali e Diritti Umani della Farnesina. Nel 2007 è consigliere alla Rappresentanza permanente presso le Nazioni Unite a New York. VI rimane  fino al 2010 quando torna a Ginevra, incaricato alla Rappresentanza permanente presso le Organizzazioni Internazionali. Nel 2015 presta servizio alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo della Farnesina, diventandone nel 2016 Vice Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e Direttore Centrale per la programmazione e la realizzazione degli interventi di cooperazione. Dal 15 aprile 2019 è Ambasciatore a Pretoria accreditato anche a Maseru (Lesotho), Antananarivo (Madagascar), Port Louis (Mauritius) e Windhoek (Namibia).

Dal 27 novembre è Ambasciatore d’Italia ad Atene. (Inform)




Dal Cgie un webinar sul 75° anniversario della Costituzione Italiana

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logo cgie1 615x223Si è svolto online un webinar promosso dal Consiglio Generale per gli Italiani all’estero dedicato al 75° anniversario della Costituzione Italiana. L’evento si è aperto con un video di saluto del Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali. “75 anni sono tanti – ha esordito il Direttore Generale – ma la Costituzione Italiana resta viva, dinamica, in qualche modo meravigliosa. La Costituzione Italiana, ricordo, stabilisce il diritto ad emigrare e la possibilità dei nostri connazionali all’estero di essere rappresentati. Questa è sicuramente la più grande conquista che la nostra Costituzione ha regalato agli italiani residenti all’estero. Ed è particolarmente importante il  principio di rappresentatività nel parlamento italiano di così tanti connazionali che sono all’estero, perché riconosce l’impegno, i sacrifici, la storia della nostra migrazione e quanto sia importante per lo Stato Italiano. Sono principi scritti a chiare lettere nella Costituzione che vanno mantenuti ed in qualche modo anche difesi”. Il Direttore Generale ha poi approfondito la tematica della rappresentatività, facendo distinzione tra rappresentatività geografica e numerica ed enucleando le varie questioni collegate. “C’ è una rappresentatività geografica che, forse, non è del tutto realizzata oggi, soprattutto nel momento in cui i parlamentari eletti all’estero sono pochi e non tutti i territori nel mondo sono rappresentati in Parlamento. Vi è anche una rappresentatività numerica: un parlamentare eletto in Italia rappresenta circa cento mila elettori mentre un parlamentare eletto all’estero ne rappresenta in media, credo, cinquecento mila. Anche lì, forse, c’è qualche riflessione da fare”. Vignali si è poi soffermato sul voto degli italiani all’estero e sull’esigenza di migliorarlo: “Dobbiamo assicurare la personalità, la segretezza, la libertà del voto ai nostri connazionali e su questo c’è molto lavoro da fare per rendere la nostra Costituzione ancora più attuale”.  “Poi vi sono altri principi, altrettanto importanti che sono scritti nella Costituzione, – ha proseguito il Direttore Generale – intanto il diritto al lavoro. Il diritto al lavoro significa anche la possibilità per tanti italiani residenti all’estero che vogliono tornare in Italia, di mantenere dei legami che gli consentano dei percorsi di rientro; che gli consentono di tornare, in condizioni adeguate, a reinvestire in Italia il patrimonio di professionalità, culturale, linguistico, in qualche modo anche affettivo che hanno maturato all’estero. E’ questo l’impegno che dobbiamo assumerci tutti. Non possiamo lasciare le migliori risorse all’estero senza dar loro delle opportunità anche di rientro”. Per quanto il diritto alla salute Vignali ha rilevato: “La Costituzione garantisce il diritto alla salute e noi dovremmo poterlo garantire, a pari condizioni, anche agli italiani all’estero. Mi riferisco soprattutto ai connazionali iscritti all’AIRE. Non ci devono essere discrasie rispetto a chi risiede in Italia”. Il Direttore Generale, riferendosi al diritto all’istruzione, ha poi ribadito la possibilità e l’opportunità per gli italiani e le nuove generazioni residenti all’estero “di imparare la nostra lingua, di apprendere la nostra cultura, di essere parte della grande storia italiana”. Sulla questione della fiscalità Vignali ha aggiunto:  “La Costituzione stabilisce anche il diritto ad una fiscalità equilibrata, ad una fiscalità proporzionale. Anche in questo settore credo ci sia qualcosa da fare. Gli italiani residenti all’estero, in qualche caso hanno delle situazioni che presentano margini di miglioramento, delle situazioni di discrasia”. A conclusione dell’intervento Vignali ha sottolineato come i temi proposti dalla Costituzione meritino ulteriori approfondimenti da parte del Cgie e dell’amministrazione.

Dal canto suo il Segretario Generale del Cgie Michele Schiavone ha rilevato come proprio il fatto che la Costituzione italiana non venga applicate in tante occasioni rappresenti un motivo in più “per un organismo di rappresentanza quale è il Cgie per promuovere iniziative volte ad avvicinare i nostri connazionali alle istituzioni e per renderli protagonisti a pieno titolo di un paese che in questo campo è tra più avanzati nel mondo”. Schiavone ha inoltre sottolineato sia l’importanza della Costituzione, il delicato passaggio della modifica costituzionale per l’introduzione a inizio 2000 del voto all’estero rappresentò un punto di svolta, sia la necessità di avvicinare i principi costituzionali ai cittadini anche attraverso il cambiamento di alcuni passaggi. Un percorso che consentirebbe anche di ridurre la distanza fra cittadini e istituzioni. Schiavone ha anche ricordato i riferimenti sull’emigrazione inseriti nella Costituzione, un sogno antico di trasferirsi all’estero che oggi come allora risponde alla necessità di trovare una vita migliore, ma anche ad altre motivazioni. Dopo aver segnalato la proposta del Presidente del Comites di Tel Aviv volta a regalare una copia della costituzione ad ogni nuovo cittadino, Schiavone ha annunciato che proporrà al Comitato di Presidenza del Cgie di trascrivere gli esiti del webinar per farne una pubblicazione arricchita anche dai contributi dei consiglieri che non hanno potuto prendere parte alla discussione. (Seguono approfondimenti). (Alessio Mirtini – Inform)




Il CGIE parla di emigrazione e Costituzione

27cgiecostituzione

27cgiecostituzioneEmigrazione e Costituzione. Costituzione ed emigrazione. Un connubio fatto di principi e valori che sono esigibili ed estendibili anche agli italiani che vivono all’estero. Un connubio che deve essere rinvigorito, difeso, modernizzato, ma anche più conosciuto e applicato in modo concreto. La “Costituzione più bella del mondo” ha compiuto quest’anno 75 anni e per celebrarla, ma anche per riflettere riguardo questo connubio e sul futuro di questo, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – CGIE ha proposto un incontro. Un incontro svolto questo pomeriggio online dove si è parlato di storia, di criticità del passato e criticità attuali (specie la rappresentatività), di volontà e di propositi per il futuro, ma anche e soprattutto di “rendere viva” la Carta Costituente italiana per gli italiani all’estero.
Ospiti dell’incontro, aperto, moderato e chiuso dal Segretario Generale, Michele Schiavone, sono stati Luigi Vignali, direttore generale della DGIT del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, intervenuto con un videomessaggio, Giulio Prosperetti, professore ordinario di diritto del lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tor Vergata nonché Giudice della corte costituzionale, ed Emanuela Navarretta, professoressa di diritto privato dell’Università di Pisa anche lei Giudice della corte costituzionale. Le loro relazioni hanno preceduto gli interventi dei vari consiglieri ed ex consiglieri del CGIE, tra cui quello dell’estero con il Pd, Toni Ricciardi, ma anche quello dell’europarlamentare responsabile del dipartimento italiani nel mondo di Forza Italia, Salvatore De Meo.
Vignali, nel videomessaggio di apertura, ha spiegato l’assunto da cui è partita tutta la discussione odierna: la Costituzione stabilisce il diritto ad emigrare e il diritto ad essere rappresentati. Questa, secondo il Direttore Vignali, “è la più grande conquista per gli italiani all’estero”. Ed “è importante perché dà voce alle nostre comunità. Sono principi scritti a chiare lettere ma vanno mantenuti e in qualche modo anche difesi”, ha sottolineato ancora riferendo in particolare alla rappresentatività. “I parlamentari eletti all’estero sono pochi. Non tutti i territori sono rappresentati e questo deve far riflettere. Un parlamentare eletto in Italia rappresenta 100 mila elettori, quelli eletti all’estero circa 500 mila residenti all’estero”. Un altro problema ha voluto evidenziare Vignali, ossia quella della libertà e della segretezza del voto all’estero: “dobbiamo lavorare per rendere la costituzione ancora più attuale”. Poi non ha voluto trascurare “il diritto al lavoro” per il quale anche “dobbiamo lavorare a percorsi di rientro, a reinvestire in Italia. È un impegno che dobbiamo assumerci tutti, senza lasciare le migliori risorse all’estero”. Ma non solo, è importante e seria la riflessione che ha proposto riguardo il “diritto alla salute”, il “diritto all’istruzione” e al diritto alla “fiscalità equilibrata”. Per quanto riguarda quello alla salute ha spiegato che “dovremmo garantirlo anche gli italiani all’estero iscritti all’estero. Non ci devono essere discrasie”. Altrettanto importante, a suo parere, è il diritto all’istruzione: “mi viene in mente l’opportunità di apprendere lingua e cultura per essere parte della nostra comunità”. E infine la fiscalità equilibrata: “anche in questo settore c’è qualcosa da fare. La situazione degli italiani all’estero presenta alle volte una discrasia chiara”. “La realizzazione della Costituzione – ha infine concluso Vignali – merita approfondimenti. Per farlo è necessario il lavoro del CGIE e dell’amministrazione”.
Ha poi preso parola il Prof. Prosperetti, che si è detto commosso di parlare a una così estesa platea di italiani nel mondo. “In passato, gli emigrati sono stati trascurati dal nostro Paese. Quest’anno, in questi anni, si può riscontrare un nuovo, più acceso interesse da parte dello Stato. È interessante che quest’anno, il Forum Ambrosetti abbia dedicato una sua sessione a questo problema, spiegando quanto è importante recuperare il rapporto con gli italiani all’estero. Hanno enucleato un concetto interessante: anche gli italo-discendenti devono essere riconosciuti come cittadini. Nella scorsa legislatura, c’è stato un importante Disegno di Legge che non è riuscito ad arrivare a diventare legge perché è finita la legislatura, ma spero che sia riproposto. Cioè, la Costituzione di una Commissione Bicamerale per gli Italiani all’Estero, che aveva già iniziato un percorso virtuoso”. Questa Commissione, secondo Prosperetti, fra le tante attività essenziali che avrebbe dovuto ricoprire, come la “fuga dei cervelli”, il “contrasto all’emarginazione di italiani all’estero”, al “miglioramento delle aziende italiane all’estero e all’attenzione agli imprenditori italiani all’estero”, al “potenziamento degli IIC e alla promozione della lingua”, avrebbe dovuto contrastare anche una “certa emigrazione malsana che si verifica” e soprattutto avrebbe dovuto “rendere attrattiva l’Italia per le comunità di italiani all’estero”. Per il professore dell’Università Tor Vergata, c’è bisogno per gli italiani all’estero “non di una cittadinanza formale, ma di una cittadinanza che si sposi con la conoscenza della Costituzione e dell’ordinamento italiano”. Così come è necessario, ricordando la decadenza di Adriano Cario nella scorsa legislatura, “cercare nuove regole per le modalità di voto. Servono modalità più garantiste”.
In seguito, il giurista ha voluto parlare della legge n.459 che “è stata una grande conquista non solo dal punto di vista simbolico ma anche sostanziale”, così come degli articoli 1, 51 e 35 della Costituzione: “l’Art. 1 dice che la sovranità appartiene al popolo e quindi il voto degli italiani all’estero è un esercizio di sovranità”; l’art.35, invece, “riconosce il diritto di emigrazione e la tutela del lavoro di italiani all’estero”. E infine ha ricordato un po’ i numeri dell’emigrazione (6 milioni gli iscritti all’estero e circa 80 milioni gli italo-discendenti sparsi nel mondo). Per questo, a suo parere, “vanno rafforzati i rapporti con tutti gli italiani all’estero”. Ed è nel rapporto tra Università che si “potrebbe trovare un viatico importante”.
A seguire è intervenuta la professoressa Navarretta, che ha spiegato come la Costituzione sia “un documento che ha plasmato questo Paese. E a 75 anni dall’entrata in vigore, questo documento mostra la sua capacità di vedere lontano e di abbracciare l’esigenza di tutti, compresa quella degli italiani. La costituzione è un baluardo contro il rischio di abusi di potere”.
Riguardo al diritto alla salute, la professoressa Navarretta si è chiesta: “il cittadino all’estero ha una valenza effettiva? Certamente ci sono garanzie che gli sono riconosciute, ma questo è sufficiente? È un interrogativo che può essere posto alle istituzioni italiane. La sovranità appartiene al popolo perché si fonda sul lavoro, che è la radice della dignità delle persone. Ma perché sia garantito a tutti questo diritto, la Costituzione si occupa nell’Art.35, l’Italia riconosce l’emigrazione e tutela i lavoratori italiani all’estero. Una storia di resilienza e successi globali, una storia che tanti hanno vissuto in prima persona. Non è più un esodo di massa, oggi, ma quello di una speranza per migliorare il proprio futuro, per la realizzazione, una realtà non estranea alla Costituzione. Con la riforma del 2001 ha rafforzato gli obblighi internazionali, pensando l’Italia non più in una condizione isolata”.
“La libertà di emigrare è diventata parte essenziale di tutti gli italiani – ha evidenziato la Prof.ssa Navarretta -. Non c’è famiglia che non abbia qualcuno che sia andato all’estero. Questo pone un problema di avere la possibilità di ritornare, di una migrazione che non sia a senso unico. Siamo abituati a vivere l’emigrazione come una diaspora, che ha consentito di diffondere la nostra cultura ma che oggi ha bisogno di avere una via di andata e di ritorno. Emigrare un tempo voleva dire stare in una condizione di lontananza, oggi la telecomunicazione e i trasporti, consentono agli emigrati di essere parte della collettività italiana. Con le nuove tecnologie è necessario potenziare l’effettività e la partecipazione degli italiani all’estero per lo sviluppo del Paese, tramite diritto al voto, che ha bisogno di accorgimenti per dare sicurezza al voto. L’innovazione ci interroga su nuove modalità per riuscire ad avere un voto sicuro. È un dibattito aperto anche in Italia. Anche riguardo la rappresentanza bisogna interrogarsi se è giusta: è una ragione per sollecitare la leadership politica”.
Da ultimo, la giurista dell’Università di Pisa ha voluto ricordare anche “le voci delle donne”. “Voglio ricordare che la costituzione hanno partecipato anche le donne, anche se pochissime (solo 21). Ma a loro si devono alcuni importanti tasselli. Ma non serve solo parificare la situazione, serve anche promuovere con azioni positive questa parità, per renderla effettiva. E questo è molto importante per una ragione: l’esclusione delle donne da ruoli importanti non è solo un’ingiustizia, ma un pregiudizio verso l’umanità. La Corte Costituzionale ha difeso la parità in tante situazioni. Ha adottato tante sentenze nella dimensione del lavoro e della famiglia. Serve per partire dai contesti sociali per diffondere una cultura della parità”.
Infine, la professoressa ha chiuso con l’auspicio che “voi italiani all’estero possiate difendere i principi della Costituzione. E spero che si affermi in Italia sempre di più. Mi auspico anche che la libertà di circolazione non sia soltanto un “uscire” ma che sia anche un “entrare”. Ci serve un nuovo mondo dove oltrepassare i confini e mantenere un senso di appartenenza alle nostre radici”.
Dopo le relazioni, è stata la volta degli intervenuti, iniziati con quello di Salvatore De Meo, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo, che iniziando il suo intervento si è augurato che “questa legislatura possa dare una rappresentanza reale agli italiani all’estero. La nostra Costituzione guarda oltre, è un punto fermo tra i tanti ordinamenti, è unica e un modello per gli altri. Ma noi dobbiamo fare di più per dare, anche nella Costituzione, un riconoscimento formale agli italiani all’estero che sia un elemento di vanto. Dobbiamo essere coraggiosi, lo dico anche in senso autocritico. Mi auguro che questo sia il momento buono, anche per rivedere il sistema elettorale per gli italiani all’estero. Bisogna considerare queste riflessioni perché anche voi possiate stimolare un processo riformatore, per far sì che gli italiani all’estero siano riconosciuti non solo a parole ma anche nei fatti”.
Ha poi preso parola Toni Ricciardi, deputato del Pd eletto in Europa e Consigliere del CGIE, che ha esordito con una frase eloquente: “siamo una Costituzione che racconta una verità incompleta” perché “siamo una Repubblica fondata sul lavoro…all’estero”. Secondo lui, infatti, “siamo stati sempre un Paese di emigrazione ma abbiamo sempre visto in modo strano questo fenomeno sociale. Il tema è sempre stato relegato in un aspetto di nicchia e marginale”. A suo parere, “ogni volta si sente parlare di forme di rappresentanza, ma ci sono alcune verità: siamo l’unica circoscrizione che non vive sulla proporzionalità. Abbiamo avuto un taglio quando meritavamo una crescita, anche perché la comunità italiana nel mondo è l’unica che cresce”. Per questo, secondo lui, “prima di parlare di sicurezza del voto bisognerebbe affrontare la discussione in maniera organica e completa”.
Anche Edith Pichler, professoressa di sociologia presso l’università di Potsdam (Germania) nonché ex consigliera del CGIE, ha voluto parlare degli Art.3, 4 e 35, costatando le difficoltà degli italiani all’estero ad avere accesso ai diritti di cittadinanza riportati da questi Articoli. E, anzi, “non sono ancora completamente esercitati”. Italiani e lavoro italiano all’estero hanno “sviluppato i Paesi” di arrivo ma anche contribuito al benessere dell’Italia stessa. “A volte la politica è chiara, a volte ci sono ancora delle ombre”, ha concluso.
Dopo di lei, ha parlato anche Alfredo Soto, ordinario di diritto internazionale dell’università di Rosario, in Argentina, che ha ricordato come anche Paese sudamericano sia fondato dal lavoro degli italiani immigrati, specialmente a Rosario. E poi ha parlato di “neo-costituzionalismo” e della costituzione italiana, che è “ancora viva e che ha grande importanza per i diritti delle persone”.
Anche Silvana Mangione, vicesegretaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, è stata chiara fin da subito: “la Costituzione italiana è la più bella del mondo. Perché? Perché i 12 principi fondamentali precedono di un anno l’approvazione della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che oltretutto è scritta male. E per fare un altro esempio, la Costituzione degli Stati Uniti non ha ancora inserito, oggi, un emendamento che riconosce alle donne una serie di capacità che sono di qualunque essere umano”. Infine, Mangione, dopo aver ricordato come sia stato un italiano a ispirare la Carta dei Diritti USA, ha voluto fare una proposta: “dovunque nel mondo viene insegnato l’italiano, si insegni la Costituzione italiana”.
Ha proseguito poi Tommaso Conte, medico e consigliere del Comitato di presidenza del CGIE, che ha portato il suo contributo riflettendo sulla storia dell’emigrazione dell’ultimo secolo. Un fenomeno che era precedente alla Repubblica e che non si è mai arrestato. Arrivando all’oggi ha spiegato: “l’emigrazione è penalizzata. Siamo fieri della nostra costituzione ma ci appare legittimo chiedere altrettanta fierezza dallo Stato nei nostri confronti, che abbiamo difeso la Costituzione ovunque senza mai tagliare il legame con la nostra Madre Patria”.
A seguire è intervenuto Mariano Gazzola, vicesegretario del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che invece ha concentrato il suo intervento ancora una volta sull’Art.35, definito “l’articolo più importante”: “nell’articolo si supera l’idea dell’emigrazione sull’andarsene, partire. È una concezione che apre un nuovo paradigma. Non è solo libertà di andarsene, ma anche di andare a lavorare, e non solo per una questione economica. Ma dava anche l’idea di un mondo in cui i confini non era divisivi quanto piuttosto che servivano a integrare. Siamo chiamati a riflettere su cosa significa tutelare il lavoro degli italiani all’estero. E dobbiamo capire che i discendenti sono parte integrante della comunità e che chi parte oggi non abbandona l’Italia, ma la porta con sé. L’Italia può diventare l’unica nazione globale”.
L’ultimo intervento è stato quello di Gianluca Lodetti, vicesegretario del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che ha voluto porre l’attenzione su due questioni che riguardano la “costituzione sostanziale”: cittadini e nuova migrazione. “Quante persone sanno cosa significa essere cittadini? Le istituzioni che cosa hanno fatto per rendere effettiva questa cittadinanza all’estero? Facciamo abbastanza per fare cittadinanza consapevole? Fino ad oggi manca un disegno articolato, una strategia, che possa partire dalla Costituzione per imprimere i nostri valori. Nelle nostre scuole non insegniamo la storia dell’emigrazione. Non insegniamo i valori costituzionali neanche qui in Italia, come potremmo farlo all’estero?”. Riguardo la “nuova emigrazione”, invece, Lodetti ha spiegato: “sono andati via in decina di migliaia nella totale indifferenza delle istituzioni, ma esiste ancora una mobilità di Serie A e di Serie B. Le differenze economiche si riflettono anche in questo fenomeno. Abbiamo i cervelli che vanno, ma ci sono anche gli orfani di modelli industriali che non esistono più, un’Italia che fa fatica e che ci è andata da sola all’estero, senza avere quella catena solidaristica che c’era negli anni ’50. Con questa Italia si è mossa l’Italia disillusa e frustrata che non si sente a posto nel nostro Paese, che non sente che si sia disegnando una visione di progresso. Un’Italia fatta da quelli che dicono “che ci sto a fare qui?”. La Costituzione non sappiamo dove l’abbiamo messa per tutta questa gente. L’Art.3 lo abbiamo realizzato per loro? Mah… Dobbiamo tornare a occuparci strutturalmente e sul serio su questo fenomeno, attraverso servizi e nuove forme di comunità e partecipazione, recuperando la fiducia delle persone con la rappresentanza sociale che garantisce la tenuta del Paese. Dobbiamo ripartire da qui, promuovendo azioni concrete e risolvendo problemi dell’Italia che arrivano all’estero”.
A chiudere la giornata di discussione, infine, il Segretario Generale Michele Schiavone: “Purtroppo la costituzione italiana, benché sia la più bella del mondo, non viene applicata. Anzi, in tante occasioni viene vituperata. E diventa un motivo in più promuovere iniziative per avvicinare i connazionali alla Costituzione. Il riferimento all’emigrazione, a questo sogno antico di trasferirsi per tante ragioni, ci deve portare a renderla viva questa Costituzione. Perché non sono solo sufficienti gli articoli”. “L’idea – ha spiegano in conclusione Schiavone – è di pubblicare la trascrizione di questo incontro e cercare di farla circolare tra le nostre comunità in giro per il mondo. D’altronde questa discussione è e resterà uno dei momenti più del CGIE”. (luc.matteuzzi\aise) 




Silli incontra il Comites di Sidney

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capturaSabato 25 novembre, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, il Comites di Sydney, insieme ai rappresentanti delle associazioni e dei patronati nel Nuovo Galles del Sud, ha incontrato il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli e il direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Maeci, Luigi Vignali. Nella nota diffusa in proposito dal Comites, il presidente Luigi Di Martino segnala di aver presentato alla delegazione le seguenti priorità per gli italiani che vivono nel Nuovo Galles del Sud: accessibilità dei servizi al cittadino all’estero, incluso l’accesso ai servizi digitali come lo SPID per i più anziani e ai documenti come la Carta d’Identità Elettronica; accorciamento dei tempi di attesa per le richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana, anche tramite l’allocazione di maggiori risorse umane ai consolati con salari più competitivi e prospettive di carriera anche per i contrattisti locali. I patronati – suggerisce la nota – potrebbero assistere in tal senso, soprattutto per facilitare la transazione digitale per i connazionali più anziani.

Altra priorità segnalata è la valorizzazione della conoscenza diretta dei Consolati, dei Comites e delle organizzazioni italiane che lavorano con la comunità italiana all’estero “coinvolgendoli nella pianificazione di progetti e nella distribuzione delle risorse, come per esempio nel caso dei fondi del PNR per il turismo delle radici”. Poi, la formalizzazione del ruolo che i Comites già ricoprono all’interno del sistema paese, “anche come riconoscimento del fatto che le opportunità economiche in paesi come l’Australia derivano prima di tutto dal lavoro e dalla passione delle nostre comunità diasporiche”; l’avvio di una riflessione seria sulle modalità di espressione del voto all’estero, in particolare sull’opzione inversa applicata alle elezioni del Comites.

Infine, tra i punti più importanti, la promozione della lingua e la cultura italiana. “L’Australia – ricorda Di Martino – è un paese multiculturale con forti comunità diasporiche. Mentre altri paesi offrono incentivi finanziari per promuovere l’insegnamento della lingua, noi purtroppo stiamo assistendo al declino dell’italiano sia nelle scuole e sia nelle università. È necessario che il governo italiano continui a investire su questo fronte”. (Inform)




Repubblica Dominicana. Italiano di 73 anni muore mentre nuota verso l’isola di Cabra de Montecristi

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captura 3Il defunto è stato identificato come Lorenzo Volpe, che giovedì alle 12 è andato a nuotare da La Playita verso l’isola di Cabra, insieme a un altro amico della stessa nazionalità di nome Carlo Cirodane.

Secondo la testimonianza raccontata alle autorità da Cirodane, entrambi nuotavano uno dopo l’altro e a un certo punto sentì che l’amico si stava allontanando troppo e tornò indietro a cercarlo, accorgendosi lì che non si sentiva bene, così ha cercato di portarlo in un luogo sicuro, ma l’uomo è morto tra le sue braccia.

Il medico legale Rosibel Grullón ha precisato che l’italiano potrebbe essere morto di infarto, ma che sarà inviato all’Istituto nazionale di scienze forensi (Inafic) di Santiago, dove verrà eseguita l’autopsia.

Lorenzo Volpe viveva nel settore Francisco Javier (El Play) a Montecristi e nuotava sempre da La Playita a Isla Cabra.




La Settimana della Cucina Italiana approda ad Adelaide (Australia)

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24adelaidescimDal 13 al 19 novembre scorsi è tornata in Adelaide, nella sua ottava edizione, la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, iniziativa di promozione per valorizzare all’estero le eccellenze del settore enogastronomico quest’anno dedicata al tema “A tavola con la cucina italiana: il benessere con gusto”.
Lunedì 13 novembre, presso la nota venue Mercato in Campbelltown, il nuovo console Ernesto Pianelli ha presieduto la serata inaugurale della Settimana nell’evento “The Ancient Menu: Well-Being with Taste”, durante il quale, attraverso una coinvolgente dimostrazione gastronomica, Rosa Matto e Alessandro Boria hanno riportato gli ospiti del Consolato alla cucina dell’Antica Roma.
Insieme alla Settimana della Cucina Italiana nel Mondo il 19 novembre si è concluso anche l’Adelaide Italian Festival, iniziativa con la quale il Consolato collabora e che nella sua edizione di quest’anno ha previsto un programma di 10 giorni ricchi di eventi per festeggiare la cultura italiana riscuotendo grande successo. Nell’ambito di tale programma si sono svolte numerose iniziative di carattere culinario patrocinate dal Consolato e realizzate dalle varie realtà locali operanti nel settore eno-gastronomico e della ristorazione.
In questo contesto, il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha annunciato la candidatura della Cucina Italiana a patrimonio dell’UNESCO. Aspetto quest’ultimo che il console d’Italia in Adelaide non ha mancato di valorizzare nel suo intervento nel corso della serata inaugurale della Settimana della cucina italiana. (aise)