L’Ambasciatore d’Italia a Brasilia esprime profonda solidarietà e vicinanza alla Stato del Rio Grande do Sul

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ambasciata brasilia appro e1613758009333 615x223L’Ambasciatore d’Italia a Brasilia, Francesco Azzarello, esprime profonda solidarietà e vicinanza alla Stato del Rio Grande do Sul, alla sua popolazione ed ai familiari delle vittime della tragedia climatica che li ha colpiti, in particolare la Vale do Taquari, zona di tradizionale immigrazione italiana.  “Stiamo tutti seguendo con viva apprensione e commozione le terribili notizie che giungono dal Rio Grande do Sul, terra meravigliosa che ho avuto l’onore di visitare più volte ed a a cui siamo tutti molto affezionati, legata all’Italia da indissolubili vincoli storici, linguistici e di tradizioni, con una comunità italo-brasiliana che ha dato e continua a dare un contributo decisivo allo sviluppo dello stato”,  ha detto l’Ambasciatore Azzarello. Il Consolato Generale a Porto Alegre, in collaborazione con la protezione civile locale, avvia una raccolta di donazioni di beni di prima necessità nella sua sede, Rua José de Alencar 313, da devolvere alle vittime dell’alluvione.  Una delegazione del Consolato, guidata dal Console Valerio Caruso, si reca nella regione di Bento Gonçalves, nell’ambito del progetto “Andiamo”, per fornire servizi consolari e qualsiasi altra forma di assistenza ai connazionali delle aree più colpite. Il Console porta le donazioni già raccolte e si riunisce con le Autorità locali per esprimere solidarietà ed individuare ulteriori forme di collaborazione. Per qualsiasi necessità, è disponibile un numero di emergenza (0055 51) 981871503. (Inform)




Un premio ai Lucchesi che si sono distinti all’estero

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lucchesi nel mondo premio ai lucchesi che si sono distinti allestero tamburrini del bianco immagine14Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la cerimonia per premiare i “Lucchesi che si sono distinti all’estero” dando lustro alla città di Lucca. L’evento di terrà mercoledì 13 settembre alle ore 17 nell’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Un riconoscimento, riservato ai conterranei ed ai loro discendenti residenti all’estero, che continuano a mantenere vivo il legame con la terra d’origine,  che viene assegnato da più di 50 anni, grazie all’iniziativa della Camera di commercio Toscana Nord-Ovest e dell’Associazione Lucchesi nel Mondo, che ebbero l’idea vista l’importanza e il significato del processo migratorio della provincia di Lucca di valorizzare l’esempio e l’insegnamento dei Lucchesi che si sono distinti all’estero. Nel 1971 si tenne la prima cerimonia di assegnazione dei riconoscimenti. Il fenomeno migratorio – si legge nella mota – ha subito negli anni profondi cambiamenti, sono cambiate le modalità e le motivazioni che spingono ad emigrare e anche i rapporti con il territorio di origine, ma questo premio vuole sottolineare e riconoscere a quei conterranei che, operando nel campo dell’imprenditoria e del lavoro, delle professioni, della cultura e del volontariato, hanno contribuito alla crescita economica e sociale dei Paesi di accoglienza, tenendo alto il nome di Lucca e della sua provincia. “Questi premi”– afferma Valter Tamburini , Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest – “rappresentano un messaggio potente perché ci dimostrano che si può raggiungere l’eccellenza senza dimenticare le proprie radici. Il Premio ‘Lucchesi che si sono distinti all’estero’ non è solo un riconoscimento del successo individuale ma simboleggia l’importanza duratura del patrimonio culturale, sociale ed economico, della resilienza e dell’impatto positivo che il mantenimento dei legami con il proprio luogo d’origine può avere su individui, comunità e il mondo intero”. “Siamo lieti di premiare anche quest’anno, come da tradizione ormai consolidata,- ha sottolineato Ilaria Del Bianco, presidente dell’Associazione Lucchesi nel mondo – i conterranei che, mantenendo sempre vivo quel sentimento lucchese hanno ottenuto grandi risultati a livello lavorativo e umano nei Paesi che li hanno accolti. I lucchesi nel mondo sono anche un importante stimolo per le nuove generazioni di emigrati lucchesi e una grossa opportunità di sviluppo professionale ed economico per le aziende del nostro territorio”.

I lucchesi nel mondo – continua la nota – sono anche un importante punto di riferimento per le aziende della nostra provincia, un punto di riferimento che nasce dai vincoli che legano Lucca ai propri figli all’estero e ai loro discendenti con un sentimento favorito ed alimentato dalla presenza organizzata dalle nostre comunità all’estero. Anche quest’anno il Comitato di valutazione ha deciso di assegnare il “Premio Martinelli”,  un riconoscimento per specifici meriti nell’ambito sociale e della solidarietà, a suor Ornella Ciccone, per il particolare impegno in attività di carattere umanitario.

 

Elenco dei premiati con le motivazioni:

Simone Banducci – Nato a Chicago, Illinois, nel 1973 da genitori originari di Lucca dopo una brillante carriera scolastica e sportiva si laurea con il massimo dei voti in Architettura alla University of Illinois (Chicago) e dopo un breve periodo formativo presso lo studio di architettura Maniscalco Associated Design viene poi assunto presso la MGM Stone Design dove rimane per 17 anni. Viene assunto poi come Coordinatore vendite (Sales manager) per il territorio del Midwest dalla filiale statunitense di un’importante ditta italiana di porcellane, la Florim Ceramiche. Molto legato alle sue radici italiane e lucchesi il Dott. Banducci è socio attivo di alcune organizzazioni italiane e Italo-Americane: l’Associazione Lucchesi nel Mondo con capo a Chicago, Casa Italia e il Mazzini Verdi Club di Chicago, presieduta dal padre Luigi Banducci.  Molto impegnato anche in opere umanitarie il Dott. Banducci è volontario presso la Croce Rossa e il St. Jude Children Research Hospital in Memphis (Tennessee), un ospedale per i bambini malati terminali.

Massimiliano Carrara – Nato a Lucca nel 1983 ha studiato all’Istituto Alberghiero di Montecatini per poi specializzarsi presso l’Italian Pastries Academy di Rimini. Continuando ad affinare le sue abilità culinarie è stato promosso alla posizione di Head Pastry Chef e nel 2011 si è trasferito con il fratello Damiano, cui ha trasmesso la sua passione per la cucina e la pasticceria, in California, dove hanno aperto Carrara Pastries, pasticceria divenuta poi catena con l’obiettivo di far conoscere i sapori dei dolci italiani fatti in casa, realizzati con ingredienti freschi e genuini, importati direttamente dall’Italia per garantire l’autentico Made in Italy.  Dopo il grandissimo successo vive tuttora a Los Angeles dove gestisce il laboratorio e le pasticcerie.

Insieme al fratello è anche co-autore del libro Dolce Italia: Authentic Italian Baking.

Gino Cattani – Laureatosi nel 1991 alla Facoltà di Economia di Pisa si trasferisce a New York dove frequenta l’MIT di Boston in qualità di Visiting Fellow Student. Tornato in Italia consegue sempre presso l’Università di Pisa il Dottorato di Ricerca in Business Administration per poi approfondire con un Master in Management Science and Applied Economics ed un altro Dottorato in Management presso la Wharton School in Pennsylvania. Autore di vari saggi, ricerche, articoli e pubblicazioni dal 2004 lavora presso la Stern School of Business a New York dove ha ottenuto la cattedra nel 2020 in Management and Organizations.

Matteo Chelini – Nato da famiglia emigrata in Germania e tornata in Italia a causa del crescente clima nazista Matteo Chelini nasce a Casoli (Bagni di Lucca) nel 1947. A seguito della morte del padre, avvenuta quando lui aveva 12 anni, si trasferisce in Germania dove muove i primi passi come aspirante gelatiere presso le gelaterie di un famigliare, Buchetti Vittorio, da cui rileverà a 18 anni, dopo il ritorno in Italia di quest’ultimo, l’azienda. Tre anni dopo, nel 1968, inaugura la sua prima gelateria, la Eiscafé Chelini, nella piazza centrale della piccola e turistica città di Annweiler am Trifels, divenuta poi tra i più famosi esercizi commerciali della città dove organizza e promuove anche festival culturali e musicali italiani. Con la moglie Paola ha gestito la gelateria per più di 50 anni, ora passata al figlio Giandomenico e al nipote Marco.

Emilio Fazzi – Ingegnere meccanico e imprenditore nato a Glasgow nel 1950 da famiglia originaria lucchese (il padre ha ricevuto anche lui negli anni ’80 il premio Lucchesi che si sono distinti all’estero) ha lavorato come ingegnere all’Olivetti per poi diventare programmatore di software per diverse aziende. In questo settore crea poi con un collega nel 1998 la ditta E-Max Systems Ltd, specializzata in software gestionali all’avanguardia per aziende nel settore meccanico ed elettronico con cui ottiene un grande successo.  Giocatore professionista di SQUASH ha vinto numerosi trofei nazionali e internazionali giocando anche più volte per la Squadra Nazionale Scozzese. Molto legato alle sue radici italiane e lucchesi è stato Presidente dei Lucchesi nel Mondo in Scozia e nella sua produzione di dipinti, sua grande passione, ritrae spesso scorci di paesaggi lucchesi.

Riccardo William Gagliani – Nato a Chicago nel 1945 il padre di Riccardo, Giovanni era un lucchese emigrato negli Stati Uniti e fu una figura molto importante nella vita del figlio.

Vivendo in una comunità prettamente italo-toscana Riccardo imparò ben presto il dialetto toscano e ciò gli consentì di ottenere il suo primo lavoro, all’età di dodici anni, presso l’Ambrosia Drugstore di Chicago. A sedici anni gli venne offerto un lavoro part-time presso un negozio di ricambi per autocarri dove imparò il mestiere della sua vita.

La prematura morte del padre, avvenuta in seguito alla perdita del lavoro in una grande multinazionale, instillò in lui il desiderio di diventare imprenditore di sé stesso, non volendo affidare la propria sicurezza economica a terze parti.

Alla soglia dei quarant’anni decise di realizzare il suo sogno, rilevando assieme a Robert Wilkie la piccola azienda di ricambi per autocarri per la quale lavorava, la Naylor Automotive Engineering Co. Inc., e rendendola in pochi anni un punto di riferimento nell’intera area di Chicago.

Marcia Giusti Johnson – Una vita dedicata all’arte. Dopo gli studi all’Istituto d’Arte di Boston al Lesley College, al College of Art del Massachusetts e il Master a Cambridge Marcia Giusti Johnson, di origini italo-americane, è oggi un’artista, scrittrice e insegnante universitaria.

È arrivata per la prima volta a Lucca per ricostruire l’albero genealogico della sua famiglia e l’esperienza di quel momento viene raccontata in prima persona, assieme all’impatto che i panorami lucchesi e italiani hanno avuto sul suo processo creativo, nel libro Phenomema of origins: raising artistic intelligence – the creative journey of an Italian American woman artist.

Giacomo Lami – Nato e vissuto a Lucca, si è laureato in Bioingegneria presso l’Università di Pisa e dopo un breve periodo alla CAEN di Viareggio (Costruzioni Apparecchiature Elettroniche Nucleari) è passato alla Oracle di Milano, società multinazionale del settore informatico, per poi trasferirsi in pianta stabile, nel 2000, alla sede nella Silicon Valley.  Da lì si è lanciato nel settore delle start-ups dove ha iniziato a operare, con crescente successo, su applicazioni nell’ambito della tecnologia per smartphone fino ad essere assunto, nel 2019, come Product Leader a Meta, azienda proprietaria di Facebook, Instagram, WhatsApp e Messanger.

Diego Osvaldo Lemmi – In arte Diego Moreno è un compositore, cantante e chitarrista italo-argentino, nato a Mar Del Plata, in Argentina, da famiglia di origini lucchesi. Anticamente una famiglia di costruttori Diego eredita l’amore per la musica dal padre Héctor. Inizialmente leader del gruppo TAWA intraprende una carriera da solista nel 2001 ottenendo immediato successo. Molto legato al nostro Paese il suo repertorio vanta molte canzoni italiane o riadattamenti, oltre a collaborazioni con artisti come Fred Bongusto, Iva Zanicchi, Peppino Di Capri, Mario Biondi, Rita Pavone, Riccardo Fogli e molti altri.

Attualmente è in pre-produzione un DocuFilm che, partendo dal tango, evidenzia i punti di connessione culturale tra Italia e Argentina. Diego Lemmi Moreno nel suo percorso artistico è stato nominato inoltre “Ambasciatore turistico” e “Personaggio di spicco” dal Comune di Mar del Plata e buona parte della sua produzione artistica conta il Patrocinio dell’Ambasciata Argentina in Italia sapendo coinvolgere le varie istituzioni italiane residenti in Sudamerica.

Manuela Lombardi – Nata a Lucca nel 1949 all’età di otto anni si è trasferita con la famiglia a San Paulo in Brasile dove risiede tuttora. Donna di notevole impegno e intelligenza è plurilaureata in Chimica, Pedagogia e Lingue e Cultura italiana per stranieri. Ha deciso, dopo una breve carriera come tecnica chimica, di dedicarsi all’insegnamento, sua passione e obiettivo di vita, da cui si dedica con grande impegno e soddisfazione ancora adesso che ha raggiunto la pensione.

Alberto Pinochi – Nato nel 1938 da genitori lucchesi si è trasferito molto giovane con la moglie e la figlia Albertina a San Francisco, in California, dove è diventato uno dei primi membri dell’Associazione Lucchesi nel Mondo della città e successivamente Consigliere, tradizione poi passata ai due figli. È membro anche di un’altra associazione per discendenti italiani, Figli D’Italia, con la quale fondarono e allenarono una squadra di calcio per ragazzi per mantenere vivo lo sport italiano. Di mestiere ebanista, professione appresa quando ancora viveva a Lucca, ogni anno ha costruito i carri della Lucchesi nel Mondo per la parata cittadina di Columbus Day.

Famiglia Landi – Dinastia di figurinai attivi nella comunità italiana londinese di metà Ottocento capostipite della famiglia Landi inglese fu Daniele Landi, nato nel 1838 a San Cassiano (Bagni di Lucca), il quale, dopo essersi trasferito nella capitale inglese divenne un membro di spicco della comunità italiana londinese, venendo nominato per tre volte Presidente della Società Per Il Progresso Degli Operai Italiani. Figurinaio di professione aprì il suo laboratorio in Talbot Road, Bayswater, dove i suoi discendenti hanno portato avanti l’attività per generazioni. Per il suo impegno verso i connazionali e per aver aiutato a nascondere Garibaldi durante il suo esilio a Londra ricevette una medaglia da Giuseppe Mazzini con il quale, nel frattempo, era divenuto amico. Mestiere, quello del figurinaio, trasmesso anche al nipotino, Howard Daniel John Landi, che in età adulta ha lavorato come Direttore e poi Vice Presidente per la SABRE Group, società leader di software e tecnologia al servizio dell’industria dei viaggi, per l’American Airlines come Field engineer per diventare poi responsabile regionale per l’Europea, l’Asia e il Pacifico sia per l’American Airlines, l’EDS e HP.

Susan Abigail Sarandon – Attrice e produttrice cinematografica statunitense di fama internazionale, candidata cinque volte al Premio Oscar ha vinto la statuetta d’oro per il film del 1995 Dead man walking – Condannato a morte. Nata a New York nel 1946 da famiglia di origini italiane, la nonna era figlia di immigrati originari di Coreglia Antelminelli. Si trasferisce negli anni Ottanta a Roma e per molto tempo si divide tra la città eterna e New York.  In Italia è forse conosciuta soprattutto per il suo ruolo di Louise nel film Thelma e Louise di Ridley Scott del 1991 per cui riceve la seconda candidatura all’Oscar e il 10 febbraio 2006, in seguito ad una brillante carriera hollywoodiana, partecipa alla Cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006 portando, insieme ad altre 7 celebri donne, la bandiera olimpica. Sempre nel 2006 riceve il premio “Ragusani nel mondo” e la cittadinanza onoraria di Ragusa e oggi.

Premio Martinelli

Suor Ornella Ciccone – Nata a Sassari ma diplomatasi al Liceo Vallisneri di Lucca, al terzo anno di medicina a Pisa capisce che la sua strada è con Dio ed entra nell’Istituto delle Suore Francescane Missionarie di Assisi nel 1988 dove viene incoraggiata a non abbandonare i suoi studi e si laurea in Medicina e Chirurgia a Padova con una specializzazione in Neurologia Pediatrica. Missionaria nelle Filippine, poi in Africa per quasi dieci anni, in Zambia gestisce il primo Centro di Neuroriabilitazione Pediatrica per bambini disabili e, accanto all’attività clinica, si impegna nell’insegnamento, nella ricerca e nella formazione della Neurologia pediatrica trattando bambini affetti da epilessia e altre patologie neurologiche. Al suo rientro in Italia durante la crisi da coronavirus decide di impegnarsi come volontaria presso il Centro Covid Santa Lucia di Rieti.

Una vita di comunione e di amore verso il prossimo, la ASL di Rieti le ha affidato il compito di ispezionare le case di riposo e le Rsa di tutta la provincia non abbandonando però i progetti iniziati in Zambia.

Joan Bedini Roberti – PREMIO ALLA MEMORIA – Giovanna Lidia Bedini Roberti, conosciuta come Joan Bedini Roberti, è nata a Lucca nel 1923.

Donna di grandissimo coraggio, mostrato anche durante l’occupazione nazista di Lucca, era molto resiliente e non si lasciava frenare dalle avversità. Finiti gli studi di Chimica presso l’Università di Pisa si trasferì all’età di venticinque anni negli Stati Uniti con il marito Hubert Roberti dove fu costretta a ripetere tutta la sua educazione dalle elementari in poi. Donna in un ambiente maschilista diventò, per necessità, una dei migliori programmatori di computer venendo poi assunta dalla società finanziaria General Finance e successivamente dalla Blue Cross Association, una compagnia no-profit indipendente di assicurazione sanitaria negli US dove lavorò per 20 anni e fu promossa a Senior Systems Analyst. Già socia attiva del Mazzini Verdi Club di Chicago con molto orgoglio fu una delle prime socie dei Lucchesi nel Mondo di Chicago. Joan non dimenticò mai la sua Lucca e trasmise il suo amore per la sua città d’origine e per la lingua italiana a tutte le persone che la circondavano. Nel 2018, a 95 anni, riuscì a perseguire uno dei suoi obiettivi più grandi: ottenere di nuovo la cittadinanza italiana.  Joan si è spenta nel 2020. (Inform)




Il Comites Santo Domingo spiega come iscriversi all’AIRE (VIDEO)

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Riceviamo dal Comites di Santo Domingo e pubblichiamo:

La Presidente del Comitato Italiani all’Estero (Com.It.Es.) di Santo Domingo, Licia Colombo, ha un importante messaggio per te!

Se sei cittadino italiano e risiedi nella Repubblica Dominicana o hai intenzione di farlo per più di 12 mesi, devi sapere cos’è l’AIRE – l’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero. L’iscrizione all’A.I.R.E. è un diritto-dovere del cittadino.

📽️ Vogliamo aiutarti a iscriverti nella maniera più agevole possibile! Pertanto, abbiamo creato un video tutorial dettagliato e lo abbiamo condiviso nel nostro nuovo canale YouTube (@ComitesSD).

Non trascurare questo importante passo nella tua vita all’estero!

 




Gli Assaggiatori di Vino Italiani ONAV del Canada ricordano Giovanni Scarchilli

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foto giovanniONAV Canada – Chef Giovanni Scarchilli

Ci ha lasciati all’eta’ di 73 anni , le parole lasciano il posto all’amarezza e il dolore. Una persona molto conosciuta nel settore enogastronomico di Toronto, tutti lo conoscevano per quella persona magnifica che era, aveva umanità’ da vendere. Una cosa di cui discutevamo sempre erano i giovani a cui noi dovevamo insegnare e guidarli sul sentiero della professionalità , ma nel rispetto delle persone, con me e il Dr. Luigi Demartino aveva intrapreso questo importante cammino nel mondo del vino, un qualcosa in cui Lui credeva molto. Un mondo che era un connubio con il mangiare. Stava ultimando un corso WINE CONNOISSEUR, poi successivamente con altri esami diventare Assaggiatore di vino primo livello ed essere inserito poi Nell’Albo Professionale. É stato per parecchi anni Presidente della Federazione Italiana Cuochi in Canada ed inoltre un ottimo Docente del  Liaison College. Continueremo a sviluppare progetti, ed erano molti che avevamo definito  insieme, e questo lo faremo per mantenere viva la sua memoria non solo come professionista ma sopratutto come Uomo.

Il poco tempo in cui l’abbiamo conosciuto ci ha insegnato molte cose e ne faremo tesoro. Sara’ sempre con noi in ONAV Canada. Ora Giovanni puoi stare nelle Vigne del Paradiso, e ricordati sempre di guardarci dall’alto il nostro lavoro, e se puoi correggerci fallo pure. Il nostro cordoglio va alla Sua Famiglia, senz’altro, la stessa ha perso un faro illuminate.

Caro Giovanni, Augusto, Luigi., Gianluca, Gabriele, Luca,Diego, Alessandro da NY, e Giuseppe da Philadelphia ti ringraziano della Tua presenza tra noi.

Riposa in Pace.

 




Washington: fissata la data della Eduitalia Award Ceremony in Ambasciata

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eduitalia guidaÈ stata fissata per lunedì 23 ottobre, nella prestigiosa sede dell’Ambasciata d’Italia a Washington, la data della 11^ edizione dell’Eduitalia Award Ceremony.
Durante l’evento, al quale parteciperanno in videocollegamento anche i Consolati Italiani coinvolti nel programma AP-Italian, saranno premiati studenti e insegnanti che si sono contraddistinti nell’ambito dell’AP-Italian, programma di politica culturale di promozione della lingua italiana ritenuto prioritario dall’Ambasciata italiana. (aise) 




Stallone cittadino onorario di Gioia del Colle

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sly 1024x815Bagno di folla a Gioia del Colle, paese della provincia barese, dove il mito hollywoodiano Sylvester Stallone e suo fratello Frank sono stati nominati cittadini onorari. Il riconoscimento è stato consegnato ai due artisti americani dal sindaco Giovanni Mastrangelo, durante una cerimonia pubblica in piazza Plebiscito.

Sly e suo fratello, in questi giorni, erano in vacanza in Puglia, proprio per visitare i luoghi di origine della loro famiglia paterna. Il nonno dell’attore settantasettenne era natio di Gioia del Colle, dove svolgeva la professione di barbiere. Anche il padre dell’intramontabile star di Hollywood è cresciuto presso la cittadina sita a 38 chilometri chilometro da Bari, salvo poi trasferirsi oltreoceano già nei primi anni ’30. Naturalmente la visita di Stallone ha portato enorme entusiasmo tra gli abitanti del posto, che hanno accolto la leggenda del cinema internazionale al grido di “Rocky! Rocky!”.

La cerimonia di Gioia del Colle (Foto di Regione Puglia)

Alla cerimonia di piazza Plebiscito era presente anche Michele Emiliano, presidente della Regione, che ha dichiarato: “La presenza di Sylvester Stallone a Gioia del Colle, il suo paese di origine, emoziona tutti i gioiesi e tutti i pugliesi. La ricerca del tempo perduto è sempre una delle cose più commoventi e interessanti della vita di ciascuno di noi. Gioia del Colle il paese di origine di mia madre, quindi io come Sylvester Stallone devo i natali a questa meravigliosa città. Siamo onorati della presenza di una persona così importante, capace di fare del cinema un momento di rivoluzione, di passione per noi tutti. I suoi film non si vedono solo una volta, si vedono continuamente e si rivedono anche quando li si conosce a memoria: questo è il segno di un successo, di una umiltà, di una determinazione e di una capacità di lavorare che è tipicamente pugliese”.

“È una giornata storica per tutti noi”, ha invece spiegato il sindaco Mastrangelo, “Sylvester e suo fratello non hanno mai rinnegato le origini gioiesi. Questo forte legame è motivo di orgoglio per tutta la Puglia e per tutti quegli immigrati che, negli anni Trenta, hanno lasciato il nostro Paese in cerca di fortuna. Loro rappresentano un modello positivo di chi partendo da zero ha saputo raggiungere la fama e la celebrità”.

“E’ un onore far parte di un popolo così bello e così forte”, ha infine dichiarato lo stesso Sly, mostrando alla folla la vecchia chiave del salone di suo nonno, “quasi cento anni fa mio nonno ha lasciato questa città: ma prima di farlo lavorava qui, e questa e la chiave della sua bottega. Ha avuto il coraggio di intraprendere quel viaggio: proprio grazie a lui, io oggi sono qui con la mia famiglia. Come direbbe Rocky, vi amo e continuate a combattere!”.

da La Voce di New York




Studiosi italiani partecipano in Messico al congresso sul populismo penale

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populismovertIn un contesto di crescente complessità e incertezza, negli ultimi anni diversi leader di partito e indipendenti hanno utilizzato il diritto penale per ottenere consenso. Attraverso la creazione di un “nemico” comune, i politici mirano spesso a distogliere l’attenzione dai problemi reali per rafforzare il proprio potere.

È questa l’idea fondamentale che viene discussa in questi giorni a Città del Messico nell’ambito del congresso Populismo penal y la falacia de la seguridad, organizzato dall’Università Anáhuac Campus Norte e a cui partecipa il Dott. Raffaele De Giorgi, sociologo e filosofo, docente di filosofia del diritto presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento e uno dei maggiori studiosi italiani della Teoria dei sistemi sociali.

Nel corso della conferenza di apertura del simposio, De Giorgi ha descritto il populismo penale come un’ideologia politica del contro-illuminismo che utilizza il concetto di popolo del Grande Inquisitore per costruire il suo oggetto. Non è una teoria del diritto penale, ha sottolineato, e non si espone ad una riflessione teorica sui suoi requisiti concettuali, ma offre supporto tecnico ad una minacciosa e melmosa ideologia della chiusura, che può portare a politiche di sicurezza inefficaci e a una maggiore polarizzazione sociale.

Dopo la laurea in filosofia nel 1971 presso l’Università degli Studi di Roma, De Giorgi ha condotto studi e ricerche in molte università europee ed ha insegnato presso il Max-Planck-Institut für europäische Rechtsgeschichte (Società Max Planck). In seguito a una fruttuosa a collaborazione con il sociologo e filosofo tedesco Niklas Luhmann, il sociologo pugliese ha fondato nel 1990 il Centro Studi sul Rischio presso l’Università di Lecce, del quale è tutt’oggi direttore.

Interverranno anche altri ricercatori italiani. Il programma include le partecipazioni del Dott. Manuel Anselmi, docente e ricercatore dell’Università degli Studi di Bergamo, il Dott. Luciano Nuzzo, professore di Sociologia e antropologia giuridica all’Universidade Federal do Rio de Janeiro (UFRJ), il Dott. Dario Fiorentino, ricercatore afferente al Centro di studi sul rischio dell’Università del Salento, e del Dott. Massimo Dini, del dipartimento Studi giuridici, filosofici ed economici dell’Università La Sapienza di Roma.

Immagine: Ángel Boligán

da puntodincontro.mx




L’Ambasciatore d’Italia a Brasilia Azzarello consegna al Presidente di Leonardo Brasile Moliterni il titolo di Maestro del Lavoro

lambasciatore ditalia a brasilia azzarello decora il presidente di leonardo brasile moliterni con il titolo di maestro del lavoro immagine2

lambasciatore ditalia a brasilia azzarello decora il presidente di leonardo brasile moliterni con il titolo di maestro del lavoro immagine2L’Ambasciatore d’Italia a Brasilia Francesco Azzarello ha decorato, a nome del Presidente della Repubblica, il Dott. Francesco Moliterni, Presidente della Leonardo Brasile e Vice Presidente (operativo) della Leonardo America Latina, con il titolo di Maestro del Lavoro. Alla base del riconoscimento, – si legge nella nota dell’Ambasciata – conferito nel 2023 solamente a 14 personalità’ italiane all’estero, la straordinaria competenza professionale, l’eccezionale senso dello Stato e la non comune integrità morale dimostrate da Moliterni, caratteristiche che lo hanno reso uno stimato punto di riferimento, anche locale, in Brasile in questi ultimi anni. Nel corso della cerimonia, sempre a nome del Presidente della Repubblica, sono stati insigniti con il grado di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia l’Avv. Leandro Augusto Chiarottino, il Direttore Aggiunto della Polizia Civile del Distretto Federale, Benito Augusto Galiani Tiezzi, la Professoressa Jaqueline Godoy Mesquita, il Commissario della Polizia Federale, Paulo Maiurino, ed il Commissario della Polizia Civile, Marcelo Zago. La consegna delle nuove onorificenze avviene dopo il conferimento del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia il 23 agosto al Dott. Massimo Bauducco, Presidente dell’omologo gruppo industriale che è anche il primo produttore ed esportatore mondiale di panettoni. (Inform)




Il “Premio Eccellenza Veneta” a Paulo José Massolini

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5venetoIl Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha consegnato ieri, 4 settembre, il Premio “Eccellenza Veneta” al veneto brasiliano Paulo José Massolini.
Ne dà notizia Aldo Rozzi Marin, Presidente Associazione Veneti nel Mondo, spiegando che Massolini è veneto-brasiliano di terza generazione con ascendenti veneti emigrati da Lerino di Torri di Quartesolo (Vicenza) e da Taibon Agordino (Belluno). Nato e cresciuto nella capitale nazionale del Talian, Mazzolini è uno straordinario protagonista della lotta per la tutela e la valorizzazione della lingua veneto-brasiliana. Oltre ad essere Presidente della Federazione delle Associazioni Italo Brasiliane del Rio Grande do Sul (FIBRA) e rappresentante del Comitato Nazionale del Talian (COMTALIAN), è organizzatore di numerose attività di valorizzazione della lingua e della cultura veneta, come ad esempio degli incontri nazionali dei diffusori del Talian (veneto-brasiliano) giunti alla XXVII edizione.
Massolini, candidato al Premio Eccellenze Venete dall’Associazione Veneti nel Mondo, rappresenta la cultura, la lingua e la storia dell’emigrazione veneta in Brasile. A lui – come ricordato dal Presidente della Prima Commissione del Consiglio regionale del Veneto – si deve il riconoscimento della lingua Talian o Veneto-Brasiliano come patrimonio immateriale e culturale del Brasile. Si tratta della prima lingua riconosciuta in Brasile dopo il Portoghese.
“Eccellenze Venete” è il premio istituito dall’Assessorato alla Cultura – Veneti nel Mondo guidato dall’Assessore regionale Cristiano Corazzari per ringraziare quei veneti che si sono distinti nel mondo per peculiari meriti nell’ambito della cultura, della ricerca, del lavoro, o per l’impegno a favore dell’emigrazione. Tale riconoscimento, seppur assegnato a singole persone in ragione dei loro meriti, vale altresì come riconoscimento al lavoro di tutti i nostri emigrati.
“Ricevo oggi questo importante riconoscimento a nome di tutti quelli che in Brasile e in Veneto si impegnano per tramandare, conservare e valorizzare la cultura del Talian”, le parole di Paulo Massolini. “Voglio ringraziare in particolare il Consigliere regionale Luciano Sandonà, Aldo Rozzi Marin, Ettore Beggiato e tutti i soci della Veneti nel Mondo per la segnalazione fatta alla Regione e alla Consulta, i membri della Consulta dei Veneti nel Mondo per aver approvato la candidatura e la Regione del Veneto per la consegna del Premio”.
Presente alla cerimonia, Rozzi Marin ha ricordato con emozione l’ultima visita alla città di Serafina Correa nel corso del viaggio “I leoni del Rio Grande do Sul” del 2019 con il Consigliere regionale Luciano Sandonà e il Presidente Onorario dell’Associazione Veneti nel Mondo Ettore Beggiato. “Entrando in città – ha ricordato – si respira Veneto: Villa “La Rotonda”, il “Castello di Marostica” e i cartelli stradali in lingua veneta! È straordinario come i discendenti di quei veneti che partirono nel lontanissimo 1875 abbiano conservato un simile patrimonio di lingua, cultura e civiltà”. (aise) 




Passaporti: anche a New York una linea telefonica dedicata per connazionali over 75

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passaporti22Anche il Consolato generale a New York ha deciso di attivare una linea telefonica dedicata ai connazionali over 75 che hanno bisogno di prenotare un appuntamento per rinnovare il passaporto.
La nuova linea telefonica è attiva, in via sperimentale, dall’inizio del mese di settembre: i connazionali che hanno più di 75 anni potranno chiamare il numero +1 (646) 897-0653 il mercoledì dalle 14.00 alle 15.00 per fissare un appuntamento per il rilascio del passaporto oppure per aggiornare la propria posizione anagrafica.
In caso di difficoltà nel prendere la linea nella fascia oraria indicata, i connazionali over 75 potranno fissare un appuntamento con l’ufficio passaporti via e-mail, scrivendo all’indirizzo newyork.passaporti@esteri.it, o tramite il portale Prenot@mi. (aise)