Le comunità piacentine nel mondo si incontreranno domani a Ferriere e a Bettola

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emilia romagna domani il 29° incontro provinciale delle comunita piacentine nel mondo immagine9Domani 12 agosto si svolgerà a Ferriere e a Bettola il 29° Incontro provinciale delle Comunità piacentine nel mondo, organizzato  dall’Associazione Piacenza nel mondo.

Alla manifestazione parteciperà la Vicepresidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo Valentina Stragliati. Nell’occasione sarà celebrato il 40° anno di gemellaggio tra i comuni della Val Nure Bettola, Ferriere e Farini e la città francese Nogent-sur-Marne. Verrà inoltre conferito il Premio Piacentino Benemerito nel mondo 2023. (Inform)




Valdostani nel Mondo: il raduno di Quart

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downloadIl Comune di Quart ha ospitato il 6 agosto la 47a edizione della Rencontre Valdôtaine, il grande appuntamento annuale che riunisce i valdostani emigrati. Una festa all’insegna della condivisione dei ricordi, degli scambi e, soprattutto, un momento di unione.

Il sindaco Fabrizio Bertholin ha preso la parola per ricordare che in passato molte famiglie hanno lasciato Quart alla ricerca di condizioni di vita che la Valle d’Aosta non poteva offrire loro. “Ognuno di noi ha nella sua famiglia almeno un nonno, zii o cugini che sono andati all’estero, dove spesso hanno messo radici”, ha  detto il sindaco. “Ma per questa edizione della Rencontre – ha aggiunto – abbiamo voluto anche raccontare storie di oggi e incontrare i giovani valdostani che, per ragioni che non sono le stesse di prima, hanno lasciato la nostra piccola patria per studiare o per lavorare. E posso dirvi che in questo momento ci sono giovani in Francia e in Svizzera, ma anche in Polonia, in Messico, in Guadalupa e in Nuova Zelanda: un po’ ovunque nel mondo, insomma”.Il sindaco Bertholin ha concluso il suo messaggio con una citazione del Dalai Lama , «Date a coloro che amate ali per volare, radici per tornare e motivi per rimanere», aggiungendo “bene, questo è ciò che vogliamo per i nostri emigrati: ai giovani, soprattutto, vorremmo dare le ali per volare, per andare a scoprire il mondo, seguire le loro passioni e le loro ambizioni, ma anche radici perché un giorno possano tornare nella terra natale e, forse, rimanervi”.

Il presidente della Regione Renzo Testolin ha insistito sulla potenza di questo appuntamento dedicato agli emigrati: “La Rencontre è da quasi mezzo secolo uno degli elementi caratteristici della nostra cultura e della nostra natura valdostana. È un momento importante  dell’anno, di cui siamo profondamente orgogliosi, perché rende omaggio a tutti coloro che hanno lasciato la nostra terra per costruire il loro futuro altrove, ma che non hanno mai dimenticato da dove sono partiti”. “E’ una giornata di festa, di ricongiungimento, di incontri, appunto, e di scambi: la cornice perfetta per condividere questo sentimento, che abita gli emigrati di ritorno nella loro terra d’origine, come quelli che sono rimasti nel paese e attendono questa opportunità di ritrovare un fratello, un cugino, un vicino o un compagno di scuola”, ha detto ancora Testolin ricordando che soprattutto nel corso dell’ultimo secolo la Valle d’Aosta ha dovuto fare i conti con il fenomeno dell’emigrazione. Molti hanno scelto la Francia. E molti sono arrivati in America. La mancanza di lavoro e la speranza di trovare all’estero una vita migliore hanno diviso molte famiglie, alle quali la Rencontre ha permesso anche di ritrovarsi.  Al giorno d’oggi, l’emigrazione sta aumentando di nuovo nella nostra regione. Questi giovani fanno parte della generazione con nuove competenze digitali. Sono giovani che hanno studiato e si sono specializzati. Vogliono costruire il loro futuro altrove, perché il mercato del lavoro locale non offre opportunità per le loro competenze”.

Il presidente Testolin ha poi sottolineato che “dobbiamo cercare di riportare i nostri giovani a casa” e per questo “il Governo regionale si è già messo all’opera, con il nuovo piano di sviluppo della nostra università: tra pochi mesi questa – ha spiegato – avrà una nuova sede e dovrà agire sempre più in sinergia con il nostro territorio. Abbiamo anche adottato misure per aumentare l’attrattività della nostra regione: penso al progetto di legge che abbiamo presentato qualche settimana fa all’approvazione del Consiglio regionale e che istituisce una zona franca per la ricerca. Questa misura mira a stabilizzare l’insediamento di nuove imprese nella Valle, per far germogliare nuove idee e creare nuovi posti di lavoro”.

Il presidente  della Valle d’Aosta ha infine ricordato qualche giorno prima della Rencontre si è conclusa la sessione del Parlamento dei Giovani promossa dal Consiglio regionale, durante la quale “abbiamo avuto l’occasione di incontrare giovani della Valle d’Aosta che sono già emigrati, spesso lontano, per studiare, ma che sono tornati per partecipare al Consiglio dei giovani, ad una discussione molto interessante rivolta verso il futuro, verso il nostro futuro, e che ha portato con sé altri giovani di diverse parti del mondo: anche in questo contesto la Valle d’Aosta può essere un punto di riferimento e attirare le menti più brillanti nella nostra regione”.

Il 7 agosto nella sala del Governo regionale ad Aosta si è tenuta la consueta Tavola rotonda tra i membri del Governo regionale e i rappresentanti delle associazioni degli emigrati: CO.FE.S.E.V. (Comité Fédéral des Société d’Émigrés Valdôtains), A.L.O.V. (Association des Levalloisiens d’Origine Valdôtaine), Union Valdôtaine Dauphiné-Savoie, Union Valdôtaine de Paris, A.S.U.V.P. (Association Sportive Valdôtaine Valdôtaine) e Association de Valdôtaine Valdôtaine de Paris. Alla Tavola rotonda ha partecipato anche il sindaco di Quart, Fabrizio Bertholin. Aprendo la seduta il presidente Testolin ha lodato il Comune di Quart “per la calorosa accoglienza che ci ha riservato”. “Questa 47^ Rencontre  – ha sottolineato – è stata un successo, che conferma un reale ritorno alla normalità dopo il Covid, grazie all’impegno della Regione, del Comune e, naturalmente, delle diverse associazioni di emigrati, perché la vostra partecipazione rimane fondamentale per il successo di questa manifestazione unica”.

Diversi i temi affrontati durante questo tradizionale appuntamento: i risultati dell’economia in Valle d’Aosta, la siccità nelle Alpi, l’impatto del riscaldamento climatico sull’attività turistica, la chiusura del traforo del Monte Bianco, la gestione della Maison de la Vallée d’Aoste di Parigi, il collegamento ferroviario Lione-Torino, la salvaguardia dei forni e dei mulini, la creazione del Museo dell’Emigrazione Valdostana e la riduzione del prezzo degli skipass nella regione.

Al termine della Tavola rotonda, il presidente della Regione ha annunciato che la 48^ Rencontre Valdotaine si terrà all’inizio di agosto 2024 a Champdepraz.

Stabiliti anche gli appuntamenti degli Arbres de Noël:  Union Valdôtaine de Lyon: dicembre 2023; Union Valdôtaine Dauphiné-Savoie: domenica 7 gennaio 2024, a Grenoble;  Union Valdôtaine de Paris: sabato 20 gennaio 2024; Association valdôtaine de Savoie: raduno nella primavera del 2024, a Sáez.(Inform)




Bellunesi nel Mondo: si conclude “SiAmo Italia”

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siamo italia vola in colorado intervista a emiliano dallanese immagine2Si avvia alla conclusione il progetto “SiAmo Italia”, il programma realizzato dall’Associazione Bellunesi nel Mondo – con il contributo della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – per raccontare storie simbolo del successo italiano all’estero. Domani, venerdì 11 agosto, alle 21.00 – via streaming attraverso Radio Abm (www.bellunesinelmondo.it/radio-abm) o direttamente sul canale YouTube e sulla pagina Facebook dell’Associazione Bellunesi nel Mondo -, la penultima puntata, che avrà per protagonista Emiliano Dall’Anese. Ecco una sua breve presentazione.

Laureato a Padova, nel 2011 ha conseguito il dottorato in Ingegneria dell’Informazione. Tra il 2011 e il 2014 è stato ricercatore al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Informatica dell’Università del Minnesota. Oltre che nel mondo accademico, ha lavorato anche come ricercatore al National Renewable Energy Laboratory di Golden, in Colorado, il principale laboratorio nazionale del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti d’America. Attualmente è Assistant Professor al Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Informatica ed Energetica della University of Colorado Boulder. Nella stessa università, lavora inoltre per il Dipartimento di Matematica Applicata. Le sue ricerche si applicano alla risoluzione di problemi ingegneristici e scientifici nei settori dei sistemi in rete, dei sistemi energetici, di trasporto e dell’assistenza sanitaria.(Inform)




A Pescopagano “Il Villaggio delle Radici”

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10villaggioradiciLa suggestiva località lucana di Pescopagano si è trasformata da lunedì scorso, 7 agosto, e lo resterà fino a sabato prossimo, 12 agosto, nell’epicentro di una coinvolgente manifestazione denominata “Il Villaggio delle Radici“. Un’iniziativa intrapresa dal Comitato Pescopagano 2020 in collaborazione con il Comitato Pescopaganesi nel Mondo e l’Associazione Ergon. L’evento ha preso il via con uno scintillante spettacolo di giovani atleti che hanno dato vita alle Mini Olimpiadi, catturando l’attenzione di tutti i presenti.
Questi giovani talenti sportivi, tuttavia, non saranno gli unici protagonisti durante i prossimi giorni, poiché l’entusiasmante programma prevede ancora molte sorprese. L’attenzione si sposta ora verso la “Biciclettata” e la “Gara Podistica”, eventi inclusivi aperti a persone di tutte le età, dai più giovani ai più anziani. Questa iniziativa non solo promuove uno stile di vita attivo e salutare, ma crea anche un’opportunità per le diverse generazioni di condividere momenti speciali insieme.
Un aspetto centrale dell’evento è rappresentato dal confronto tra le generazioni riguardo all’emigrazione. Nei prossimi giorni, sarà data la possibilità a ciascun partecipante di condividere le proprie esperienze e storie di emigrazione, un momento di scambio prezioso che contribuisce a rinsaldare i legami con le radici culturali e familiari. In aggiunta, l’atmosfera sarà pervasa da momenti conviviali, durante i quali i partecipanti avranno l’opportunità di gustare e apprezzare i piatti e i prodotti tipici della regione, nonché di scoprire nuovi sapori e delizie culinarie.
La settimana culminerà nell’attesa “Notte Bianca”, un evento che promette di essere indimenticabile. Un’immersione nella letteratura e nella cultura, con una riflessione sui vizi e le virtù dell’umanità attraverso il prisma della Divina Commedia. L’atmosfera prenderà poi una svolta ritmica con la “Tarantolata” e i “Sonetti Pescopaganesi”, una festa che durerà fino alle prime luci dell’alba. Proprio all’alba, con una suggestiva fiaccolata, i partecipanti raggiungeranno il Santuario della Madonna di Monte Mauro per un omaggio emozionante.
Questa edizione rappresenta anche un assaggio dell’evento epocale previsto per il 2024: l’Adunata di tutti i Pescopaganesi nel Mondo. Un progetto che ha avuto origine nel lontano 2017 e che ha visto il suo primo brillante capitolo come partner con “Paesi e Radici”, il primo progetto in Basilicata e in Italia sul Turismo delle Radici voluto del Ministero degli Affari Esteri.
Un programma ricco e variegato, con eventi studiati per ogni fascia d’età, offre ai partecipanti l’opportunità di scegliere le esperienze che risuonano di più con i loro interessi e desideri. L’evento “Il Villaggio delle Radici” non è solo un tuffo nel passato, ma anche un’apertura verso il futuro, un’occasione unica per celebrare le tradizioni, la comunità e il legame indissolubile con le proprie radici. (aise) 




Sebastián Marcucci: la figura chiave del MAIE per il Guatemala e la sua distinta traiettoria nel settore agroalimentare

sebastian marcucci maie

sebastian marcucci maieIl mondo della politica e dell’agroindustria sono settori in cui la sinergia e la conoscenza sono essenziali per produrre progresso e sviluppo. In questo crocevia emerge una figura di grande rilievo: Sebastián Marcucci. Di recente nominato coordinatore del MAIE per il Guatemala, la sua responsabilità ora abbraccia non solo gli affari politici ma anche quelli agroalimentari nella regione centroamericana.

Un manager di alto livello con una visione innovativa

Il settore agroalimentare ha visto l’importante lavoro di Marcucci, che ha promosso la competitività del Guatemala da diversi fronti, sia nell’iniziativa privata che nel settore pubblico. La sua visione non si limita ad approcci tradizionali, ma propone strategie innovative, essendo uno dei pionieri nella promozione dell’approccio delle catene di valore in diverse aree, dall’agricoltura alla silvicoltura, sia a livello nazionale che regionale.

Un’esperienza impeccabile nel servizio pubblico

Il periodo 2012-2015 del Governo della Repubblica è stato un momento fondamentale per il Ministero dell’Agricoltura, Allevamento e Alimentazione (MAGA), poiché sotto la sua guida sono stati raggiunti importanti progressi. Nei suoi primi tre anni di servizio, ha assunto con distinzione la carica di Vice Ministro per la Sanità Agroalimentare e le Regolamentazioni (VISAR). Tuttavia, il suo impegno e la sua eccellenza lo hanno portato, nel suo quarto anno, a occupare la posizione di Ministro.

Un ponte tra Guatemala e Italia

Il suo ruolo nell’agroindustria guatemalteca è stato vitale, ma ora, nella sua nuova posizione con il MAIE, Marcucci cerca di rafforzare la relazione tra la comunità italiana residente in Guatemala e la loro patria. Questo compito va oltre la politica, cercando di rafforzare i servizi consolari e facilitare le procedure per il riconoscimento della cittadinanza. Inoltre, ha la visione di rafforzare i legami, creando connessioni tra le diverse comunità italiane, il tutto con l’obiettivo di promuovere le tradizioni, la cultura e il famoso “Made in Italy”.

Questa nomina non è stata una decisione isolata. Dietro di essa c’è il supporto del nuovo coordinatore nazionale del Guatemala, Fernando Campo Doninelli, e l’approvazione del vicepresidente del MAIE, Vincenzo Odoguardi. Insieme, cercano un futuro prospero e collaborativo tra il Guatemala e l’Italia.

Conclusione

La traiettoria di Sebastián Marcucci non solo spicca nel settore agroalimentare guatemalteco, ma ora, con la sua nuova nomina nel MAIE, promette di diventare una figura chiave nel rafforzamento dei legami tra Guatemala e Italia. Il suo impegno, la sua visione e la sua esperienza sono pilastri che sicuramente contribuiranno in modo significativo a questa nuova fase della sua carriera.




L’impegno di Guido Albani Maldonado, coordinatore MAIE nel Salvador: “Unificare la colonia italiana e sostenere il sistema Italia nelle diverse attività”

guido albani

guido albaniNella storia di una famiglia, spesso si celano personaggi straordinari che hanno contribuito in modo significativo alla società in cui hanno vissuto.

In quella di Guido Albani Maldonado, diplomatico, politico, presidente dell’Associazione Guido Albani, per l’integrazione, la pace e la cultura, nuovo Coordinatore del MAIE nel Salvador, spicca la figura del bisnonno architetto, che pure si chiamava Guido, protagonista, come lui, di una storia di successo e di innovazione.

Bisnonno Guido, era nato il 31 luglio del 1885 a Lecco. Si distinse sin da giovane per la sua passione e talento nell’ambito dell’architettura tanto che, nel 1912, chiamato dal Presidente di El Salvador, il dottor Manuel Araujo, intraprese un viaggio verso questa terra lontana per realizzare opere architettoniche che ancora oggi arricchiscono il centro storico della città di San Salvador.

Con la sua abilità creativa e l’occhio per l’innovazione, Guido Albani ha contribuito a trasformare il volto architettonico della capitale salvadoregna, donandole edifici e spazi urbani iconici. Il suo lavoro è diventato una testimonianza tangibile del passato glorioso e della rica cultura del paese.

Tuttavia, l’attività dell’intraprendente bisnonno non si è limitata al Salvador.

bisabueloNel 1917 e nel 1918, Città del Guatemala fu colpita da un terribile terremoto, che causò gravi danni alla città. Il Presidente dell’epoca, Manuel Estrada Cabrera, riconoscendo il talento e la competenza di Guido Albani (nella foto a sinistra), lo invitò a valutare i danni e a contribuire alla ricostruzione. Guido Albani accettò l’invito e si stabilì in Guatemala, aprendo uno studio professionale e addirittura inaugurando il primo ristorante italiano nel paese, portando con sé i sapori e le tradizioni culinarie della sua patria.

anuncio de los vehiculosGuido Albani dimostrò di essere anche un commerciante lungimirante. Fu il primo distributore del marchio automobilistico Fiat in Guatemala, contribuendo così a introdurre l’industria automobilistica in quel Paese.

Le opere di Guido Albani sono testimoni della sua genialità e del suo spirito pionieristico, che hanno lasciato un’impronta indelebile nelle città del Salvador e del Guatemala.

Il pronipote, Guido Albani Maldonado, ne ha raccolto l’eredità, affermandosi come uomo di successo soprattutto nei campi della diplomazia e della política.

Guido, che ha 51 anni, è profondamente legato alle sue radici italiane. È diventato coordinatore del MAIE per il Salvador e lavora fattivamente per la nostra comunità.

A Guido Albani Maldonado, Fatti Nostri ha posto alcune domande per conoscere meglio la realtà del Paese dove vive, le opportunità per i nostri connazionali e parlare del suo nuovo incarico all’interno del MAIE, di cui dice di sentirsi onorato e che ne assumerà responsabilmente il ruolo.

Esistono associazioni italiane e di origine italiana? nominato coordinatore in El Salvador

Amigos de Italia, con sede nel dipartimento di Quetzaltenango, e quella che attualmente presiedo, l’Associazione Guido Albani, in omaggio all’Arch. Guido Albani

Consiglieresti a un italiano di trasferirsi lì? Ci sono opportunità di lavoro specifiche?

Sì, se desidera fare investimenti.

Ci sono connazionali che vengono come turisti per le loro vacanze? Quali sono i loro obiettivi principali?

Scoprire il mondo Maya, Antigua Guatemala, Atitlán.

Mi hanno parlato di un nuovo francobollo che hai richiesto. Di cosa si tratta?

L’associazione caritatevole italiana in El Salvador festeggia i suoi 125 anni, e come coordinatore del MAIE, ho chiesto un omaggio per tale istituzione, all’ufficio postale generale di El Salvador, per il quale hanno accettato la mia richiesta, detta attività è stata si svolgerà il 24 agosto di quest’anno.

Quali sono i tuoi principali obiettivi e traguardi come coordinatore del MAIE in El Salvador? Quali cambiamenti o miglioramenti vorresti implementare a beneficio della comunità italiana nel Paese?

Come primo punto, unificare la colonia italiana, sostenere il sistema Italia nelle diverse attività, far conoscere ancora di più il movimento MAIE.

Quali sono le sfide specifiche che deve affrontare la comunità italiana in El Salvador e come pensate di affrontarle?

Identificare ogni famiglia di discendenza italiana e promuovere la nostra cultura, lingua e gastronomia, attraverso l’implementazione del sistema Italia, che attualmente manca, per promuovere e rafforzare congiuntamente il movimento MAIE.

Qual è la tua visione per rafforzare i legami culturali, commerciali e diplomatici tra l’Italia e El Salvador?

Incoraggiare il turismo, per pubblicizzare la ricchezza culturale di El Salvador, essendo uno dei Paesi più sicuri della regione, e mantenere uno stretto rapporto con le autorità locali.

Quali iniziative o progetti hai in mente per promuovere l’integrazione e il benessere dei discendenti italiani in El Salvador?

Pressionare per la creazione della Camera di Commercio Italo-Salvadoregna.

Come pensi di collaborare con altre organizzazioni italiane e autorità locali in El Salvador per lavorare a beneficio della comunità italiana?

Elaborare un accordo di collaborazione multilaterale con le diverse istituzioni per un migliore beneficio della comunità italiana.

Qual è il vostro approccio in relazione alla partecipazione dei giovani discendenti italiani alle attività del MAIE e come pensate di incoraggiare il loro coinvolgimento?

Convocare tutti i giovani italodiscendenti e gli amici salvadoregni per creare un servizio di volontariato e formare così un sentimento di appartenenza e identità.

Quale messaggio vorresti trasmettere alla comunità italiana in El Salvador e a coloro che vogliono mantenere vive le proprie radici italiane?

Che ci uniamo e che fraternizziamo i legami, indipendentemente dalla loro ideologia.

Come pensi di contribuire alla crescita e allo sviluppo del MAIE in El Salvador e nella regione centroamericana in generale?

Organizzando attività sociali, culturali e politiche per rafforzare il movimento dei discendenti italiani in America centrale e nei Caraibi.

Qual è la tua più grande motivazione nello svolgere questa posizione e cosa ti spinge a lavorare per il benessere dei discendenti italiani in El Salvador?

Stabilire basi solide, in cui le generazioni successive possano partecipare al sostegno fornito da un movimento così onorevole.




Costa Rica. Nomina di Michela Perozzi come Coordinatrice del MAIE a San Vito: una nuova era nella colonia italiana

michela perozzi maie

michela perozzi maieSan Vito, una colonia italiana in crescita e piena di vitalità, accoglie con entusiasmo la nomina di Michela Perozzi come Coordinatrice del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) a San Vito. La nomina è stata effettuata da Paola Ceccon, Coordinatrice Nazionale in Costa Rica, con il consenso del vicepresidente Vincenzo Odoguardi. La signora Perozzi ha condiviso con noi le sue visioni, i suoi valori e le sue aspettative per il suo nuovo ruolo.

Adesione al MAIE

Michela ha scelto di aderire al MAIE per aiutare gli italiani nella sua zona, lamentando che spesso sono stati negati aiuti. La sua passione per il benessere della comunità italiana è evidente.

Attrazione verso il MAIE

Il MAIE si distingue per Michela per il suo impegno nelle questioni di aiuti internazionali ai cittadini italiani, un aspetto che ha trovato particolarmente attraente.

Valori e Ideali

I valori del rispetto verso le persone e i diritti umani sono particolarmente significativi per Michela, e sono in linea con gli ideali del MAIE.

Esperienze Precedenti

Nonostante non abbia esperienze politiche precedenti, Michela ha studiato molto sulla politica del MAIE, preparandosi per questo nuovo ruolo.

Temi e Questioni Specifiche

Michela è determinata a promuovere i diritti degli italiani nella colonia italiana di San Vito, lottare per le loro cittadinanze e altri aspetti importanti, come l’educazione e le borse di studio.

Aspettative come Coordinatrice

Come coordinatrice del MAIE a San Vito, Michela ha l’ambizione di restituire ai cittadini italiani i diritti negati, sostenere gli insegnanti di lingua italiana e promuovere borse di studio.

Coinvolgimento e Motivazione

Michela prevede di coinvolgere e motivare altri cittadini attraverso riunioni informative e incoraggianti.

Sfide e Superamenti

La sfida principale sarà promuovere i benefici dell’organizzazione a tutti gli italiani della zona, un obiettivo che Michela è determinata a raggiungere.

Rafforzare la Presenza del MAIE

Michela ritiene che visite più frequenti dei membri del MAIE nella sua zona rafforzeranno la fiducia nella comunità.

Priorità per il MAIE a San Vito

Le priorità di Michela includono l’assistenza agli italiani della sua zona riguardo le pensioni, un problema che intende affrontare con il supporto dell’organizzazione.

La nomina di Michela Perozzi come Coordinatrice del MAIE a San Vito segna un nuovo capitolo per la comunità italiana nella colonia di San Vito. Con una visione chiara e un impegno genuino, Michela è pronta a fare la differenza. La sua leadership promette un futuro luminoso per gli italiani a San Vito e un rafforzamento del ruolo del MAIE nella comunità. La sua nomina, effettuata da Paola Ceccon, sottolinea l’importanza del ruolo e l’attenzione del MAIE verso la regione.




L’emigrazione delle Dolomiti nel corso del Novecento

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download“Emigrazione dalle Dolomiti nel corso del Novecento”: la mostra fotografica che ripercorre la storia della comunità ladina, approfondendo il fenomeno dell’esodo dalle Dolomiti nel corso del Novecento  sarà aperta al pubblico per tutto il mese di agosto presso la  Ciasa de Noscia Jent, a Pozza di Fassa – Pera (San Giovanni di Fassa). La mostra è curata da Luciana Palla, studiosa e storica del mondo ladino, ed è basata sulla sua ultima pubblicazione: “Emigrazione dalle Dolomiti nel corso del Novecento. Storie di esodo da Colle Santa Lucia, Livinallongo e Rocca Pietore”.  Il volume, frutto di un intenso lavoro di ricerca durato due anni, studia il fenomeno dell’emigrazione nei Comuni della Valle di Fodom. Si racconta l’esodo dalla montagna, permanente verso le Americhe e l’Australia, stagionale in altre regioni d’Italia o oltralpe.  Un viaggio attraverso la storia politica e socio-economica delle valli ladine, ex-tirolesi, e le vallate dell’Agordino appartenenti prima alla Repubblica Veneta e poi all’Italia. Lettere, documenti e testimonianze aiutano a ricostruire una memoria fatta in gran parte di duro lavoro, sofferenze, sacrifici, nella speranza di un futuro migliore. La mostra, ad ingresso gratuito, è organizzata dal Comitato Manifestazioni di Pozza in collaborazione con l’Unione Ladini di Fassa . (Inform)




Fernando Campo, coordinatore MAIE dei giovani del Guatemala. I suoi progetti, le sue sfide

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fernando campoIl Guatemala, con una popolazione di circa 17 milioni di persone, è famoso notoriamente famoso per la sua ricca cultura e storia millenaria, che risale agli antichi Maya. Le sue attrazioni includono maestosi vulcani, antiche rovine, mercati colorati, e una varietà di tradizioni culturali.

La vecchia emigrazione italiana in Guatemala risale a diversi decenni fa e ha contribuito a creare legami culturali e storici tra i due paesi. Nel corso del XIX e XX secolo, molti italiani hanno lasciato la loro terra d’origine in cerca di opportunità e una vita migliore in terre lontane, tra cui appunto proprio il Guatemala. Questi pionieri hanno portato con sé la loro cultura, tradizioni e competenze, lasciando un’impronta duratura nella società guatemalteca.

Gli italiani che emigrarono in Guatemala in quel periodo provenivano soprattutto dal Piemonte, dalla Lombardia e dalla Liguria.

Si stabilirono principalmente nella capitale, Città del Guatemala, dove si dedicarono a diverse attività commerciali come la produzione di tessuti, la lavorazione del caffè e l’importazione di prodotti italiani.

Molti contribuirono alla costruzione di importanti infrastrutture nel Paese, come la ferrovia e ed edifici pubblici.

Oggi, l’influenza italiana in Guatemala è ancora presente in diverse forme, come ad esempio nella gastronomia locale dove si possono trovare piatti come le lasagne o la pizza, o nella cultura e nella lingua italiana che sono ancora studiate e apprezzate.

Herbert Fernando Campo Doninelli, nato nell’agosto del 1988, è quindi il risultato di questa storia migratoria, essendo un discendente di italiani che si stabilirono in Guatemala. A distanza di tre generazioni, mantiene ancora una forte connessione con le sue radici italiane, aggiungendo una dimensione culturale e un legame speciale tra Italia e Guatemala nella sua identità.

Con una Laurea Magistrale in Architettura ottenuta presso l’Università Francisco Marroquin e un Master in Relazioni Internazionali, Herbert Fernando Campo dimostra di essere un giovane guatemalteco con un’educazione di alto livello e una vasta gamma di interessi. Il suo background e le sue esperienze lavorative all’Ambasciata d’Italia riflettono una combinazione unica di conoscenza culturale e competenze professionali, rendendolo un individuo prezioso e interessante sia nel contesto guatemalteco che internazionale.

presentazione comites guatemala 01È membro del Comitato Consultivo per i giovani della Società Dante Alighieri de Guatemala e ricopre la posizione di Segretario del Comites locale (foto). Nel 2019 ha partecipato all’incontro dei Giovani italiani nel mondo organizzato dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) a Palermo, in Sicilia.

La sua scoperta del Movimento MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) è avvenuta durante l’evento palermitano, quando ha conosciuto il Senatore Ricardo Merlo, che gli ha illustrato il proposito fondamentali del MAIE: dare voce agli italiani nel mondo. Affascinato, ha deciso di entrare a far parte del Movimento con l’obiettivo di contribuirne alla forza

 “Il mio percorso mi ha portato a capire che posso fare di più partecipando con diverse associazioni come Com.It.Es e il MAIE, per migliorare la vita e le esperienze degli italiani specialmente dei giovani in Guatemala – afferma – Mi sto adoperando per lo sviluppo di attività che possano fornire ai giovani uno spazio sicuro e partecipativo all’interno della comunità dove possono generare una rete di contatti e farsi conoscere. Incoraggiateli ad amare l’italianità e l’uso della lingua italiana.

riunione per italo saluteAl ComItEs abbiamo il progetto specifico di un programma ITALO di Salute (nella foto), che ha la possibilità di concedere sconti a tutti gli italiani in Guatemala negli ospedali o nelle farmacie per l’acquisto di medicinali

Ci auguriamo che nei prossimi anni riprendano gli incontri dei giovani italiani nel mondo, come l’attività svolta dal MAIECI nel 2019 a Palermo  al fine di utilizzare questa attività come base e riunire più giovani.

FATTI NOSTRI lo ha intervistato per i nostri lettori.

Quali sono state le principali sfide che hai affrontato finora nel tuo ruolo di Coordinatore MAIE dei giovani?

Utilizzare un social network o canale di comunicazione più efficace e poter creare un database per poter comunicare con più italiani possibile. Per distribuire meglio le informazioni. Poi riuscire a riunire il maggior numero di persone per favorire una comunità più sana.

Come hai coinvolto attivamente i giovani italo-guatemaltechi nella vita della comunità e quali iniziative hai promosso per loro?

Abbiamo cercato di tenere incontri mensili in diverse località di Città del Guatemala, per invitare i giovani a partecipare alle attività ed essere informati.

Prossimamente faremo dei tour in altre città del Paese per poter portare informazioni e riunire la comunità italiana che non è nella capitale.

Come hai cercato di creare un ambiente inclusivo e stimolante per i giovani italo-guatemaltechi nel MAIE?

Vogliamo continuare con il progetto della precedente amministrazione e promuovere uno spazio per i giovani di età superiore ai 18 anni per incontrarsi una volta al mese presso il club italiano a Città del Guatemala.

Quali progetti futuri hai in mente per il Comites e il MAIE in Guatemala?

Una delle idee che abbiamo per il futuro è quella di poter elaborare un secondo volume del libro “Terra Amica” che raccoglie parte della storia degli emigrati italiani in Guatemala insieme alle loro famiglie e l’impatto positivo che hanno avuto sulla sviluppo del paese del Guatemala. .

Un secondo progetto è riuscire a creare un museo virtuale con le informazioni del primo volume di “Terra Amica”.

Quali sono le opportunità che offri ai giovani italo-guatemaltechi per la loro crescita personale e professionale?

Stiamo ancora lavorando per creare un’iniziativa che permetta ai giovani di essere maggiormente inseriti in ambienti diversi.

Come collabori con altre organizzazioni e istituzioni locali per promuovere la cultura italiana e sviluppare progetti di cooperazione bilaterale?

Attualmente non esiste un progetto specifico in collaborazione con le diverse entità di quello che chiamiamo “Sistema Italia” in Guatemala. Ma ci troviamo in costante collaborazione, comunichiamo una volta al mese con le diverse entità e annunciamo i diversi progetti che nascono ogni mese. In questi incontri offriamo collaborazione, assistenza e supporto se necessario.

Offriamo anche servizi di consulenza quando necessario per persone con casi specifici che devono essere guidate, casi di cittadinanza, visti od opportunità di studio e assistenza ai pensionati, per fare qualche esempio.

proposta di legge, giorno del immigrato italiano gt

Proposta di Legge per il Giorno dell’Immigrato Italiano in Guatemala

 

Quali consigli o suggerimenti hai per i giovani italo-guatemaltechi che desiderano avviare progetti imprenditoriali o accedere a opportunità di studio e lavoro in Italia?

Indosso il mio cappello da mentore e consiglio ai giovani di non limitarsi e di attenersi all’inglese. Che facciano tutto il possibile per connettersi con le proprie radici attraverso la lingua, se vogliono sviluppare un progetto come imprenditori in Italia, in Italia e in Guatemala, o semplicemente studiare per ottenere una laurea o un Master in Italia. È essenziale che le persone cerchino di connettersi pienamente con l’Italia per poter sempre esportare o importare il meglio in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza.




Voci dalla Farnesina : quarto episodio della serie podcast “Storia dell’emigrazione italiana”

foci dalla farnesina image

foci dalla farnesina imageNuovo appuntamento con la serie podcast Voci dalla Farnesina “Storia dell’emigrazione italiana”, nata dalla collaborazione fra tl’Agenzia 9Colonne e la Direzione Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Un viaggio di 6 episodi che racconta la storia dell’emigrazione italiana dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, ricostruendo le cause e i percorsi che hanno portato i nostri connazionali lontano dall’Italia.  Con il quarto episodio “Marco Polo, Leonardo e i grandi viaggi delle idee” si fa un passo indietro rispetto agli anni del grande esodo, seguendo le orme lasciate da italiani illustri nelle avventure in giro per il mondo tra il XVI e il XIX secolo. Per ascoltare l’episodio https://www.spreaker.com/episode/55099202. (Inform)