CGIE, confronto con i parlamentari eletti all’estero: al centro Comites, servizi consolari e rappresentanza

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cgie parlamentari immagine19 367x223Si è svolto a Roma, nell’ambito dell’Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, un importante momento di confronto tra il Consiglio e i parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero. Un incontro che ha riportato al centro questioni decisive per milioni di italiani residenti fuori dai confini nazionali: rinnovo dei Comites, servizi consolari, cittadinanza, voto all’estero e rapporto tra Parlamento e rappresentanza delle comunità italiane nel mondo.

Ad aprire il dibattito è stata la Segretaria Generale del #CGIE, Maria Chiara Prodi, che ha sottolineato la necessità di un lavoro coordinato tra il Consiglio e gli eletti all’estero. Prodi ha richiamato in particolare l’attenzione sulle imminenti elezioni dei Comites, evidenziando le difficoltà organizzative e la necessità di favorire una maggiore partecipazione dei connazionali. Ha inoltre ricordato che la scadenza dei Comites comporterà anche la decadenza anticipata dell’attuale CGIE.

Tra gli interventi più seguiti quello del deputato Simone Billi, presidente del Comitato per gli italiani nel mondo della Camera dei Deputati. Billi ha rivendicato alcuni risultati raggiunti negli ultimi anni, tra cui il rafforzamento dei servizi legati alla carta d’identità elettronica per gli italiani residenti all’estero e nuove misure dedicate agli over 70.

Nel corso dell’assemblea è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ribadito il ruolo strategico delle comunità italiane nel mondo, definendole una componente essenziale dell’interesse nazionale italiano. Tajani ha inoltre ricordato il contesto internazionale particolarmente complesso, segnato dalle crisi geopolitiche e dalle tensioni economiche globali.

L’Assemblea Plenaria del CGIE, in programma dall’11 al 15 maggio alla Farnesina e al CNEL, affronta numerosi temi centrali per gli italiani all’estero: cittadinanza, servizi consolari, diffusione della lingua italiana, partecipazione democratica e rapporto con le nuove generazioni di expat. Un focus particolare è dedicato proprio alle elezioni dei Comites, previste entro l’anno, considerate fondamentali per rilanciare la rappresentanza delle collettività italiane all’estero.

Nel dibattito è emersa anche la richiesta di rafforzare il ruolo consultivo del CGIE nei confronti del Parlamento e del Governo, affinché i pareri dell’organismo vengano realmente presi in considerazione nelle decisioni riguardanti gli italiani nel mondo.

A quarant’anni dalla nascita dei Comites, a trentacinque anni dall’istituzione del CGIE e a vent’anni della Circoscrizione Estero, la plenaria romana assume dunque anche un forte valore simbolico: quello di ridefinire il futuro della rappresentanza degli italiani all’estero in una fase di grandi trasformazioni migratorie, sociali e politiche.




Assemblea del CGIE: al centro dei lavori Comites, servizi consolari e lingua italiana

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intervento tajani cgie immagine29 353x223Alla Farnesina si sono aperti i lavori dell’Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, con l’intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha tracciato le priorità del Governo per le comunità italiane nel mondo.

Nel suo discorso, Tajani ha sottolineato come il momento internazionale sia particolarmente delicato, tra crisi geopolitiche, tensioni economiche e conflitti che stanno coinvolgendo direttamente cittadini e imprese italiane all’estero. Il ministro ha ricordato il lavoro svolto dalla Farnesina per assistere migliaia di connazionali nelle aree di crisi, in particolare nel Golfo e in Venezuela.

Ampio spazio è stato dedicato anche ai servizi consolari. Tajani ha annunciato nuovi investimenti nella digitalizzazione e nella modernizzazione delle strutture, con l’obiettivo di rendere più rapide ed efficienti le procedure per passaporti, carte d’identità elettroniche e altri documenti destinati agli italiani residenti all’estero.

Uno dei temi centrali dell’Assemblea riguarda le prossime elezioni dei Comites, previste per il prossimo autunno. Il ministro ha confermato l’avvio delle attività preparatorie e della campagna informativa necessaria per favorire la partecipazione dei connazionali residenti fuori dall’Italia.

Nel suo intervento, Tajani ha inoltre ribadito l’importanza della promozione della lingua italiana nel mondo, definendola una priorità strategica. Il Governo intende rafforzare il sostegno agli enti gestori dei corsi di italiano, alle borse di studio e alle iniziative culturali legate all’editoria e alla diffusione della cultura italiana all’estero.

Durante i lavori del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si discuterà anche di cittadinanza, turismo delle radici, giovani italiani nel mondo e rafforzamento della rete consolare onoraria. L’Assemblea proseguirà nei prossimi giorni con incontri istituzionali e tavole rotonde dedicate alle sfide delle collettività italiane all’estero.




Alberto Floriani nominato Coordinatore MAIE Panama: esperienza e vicinanza alla comunità italiana

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alberto floriani maie panamaIl MAIE rafforza la propria presenza a Panama con la nomina di Alberto Floriani

Il Movimento Associativo Italiani all’Estero continua il proprio percorso di crescita e consolidamento in Centro America con la nomina di Alberto Floriani come nuovo Coordinatore del MAIE a Panama, una scelta fortemente sostenuta dal Vicepresidente del MAIE Vincenzo Odoguardi per rafforzare ulteriormente il rapporto con la comunità italiana residente nel Paese.

La designazione di Floriani rappresenta un passo importante per il MAIE nell’area centroamericana, puntando su una figura già conosciuta e apprezzata tra i connazionali per il suo impegno costante, la disponibilità verso gli italiani all’estero e la capacità di ascoltare concretamente le esigenze della collettività.

Chi è Alberto Floriani

Attualmente consigliere del COMITES di Panama, Alberto Floriani si è distinto nel corso delle ultime elezioni per essere stato il candidato più votato, risultato che testimonia la fiducia costruita nel tempo all’interno della comunità italiana locale.

La sua attività si è sempre concentrata sul supporto diretto ai connazionali, affrontando problematiche concrete legate alla vita degli italiani residenti all’estero: servizi consolari, pratiche amministrative, diritti previdenziali, riconoscimento dei titoli di studio e assistenza alla collettività.

Secondo il MAIE, la sua esperienza rappresenta un valore aggiunto fondamentale per rafforzare il lavoro del movimento a Panama e creare una rete sempre più vicina ai bisogni reali degli italiani all’estero.

Una visione concreta dell’impegno per gli italiani all’estero

Nel commentare il proprio percorso e il significato dell’impegno associativo all’estero, Floriani ha condiviso una riflessione che rispecchia pienamente la realtà vissuta dalle comunità italiane fuori dai confini nazionali:

“Quando si vive all’estero, le etichette politiche tradizionali perdono significato, perché le necessità diventano molto più pragmatiche e condivise. Dai servizi consolari alla tutela dei diritti previdenziali, fino al riconoscimento dei titoli di studio, i problemi non hanno colore politico: riguardano tutti gli italiani all’estero.”

Parole che evidenziano un approccio basato sul servizio, sulla collaborazione e sul senso di appartenenza, valori che il MAIE considera centrali nella propria attività internazionale.

Il ruolo del MAIE a Panama e in Centro America

La nomina di Alberto Floriani si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento della presenza del MAIE in Panama e in tutta l’area centroamericana, con l’obiettivo di creare una rete sempre più attiva e vicina ai connazionali.

Il Vicepresidente del MAIE Vincenzo Odoguardi ha sottolineato l’importanza di valorizzare figure che abbiano esperienza diretta con le comunità italiane e che possano contribuire a costruire un dialogo costante con gli italiani residenti all’estero.

In un contesto internazionale sempre più complesso, il lavoro svolto dalle rappresentanze italiane all’estero e dalle organizzazioni vicine ai connazionali assume infatti un ruolo fondamentale per mantenere viva l’identità italiana, rafforzare i legami con il territorio d’origine e dare voce alle esigenze delle comunità.

Identità italiana e spirito di comunità

Floriani ha inoltre evidenziato come, vivendo fuori dall’Italia, emerga spesso un forte senso di unità tra i connazionali:

“All’estero ci si sente prima di tutto italiani. Questa identità comune permette alla comunità di unirsi e di far sentire la propria voce con maggiore forza.”

Con questa nuova nomina, il MAIE punta dunque a consolidare il proprio impegno a Panama attraverso una presenza sempre più concreta, vicina ai cittadini italiani e orientata alla costruzione di una comunità forte, unita e rappresentata.




Tajani apre la plenaria del Cgie: cittadinanza, servizi consolari e rinnovo dei Comites al centro del confronto

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Si è aperta alla Farnesina l’Assemblea Plenaria del #CGIE, con la partecipazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, del sottosegretario Massimo Dell’Utri e della segretaria generale del Consiglio Maria Chiara Prodi.

Nel suo intervento, Tajani ha ringraziato i rappresentanti degli italiani all’estero per il lavoro svolto a tutela delle comunità emigranti e ha ribadito l’impegno della Farnesina nel rafforzare i servizi consolari e l’assistenza ai connazionali in una fase internazionale definita “molto complessa”. Il ministro ha ricordato le operazioni di sostegno agli italiani coinvolti nelle crisi internazionali, dal Medio Oriente al Venezuela, soffermandosi anche sull’importanza della modernizzazione del Ministero.

Grande attenzione è stata dedicata alla digitalizzazione dei servizi consolari. Tajani ha annunciato l’apertura, prevista per giugno, di una nuova sala operativa tecnologicamente avanzata per migliorare l’assistenza ai cittadini all’estero. Ha inoltre sottolineato l’aumento delle emissioni di carte d’identità elettroniche e la necessità di investire maggiormente nella rete consolare onoraria.

Tra i temi più discussi anche la riforma della cittadinanza italiana, recentemente confermata dalla Corte Costituzionale. Tajani ha difeso il provvedimento, sostenendo che restituisce valore e serietà al diritto di cittadinanza. Tuttavia, diversi consiglieri del CGIE hanno espresso forti critiche, soprattutto dai Paesi dell’America Latina, dove la riforma ha suscitato malcontento e preoccupazione tra le comunità italiane.

Il ministro ha poi annunciato l’avvio dell’organizzazione delle future elezioni dei Comites, previste entro la fine del 2026, assicurando l’impegno del Governo per favorire una partecipazione ampia al voto. Parallelamente, la Farnesina continuerà a investire nella promozione della lingua italiana e nel progetto del Turismo delle Radici.

Nel corso della plenaria, il sottosegretario Dell’Utri ha illustrato i progressi nella digitalizzazione dei portali Fast-It e Prenotami e ha confermato nuovi finanziamenti per la rete consolare onoraria e per i Comites. Ha inoltre annunciato la creazione di un ufficio dedicato alle pratiche di cittadinanza presentate all’estero.

La segretaria generale Maria Chiara Prodi ha invitato il CGIE e la Farnesina a costruire un nuovo metodo di collaborazione, puntando soprattutto sul rilancio della partecipazione e sul rinnovo dei Comites. Secondo Prodi, il sistema di rappresentanza degli italiani all’estero rappresenta una conquista importante che merita di essere rafforzata e rispettata.

Molti gli interventi critici durante il dibattito. Alcuni consiglieri hanno contestato la gestione interna del CGIE e la riforma della cittadinanza, mentre altri hanno chiesto più risorse per i consolati e maggiore attenzione alle esigenze concrete delle collettività italiane nel mondo. Particolarmente emozionante l’intervento di Gianluigi Ferretti, che ha ripercorso decenni di battaglie per i diritti degli italiani all’estero, lasciando intendere che questa potrebbe essere la sua ultima plenaria.

I lavori del CGIE proseguiranno nei prossimi giorni con ulteriori confronti su rappresentanza, cittadinanza, riforme e futuro delle comunità italiane nel mondo.




Canada, la comunità italiana torna protagonista

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La comunità italiana in Canada sta vivendo una nuova fase di protagonismo, tra iniziative culturali, attività economiche e crescente partecipazione alla vita pubblica del Paese.

Negli ultimi giorni Montréal è stata al centro di diversi eventi dedicati agli italiani all’estero. Presso il Leonardo da Vinci Centre si è svolto un incontro promosso dal #MAIE Canada per discutere cittadinanza, rappresentanza e futuro della collettività italo-canadese. All’iniziativa hanno partecipato esponenti associativi, rappresentanti istituzionali e membri della comunità italiana locale.

Sempre a Montréal si sono celebrati i 90 anni della storica #Casa d’Italia, uno dei simboli più importanti della presenza italiana in Québec. Alla cerimonia ha preso parte anche l’ambasciatore italiano in Canada, Alessandro Cattaneo, che ha ricordato il ruolo fondamentale svolto dagli emigrati italiani nella crescita sociale ed economica della città canadese.

Il #Canada continua infatti a rappresentare uno dei Paesi con la più forte presenza italiana fuori dall’Europa. Le comunità di Toronto, Montréal, Vancouver e Ottawa mantengono vive tradizioni, lingua e cultura italiana, ma oggi il fenomeno migratorio è cambiato rispetto al passato. Non arrivano più soltanto operai o lavoratori manuali: sempre più italiani scelgono il Canada per opportunità legate a tecnologia, ricerca, università e imprenditoria.

Anche i rapporti economici tra Italia e Canada stanno crescendo. Recentemente si è svolto un webinar dedicato alle opportunità del Made in Italy nel mercato canadese, con particolare attenzione al settore agroalimentare. Secondo gli esperti, il Canada rappresenta oggi uno dei mercati più interessanti per le aziende italiane che vogliono espandersi in Nord America.

Nel frattempo, i consolati italiani in Canada stanno gestendo anche le nuove procedure relative ai referendum e ai servizi per gli iscritti AIRE, compresa la futura possibilità di richiedere la Carta d’Identità Elettronica direttamente nei comuni italiani di origine.

Dietro questi numeri e queste iniziative resta una realtà molto forte: quella di una comunità che, dopo oltre un secolo di emigrazione, continua a rappresentare un ponte vivo tra Italia e Canada, mantenendo profonde radici culturali ma guardando sempre più al futuro.




Montreal: primo incontro informativo privato del MAIE Canada con esponenti della comunità italiana

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maie montreal incontro comunita italiana leonardo da vinci centre 2026Il 7 maggio 2026, presso il Leonardo da Vinci Centre di Montreal, si è svolto il primo incontro informativo privato promosso da MAIE Canada, in un clima di dialogo e confronto con alcuni rappresentanti della comunità italiana locale.

L’iniziativa, fortemente voluta dal vicepresidente del MAIE Vincenzo Odoguardi, è stata organizzata come sessione su invito e ha visto la partecipazione di membri selezionati della diaspora italiana di Montreal, tra cui esponenti di diverse realtà associative e istituzionali che avevano manifestato interesse ad approfondire il lavoro, la visione e gli obiettivi del movimento, valutando possibili forme di collaborazione futura.

L’incontro ha rappresentato un primo importante momento di apertura e confronto strutturato sul territorio canadese, con l’obiettivo di favorire una maggiore comprensione reciproca tra il MAIE e i diversi attori della comunità italiana locale, rafforzando il dialogo con la diaspora italiana in Nord America.

Nel corso della serata è intervenuto il nuovo coordinatore MAIE per Montreal, Samuel Adamo, affiancato da Jorge Gallo. Durante il suo intervento, Gallo ha presentato Adamo come una figura che, a suo giudizio, possiede le competenze, la visione e la capacità di costruire un consenso ampio e strutturato all’interno della comunità italiana di Montreal, contribuendo così a rafforzare la presenza e la rilevanza del MAIE nel contesto canadese e nordamericano.

Nel suo discorso introduttivo, Adamo ha sottolineato come “la nostra identità italiana purtroppo sia oggi sotto minaccia”, richiamando l’attenzione sull’importanza di tutelare il diritto alla cittadinanza italiana e di preservare il legame storico, culturale e sociale tra l’Italia e le sue comunità all’estero.

Tra i principali temi affrontati durante la serata vi sono stati la cittadinanza italiana per discendenza, la necessità di rafforzare l’accesso ai servizi consolari e il ruolo strategico della diaspora italiana come risorsa attiva per la Repubblica italiana, anche alla luce delle attuali dinamiche demografiche e sociali che coinvolgono il Paese.

L’incontro si è concluso come primo passo di un percorso di dialogo, coordinamento e collaborazione con le realtà associative e istituzionali della comunità italiana di Montreal, con l’obiettivo di sviluppare una rappresentanza sempre più forte, partecipativa e vicina alle esigenze degli italiani all’estero.




L’emigrazione bellunese entra nelle scuole: Radio ABM avvia un laboratorio didattico nell’Agordino

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associazione bellunesi nel mondo lemigrazione bellunese sale in cattedra radio abm avvia il laboratorio didattico nelle scuole dellagordinoimmagine22La storia dell’emigrazione italiana torna tra i banchi di scuola. Nell’Agordino, in provincia di Belluno, Radio ABM – la web radio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo – ha avviato un nuovo laboratorio didattico dedicato agli studenti per raccontare il fenomeno migratorio bellunese, le partenze verso l’estero e il legame tra le comunità emigranti e il territorio d’origine.

Il progetto coinvolge le scuole della vallata e punta a far conoscere ai più giovani una pagina importante della storia italiana spesso poco approfondita nei programmi scolastici. Per decenni migliaia di bellunesi lasciarono infatti le Dolomiti per cercare lavoro in Svizzera, Belgio, Germania, Francia, Canada, Argentina e in molti altri Paesi del mondo.

Attraverso podcast, testimonianze, materiali audio e incontri interattivi, gli studenti potranno ascoltare le storie di chi partiva con la valigia verso miniere, fabbriche e cantieri stranieri, ma anche di giovani emigrati di oggi che lavorano all’estero in un contesto completamente diverso rispetto al passato.

Secondo l’Associazione Bellunesi nel Mondo, l’obiettivo non è soltanto conservare la memoria storica, ma aiutare i ragazzi a comprendere temi ancora attuali come migrazione, identità, integrazione e mobilità internazionale.

L’ABM, fondata nel 1966, rappresenta oggi una delle realtà associative più attive nel mantenere vivi i rapporti con le comunità italiane all’estero. Conta decine di circoli sparsi tra Europa, Americhe e Australia e da anni promuove iniziative culturali, radiofoniche e scolastiche dedicate all’emigrazione veneta e bellunese.




Cittadinanza italiana per discendenza: per molti casi la partita potrebbe non essere chiusa

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imagesLa recente sentenza della Corte Costituzionale sulla cittadinanza italiana “jure sanguinis” non avrebbe cancellato definitivamente il diritto alla cittadinanza per discendenza, ma avrebbe piuttosto aperto una nuova fase fatta di interpretazioni giuridiche, ricorsi e valutazioni caso per caso. È questa la posizione dell’avvocato Salvatore Aprigliano, esperto di cittadinanza italiana e fondatore dello studio legale Aprigliano International Law Firm.

Secondo Aprigliano, la Consulta ha confermato la validità generale delle nuove norme introdotte dal cosiddetto “Decreto Cittadinanza”, ma avrebbe lasciato aperti alcuni aspetti molto importanti, soprattutto per gli italiani all’estero e i loro discendenti.

Uno dei punti più delicati riguarda le migliaia di persone che, prima del 27 marzo 2025, avevano cercato di prenotare un appuntamento nei consolati italiani senza riuscirci a causa delle lunghe liste d’attesa e dei problemi del sistema Prenot@mi. In molti Paesi del Sud America e del Nord America ottenere un appuntamento era diventato quasi impossibile.

Per l’avvocato, chi aveva dimostrato concretamente la volontà di avviare la pratica potrebbe essere trattato diversamente rispetto a chi non aveva mai fatto alcun passo. Una recente decisione del Tribunale di Bologna avrebbe già riconosciuto valore legale alla manifestazione di volontà del richiedente anche senza appuntamento consolare effettivamente ottenuto.

Un altro fronte potrebbe aprirsi sul piano europeo. Secondo Aprigliano, alcune limitazioni introdotte dalla nuova legge potrebbero in futuro essere esaminate anche dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, soprattutto se si riterrà che incidano indirettamente sullo status di cittadino europeo.

La riforma del 2025 ha ristretto il riconoscimento automatico della cittadinanza italiana per discendenza, introducendo limiti generazionali più severi e nuove condizioni per i residenti all’estero. Tuttavia, diversi giuristi ritengono che molti aspetti della normativa siano ancora destinati a produrre contenziosi nei tribunali italiani ed europei.

Per milioni di discendenti di emigrati italiani nel mondo, dunque, la questione appare tutt’altro che conclusa. Più che una chiusura definitiva dello “jure sanguinis”, sembra l’inizio di una lunga battaglia legale destinata a continuare ancora per anni.




Il CGIE torna a riunirsi: cinque giorni di lavori a Roma tra Farnesina e CNEL

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cgie gDal 11 al 15 maggio, la Capitale ospiterà i lavori dell’Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE). Si tratta di un appuntamento di rilievo istituzionale che vedrà i rappresentanti delle comunità italiane nel mondo confrontarsi direttamente con le istituzioni nazionali in due sedi di prestigio: il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Farnesina) e la sede del CNEL.

Il programma e le sedi

La settimana di lavori sarà suddivisa in sessioni tematiche e incontri di alto profilo:

  • Apertura alla Farnesina: Le prime giornate saranno dedicate al confronto con i vertici del Ministero degli Esteri per fare il punto sulle politiche consolari e di assistenza ai connazionali.

  • Sessioni al CNEL: Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro ospiterà la parte centrale dell’assemblea, sottolineando la rilevanza economica e sociale del contributo degli italiani nel mondo.

Le priorità in agenda

L’assemblea plenaria si concentrerà su alcuni nodi strategici per la diaspora italiana:

  • Revisione normativa: Analisi delle proposte di riforma che riguardano la rappresentanza degli italiani all’estero (Comites e CGIE).

  • Servizi consolari: Discussione sul potenziamento dei servizi e sulla digitalizzazione delle procedure per i residenti fuori dai confini nazionali.

  • Promozione del Sistema Italia: Strategie per rafforzare la rete culturale, economica e linguistica italiana attraverso l’azione dei connazionali.

L’importanza del confronto istituzionale

Oltre ai dibattiti interni tra i 63 consiglieri, la plenaria prevede momenti di dialogo con esponenti del Governo e del Parlamento. Questi incontri mirano a garantire che le istanze portate dai rappresentanti esteri vengano integrate nell’agenda politica nazionale, confermando il ruolo del CGIE come organo consultivo fondamentale per mantenere vivo e produttivo il legame tra la Repubblica e i suoi cittadini ovunque si trovino.




Cittadinanza italiana, dopo la Consulta si apre il confronto politico

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legge di bilancio odoguardi maie immagine23Dopo la recente decisione della Corte Costituzionale sulla normativa relativa alla cittadinanza, si apre una nuova fase tutta politica. È questa, in sintesi, la posizione espressa da #Vincenzo Odoguardi, vicepresidente del MAIE, che invita ora le forze politiche a confrontarsi senza più rinvii.

Secondo Odoguardi, il pronunciamento della Consulta ha chiarito il quadro giuridico, ma non ha risolto le questioni di fondo legate ai diritti degli italiani all’estero. Per questo motivo, il dibattito si sposta inevitabilmente sul piano politico, dove sarà necessario prendere decisioni concrete e assumersi responsabilità chiare.

L’alto esponente del #MAIE sottolinea come, a questo punto, non ci siano più alibi: il tema della cittadinanza deve essere affrontato con serietà, soprattutto considerando l’impatto che le norme hanno sulle comunità italiane nel mondo.

L’obiettivo dichiarato è aprire un confronto vero tra le diverse forze politiche, cercando soluzioni che tengano conto delle esigenze degli italiani residenti all’estero e dei loro discendenti, spesso penalizzati da procedure complesse o da interpretazioni restrittive della legge.

In sostanza, dopo la fase giuridica, si entra ora in quella decisiva: quella del dialogo politico, da cui dipenderanno eventuali modifiche e il futuro della normativa sulla cittadinanza italiana.