Il Patronato Ital dal Messico al Costarica

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Il Patronato Ital nel 2022 ha compiuto 70 anni dalla sua costituzione ed è presente all’estero da 50 anni con 150 uffici in 26 Paesi nel mondo.

La sede di Città del Messico, oltre ad occuparsi delle pratiche pensionistiche relative ai connazionali residenti in Messico, negli ultimi 10 anni ha esteso il suo lavoro al Costarica e successivamente anche a favore dei pensionati residenti in altre località del Centro America.

L’iniziativa mira a limitare le problematiche relative al mancato invio delle dichiarazioni annuali e dei certificati di esistenza in vita, come anche ad appoggiare le persone in tutte le pratiche necessarie per l’ottenimento della pensione e del proprio pagamento. I servizi offerti sono totalmente gratuiti.

Periodicamente la responsabile del Patronato nella capitale messicana, Regina Casalini, si reca nei Paesi seguiti, per conoscere i nuovi pensionati, le loro necessità e svolgere localmente le pratiche a loro necessarie.

Nei prossimi giorni, Casalini sarà in Costarica e si fermerà nelle due località del Paese con la maggior presenza di assistiti: San José e Potrero per poter conoscere eventuali nuove problematiche e lavorare nella loro risoluzione a favore dei connazionali.

Le riunioni si terranno il 26 giugno alle ore 10.30 all’Istituto Dante Alighieri di San José (Sabana C/80 Urb. Castro Fernández, Mata Redonda) e il 29 giugno alle 10.30 a Potrero – Guanacaste (Villaggio Flor del Pacífico No. 3).

Inoltre, sarà possibile prenotare un appuntamento per i giorni 26 e 27 a San José o 29 e 30 a Potrero. Gli interessati sono pregati di confermare la propria partecipazione o fissare un appuntamento scrivendo all’indirizzo email patronatoitalmessico@gmail.com.

puntodincontro.mx




Ambasciata di Santo Domingo: le novità per passaporti e over 70

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downloadL’Ambasciata italiana di Santo Domingo comunica:

Recentemente questa Ambasciata ha apportato alcune novità significative e d’interesse per i connazionali, al fine di applicare più efficacemente le norme e far fronte alla mancanza di appuntamenti sul Portale Prenot@mi.

CITTADINANZA PER DISCENDENZA E FILIAZIONE

In particolare, sono stati aperti appuntamenti per la presentazione di pratiche di cittadinanza per discendenza e per filiazione, aumentando così i servizi messi a disposizione della collettività.

RITIRO CODICE FISCALE

A seguito di vari inconvenienti registrati, è stato eliminato l’appuntamento per il ritiro del Codice Fiscale in Ambasciata. Ai connazionali, una volta pervenuto il documento dall’Italia, verrà fornito un appuntamento per mail con le indicazioni per il ritiro del tesserino.

PASSAPORTI (E PATENTI)

La novità maggiore però riguarda gli appuntamenti per Passaporti e Patenti. Avendo verificato che spesso questi appuntamenti sono richiesti da connazionali qui residenti ma non iscritti all’AIRE, abbiamo deciso di inserire nel sistema di prenotazioni dei documenti obbligatori, richiesti per procedere con la prenotazione dell’appuntamento come, ad esempio, la patente italiana nel caso di rinnovo patenti o una prova di iscrizione AIRE in caso di appuntamento per rilascio passaporto.

Le ragioni principali che hanno portato a questo cambiamento riguardano la presentazione sempre più frequente di connazionali non iscritti all’AIRE allo sportello, a discapito di chi è regolarmente residente nella circoscrizione consolare. Con questo nuovo sistema, l’Ambasciata intende creare una sorta di “corsia preferenziale” per tutti i connazionali che siano qui regolarmente iscritti all’AIRE e che quindi hanno diritto a ricevere i servizi in maniera prioritaria rispetto ai non iscritti.

In caso di emergenza, perdita o furto di passaporto per turisti o residenti AIRE, l’Ufficio Passaporti (santodomingo.passaporti@esteri.it) rimane comunque a disposizione per trattare questa tipologia di casistica.

I connazionali residenti stabilmente ma non iscritti all’AIRE, oltre a essere invitati a regolarizzare la propria posizione con lo Stato italiano il prima possibile (oltre i 12 mesi di residenza prevista nel Paese l’iscrizione all’AIRE è un OBBLIGO DI LEGGE), riceveranno comunque assistenza da parte dell’Ambasciata (santodomingo.passaporti@esteri.it), il prima possibile, ma le richieste rimarranno in subordine rispetto ai connazionali iscritti AIRE e alle emergenze di cui sopra. In particolare, NON si darà priorità a connazionali che – consapevolmente – hanno intrapreso un viaggio in Repubblica Dominicana con il passaporto in scadenza e adducano motivi urgenti di rientro in Italia. Si procederà ad effettuare accertamenti anche in caso di presunto smarrimento del passaporto, tramite verifica dell’ingresso/uscita dal Paese con le Autorità locali competenti. Ricordiamo che la procedura per il rilascio del passaporto ai non iscritti AIRE è comunque possibile ma, per legge, richiede l’ottenimento del nulla osta e delega al rilascio da parte dell’Autorità italiana competente per territorio di residenza. Questa procedura può richiedere diverse settimane e le tempistiche non dipendono dalla volontà dell’Ambasciata.

Il personale dell’Ambasciata verificherà la documentazione caricata sul sistema Prenot@mi e si riserverà la facoltà di cancellare appuntamenti ottenuti indebitamente e già confermati, rimettendo a disposizione dei connazionali iscritti all’AIRE l’appuntamento.

Cogliamo l’occasione per ricordare a tutti i connazionali la necessità di CONFERMARE l’appuntamento su Prenot@mi, da 10 a 3 giorni prima la data dello stesso. Una mail informativa viene inviata automaticamente dal sistema all’indirizzo utilizzato per effettuare la prenotazione dell’appuntamento.

CONNAZIONALI OVER 70

Ai cittadini italiani con 70 anni o più, è riservata una corsia preferenziale per l’esclusiva presentazione di “atti personalissimi”.

A titolo di esempio questi atti sono: la propria iscrizione AIRE, la richiesta di rilascio del proprio passaporto o di propri figli minori riconosciuti (NON del coniuge), la presentazione di atti di stato civile che li riguardano (matrimonio, divorzio o nascita di figli), esistenza in vita, ecc.

I connazionali rientranti in questa fattispecie, muniti di documento d’identità valido (italiano o straniero), potranno presentarsi presso gli uffici dell’Ambasciata, senza appuntamento, il lunedì, martedì e giovedì, dalle ore 11.30 alle ore 12.30.

Non verranno accettati connazionali che non abbiano ancora compiuto il 70° anno di età e/o che presentino atti riguardanti terzi.

ISCRIZIONE ALL’AIRE

Nel prossimo futuro verrà diffuso, sulle reti sociali e su tutti i canali a disposizione, materiale informativo al fine di facilitare i connazionali per quanto riguarda le procedure di iscrizione all’AIRE tramite il Portale Fast-IT. Siamo convinti che si tratti di un’utile strumento per favorire la legalità e facilitare l’erogazione dei servizi consolari.

Ulteriori informazioni possono essere consultate sulla pagina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (https://www.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/italiani-all-estero/aire_0/)

 

 




Voci dalla Farnesina: la Storia dell’emigrazione italiana (AUDIO)

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Chi gira il mondo, anche nelle sue aree più remote, lo sa: gli italiani sono ovunque. E anche laddove non siano presenti fisicamente, si trova almeno una traccia del loro passaggio. Ne sono un esempio i cognomi di chiare origini italiane che si possono trovare in tutti i continenti, e che raccontano un viaggio lungo più di un secolo. Un viaggio non sempre facile e che continua, sotto nuove forme, ancora oggi: è la storia dell’emigrazione italiana. Che cosa ha portato gli italiani a mettere radici lontano dal proprio Paese già dalla fine del 1800? Quali sono state le destinazioni più ambite e in cui si sono create vere e proprie comunità italiane? Come si è evoluto e come si manifesta, oggi, il fenomeno migratorio dei giovani italiani? La nuova serie podcast Voci dalla Farnesina “Storia dell’emigrazione italiana”, figlia della collaborazione tra l’Agenzia 9Colonne e la Direzione Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, prova a rispondere a queste domande, ricostruendo, attraverso un racconto di sei episodi, le cause e i percorsi che hanno portato, e portano, i nostri connazionali lontano dall’Italia.

Il primo episodio “Emigrazione, una storia italiana” analizza il grande esodo di massa che avvenne tra il 1871 e il 1914, con 14 milioni di italiani che lasciarono il nostro Paese per dirigersi prevalentemente nelle Americhe.

https://www.spreaker.com/user/italymfa/1-emigrazione-una-storia-italiana




Ancora sulle nuove Commissioni del CGIE

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cgie logoSi sono costituite, subito prima dell’intervento della Sottosegretaria Tripodi, le restanti cinque Commissioni del Cgie formalizzate nella composizione e nella definizione degli assetti interni. Sono stati dunque eletti i presidenti, i vicepresidenti e le segreterie. Inoltre sono stati esposti a grandi linee anche gli obiettivi da perseguire nel futuro prossimo.

È Lidia Campanale, Consigliera del Cgie proveniente dall’Austria, alla sua prima consiliatura, la presidente eletta alla Commissione IV “Lingua e Cultura”. Suo vice, Roger Nesti (Cgie Svizzera) e come segretario Salvatore Tabone (Francia).
Secondo quanto esposto dalla Presidente Campanale, la discussione in seno alla Commissione si è concentrata “sull’identità degli italo discendenti” e sul capire bene cosa questo fattore significhi soprattutto in base alla lingua e alla cultura. All’interno della Commissione è anche emersa la volontà di attivare la “promozione culturale su macro aree, diversificando in base ai diversi Paesi”. Ovviamente anche capire i fondi e le leggi che ne regolano la distribuzione per enti gestori dei corsi di lingua è stato un tema toccato, delicato e importante attenzionato particolare dalla Commissione IV. Ma l’obiettivo imprescindibile indicato dalla Presidente, è quello di intendere la promozione culturale “in senso più ampio”. Si vuole dunque, in questa consiliatura, “aprire il ventaglio della promozione di lingua e cultura”.

La Commissione V, “Promozione Sistema Paese all’estero” ha eletto come presidente Massimo Romagnoli (Cgie Belgio). Al suo fianco, Stephania Putton (Brasile) che ne sarà la vicepresidente mentre Barbara Sorce ne sarà la segretaria (Svizzera).
Il Presidente ne ha spiegato sinteticamente gli obiettivi per il futuro. Numero uno dedicato ai Comites che nell’idea della Commissione devono essere “integrati nell’organizzazione Sistema Paese di ogni Stato”. Ma non solo, Romagnoli ha infatti spiegato che la Commissione ha pensato anche a un premio che “valorizzi gli imprenditori italiani che operano all’estero”, dal titolo IMPRENDITALIA. Anche rispetto ai fondi, il neo Presidente della Commissione V ha evidenziato di come sia emersa la necessità di “studiare un metodo per far utilizzare al meglio i Fondi Europei diretti alle aziende italiane” e dunque di “proporre a tutti i Comites nel mondo di Nominare una Commissione Sistema Paese affinché possa diventare il nostro punto di riferimento”. L’idea, per portare a termine tutti questi obiettivi, spiegata sempre da Romagnoli in conclusione, è quella di avere “riunioni mensili online”.
Durante la presentazione di questa commissione hanno preso parola anche i consiglieri Dussich, Zaccarini e Canepa che hanno spiegato di “essere usciti durante le votazioni”. E chiesto al Segretario Generale di metterlo a verbale.

La Commissione VI, “Conferenza Permanente Stato, Regioni, Province Autonome, Cgie”, ha eletto alla presidenza Pietro Mariani (Spagna), vicepresidente Giuseppe Rauseo (Svizzera) e Luciano Vecchi (Pd) segretario. 15 i componenti di questa Commissione. Il ruolo di segretario, al quale non si era presentato nessuno, era stato proposto “per continuità”, come spiegato dal Presidente Mariani, a Giuseppe Stabile (Spagna) che però ha rifiutato il ruolo.
“Siamo stati fermi per parecchio tempo” ha spiegato ancora il neo Presidente spiegando gli obiettivi della Commissione. Primo obiettivo e più importante impegno che si sono prefissati durante la riunione è quello di “rispettare i tempi” (ogni 3 anni, così come da regolamento, si dovrebbe svolgere la Conferenza Permanente Stato, Regioni, Provincie Autonome e Cgie). Per farlo è necessario “studiare tutta la memoria storica, che io non ho, dato che sono un neo componente dell’Assemblea”. Anche per questo è ha chiesto un costante confronto con il consesso per poter “recepire indicazioni”. Anche Mariani ha voluto sottolineare che la cadenza delle riunioni della Commissione sarà mensile.

Una Commissione “che parla di persone” è invece la Commissione VII, “Nuove migrazioni e Generazioni Nuove”. Fattore per il quale si è detto molto felice di assumerne la carica di Presidente Matteo Bracciali (ACLI). Sua vice sarà Silvia Alciati (Brasile) mentre le funzioni da segretario sono state affidate a Giulio Susheel Tallarico (Germania).
E se la Commissione parla di persone, “noi dobbiamo fare un grande lavoro di connessione” anche “con le altre Commissioni”. Molto apprezzato, per il neo Presidente Bracciali, è il precedente della Commissione della Consiliatura passata, presieduta da Maria Chiara Prodi, poiché “ci ha regalato un precedente prezioso, ossia il Seminario di Palermo”. Un momento da cui ripartire particolarmente utile per la nuova Commissione. Due linee sono quelle su cui vuole lavorare questa Commissione: “supporto a chi sceglie di migrare”, fornendo informazioni e supporto; e “circolarità della migrazione”, ossia cercare di costruire le condizioni per cui si ripristini partenze e ritorni in un mondo sempre più connesso. L’idea del Presidente della Commissione VII, infatti, “è capire la pluralità dell’identità” tipica dei nuovi migranti, cercando di costruire “una nuova narrazione” su questa pluralità.

Infine, l’ultima (nonché nuova) Commissione, la VIII, “Innovazione e Digitalizzazione”, che ha visto insediarsi come Presidente Massimo Picciani (Francia); come vicepresidente Antonio Gabriel Iachini (Venezuela) e come segretario Gianluca Stephano Adolf Errico.
Questa è una nuova Commissione che si occuperà di uno dei “punti più importanti della promozione del Sistema Paese”, ossia coinvolgere i tanti ricercatori italiani nel mondo, come ricordato da Picciani. Gli obiettivi si svilupperanno in tre fasi: conoscimento, mappatura e concorsi. Riguardo al primo è necessario, secondo il neo Presidente, interloquire anche con il Ministro della Ricerca, poiché è fondamentale instaurare un solido rapporto con la “rete dei ricercatori italiani nel mondo” e anche “con altri attori della ricerca e della innovazione”. Inoltre, è importante anche “intavolare discussioni con le nuove e le vecchie realtà”; riguardo alla seconda fase, è necessario “mappare, attraverso studi, i tanti ricercatori italiani in giro per il mondo, poiché anche per le Stato è stato difficile farlo e per noi è importante farlo. Possiamo portare a termine questo difficile compito con il supporto della rete dei ricercatori”.
Infine, la promozione di concorsi. La Commissione ha già pensato a instaurare una serie di concorsi per startup di italiani all’estero finanziandoli con sponsor privati, “con l’idea di un ri-accompagnamento all’estero”. Inoltre, è già stato proposto dai componenti della Commissione di “fare un bando con sponsor privati per avere una App per monitorare le richieste degli italiani all’estero”.
Sul tema è intervenuto anche il Consigliere Vincenzo Arcobelli, che fa parte della Commissione III ma che è il promotore della Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo, che il prossimo anno ha in programma la 18esima edizione. “Vogliamo coinvolgere il Cgie e anche questa Commissione. Ma non dobbiamo fermarci a realtà di comodo, dobbiamo valorizzare tutte le associazioni, senza limitazioni”. (l.m.\aise) 




Plenum CGIE. Interviene il Sottosegretario Tripodi

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“È dovere di ogni italiano essere vicini più che si può alla nostra comunità italiana all’estero”. Ed è per questo che la Farnesina e il Governo, come spiegato dalla Sottosegretaria agli affari esteri, Maria Tripodi, intervenuta durante la plenaria del Cgie, vuole “aprire una pagina nuova sull’argomento. Di vicinanza, partecipazione e di concretezza”.
Spesso, secondo l’esponente del governo, gli italiani all’estero “sono stati ignorati”, ma risulta “facile da vedere quanto si distinguono nel mondo. Ed è questo che va incoraggiato”. Anche e soprattutto per questo motivo “occorrerebbe un riordino normativo per gli italiani all’estero e vi assicuro che saremo molto felici se voi poteste formulare ipotesi a riguardo. Il Governo – ha ribadito ancora una volta – è aperto ad aprire una pagina nuova”.
Per la Sottosegretaria, “il comparto va rinnovato in tutto e per tutto. Dobbiamo cercare di creare criteri che possano permettere la possibilità di erogazione dei fondi per gli enti gestori, per esempio. Sappiamo delle criticità. Dobbiamo migliorare, anche a livello normativo, a tutto tondo”.
“La nostra comunità all’estero è portatrice di cose che per l’Italia sono autentiche eccellenze – ha infine concluso rinviando l’appuntamento con il dibattito a domani mattina -. Valorizzare le nostre radici è fondamentale. C’è molto da fare e dobbiamo farlo in completa sinergia”. (l.m.\aise)




Fronte Parlamentare Brasile-Italia e le società italiane in Brasile primo faccia a faccia

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L’Ambasciatore d’Italia in Brasile, Francesco Azzarello, ha ospitato il primo incontro operativo tra il Fronte Parlamentare Brasile-Italia, presieduto dal Deputato Federale Luiz Fernando Faria, ed i vertici di tredici tra le principali società ed enti finanziari italiani in Brasile.
A conferma della rilevanza dell’evento era presente per l’occasione il Presidente del Senato e del Congresso, Senatore Rodrigo Pacheco. “Nonostante le trasformazioni politiche affrontate dal Brasile nel corso degli ultimi dieci anni, siamo riusciti ad ottenere grandi conquiste a livello di riforme”, ha affermato il Senatore Pacheco. “Una condizione imprescindibile per incentivare le imprese straniere a investire nel nostro Paese. Riconosco che il Fronte Parlamentare Brasile-Italia e che il Congresso hanno un ruolo fondamentale nel poter continuare a garantire la sicurezza necessaria e siamo a disposizione qui oggi per poter ascoltare la vostra esperienza, garantendovi che lavoreremo insieme per poter sempre migliorare le condizioni per investire in Brasile”.
Per l’Onorevole Faria “il Fronte Parlamentare Brasile-Italia è attualmente il secondo fronte più grande del Congresso e inizia i suoi lavori con grande slancio, impegnandosi nel dare tutto l’appoggio politico-istituzionale possibile alle esigenze della comunità italo-brasiliana”.
Nell’esprimere la sua più viva soddisfazione per gli immediati seguiti operativi del lancio del Fronte Parlamentare del 6 giugno, l’Ambasciatore Azzarello ha sottolineato come a questa prima riunione ne seguiranno altre, su temi specifici, sulla base di diversificati interessi che il Congresso e gli interlocutori italo-brasiliani vorranno approfondire. (aise) 




Plenum CGIE: il dibattito

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La terza giornata di lavorio del nuovo CGIE si è apera con gli interventi della Senatrice Stefania Craxi (presidente della Commissione Esteri- Difesa del Senato ) e del Sottosegretarioagli Esteri Giorgio Silli, alla presenza naturalmente del Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci, Luigi Maria Vignali, e del riconfermato Segretario Generale del Cgie, Michele Schiavone.

Dopo i ringraziamenti al Cgie  per l’invito, la senatrice Craxi è andata subito al nocciolo di un tema che sta a cuore di tutti gli italiani all’estero: il riconoscimento di un dato di fatto, ossia che “la storia dell’Italia è stata per lunghi tratti una storia di emigrazione di persone che hanno voluto così garantire una speranza e un futuro ai propri figli.

Craxi ha quindi menzionato il contributo offerto dalle nostre comunità all’estero anche alla crescita culturale, economica e politica delle società che li hanno ospitati a ogni latitudine del pianeta. “Oggi le condizioni dell’emigrazione sono cambiate benché sia ancora alto il numero dei connazionali che lasciano il nostro Paese per necessità e non per scelta”, ha aggiunto Craxi citando poi il Presidente Mattarella riguardo la necessità di aprire una riflessione sulle cause di questo fenomeno e sui correttivi che l’Italia dovrebbe porre in essere per offrire ai suoi cittadini la possibilità tanto di rientrare quanto di restare senza dover partire. “I circa sei milioni di connazionali all’estero rappresentano una ricchezza per il nostro Paese”, ha sottolineato la Senatrice invitando all’ascolto dei connazionali all’estero per capirne esperienze e realtà tanto diverse che ne hanno comunque fatto dei veri e propri “ambasciatori e interpreti tanto dei punti di forza quanto delle fragilità del Paese”. Affinché questo ascolto possa funzionare, Craxi ha auspicato “un’azione sinergica e strutturata della pluralità di attori coinvolti, finalizzata a rafforzare le azioni di governo”. La senatrice ha concluso il suo intervento dando la piena disponibilità della Commissione Esteri – Difesa del Senato a ospitare audizioni inerenti il mondo degli italiani all’estero e del Cgie.

Su questo argomento è intervento il Consigliere Giuseppe Stabile (Spagna) che ha espresso soddisfazione per le parole di Craxi che hanno dimostrato ancora una volta “la sensibilità del governo nei confronti delle tematiche degli italiani all’estero”. Stabile ha però lamentato un aspetto legato alla scorsa legislatura laddove, nonostante le numerose audizioni del Cgie in Commissione Esteri, c’era comunque una componente di senatori che sosteneva la necessità di conoscere il mondo degli italiani all’estero. Stabile ha poi espresso rammarico per la definizione di “ventunesima regione” rispetto al mondo degli italiani all’estero perché questo “significherebbe ghettizzare tale tematica riducendola ai soli dodici parlamentati della circoscrizione estero quando invece essa riguarda tutto il parlamento: se aumentano i residenti all’estero il problema è di tutta l’Italia”, ha evidenziato Stabile.

Nello Gargiulo (Cile) ha invitato ad alimentare l’operosità che ha sempre contraddistinto la presenza italiana nel mondo, assicurando al contempo quella reciprocità che consenta la crescita anche del rapporto con le comunità all’estero.

Massimo Romagnoli (Belgio) ha incalzato sul concetto degli italiani all’estero quale valore aggiunto chiedendosi però che a tale verità di principio corrisponda ai cosiddetti “piani alti” della politica “una conoscenza dei tanti sacrifici che i connazionali all’estero vivono quotidianamente nelle Ambasciate e nei Consolati per rinnovare semplicemente un passaporto o una carta d’identità.

Filippo Ciavaglia (CGIL) si è detto orgogliosamente “figlio di immigrati” facente oggi parte del Ccgie. Per il consigliere di nomina governativa le parole di Stefania Craxi vanno viste come “un’opportunità da non disperdere”.

Gianluigi Ferretti (UGL) ha invece posto all’attenzione dei presenti una questione di tipo inter-generazionale legato all’età media dei consiglieri del Cgie e auspicando un maggiore coinvolgimento per le problematiche attinenti i tanti giovani che emigrano. Per Ferretti insomma è necessaria una riforma radicale del Consiglio Generale.

E’ stata poi la volta del Sottosegretario Silli che si è soffermato sulle questioni pocanzi sollevate circa il bisogno per il Cgie di porre in essere una seria riflessione su sé stesso. “È giusto lavorare insieme affinché si possano recepire le vostre proposte”, ha rilevato Silli invitando i presenti al superamento delle cosiddette opposte fazioni, trattandosi per l’appunto di interessi comuni sui quali riflettere di comune accordo. “Da parte del governo c’è la consapevolezza del fatto che i servizi consolari siano da rafforzare, per quanto non si tratti di un problema legato ai nostri diplomatici, che sono tra i migliori al mondo”, ha aggiunto Silli precisando che il problema andrebbe trovato altrove ossia nei bilanci a disposizione e nelle conseguenti priorità di scelta dal punto di vista politico. Il Sottosegretario ha tenuto a sottolineare come l’ultimo bilancio, quello appunto del governo Meloni, sia riuscito in extremis a dirottare alcuni fondi proprio sul potenziamento dei servizi consolari. “Serve però uno spirito collaborativo”, ha concluso Silli menzionando l’approccio di larga intesa tenuto dallo stesso Ministro Tajani con la convocazione di tutti i parlamentari eletti all’estero. (Inform)




Maie, Ricardo Merlo nel Comitato di presidenza del Cgie. Odoguardi : “Un grande risultato per il nostro Movimento”

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Che prosegue : “Buon lavoro a tutti i componenti del Comitato di presidenza, ai nuovi vicesegretari del Consiglio e ai presidenti delle commissioni. Rinnovo ancora una volta l’augurio che questo nuovo CGIE abbia il coraggio e la forza, e la necessaria compattezza, per affrontare e sciogliere alcuni dei nodi che riguardano gli italiani all’estero, a cominciare dalla necessità di migliori servizi consolari e di una vera riforma del voto all’estero. Non ci si perda in chiacchiere – conclude Odoguardi -, ma si dimostri agli italiani nel mondo di essere in grado di perseguire e raggiungere risultati concreti”. (Inform)




CGIE: cosa ha detto Schiavone

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4schiavoneokUna plenaria di insediamento convocata a più di un anno dalle elezioni: parte da qui Michele Schiavone, confermato alla guida del Consiglio generale degli italiani all’estero, nella relazione presentata ai colleghi e al sottosegretario agli esteri Giorgio Silli. Una relazione che ha riassunto le priorità che il Consiglio generale ha sintetizzato nel documento finale della Conferenza Stato regioni Cgie del dicembre 2021 su cui, ora che è stato finalmente insediato, ha tutte le intenzioni di lavorare.
Il Cgie insediatosi lunedì nella sua quinta consiliatura “si è rinnovato per due terzi, registrando fra i Consiglieri alcuni esponenti della nuova mobilità, studenti universitari, ricercatori”, ha detto Schiavone sottolineando l’aumento della “presenza femminile” rispetto alla scorsa tornata, anche se “ancora troppo limitata rispetto al raggiungimento della parità e delle pari opportunità cui aspiriamo”.
Il CGIE “ha vissuto un limbo durato oltre un anno e mezzo – ha aggiunto il Segretario generale – a causa della definizione di uno strano tipo di ordinaria amministrazione imposto da una comunicazione, che riportava il succo di un parere dell’Avvocatura dello Stato, in base al quale il CGIE, di fatto, non ha potuto riunirsi, nemmeno da remoto, dopo l’elezione dei Consiglieri rappresentanti le comunità italiane all’estero, e ha dovuto attendere dall’11 aprile del 2022 al 23 marzo del 2023 la firma del decreto di nomina dei Consiglieri di Nomina Governativa da parte della Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e oltre un mese prima dell’apertura dell’attuale sessione di insediamento. Nel frattempo, però, il Comitato di Presidenza uscente è stato chiamato più volte a esprimere il parere obbligatorio sui quesiti posti dalla DGIT del MAECI, senza poter riferire all’Assemblea Plenaria che non si sapeva più come fosse formalmente composta”.
L’ultima “importante riunione” del Consiglio uscente è stata la IV Plenaria della Conferenza permanente Stato – Regioni – Province Autonome – CGIE, svolta nel dicembre 2021, “un importante organismo”, convocato a ben “12 anni di distanza dall’ultima plenaria, mentre dovrebbe tenersi ogni tre anni”.
“I risultati di quest’ultima riunione attendono da oltre un anno e mezzo di essere trasformati in realtà”, ha aggiunto. “Non abbiamo bisogno di ripetere che le condizioni delle nostre comunità e le caratteristiche della nuova massiccia emigrazione dall’Italia sono cambiate profondamente e il definire quest’ultima “nuova mobilità” significa soltanto edulcorare un fenomeno che riguarda non soltanto i plurilaureati, ma anche tutte le altre fasce della vita sociale, ed è stato evocato da più discorsi del Presidente Mattarella, ivi compreso quello in occasione della recente Festa della Repubblica del 2 giugno scorso”.
Il segretario generale ha quindi richiamato i punti del documento finale della IV plenaria: “le profonde modifiche alla piramide della rappresentanza degli italiani all’estero, con l’introduzione dell’inaccettabile opzione inversa per le elezioni dei Comitati degli italiani all’estero; la devastante riduzione del numero dei Consiglieri eletti al CGIE, legato soltanto al computo delle registrazioni AIRE, negando l’importanza e il peso sociale e politico delle collettività di italodiscendenti, che costituiscono un’importante risorsa per l’Italia in un mondo sempre più globalizzato e in violenta competizione”. Stigmatizzata l’assenza di Africa, Asia e America Centrale nel nuovo CGIE, Schiavone ha richiamato anche la riduzione dei parlamentari eletti all’estero che erano “già insufficienti per una popolazione di almeno 6 milioni e mezzo di iscritti all’AIRE”.
In questi anni, “abbiamo acquisito il concetto della circolarità della nuova mobilità, ripreso anch’esso dal Presidente Mattarella, affiancato dalla necessità di proteggere i diritti di tutti coloro che emigrano, favorirne l’integrazione nei Paesi di arrivo, contando sulle apposite politiche regionali e sulla sussidiarietà dell’operato dei patronati e delle associazioni”. Nel documento si riconosce “l’indispensabile funzione dell’informazione per gli italiani all’estero, sia quella tradizionale dei quotidiani e dei periodici cartacei e digitalizzati prodotti all’estero, ribadendo che deve essere ristabilita la Commissione per la stampa degli italiani all’estero, presso il Dipartimento editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche per evitare che i pareri obbligatori ma non vincolanti dei Com.It.Es possano avere come conseguenza la chiusura di testate davvero diffuse e utili alla comunità. Di pari passo bisogna rivedere e attualizzare la programmazione radiotelevisiva, in particolare della RAI, anche per garantire sempre la par condicio”.
Quanto alle linee programmatiche per i prossimi tre anni, la Conferenza ha individuato alcuni “obiettivi specifici, ai quali impegna il Governo, il Parlamento, le Regioni e Province Autonome e il CGIE, elaborati dai Tavoli preparatori della Conferenza medesima e contenuti nei tre documenti sui temi: Nuova emigrazione; Internazionalizzazione; Diritti civili e politici”.
Quattro gli “obiettivi prioritari” indicati dalla Conferenza: “continuità della Conferenza permanente”, da convocare dunque a tempo debito; “Partecipazione del CGIE alla Conferenza Stato – Regioni” in modo “strutturato”; “Revisione e integrazione delle forme di rappresentanza degli italiani all’estero” e “Potenziamento del Sistema Paese in Italia e all’estero”.
Nello specifico, ha aggiunto Schiavone, il Cgie “può e deve” programmare azioni su diversi fronti. Primo tra tutti il Pnrr, la cui pianificazione “vede solo marginalmente coinvolte le comunità italiane all’estero. Per esempio, – ha argomentato Schiavone – il PNRR prevede l’assunzione in organico al MAECI di 400 funzionari, che vanno a colmare in parte l’attuale grave insufficienza di personale attivo nella rete diplomatico-consolare. Ma anche questo miglioramento non basta ad assicurare il rapido svolgimento dei servizi necessari, ivi compresa la pronta erogazione della CIE e dei passaporti in tutto il mondo”.
E ancora: “non conosciamo ancora né il ruolo né le modalità di partecipazione delle comunità all’estero nel progetto del Turismo delle Radici, per il quale il MAECI e il Ministero della Cultura hanno stanziato 20 milioni di Euro”.
Quanto alla lingua e cultura, “le ultime circolari relative alla promozione e diffusione dell’insegnamento dell’italiano all’estero, dall’asilo alla Scuola media superiore, hanno portato alla chiusura di molti enti gestori dei corsi ovunque e alla diminuzione del numero degli studenti che non può più essere attribuita soltanto alla pandemia di COVID”. Per il Consiglio “bisogna correre ai ripari, rispettando la tempistica e le legislazioni locali e potenziando le tecniche di intervento nel rispetto dei diversi sistemi scolastici, specifiche delle grandi aree continentali negli emisferi boreale e australe”.
Ribadita la necessità di eliminare l’Imu per le case degli emigrati, Schiavone ha ricordato anche l’importanza di approvare “le necessarie modifiche alle Convenzioni bilaterali esistenti fra l’Italia e i Paesi di destinazione, per garantire in toto il riconoscimento di tutti i periodi di lavoro all’estero”.
Infine, “nella persistenza del fenomeno del frontalierato”, il Consiglio generale “ritiene che si debba riordinare la legislazione e definire i principi generali attraverso cui si realizza la tutela dei frontalieri, come già avvenuto e ratificato dal Parlamento italiano per l’accordo italo-svizzero”.
Concludendo, Schiavone ha spiegato che nella relazione “abbiamo volutamente elencato soltanto alcuni punti specifici e nodali da risolvere con la collaborazione delle massime istituzioni competenti”, così da “lasciare alle proposte dell’assemblea e delle Commissioni di lavoro, che si sono costituite oggi, il compito di presentare altre priorità da affrontare, con il coordinamento del Comitato di presidenza come stabilito dalla legge”. (aise) 




New York. La mostra sull’ “Orgoglio e la Memoria – Emigrazione del Mezzogiorno”

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20nySarà inaugurata il 28 giugno nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di New York la mostra “Orgoglio e Memoria – Emigrazione dal Mezzogiorno”, ideata dai giornalisti Luigi Liberti e Gaetano Bonelli e patrocinata dallo stesso Istituto.
La mostra, che sarà aperta al pubblico sino al 28 agosto, documenta l’emigrazione dal meridione attraverso le preziose testimonianze e i documenti custoditi nel Museo di Napoli – Collezione Bonelli, che attestano le diverse storie e i risvolti economico-sociali del fenomeno migratorio che si verificò in Italia a partire dalla metà del diciannovesimo secolo.
Attraverso i molteplici documenti quali manifesti, locandine, titoli di viaggio, cartoline, fotografie, ed oggetti, che trattano di uno dei periodi più tristi della nostra storia, per anni trascurato, la mostra ha il duplice scopo non solo di ribadire l’importanza e l’influenza che ha rappresentato l’emigrazione italiana per i paesi di destinazione, ma soprattutto di far comprendere la centralità del tema anche in Italia, dove delle fatiche, dell’orgoglio, e dell’epopea degli emigranti si conosce veramente molto poco. Un fenomeno che, attraverso l’ingegno e l’operosità dei nostri avi, ha contribuito in maniera determinante a promuovere l’Italia ed il suo brand nel mondo, dando vita al Made in Italy, che ha fatto del nostro paese un’icona ambita ed universalmente riconosciuta per le sue eccellenze.
Il percorso narrativo della mostra accompagna il visitatore nella storia attraverso ricostruzioni, reperti dell’epoca e contributi multimediali, iniziando dalle memorie e dalle esperienze di chi lasciò l’Italia per cercare lavoro e fortuna in vari luoghi del mondo, con attenzione particolare a chi lo ha fatto dal porto di Napoli verso le Americhe. Le molteplici vicende dell’emigrazione italiana, dalle difficoltà economiche ai pregiudizi nei luoghi di arrivo, dalle fatiche del lavoro all’orgoglio per il proprio riscatto sociale, vengono rivissute grazie ai circa 250 reperti originali dell’epoca.
A supporto di tali materiali, una video guida realizzata dagli attori della soap italiana “Un Posto al Sole” racconta storie ed aneddoti di quell’emigrazione iniziata a fine ‘800. I video possono essere visionati lungo il percorso della mostra, attraverso la scansione di un QRcode da parte del visitatore direttamente dal proprio device, oppure potranno essere visti nella sala proiezioni.
Per i più piccoli è previsto un percorso ridotto, al termine del quale i ragazzi si ritroveranno nella sala proiezioni dove potranno realizzare il proprio disegno con un carboncino. A tutti i ragazzi verrà consegnato un cartoncino a forma di valigia, sul quale potranno scrivere tre cose che vorrebbero “mettere in valigia”. Al termine della mostra, verranno poi premiate le “valige” più originali. (aise)