La ricerca della Fondazione Migrantes “Crescere Expat – famiglie italiane in giro per il mondo”

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cgie comitato presidenza e1610129987916 615x223Si è svolto nei giorni scorsi il Webinar, promosso dalla VII Commissione Tematica del Cgie “Nuove emigrazioni,  generazioni nuove”,  volto alla presentazione della ricerca “Crescere Expat – famiglie italiane in giro per il mondo”, curata da Eleonora Voltolina e promossa dalla Fondazione Migrantes. L’incontro si è posto l’obiettivo di gettare uno sguardo specifico sulle famiglie italiane all’estero, analizzando dimensioni educative, lavorative e identitarie della mobilità contemporanea. L’evento online è stato introdotto da Matteo Bracciali, Presidente della VII Commissione tematica del Cgie . “Il Webinar di oggi – ha esordito Bracciali – è un approfondimento particolare sulla vita italiana all’estero. La scelta di far conoscere il lavoro di Eleonora Voltolina, ricercatrice che ha lavorato in precedenza con la Commissione VII,  si pone in continuità con il lavoro che abbiamo svolto in questi anni”. Ha poi preso la parola la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi che ha parlato della necessità : “di raccontarci a vicenda le esperienze che noi facciamo all’estero , per riuscire ad integrare tutte queste storie all’interno dei canali, che sono propri del Cgie. Cioè la capacità di proporre dei consigli, delle leggi, degli strumenti, per far sì che gli italiani all’estero possano essere collegati con i connazionali in Italia, in una circolarità che poi è quella delle esperienze e del desiderio di contribuire allo sviluppo del nostro Paese, che ci accomuna tutti aldilà delle stagioni delle emigrazioni e della vita. È molto importante – ha aggiunto Prodi – fare approfondimenti, perché le tipologie dell’emigrazione sono diverse e per riuscire a fare il nostro lavoro abbiamo bisogno di entrare nei dettagli, e riuscire attraverso queste storie ad avere il controllo della situazione, anche se è difficile farlo sempre compiutamente; quindi, tutti coloro che si impegnano in questo campo sono compagni di viaggio ed in particolare persone competenti come Eleonora Voltolina”. Prodi ha poi ricordato l’accordo siglato tra il CGIE ed il CNEL, dove è stato lanciato un sondaggio sui giovani Expat dai 18 ai 35 anni. “Questo lavoro – ha rilevato la Segretaria Generale – sarà utile questo autunno per avere dei dati, per avere un ascolto più significativo da parte delle istituzioni italiane”, in modo da promuovere un ragionamento sugli italiani all’estero “di sistema”.  È poi intervenuto il Monsignor Pierpaolo Felicolo Direttore Generale della Fondazione Migrantes. “ la ricerca della dottoressa Voltolina – ha spiegato Felicolo – si inserisce all’interno di un complesso di lavoro, che la Fondazione Migrantes dedica all’emigrazione degli italiani. Siamo chiamati dagli anni 80’ come Fondazione a studiare, analizzare il fenomeno migratorio, ma anche ad accompagnarlo. Il Rapporto degli italiani nel mondo è il nostro lavoro più conosciuto, e sento la necessità di nominare la memoria di Michele Schiavone, amico della Migrantes e del RIM, insieme all’attuale Segretaria Prodi, sempre attenta dalla realtà delle nostre missioni. È dalle missioni – ha proseguito il Direttore Generale – da cui bisogna partire, ovvero dai luoghi di accoglienza storici e del presente, in cui i nostri migranti si recavano e si recano tutt’oggi, per risolvere le varie problematiche, tra cui la necessità di una casa, di un lavoro, la soluzione delle problematiche linguistiche, la compilazione modulistica oltre alla necessità di essere accompagnati come uomini, donne e famiglie”. Felicolo ha poi ricordato sia il ruolo fondamentale della Chiesa all’interno del fenomeno migratorio, sia come l’Italia negli ultimi 50 anni,  nonostante le varie problematiche globali, continua ad essere un paese in evoluzione in cui gli italiani proseguono  la loro emigrazione. “Dal 2006 al 2024 si sono avuti dall’Italia verso l’Europa poco più di 1 milione e 200mila espatri, il 76% del totale complessivo degli espatri negli ultimi 20 anni, da cui proviene circa il 60% dei rimpatri 488mila, all’interno dell’Unione Europea”, ha poi rilevato Felicolo sottolineando come gran parte delle uscite e degli squilibri per i ripatri dei cittadini italiani, avvenga all’interno dello spazio europeo di libera circolazione, mentre nel resto del mondo questo fenomeno è meno presente . “Fuori dall’Europa – ha proseguito il Direttore generale – le destinazioni oltre mare rimangono attrattive, ma su una scala più contenuta. Il Nord America ha una totalità di 102mila espatri e 54mila rimpatri, mentre l’Oceania conta 36mila espatri e 14mila rimpatri. In Asia lo squilibro è modesto 65mila partenze e 60mila rientri, per il continente africano il saldo è positivo complessivamente +16mila e potrebbe essere interpretato come mobilità circolare o temporanea. In America centro meridionale i numeri sono alti in entrambe le direzioni, il saldo complessivo è leggermente positivo +4mila.  Bisogna comunque ricordare che molto spesso queste traiettorie comprendono quote di nuovi italiani provenienti da comunità italodiscendenti molto forti, che ottengono la cittadinanza Iure Sanguinis”. Per quanto riguarda invece gli ultimi anni Felicolo ha spiegato come le partenze riguardino molto l’Europa: Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia e Spagna, da soli raccolgono circa il 59% di tutti gli espatri. Oltre l’Atlantico spiccano gli Stati Uniti e Brasile. In sintesi un quadro di lungo periodo dice che la destinazione più gettonata è l’Europa che concentra sia i flussi sia le perdite nette, il Nord America ed Oceania rimangono luoghi attrattivi ma secondari, America Latina, Africa ed in parte l’Asia mostrano invece una situazione quasi al pareggio o inattivo, segnandoci un rapporto di rientro più elevato rispetto alle uscite. Per quanto riguarda le regioni di provenienza dei nostri flussi Migratori il Direttore Generale ha poi segnalato come la Lombardia, con saldo negativo , sia in testa, seguita delle Regioni del nord Est e da quelle del Mezzogiorno, dove i rientri pur consistenti non riescono a tamponare l’emigrazione.  Felicolo ha inoltre spiegato che la ricerca effettuata da Eleonora Voltolina si è basata sulle famiglie italiane all’estero, per evidenziare anche le problematiche per cui al giorno d’oggi i giovani italiani emigrano all’estero o prendono tempo per creare una famiglia in patria. Ha infine preso la parola l’autrice della ricerca Eleonora Voltolina che ha evidenziato l’importanza di approfondire le problematiche dei genitori italiani all’estero, un tema di cui, secondo l’autrice-  non si è parlato in maniera dettagliata poiché la maggior parte delle notizie sull’emigrazione riguardano soprattutto il momento della partenza e dell’arrivo a destinazione. “Tutte le esperienze successive, le difficoltà, le gioie sono poco visibili. Noi invece pensiamo  – ha aggiunto l’autrice –che ci sia una grande ricchezza nell’Italia diffusa all’estero e che ci sia bisogno di creare una rete per scambi culturali. Si potrebbe anche costruire una proposta da far arrivare in Italia, proprio grazie alle esperienze che stiamo facendo all’estero”. Voltolina ha poi parlato della sua esperienza in cui è passata dal raccontare le vite degli italiani che emigrano al vivere in prima persona all’estero. Esperienze, quelle dei nostri connazionali nel momdo , che si differenziano per ogni individuo. “Questa ricerca – ha affermato l’autrice – ha dato voce a queste famiglie all’estero, trovando forza nel fatto di poter approfondire temi che di solito non vengono considerati”. Uno dei temi affrontati nella ricerca – ha riferito Voltolina- è quello dei genitori che dopo essersi creati una famiglia all’estero, rischiano di allontanarsi dal Paese di origine, con i figli nati nel Paese di accoglienza che crescono senza poter creare legami profondi con la propria famiglia rimasta in patria. In questo ambito dall’indagine è emerso il prezioso contributo dato , al superamento di questo problema, dalle nuove tecnologie di comunicazione. Un altro problema affrontato dalla ricerca è stato quello della lingua d’origine. In proposito sono state evidenziate dall’autrice le maggiori difficoltà che incontrato le famiglie all’estero con un solo genitore italiano a mantenere presso i figli la nostra lingua. Voltolina ha poi spiegato come dalle interviste rivolte ai nostri connazionali sia emersa, oltre all’importanza delle facilitazioni concesse all’estero per la creazione di una famiglia, la necessità di promuovere anche nel nostro Paese un’adeguata assistenza post parto dal punto di vista fisico e psicologico, che segua la famiglia anche dopo il rientro a casa dall’ospedale. Un altro tema evidenziato è quello della centralità dell’estensione del congedo di paternità che consenta a entrambi i genitori un’adeguata cura dei figli.  L’autrice ha infine  sottolineato come spesso chi emigra all’estero inizialmente tenda a creare legami in loco e, solo dopo la nascita del primo figlio, riscopra la necessità di ritrovare le proprie radici. (Lorenzo Morgia – Inform)




MAIE: Luis Leonardo Remartini nominato Coordinatore degli Italo-venezuelani negli Stati Uniti

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Una scelta voluta dal Vicepresidente del MAIE, Vincenzo Odoguardi, che guarda a rafforzare la presenza del Movimento in una realtà strategica come quella statunitense, dove vive una numerosa e dinamica comunità di italiani di origine venezuelana.

Remartini, avvocato venezuelano con una lunga esperienza nel campo giuridico, rappresenta una figura solida e conosciuta. Laureato in diritto presso l’Università di Carabobo, ha alle spalle decenni di attività professionale tra esercizio della professione, incarichi giudiziari e consulenze legali.

Oggi è residente in Florida, dove continua la sua attività anche nel settore immobiliare e notarile, mantenendo un forte legame con le comunità latino-italiane.

Ma al di là del curriculum, ciò che ha pesato davvero in questa nomina è la visione.

Remartini conosce bene le difficoltà di chi vive all’estero: la distanza dalle istituzioni, la complessità dei servizi consolari, la necessità di mantenere viva un’identità culturale che spesso rischia di perdersi tra generazioni.

“Accolgo questa designazione con grande senso di responsabilità. Metterò il mio impegno al servizio della comunità italo-venezuelana all’estero, lavorando per rafforzarne la rappresentanza, i legami con l’Italia e la valorizzazione delle nostre radici.”

Un approccio concreto, orientato all’ascolto e al servizio, che si inserisce perfettamente nella missione del MAIE: difendere i diritti degli italiani all’estero e creare ponti reali tra le comunità e le istituzioni italiane.

Gli Stati Uniti, e in particolare la Florida, rappresentano oggi uno dei punti nevralgici della diaspora italo-venezuelana. Una comunità fatta di professionisti, famiglie, giovani e imprenditori che portano con sé una doppia identità culturale e una forte voglia di partecipazione.

È proprio qui che il lavoro di coordinamento diventa fondamentale.

Non solo per facilitare pratiche e servizi, ma anche per costruire rete, dare voce alle esigenze locali e promuovere la cultura italiana in tutte le sue forme: lingua, tradizioni, gastronomia, relazioni economiche.

La nomina di Remartini va letta in questa direzione: non come un semplice incarico, ma come un passo concreto verso una maggiore presenza del MAIE sul territorio e una rappresentanza più vicina alle persone.

Un incarico che nasce con un obiettivo chiaro: trasformare la distanza in connessione.

E per una comunità che vive tra radici italiane e storia venezuelana, questo significa molto più di quanto sembri.




Repubblica Dominicana: l’Ambasciatore Maffettone presenta le credenziali al Presidente Abinader

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24italiarepdomSi è svolta nei giorni scorsi la cerimonia ufficiale che segna l’inizio del mandato dell’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Dominicana, Sergio Maffettone, che ha consegnato le lettere credenziali al Presidente Luis Abinader.

L’incontro si è tenuto presso il Palazzo Nazionale, alla presenza della vicepresidente Raquel Peña e del ministro degli Esteri Roberto Álvarez. Dopo il momento formale, l’ambasciatore ha avuto un colloquio riservato con il capo dello Stato, durante il quale sono stati affrontati diversi temi legati ai rapporti tra i due Paesi.

671834112 18315516061262266 3036791551574944329 nNel corso della visita, Maffettone ha sottolineato la solidità delle relazioni tra Italia e Repubblica Dominicana, evidenziando anche il contributo delle comunità di origine italiana allo sviluppo economico locale. Tra le novità più rilevanti, l’annuncio di un collegamento aereo diretto tra Roma Fiumicino e Santo Domingo, con voli settimanali previsti a partire dal prossimo mese di novembre, considerato un ulteriore passo avanti nei rapporti bilaterali.

Dal canto suo, il presidente Abinader ha espresso apprezzamento per il livello qualitativo dell’industria italiana, in particolare nel settore dei macchinari, auspicando una maggiore presenza di imprese italiane nel Paese. Tra le opportunità indicate, anche l’utilizzo delle zone franche per sviluppare fasi produttive finali sul territorio dominicano.

La cerimonia rappresenta un passaggio fondamentale nell’attività diplomatica, sancendo ufficialmente l’accreditamento del rappresentante italiano e l’avvio delle sue funzioni nel Paese caraibico.





Il MAIE si riunisce a Rosario: al centro il futuro degli italiani nelle Americhe

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hgiuyrcwqaatjs7Il Movimento Associativo Italiani all’Estero torna a riunirsi in Argentina, scegliendo Rosario come sede di un congresso dedicato al futuro delle comunità italiane nel continente americano.

L’incontro rappresenta un momento di confronto tra dirigenti, coordinatori e rappresentanti del movimento, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del MAIE e rilanciare il ruolo degli italiani all’estero nelle dinamiche politiche e sociali.

Al centro dei lavori c’è la volontà di costruire una strategia comune per affrontare le sfide che riguardano milioni di italiani residenti fuori dai confini nazionali, in particolare in America Latina e nel resto del continente.

Tra i temi affrontati:

  • il rafforzamento dei servizi consolari
  • la tutela dei diritti degli italiani all’estero
  • il ruolo delle nuove generazioni
  • la valorizzazione dell’identità culturale italiana

Il congresso punta quindi a delineare una visione più ampia e coordinata, capace di unire le diverse realtà della diaspora italiana.

Il MAIE, nato proprio in Sud America e guidato da Ricardo Merlo, si propone come una forza politica indipendente che rappresenta gli italiani all’estero, con particolare attenzione al continente americano.

L’obiettivo dichiarato è quello di dare voce alle comunità italiane fuori dall’Italia, spesso alle prese con difficoltà legate a burocrazia, servizi e rappresentanza.

L’appuntamento di Rosario si inserisce in un percorso più ampio di incontri e congressi che il movimento organizza in diverse aree del mondo per mantenere un contatto diretto con le comunità locali.

Un segnale, secondo gli organizzatori, della volontà di costruire una rete sempre più forte tra gli italiani all’estero e le istituzioni italiane.

Il congresso di Rosario conferma come il tema degli italiani nel mondo sia sempre più centrale. Con milioni di connazionali distribuiti tra Nord, Centro e Sud America, il futuro della rappresentanza e dei servizi resta una delle questioni chiave per la politica italiana oltre confine.

Nella foto: a sinistra il vicepresidente del MAIE, Vincenzo Odoguardi; a destra il Presidente Ricardo Merlo.




Paolo Camellini: detenuto in Kenya, condanna e polemiche

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il+caso+di+paolo+camelliniLa vicenda di Paolo Camellini, cittadino italiano originario di Goito, nel Mantovano, torna al centro dell’attenzione dopo gli ultimi sviluppi giudiziari in Kenya, dove l’uomo è detenuto da oltre due anni.

Camellini è stato arrestato nel 2022 e successivamente condannato in primo grado da un tribunale kenyano. Una sentenza pesante, che la difesa contesta con forza, parlando di un procedimento segnato da criticità e da elementi ancora da chiarir

Secondo l’accusa, l’uomo sarebbe responsabile di gravi reati. Ma la versione della difesa è completamente diversa: Camellini si è sempre dichiarato innocente e i suoi legali sostengono che il processo presenti lacune probatorie e passaggi poco convincenti.

Tra i punti sollevati: l’assenza, secondo la difesa, di prove scientifiche decisive, incongruenze nelle testimonianze, dubbi sulle modalità con cui si è arrivati alla sentenza

I familiari, dall’Italia, seguono con apprensione l’evolversi della situazione. La speranza è che nei successivi gradi di giudizio emerga una verità più chiara e che vengano riesaminati gli elementi del caso.

Il percorso legale, infatti, non è concluso: è previsto il ricorso in appello, considerato un passaggio cruciale per ribaltare o confermare la condanna.

La vicenda si inserisce nel più ampio contesto dei cittadini italiani detenuti all’estero, spesso alle prese con sistemi giudiziari molto diversi da quello italiano. Proprio per questo, il caso Camellini continua a essere seguito con attenzione anche dalle autorità e dall’opinione pubblica.

Mentre Camellini resta detenuto in Kenya, il caso rimane aperto e complesso. Le prossime fasi del processo saranno decisive per capire se le contestazioni della difesa troveranno riscontro o se la condanna verrà confermata.

Una storia che, al di là degli aspetti giudiziari, continua a sollevare interrogativi e a tenere con il fiato sospeso una famiglia e un’intera comunità.




Cittadinanza, Odoguardi attacca il PD: “Pensano agli stranieri e ignorano milioni di italiani nel mondo”

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vincenzo odoguardiIl dibattito sulla cittadinanza torna al centro dello scontro politico in Italia, ma secondo il vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, Vincenzo Odoguardi, si tratta dell’ennesima battaglia ideologica che rischia di dimenticare completamente gli italiani oltre confine.

Odoguardi critica duramente le proposte sostenute dal Partito Democratico, accusandole di puntare a facilitare l’accesso alla cittadinanza per gli stranieri, mentre milioni di italiani all’estero e i loro discendenti continuano a essere trascurati.

Secondo l’esponente del MAIE, il problema non è tanto ampliare i diritti, quanto il fatto che il dibattito politico sembri ignorare una realtà precisa: esiste una comunità di quasi sette milioni di italiani nel mondo che mantiene vivo il legame con il Paese, ma che spesso si scontra con burocrazia, limiti normativi e mancanza di attenzione istituzionale.

#Odoguardi sottolinea come il principio dello ius sanguinis, su cui si basa la cittadinanza italiana, rappresenti un elemento fondamentale della storia nazionale e dell’identità culturale del Paese. Metterlo in secondo piano, sostiene, significherebbe indebolire il rapporto con le comunità italiane all’estero, che da generazioni promuovono lingua, cultura ed economia italiana nel mondo .

Nel mirino del vicepresidente MAIE finisce anche quella che definisce una narrazione distorta: l’idea che chi richiede la cittadinanza italiana sia un approfittatore. Al contrario, ribadisce, si tratta spesso di discendenti di emigrati che cercano di recuperare un diritto legato alle proprie origini .

Per Odoguardi, quindi, la priorità dovrebbe essere chiara: prima di introdurre nuove forme di accesso alla cittadinanza, lo Stato dovrebbe garantire diritti e riconoscimento a chi è già legato all’Italia per storia, cultura e famiglia.

Il rischio, conclude, è che si continui a discutere di cittadinanza guardando solo all’interno dei confini nazionali, dimenticando il ruolo strategico e identitario degli italiani nel mondo.




Dalla vacanza di poltrona al pieno: nominato Dell’Utri, finisce il vuoto agli Esteri

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438330900 397482549764743 585465774843005141 nIl Consiglio dei ministri ha nominato Massimo Dell’Utri nuovo sottosegretario agli Esteri, mettendo fine al periodo di incertezza seguito alle dimissioni di Giorgio Silli.

Una decisione arrivata rapidamente, quasi a voler chiudere una falla che rischiava di diventare imbarazzante, soprattutto in un momento delicato per la politica estera e per le comunità italiane nel mondo.

Dell’Utri, esponente di Noi Moderati, subentra ufficialmente a Silli, che aveva lasciato l’incarico per assumere un ruolo internazionale.

La sua nomina rientra in un più ampio riassetto dell’esecutivo, che ha visto l’ingresso di nuovi sottosegretari anche in altri ministeri chiave, nel tentativo di rafforzare l’azione del governo.

Ma al di là degli equilibri politici, il dato più evidente è un altro: il “buco” alla Farnesina è stato colmato in fretta.

Resta ora la domanda più importante, soprattutto per i lettori di Fatti Nostri: a chi sarà affidata la delega agli italiani all’estero?

Perché è proprio questo il nodo.

Negli ultimi mesi si sono accumulati temi pesanti: cittadinanza, AIRE e sanità, servizi consolari sempre più sotto pressione

La nomina di un sottosegretario era necessaria. Ma non basta.

Con Dell’Utri, il governo rimette ordine nella sua squadra. Ma per milioni di italiani fuori dai confini nazionali, il vero banco di prova comincia adesso.

Non serve solo una nomina. Serve una linea.

E soprattutto, serve attenzione concreta verso una comunità che troppo spesso viene ricordata solo quando manca qualcuno a coprire una poltrona.




Messico, torna la “Domenica Italiana”: festa, tradizione e solidarietà nel cuore della comunità

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domenicaitalianapuntohorA Città del Messico torna uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità italiana: la “Domenica Italiana”, una giornata che unisce festa e solidarietà, capace di portare un pezzo d’Italia nel cuore del Messico.

L’evento, giunto alla sua quattordicesima edizione, si terrà il 26 aprile presso l’Istituto Italiano di Cultura e rappresenta ormai una tradizione consolidata per italiani e italo-discendenti residenti nel Paese.

Non è solo una festa, ma un vero momento di comunità.

Il programma prevede attività per tutte le età: giochi, tornei, musica e intrattenimento. Non mancheranno classici intramontabili della tradizione italiana all’estero, come la tombola, affiancata da attività più informali come ping pong, calcio balilla e domino.

Per i più piccoli sono previsti spettacoli e animazione, mentre gli adulti potranno godersi l’atmosfera conviviale tipica delle feste italiane.

Elemento centrale della giornata sarà, come sempre, la cucina.

Un menu italiano preparato da volontari e ristoratori locali offrirà ai partecipanti la possibilità di ritrovare sapori autentici, trasformando l’evento in una vera esperienza gastronomica tricolore.

Dall’aperitivo iniziale fino ai piatti più tradizionali, il cibo diventa il filo conduttore che unisce generazioni e culture.

Dietro l’atmosfera allegra, c’è anche un obiettivo importante.

La “Domenica Italiana” nasce infatti come iniziativa di raccolta fondi a sostegno delle attività assistenziali della comunità italiana in Messico. Un modo concreto per aiutare chi è in difficoltà, trasformando il divertimento in solidarietà.

Anche la lotteria organizzata durante la giornata contribuisce a questo scopo, coinvolgendo i partecipanti in un gioco che ha un valore più profondo.

Eventi come questo raccontano molto più di una semplice festa.

Raccontano un’Italia che vive fuori dai confini nazionali, che mantiene le proprie tradizioni e le condivide con il Paese che la ospita. Un’Italia fatta di relazioni, cultura e senso di appartenenza.

E per qualche ora, nel cuore di Città del Messico, quella distanza tra Italia e America Latina sembra scomparire.




Italiani all’estero senza voce: dopo Silli, il vuoto alla Farnesina

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Una situazione che, al di là degli aspetti formali, pesa. E molto.

Il Ministero degli Esteri resta guidato da Antonio Tajani, ma la delega agli italiani all’estero – che Silli aveva seguito in prima persona – è di fatto rimasta scoperta o gestita in modo temporaneo all’interno della Farnesina.

Tradotto: milioni di italiani sparsi tra Americhe, Europa e resto del mondo oggi non hanno un interlocutore politico dedicato.

E non è un dettaglio.

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In un momento in cui si discutono temi cruciali – dalla cittadinanza alle difficoltà dei servizi consolari, fino alla questione sanitaria per gli iscritti AIRE – l’assenza di una figura politica di riferimento appare come un segnale preciso: il tema rischia di non essere una priorità.

E questo, per chi vive all’estero, si traduce spesso in problemi concreti: tempi lunghi per documenti e pratiche, difficoltà di accesso ai servizi, scarsa attenzione politica.

La mancata sostituzione di Silli non è solo una questione di poltrone ma di rappresentanza.

Perché senza una voce chiara al governo, gli italiani all’estero rischiano di diventare, ancora una volta, una comunità invisibile: importante nei numeri, ma marginale nelle scelte.

Quanto bisogna aspettare perché venga nominato un nuovo sottosegretario?

E soprattutto: quanto conta davvero, oggi, l’Italia fuori dall’Italia?

Per ora, la risposta sembra essere nel silenzio.




Cittadinanza italiana, la Consulta chiamata a decidere: sotto esame la legge sugli emigrati

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imagesSi apre un nuovo capitolo nella delicata questione della cittadinanza italiana per i discendenti degli emigrati. La Corte Costituzionale sarà chiamata a esprimersi sulle contestazioni presentate dall’associazione Trentini nel Mondo, che ha sollevato dubbi sulla legittimità di alcune norme introdotte dalla recente riforma.

L’udienza pubblica è prevista per il 9 giugno e rappresenta un passaggio cruciale in una vicenda che coinvolge migliaia di italiani all’estero e i loro discendenti.

Al centro del ricorso c’è l’accusa che la nuova legge crei una disparità di trattamento tra chi ha già ottenuto la cittadinanza e chi, pur avendone diritto, si trova bloccato da procedure o tempistiche sfavorevoli.

Secondo l’associazione, alcune disposizioni impedirebbero addirittura la trasmissione della cittadinanza ai figli minori, introducendo una distinzione considerata ingiusta e contraria al principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione.

In particolare, viene contestata anche l’applicazione retroattiva di alcune norme, che rischierebbe di penalizzare persone senza alcuna responsabilità diretta.

Il tema della cittadinanza “iure sanguinis” non è solo giuridico, ma anche identitario. Per milioni di persone sparse tra Americhe, Europa e Oceania, il riconoscimento della cittadinanza italiana rappresenta un legame concreto con le proprie origini.

Le modifiche introdotte nel 2025 hanno ristretto i criteri di accesso, nel tentativo di limitare richieste considerate eccessive o prive di un legame reale con il Paese.

Ma proprio queste restrizioni sono oggi al centro del confronto legale.

La Corte Costituzionale dovrà ora valutare se le norme contestate rispettino i principi fondamentali dell’ordinamento italiano o se, al contrario, introducano discriminazioni incompatibili con la Carta.

L’esito della decisione potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo per i Trentini nel mondo, ma per tutte le comunità italiane all’estero.

Per molti, si tratta di molto più di una questione burocratica: è il riconoscimento di un’identità.