Nominati sette nuovi ambasciatori

farnesinablu

farnesinabluIl Consiglio dei Ministri di ieri ha nominato 7 nuovi ambasciatori, su proposta del Ministro degli esteri Antonio Tajani.
Raggiungono il grado di ambasciatore, il più alto della carriera diplomatica, i ministri plenipotenziari Pier Francesco Zazo (Ucraina), Luca Ferrari (confermato nella posizione di fuori ruolo), Mario Cospito (confermato nella posizione di fuori ruolo), Aldo Amati (confermato nella posizione di fuori ruolo), Francesco Azzarello (Brasile), Nicoletta Bombardiere (Libano) e Giorgio Novello (Paesi Bassi). (aise)




Gli italiani all’estero iscritti all’AIRE sono 6 milioni

gazzetta22

gazzetta22È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Interno che, di concerto con la Farnesina e per la prima volta quest’anno con il Ministero della Giustizia, ogni anno pubblica il numero dei cittadini italiani residenti all’estero, sulla base dei dati dell’elenco aggiornato, riferiti al 31 dicembre dell’anno precedente, come stabilito dall’articolo 7, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003, n. 104, cioè dal regolamento di attuazione della Legge Tremaglia (549/2001) sul voto all’estero.
Il decreto è stato emanato il 30 gennaio, a firma dei ministri dell’Interno Piantedosi, degli Esteri Tajani e, per la prima volta, della Giustizia Nordio.
Al 31 dicembre 2022 gli italiani residenti all’estero erano 5.933.418, 127.350 in più rispetto all’anno precedente.
La maggior parte di loro risiede in Europa: 3.249.811 nell’elenco aggiornato, 59.906 in più rispetto ai dati dello scorso anno; segue l’America meridionale, con 1.859.354, con 55.063 persone in più; al terzo posto l’America settentrionale e centrale, con 515.170 residenti e un incremento di 9.603 connazionali; chiude l’Africa, Asia, Oceania e Antartide con 309.083, con 2.778 presenze in più. (aise) 




Marocco. Il 16 a Tangeri il funzionario itinerante del Consolato di Casablanca

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consolato ditalia a brisbane 167565698 1852344198266176 8627874018520919535 nSi terrà a Tangeri il 16 febbraio la prossima missione del funzionario itinerante del Consolato Generale d’Italia di Casablanca per il deposito delle domande dei passaporti per i cittadini AIRE e per i certificati di esistenza in vita. Per iscriversi, inviare una email con i propri dati entro il 10 febbraio a: v.consolatotangeri@hotmail.it (Inform)




Brasilia. Inizia la settimana dell’Immigrazione italiana

cattura

catturaIn onore della prima ondata di italiani che sbarcò in Brasile, nel 1874, portata dalla nave La Sofia.

La data, creata dalla legge federale 11.687, è un riferimento ai legami stabiliti nel tempo tra i due paesi.
Attualmente il Brasile ospita circa 30 milioni di persone di origine italiana, un numero che colloca il Paese in cima alla lista delle nazioni con il maggior numero di persone che hanno qualche legame con il nostro Paese. Questo numero è il risultato dell’enorme flusso migratorio avvenuto tra il XIX e il XX secolo e che ha influenzato la cultura e i costumi brasiliani.




La storia dell’emigrazione piacentina

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downloadFocus a Piacenza sulla storia dell’emigrazione dal territorio. Al Salone Monumentale della Biblioteca Passerini Landi la presentazione della ricerca “Emilia Romagna altrove. Storie, caratteristiche, dinamiche dell’emigrazione piacentina nel mondo”. La ricerca viene illustrata da Paolo Rizzi, coordinatore del Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica, e Ilaria Dioli, docente del liceo Gioia. Durante l’incontro anche la presentazione del  documentario “Stay in Valley” diretto da Stefano De Felici che interviene insieme ad Antonino Valvo e Federico Mazza di Lampo Tv. Entrambi i progetti sono stati finanziati negli anni passati dalla Consulta degli Emiliano-romagnoli nel mondo v. https://comunicazioneinform.it/emilia-romagna-altrove-storie-caratteristiche-dinamiche-dellemigrazione-piacentina-nel-mondo/ )Presente per un saluto anche l’associazione “Piacenza nel Mondo”.

L’incontro si inserisce nella programmazione del progetto “Sconfinamenti”, realizzato con il finanziamento del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura , che si propone di far emergere e condividere storie, scritte e narrate, di migranti del presente e del passato, di origine italiana e straniera, al fine di connettere persone in movimento di oggi e di ieri. Letture, narrazioni e letterature in movimento attraverso le quali ci si può incontrare in un percorso di reciproco arricchimento umano e culturale.

La ricerca “Emilia Romagna altrove” offre una lettura completa del fenomeno migratorio della provincia di Piacenza negli ultimi decenni. Emerge un quadro variegato di un fenomeno, che a fine ‘800 e nella prima metà del ‘900 registrò flussi imponenti di emigrazione, soprattutto dalle aree marginali della montagna piacentina. Tanto che ancora oggi in alcuni comuni appenninici i piacentini all’estero superano il 50% dell’attuale popolazione residente, con il comune della Val d’Arda che raggiunge addirittura il 100%. È questo l’esito della “vecchia emigrazione” che ha portato famiglie e singoli nelle nuove comunità di Londra, Parigi, New York, Buenos Aires, dove rimangono aggregazioni vivaci e ancora legate alle terre di origine. Il rapporto mette a fuoco anche la “nuova” emigrazione, che ha caratteristiche molto diverse, perché è rappresentata soprattutto da giovani, sempre spinti dalla volontà di trovare nuove opportunità di vita e di lavoro, ma non con la molla trainante della povertà delle situazioni di origine. Si tratta, in fondo, di una delle tante facce della globalizzazione, che porta i giovani di oggi a inserirsi nel mercato del lavoro globale, in una rete fitta e mutevole di esperienze di studio e professionali, che determina trasferimenti repentini e moltiplicati, talora senza definitivi radicamenti territoriali.

In parte libro, in parte film in parte album di famiglia, “Stay in Valley” scopre invece un legame di solidarietà che ha mantenuto unita una comunità nel tempo e oltre i confini. Un documentario interattivo e partecipato, che ricostruisce legami tra luoghi e persone, culture e tradizioni, sulle tracce degli emiliani dall’Alta Val Nure e le loro migrazioni negli ultimi 150 anni.

Paolo Rizzi insegna Politica economica ed Economia applicata all’Università Cattolica di Piacenza. Si occupa di sviluppo locale e politiche territoriali, economia sociale e pianificazione strategica.

Ilaria Dioli è docente di lingue presso il Liceo M. Gioia di Piacenza, dove si occupa anche della gestione della piattaforma GioiAlumni e di progetti internazionali di scambio con altre scuole. Collabora con il Laboratorio di Economia Locale dell’UCSC come ricercatrice sui temi di identità e marketing territoriale dal 2006.

Stefano De Felici, regista, Antonino Valvo, produttore creativo e Federico Mazza, autore e montatore, fanno parte di Lampo Tv, uno studio creativo orientato alla ricerca nell’ambito della comunicazione visiva. Lampo Tv realizza progetti filmici e multimediali con l’obiettivo di ispirare la creatività attraverso l’arte, l’esplorazione e il gioco in modo che l’immaginazione ci aiuti a trasformare il nostro mondo. (Inform)




Puerto Plata, culla dell’italianità nella Repubblica Dominicana

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downloadEsiste una comunità di immigrati italiani e dei loro discendenti che si stabilì a Puerto Plata, Santiago, La Vega, pioniera nella fabbricazione di prodotti che, fino al loro arrivo, venivano importati. Altri erano medici, insegnanti, musicisti, alcuni hanno partecipato al complotto per giustiziare Trujillo o si sono opposti al regime.

Antonio Nicodemo Patta
Erano affascinati dalla campagna, come Antonio Nicodemo Patta, arrivato a Puerto Plata il 6 settembre 1907, in vacanza dal convento dove studiava per diventare prete. Suona il mandolino e conosce musicisti con i quali fonda il gruppo “La Estudiantina”, che si esibisce presso la rotonda del paese.

Ha fondato il “Café Trípoli” e “La Teresita”, le attività commerciali più importanti e come tali compaiono negli elenchi e nei censimenti aziendali. Introdusse a “La Teresita” la fabbricazione di bibite, e vi erano liquori pregiati” nel “Tripoli”.

Lì sposò Eleonora Rossi, madre dei suoi figli Teresa, Rosa, Vicente e Inmaculada. La signora morì e Antonio sposò per la seconda volta Antonia Lantigua. Hanno procreato María Luisa, Leonardo Antonio, Andrea, Héctor Darío, Rosialba e Ilka.

Suo figlio Darío, storico, professore universitario, fondatore del Centro Italia Settentrionale e curatore della Casa de Italia a Santo Domingo, racconta la storia di Antonio.

“La Teresita” è fallita durante la seconda guerra mondiale “perché tutti gli input e i prodotti provenivano dall’Italia”, dice. Antonio emigrò a Santiago nel 1945 e aprì una caffetteria, “La gran Parada”. Ha ricevuto offerte da Pepsicola e dal dittatore Anastasio Somoza per acquistare la fabbrica di bibite, ma era troppo tardi.

Nicodemo era anti-Trujillo e influenzò suo figlio Vicente Andrés che partecipò al complotto per eliminare Trujillo. La sua missione era quella di bruciare i serbatoi della Esso Standard Oil quando Luis Amiama annunciò che l’atto era compiuo. Nicodemo Patta muore il 2 settembre 1970.

Niccolò Nardi. Parla il suo pronipote Umberto Nardi, italiano arrivato a Puerto Plata nel 1967 sulle orme del suo avo, studente di medicina a Napoli che venne nel 1897 e si stabilì a Joba Arriba, Gaspar Hernández, dove lo chiamavano “il guaritore” parla di questo immigrato. Si prendeva cura dei malati, anche se senza laurearsi.

Ha curato un signore molto ricco con un problema alla gamba che i medici della capitale non erano stati in grado di diagnosticare. Trujillo lo mandò a chiamare, impressionato dalla sua abilità, ma Nardi pensò che fosse per arrestarlo per pratica illegale di medicina e si nascose. Ha continuato a risolvere problemi di salute ed è stato pagato con appezzamenti di terra. Nicola morì all’età di 103 anni, nel 1964.

Aveva sposato in Italia Magdalena Longo Nardi, madre di Pietro, Francesca, Giuseppina, Maria Immacolata. Pietro, sopravvissuto alla prima guerra mondiale, nella quale combatté, portò Giuseppina, che andò a La Vega dove suo zio Ricardo Longo, anche lui italiano.

Umberto è stato agente di viaggio, agente generale per Iberia ed è produttore di cioccolato “tropicale”. È stato professore presso le università O&M e UTESA.

Ha una ricca collezione sull’immigrazione italiana nel paese. Espone cataloghi, lettere, verbali, libri inediti di autori italiani come Luciano Tossut, che nel 1964 si fece avanti per proporre “tutto ciò che Puerto Plata è oggi”.

Nato il 2 gennaio 1951, figlio di María Rosa Espósito e Giuseppe Nicola Nardi, è sposato con Doris García Lizardo, madre di Roselí, Giuny e Marisol.

Vincenzo Anzelotti Consentino. Arrivò nel 1891 e rimase a Puerto Plata. Poi si stabilì a Santiago come venditore ambulante. Successivamente ha installato “La Italiana”, un’azienda di tessuti e forniture. “Portava cappelli di feltro, importava olio d’oliva e olive”, racconta il pronipote Marlon Anzellotti, che fallì nel 1914 quando ebbe luogo il “Sitio de Santiago”. Andò a Navarrete a vendere merce.

Sposò Candelaria Contín e da loro procrearono Italia, America, Patria, Roma, Vicente e Rinaldo. “Le femmine si dedicavano alla professione d’insegnante”. Vincenzo morì nel 1956. Lasciò un figlio in Italia, Pasquale, con discendenza in Calabria.

Nardi cita storie, contributi, inoltre, Carlos e Antonio Oliva, Manuel Divanna, Silverio Capobianco, Guido Nardi, i dottori Grisolía, Cantisano e Silvio Senise, Balter Taparro, gli Ariosto, i Martisano… poi il sacerdote Luca Burato, ex parroco di La Altagracia, zona coloniale, e ora Jesús Maestro.

Strade

La Italia, di Santiago, è stata un’idea di Giuseppe Zanón, imprenditore italiano, ed è stata richiesta dal Centro Nord Italia. Quella di Puerto Plata è stata un’iniziativa di Aldo Costa, l’italiano fondatore del Museo dell’Ambra.

da Hoy Digital




Argentina. Gli italiani di Paraná celebrano Sant’Agata

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7prestiSi è celebrata domenica scorsa, 5 febbraio, nella Cattedrale di Paraná, in Argentina, la Santa Messa in onore di Sant’Agata, la Protettrice di Catania.
L’evento è stato organizzato da un gruppo della comunità italiana locale, in particolare siciliana, con due donne alla testa, Olga Chicco e María Rosa Vaccalluzzo.
Ogni anno, alla manifestazione si aggiungono sempre più persone appartenenti alla comunità italiana. La Chiesa quest’anno infatti era piena. La bandiera argentina e quella italiana, con la bandiera della provincia di Entre Ríos e la bandiera siciliana, hanno sventolato insieme per la durata dell’omelia del parroco della Cattedrale, padre Eduardo Tanger. Molte persone si avvicinano a questa celebrazione perché è la Protettrice dell’infermiere e delle donne che soffrono di cancro al seno. Al termine si è intonato, adattato allo spagnolo, l’inno a Sant’Agata, cantato da una solista locale, Verónica Romero, accompagnato dall’organista ufficiale della Cattedrale, Jorge Beades. (aise) 




Cordoglio per la morte di Nino Antonelli, segretario del Comitato Tricolore in Nord America

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downloadIl Comitato tricolore per gli italiani nel mondo (Ctim) esprime il suo cordoglio per la perdita di Nino Antonelli, segretario del Comitato in Nord America, e già rappresentante del Comites del Tristate ( CT, NJ e  NY).

Il presidente del Ctim e consigliere del Cgie, Vincenzo Arcobelli, ricorda in particolare l’impegno di Antonelli, “amico e militante di lungo corso”, nel mondo dell’associazionismo regionale laziale e della collettività, in particolare nel Connecticut e New York.

“Con Nino abbiamo trascorso numerosi  eventi, iniziative, ed era sempre presente a rappresentare il Ctim alla parata del Columbus Day di  New York. Era un gran punto di riferimento. Nino ci mancherà – conclude Arcobelli, esprimendo il cordoglio del Ctim a tutta la sua famiglia. (Inform)




Brasile. Il Circolo Emilia-Romagna di San Paolo invita al “Piadina Week”

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downloadAppuntamento a San Paolo con “Piadina Week in Brasile”. Il Circolo Emilia-Romagna di San Paolo invita alla manifestazione che si terrà l’8 febbraio nella megalopoli brasiliana, per celebrare il pane più conosciuto dell’Emilia-Romagna: un cibo che è diventato parte della storia e della cultura regionale. L’evento è realizzato con il contributo della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo.

Il programma si articola tra i seminari e il laboratorio di produzione delle piadine, che si svolgeranno presso Rua da Consolação, 930 – Edificio 38, 2° piano – Spazio per le Cucine Sperimentali della Facoltà di Gastronomia dell’Univ. Mackenzie, a San Paolo. Eventi con posti limitati.

Seminario dell’8 febbraio, ore 18.00 (ora locale): “Cultura gastronomica dell’Emilia-Romagna”, a cura di Gerardo Landulfo, delegato dell’Accademia Italiana della Cucina.

“Le piadine: storie, tecniche, armonizzazioni e l’arte del cibo di strada”, di Alfio Biagini, Presidente del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola, Laila Tentoni, Presidente di Casa Artusi e il Prof. Franco Mambelli, Comitato Scientifico di Casa Artusi.

Laboratorio  gastronomico il 9 febbraio , ore 18.00 (ora locale):  “Piadine con diverse possibilità di farcitura”, a cura delle famiglie emiliano-romagnole residenti a San Paolo.

Per iscrizioni e per partecipare a un sondaggio (in lingua portoghese) si veda  www.assemblea.emr.it/emilianoromagnolinelmondo/attivita/bandi-attivita/iniziative/brasile-piadina-week

Partner di progetto: Federazione italiana dei cuochi Brasile, Accademia italiana della cucina (Brasile), Casa Artusi (Italia), Consorzio di promozione e tutela della piadina romagnola Igp (Italia), Floorescâmara ítalo-brasileira de comércio, indústria e agricultura (Brasile) (Inform)




Carlos Morra, l’italiano che trasformò Buenos Aires

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downloadNel centro di Buenos Aires c’è una forte impronta architettonica italiana ed europea, parte integrante dell’identità culturale e sociale della capitale argentina, lasciata in parte dal prestigioso architetto e ingegnere militare italiano Carlos Morra Manhes, marchese di Monterocchetta.

A documentare questa eredita è il quotidiano argentino ‘La Nacion’, con un reportage dedicato a un enorme complesso edile di grande valore patrimoniale, che pochi conoscono, sito nel quartiere della Recoleta Al numero 1600 di Azcuènaga, un’insegna indica il Colegio Misericordia, ma dietro le mura che circondano l’isolato ci sono anche tre enti di beneficenza: la Casa di Cura, la Casa delle Ragazze e una Residenza Universitaria. È una piccola città di 6 mila mq coperti dove circolano quotidianamente circa 500 persone, tra dipendenti e quanti abitano il luogo creato dalla Società della Misericordia, un ente nato 150 anni fa, una delle associazioni più attive e benefiche del Paese.

Il monumentale edificio è stato progettato a fine ‘800 proprio dall’architetto Morra, che lo disegnò ad honorem, famoso tra l’altro per la costruzione di diverse “scuole di palazzo”, contribuendo alla trasformazione del paesaggio urbano di Buenos Aires assieme ad altri colleghi tra cui Juan Antonio Buschiazzo e Francesco Tamburini, come lui italiani.

Morra, nobile nato nel 1854 in provincia di Benevento, formatosi all’Accademia reale di Torino e alla Scuola di applicazione dell’artiglieria e ingegneria, si trasferì in Argentina nel 1881 dove ha lavorato come architetto al Consiglio nazionale dell’Istruzione e divenne direttore dell’ufficio tecnico del ministero delle Opere pubbliche della nazione. Negli anni 1880, sotto la presidenza di Julio Argentino Roca, firmò diversi progetti di scuole, veri e propri edifici monumentali, tra cui quella chiamata Presidente Roca, la Escuela Doctor Onesimo Leguizamon, la scuola normale superiore numero 9 Domingo Faustino Sarmiento.

Morra è stato anche uno degli ideatori dell’edificio della Lotteria nazionale, della Biblioteca nazionale sita in Mexico Street, la Nation Bank e la Federal Tire. Si trattava di edifici dagli stili architettonici direttamente importati dall’Europa, sia quello italianizzante che il neoclassicismo francese e tedesco oltre a quello caratteristico dei ‘Beaux Arts.

doloadIl 14 settembre 1872 nasce l’opera della Misericordia quando un gruppo di Buenos Aires decide di unirsi per creare un grande asilo per aiutare le famiglie indigenti, dando lavoro e istruzione ai propri figli. Dopo aver occupato altre proprietà, il sindaco Torcuato de Alvear ha concesso loro un terreno tra le vie Azcuénaga, Peña, Larrea e Pacheco de Melo, consegnato a titolo di proprietà in perpetuo per asilo. Fiore all’occhiello dell’attività architettonica di Morra a Buenos Aires è stato appunto il complesso della Recoleta, la cui direzione dei lavori è stata affidata a un altro collega italiano, Francesco Pinaroli.

L’intero progetto ha preso il via nel 1884 per concludersi tre anni dopo, con fondi provenienti dalla beneficenza pubblica e dal governo nazionale del presidente Miguel Juárez Celman. In partenza sul sito è stata costruita una Casa per ragazze, successivamente un orfanotrofio, una casa universitaria, una casa per anziani oltre a una cappella in stile neogotico. All’interno di questo complesso architettonico, la cappella con linee sobrie ed eleganti e grandi finestre ogivali  è un collegamento tra lo spazio quasi nascosto dell’Hogar de Niñas e l’esterno del quartiere. Una costruzione a tappe cominciata nel 1890 quando i membri dell’opera della Misericordia decisero d’istituire una scuola per ragazze esterne di famiglia con disponibilità finanziarie che aiutassero a sostenere entrambe le opere, prendendo poi il nome di Colegio Nuestra Señora de la Misericordia con l’inaugurazione nel 1900 di un nuovo edificio, costruito dagli architetti Duncan e Clerici. Nel 1896 è stato poi aperto il primo padiglione per le anziane a basso reddito, che oggi si chiama Casa de Ancianas. I piani sono stati realizzati dall’ingegnere belga Julio Dormal, autore del Palazzo Ortiz Basualdo, del Ministero del Governo della Provincia di Buenos Aires e uno degli architetti del Congresso della Nazione Argentina e del Teatro Colón. Nel 1927 è stato invece inaugurato un nuovo padiglione denominato Casa di Pensione Studenti Universitari, che funziona ancora oggi accogliendo giovani da tutto il Paese.

Nel corso degli anni hanno visto la luce molti altri padiglioni e, nel 1979, sotto la presidenza di Riglos de Gowland, l’ultimo è stato abilitato. Oggi 750 ragazzi e ragazze vengono educati alla Misericordia e il complesso ospita l’unico convitto femminile rimasto in città, un edificio ottagonale, all’insegna della calma e dell’eleganza, dove spicca un grande patio centrale alberato, un’oasi in mezzo ai rumori della città. “Da allora e fino a oggi è diventato sempre più difficile per noi mantenere e conservare questi edifici secolari. Facciamo l’impossibile per superare le grandi difficoltà economiche che stiamo attraversando senza alcun tipo di sostegno statale o governativo. Siamo 100 volontari e 250 impiegati che fanno tutto con tanto amore” ha testimoniato a ‘La Nacion’ Angélica Riglos de Gowland, presidente della Ladies of Mercy Society. Più di 160 ragazze frequentano la Casa. Sono alunni dal lunedì al venerdì e nei fine settimana tornano a casa. L’età va dai 4 ai 14 anni e provengono dai quartieri poveri della città e dalla periferia di Buenos Aires.

Vengono offerti laboratori d’istruzione iniziale e primaria, attività sportive e artistiche”, hanno spiegato dal Consiglio di amministrazione. Nella Casa di Cura invece continuano a essere accolte donne anziane con situazioni economiche delicate e ad alta vulnerabilità.

Possono entrare a partire dai 60 anni, pagano il 70% della pensione ed è condizione che siano autosufficienti. Vi risiedono in tutto 65 donne che hanno stanze singole e possono portare anche i loro mobili. Per coprire la grande quantità di spese legate alle opere di beneficenza, i volontari hanno creato l’attività Flox negli anni ’90, nello stesso isolato: una casa che vende regali e oggetti decorativi. Hanno anche allestito l’OGA Misericordia Vintage Fair dove vestiti e oggetti usati di ogni genere vengono regolarmente venduti nel cortile interno della scuola, ma ancora non basta per mettere al sicuro l’intero complesso.

agi.it