Costa Rica: missione dell’Ambasciata a Tamarindo

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costa rica playa tamarindo and rivermouth 2007 aerial photograph tamarindowiki 01Si svolgerà i prossimi 6 e 7 maggio la nuova missione del personale dell’Ambasciata d’Italia (Pop-up Embassy – Ambasciata itinerante) nella città di Tamarindo, in Costa Rica.
Nel corso delle due giornate, ha spiegato l’Ambasciata, saranno erogati alcuni servizi consolari: si potranno rilevare le impronte per i passaporti dei connazionali, rilasciare atti notarili e richiedere trascrizioni di atti di stato civile.
Gli appuntamenti con i membri della missione si possono prenotare solamente via e-mail all’indirizzo consolare.sanjose@esteri.it, indicando il nome e cognome del richiedente. L’Ambasciata contatterà poi gli interessati via e-mail per fissare un appuntamento. (aise) 




CGIE, italiani all’estero al centro: più voto sicuro e servizi migliori

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palazzo della farnesinaRafforzare il legame tra l’Italia e i suoi cittadini nel mondo, rendendo gli italiani all’estero sempre più protagonisti. È questo il messaggio principale emerso dalla recente riunione del Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), svoltasi alla Farnesina a fine marzo.

L’incontro rappresenta un passaggio preparatorio importante in vista dell’Assemblea plenaria prevista a maggio, dove le priorità discusse dovranno tradursi in azioni concrete.

Tra i temi centrali c’è quello della partecipazione democratica. Il CGIE punta a rendere il voto degli italiani all’estero più sicuro e trasparente, soprattutto dopo le criticità emerse nelle recenti consultazioni.

Il contesto internazionale, sempre più instabile, rende infatti più complessa l’organizzazione del voto per corrispondenza. Per questo si lavora a soluzioni che possano aumentare la fiducia dei cittadini e incentivare una maggiore partecipazione.

In vista delle elezioni dei Com.It.Es. previste entro il 2026, l’obiettivo è anche quello di semplificare le procedure, migliorare l’informazione e contrastare l’astensionismo.

Un altro punto chiave riguarda il miglioramento dei servizi consolari, spesso al centro delle critiche delle comunità italiane all’estero.

Si punta in particolare a rendere più efficiente la piattaforma digitale Fast-It, ormai fondamentale per la gestione delle pratiche, e a ridurre i ritardi burocratici, come quelli legati alla trascrizione degli atti di stato civile in Italia.

L’obiettivo è chiaro: offrire servizi più rapidi, moderni e vicini alle esigenze reali dei cittadini.

Nel corso dei lavori è stato dato spazio anche ai temi della cittadinanza e della promozione della lingua e cultura italiana nel mondo.

In particolare, la diffusione dell’italiano all’estero viene vista come uno strumento strategico per mantenere vivo il legame con le nuove generazioni di italiani e oriundi.

Il CGIE ha ribadito con forza un concetto ormai sempre più evidente: gli italiani all’estero non sono una realtà marginale, ma una componente fondamentale del sistema Paese.

Per questo si rafforza anche la collaborazione con istituzioni ed enti per studiare e valorizzare il contributo economico e sociale delle comunità italiane nel mondo, con l’obiettivo di orientare meglio le politiche future.

La riunione alla Farnesina segna quindi una tappa importante: dalle discussioni si passerà presto alle proposte operative.

La sfida è ambiziosa ma chiara: costruire un sistema più efficiente, partecipato e moderno, in cui gli italiani all’estero possano avere un ruolo sempre più attivo e riconosciuto.




Senato: dibattito sugli incentivi fiscali per il rientro in Italia dei pensionati da Paesi non UE.

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palazzo madama1 e1593957143530 615x223Prosegue alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato l’esame del provvedimento n. 1495 Matera e Anna Maria Fallucchi “Incentivi fiscali per il rientro in Italia dei pensionati che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi non appartenenti all’Unione europea a piccoli comuni inclusi nelle aree individuate dalla Strategia nazionale per le aree interne” . La Commissione ha affiancato a questo disegno di legge quello della senatrice Tilde Minasi n. 1830: “Disposizioni in materia di incentivi fiscali per i titolari di redditi da pensione di fonte estera e per i lavoratori impatriati che trasferiscono la residenza fiscale nei piccoli comuni del Mezzogiorno”. Il relatore Filippo Melchiorre (FdI) ha spiegato come l’articolo 1 del disegno di legge 1830 intervenga sul testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introducendo una modifica all’articolo 24-ter, che disciplina il regime opzionale di imposizione sostitutiva per i titolari di redditi da pensione di…




Arrestato un italiano prigioniero dell’esercito ucraino: era ricercato per abusi su una bimba

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cenni con bambina 1024x576“Buonasera, sono Giovanni e sono italiano”: con queste parole si era presentato sui social come l’italiano prigioniero di guerra in Ucraina. Del suo caso si era parlato un anno fa, quando era stato catturato dalle forze ucraine, tra il 7 e l’8 gennaio 2025, nella regione di Lugansk. I suoi video-appelli avevano fatto il giro dei social e sono invece serviti per identificarlo.

LA CONDANNA NEL 2022 PER ABUSI SU UNA BIMBA DI 7 ANNI

Così ieri sera, mercoledì 25 marzo, all’aeroporto di Fiumicino, al suo arrivo dall’Ucraina, è stato arrestato Gianni Cenni, 52enne pizzaiolo di origini napoletane, responsabile di violenza sessuale aggravata e irreperibile dal dicembre 2022. Era stato condannato 4 anni fa per abusi su una bambina di 7 anni, nipote di una sua ex compagna, ma aveva fatto perdere le sue tracce.

IN FINLANDIA, POI A FORMENTERA E INFINE IN RUSSIA: LA FUGA ALL’ESTERO

Nel corso delle attività investigative è stato documentato che l’uomo ha trovato dapprima rifugio in Finlandia e successivamente in Spagna, dove aveva rilevato una pizzeria all’insegna “Via Napoli” a Formentera del Segura. A gennaio 2025, le indagini hanno consentito di localizzare Cenni in Ucraina. Il pizzaiolo è stato riconosciuto in un video diffuso dall’esercito ucraino in cui dice: “Buonasera, sono Giovanni, sono italiano”.

LA CATTURA IN DONBASS

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno attivato quindi il Servizio di cooperazione internazionale di Polizia che ha appurato che l’uomo, sposatosi con una cittadina russa, nel gennaio del 2025 è stato catturato dall’esercito ucraino in Donbass, poiché si era arruolato con le forze di occupazione russe ed era stato fatto prigioniero dall’esercito ucraino. Cenni è poi stato ricoverato in un ospedale di Kharkiv (Ucraina) dal quale è stato trasferito in una struttura di reclusione per prigionieri di guerra prima di giungere in Italia. Prima di diventare un combattente, lavorava in Russia, nella città di Samara, sempre come pizzaiolo, presso il ristorante italiano “Anima”.

L’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli, è stato eseguito nell’ambito di attività d’indagine svolta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, con l’ausilio del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e, in fase esecutiva, coadiuvati dall’Ufficio di Polizia di Frontiera area di Roma-Fiumicino.

(video credit: orizzoneoccidente/tik tok)

dire.it

 




Brasile. Antônio Prado celebra le sue radici italiane con il Vino in Piazza e rafforza i legami storici con l’Italia

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0Festa in piazza e nuova identità visiva traducono la tradizione e rafforzano l’identità culturale

Nel sud del Brasile, dove migliaia di famiglie italiane trovarono una nuova casa alla fine del XIX secolo, la città di Antônio Prado mantiene vivo il legame con la terra d’origine. Riconosciuta come la città più italiana del Paese e certificata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite come uno dei Migliori Villaggi Turistici del Mondo, il comune, insieme all’Associazione di Enoturismo e Vitivinicoltura delle Valli (Assenoviti), ha promosso un’altra edizione del Vino in Piazza, nella storica Piazza Garibaldi, uno spazio che evoca la memoria e l’identità degli immigrati.

Svoltosi in uno dei complessi architettonici meglio conservati di case costruite dai primi italiani in Brasile, l’evento ha trasformato il centro storico in un vero incontro tra passato e presente. Oltre seimila persone hanno degustato vini e spumanti di 12 cantine della regione e assaporato piatti tipici e prodotti artigianali che riflettono la tradizione gastronomica ereditata dall’Italia. Il programma ha incluso musica tipica italiana e interventi culturali che rafforzano il senso di appartenenza e mantengono viva questa eredità.

vino in piazza julia valmorbidaSecondo il sindaco Roberto Dalle Molle, il Vino in Piazza celebra le radici e movimenta l’economia della città. “Ogni calice di vino, ogni piatto servito e ogni prodotto artigianale raccontano la storia di dedizione delle nostre famiglie. Eventi come questo dinamizzano il turismo e rafforzano Antônio Prado come destinazione di riferimento internazionale”, ha sottolineato.

ciclistas venezianos carlos henrique cardosoCon l’obiettivo di tradurre in modo sensoriale e contemporaneo l’italianità, l’ospitalità e la ricchezza culturale, il comune ha compiuto un nuovo passo nel rafforzamento del turismo lanciando il suo nuovo marchio turistico, sviluppato in collaborazione con il Sebrae. Il marchio fa parte di una strategia più ampia di valorizzazione dell’identità, che connette tradizione e innovazione.

Il marchio riunisce elementi che dialogano con l’essenza di Antônio Prado. La sua struttura richiama la forma di una casa, simbolo dell’accoglienza e dell’architettura tipica, mentre l’icona principale fa riferimento al primo edificio tutelato del comune, rafforzando l’impegno nella preservazione del patrimonio storico.

centro histórico de antônio prado rodrigo lermenLa composizione visiva combina colori ispirati alla gastronomia, come il giallo della polenta e il bordeaux del vino, collegando memoria, natura e stile di vita. Un altro elemento distintivo è la sua applicazione multilingue, con espressioni in portoghese, inglese e talian, che evidenziano il carattere turistico e multiculturale della città. “Il nuovo marchio rappresenta un momento di crescita e proiezione. Siamo pronti ad accogliere persone dal Brasile e dal mondo interessate a conoscere le ricchezze della cultura italo-brasiliana nella città più italiana del Paese”, ha aggiunto Dalle Molle.

lançamento selo antônio prado edivan rosaInoltre, una delegazione di nove ciclisti di Schiavon, nella regione del Veneto, ha partecipato a una prova di cicloturismo che unisce sport, cultura e integrazione internazionale. L’attività ha previsto un percorso di 36 chilometri tra punti strategici dell’entroterra, come il Molino Ghinzelli e le cascate della centrale elettrica di Borgo Forte.

L’iniziativa, organizzata dal Comune di Antônio Prado, dall’Agenzia per lo Sviluppo del Patrimonio Culturale e Naturale di Antônio Prado (ADESP), dal Pedal Tri Bike e dal Celeiro De Rossi, ha attraversato anche la località di Linha 21 de Abril, concludendosi nel centro storico.

Turismo in espansione

L’insieme di azioni, eventi e il riconoscimento internazionale si sono riflessi direttamente nel flusso turistico del comune. Nel 2025, Antônio Prado ha registrato un aumento del 147,8% nel numero di visitatori rispetto al 2024.

Sono stati 29,5 mila visitatori nel 2024, contro 73,1 mila nel 2025 – un incremento di 43,6 mila persone, un numero che rappresenta più di tre volte la popolazione del comune. I dati evidenziano la forza del turismo come motore di sviluppo economico, generazione di reddito e valorizzazione culturale.

Gustavo Rech

CREDITI DELLE FOTO:

Vino in Piazza: Julia Valmorbida

Nuovo marchio turistico: Edivan Rosa

Città di Antônio Prado: Rodrigo Lermen Nove ciclisti di Schiavon: Carlos Henrique Cardoso




Referendum: Vittoria del NO: un rischio per la stabilità politica e sociale

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referendum1Riceviamo e pubblichiamo.

Il referendum del 23 e 24 marzo 2026 ha rappresentato una svolta drammatica e controversa nella storia politica italiana, con un risultato che ha profondamente scosso le fondamenta della nostra nazione. I cittadini italiani sono stati chiamati a pronunciarsi su questioni cruciali per il futuro del paese, e il risultato finale ha visto la vittoria del NO, grazie soprattutto alla mobilitazione dei giovani che, da tempo, sono scesi in piazza in tutta Italia per contestare il governo e le forze dell’ordine. Inoltre, non dobbiamo dimenticare la partecipazione di magistrati come Gratteri, che hanno fatto campagna elettorale a favore del NO, comportamento intollerabile in quanto i magistrati devono mantenere una posizione super partes.

I giovani, spesso considerati apatici o disinteressati alla politica, sono stati svegliati dal letargo in cui erano caduti e hanno deciso di dare un senso alla loro vita attraverso la partecipazione attiva. Grazie ai collettivi di sinistra e ai centri sociali, hanno trovato la motivazione per scendere in strada, formare gruppi e raggiungere i seggi per esprimere il proprio dissenso. La loro presenza massiccia è stata il cuore pulsante della vittoria del fronte del NO.

Il risultato elettorale, quindi, può essere interpretato come una vittoria dell’(in)giustizia, una vittoria di coloro che si oppongono a un sistema che, secondo molti, sarebbe schierato a favore di una migrazione incontrollata e di politiche che minaccerebbero la nostra identità culturale e la sicurezza nazionale

D’altro canto, è doveroso sottolineare come gli italiani all’estero si siano schierati in modo decisamente diverso, votando in maggioranza a favore del SI. Questi italiani, spesso più legati alle tradizioni e alla sicurezza della nostra nazione, si sono dimostrati i veri paladini dell’Italia, consapevoli dei rischi che un’immigrazione selvaggia e l’infiltrazione dell’Islam potrebbero comportare per il nostro futuro. La loro scelta rappresenta un chiaro appello alla difesa e alla conservazione delle radici che ci sono state tramandate.

L’intera vicenda solleva interrogativi inquietanti sul futuro della nostra civiltà. In un’epoca in cui si parla di integrazione e multiculturalismo, il rischio di perdere la nostra identità appare più reale che mai. Ricordiamo figure storiche come Carlo Martello, che nel 732 fermò l’avanzata musulmana in Europa, e ci chiediamo se oggi un’altra figura come il generale Vannacci possa essere chiamata a svolgere un ruolo simile per difendere l’Italia e l’Europa da minacce di natura ideologica e culturale.

Se non si troverà un modo per difendere la nostra civiltà, rischiamo di vederla svanire nel nulla, schiacciata da politiche sbagliate e da alleanze pericolose. La speranza è che qualcuno, con il coraggio e la determinazione di grandi uomini del passato, si faccia avanti per evitare che il nostro patrimonio culturale e la nostra identità scompaiano per sempre. Se ciò non avverrà, il prezzo da pagare sarà altissimo e le conseguenze irreversibili. La partita è ancora aperta, ma il tempo per agire si sta rapidamente esaurendo. La sinistra e i loro alleati cantano ora vittoria, ma tutto ciò si ripercuoterà contro di loro, perché hanno rafforzato il potere dei magistrati, i veri padroni in negativo dell’Italia.

Anna Esposito- Zurigo




Italiani all’estero e guerra: l’emergenza rientra, ma non è ancora finita

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middle east flight cancellations chaos 2026.jpg 1200x675Dopo i giorni di massima tensione seguiti all’escalation in Medio Oriente, la situazione degli italiani bloccati all’estero sta progressivamente tornando sotto controllo. Ma parlare di emergenza completamente risolta sarebbe, oggi, prematuro.

Nelle ore immediatamente successive all’inizio del conflitto, la chiusura di ampi spazi aerei tra Iran, Golfo Persico e aree limitrofe ha avuto un effetto domino sul traffico internazionale. Migliaia di viaggiatori italiani si sono ritrovati bloccati, soprattutto nei grandi hub come Dubai, Doha e Abu Dhabi, punti nevralgici per i collegamenti tra Europa, Asia e Oceania.

Aeroporti congestionati, voli cancellati, costi alle stelle e informazioni spesso frammentarie hanno trasformato un viaggio in un percorso a ostacoli. La Farnesina è intervenuta attivando una task force dedicata, con l’obiettivo di assistere i connazionali e coordinare i rientri.

Nel giro di pochi giorni, grazie alla riapertura graduale di alcune rotte e all’organizzazione di voli straordinari, la situazione ha iniziato a sbloccarsi. Decine di migliaia di italiani sono riusciti a rientrare, spesso dopo lunghe attese o itinerari alternativi.

Determinante è stato il lavoro della rete diplomatica italiana, che ha fornito assistenza diretta, aggiornamenti costanti e supporto logistico, soprattutto nei casi più complessi.

Oggi il numero degli italiani ancora bloccati è sensibilmente ridotto, ma non azzerato. Si tratta principalmente di viaggiatori con tratte intercontinentali ancora instabili, persone in attesa di voli disponibili o economicamente accessibili, residenti nei Paesi coinvolti che, pur trovandosi in una situazione delicata, non hanno lasciato il territorio.

In Iran, ad esempio, resta una presenza limitata di cittadini italiani, per lo più stabilmente residenti, per i quali sono pronti eventuali piani di evacuazione.

La sensazione è quella di una normalità solo apparente. I collegamenti aerei stanno riprendendo, ma restano soggetti a cambiamenti improvvisi. Le compagnie continuano a modificare rotte e frequenze in base all’evoluzione della sicurezza nella regione.

In questo contesto, anche un nuovo episodio militare potrebbe riportare rapidamente la situazione al punto di partenza.

Più che il numero di italiani ancora bloccati, oggi preoccupa l’incertezza. Chi viaggia o vive in aree strategiche del Medio Oriente si trova esposto a decisioni che possono cambiare nel giro di poche ore: chiusure dello spazio aereo, restrizioni, cancellazioni.

Per questo motivo, le autorità italiane continuano a invitare alla prudenza, raccomandando di monitorare costantemente gli aggiornamenti ufficiali e di mantenere contatti con le sedi consolari.




Referendum: domani ultimo giorno per inviare le schede al Consolato

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12ref2Per gli italiani residenti all’estero è arrivato il momento decisivo: domani sarà l’ultimo giorno utile per far arrivare al Consolato il proprio voto in vista del referendum del 22 e 23 marzo 2026.

Chi vota fuori dall’Italia, infatti, non si reca alle urne ma esprime la propria scelta per corrispondenza, utilizzando il plico elettorale ricevuto a casa.

Attenzione ai tempi

Affinché il voto sia valido, la busta con la scheda deve arrivare entro la scadenza stabilita al Consolato competente. Non basta quindi spedirla oggi: è fondamentale che venga consegnata in tempo.

Le schede che arriveranno oltre il termine non potranno essere conteggiate.

Come funziona il voto dall’estero

Gli italiani iscritti all’AIRE votano automaticamente per posta, ricevendo il materiale elettorale direttamente al proprio indirizzo.

Chi non ha ricevuto il plico nei giorni scorsi poteva richiederne un duplicato al Consolato, ma ormai anche per questa possibilità i tempi sono strettissimi.

Un passaggio importante per la partecipazione

Il referendum riguarda una riforma costituzionale e rappresenta un momento importante di partecipazione democratica.

Per questo, per chi vive all’estero, rispettare le scadenze è fondamentale per far sentire la propria voce, anche a distanza.




Il MAIE rafforza la presenza in Nord America: Samuel Adamo nominato Coordinatore a Montreal

samuel adamo coordinatore maie montreal

samuel adamo coordinatore maie montrealI​l Movimento Associativo Italiani all’Estero continua a rafforzare la propria presenza nel Nord America. Con una decisione fortemente sostenuta dal Vicepresidente MAIE Vincenzo Odoguardi, è stato nominato Samuel Adamo come Coordinatore del Movimento a Montreal, Canada.

La nomina rappresenta un passo importante nel percorso di consolidamento della rete del MAIE nel continente nordamericano e mira a rafforzare il dialogo con le numerose comunità italiane presenti in Canada.

Samuel Adamo affiancherà nel lavoro di coordinamento territoriale il Coordinatore MAIE Jorge Gallo, contribuendo allo sviluppo delle attività del Movimento e alla promozione della partecipazione civica degli italiani residenti all’estero.

Un nuovo impulso per la comunità italiana in Canada

Nato a Montreal nel 1997 e di origini cosentine, Samuel Adamo è cittadino italiano iscritto all’AIRE e rappresenta una nuova generazione di italiani all’estero impegnati nel rafforzamento dei legami con l’Italia.

La sua esperienza professionale spazia dal business development alla consulenza aziendale, con attività svolte anche nel settore finanziario e delle relazioni con i clienti. Parallelamente ha sviluppato una significativa presenza nel mondo dei media e della comunicazione, lavorando come comico stand-up professionista e autore di contenuti sulla cultura della diaspora italiana, con esibizioni in diverse città tra Canada, Stati Uniti ed Europa.

Questa combinazione di competenze imprenditoriali e comunicative rappresenta un elemento importante per il rafforzamento della presenza del MAIE nel contesto nordamericano.

Obiettivi del nuovo coordinamento

Tra gli obiettivi principali del nuovo coordinatore vi è quello di:

  • rafforzare la visibilità del MAIE nel contesto nordamericano
  • creare relazioni con associazioni, imprese e realtà culturali italiane locali
  • promuovere iniziative informative sui diritti degli italiani all’estero
  • coinvolgere in modo più attivo le nuove generazioni di italiani iscritti all’AIRE

L’obiettivo è quello di consolidare il ruolo degli italiani nel mondo come risorsa strategica per la Repubblica e promuovere una partecipazione più consapevole alla vita civica e istituzionale.

Il MAIE continua a crescere nel mondo

La nomina di Samuel Adamo si inserisce nella strategia di rafforzamento della presenza del MAIE nelle principali comunità italiane all’estero, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle realtà emergenti della diaspora.

Il Movimento continua così il proprio lavoro di rappresentanza degli italiani residenti fuori dai confini nazionali, promuovendo diritti, partecipazione e collaborazione tra le comunità italiane nel mondo.




Dieci parole dominicane che gli italiani imparano subito (e spesso usano male)

the rhythm of bachata and merengue is more than music in the dominican republic its a way of

the rhythm of bachata and merengue is more than music in the dominican republic its a way ofChi arriva nella Repubblica Dominicana pensando di parlare già bene lo spagnolo scopre presto una verità: lo spagnolo dominicano è tutta un’altra cosa.

Tra accenti veloci, parole abbreviate e modi di dire coloriti, molti italiani imparano rapidamente alcune espressioni locali. Ma spesso le usano in modo un po’… creativo.

Ecco dieci parole dominicane che gli italiani imparano quasi subito.

1. “Un chin”

Probabilmente la prima parola che si impara.
Significa “un pochino”.

Esempio:
“Dame un chin de café.”
→ Dammi un po’ di caffè.

2. “Ahorita”

Teoricamente significa “fra poco”.
In pratica può voler dire tra qualche minuto… o molto più tardi.

È una parola che ha fatto perdere la pazienza a molti europei abituati alla puntualità.

3. “Guagua”

In gran parte dell’America Latina significa autobus.

Anche nella Repubblica Dominicana la guagua è il mezzo di trasporto pubblico, spesso affollato e molto economico.

4. “Concho”

Il concho è il taxi collettivo che segue percorsi fissi e carica più passeggeri lungo la strada.

Per molti stranieri è una delle esperienze più autentiche della vita quotidiana dominicana.

5. “Motoconcho”

È la versione su due ruote del concho: una motocicletta che funziona come taxi.

Per spostarsi velocemente nei quartieri o nei piccoli paesi è spesso il mezzo più usato.

6. “Vaina”

È una parola magica che può significare quasi qualsiasi cosa: oggetto, situazione, problema.

Esempio:
“Esa vaina no funciona.”
→ “Quella cosa non funziona.”

7. “Tiguere”

Indica una persona furba, sveglia, che sa cavarsela nella vita.

A volte è un complimento, altre volte no.

8. “Chévere”

Significa “fantastico”, “bello”, “ottimo”.

È una parola molto diffusa in diversi paesi caraibici.

9. “Pariguayo”

Un termine curioso che indica una persona ingenua o troppo timida, che non osa farsi avanti.

Molti stranieri all’inizio rischiano di essere considerati proprio così.

10. “Heavy”

Nel linguaggio dominicano significa “forte”, “impressionante”, “fantastico”.

Se qualcuno dice:
“La fiesta estuvo heavy”
vuol dire che la festa è stata davvero memorabile.

Quando anche gli italiani diventano un po’ dominicani

Dopo qualche anno sull’isola succede qualcosa di curioso: molti italiani iniziano a usare queste parole con naturalezza.

E così può capitare di sentire frasi come:
“Espérate un chin, voy a coger un motoconcho porque la guagua viene ahorita…”

È il segno che, lentamente, anche la lingua racconta l’incontro tra due culture.