Undici anni fa moriva Mirko Tremaglia, il padre del voto all’estero

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30tremagliaMoriva esattamente undici anni fa, il 30 dicembre del 2011, nella sua casa di Bergamo, Mirko Tremaglia. Fu il primo e unico Ministro per gli Italiani nel Mondo nonché padre del voto all’estero.
Fondatore nel 1968 dei Comitati Tricolori degli Italiani nel Mondo (Ctim), Tremaglia è stato rappresentante del Governo Berlusconi dal 2001 al 2006.
Figura storica della destra italiana, Tremaglia era decano alla Camera, il deputato, cioè, con più anzianità: eletto per la prima volta nel 1972, sedette a Montecitorio per 11 legislature consecutive.
Il suo nome resta indissolubilmente legato al voto degli italiani all’estero, suo cavallo di battaglia che diventa legge nel 2001.
Durante il suo mandato da Ministro, istituì la “Giornata del Sacrificio del lavoro italiano nel mondo” che viene celebrata l’8 agosto in memoria dei caduti a Marcinelle. (aise) 




Una mobilità malata: le partenze all’estero senza ritorno dei giovani italiani

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cervelliinfuga emigrazione italianinelmondo viaggi“Il percorso migratorio normalmente è fatto di partenze e ritorni, ma il problema in Italia è che i giovani non tornano”. È la sintesi con cui monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, ha concluso, l’8 novembre a Roma, la presentazione del Rapporto italiani nel mondo 2022, la pubblicazione annuale che fotografa la situazione della nuova mobilità nel nostro Paese. Una considerazione, quella del direttore della Migrantes, che si lega alla riflessione del vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino, il quale ha sottolineato come dal Rapporto emerga una “mobilità malata” perché “caratterizzata dalla necessità e unidirezionale””. Questo l’articolo pubblicato nei giorni scorsi dalla rivista “Bellunesi nel Mondo”, dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.
“Da qui l’appello: “I giovani stanno andando via per motivi di lavoro e di studio e non tornano più. Questo significa che dobbiamo creare le condizioni per un lavoro bello, pulito e solidale”. Temi emersi anche nel messaggio portato alla presentazione dal Capo dello Stato Sergio Mattarella: “Il nostro Paese, che ha una lunga storia di emigrazione, deve aprire una adeguata riflessione sulle cause di questo fenomeno e sulle possibili opportunità che la Repubblica ha il compito di offrire ai cittadini che intendono rimanere a vivere o desiderano tornare in Italia”.
Il Presidente ha richiamato quindi l’attenzione sulla necessità di “tutelare e promuovere gli italiani fuori dai confini nazionali” e di sostenere “quelli che desiderano tornare nel nostro Paese, per contribuire alla sua crescita recando la propria esperienza, e le proprie capacità”.
L’emigrazione supera l’immigrazione
Le statistiche presenti nel Rapporto, infatti, mettono chiaramente in luce come il problema dell’Italia, quando si parla di migrazioni, sia quello delle partenze e non degli arrivi. Innanzitutto – e parliamo al presente – perché gli iscritti all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, a cui vanno aggiunti coloro che espatriano per progetti di studio e formazione e quindi non hanno obbligo di registrazione, e quanti sono in situazione di irregolarità perché non registrati all’Anagrafe) hanno superato la popolazione di stranieri regolarmente residenti sul territorio nazionale: gli immigrati (quasi 5,2 milioni di persone) rappresentano l’8,8% della popolazione in Italia, gli emigrati (oltre 5,8 milioni) sono il 9,8%. In secondo luogo – e qui ci si proietta nel futuro – perché anche per i giovani immigrati le prospettive a medio-lungo termine guardano fuori dai confini nazionali: “Il 59% degli alunni stranieri delle scuole secondarie vorrebbe da grande spostarsi all’estero, un dato molto più alto rispetto ai loro compagni italiani (42%)”. L’Italia appare pertanto una realtà poco attrattiva, che da un lato ha grandi difficoltà a trattenere i giovani – sia italiani che stranieri – sul proprio territorio (il 59,5% degli iscritti all’Aire ha tra 0 e 49 anni), dall’altro non è in grado di offrire le condizioni necessarie a un rientro di chi se n’è andato. E così la mobilità cresce: dal 2006 al 2022 l’incremento dell’Aire è stato dell’86,9% in generale, del 44,6% per la specifica motivazione “espatrio” (quella che potremmo definire l’emigrazione vera e propria). Cresce a un ritmo di oltre 112mila nuove partenze ogni anno (media delle nuove iscrizioni Aire per “espatrio” tra il 2014 e il 2022), in parte rallentate dalla pandemia che, evidenzia il Rapporto, “Ha impattato sul numero degli spostamenti dei nostri connazionali, riducendoli drasticamente e trasformando, ancora una volta, le loro caratteristiche”. Nell’ultimo anno sono comunque stati 83.781 gli iscritti Aire con la motivazione “espatrio”. Di chi si tratta?
I nuovi emigranti
Si tratta prevalentemente di maschi (il 54,7% del totale), di giovani (il 41,6% ha tra i 18 e i 34 anni) o giovani adulti (il 23,9% ha tra i 35 e i 49 anni), di persone non sposate (66,8%) e provenienti dalle regioni settentrionali (53,7% contro il 46,3% del Centro-Sud), in particolare dalla Lombardia (19,0% sul totale) e dal Veneto (11,7%), prime due regioni in assoluto già da diversi anni. Anche se – rileva il report – “dei quasi 16 mila lombardi e dei circa 10 mila veneti (partiti, Ndr) molti sono, in realtà, i protagonisti di un secondo percorso migratorio che li ha portati dapprima dal Sud al Nord del Paese e poi dal Settentrione all’oltreconfine”.
Per quanto riguarda le destinazioni, la gran parte si è diretta in Europa (78,6%). A grande distanza gli spostamenti verso l’America (14,7%, di cui il 61,4% nell’America del Sud), l’Asia, l’Africa e l’Oceania (complessivamente 6,7%). 183 i Paesi di approdo: 48 nel Vecchio Continente, 47 in Africa, 44 in Asia, 38 in America e 6 in Oceania. La meta più gettonata è stata il Regno Unito (19.275 iscrizioni Aire, il 23,0% del totale degli espatriati tra gennaio e dicembre 2021), seguita da Germania (11.765, 14,0%), Francia (9.447, 11,3%), Svizzera (7.444, 8,9%) e Spagna (4.853, 5,8%). Frenate, nel 2021, le partenze di anziani, famiglie e minori.
Uno sguardo complessivo
Oltre a chi si è registrato per “espatrio”, lo scorso anno sono stati incasellati nell’Aire per motivazioni diverse (principalmente per “nascita all’estero da genitori italiani” e per “acquisizione di cittadinanza”) anche altri 111.685 soggetti, portando complessivamente a 195.466 il numero di nuovi iscritti nell’arco del 2021 e a 5.806.068 il numero totale degli italiani ufficialmente residenti fuori dai confini nazionali. Oltre la metà (il 50,3%) è all’estero da più di quindici anni, meno di un quarto (19,7%) quelli che sono via da meno di cinque anni. Osservando le fasce di età, il RIM rileva che i minori iscritti all’Aire sono il 14,5%. Gli over 65 sono il 21% (di cui l’11,4% ha più di 75 anni). In mezzo a queste due categorie, il 21,8% ha tra i 18 e i 34 anni, il 23,2% ha tra i 35 e i 49 anni, il 19,5% tra i 50 e i 64. Sul fronte dei territori di origine, il dato complessivo vede spiccare il Meridione e le Isole (47,0%) rispetto al Nord (37,2%) e al Centro (15,7%). Confermata, anche se con percentuali più contenute rispetto alle cifre relative alle partenze nel solo ultimo anno, la presenza principalmente europea (54,9%) e poi americana (39,8%), soprattutto nella parte centro-meridionale del continente. Le comunità più numerose si trovano in Argentina (903.081 persone, il 15,6% del totale), in Germania (813.650, 14,0%), in Svizzera (648.320, 11,2%), in Brasile (527.901, 9,1%) e in Francia (457.138, 7,9%).
La provincia di Belluno
56.965 gli iscritti bellunesi al 1° gennaio 2022, 1.582 in più rispetto all’anno precedente. Più della metà (il 52%) è iscritto “per nascita”. Il 12,3% ha tra 0 e 17 anni, il 21,2% tra 18 e 34 anni, il 23,0% tra 35 e 49 anni, il 20,3% tra 50 e 64 e il 23,0% ha dai 65 anni in su.
Misurando il dato degli iscritti rispetto alla popolazione residente in provincia (198.518 persone, dato Istat), gli Aire incidono per il 28,7%, il valore di gran lunga più alto in Veneto, se si pensa che al secondo posto c’è Treviso con il 16,3%. Interessante, proprio riguardo al rapporto iscritti Aire-residenti, il fatto che nella classifica dei cinquanta comuni tra 100mila e 10mila abitanti con il più elevato tasso di incidenza degli espatriati sulla popolazione, il primo territorio del Nord Italia – nono assoluto, dietro a sette comuni siciliani e a uno calabrese – sia proprio una realtà del Bellunese: Borgo Valbelluna, che conta 5.041 iscritti Aire e 13.441 residenti, con un’incidenza che è dunque del 37,5%. In graduatoria, quarantatreesimo, anche Sedico, con un’incidenza del 23,3%. Se si parla invece di comuni con meno di 10mila abitanti, all’undicesimo posto a livello nazionale c’è Soverzene, dove gli Aire sono 882 e i residenti 364 (incidenza al 242,3%).
Soverzene guida la classifica a livello veneto. Classifica che nelle prime venticinque posizioni conta ben tredici comuni bellunesi: oltre appunto a Soverzene, ci sono Arsiè, terzo (126,1%), Vallada Agordina, quinta (99,4%), Fonzaso, sesto (90,0%), Lamon, settimo (89,1%), Cibiana di Cadore, nona (78,7%), Gosaldo, undicesimo (71,3%), Seren del Grappa, dodicesimo (70,9%), Val di Zoldo, sedicesima (60,9%), Longarone, diciottesimo (57,3%), Sovramonte, diciannovesimo (57,3%), Cesiomaggiore, ventiduesimo (49,2%), e San Gregorio nelle Alpi, ventitreesimo (48,6%)”. (aise)




Il Museo dell’Emigrazione Italiana è online

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nuovo sito museo emigrazione genova mei image 478x223Sul sito www.museomei.it tutte le informazioni e le testimonianze patrimonio del MEI. Sindaco Bucci : “Importante capire cosa volesse dire per noi italiani emigrare all’estero, con che spirito si partiva, quali aspettative avevano queste persone e la realtà complessa che spesso si trovavano davanti”

GENOVA –  E’ online  il nuovo sito internet del MEI Museo dell’Emigrazione Italiana –  www.museomei.it – realizzato da Liguria Digitale per conto del Comune di Genova.

Il Digital MEI, questo il nome del progetto realizzato, rientra nel più ampio programma di digitalizzazione dei musei genovesi, in particolare di Palazzo Rosso, Museo dell’Emigrazione Italiana e Museo di Storia Naturale, reso possibile grazie all’importante contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo, da sempre attenta alle identità culturali dei territori e che per l’occasione ha messo a disposizione dell’amministrazione comunale 900 mila euro.

“La nascita del Digital MEI – commenta il sindaco di Genova Marco Bucci – rappresenta una nuova straordinaria opportunità di crescita per il Museo dell’Emigrazione Italiana. Da oggi tutti potranno scoprire le storie e le bellezze del museo da ogni parte del mondo con un semplice click. È importante capire cosa volesse dire per noi italiani emigrare all’estero, con che spirito si partiva, quali aspettative avevano queste persone e la realtà complessa che spesso si trovavano davanti: tutto questo è trasmesso dal percorso espositivo inaugurato pochi mesi fa a Genova. Un patrimonio che oggi sbarca anche online e che, ne sono certo, potrà migliorare ulteriormente l’offerta culturale del museo oltre ad arricchire l’esperienza di ogni singolo visitatore”.

Grazie a un’interfaccia semplice e intuitiva e a tanti contenuti innovativi, il sito si propone non come una semplice vetrina del Museo ma punta a configurarsi come un concreto supporto ai visitatori, siano essi reali o virtuali, e come uno strumento in grado di agevolare il lavoro di ricerca, di raccolta e di messa in rete e interscambio di tutte quelle informazioni e testimonianze che rappresentano il grande patrimonio del MEI. Sul nuovo sito, l’utente può trovare tutte le informazioni utili a programmare al meglio la propria visita (orari di apertura, indicazioni logistiche, possibilità di acquisto online della Museum Card), arrivando anche a poter esplorare in anteprima il percorso espositivo, attraverso una sezione che descrive e illustra le 16 aree tematiche in cui il Museo è suddiviso, con le 70 postazioni multimediali, i 25 proiettori laser e ben 1.300 immagini, distribuite sui 2.800 metri quadrati disposti su 3 piani.

Attraverso il nuovo sito, il visitatore avrà anche a disposizione due sezioni di contenuti divulgativi. Una di esse è dedicata alla vasta tematica dell’emigrazione mentre l’altra raccoglie le testimonianze di italiani che negli anni sono emigrati in varie parti del mondo, ognuna corredata da innumerevoli contenuti digitali. La piattaforma permette all’utente anche di personalizzare la propria ricerca all’interno dell’archivio delle testimonianze, filtrandole per epoca storica, per area tematica o per area geografica. Una delle novità più interessanti del nuovo sito è sicuramente rappresentata dal Virtual Tour, realizzato insieme a ETT SpA, società genovese del Gruppo SCAI.

Con questa nuova funzione, l’utente potrà effettuare una vera e propria visita da remoto, percorrendo uno spazio virtuale 3D con la stessa prospettiva che si avrebbe durante una visita in presenza. Attraverso una vasta rete di hotspot cliccabili, il visitatore potrà spaziare su due percorsi tematici distinti: uno dedicato alla Commenda di Pré, l’edificio medievale che ospita il Museo, alla sua storia e alla sua architettura, e l’altro dedicato invece alla visita vera e propria alle sale del MEI. Durante il tour virtuale, il visitatore potrà avere accesso a contenuti multimediali di ogni tipo, già disponibili in italiano ma che presto verranno tradotti anche in inglese, francese e spagnolo.

L’obiettivo di questa sezione del sito è quello di promuovere i contenuti del Museo, in particolare quelli didattici dedicati alle scolaresche di ogni età, ma anche quello (non meno importante) di consentire ai tanti italiani residenti all’estero, magari figli o nipoti di emigranti, di conoscere il MEI e le storie in esso raccolte, ritrovando e riscoprendo il racconto dei viaggi intrapresi dai loro connazionali verso i quattro angoli del globo. Ultima ma non per importanza è poi la sezione del sito dedicata al “post-visita”.

Qui l’utente potrà restare informato su tutti gli eventi, le mostre e le iniziative organizzate dallo staff del MEI, in un rapporto diretto e continuativo nel tempo. Il nuovo MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana – nasce dall’accordo tra il Ministero della Cultura, la Regione Liguria e il Comune di Genova con la volontà di raccontare molteplici aspetti del fenomeno migratorio italiano dall’Unità d’Italia ad oggi. Il riallestimento multimediale è visitabile all’interno della Commenda di San Giovanni di Prè, ristrutturata per l’occasione, e vive in stretta relazione con il Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e il Galata Museo del Mare.

Da Genova milioni di italiani sono partiti diretti alle Americhe, all’Africa, all’Asia, all’Australia e all’Europa lasciando tutto per giocarsi un viaggio senza ritorno. Il MEI nasce per ricordare questi migranti, raccontare le storie e i motivi della partenza da punto di vista umano, storico, sociologico.

Un museo innovativo e multimediale, dove i visitatori possono interagire con spazi e oggetti e vivere esperienze immersive grazie allo stato dell’arte della tecnologia. Vedere, ascoltare, imparare e mettersi alla prova, negli allestimenti scenografici di uno degli edifici medievali più antichi della città. (Inform)




Il direttore Aics Maestripieri in visita in Ecuador nell’ottica regionale della nuova sede Aics di Bogotà

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001La missione del direttore di Aics Luca Maestripieri nel continente sudamericano, realizzata in occasione dell’inaugurazione della nuova sede Aics di Bogotà, a seguito degli incontri e delle visite ad alcuni dei progetti attivi in Colombia, è proseguita in Ecuador dal 7 al 9 dicembre. Si tratta della prima visita del direttore nel Paese, durante la quale è stato accompagnato dal direttore regionale della sede Aics di Bogotà, Mario Beccia.

La visita ha permesso al direttore di conoscere in prima persona le diverse attività sostenute dalla Cooperazione italiana in corso nel Paese andino, che attualmente può vantare un portafoglio di più di 50 milioni di euro tra crediti di aiuto, Fondo di conversione del debito italo-ecuadoriano e fondi a dono. Tale importo rappresenta un impegno molto significativo da parte dell’Italia per un Paese non prioritario per la cooperazione.

Durante la visita il direttore ha realizzato una serie di incontri bilaterali con i principali interlocutori di Aics in Ecuador, tra cui il ministero degli Affari Esteri, il ministero dell’Ambiente, il ministero della Salute e la delegazione della Unione Europea. Dalle riunioni è emerso l’importante ruolo del Fondo Italo Ecuadoriano per lo Sviluppo Sostenibile – Fiedes, percepito positivamente sia dalle controparti ecuadoriane, sia dagli attori italiani, sia dalle organizzazioni internazionali presenti nel territorio, rivelandosi uno strumento estremamente efficace, che offre visibilità alla Cooperazione italiana nel Paese.

Negli stessi giorni il direttore generale Maestripieri ha avuto modo di partecipare alla riunione del Tavolo delle Osc italiane presenti in Ecuador, a cui hanno preso parte numerose organizzazioni della società civile italiana, a riprova di una presenza forte, articolata e variegata, del mondo no-profit italiano in molti ambiti settoriali del Paese. La visita è stata inoltre un’occasione per rafforzare la relazione con l’Ambasciata d’Italia a Quito, che ha dato fin dal principio ed in maniera continuativa un importante sostegno al settore della Cooperazione ed è stata fondamentale per la buona riuscita delle iniziative di Aics nel Paese.

Nel complesso, la missione di accompagnamento del direttore generale Maestripieri in Ecuador è risultata molto positiva. La Cooperazione italiana in Ecuador si è dimostrata molto attiva attraverso i distinti strumenti e meccanismi che prevedono il finanziamento bilaterale non rimborsabile a dono, le azioni finanziate alle Osc italiena e locali ed i crediti di aiuto. Il ruolo dell’Ambasciata d’Italia in Ecuador è stato ed è cruciale per il buon funzionamento delle iniziative in corso, mentre le priorità del Paese hanno evidenziato una coerenza ed un allineamento con le priorità regionali e globali dell’Aics quali sono i settori ambientale, sanitario e della produzione sostenibile. La relazione con la Unione Europea, infine, è molto positiva, come dimostrato le future iniziative di cooperazione delegata nel settore ambiente che inizieranno nel 2023.




Honduras. La Tessitura Lenca, il corso dell’IILA per 25 tra ragazze e ragazzi

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28hondurasSi sta svolgendo nella comunità Lenca del comune di Intibucá, Dipartimento di Lempiras, in Honduras, il corso di formazione per 25 giovani honduregni – 18 ragazze e 7 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 22 anni – che l’IILA sta portando avanti nell’ambito del progetto “Aggiornamento professionale per la conservazione e il rinnovo generazionale del sistema produttivo della tessitura Lenca in Honduras”.
Il programma, finanziato dalla Cooperazione Italiana, volto a promuovere il recupero delle competenze tecniche nella realizzazione di tessuti appartenenti alla tradizione Lenca, mira ad offrire ai partecipanti un’opportunità lavorativa e di inserimento nel sistema produttivo tessile della Comunità Lenca dell’Honduras.
I 25 giovani delle comunità di Llano la Virgen e Pinares partecipano due volte a settimana a un corso di 8 ore al giorno che è iniziato lo scorso 3 settembre e si concluderà il prossimo 14 gennaio. Le lezioni, svolte nella scuola-laboratorio Lenca dell’IILA, presentano un programma articolato che sta consentendo loro di imparare questo antico mestiere sotto la guida dell’artigiana locale Abely Cantarero.
Alla vigilia delle festività, il 10 dicembre, il Comune di Intibucá (controparte locale dell’IILA nel progetto) ha offerto un pranzo di Natale al gruppo di giovani come riconoscimento del loro interesse e dell’impegno profuso nella formazione. L’evento è stato organizzato insieme a Dilcia Casasola, referente sul campo dell’IILA, e Ricardo Fiallos, responsabile del municipio di Intibucá, a cui ha portato il suo saluto Esperanza Anzola, coordinatrice IILA del progetto. L’occasione ha permesso di ricordare l’importanza di mantenere vive le tradizioni culturali della comunità, al fine di promuovere un empowerment economico, sociale e culturale, in particolare delle donne artigiane della regione.
Il municipio ha espresso la sua gratitudine all’IILA per il sostegno e l’impegno ricevuti e per il contributo che sta dando alla comunità Lenca dell’Honduras. (aise) 




Lucani nel mondo: approvati i Programmi 2022 e 2022/2024

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28lucanimondoIl Consiglio regionale della Basilicata ha approvato ieri, 27 dicembre, all’unanimità il Programma annuale 2022 e il Programma triennale 2022-2024 dei Lucani nel Mondo.
Sono pari a duecentomila euro i fondi destinati per le attività a favore dei Lucani nel Mondo per l’anno in corso mentre ammontano a centodiecimila euro i fondi recuperati dal Programma 2019 per progetti finanziati ma non realizzati e assegnati per nuove attività.
Tante le iniziative in programma che hanno ottenuto il via libera dalla Commissione regionale dei Lucani nel mondo. Alla Federazione delle Associazioni e Circoli lucani in Piemonte per il progetto di promozione della Basilicata culturale – agroalimentare – turistica assegnati 20 mila euro, all’Associazione culturale Circoli dei lucani – Bologna, per la realizzazione di attività culturali mediante la rappresentazione della lucanità con mostre pittoriche e fotografiche destinati 10 mila euro e altrettanti all’Associazione Mutual Benefit Society “San Rocco Montescaglioso” per il progetto “Scritture a Vivavoce” dai lucani nel mondo, un laboratorio che nasce come spazio creativo a cui sono chiamati a partecipare autori di origine lucana con l’obiettivo, soprattutto per coloro che vivono all’estero, di tenere in vita la pratica e la scrittura di invenzione in lingua italiana. Ottomila euro sono i fondi destinati all’Associazione dei Lucani in Perù per la creazione della Piattaforma formativa digitale “Lucania” e 17 mila euro quelli a favore della Federazione delle Associazioni Lucane in Germania che ha presentato un progetto di promozione e valorizzazione della Basilicata e delle sue eccellenze enogastronomiche quali vino e olio in terra tedesca.
In riferimento alle somme rinvenienti dal Programma annuale 2019, ammontanti complessivamente a 110 mila euro, la Crlm ha deciso di finanziare 13 nuovi progetti.
La programmazione del triennio 2022-2024 ha come obiettivo primario il supporto a tutti i sodalizi affinché nessuno possa restare indietro anche alla luce degli avanzati sistemi di video-web-meeting che possono costituire un trampolino per il rafforzamento del network tra i circoli di tutto il mondo. Parola d’ordine, dunque, fare rete e creare relazioni tra tutte le associazioni lucane presenti nei quattro continenti.
Sono intervenuti nel dibattito i consiglieri Giorgetti e Sileo (Gm), Braia (Iv-RE).
Precedentemente l’Assemblea regionale ha approvato all’unanimità la delibera di Giunta regionale relativa ai criteri e alle modalità di concessione dei contributi per gli interventi di solidarietà in favore degli emigrati lucani nei paesi dell’America Latina, anno 2020/2021. I contributi saranno concessi a favore delle Federazioni delle Associazioni degli emigrati lucani fino alla somma di euro 50 mila per ciascun progetto dopo dettagliato rendiconto da parte delle stesse Federazioni. Gli interventi riguardano forniture di opere, beni e servizi, anche di carattere sanitario e scolastico. I criteri tengono conto dell’assenza di strutture scolastiche e sanitarie finanziate con il concorso dei fondi rivenienti dalla legge regionale n.43/98. Sarà data priorità al completamento dei progetti già avviati e finanziati alle Federazioni e/o Associazioni degli emigrati con il contributo riveniente dalla stessa legge regionale. (aise) 




75 anni fa la prima trasmissione radio “Friuli nel Mondo”: la celebrazione dell’Ente Friuli nel Mondo

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27entefriuli70 anni fa, all’una (ora italiana) del 25 dicembre del 1952, la prima trasmissione radio “Friuli nel Mondo” raggiungeva gli emigrati in Argentina tramite le onde corte della RAI di Roma. Due ore dopo, la stessa trasmissione raggiungeva gli emigrati friulani in Nord America. Per celebrare questo storico evento dell’emigrazione regionale, l’Ente Friuli nel Mondo ha voluto riproporre sui suoi canali social la trasmissione (della durata di circa 15 minuti).
La trasmissione è anche supportata dal testo descrittivo apparso su Friuli nel Mondo del marzo 1953.
Già negli anni ’50, l’Ente era multimediale con un’attenta sinergia tra i media, utilizzando radio, invio di bobine audio, video di promozione del territorio e trasmissioni radio, sempre annunciate in anticipo e approfondite dalla rivista Friuli nel Mondo.
Da allora e fino al 1980 l’Ente Friuli nel Mondo ha curato direttamente 290 trasmissioni della durata di circa 15 minuti l’una, (più di 70 ore in totale di ascolto) programmate una volta al mese soprattutto in direzione del Nord e Sud America, dell’Australia e parzialmente dell’Europa.
L’impianto redazionale fu realizzato, anche con l’apporto di mezzi propri, da curatori appartenenti all’Ente Friuli nel Mondo. La RAI partecipò attivamente, in virtù di una convenzione, con la fornitura delle squadre tecniche “in esterna” ed “in studio” con la fornitura di speakers per la lettura dei testi e la messa a disposizione delle attrezzature professionali e tecnici per il montaggio dei “pezzi” registrati, l’inserimento delle sigle di testa e coda, la messa in onda delle trasmissioni.
Il tema sempre trattato è stato il rapporto tra l’emigrato e la sua terra di origine, il Friuli, nella continua ricerca di creare intorno allo stesso, pur nella distanza e tra le diverse abitudini e modelli di vita, il senso della famiglia (esaltando l’immagine del Fogolâr di casa eletto come simbolo del luogo di aggregazione familiare), e di favorire il mantenimento e la dimestichezza con la parlata di famiglia, la lingua friulana.
La produzione radiofonica è stata curata da Chino Ermacora, Ermete Pellizzari, Ottavio Valerio e Ottorino Burelli. (aise) 




Fili della memoria in Pampa Gringa con i Piemontesi nel mondo

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28piemontes“Abbiamo tessuto una rete coi fili saldi della memoria e delle tradizioni; dato nuova voce alla lingua degli avi; unito mani, sguardi e cuori negli abbracci di fratellanza, dato corda per intrecci futuri affinché il tempo non dimentichi. Abbiamo ascoltato dello strazio dell’antico distacco e della vita grama e di sacrificio attraverso i racconti dei nipoti della gente che ha costruito la prosperità di questa terra straniera. Abbiamo sentito l’orgoglio per il paese di origine e dobbiamo farne tesoro anche per guardare con umiltà e solidarietà i destini di nuove genti che oggi cercano nel nostro Paese l’occasione di un riscatto”. Sono le parole cariche di emozione e sentimento dei partecipanti allo scambio culturale in Argentina da parte dell’associazione Piemonte Cultura, guidata dal presidente Bruno Donna”. Della situazione ha parlato Renato Dutto sulla newsletter dell’Associazione Piemontesi nel Mondo.
“La prima quindicina di giorni dello scorso novembre, una delegazione composta da 25 viaggiatori (musicisti, danzatori ed appassionati delle tematiche dell’emigrazione) ha infatti visitato la Pampa Gringa, per incontrare le locali comunità piemontesi di dieci città argentine: dalla capitale Buenos Aires a Cordoba, La Varillas, Luque, Morteros, Rafaela, Rio Tercero, San Francisco, San Jorge e Santa Fè, per ben 2.800 chilometri di voli interni, salendo su sei aerei, oltre a 1.500 chilometri percorsi in pullman. Ad ogni destinazione, l’incontro carico di emozioni con i rappresentanti delle associazioni locali, appartenenti a Fapa, la Federazione delle associazioni piemontesi d’Argentina, guidata dal presidente Edelvio José Sandrone. Nei teatri di queste città, tra tanti applausi, sul palcoscenico è salito il gruppo dei Ij Danseur dël Pilon, con esibizioni di musica, canti popolari, balli storici tradizionali e “teatro di stalla” in lingua piemontese. “L’accoglienza è stata straordinaria, fantastica – spiega il presidente Bruno Donna -. Non c’è gioia più grande nel sapere che la nostra presenza ha reso felici questi nostri fratelli e sorelle d’Argentina, che amano studiare e parlare piemontese, la lingua dei loro nonni e bisnonni emigrati dal Piemonte. Legami che si sono cementati anche durante l’ospitalità che ci è stata in gran parte della permanenza garantita dalle famiglie. Lo stupore, l’emozione, la nostalgia della terra lontana nei loro occhi rimarrà sempre nei nostri cuori. Le diverse parlate e cadenze del piemontese si intrecciavano, creando una comunicazione immediata, vera e sincera, come le lacrime di commozione nei nostri e nei loro occhi””. (aise) 




Gli auguri del Vice Presidente del MAIE, Vincenzo Odoguardi

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Sardegna. I lavori della Consulta regionale dell’Emigrazione

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downloadSardegna: presieduti dall’assessore al Lavoro Ada Lai si sono svolti i lavori della Consulta regionale dell’Emigrazione, allargata ai presidenti di Federazione riuniti da Italia, Europa, America e Australia. La riunione della  Consulta –  la prima per Lai, entrata nella Giunta Solinas da qualche settimana – è stata, ha sottolineato il neo assessore,  “un’occasione importante in cui ho constatato la vivacità intellettuale dei circoli e ho ribadito il massimo impegno della Regione per consolidare la rete dell’emigrazione e favorire la messa in campo delle risorse necessarie per proseguire iniziative importanti per lo sviluppo del territorio ospitante, ma anche per un ritorno economico per la Sardegna”. (Inform)