L’icona della Madonna del Pilerio tra gli emigrati di New York

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downloadDal Duomo di Cosenza fino a New York, per impreziosire ulteriormente le celebrazioni di un anniversario così importante come il numero 800 per la Cattedrale di Cosenza: questo è stato il viaggio compiuto dall’icona della Madonna del Pilerio, che si è presentata così ai propri fedeli statunitensi, nel corso della solenne messa celebrata dal reverendo Josè Felix Ortega.

Ad accompagnare l’opera nella traversata il Rettore del Duomo, don Luca Perri, accompagnato dai referenti dell’associazione “8centoCosenza aps”, particolarmente attiva nell’organizzazione di eventi e attività per celebrare l’importante anno che sta giungendo al termine.

“La Madonna è l’immagine più riuscita della Chiesa. E’ il segno che Dio ha dato all’umanità di ciò che Dio vuole fare. Per questo motivo noi vogliamo contemplare il mistero dell’Incarnazione, attraverso Maria, perché nessuna creatura più di Maria è stata disponibile e accogliente verso Dio. Secondo la tradizione bizantina, l’icona della Madonna del Pilerio è una sintesi di teologia.”, ha detto don Perri nella chiesa di Our Lady of Mt. Carmel situata nel quartiere Bronx di New York. E ha aggiunto: “Dio nonostante la pigrizia e i peccati dell’uomo dà sempre un segno della sua presenza, ma questo segno va saputo accogliere, perché sapere di accogliere un segno di Dio significa lasciare che questo segno diventi vita”.

Don Luca ha concluso: “Maria è il segno della presenza attiva di Dio tra il suo popolo. Lei ci accoglie anche se siamo imperfetti e ci porta la salvezza, perché l’uomo non si salva mai da solo”. La delegazione guidata da don Luca ha potuto incontrare il cardinale Timothy Dolan al quale hanno parlato del culto dei cosentini verso la Madonna

del Pilerio e hanno fatto dono di alcuni libri e della copia della Stauroteca. (Michela Curcio – Parola di Vita*-Migrantes Online/Inform)

*Settimanale diocesano d’Informazione online  dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano




L’AICS San Salvador impegnata nella lotta contro la plastica nei Caraibi

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23discaricacaraibiSi è svolto ad Antigua, nei Caraibi, lo scorso mese di ottobre, un incontro preparatorio al Comitato Intergovernativo di Negoziazione, l’ente istituito dall’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente con l’intento di porre fine all’inquinamento da plastica e definire un accordo internazionale legalmente vincolante entro il 2024.
Durante l’incontro, a cui ha partecipato anche il direttore della Sede AICS di San Salvador, Mauro Ghirotti, i rappresentanti dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo caraibici (SIDS), organizzazioni internazionali e settore privato hanno discusso della necessità di promuovere un consumo sostenibile e la riduzione della plastica, minimizzandone l’impatto sull’ambiente attraverso un approccio di economia circolare.
Secondo studi dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), i Caraibi sono tra i maggiori inquinatori pro capite al mondo, anche per via delle limitate capacità di riciclo. Si noti che di media, nella Regione, ciascun abitante produce rifiuti plastici quattro volte in più rispetto a un cittadino cinese.
Il problema della gestione dei rifiuti in Centro America e Caraibi è un tema considerato prioritario dalla Cooperazione Italiana, che ha ribadito il proprio impegno a favore della salvaguardia degli ambienti terrestri e marini finanziando il nuovo progetto triennale “Closing the Caribbean Plastic Tap”. L’iniziativa di 2 milioni di euro, proposta e realizzata da IUCN, avrà l’obiettivo di ridurre la dispersione della plastica, adottando misure mirate e concrete di raccolta, riciclo e riuso. Tra i Paesi beneficiari, figurano alcuni SIDS già coinvolti in un progetto precedente di IUCN (Antigua, Grenada, S.Lucia) e nuovi beneficiari (S.Kitts e Nevis, S.Vincent e Grenadine). (aise)




“Diritti Lab”: il progetto educativo di Maeci e Iulm per le scuole italiane all’estero

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diritti labIl Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha realizzato, in collaborazione con l’Università IULM, il progetto “Diritti Lab“, una serie di cortometraggi, ciascuno dei quali racconta un diritto umano o una libertà fondamentale.
I cortometraggi sono stati prodotti da IULMovieLAB e curati dalle studentesse e dagli studenti del II anno della Laurea Magistrale in Televisione, Cinema e New Media dell’Università IULM, con la supervisione artistica di Giuseppe Carrieri.
I video, che potranno essere visualizzati tramite italiana.esteri.it, sono: “Non ho sentito gridare nessuno” (Video pilota); “MANIFESTO” (Giornata internazionale della donna); “Close” (Infanzia); “La scatola bianca” (Paura); “Il tempo di imparare” (Istruzione); “La tregua” (Pace); “Nella stanza delle lettere” (Libertà di stampa); “Firmamento” (Pena di morte); “Religo” (Libertà di religione); “La cabina” (Identità); “Genesi” (Giornata Mondiale per i diritti umani). Sugli stessi canali sarà disponibile il video per la Giornata della Memoria, in uscita il 27 gennaio 2023.
Il progetto “Diritti allo scatto. Il Sistema della Formazione Italiana nel Mondo incontra Diritti Lab” aspira a sollecitare una riflessione su uno o più diritti o libertà fondamentali, nelle studentesse e negli studenti delle Scuole italiane all’estero (statali e paritarie secondarie di secondo grado), delle Sezioni italiane di pari grado delle scuole straniere, internazionali ed europee, e dei Lettorati di lingua italiana nelle università straniere.
Il progetto invita le studentesse e gli studenti, divisi in gruppi o in classi, a: scegliere uno tra i video all’interno della serie Diritti Lab; riflettere sul diritto/libertà sia nei suoi aspetti generali/concettuali che nelle diverse specificità; riflettere sulle idee, sulle immagini e sul linguaggio usato dai giovani registi (studenti IULM) per raccontare quel diritto umano o libertà fondamentale; realizzare una breve video-recensione e, dopo approvazione di questo Ministero, condividerla sulle proprie reti sociali; progettare e scattare una fotografia che rappresenti lo stesso diritto, accompagnata da una didascalia di massimo 500 caratteri (spazi inclusi).
Le foto e le video-recensioni realizzate dagli studenti saranno valorizzate sui canali web istituzionali del MAECI e su quelli del Festival dei Diritti Umani. Sarà istituita una giuria, composta da rappresentanti del MAECI e del Festival dei Diritti Umani, che selezionerà le tre migliori fotografie e le tre migliori video-recensioni realizzate dagli studenti. Queste potranno essere valorizzate nell’ambito delle iniziative del prossimo Festival dei Diritti Umani, sezione EDU, con un evento dedicato all’approfondimento dei temi trattati, dei processi creativi alla base di video, foto e recensioni, e al confronto tra, da una parte, gli studenti delle Scuole e Sezioni italiane all’estero e dei Lettorati, dall’altra gli studenti dell’Università IULM e delle Scuole italiane in territorio nazionale.
Fotografie e video-recensioni dovranno avere precise caratteristiche tecniche. Per le video-recensioni è richiesto che: la stessa video-recensione va realizzata in formato verticale e orizzontale e salvata in formato MP4; lunghezza massima di 2 minuti; camera fissa oppure in movimento (quest’ultima opzione è suggerita solo nel caso in cui si abbia la possibilità di realizzare un video con uso professionale della camera); sovra impressione iniziale, oppure cartello finale, indicante scuola, classe (o università, corso di laurea), nominativi docente e studenti, eventuale titolo della video-recensione. Per le fotografie: dimensione minima: 1920px per 1080px; formato JPG; didascalia con testo di lunghezza massima pari a 500 battute, spazi inclusi.
I termini per l’iscrizione scadranno il 20 gennaio 2023; quelli per la consegna degli elaborati il 28 febbraio 2023. Le iscrizioni e gli elaborati possono essere inviati a dgdp-05.comunicazione@esteri.it (referenti del progetto: Dott.sse Annarita Guidi e Margherita Marziali), specificando nell’oggetto della mail “Progetto SFIM-Diritti Lab” e indicando nel corpo della mail i seguenti dati: nomi e cognomi degli studenti; classe e istituto scolastico (per le scuole secondarie di II grado e le sezioni di pari grado); corso di laurea e università (per i lettorati); docente referente; contatto mail e telefonico del docente referente; titolo del video “Diritti Lab” selezionato; eventuale titolo della foto; eventuale titolo della video-recensione.
Alla mail di consegna degli elaborati va allegata la liberatoria per i soggetti maggiorenni o minorenni (da compilare e sottoscrivere). (aise)




Convocare il Cgie: la lettera aperta di Silvana mangione al Ministro Tajani

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mangioneConvocare il Consiglio generale per gli italiani all’estero. A chiederlo è Silvana Mangione, vicesegretaria uscente per i Paesi anglofoni extra Ue in una lettera aperta che indirizza al Ministro degli esteri Antonio Tajani, che è anche Presidente del Cgie. Nel testo, che Mangione firma come “una dei 6 milioni e mezzo (e più) di cittadini italiani nel mondo”, si ricorda che l’ultima plenaria è stata tenuta nel 2021 e che il Consiglio eletto ad aprile non è ancora stato messo in grado di operare.
Di seguito il testo integrale della lettera.
“Gentilissimo On. Tajani, i 6 milioni e mezzo di italiani iscritti all’AIRE hanno ascoltato con piacere una bella frase del suo intervento alla Conferenza degli Ambasciatori.
Lei ha detto che “Sono protagonisti della politica estera dell’Italia i molti italiani che vivono all’estero”, citandoci perfino prima dei nostri militari in missioni di pace, di cui siamo orgogliosi, e degli imprenditori che promuovono il Made in Italy, sostenuti dall’italianizzazione dei gusti realizzata, in tutti i Paesi in cui viviamo, da noi expat, componenti della ventunesima regione italiana. Le scrivo perché la sua carica di Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale la rende, per legge, anche Presidente del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.
Il CGIE è paralizzato da un anno in una sorta di metaverso, un incongruo mondo parallelo in cui lo si è imprigionato in una conclamata “ordinaria amministrazione”, che però gli impedisce di convocare le riunioni ordinarie previste dalla legge istitutiva, perché si sostiene che tale status non consente di effettuare incontri che comportano spese. Dal momento dell’insediamento dei Com.It.Es., un anno fa, ci si chiede però di emettere i pareri previsti dalla legge attraverso il Comitato di Presidenza, “in caso di motivata urgenza”. Anche quest’ultimo dovere si è praticamente limitato a confermare scelte di apertura di Ambasciate o elevazione di Consolati.
Non ci è, però, stato chiesto il parere sulle previsioni di spesa inserite nella finanziaria ora in discussione in Parlamento, con grave danno potenziale per tutte le nostre comunità e per l’Italia. Sappiamo, ma non ne siamo certi, che le cosiddette attività per gli italiani all’estero hanno subìto tagli per almeno 50 milioni di Euro, mettendo certamente in ginocchio la diffusione della lingua e la cultura italiana nel mondo, che traina il radicamento e il successo del Sistema Paese fuori dai confini, e riducendo al lumicino l’efficacia e l’esistenza stessa della rete degli organismi di rappresentanza di base, i Com.It.Es. e di sintesi e raccordo, il CGIE.
Signor Presidente, al di là delle aberranti interpretazioni di legge, tutto questo succede perché il rinnovato CGIE non ha potuto insediarsi, in attesa del decreto di nomina dei 20 Consiglieri di nomina governativa, che dev’essere firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri. La proposta di enti e nomi è stata puntualmente inviata a Palazzo Chigi a giugno di quest’anno dalla Farnesina, ma il Presidente Mario Draghi non ha avuto il tempo di confermarla ufficialmente.
Una nuova proposta, aggiornata ex lege, è stata quindi fatta pervenire alla Signora Presidente del Consiglio, On. Giorgia Meloni, subito dopo il giuramento del nuovo Governo e attende da quasi due mesi di essere firmata.
Onorevole Tajani, Signor Presidente del CGIE, fra le sue alte cariche lei ha rivestito quella di Presidente del Parlamento Europeo che, sotto la sua guida, ha raggiunto importanti decisioni che interessano tutti i cittadini dell’Unione, non soltanto gli italiani, che vivono fuori dai loro confini. Attualmente, lei ha anche la carica di Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e siede al fianco della Signora Presidente del Consiglio.
I Consiglieri CGIE rieletti o neoeletti all’estero si associano a quanto espresso nelle interrogazioni parlamentari presentate separatamente (ma con lo stesso obiettivo di insediare al più presto il CGIE), prima dal Senatore Roberto Menia, poi congiuntamente dai Senatori eletti nella circoscrizione Estero Andrea Crisanti, Francesca La Marca e Francesco Giacobbe.
Come lei sa, il CGIE ha funzioni conoscitive, propositive e consultive, fra le quali ultime, come affermato nelle suddette interrogazioni, quella di formulare pareri al Governo sui capitoli di bilancio dello Stato a favore delle comunità italiane all’estero in materia di politica scolastica e promozione dell’insegnamento dell’italiano, formazione professionale e assistenza, servizi consolari, organi di informazione cartacea, radiotelevisiva e online.
Su questo, in particolare, c’è molto da fare per sanare i vulnus apportati dalla legge sull’editoria entrata in vigore il 1° gennaio 2018. Ma questi pareri non ci sono stati chiesti. C’è un’altra importantissima funzione del CGIE, quella programmatoria, che si esplica attraverso un altro organismo, la Conferenza permanente Stato – Regioni – Province autonome – CGIE, che ha: “Il compito di indicare le linee programmatiche per la realizzazione delle politiche del Governo, del Parlamento e delle Regioni per le comunità italiane all’estero”. La Conferenza è convocata e presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri e si riunisce in assemblea plenaria almeno ogni tre anni.
L’ultima plenaria si è tenuta a dicembre del 2021. Nel documento finale gli attori della Conferenza chiedevano, all’unanimità, di dare continuità al lavoro di questa istituzione con una segreteria paritaria fra le componenti istituzionali, presso il CGIE, per l’effettiva realizzazione di quanto elaborato e approvato; la partecipazione del CGIE alla Conferenza Stato Regioni; la revisione e integrazione delle forme di rappresentanza degli italiani all’estero; il potenziamento del Sistema Paese in Italia e all’estero, coinvolgendo i componenti della Conferenza permanente nei tavoli di lavoro, concertazione e programmazione di interventi a livello italiano e internazionale. È passato un anno dalla plenaria.
Ma tutte le comunità stanno soffrendo della nostra impossibilità ad adempiere ai compiti che la legge ci ha assegnato e che ci rendono protagonisti, come lei ha detto, della politica estera dell’Italia. Signor Presidente del CGIE, Onorevole Tajani, la preghiamo vivamente di elencare alla Signora Presidente del Consiglio tutte le ragioni per le quali è assolutamente necessario e urgente che firmi il decreto di nomina, che consentirà a lei stesso di convocare la plenaria di insediamento del nuovo CGIE.
Questo sarebbe davvero il miglior regalo di Natale che lei potrà farci. Grazie”. (aise) 




Bandiere, ponti e diplomazia per l’autonomia: la Premier Meloni alla Conferenza di Ambasciatrici e Ambasciatori

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22melonifarnesina“Grazie per il lavoro silenzioso e strategico che portate avanti ogni giorno nell’interesse della nazione. Voi siete bandiere dell’Italia, nel senso che portate un’identità che è sempre la base per qualsiasi tipo di dialogo. Perché “non si può parlare con altri se non si è consapevoli di ciò di cui si è portatori. E questo, chi svolge il compito di Ambasciatore, lo capisce molto bene”. È iniziato così il lungo discorso che la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rivolto agli 100 ambasciatori presenti questo pomeriggio alla Farnesina per la XV Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo in corso a Roma.
La Premier, è stata preceduta dall’introduzione del Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ettore Sequi, che ha ringraziato la Premier per l’importante partecipazione del Governo alla Conferenza “che ci sprona a fare sempre meglio”. “L’Italia – ha spiegato Sequi – si merita una politica estera che la renda protagonista nel mondo. Il MAECI continuerà a farlo e a farlo bene, innovandosi e agendo nel Sistema Paese”, promuovendo la “coesione sociale”, stando “a testa alta nei vari consessi internazionali, senza spirito di subalternità”, ed esportando “l’immagine dell’Italia nel mondo”. E per fare questo “si avverte l’esigenza di avere più Farnesina, più diplomazia”. “La nostra ambizione è quella di operare affinché sia l’intero Paese a trarre vantaggio da ogni nostra attività di diplomatici”.
Una battuta ce l’ha avuto anche il Titolare della Farnesina, il Ministro Antonio Tajani, secondo il quale, dalla due giorni di Conferenza è emerso in modo chiaro una questione, ossia: “la consapevolezza e l’orgoglio di essere italiani”. E dunque “basta autoflagellarci, basta sottovalutarci, perché fuori dai nostri confini nazionali, il giudizio dell’Italia è molto migliore rispetto a quelli che tanti italiani danno di noi stessi”. E secondo il Ministro ciò “è importante per lanciare un’offensiva politica”. Una politica estera che “non è un privilegio di cui si occupano solo il titolare del MAECI e gli Ambasciatori, ma tutti. Tutti sono protagonisti della politica estera del nostro Paese. L’Italia è tutta unita. C’è la diplomazia politica, c’è quella militare, c’è quella dei professori che insegnano italiano nel mondo, ci sono gli imprenditori. Tutti insieme abbiamo dimostrato che c’è un’unità di intenti. E i nostri Ambasciatori torneranno nelle loro sedi consapevoli su cosa dover fare”. C’è “grande coesione al livello governativo” su questo punto. Per questo “continueremo a lavorare in sintonia con i Ministri del Made in Italy, dello Sport e della Ricerca. La partita si vince giocando tutti insieme”.
Ha poi preso parola la Premier Meloni, che dopo aver ringraziato gli Ambasciatori per il loro lavoro, si è poi interrogata sulla difficoltà della vita di un diplomatico: “essere sempre sradicati, di ricominciare sempre di nuovo, vivere una vita sempre sospesa. Come se non si potessero mai mettere radici. E come si fa a tenere quelle radici quando sembra di non poterle fissare mai? Si tengono solo se le radici le si hanno dentro di sé, se si portano con sé. È difficile, però, ed è un lavoro per il quale non c’è prezzo. È una missione, e così deve essere interpretata e riconosciuta”.
Bandiere e ponti. Questi i due concetti secondo la Premier che rappresentano al meglio gli Ambasciatori dell’Italia: “bandiere di identità, ponti per costruire un dialogo con altre identità, con altri mondi e altre realtà. E attraverso quei ponti far capitare delle opportunità per l’Italia. È un lavoro estremamente importante e lo capisco ancora di più oggi, in questa nuova veste da Premier. Nei molti incontri internazionali che ho avuto in queste settimane, mi sono resa ancora più conto di quanto interesse e quanta richiesta, voglia e disponibilità ci sia nel mondo. Arte, cultura, lavoro, eccellenza, sapere: questo è il nostro portato”. Ma questo “portato”, secondo Meloni, deve necessariamente passare per la nostra lingua. È su questa che ha poi voluto porre l’accento: “l’italiano è uno straordinario diplomatico”. “Mi accorgo come noi tutti veniamo travolti dall’uso dalle parole straniere. Ma la nostra è una lingua complessa e carica di sfumature. E per questo dobbiamo utilizzare di più l’italiano, perché significa difendere la profondità della nostra cultura”. È però importante non cadere nell’ingenuità e pensare di poter “vivere di rendita”. C’è bisogno di innovarsi e rinnovarsi, perché “la competizione globale anche sul piano culturale è sempre più accesa e dobbiamo essere pronti, essendo all’altezza delle mutazioni, comprese quelle tecnologiche. Come Governo ci siamo spesi per questo”.
Rispetto alla diplomazia ha spiegato come non sia un caso l’aver voluto fare il primo viaggio internazionale come Governo a Bruxelles e immediatamente dopo aver incontrato il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg. Sono scelte chiare, che alimentano la diplomazia, che “non è un lavoro facile”, e che “richiede tempo”. “Alle volte può sembrare di sottrare forze alle politiche interne – ha precisato la Premier -, ma non è così. La diplomazia internazionale significa ottimizzare il lavoro che si fa a livello nazionale”. A maggior ragione se “intorno a noi il mondo sta cambiando”. Così come le consapevolezze che noi occidentali avevamo sono mutate nel corso del tempo e “si sono rivelate diverse da come credevamo”. Un esempio su tutti, ha ricordato la Presidente del Consiglio, ossia “la globalizzazione, con la quale pensavamo che ci sarebbe stata una maggiore distribuzione della ricchezza nel mondo e che sistemi meno democratici si sarebbero piano piano avvicinati al nostro modello. E invece è accaduto l’esatto contrario. La ricchezza si è concentrata verso l’alto e i regimi si sono rafforzati con quel libero commercio. E chi si è indebolito siamo stati noi”. Rispetto questo punto, la politica estera deve tener conto anche attivando quei meccanismi di difesa. È proprio sulla difesa che si è voluta poi concentrare Meloni: “la nostra libertà non è più scontata. E niente esiste se non lo difendiamo”, ha spiegato pensando anche e soprattutto al conflitto in Ucraina, definendolo un “conflitto che non si combatte solo in Ucraina”, quanto piuttosto “un conflitto molto più grande”.
“Ci troviamo di fronte a sfide enormi”, ha continuato, parlando ancora della situazione energetica e della difesa del nostro sistema, “e di fronte a queste dobbiamo utilizzare tutte le nostre risorse, anche superando gli steccati tra i vari strumenti della nostra politica estera. Bisogna rendere totale e migliore questa sinergia, perché siamo di fronte a una missione, che è quella che dobbiamo difendere il sistema che abbiamo creato sulle macerie della seconda guerra mondiale. “Difendere” si direbbe “semplificare il mondo libero”. Ed è una missione perché non c’è crescita e non c’è sviluppo senza dove non ci sono sicurezza e libertà – ha aggiunto -. Ma dobbiamo anche rifiutare il rischio che l’attuale contesto si risolva nel semplice racconto dell’occidente contro il resto del mondo. E in questo la diplomazia è fondamentale”.
Parlando poi di geopolitica, la Premier Meloni ha evidenziato l’appartenenza dell’Italia all’occidente, anche perché “se non ci fosse l’Italia non ci sarebbe l’occidente”. E secondo lei, infatti, “l’Occidente è un’appartenenza, non una semplice organizzazione. E l’Italia fa parte dell’occidente per destino, non per banale scelta politica”. Per perseguire i suoi obiettivi è decisivo “il dialogo”, che rafforza l’intesa con i paesi amici e partner e che può far “impostare le relazioni con tutti gli altri”. “L’Europa – si è augurata la Premier – deve essere un attore globale che deve essere consapevole di qualcosa di cui non sempre è stata consapevole: quando qualcuno lascia un vuoto, qualcun altro prende quello spazio. Come successo in Africa. Abbiamo arretrato nel continente e qualcun altro ha preso quello spazio”. Poi, per quanto riguarda il conflitto ucraino, ha spiegato come “la stella polare del nostro impegno rimane la ricerca del dialogo e la cessazione delle ostilità, a cui dovrà seguire una “pace giusta”. Ma c’è bisogno di equilibrio fra le forze in campo per fare una pace”.
Arrivando allo scottante tema della dipendenza energetica, la Presidente Meloni ha spiegato come pandemia e crisi in Ucraina abbiamo dato conto delle “nostre troppe dipendenze”; quella energetica con la Russia, quella di sicurezza con gli Stati Uniti; e il rischio è “di diventare dipendente dall’energia cinese”. Questa delle dipendenze “è una materia strategica per il quale il ruolo della diplomazia e degli Ambasciatori è fondamentale”. Tornando poi all’energia: “sono favorevole alla transizione ecologica, ma non ho timore di dire che se si vuole perseguire una transizione fondamentale devi preoccuparti prima di essere tecnologicamente all’altezza del processo”. “L’Italia è reduce dalla vittoria del tetto al gas. Una battaglia vinta anche grazie al Governo precedente”.
Ma dalla tragedia si apre “un’opportunità” per l’Italia. “Con un po’ di diplomazia fatta bene, con un po’ di risorse fatte bene, con un po’ di strategia e con un po’ di dedizione, potremmo arrivare fra non molto a rappresentare lo snodo dell’approvvigionamento energetico dell’intera Europa. E può essere anche un’occasione per realizzare il “Piano Mattei” per l’Africa, cioè un modello che non sia predatorio ma che sia un modello nel quale si lascia sviluppo nei Paesi dove vai. E per questo – ha spiegato rivolgendosi alla platea di Ambasciatori situati di fronte a lei – contiamo sulle vostre capacità”.
Riguardo la dipendenza sulla sicurezza dagli USA, poi, ha ribadito il suo pensiero rispetto alla spesa militare: “è una spesa necessaria per difendere i propri interessi nazionali. L’Europa si è trovata indietro e sta recuperando. Ma l’Europa deve essere un modello complementare con quello degli Stati Uniti”.
E, infine, rispetto alla sfida economica ha detto: “bisogna rimanere competitivi indipendentemente da come gli altri si muoveranno. Il fatto che se ne parli secondo me è una presa di coscienza fondamentale sulla quale l’Italia deve fare la sua parte. Siamo pronti a sostenere qualsiasi iniziativa che l’Europa voglia portare avanti per migliorare il potere d’acquisto delle nostre famiglie. In questo, ovviamente, possiamo anche lavorare come Italia, perché noi abbiamo molto da dire”. Per questo secondo lei è così importante “continuare a diversificare i nostri mercati di approvvigionamento”, e per farlo “dobbiamo imparare a ragionare molto di più da Sistema Paese, come fossimo una cosa sola”.
“L’Italia, nonostante tutti i suoi problemi, è molto facile da amare – ha enfatizzato avviandosi alla conclusione -. Dobbiamo essere bravi a trasferire quell’amore. E anche con tutte le nostre mancanze in termini di risorse economiche e disponibilità, siamo attrezzati a fare il lavoro diplomatico. Forse siamo attrezzati come nessun altro Paese in termini di risorse umane. Faremo del nostro meglio per aumentare queste risorse, però è un lavoro che non si potrebbe fare senza di voi”.
Per la chiosa conclusiva, la Premier ha voluto prima ricordare Luca Attanasio (Ambasciatore ucciso in Congo nel febbraio del 2021), poi dedicare un pensiero a Susanna Schlein (Primo consigliere dell’Ambasciata d’Italia ad Atene vittima nelle settimane scorse di un attentato del quale è riuscita a scampare) ed evidenziando l’impegno dei militari all’estero, specie in questo periodo natalizio. (l.m.\aise) 




Santo Domingo. L’Ambasciatore italiano in visita al presidente del Consiglio Nazionale della Droga

el embajador de italia visita a jefe consejo de drogas

el embajador de italia visita a jefe consejo de drogasL’ambasciatore italiano nella Repubblica Dominicana, Stefano Queirolo Palmas, ha fatto visita al presidente del Consiglio Nazionale della Droga, Generale di Divisione Jaime Marte Martínez, nel suo ufficio, uno spazio dove i funzionari hanno discusso del fenomeno globale della droga.

Durante l’incontro, hanno scambiato opinioni sugli sforzi compiuti dal governo dominicano per combattere l’uso e il traffico di droga nel Paese.
All’incontro, l’ambasciatore genovese ha valutato le azioni compiute dal Consiglio Nazionale della Droga, sotto la direzione di Marte Martínez, quale organo di governo per le politiche antidroga, allo stesso tempo ne ha predetto il successo e si è messo a sua disposizione.
Da parte sua, il capo dell’organizzazione si è detto “onorato e compiaciuto” della visita dell’ambasciatore, sottolineando l’importanza dello scambio di buone pratiche sulle politiche sulle droghe e del rafforzamento delle relazioni internazionali per tale entità.

Al termine dell’incontro, Marte Martínez ha consegnato all’Ambasciatore Palmas la spilla distintiva del CND, accreditandolo come consigliere internazionale onorario, gesto di cui il rappresentante italiano si è detto “onorato e impegnato”.
All’incontro ha partecipato il generale di brigata Nelson Antonio Santos, direttore delle relazioni internazionali del CND.

Le principali funzioni svolte dal Consiglio nazionale della droga (CND) sono consigliare il ramo esecutivo sui problemi di droga; progettare, rivedere, sviluppare e attuare la strategia nazionale e la campagna contro il consumo, la distribuzione e il traffico di droga nel paese.

Inoltre, fornire il coordinamento di tutti i settori pubblico e privato, per fermare il traffico illecito di stupefacenti su scala nazionale e internazionale.

tradotto da Listin Diario




Due fidanzati siciliani trovati morti in Inghilterra. È giallo

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downloadDue giovani siciliani sono stati trovati morti a Thornaby-on-Tees, nello Yorkshire, in Inghilterra.

Secondo quanto riporta la Gazzetta del Sud on line, si tratta di due fidanzati: Nino Calabrò e Francesca Di Dio, lui di Barcellona Pozzo di Gotto, lei di Montagnareale.

I loro corpi privi di vita sono stati trovati ieri sera, riporta il The Mirror, quando la polizia è giunta sul posto avvisata di un “incidente in corso”.

Un ventunenne è stato fermato, sospettato di omicidio. “Faccio appello a chiunque sia passato da Thornaby Road – ha affermato l’ispettore capo della polizia locale Peter Carr – e abbia visto qualcosa di sospetto, di mettersi in contatto con noi”. I vicini hanno detto agli agenti che stava accadendo qualcosa di “preoccupante” nell’appartamento. “E’ accaduto tutto alle tre e mezzo del pomeriggio”, ha riferito uno di loro”.

Anche la Farnesina segue il caso della coppia d’italiani trovata morta a Thornaby-on-Tees. Insieme al consolato di Manchester, fanno sapere dal Ministero degli Esteri, “stiamo verificando la notizia ma non ci sono ancora conferme”.

agi.it




Sandra McKay vincitrice dello University of South Australia Language Award promosso dal Com.It.Es. Adelaide

comitesadelaide award

comitesadelaide awardÈ Sandra McKay la vincitrice dello University of South Australia Language Award, premio promosso dal Com.It.Es. di Adelaide in riconoscimento dell’eccellenza nello studio della lingua e della cultura italiane.
Il Comites ha rivolto a Sandra “le più vive congratulazioni per gli eccezionali risultati” conseguiti e “un sentito ringraziamento alla Dr. Enza Tudini per il suo straordinario lavoro di insegnamento e per questa collaborazione nell’ambito della nostra missione di promozione della lingua italiana”.
Con l’assegnazione di questo premio, il Comites ha inoltre colto l’occasione per ricordare che “lo studio di una lingua significa avvicinarsi ad una cultura, alle tradizioni, ad un modo di pensare e vivere”, in questo caso “vivere all’italiana”. (aise)




Il Comites Panama ha una nuova sede

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La Presidente Maria Tallarico e la volontaria Mariantonieta Sepe presentano la nuova sede del Com.It.Es. Panama, ubicata nello Sky Business Center di Via Balboa.

Per informazioni telefonare:
(+507) 383-7900
(+507) 6478-0177.

 




Argentina. Funzionario itinerante a Santiago del Estero per le prenotazioni per i passaporti

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downloadVerranno abilitati oggi, 21 dicembre, gli appuntamenti per la prossima missione che il funzionario itinerante del Consolato generale a Cordoba terrà nella città di Santiago Del Estero per i connazionali residenti a Tucuman.
La missione, precisa il Consolato, sarà rivolta unicamente alle persone residenti nella città e provincia di Tucuman che hanno bisogno di chiedere e rinnovare il passaporto.
Gli appuntamenti si potranno prenotare solamente via mail all’indirizzo cordoba.passportinoa@esteri.it dalle ore 00:01 del 21 dicembre alle 24:00 della stessa giornata.
Il connazionale dovrà bisognerà indicare nella mail il nome del richiedente e allegare il documento d’identità (DNI) fronte e retro. L’ufficio Passaporti contatterà poi l’interessato via mail per indicare come procedere. (aise)