Festival della migrazione: abbiamo dato voce al paese reale

“Siamo stati noi in una “bolla” in questi giorni o è la politica che è in una “bolla”, rinserrata in sé stessa e lontana dal Paese reale? Abbiamo dato voce ai nuovi italiani, troppe volte non ancora cittadini, con le loro storie e testimonianze, e abbiamo ribadito con forza, con voci autorevoli, che l’accoglienza e l’inclusione rappresentano un vantaggio per tutti. E che quello della migrazione non è un tema di destra o di sinistra, ma di umanità”. A dirlo è Edoardo Patriarca, portavoce del festival, facendo il punto della situazione al termine della settima edizione del Festival della Migrazione che in Emilia (tra Modena, Ferrara e Carpi) ha proposto 16 sessioni di confronti, una mostra interattiva “In fuga dalla Siria” visitata da oltre duemila tra studenti e gruppi, incontri nelle scuole superiori del territorio.
Un modo per confrontarsi in profondità e andare oltre i pregiudizi e gli stereotipi, di ascoltare soprattutto i più giovani, gli italiani senza cittadinanza, che interpellano con forza la politica e la società. Protagonisti soggetti e rappresentanti di realtà differenti: vescovi e giornalisti, seconde generazioni e professori universitari, creativi e rappresentanti di soggetti impegnati in prima linea, fino a comunità di vari paesi del globo. Tra gli interventi – nei vari appuntamenti tra Modena, Carpi e Ferrara – l’arcivescovo di Modena Notantola e Vescovo di Carpi, mons. Erio Castellucci, vice presidente della Cei, l’arcivescovo di Ferrara Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes e il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.
Patriarca, Portavoce del Festival: “Abbiamo fatto politica riproponendo la nostra agenda su cui chiediamo un confronto alle forze parlamentari, e dando spazio alla realtà. I giovani ci hanno chiesto una ecologia delle parole: inclusione piuttosto che integrazione, lavoratori e lavoratrici e non “forza lavoro”, irregolari e non clandestini, mobilità umana piuttosto che migrazioni, nuove generazioni italiane e non solo seconde generazioni, non ‘carico residuale’ ma persone che vanno curate e assistite. L’agenda che abbiamo redatto ormai da qualche tempo è a disposizione di tutti, per confrontarci e cercare soluzioni e non slogan”.
Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes, da Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Acri, comuni di Modena, Carpi, Spilamberto, Fiorano, Formigine, Maranello, Soliera e Nonantola, inoltre del patrocinio di Università di Ferrara, Università di Camerino, Università di Perugia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università per gli Stranieri di Siena, gode inoltre del sostegno di Fondazione di Modena, Csv Terre Estensi e di Fondazione Collegio San Carlo e del contributo di Bper Banca, Coop Alleanza 3.0, Menù e Neon King. (aise)

“Molti degli aspetti della cultura Italiana hanno un profondo effetto anche a livello internazionale.
“Siamo oltre sette miliardi di persone nel mondo, di queste, 67,9 milioni parlano italiano.
Il prossimo 16 dicembre, alla vigilia della Giornata Internazionale per i diritti dei migranti, Acri organizza “Oltre i confini. Esperienze di migrazione”, evento che sarà ospitato a Roma presso il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, dalle 10,30 alle 12,30.

C’è un Cgie eletto nel 2015 ancora in regime di prorogatio, in carica solo per l’ordinaria amministrazione, che non può riunirsi perché così ha deciso l’Avvocatura dello Stato; e ci sono nuovi consiglieri eletti ad aprile che ancora non si sono insediati perché manca il decreto di nomina della compagine governativa. Un “limbo” da cui il Consiglio generale degli italiani all’estero vuole uscire al più presto: per farlo ha chiesto al suo Presidente, il ministro degli esteri Antonio Tajani, di convocare quanto prima l’assemblea plenaria.
Nell’ambito delle iniziative organizzate dall’Ambasciata d’Italia a Pretoria nell’ambito della VII Edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, l’Ambasciatore Paolo Cuculi e l’Ambasciatrice Oriana Mannaioli Cuculi hanno ospitato nella Residenza d’Italia a Cape Town un ricevimento con menù preparato da Lorenzo Cantoni, miglior Chef AIRO 2021, e sous-chef Matteo Angelini.
Sarà Sedico, terra che ha visto generazioni di concittadini emigrare in ogni angolo del mondo, ad ospitare la XXII edizione del Premio Internazionale “Bellunesi che hanno onorato la provincia in Italia e nel Mondo” sabato prossimo, 26 novembre, a partire dalle 9.30 nella Chiesa di Santa Maria Annunziata.
