Festival della migrazione: abbiamo dato voce al paese reale

28migrazioni

28migrazioni“Siamo stati noi in una “bolla” in questi giorni o è la politica che è in una “bolla”, rinserrata in sé stessa e lontana dal Paese reale? Abbiamo dato voce ai nuovi italiani, troppe volte non ancora cittadini, con le loro storie e testimonianze, e abbiamo ribadito con forza, con voci autorevoli, che l’accoglienza e l’inclusione rappresentano un vantaggio per tutti. E che quello della migrazione non è un tema di destra o di sinistra, ma di umanità”. A dirlo è Edoardo Patriarca, portavoce del festival, facendo il punto della situazione al termine della settima edizione del Festival della Migrazione che in Emilia (tra Modena, Ferrara e Carpi) ha proposto 16 sessioni di confronti, una mostra interattiva “In fuga dalla Siria” visitata da oltre duemila tra studenti e gruppi, incontri nelle scuole superiori del territorio.
Un modo per confrontarsi in profondità e andare oltre i pregiudizi e gli stereotipi, di ascoltare soprattutto i più giovani, gli italiani senza cittadinanza, che interpellano con forza la politica e la società. Protagonisti soggetti e rappresentanti di realtà differenti: vescovi e giornalisti, seconde generazioni e professori universitari, creativi e rappresentanti di soggetti impegnati in prima linea, fino a comunità di vari paesi del globo. Tra gli interventi – nei vari appuntamenti tra Modena, Carpi e Ferrara – l’arcivescovo di Modena Notantola e Vescovo di Carpi, mons. Erio Castellucci, vice presidente della Cei, l’arcivescovo di Ferrara Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes e il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.
Patriarca, Portavoce del Festival: “Abbiamo fatto politica riproponendo la nostra agenda su cui chiediamo un confronto alle forze parlamentari, e dando spazio alla realtà. I giovani ci hanno chiesto una ecologia delle parole: inclusione piuttosto che integrazione, lavoratori e lavoratrici e non “forza lavoro”, irregolari e non clandestini, mobilità umana piuttosto che migrazioni, nuove generazioni italiane e non solo seconde generazioni, non ‘carico residuale’ ma persone che vanno curate e assistite. L’agenda che abbiamo redatto ormai da qualche tempo è a disposizione di tutti, per confrontarci e cercare soluzioni e non slogan”.
Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes, da Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Acri, comuni di Modena, Carpi, Spilamberto, Fiorano, Formigine, Maranello, Soliera e Nonantola, inoltre del patrocinio di Università di Ferrara, Università di Camerino, Università di Perugia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università per gli Stranieri di Siena, gode inoltre del sostegno di Fondazione di Modena, Csv Terre Estensi e di Fondazione Collegio San Carlo e del contributo di Bper Banca, Coop Alleanza 3.0, Menù e Neon King. (aise) 




Odoguardi (MAIE): “Vogliamo che agli italiani all’estero venga data la giusta attenzione”

cattura

cattura“Molti degli aspetti della cultura Italiana hanno un profondo effetto anche a livello internazionale.

𝘓’ 𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢 𝘦’ 𝘶𝘯 𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘮𝘦𝘳𝘢𝘷𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘴𝘰, 𝘳𝘪𝘤𝘤𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢, 𝘧𝘢𝘮𝘰𝘴𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘮𝘰𝘥𝘢, 𝘭𝘦 𝘢𝘶𝘵𝘰𝘮𝘰𝘣𝘪𝘭𝘪 𝘴𝘱𝘰𝘳𝘵𝘪𝘷𝘦, 𝘪𝘭 𝘤𝘪𝘣𝘰 𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘷𝘢𝘳𝘪𝘦𝘨𝘢𝘵𝘢 𝘳𝘪𝘤𝘤𝘩𝘦𝘻𝘻𝘢 𝘨𝘦𝘰𝘨𝘳𝘢𝘧𝘪𝘤𝘢.

Con i pro e i contro, 𝐍𝐨𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐨𝐫𝐠𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 ed è proprio per questo che ci battiamo:
“𝐍𝐨𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐀𝐈𝐄 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞!”.

Lo ha affermato 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐎𝐝𝐨𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢, 𝐕𝐢𝐜𝐞-𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐌𝐀𝐈𝐄




Vincenzo Odoguardi (MAIE): “L’italiano, lingua globale”

cattura

cattura“Siamo oltre sette miliardi di persone nel mondo, di queste, 67,9 milioni parlano italiano.
Per via della forte emigrazione d’italiani all’estero, è quella che viene parlata come madrelingua in più paesi, 26 in tutto e la sua importanza nel mondo è globale.
L’italiano è la lingua ufficiale parlata in Italia, in alcuni paesi confinanti quali Svizzera, San Marino, Città del Vaticano ed è una delle lingue ufficiali dell’Unione Europea.

Per questo
“𝘕𝘰𝘪 𝘷𝘰𝘨𝘭𝘪𝘢𝘮𝘰 più 𝘤𝘰𝘳𝘴𝘪 𝘦 𝘴𝘤𝘶𝘰𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘭𝘪𝘯𝘨𝘶𝘢 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘢,
𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘭𝘪𝘯𝘨𝘶𝘢 è 𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘦 𝘭𝘢 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢 è 𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘪𝘵à”.

Lo ha affermato Vincenzo Odoguardi, Vice presidente del MAIE, Movimento Associativo Italiani all’Estero




“Oltre i confini. Esperienze di migrazione”. Se ne parlerà al Museo delle Arti di Roma

26oltreconfini

26oltreconfiniIl prossimo 16 dicembre, alla vigilia della Giornata Internazionale per i diritti dei migranti, Acri organizza “Oltre i confini. Esperienze di migrazione”, evento che sarà ospitato a Roma presso il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, dalle 10,30 alle 12,30.
L’incontro sarà l’occasione per presentare alcune delle esperienze di pratiche di soccorso, accoglienza e integrazione dei migranti realizzate in questi anni dalle Fondazioni di origine bancaria, insieme alle Ong e al Terzo settore. Si tratta di sperimentazioni che possono rappresentare modelli utili per progettare politiche più ampie.
Condotto dalla giornalista Rai Marina Lalovic, l’incontro prevede gli interventi di Giorgio Righetti, direttore generale di Acri, Vincenzo Cesareo, segretario generale di Fondazione Ismu; da confermare la presenza di Tatiana Esposito, direttrice generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del lavoro.
A seguire una tavola rotonda con Andrea Angelini, Comunità di Sant’Egidio, Caterina Boca, capofila del progetto “Con i bambini afghani”, e Giampaolo Silvestri, segretario generale di AVSI. Da confermare la presenza di Ada Ugo Abara, Forum delle Diaspore.
Per partecipare occorre registrarsi qui. (aise) 




Tenerife. Un italiano arrestato per truffa internazionale secondo lo schema “piramidale”

download

downloadLa Guardia Civil ha smantellato uno schema piramidale composto da almeno trenta persone, compresi i due presunti leader, una coppia che risiede a San Isidro-Granadilla, nel sud di Tenerife.

L’uomo, di nazionalità italiana, era indagato dalla Guardia Civil per operazioni bancarie sospettate di essere riconducibili al reato di riciclaggio.

In una perquisizione della sua abitazione, la Guardia Civil ha sequestrato denaro contante, documentazione e materiale informatico relativo ad attività criminose, per le quali sono indagate 31 persone a Murcia, Alicante, Barcellona e Oviedo.

L’operazione “Pyramidi-Scam” è iniziata a seguito di una denuncia registrata a Cabezo de Torres-Murcia, in cui una persona affermava di essere stata vittima di una truffa insieme ad altre persone, sia a livello regionale che nazionale.

I primi passi dell’indagine hanno permesso di verificare che l’inganno consisteva nell’attirare le persone a fare investimenti in una futura piattaforma digitale per fare acquisti e vendite, simile a un noto ‘marketplace’, uno spazio commerciale che funge da intermediario tra compratori e venditori.

L’attività criminale è iniziata con la creazione di un marchio, che doveva essere dotato di credibilità e prestigio.

Questo marchio era una piattaforma di mercato che aspirava a competere con i principali commercianti nel settore delle vendite online.

Spiega la Guardia Civil in un comunicato che includeva acquisti diretti dal fornitore, transazioni in euro, intelligenza artificiale, portafogli di criptovaluta e consegne a domicilio, tra gli altri servizi.

L’inchiesta della polizia ha tuttavia verificato che i suoi ideatori non hanno mai avuto l’intenzione di concretizzare il progetto, ma semplicemente di lucrare illegalmente a spese dei propri investitori.

Al vertice della piramide, secondo la loro gerarchia, c’erano i capi del complotto, una coppia di coniugi con sede a Tenerife composta da un uomo italiano e una donna cubana, che presentarono il progetto ad altre persone a cui fu offerto di unirsi in cambio per fare investimenti in esso, sostenendo che avrebbero poi generato sostenuti benefici.

Il principale indagato è apparso in alcuni video promozionali della società, pubblicizzandosi come suo direttore in Spagna.

Questa trama transnazionale ha riguardato numerosi paesi come l’Italia, il Regno Unito, la Colombia e la Repubblica Dominicana, tra gli altri, tutti con i rispettivi incaricati.

La messa in scena per catturare gli obiettivi “è stata come un film”, afferma la Guardia Civil.

Sono stati organizzati eventi in hotel prestigiosi in Spagna e in altri paesi europei, e persino viaggi e crociere, il tutto con l’obiettivo di dare l’aspetto di un’azienda solvibile e attirare il maggior numero possibile d’investitori/vittime.

La struttura della truffa era piramidale e seguiva lo schema Ponzi, che è un tipo di frode sugli investimenti che paga gli investitori esistenti con fondi generati da nuovi investitori, con i quali le vittime consolidate sono diventate i nuovi reclutatori per continuare a cercare futuri investitori. .

Oltre agli investimenti, i truffati dovevano acquistare licenze dalla società, che poi hanno dovuto vendere per ottenere un vantaggio economico.

I truffati avevano quindi due possibilità per ottenere benefici: vendere licenze o fare investimenti con tassi d’interesse superiori a quelli di mercato.

Per fare ciò, i truffatori hanno creato una piattaforma digitale in cui a ogni investitore/venditore di licenze veniva garantita la possibilità di salire nell’organizzazione in una classificazione gemmologica: smeraldo, diamante, doppio diamante…

Avevano un proprio profilo dove poter visualizzare i benefici economici che ne erano scaturiti, pur non potendo mai disporne.

Pertanto, i leader hanno realizzato grandi profitti che sono stati dirottati su conti in Lituania o attraverso la conversione in criptovalute, aggiunge la Guardia Civil.

I due detenuti e gli indagati, ritenuti responsabili dei reati di appartenenza a organizzazione criminale, truffa e riciclaggio, oltre alle cose sequestrate e ai procedimenti svolti, sono stati messi a disposizione delle competenti Autorità Giudiziarie.

 




Il Cgie chiede al Ministro Tajani di convocare la plenaria di insediamento

cgie g

cgie gC’è un Cgie eletto nel 2015 ancora in regime di prorogatio, in carica solo per l’ordinaria amministrazione, che non può riunirsi perché così ha deciso l’Avvocatura dello Stato; e ci sono nuovi consiglieri eletti ad aprile che ancora non si sono insediati perché manca il decreto di nomina della compagine governativa. Un “limbo” da cui il Consiglio generale degli italiani all’estero vuole uscire al più presto: per farlo ha chiesto al suo Presidente, il ministro degli esteri Antonio Tajani, di convocare quanto prima l’assemblea plenaria.
Di questo si è parlato oggi pomeriggio in una conferenza stampa convocata dal segretario generale uscente, Michele Schiavone, che, insieme ai colleghi del Comitato di presidenza, ha stigmatizzato il protrarsi di una situazione che priva gli italiani all’estero di un segmento importante della loro rappresentanza.
“Ad un anno di distanza dalle elezioni dei Comites nel dicembre 2021 e dal rinnovo in aprile dei 43 consiglieri eletti, il Cgie non ha ancora potuto riunirsi, né per ridefinire i propri assetti interni né per la programmazione, poiché non è stato ancora firmato il decreto sui 20 consiglieri di nomina governativa”, ha confermato Schiavone. L’apertura della crisi di governo ha congelato i risultati delle elezioni del 9 e 10 aprile: “a inizio giugno erano state completate le pratiche amministrative e preventivata la ripresa della nostra attività per la prima settimana luglio”, ha aggiunto. “A seguito della caduta del governo, la Farnesina aveva spostato i termini per la convocazione della plenaria dal 12 al 17 dicembre prossimi, ma ancora manca il decreto e i tempi diventano strettissimi”, ha sostenuto Schiavone, richiamando tutte le “sollecitazioni” che il Comitato di presidenza uscente ha rivolto a Governo e Amministrazione e auspicando una “decisione autonoma del Governo” senza la quale la plenaria salterà anche quest’anno.
Dal 10 marzo scorso, ha ricordato, il Cgie “è bloccato dal regime di prorogatio, a causa di una discutibile e zelante decisione dell’Avvocatura dello Stato”. Da allora, il Consiglio può svolgere solo atti di ordinaria amministrazione, cioè quelli “urgenti e indifferibili”, potendo solo “formulare pareri obbligatori su specifiche proposte del Governo che riguardino gli italiani all’estero”.
Per questo “chiediamo al ministro Tajani di accelerare i tempi per far ripartire l’attività del Cgie e convocare urgentemente l’assemblea di insediamento”. In questi mesi si è “determinato un vuoto della rappresentanza intermedia” che “sta minando la credibilità che l’organismo è riuscito a conquistare nei primi anni di mandato”. Visto che, in quanto Ministro degli esteri, Tajani è anche il presidente del Cgie, “la nostra sollecitazione è per lui”.
Sul tavolo, d’altronde, ci sono questioni importanti su cui lavorare: “sono trascorsi 3 anni dalla ultima plenaria”, ha ricordato Schiavone, sottolineando come, nonostante la pandemia, il Cgie non solo non si sia fermato, ma sia stato in prima linea nella gestione dell’emergenza. Ci sono quindi progetti avviati e indicazioni programmatiche da attuare, in primis quelle emerse nella quarta Conferenza permanente Stato Regioni Cgie del dicembre scorso. Tra queste, Schiavone ha citato l’immediata stabilizzazione della segreteria permanente del Cgie, il progetto interministeriale Maeci – Mic sul turismo delle radici, la convocazione di un tavolo di concertazione per rispondere alle emergenze che investono la promozione dell’italiano, visto che “corsi e studenti si assottigliano e chiudono enti gestori”, senza dimenticare la “diffusa difficoltà e i disagi che i connazionali pagano nel loro rapporto con la rete consolare” a causa dell’insufficienza d’organico. Nel frattempo, ha aggiunto, “sul territorio associazioni e Comites continuano ad accogliere gli italiani che continuano ad emigrare”. Occorre, dunque, “riportare alla normalità le prerogative del Cgie” così che “le politiche per gli italiani all’estero ripartano con il nostro contributo”.
“È importante mettere in agenda la plenaria”, ha ribadito Schiavone, “anche con un intervento straordinario della Presidenza del Consiglio” così come è urgente “procedere all’assegnazione delle deleghe alla Farnesina”, visto anche l’avvio della discussione sul Documento di Economia e Finanza “nel quale si decidono gli interventi a sostegno delle politiche per gli italiani all’estero”.
Politiche necessarie per intervenire in diversi settori, sintetizzati dai vicesegretari d’area, Silvana Mangione (Paesi anglofoni extra Ue), Mariano Gazzola (America Latina) ed Eleonora Medda (Europa).
Sulla promozione della lingua e cultura la Circolare 4 non dà vita facile agli enti gestori, ha detto Mangione, riportando la situazione negli Usa dove, su 14 enti soltanto in 3 hanno presentato progetti per il prossimo anno scolastico. Cifra che sale a 7 per il 23/24. “Mi auguro che non significhi che gli altri chiuderanno i battenti”, ha commentato, sostenendo di avere “stesse notizie anche dall’Europa”. Burocrazia e tempi lunghi per i pagamenti “mettono in ginocchio gli enti”, ha sostenuto Mangione, prima di richiamare la “tenacia” con cui il Cgie ha lavorato ad un’altra priorità: la riforma degli organismi di rappresentanza, su cui si “dovrà ricominciare da capo” – dopo che nella scorsa legislatura si era quasi arrivati alla discussione in Aula dei testi di Nissoli (Fi) e Quartapelle (Pd) – rimettendo mano “alle nostre due proposte per cambiare le leggi che hanno limitato la portata di Comites e Cgie” per non dare più adito a “interpretazione restrittive”.
Infine bisogna “riavviare con urgenza il tavolo concertazione Maeci – patronati per la nuova convenzione che dia ai patronati funzioni di forte sussidiarietà così da proteggere le nostre comunità”, ha concluso Mangione.
Tema, questo, ripreso dal collega Mariano Gazzola che si è soffermato sullo stato dei servizi consolari, “il problema più sentito” dai connazionali “e non solo in America Latina”. Per la situazione in Sud America, ha sostenuto, “di solito si indicano due cause: la consistenza numerica degli italodiscendenti che chiedono servizi e la mancanza di organico. Ed è vero. La politica sembra non essere capace di affrontare il tema della legge sulla cittadinanza, con parametri che verifichino l’effettiva identità nazionale e l’appartenenza alla comunità; né riesce a trovare soluzioni per la mancanza di personale. E quando la politica non ce la fa, allora l’Amministrazione pensa a soluzioni, che però, a loro volta, generano nuovi problemi”, in primis la difficoltà a prendere un appuntamento per cui secondo Gazzola “siamo passati dallo ius sanguinis allo ius fortunae”. Questo ha prodotto nuovi problemi: i connazionali che non riescono a prenotarsi nel paese di residenza, fanno la pratica in Italia. Ma arriva un momento in cui il Comune deve chiedere informazioni e documenti ai consolati. Insomma, “si è solo spostata la fila”: non la fanno più i connazionali in Consolato, ma i Comuni per email.
E non è solo una questione di consistenza numerica: “ci sono servizi che, come il Cgie, sono bloccati o che tendono a scomparire, come ad esempio in Perù, dove dal 2020 non esiste più il servizio di riconoscimento della cittadinanza; o in Bolivia dove è stato eliminato da un paio di mesi. Anche in Argentina in alcuni consolati è inesistente”.
Quanto ai passaporti, Gazzola in primis – ma anche gli altri membri del Cdp – hanno criticato quanto successo a Londra: “un Consolato ha deciso da solo di anticipare la convenzione con i patronati, mentre in altre parti del mondo non si può fare. Perché in alcune parti si e in altre no?”, si è chiesto Gazzola, auspicando un rapido affidamento delle deleghe per gli italiani all’estero alla Farnesina “perché il problema più grande è la mancanza di una scelta politica”.
La situazione, dunque, è “confusionaria”, c’è un “vuoto istituzionale che non è giustificabile”, ha detto Eleonora Medda. “Sì, ci sono state emergenze e ritardi nella firma del decreto dei consiglieri governativi, ma secondo la legge così come la prassi di diritto il precedente Consiglio rimane in carica fino all’insediamento del nuovo” e invece per questo Cgie così non è stato, “Non ci è stata data neanche la possibilità di fare riunioni. Le nostre comunità – ha sottolineato – non si meritano questa mortificazione della rappresentanza”.
Anche nell’Ue, ha aggiunto, “c’è la questione urgente del post covid, su cui si è stratificata l’emergenza inflazione, la questione energetica, l’accoglienza dei rifugiati ucraini. Anche noi abbiamo problemi con i consolati che hanno faticato a riprendersi. Anche in Europa per avere un appuntamento possono servire diversi mesi. E poi – ha aggiunto – ci sono i ritardi nei finanziamenti di alcuni Comites così come per gli enti gestori”. Anche per Medda “è urgente riprendere a lavorare sulla convenzione Maeci – Patronati” così come sulla “implementazione delle politiche discusse nella Stato regioni Cgie”, senza dimenticare la diffusione “di tutte le attività avviate durante la pandemia: studi, ricerche, analisi e documentari. C’è molto lavoro da fare e questa situazione di stallo – ha ribadito concludendo – è ingiustificabile”.
Il Cgie, dunque, scalpita per tornare a lavorare nelle modalità più consone, ritrovando contatti diretti e continui con la Direzione generale per gli italiani all’estero; riunendosi di persona, visto che la copertura finanziaria lo consente; tornando ad essere un referente puntuale e informato su tante questioni: dai problemi aperti dal futuro impiego dello Spid all’estero ai contributi integrativi per i Comites – su cui, pare, l’Ufficio I della Dgit si esprimerà a giorni; dalla formazione della Commissione che decide i contributi per la stampa italiana all’estero presso la Presidenza del Consiglio ai pareri sulla programmazione di Rai Italia – su cui, per il nuovo palinsesto lanciato martedì, nessuno ha interpellato il Consiglio generale.
Il limbo è durato abbastanza. (m.cipollone\aise)




Cape Town: ricevimento in Residenza per la Settimana della cucina italiana

18pretoria

18pretoriaNell’ambito delle iniziative organizzate dall’Ambasciata d’Italia a Pretoria nell’ambito della VII Edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, l’Ambasciatore Paolo Cuculi e l’Ambasciatrice Oriana Mannaioli Cuculi hanno ospitato nella Residenza d’Italia a Cape Town un ricevimento con menù preparato da Lorenzo Cantoni, miglior Chef AIRO 2021, e sous-chef Matteo Angelini.
Hanno partecipato all’evento il Vice presidente dell’Assemblea Nazionale Sudafricana, Solomon Lechesa Tsenoli, il Capo di Gabinetto del Sindaco di Cape Town, James Styan, la nutrizionista Marina Carcea e l’enologo Matteo Marangon, insieme ad esponenti di spicco della società sudafricana e dell’imprenditoria italiana in Sud Africa. (aise)




Premio internazionale “Bellunesi che onorano la provincia in Italia e all’estero”

18sasset

18sassetSarà Sedico, terra che ha visto generazioni di concittadini emigrare in ogni angolo del mondo, ad ospitare la XXII edizione del Premio Internazionale “Bellunesi che hanno onorato la provincia in Italia e nel Mondo” sabato prossimo, 26 novembre, a partire dalle 9.30 nella Chiesa di Santa Maria Annunziata.
Il Premio, organizzato da Provincia di Belluno, Associazione Bellunesi nel Mondo e i Rotary Club di Belluno, Feltre, Cadore-Cortina prevede tre riconoscimenti principali riservati ai Bellunesi emigrati in Italia e nel mondo e ai loro discendenti, che mantengono vivo il legame con la terra delle radici e assegnato a personalità che si sono distinte in tre settori: economico, imprenditoriale e professionale; istituzioni arte e cultura; sociale e solidaristico.
Per il settore economico, imprenditoriale e professionale, sarà premiato Dario Olivier.
Nato a Forno di Zoldo, inizia, giovanissimo, a lavorare nelle gelaterie di famiglia a Witten. La sua propensione e interesse per l’attività artigianale del gelatiere lo porta ad associarsi all’UNITEIS (Associazione dei Gelatieri artigiani in Germania).
In UNITEIS si distingue per dinamismo, competenza e passione e ricopre varie cariche tra cui, dal 2012 al 2021, quella di Presidente. Nel 2021 è stato nominato coordinatore della MIG (Mostra Internazionale del Gelato) e dal 2016 fa parte del Consiglio d’Amministrazione dell’Ente Longarone Fiere.
La sua predisposizione per l’associazionismo e per le problematiche degli italiani che vivono all’estero lo ha portato ad avvicinarsi all’ABM.
Per il settore istituzioni, arte e cultura il premio andrà a Linda Sasset e ad Andrea Da Ronch.
Andrea Da Ronch, originario di Sedico, si è laureato in Ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano.
Oggi è professore associato in Ingegneria Aeronautica all’Università di Southampton, una delle migliori università del mondo.
I contributi di Da Ronch nel campo della ricerca aeronautica sono stati riconosciuti da vari premi, il più importante dei quali è il riconoscimento dell’Associazione Americana di Aeronautica ed Astronautica.
Le sue ricerche nel campo industriale hanno permesso di sviluppare metodi di calcolo, ora usati da Airbus, capaci di ridurre il tempo/costo di alcune fasi del progetto dell’80%.
Linda Sasset, originaria di Sedico, si è laureata prima in Biotecnologie Sanitarie e, successivamente, in Biotecnologie Mediche.
Nel 2015 si è trasferita a New York dove studia il ruolo di una particolare classe di lipidi, gli sfingolipidi, nelle malattie cardiovascolari e nel diabete. I suoi studi stanno aprendo la strada a nuove terapie per l’ipertensione.
Per il settore sociale e solidaristico il riconoscimento va a Giuseppe Lauria Pinter.
Nato a Belluno, dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia e la specializzazione in Neurologia, ha trascorso un periodo di formazione e ricerca presso il Dipartimento di Neuroscienze della Johns Hopkins University, Baltimore, USA e successivamente presso il Centro di Elettromiografia e Controllo Motorio del Dipartimento di Neurologia dell’Università di Barcellona.
Direttore dell’Unità Operativa Complessa Neurologia 3 dal 2013 e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche dal 2016, nel dicembre 2021 è stato nominato dal Ministero della Salute Direttore Scientifico della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico “Carlo Besta”.
È Professore Ordinario di Neurologia dell’Università degli Studi di Milano dal 2018. La sua attività di ricerca è focalizzata sulle patologie del sistema nervoso periferico, dolore neuropatico e SLA.
Il Premio Speciale “Barcelloni Corte – De Martin Modolado” viene assegnato alla Famiglia De Bettin.
I Fratelli De Bettin (Francesco, Raffaele, Stefano e Daniele) sono i fondatori, nel 1991 a Santo Stefano di Cadore, dello Studio di Ingegneria e Architettura “De Bettin Associati” dal 1993 DBA Group, un’innovativa società di ingegneria.
DBA Group ha sviluppato nel tempo metodi, esperienze e know how nella fornitura di servizi d’Ingegneria e di Project & Construction Management in ambito civile, impiantistico ed infrastrutturale. Dal 2005, ai servizi già offerti, ha affiancato quelli di Asset & Lifecycle Management, correlati all’automazione dei processi di gestione del ciclo di vita di opere ed infrastrutture, attraverso lo sviluppo di applicativi e piattaforme software web based.
Anche quest’anno saranno ricordate le persone che hanno contribuito notevolmente al mondo dell’emigrazione. Il doveroso riconoscimento alla memoria ricorderà: Giuseppe Deon – Belluno; Marino Bez – Longarone; Luciano Celato – Lucerna; Renato De Paris – Trichiana; Denis John Secco – Seren del Grappa; Franco Sponga – Limana; Anna Coletti – Belluno; Gianni Arboit – Arsié; Debora Geremia – Taibon Agordino; Rino Dal Farra – Alpago; Giuseppe Dal Molin – Santa Giustina; Don Mario Carlin – Sedico; Camillo Moro – Trichiana; e Giovanni Corso – Fonzaso.
Alla cerimonia del 26 novembre interverranno il Coro Monti del Sole e il Corpo musicale comunale di Sedico.
La cerimonia, presentata da Michela Da Canal e resa possibile grazie alla preziosa collaborazione delle associazioni e del volontariato del Comune, sarà trasmessa sulle onde di Radio ABM – voce delle Dolomiti, la web radio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. (aise)




Elezione coordinatore dei Comites del Canada

logo nuovo comites

logo nuovo comitesAlla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Canada Dott. Andrea Ferrari il 16 novembre 2022, in modalità remoto, si è tenuto un incontro per determinare, nell’ambito della consueta collaborazione tra Com.It.Es. e la rete diplomatico-consolare in Canada, il coordinamento del comitato stesso.

Erano presenti i 3 Presidenti di Com.It.Es. Canada, Vancouver, Montreal, Toronto (il rappresentante della CGIE che non aveva diritto di voto). Attraverso questa votazione è stato eletto con il consenso di tutti il Sig.Vito Bruno, presidente Com.It.Es. di Vancouver.

Auguriamo buon lavoro a Vito Bruno

 

Augusto Oriani

Com.It.Es. Commissione Comunicazione

 

 

 

 

 




Londra, Il passaporto si farà anche dai patronati

download

downloadDomenico Bellantone, Console Generale a Londra, ha annunciato nei giorni scorsi la nuova collaborazione tra il Consolato generale e i patronati sul fronte-passaporti. La nuova partnership, ha spiegato il diplomatico, coinvolgerà tutti – dicasi tutti – i Patronati italiani presenti nel Regno Unito: ACLI, INAS-CISL, INCA–CGIL e ITAL-UIL.

Ora, capite bene quanto stiano godendo in questo momento quelle sigle sindacali. Perché? Ma è presto detto: con l’occasione della raccolta delle impronte digitali presso le loro sedi, avranno modo di raccogliere anche i dati dei connazionali che si recheranno a rinnovare il documento di viaggio. E tutti gli italiani hanno un passaporto.

Oltre 450mila gli iscritti AIRE nella sola circoscrizione consolare di Londra. Un bel bottino, non c’è che dire, che i patronati potrebbero portarsi a casa: email, numero di telefono/WhatsApp, indirizzo fisico di ogni italiani residente in UK. Dati che valgono oro.

Un bottino da utilizzare nel momento più utile. Per esempio, in campagna elettorale, diffondendo propaganda politica attraverso quei canali e andando così a sostenere questo o quel partito, questo o quel candidato. E si sa da che parte stanno, storicamente, i patronati…

Nel dettaglio, i Patronati hanno fornito la disponibilità a ospitare presso le loro sedi delle “missioni” di funzionari dell’Ufficio Passaporti ai fini della raccolta delle impronte biometriche per la successiva lavorazione della pratica in Consolato. Il passaporto sarà poi spedito direttamente al domicilio del connazionale.

“Per prenotare un appuntamento – ha aggiunto il Console -, basterà contattare il Patronato prescelto sulla base delle vostre esigenze e delle date presenti in calendario”. “Il servizio è totalmente gratuito e rappresenta un ulteriore sforzo di questa Sede e dei Patronati coinvolti per avvicinare le Istituzioni al cittadino”, ha concluso.

da italiachiamaitalia.it