Una mostra per i “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo”

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50 anni insieme agli emiliano romagnoli nel mondoimmagine10Si intitola “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo” la mostra progettata e realizzata dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo per celebrare mezzo secolo di storia della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, un’istituzione che dal 1974 accompagna, rappresenta e valorizza le comunità regionali all’estero. La mostra inaugurata il 13 febbraio presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa e resterà visitabile fino al 27 febbraio, negli orari di apertura della biblioteca. (lun.-ven. 9-13; mar. 9-17)

Il percorso espositivo ricostruisce, attraverso pannelli, immagini, documenti, materiali multimediali e contenuti audiovisivi, l’evoluzione della Consulta e delle politiche regionali rivolte agli emiliano-romagnoli nel mondo, intrecciando storia istituzionale e storie di persone, associazioni e territori. Il cuore della mostra è una linea del tempo articolata in quattro grandi periodi storici, che raccontano la nascita, la trasformazione e il consolidamento della Consulta fino alla sua configurazione attuale, mettendo in luce i passaggi legislativi fondamentali, i cambiamenti organizzativi e le principali priorità politiche di ciascuna fase. Accanto alla dimensione storica e istituzionale, un’ampia sezione è dedicata alle comunità emiliano-romagnole nel mondo: i numeri dell’emigrazione, la diffusione geografica, il ruolo delle associazioni, le reti di solidarietà, l’impegno culturale e sociale che, nel tempo, ha reso queste comunità un patrimonio vivo per la Regione. Un focus specifico è riservato alle politiche giovanili della Consulta, che negli anni hanno promosso il protagonismo delle nuove generazioni, il ricambio associativo, la formazione, la mobilità e il dialogo tra giovani all’estero e territorio regionale. Progetti ed esperienze che raccontano un’idea di emigrazione non solo come memoria, ma come risorsa contemporanea. La mostra è pensata come esperienza multimediale: QR code accompagnano il visitatore lungo il percorso e consentono di accedere a immagini, podcast, video, documenti e approfondimenti, in gran parte disponibili anche sul Museo virtuale delle migrazioni MIGRER, che arricchisce e prolunga la visita oltre lo spazio fisico (migrer.org). La mostra è impreziosita dal documentario “Fili invisibili”, realizzato dall’Ufficio informazione e comunicazione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, che attraverso voci, testimonianze e immagini restituisce il senso profondo dei legami che uniscono l’Emilia-Romagna alle sue comunità nel mondo. Il documentario verrà proiettato sempre durante l’evento di inaugurazione della mostra presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa, alle ore 18. “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo” è una mostra che racconta una storia collettiva fatta di partenze e ritorni, di identità che si trasformano, di relazioni che resistono al tempo e alla distanza, e di un’istituzione che ha saputo evolversi facendo tesoro del proprio passato. Oltre alla mostra, anche “Fili invisibili”: il documentario realizzato dal Servizio informazione e comunicazione istituzionale dell’Assemblea legislativa della Regione in occasione dei 50 anni della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo . Un racconto per immagini e testimonianze che attraversa oltre cent’anni di emigrazione dall’Emilia-Romagna. In circa 50 minuti si racconta come è cambiata l’emigrazione dalla regione e di come la Consulta si sia fatta interprete di questa trasformazione. Arricchito da materiali d’archivio, dalle interviste a ex presidenti, filmati d’epoca, testimonianze di emigrati che hanno formato le prime comunità all’estero, il documentario racconta anche storie poco conosciute, come quella del naufragio dell’Arandora Star del 1940 raccontato dal presidente, Matteo Daffadà, e quella del Piccolo Museo dell’emigrante di Monghidoro con le sue lanterne, i suoi zoccoli e le sue lettere “scoperto” dalla vicepresidente Elena Ugolini. Non mancano le testimonianze dei “discendenti”, i figli di seconda e terza generazione di emigrati, come Paola, che dall’Argentina è tornata a San Giovanni in Persiceto seguendo le sue origini, e come Maura e Catalina che grazie ai progetti realizzati dalla Consulta hanno potuto conoscere la terra dei loro nonni. Il documentario, in circa 50 minuti, racconta come è cambiata l’emigrazione dalla nostra regione e di come la Consulta si sia fatta interprete di questa trasformazione. Il documentario è disponibile dal 13 febbraio su YouTube (Inform)




A Bologna i lavori della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo

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a bologna i lavori della consulta degli emiliano romagnoli nel mondo immagine23 303x223Si sono aperti il 12 febbraio, presso la Sala “Parigi” dell’Hotel Europa i lavori del primo incontro in presenza dell’attuale Consulta degli #Emiliano-Romagnoli nel mondo, con la partecipazione dei Consultori e delle Consultrici, del Presidente Matteo Daffadà e dei vicepresidenti Elena Ugolini ed Eduardo Zampar Morelli. Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo: al via a Bologna il primo incontro in presenza del mandato. Un’apertura nel segno di giovani, relazioni e ascolto La Consulta è uno spazio stabile di confronto e progettazione che mette in relazione la Regione Emilia-Romagna con le proprie comunità nel mondo, favorendo la circolazione di idee, esperienze e opportunità e rafforzando legami che attraversano confini geografici e generazioni. Ad aprire ufficialmente la tre giorni è stato il Presidente Matteo Daffadà, sottolineando il valore del ritrovarsi in presenza come momento “necessario e concreto”, perché la Consulta vive prima di tutto nelle relazioni e negli scambi che nascono guardandosi negli occhi. Nel suo saluto, Daffadà ha richiamato il significato profondo di questo appuntamento nel cinquantesimo anniversario della Consulta, ricordandone la vocazione storica di ponte tra la Regione e le associazioni dei cinque continenti, e rilanciando una sfida centrale: parlare davvero ai giovani e intercettare le nuove migrazioni, sempre più mobili e discontinui. I lavori sono proseguiti con la relazione del Presidente e l’illustrazione delle attività in corso e delle linee di programmazione per il prossimo biennio, seguite dagli interventi dei Consultori e delle Consultrici. Nel suo intervento, la vicepresidente Elena Ugolini ha indicato alcune priorità di lavoro: giovani e diaspora, il rafforzamento dei rapporti con le aziende e le eccellenze dell’Emilia-Romagna, e la necessità di moltiplicare le relazioni con attori strategici come ambasciate, Istituti Italiani di Cultura e ICE, integrando queste connessioni con le mission regionali. Ha definito la Consulta un vero “moltiplicatore di possibilità”, con un focus chiaro sulle nuove generazioni e su un impegno costante di ascolto. Il vicepresidente Eduardo Zampar Morelli ha invece messo al centro il valore umano delle comunità all’estero: l’energia e l’amore con cui, spesso da volontari, tengono vivi legami e iniziative “di cuore”. Ha evidenziato la sete di cultura e la voglia di fare, citando il contesto brasiliano come particolarmente dinamico, e ha rilanciato l’uso dell’online come leva per ampliare impatto e partecipazione. Le relazioni costruite, ha ricordato, sono un patrimonio che cresce “da uno scambio, da un pranzo”, generando nuove idee e possibilità. Uno dei passaggi più sentiti è stato quello in cui tutti i Consultori e le Consultrici si sono presentati, condividendo provenienze, percorsi e motivazioni. Un giro di voci diverso per accenti e storie, ma unito dalla stessa radice: un momento molto emozionante, che ha reso palpabile il senso di comunità che la Consulta custodisce e rinnova. La giornata si è conclusa con la presentazione delle Commissioni e dei Gruppi di lavoro e con la visione del documentario dedicato ai 50 anni della Consulta. Oggi 13 febbraio, visita allo stabilimento Fabbri 1905 e presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna l’evento pubblico per il cinquantesimo anniversario, aperto alla cittadinanza, con convegno, tavola rotonda, mostra e proiezione del documentario. I lavori si concluderanno domani 14 febbraio con una mattinata dedicata a “Percorsi e opportunità”, tra approfondimenti culturali e istituzionali, contributi su enogastronomia, imprenditorialità, comunità all’estero e politiche regionali, seguiti dagli interventi dei Consultori, dalle conclusioni del Presidente ed eventuali votazioni finali. (Inform)




Centro America, dove conviene di più vivere? Un confronto utile per gli italiani

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sin títuloTrasferirsi in Centro America è una scelta sempre più frequente tra gli italiani in cerca di costi di vita più bassi, clima favorevole e nuove opportunità. Ma non tutti i Paesi offrono le stesse condizioni. Tra sicurezza, sanità, burocrazia e spese quotidiane, ecco un quadro comparativo utile a chi già vive nella regione o sta valutando un trasferimento.

Costa Rica

È considerato il Paese più stabile e sicuro dell’area. La sanità è di buon livello e l’ambiente naturale molto curato. Di contro, il costo della vita è il più alto del Centro America, soprattutto nelle zone urbane e turistiche. Adatto a pensionati con reddito medio-alto e famiglie.

Pro: sicurezza, servizi, qualità della vita
Contro: affitti e spese elevate

Panama

Tra i più apprezzati dagli stranieri per infrastrutture, servizi bancari e collegamenti internazionali. Offre diversi incentivi per pensionati e investitori. Il costo della vita è medio, ma può crescere sensibilmente nella capitale.

Pro: burocrazia relativamente snella, stabilità economica
Contro: vita cara nelle zone più sviluppate

Nicaragua

Resta uno dei Paesi più economici della regione, soprattutto fuori dalla capitale. Tuttavia, la situazione politica e alcune limitazioni alle libertà civili inducono molti stranieri alla prudenza.

Pro: costo della vita basso
Contro: clima politico delicato, servizi limitati

Guatemala

Molto conveniente sul piano economico, soprattutto per affitti e alimentari. Le differenze territoriali sono marcate: alcune aree sono apprezzate dagli stranieri, altre richiedono maggiore attenzione sul fronte della sicurezza.

Pro: prezzi accessibili, forte presenza di espatriati
Contro: sanità e sicurezza disomogenee

El Salvador

Negli ultimi anni ha visto un netto miglioramento sul fronte della sicurezza, ma resta un Paese in fase di transizione. I costi sono contenuti, ma i servizi per stranieri sono ancora limitati.

Pro: affitti bassi, miglioramento dell’ordine pubblico
Contro: sanità e burocrazia ancora fragili

Per gli italiani che cercano stabilità e servizi, quindi,Costa Rica e Panama restano le scelte più solide. Chi invece punta soprattutto al risparmio può valutare Guatemala o Nicaragua, tenendo però conto di sicurezza e contesto politico. El Salvador rappresenta una soluzione intermedia, interessante ma ancora in evoluzione.

Una decisione che va sempre ponderata in base allo stile di vita, al reddito e al grado di adattamento personale, più che al solo costo della vita.




Referendum: il Comites Santo Domingo comunica

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img 377306 o 29 190 0 0 73c8f106571958f428de59fdc053a2fdCOMMISSIONE COMUNICAZIONE, STAMPA E RAPPORTI CON IL PUBBLICO DEL #COM.IT.ES. DI SANTO DOMINGO

🇮🇹 VOTO PER CORRISPONDENZA – #REFERENDUM 22-23 MARZO 🇮🇹🇩🇴

Il servizio di distribuzione e raccolta dei plichi elettorali è affidato a BM Cargo, presente in tutta la Repubblica Dominicana.

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REFERENDUM  22-23 MARZO – SERVIZIO POSTALE CONSEGNA SCHEDE ELETTORALI




Il mezzo secolo della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo

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9daffadaCompie 50 anni la Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo. L’istituzione della Regione Emilia-Romagna, nata per accompagnare, rappresentare e valorizzare le comunità regionali all’estero, verrà dunque celebrata dal 12 al 14 febbraio a Bologna con un fitto programma (presentato ieri, 9 febbraio) che coinvolgerà i rappresentanti delle associazioni dei corregionali all’estero di 20 Paesi in 4 continenti.
Cinquant’anni di relazioni, comunità, politiche pubbliche e legami che attraversano confini e generazioni. Anzi 52, visto che la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo è stata istituita nel 1974 con la legge regionale n. 52, anche se, per questioni organizzative, la data delle celebrazioni è slittata al febbraio 2026, in occasione del primo incontro in presenza della nuova legislatura.
All’evento parteciperanno cittadini in rappresentanza di 280mila emigrati appartenenti alle comunità di Argentina, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Francia, Germania, Moldova, Paraguay, Perù, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Dominicana, Romania, Spagna, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela.
A presentare il programma, in conferenza stampa, il presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri, il presidente della Consulta, Matteo Daffadà, e la vicepresidente Elena Ugolini nonché dalla sottosegretaria alla Presidenza di Giunta della Regione, Manuela Rontini.
Il presidente dell’Assemblea Maurizio Fabbri ha spiegato che “celebrare i 50 anni della Consulta vuol dire sottolineare che la comunità degli emiliano-romagnoli è più grande della regione stessa. È una comunità fatta di persone che mantengono forti legami con il loro territorio d’origine, rapporti preziosi perché da un lato possono favorire la conoscenza all’estero del nostro lavoro e della nostra cultura, dall’altro possono arricchirci nel momento in cui queste persone tornano a trovarci. Per loro le porte dell’Assemblea legislativa sono sempre aperte”.
“La Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo – ha sottolineato il presidente, Matteo Daffadà – è, fin dalle sue origini, un ponte solido ma in continuo movimento tra l’Emilia-Romagna e le sue comunità all’estero: 50 anni insieme a far circolare idee, esperienze e opportunità, dall’Emilia-Romagna verso il mondo e dal mondo di nuovo alla nostra regione. Un ponte che unisce luoghi e persone, ma anche storie e generazioni: l’emigrazione di ieri e le nuove mobilità di oggi, chi ha aperto la strada e chi guarda al futuro”.
Daffadà si è detto convinto del “valore dell’incontro, del guardarsi negli occhi, del conoscersi di persona, in un mondo senza confini: è da qui che nascono fiducia e progettualità e la rete di emiliano-romagnoli nel mondo è una straordinaria risorsa per creare opportunità, attrarre e formare talenti, costruire futuro”.
Il presidente della Consulta ER nel Mondo ha dunque spiegato di aspettarsi “tre giorni intensi e stimolanti come si può intuire dal programma, ampio e articolato, che attraversa molti temi e mette un’attenzione particolare sui giovani, sull’università e sull’enogastronomia, ambiti strategici della nostra identità e leve fondamentali per le prospettive che vogliamo costruire. La mostra ‘50 anni insieme’, invece, è un’occasione per andare avanti e indietro nel tempo e ripercorrere una storia straordinaria di cultura e umanità”.
Per Elena Ugolini, vicepresidente della Consulta, “il cinquantesimo anniversario è un’occasione per valorizzare una rete che in questi anni è cresciuta in modo esponenziale. Gli oltre 280mila emiliano-romagnoli nel mondo sono un patrimonio prezioso per la nostra Regione. Non sono solo persone che sono partite ma cittadini che hanno costruito imprese, promosso cultura, ricerca e innovazione nei Paesi in cui vivono”.
“La Consulta – ha proseguito – ha il compito di mantenere vivo questo legame e trasformarlo in opportunità concrete per lo sviluppo, per il rientro dei talenti e per i nostri studenti, universitari e delle scuole superiori, che desiderano aprirsi al mondo”.
“Dopo cinquant’anni di storia – ha concluso la vicepresidente Ugolini – si apre una fase nuova: dobbiamo rafforzare questo tessuto di relazioni e metterlo sempre più al servizio dei territori. Sarebbe un errore non cogliere fino in fondo questo grande potenziale”.
La sottosegretaria alla Presidenza di Giunta della Regione, Manuela Rontini, ha sottolineato: “La Consulta rappresenta il ponte tra l’Emilia-Romagna e le sue tante comunità che vivono all’estero. È uno strumento importante, che permette il dialogo e la partecipazione, valorizzando e mantenendo vive le tradizioni e la cultura della nostra comunità anche a migliaia di chilometri di distanza. E lo è a maggior ragione oggi, quando, con le nuove tecnologie, queste distanze si sono avvicinate e ci permettono un contatto ancora più stretto”. “Per questo – ha annunciato la sottosegretaria – la Giunta intende rafforzare il ruolo della Consulta, dei suoi progetti e delle reti di cooperazione tra l’Emilia-Romagna e l’estero: è uno strumento strategico che tiene alto e presente il nome dell’Emilia-Romagna nel mondo”.
L’evento avrà inizio la mattina di giovedì 12 febbraio presso la Sala “Parigi” dell’Hotel Europa dove i lavori si apriranno con gli interventi del presidente della Consulta, Matteo Daffadà, e dei vicepresidenti Elena Ugolini e Eduardo Zampar Morelli. La mattinata sarà dedicata alla relazione del presidente e all’illustrazione delle attività correnti, con un focus sulla programmazione per il biennio 2026/2027 seguita dagli interventi dei consultori che continueranno nel pomeriggio. Si passerà poi alla presentazione delle commissioni e dei gruppi di lavoro.
Il giorno successivo, venerdì 13 febbraio, sarà caratterizzato da un evento aperto al pubblico nella biblioteca dell’Assemblea legislativa, in Viale Aldo Moro 46, a partire dalle 15.
Sono previsti i saluti istituzionali del presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri, e degli ex presidenti della Regione. A seguire gli interventi “L’Italia delle mobilità plurime” a cura di Delfina Licata della Fondazione Migrantes, e “Migrazioni e mobilità. Fasi di una lunga storia”, a cura di Lorenzo Bertucelli dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Alle 16 è prevista la tavola rotonda intitolata “La Consulta e i suoi Presidenti”, moderata da Fabrizio Binacchi. Saranno presenti gli ex presidenti della Consulta Ivo Cremonini, Silvia Bartolini, Gian Luigi Molinari e Marco Fabbri, oltre all’attuale presidente Matteo Daffadà.
La giornata terminerà con due momenti culturali: l’inaugurazione della mostra “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo” alle 17.30 e la proiezione del documentario sulla Consulta “Fili invisibili” alle 18.
Sabato 14 febbraio i lavori si concluderanno con una mattinata dedicata al tema “Percorsi e opportunità” con approfondimenti culturali e istituzionali, fra cui la presentazione del libro su imprenditorialità e trasmissione dei saperi tra emigranti in Argentina e USA a cura di Francesca Fauri e Paolo Galassi, un focus sui GAL, i Gruppi di Azione Locale e l’intervento del Difensore civico regionale, Guido Giusti.
Il percorso espositivo della mostra ricostruisce invece l’evoluzione della Consulta e delle politiche regionali rivolte agli emiliano-romagnoli nel mondo, intrecciando storia istituzionale e storie di persone, associazioni e territori attraverso pannelli, immagini, documenti, materiali multimediali e contenuti audiovisivi.
Il cuore della mostra è una linea del tempo articolata in quattro grandi periodi storici, che raccontano la nascita, la trasformazione e il consolidamento della Consulta fino alla sua configurazione attuale, mettendo in luce i passaggi legislativi fondamentali, i cambiamenti organizzativi e le principali priorità politiche di ciascuna fase.
Accanto alla dimensione storica e istituzionale, un’ampia sezione è dedicata alle comunità emiliano-romagnole nel mondo: i numeri dell’emigrazione, la diffusione geografica, il ruolo delle associazioni, le reti di solidarietà, l’impegno culturale e sociale che, nel tempo, ha reso queste comunità un patrimonio vivo per la Regione.
Un focus specifico è riservato alle politiche giovanili della Consulta, che negli anni hanno promosso il protagonismo delle nuove generazioni, il ricambio associativo, la formazione, la mobilità e il dialogo tra giovani all’estero e territorio regionale. Progetti ed esperienze che raccontano un’idea di emigrazione non solo come memoria, ma come risorsa contemporanea.
La mostra è pensata come esperienza multimediale: QR code accompagnano il visitatore lungo il percorso e consentono di accedere a immagini, podcast, video, documenti e approfondimenti, in gran parte disponibili anche sul Museo virtuale delle migrazioni MIGRER, che arricchisce e prolunga la visita oltre lo spazio fisico. (aise)




Stati Uniti, Comites di Houston: riunione il 7 febbraio

logo stati uniti comites di houston riunione il 7 febbraioimmagine4

logo stati uniti comites di houston riunione il 7 febbraioimmagine4Convocata per sabato 7 febbraio alle ore 10:30 la riunione del #Comites di #Houston presieduto da Salvo Saieva.

Ai lavori presenzierà il Console Generale Mauro Lorenzini. Il Comites discuterà il bilancio consuntivo e le future iniziative.

Come di consueto, il Console Generale Lorenzini aggiornerà il Comites sullo status dei servizi consolari e la programmazione delle attività del Consolato. Il pubblico potrà assistere alla riunione e potrà intervenire durante la sessione dedicata all’ascolto.

I lavori si svolgeranno nella sala riunioni al piano terra dell’edificio sede del Consolato Generale (1330 Post Oak Boulevard). (Inform)




Visti: fermo operativo del sistema informatico

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 fs visitor visa application 2018.xlDisagi temporanei nei consolati italiani all’estero

Un fermo operativo del sistema informatico sta causando ritardi e disservizi nelle procedure legate ai #visti presso diversi uffici consolari italiani all’estero. Il blocco, di natura tecnica, ha interessato le piattaforme utilizzate per la gestione delle pratiche, rendendo impossibile o fortemente rallentato l’inserimento e la lavorazione delle domande.

Cosa sta succedendo

Secondo le informazioni disponibili, il problema riguarda i sistemi centrali di gestione consolare, indispensabili per:

  • la registrazione delle richieste di visto,

  • la verifica dei dati dei richiedenti,

  • l’avanzamento delle pratiche già presentate.

Durante il fermo, molti uffici sono stati costretti a sospendere temporaneamente gli appuntamenti, oppure a limitarsi ad attività non collegate al sistema informatico.

Le conseguenze per utenti e famiglie

Il disservizio colpisce in particolare:

  • cittadini stranieri in attesa di visti per turismo, studio o lavoro;

  • familiari di cittadini italiani o comunitari;

  • italiani residenti all’estero che hanno avviato pratiche per ricongiungimenti familiari.

In diversi casi si registrano rinvii degli appuntamenti e un inevitabile allungamento dei tempi di attesa, con disagi soprattutto per chi ha scadenze di viaggio già fissate.

Situazione temporanea

Le autorità consolari fanno sapere che il fermo è di carattere tecnico e che sono in corso interventi per il ripristino completo del servizio. Come avviene in questi casi, il ritorno alla piena operatività potrebbe richiedere alcuni giorni, durante i quali le sedi consolari opereranno in modo ridotto.

Cosa possono fare gli interessati

I consolati invitano gli utenti a:

  • monitorare i siti ufficiali e i canali social delle sedi di riferimento;

  • attendere comunicazioni dirette via email in caso di appuntamenti già fissati;

  • evitare di presentarsi agli sportelli senza conferma, per non creare ulteriori affollamenti.

Un problema ricorrente

Episodi di questo tipo mettono ancora una volta in evidenza la fragilità dei sistemi digitali consolari, spesso sotto pressione per l’elevato numero di richieste provenienti dall’estero. Un tema particolarmente sentito dagli italiani nel mondo, che chiedono da tempo servizi più stabili ed efficienti.




Messico. L’Ambasciatore Modiano agli italodiscendenti: «Un esempio positivo per tutti»

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italodiscendentipuntovertUn ponte fatto di storie, memoria e futuro che unisce due nazioni attraverso le persone. È questo il cuore del messaggio lanciato dall’Ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, durante il suo intervento al convegno sull’identità e la storia degli italodiscendenti, svoltosi sabato 31 gennaio presso l’Istituto Italiano di Cultura a Coyoacán. L’evento, organizzato dal Comitato degli Italiani all’Estero (Comites) e dall’Associazione Ricercatori Italiani in Messico (ARIM), ha rappresentato un momento di riflessione sul ruolo della comunità italiana nel Paese nordamericano.

Nel suo discorso di apertura, il diplomatico ha sottolineato come lavorare in Messico sia facilitato dal profondo amore che questa terra nutre verso l’Italia, un sentimento alimentato quotidianamente proprio dai connazionali residenti. Nonostante i numeri siano inferiori rispetto alle migrazioni verso Argentina o Brasile — si calcolano circa 50.000 presenze attuali, di cui 26.000 registrate — la qualità e l’impatto della presenza italiana sono straordinari. Modiano ha evidenziato come le narrazioni di chi ha attraversato l’oceano siano quasi sempre racconti di successo, integrazione e costruzione di valore.

«Tutte le volte che ascolto storie italiane in Messico, sono sempre storie positive”, ha affermato l’Ambasciatore con orgoglio. «Sono persone che non solo si integrano molto facilmente, ma diventano anche un esempio positivo. E questo rafforza assolutamente le relazioni tra Messico e Italia».

L’intervento ha toccato anche l’importanza cruciale degli scambi accademici e studenteschi come investimento a lungo termine per cementare i rapporti bilaterali, senza però mai perdere di vista il legame con il passato. Secondo Modiano, la ricerca storica sulle origini non è un mero esercizio nostalgico, ma uno strumento per consolidare l’identità presente.

«Non dimentichiamo le radici. Gli italiani hanno questo grande afflato verso il proprio Paese d’origine, questo legame molto forte», ha concluso il capo della missione diplomatica. «È molto importante non solo conservare il vincolo, ma anche studiare ed approfondire le origini e le radici dei tanti italiani che scelsero il Messico come destino del loro futuro».

Foto: Ambasciata d’Italia in Messico

puntodincontro.mx




Il Com.It.Es. di Santo Domingo porta al CGIE due proposte di riforma sul voto degli italiani all’estero

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sin títuloNel corso della recente Assemblea Ordinaria, il Com.It.Es. di Santo Domingo ha approvato due proposte sul tema del voto degli italiani residenti all’estero, deliberando di trasmetterle alla III Commissione tematica del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), competente in materia di diritti civili, cittadinanza e partecipazione.

Le proposte nascono dall’esperienza diretta maturata negli anni dalla comunità italiana nella Repubblica Dominicana e dal lavoro svolto dal Com.It.Es., anche in occasione delle precedenti consultazioni elettorali e referendarie, durante le quali sono emerse criticità operative ampiamente documentate.

«Il Com.It.Es. di Santo Domingo compie oggi un passo importante», dichiara la Presidente Licia Colombo. «Dopo aver denunciato con serietà e senso di responsabilità le debolezze del sistema di voto all’estero, passiamo ora a una fase propositiva, mettendo sul tavolo soluzioni concrete costruite a partire dall’esperienza reale dei nostri connazionali.»

Una delle proposte è stata presentata dal Segretario Flavio Bellinato, che sottolinea il valore politico e istituzionale del percorso intrapreso:«La proposta che ho presentato nasce dal lavoro sul campo, dall’ascolto dei cittadini e dall’analisi delle criticità emerse negli anni. L’obiettivo è contribuire in modo costruttivo al miglioramento dell’effettivo esercizio del diritto di voto degli italiani all’estero.»

Accanto a essa, l’Assemblea ha approvato anche una mozione presentata dal Consigliere Giuseppe Visca, che evidenzia: «Il voto all’estero è un diritto costituzionale che va tutelato. Il lavoro del Com.It.Es. dimostra che, partendo dai territori, è possibile avanzare proposte utili e credibili per alimentare il dibattito nazionale.»

Le due proposte, entrambe consultabili sul sito web del Com.It.Es. di Santo Domingo, nella sezione “Documenti”, sono state trasmesse alla III Commissione del CGIE grazie al coinvolgimento del Consigliere di nomina governativa Paolo Dussich, residente nella Repubblica Dominicana e membro della Commissione stessa.

«Il valore di queste proposte sta innanzitutto nel metodo», afferma Dussich. «Arrivano da un Com.It.Es. attivo, che ha saputo trasformare le criticità riscontrate in indicazioni operative. Sarà mio impegno portarle all’attenzione della III Commissione affinché possano essere oggetto di un confronto serio e approfondito.»

Con questa iniziativa, il Com.It.Es. di Santo Domingo conferma il proprio ruolo di ponte tra le comunità italiane all’estero e le istituzioni centrali, contribuendo in modo concreto al dibattito sul futuro della rappresentanza e della partecipazione democratica degli italiani nel mondo, rafforzando al contempo la propria credibilità agli occhi dei cittadini.




Referendum: per i temporaneamente all’estero opzione entro il 18 febbraio

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Anche gli italiani temporaneamente all’estero potranno votare per corrispondenza al #referendum confermativo del 22 e 23 marzo, ma solo se lo comunicheranno al proprio Comune entro il 18 febbraio.
Possono esercitare questa opzione gli elettori che, residenti in Italia, per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi, nel quale ricade la data di svolgimento delle prossime consultazioni referendarie (22 e 23 marzo 2026), e i familiari che vivono con loro.
Per votare per corrispondenza e dunque ricevere il plico elettorale contenente le schede per il voto, questi elettori dovranno far pervenire AL COMUNE d’iscrizione nelle liste elettorali un’apposita opzione entro mercoledì 18 febbraio.
L’opzione – esercitabile tramite il modulo pubblicato sui siti della rete diplomatico-consolare o in carta libera – deve essere inviata al Comune di iscrizione nelle liste elettorali per posta, posta elettronica ordinaria o certificata. Alternativamente, può essere presentata a mano, anche da una persona delegata dall’interessato.
L’opzione – cui va obbligatoriamente allegata anche copia di un valido documento di identità dell’elettore – deve contenere l’indirizzo postale estero completo a cui andrà inviato il plico elettorale, l’indicazione dell’Ufficio consolare competente per territorio e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’ammissione al voto per corrispondenza (cioè trovarsi per motivi di lavoro, studio o cure mediche per un periodo di almeno tre mesi (nel quale ricade la data di svolgimento delle consultazioni) in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti oppure di essere familiare convivente di un cittadino che si trova in queste condizioni).
Questa procedura si applica anche ai cittadini italiani iscritti all’AIRE temporaneamente dimoranti in una CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE diversa da quella di stabile residenza.
È possibile revocare l’opzione sempre entro il 18 febbraio. (aise)