Nizza rende omaggio a Garibaldi: Consolato e Comites alla cerimonia

3nizza

3nizzaLa città di Nizza nei giorni scorsi ha reso omaggio alla figura di Giuseppe Garibaldi. Ne dà notizia il Comites che ha partecipato alla cerimonia commemorativa, svolta nella piazza intitolata all’Eroe dei due mandi in occasione dell’anniversario della sua nascita.
Alla manifestazione, organizzata dalla Ville de Nice, rappresentata dal delegato alle relazioni internazionali e ai gemellaggi, Christiane Amiel e dal delegato alle relazioni transfrontaliere, Laurence Navalesi, erano presenti, tra gli altri, i discendenti di Anita e Giuseppe Garibaldi, il funzionario del Consolato Italiano a Nizza, Pina Barbaro e la Presidente del Comites, Elisabetta Castellano.
Alla cerimonia ha preso parte anche l’associazione nazionale Giuseppe Garibaldi. (aise) 




Più personale, più equilibrio salariale per i dipendenti delle sedi diplomatiche

schiavone serio

schiavone serioQuesto inizio settimana i rappresentanti di 36 paesi e di 13 organizzazioni internazionali sono riuniti a Lugano assieme alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per partecipare all’Ukraine Recovery Conference per organizzare la ricostruzione futura di questo grande paese europeo semidistrutto in seguito all’invasione dell’esercito russo. La città di Lugano e la diplomazia elvetica ospitano questo tanto auspicato appuntamento, che dovrebbe determinare la cessazione del conflitto e delineare il cammino per il ritorno alla normalità e alla pace, e per avviare la ricostruzione dell’Ucraina.
In rappresentanza dell’Italia al tavolo negoziale è presente il sottosegretario agli affari esteri e alla cooperazione internazionale, Benedetto Della Vedova, il quale nel suo importante ruolo di protagonista può fare affidamento sulle qualità professionali del nostro corpo diplomatico presente in Svizzera, che gli assicura sostegno e gli garantisce una eccellente copertura dei dettagli contenuti nei dossier da trattare.
La professionalità e le capacità della rete diplomatica italiana sono apprezzate e riconosciute in tutto il mondo e queste caratteristiche, oltre a farcene un vanto, sono una carta da visita straordinaria del soft power italiano nello scacchiere geopolitico mondiale.
Tuttavia, la categoria dei diplomatici è composita e oltre ai ruoli di chi negozia ed è sotto i riflettori dei media, nell’organigramma ci sono anche ambiti di responsabilità, meno visibili ma fondamentali e indispensabili nel puzzle della rappresentanza tricolore, che lo alimenta ed eroga servizi nelle ambasciate, nei consolati e nelle agenzie di rappresentanza.
In particolare in Svizzera, ma lo stesso dicasi per gli impiegati nel mondo intero, oltre la metà dei dipendenti della rete diplomatica sono assunti in loco, con contratto locale e con retribuzioni salariali sostanzialmente differenti, benché questi addetti ai lavori esplichino funzioni analoghe a quelle svolte dalle colleghe e dai colleghi di ruolo provenienti dalla Farnesina. Si tratta di una condizione inaccettabile e deplorevole, che oggi non ha più ragion d’essere né può più essere giustificata a parità di produttività e di rendimento. Perciò le sperequazioni salari vanno riviste e riequilibrate e adeguate. Il settore ha urgente bisogno di maggiore personale e, quindi, vanno pubblicati nuovi concorsi, come è avvenuta nell’intera pubblica amministrazione italiana, per rafforzare le sedi consolari. La cronaca riporta continuamente ritardi siderali per il ritiro dei passaporti e delle carte di identità; è un dramma che rischia di creare sollevazioni popolari.
È proprio la categoria degli impiegati assunti in loco in Svizzera, che operando in un paese con una valuta forte ed uno elevato standard di vita, a causa di questa disparità salariale da anni stringe la cinghia e chiede adeguamenti salariali per il blocco salariale e per la perdita del poter d’acquisto dell’Euro verso il franco svizzero. Ce ne facciamo portavoce e pubblicamente sottoponiamo il problema all’attenzione dei decisori.
Questa settimana il MAECI deciderà gli adeguamenti salariali degli impiegati a contratto nell’intera rete diplomatica all’estero, perciò la rappresentanza paese eletta in Svizzera, a livello territoriale e intermedia, si appella agli Uffici competenti e in particolare al sottosegretario Benedetto Della Vedova a prendere in seria considerazione l’annosa richiesta di adeguamento salariale avanzata dagli impiegati consolari con contratti locali e quelli a contratto italiano, che prestano servizio in questo paese affinché si giunga ad una retribuzione consona, tale da recuperare la grave perdita subita a causa dell’inflazione galoppante e del deprezzamento del valore monetario dell’euro verso le valute forti.
La situazione salariale in cui versano gli impiegati a contratto in Svizzera necessita di una rapida soluzione, così come l’insufficiente numero di personale negli uffici consolari ha dei riflessi nefasti perché condiziona gravemente i trasferimenti dei funzionari di ruolo; di conseguenza le cinque sedi consolari sono sottorganico e l’erogazione dei servizi agli utenti è sottoposta a lungaggini, ritardi e a infinite frustrazioni che purtroppo non sono ancora risolvibili con le promesse della digitalizzazione, rimaste una semplice chimera. (aise) 




Manchester: il Comites si fa portavoce dei “desiderata” della comunità per il nuovo Consolato

5manchestrer

5manchestrerIn vista della riapertura del Consolato di Manchester, prevista per il 18 luglio, la commissione Rapporti con il Consolato del Comites ha elaborato un documento per evidenziare alcuni tra i desiderata della comunità.
“Il Comites assicura anzitutto il proprio supporto e vicinanza alle autorità consolari, con tutte le modalità che saranno ritenute idonee ed utili, auspicando che si realizzino i desiderata della comunità che rappresentiamo”, si legge nel documento.
Al primo punto vengono segnalate “modalità efficienti e trasparenti di prenotazione degli appuntamenti, sia online che tramite canali alternativi, che includano prenotazioni multiple per le famiglie”; utile anche una “sala d’attesa all’interno del Consolato, che dia riparo soprattutto nei mesi freddi”.
Comites e comunità auspicano poi “continuità nel rilascio dei passaporti, soprattutto nel periodo estivo, sia tramite appuntamenti che per posta, anche attraverso i Consolati Onorari”.
Concludendo, il Comites assicura la propria disponibilità “ad esercitare pressione sulle istituzioni affinché venga assegnato ulteriore personale al Consolato, se ciò si renderà necessario”.
Infine, a due settimane dalla riapertura, il Comites porge, anche a nome dei connazionali, i “migliori auguri al Console e al personale del Consolato”. (aise) 




Cile. La “Piccola Italia” dell’Araucaunía

f4ac14a33d7aa496df29a6e706c646b3

f4ac14a33d7aa496df29a6e706c646b3In una cerimonia emozionante e intima presso l’ambasciata italiana a Santiago, il presidente della Corporación Giuseppe Verdi de Capitán Pastene, Mabel Flores Cantergiani, ha ricevuto la decorazione di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia.
Più di cento anni fa, 88 famiglie -circa 700 persone- emigrarono dall’Emilia Romagna, provincia di Modena, in un paese del Cile che chiamarono Capitan Pastene, situato alle pendici del gruppo montuoso Nahuelbuta, nella zona autoctona di l’Araucanía, 620 chilometri a sud di Santiago.
“Hanno lasciato l’Italia alla ricerca del sogno americano e si sono ritrovati alla fine del mondo. Il posto non è stato all’altezza delle loro aspettative, ma sono rimasti e sono rimasti per più di 100 anni. È un miracolo e ancora più miracoloso è che dopo tanto tempo l’italianità resta viva”, ha affermato l’Ambasciatore Mauro Battocchi.
Ha citato la Scuola della Repubblica d’Italia, «modello d’interculturalità con l’insegnamento dello spagnolo, dell’italiano e del mapudungun. Infatti il ​​distretto di Lumaco -in cui si trova Capitan Pastene- è un modello di convivenza che dobbiamo dare a conoscere. I modenesi sono diventati molto collaborativi con i locali e da più di un secolo si sperimenta un modello di vita, una collaborazione esemplare, lo dobbiamo sottolineare”.
Ha aggiunto che la comunità è cresciuta economicamente nel settore forestale, il più importante della zona, ma anche “creando nuove opportunità con l’enogastronomia, il prosciutto, i ravioli e tutta la bontà italiana”.
La Giuseppe Verdi Corporation, guidata da Mabel Flores Cantergiani, “ha contribuito molto attivamente a rivitalizzare le radici italiane. Perché la cultura sia viva e presente, deve avere leader che la spingano avanti, che decidano di farlo in modo proattivo”, ha sottolineato Battocchi.
Nell’assegnarle la Medaglia di Cavaliere, il diplomatico ha sottolineato che “con la sua guida si è meritata questo riconoscimento e per questo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deciso di assegnarle questa decorazione”.
Flores Cantergiani ha ringraziato la distinzione e ha affermato che “io sono solo un nome in questa storia, mi hanno decorato oggi, ma quelle che avrebbero dovuto ricevere questa medaglia sono le 88 famiglie, tra cui quella di mio nono, Francesco Cantergiani, dal quale ho imparato molto e mi ha formato come donna.
Ho imparato da loro tutto quello che sono oggi, e glielo dico davvero, perché quando si superano le difficoltà non c’è esempio migliore di quello vissuto dai nostri nonni 117 anni fa. Quando sentiamo che il mondo sta cadendo, non c’è altro modo per ricordare ciò che hanno fatto, viaggiando per lunghe distanze per raggiungere un luogo in cui la terra non era fertile come era stato promesso e hanno dovuto reinventarsi dal nulla”.
Nell’occasione è stata affrontata l’attuale realtà del Capitano Pastene coinvolto nell’attuale ondata di violenze che sta interessando la Macrozona Sud.
L’Ambasciatore Battocchi ha spiegato che “stiamo vivendo una fase molto delicata, molto difficile, con un nuovo tipo di violenza mai sperimentato prima, violenza sulle strade, anche nei confronti di chi opera nel settore forestale, violenza che ha colpito le loro proprietà, le loro case, che spaventa e minaccia”.
Ha spiegato che il comune di Capitan Pastene “è minacciato nel suo stesso futuro. Se le persone non si sentono tranquille nel viaggiare, il settore turistico e gastronomico ne risente” e ha esortato ad aiutare questa comunità.
Ha chiesto di divulgare «la realtà del capitano Pastene, che chiamerei la piccola Italia dell’Araucanía, la piccola Italia del Cile», che, ha svelato, «è l’unico esempio, non solo in Cile, di una comunità italiana che arriva nelle Americhe e crea una cultura da zero, invece di stare in una città già fondata. Capitan Pastene è una creazione modenese, è incredibile che la nostra Italia realizzi questi miracoli”. Mabel Flores Cantergiani ha affermato che, vista la dimenticanza  è caduto il Capitano Pastene, “oggi non è troppo tardi per dare una mano e ricostruire questa storia di cui io e ciascuno del Pastene siamo così orgogliosi”.
Ha assicurato che “il nostro spirito è continuare a fare il prosciutto, continuare a cantare l’inno alla Scuola della Repubblica Italiana, continuare ed essere un esempio di armonia, possiamo essere un grande esempio nel nostro Paese dove le culture si mescolano e ne fanno una E io rimango con questo, perché  i nostri nonni hanno vissuto insieme in pace e armonia ed è così che intendiamo continuare a farlo”. (ANSA).




Bellunesi a Porto Alegre: è morta Debora Geremia

4bellunesilutto

4bellunesiluttoL’Associazione Bellunesi nel Mondo piange l’improvvisa scomparsa, all’età di 45 anni, di Debora Geremia, presidente della Famiglia Bellunese di Porto Alegre, Brasile.
Una notizia che ha sconvolto il presidente Abm, Oscar De Bona: “Non ci sono parole per descrivere il dolore che stiamo provando. Debora era una persona di grandi capacità e, nel 2019, aveva preso a cuore la guida della Famiglia Bellunese di Porto Alegre con entusiasmo e capacità”.
Avvocato di professione, Debora aveva aperto con il marito Mathias Hasbeart uno studio anche in Italia, a Santa Marinella (Roma).
Le sue radici bellunesi erano di Taibon Agordino. Sua nonna, Maria Margherita Benvegnù era partita da questo paese agordino per emigrare in Brasile assieme al marito, vicentino, Giuseppe Geremia.
Aveva riscoperto le sue radici venete grazie a un progetto dell’Associazione Vicentini nel Mondo e in quell’occasione aveva potuto incontrare anche i suoi parenti, come Livio Benvegnù – già presidente della Famiglia Bellunese di Padova – cugino di terzo grado.
Sempre presente ai raduni dei Benvegnù, Debora si trovava proprio a Taibon Agordino nel 2008 per il tradizionale incontro. Basti pensare che i Benvegnù in Brasile sono oltre tremila.
“Ci mancherà molto – ha concluso De Bona – e siamo vicini al marito e a suo figlio in questo momento di dolore e smarrimento”.
Di certo Debora sarà ricordata in occasione del Premio internazionale “Bellunesi che onorano la provincia di Belluno in Italia e all’estero” in programma a fine novembre a Sedico. (aise) 




Caracas: “Italia con Te” dedicato alla Festa della Repubblica

03italiaconte

03italiaconteIn un clima di gioia, la comunità italo-venezuelana si è ritrovata presso la Sala Simón Bolívar del Centro Nacional de Acción Social por la Música, a Caracas, per partecipare ad una serata musicale in commemorazione della più importante festa civile italiana, in cui vengono riaffermati i valori della democrazia, della libertà, del lavoro e dell’uguaglianza. Alla festa del 2 giugno, Festa della Repubblica, è dedicato il numero speciale di “Italia con te”, il bollettino italiano in Venezuela redatto dall’Ambasciata sia in italiano che in spagnolo.
Il numero dedicato al 2 giugno è scaricabile gratuitamente qui. (aise) 




Una vetrina per i giovani artisti italo-montrealesi

3montreal

corriere italiano “La “Camera Lucida”, in latino “Camera della luce”, è nella sua forma più semplice, un dispositivo da disegno brevettato nel 1806 dal chimico inglese William Hyde Wollanston. L’utente o l’artista guardava una superficie da disegno attraverso una lastra di vetro inclinata di 45 gradi. Il meccanismo produceva a sua volta un’immagine capovolta che permetteva all’artista di riprodurre il soggetto originale. “Camera Lucida” è stato il titolo e il tema che i curatori della mostra-evento, tra cui citiamo in particolare Catherine Labasi-Sammartino e Lina Simeone, hanno scelto per rappresentare le opere fotografiche di sei giovani artisti emergenti italo-montrealesi, tutti con un solido background universitario nel campo delle “Fine Arts”, dal cinema, alla pittura, dalla fotografia ai documentari”. È quanto si legge sul “Corriere italiano” diretto a Montreal da Fabrizio Intravaia.
3montreal“Più di 50 persone erano presenti, il 18 giugno scorso alla Casa d’Italia per il vernissage di questa esposizione che ha voluto essere non solo una vetrina per le opere di tali artisti ma anche un modo per la Casa d’Italia, in sintonia con il percorso intrapreso dai suoi dirigenti, di avvicinarsi alle nuove generazioni delle nostra comunità, per trovare quella “continuità” senza la quale un posto come questo perderebbe tutto il suo significato.
Come in un gioco di riflessi, i sei artisti, Vee Di Gregorio, Luigi Iagulli, Francis Macchiagodena, Leana Paparella, Alessandro Seccareccia e Brianna Setaro, hanno rispecchiato attraverso le loro foto o attraverso altri mezzi espressivi il loro modo di essere ma soprattutto il loro modo di porsi davanti ai temi come la propria identità di italo-canadesi, le origini, le tradizioni, il loro rifiuto, la loro accettazione o la loro trasformazione fornendo una loro propria chiave di lettura.
Le opere di “Camera Lucida” riflettono un’immagine, l’eredità italiana degli artisti, accettata, rifiutata o reinterpretata alla loro maniera, ognuno secondo il proprio gusto e la propria sensibilità”. (aise)




Argentina, Bahia Blanca: il 7 luglio apertura dei turni – cittadinanza

cittadinanza2

cittadinanza2BAHIA BLANCA\ aise\ – Il prossimo 7 luglio il Consolato generale a Bahia Blanca aprirà il servizio di prenotazione dei turni per presentare istanza di ricostruzione della cittadinanza italiana.
Prenotabili sul sistema Prenot@mi a partire dalle 12.00 (ora argentina) i turni saranno assegnati per il mese di gennaio 2023. (aise)




Gli italiani in Islanda: i dati dell’Ambasciata

1islanda

1islandaItaliani residenti in Islanda: quanti sono? Dove vivono? Da dove vengono? Per scoprirlo, l’Ambasciata italiana ad Oslo – competente per circoscrizione anche in Islanda – ha pubblicato nei giorni scorsi alcune tabelle statistiche basate sui dati aggiornati Aire per comprendere le caratteristiche della piccola comunità italiana residente a Reykjavik e dintorni.
Al giugno 2022 gli italiani iscritti all’Aire residenti in Islanda sono 578, 318 maschi e 260 femmine. La fascia d’età più numerosa risulta essere quella degli individui di età compresa tra 31 e 50, con il 44% del totale. In seconda posizione i minori di 18 anni (27%), seguiti dalla fascia 18-30 anni (17%). Chiude la fascia degli over 50 con il 12%.
I due principali paesi d’origine sono Italia e Islanda, che combinati rappresentano l’86% del totale. Dopo aver effettuato un raggruppamento su base continentale – e unendo in un unico gruppo America settentrionale, centrale e meridionale – il terzo posto è occupato proprio dal continente americano, con il 7%. Seguono i paesi europei con il 4%; più staccate Africa e Asia, rispettivamente con il 2 e l’1%.
La prima regione per provenienza degli italiani in Islanda risulta essere la Lombardia (17%); al secondo e terzo posto la Toscana (9%) e l’Emilia-Romagna (8%). Seguono il Lazio (8%), Sicilia (7%), Piemonte (7%), Veneto (7%) e Campania (6%). In fondo alla classifica – a pari merito – Molise e Valle d’Aosta (0.5%).
Il 21% degli italiani registrati nel database non ha indicato la regione di provenienza.
Prevedibilmente, la maggior parte degli italiani in Islanda risiede nella Capital region (83%), 336 dei quali nella capitale Reykjavik. La regione orientale, quella dei fiordi occidentali e la penisola meridionale raccolgono, combinate, il 4% del totale. Il restante 13% è distribuito nelle regioni nordorientale, meridionale e occidentale.
Non risulta nessun italiano nella regione nordoccidentale. Quanto al titolo di studio – esclusi i minori di 17 anni – solo il 45% degli italiani in Islanda lo ha dichiarato al momento dell’iscrizione all’Aire. Dai dati disponibili risulta che il 50,95% dichiara di possedere una laurea, il 36,39% un diploma. Meno comuni la sola licenza media (9,57%) e la sola licenza elementare (0,76%). Sei persone hanno dichiarato di non possedere alcun titolo.
Sul fronte delle professioni – sempre escludendo i minori di 17 anni e gli studenti – risulta che la maggior parte degli italiani in Islanda svolge una professione non specificata (20%) o lavora come impiegato (19%). Seguono le categorie di libero professionista (15%), lavoratore nel settore alberghiero e della ristorazione (13%) e operaio (11%). Il 6% degli italiani in Islanda risulta disoccupato. (aise) 




Buenos Aires: l’Ambasciata promuove la conoscenza del Gran Chaco con una mostra e una conferenza

30chaco

30chacoL’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires ha di recente promosso due eventi con l’obiettivo di illustrare l’importanza ambientale, naturale e culturale del Gran Chaco, area la cui ricchezza tanto quanto le cui problematiche sono ancora poco conosciute, pur rappresentando il secondo polmone verde dell’America Latina.
Il Gran Chaco è un territorio che ha avuto e continua ad avere forti rapporti con l’Italia, per i viaggiatori e gli artisti che l’hanno resa nota nel mondo nel 1800, per le numerose comunità italiane che vi abitano e per le imprese italo-argentine che vi operano.
Il primo evento organizzato dall’Ambasciata è stata la mostra “El Chaco de ayer y hoy – Tras los pasos de Guido Boggiani”, realizzata dall’ONG italiana Museo Verde, in collaborazione con l’Istituto Italo Latino Americano – IILA, la Società Geografica Italiana, l’AICS e il gruppo di lavoro Team Europe dell’Unione Europea. L’esposizione, inaugurata lo scorso 22 giugno al Centro Cultural Kirchner e aperta fino al 10 luglio, presenta la storia dell’esploratore e artista Guido Boggiani, che ha dedicato la sua vita a raccontare la diversità e la ricchezza culturale e naturale del Gran Chaco. Allo stesso tempo, la mostra cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di questa regione attraverso fotografie d’epoca scattate nel XIX secolo dall’esploratore italiano e fotografie contemporanee di Gherardo La Francesca e Luca Rugiu.
Il secondo appuntamento è stata la conferenza “El Chaco de ayer y hoy – Jornada de estudios: Exploración y Emigración italiana en el Chaco”, organizzata insieme alla Fondazione Gran Chaco. L’evento si è svolto il 24 giugno e ha visto fra i partecipanti: Chiara Scardozzi dell’Università La Sapienza di Roma e membro della Missione Etnologica italiana per il Sud America; Pablo Wright dell’Università di Buenos Aires; e Claudio Zin del Centro Ítalo-Argentino de Altos Estudios. (aise)