Speciale Referendum 2022: evento informativo del Comites Olanda

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27refesinoSi svolgerà alle 18.30 di martedì prossimo, 31 maggio, lo “Speciale Referendum 2022” organizzato dal Comites Olanda in collaborazione con Radio MIR.
Il titolo completo del dell’incontro informativo è “Referendum 2022, le ragioni del sì, le ragioni del no”.
La consigliera Cinzia Rossi darà le informazioni pratiche su come accedere al voto. Seguirà la discussione sui contenuti dei quesiti referendari.
Ospiti dell’incontro moderato da Pietro Lunetto, promotore di Radio MIR, per le ragioni del SÌ: Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa; per le ragioni del NO, l’avvocato Giacomo Paolucci, penalista.
Il link per seguire l’evento su Zoom è htpps://cuut/ly/referendum da cui il pubblico potrà, alla fine dell’evento, fare domande ai relatori. L’incontro verrà contemporaneamente trasmesso in diretta facebook dalla pagina del Comites Olanda. (aise) 




Convocata l’Assemblea del Comites di Wolfsburg

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comwolfsburgÈ stata convocata per domenica, 29 maggio, alle ore 17, la prossima Assemblea del Comites di Wolfsburg, che si terrà in presenza, nella sede del Comites, sita nella Heinrich-Heine Str.26.
L’Assemblea sarà aperta dal saluto del presidente Gianfranco Di Ruberto. All’ordine del giorno ci saranno poi: l’approvazione del verbale della riunione precedente; la relazione del consigliere CGIE Silvestro Gurrieri; l’elezione di un nuovo cassiere dopo le dimissioni di Riccardo Motta da consigliere; l’elezione di due nuovi revisori di cassa; la nomina del responsabile di sede; le votazioni del bilancio integrativo e dei progetti da realizzare; varie ed eventuali.
I partecipanti alla riunione, in sede, dovranno attenersi alle normative vigenti anti-Covid emesse dalle autorità sanitarie locali. (aise)




Convenzione Italia-Colombia contro le doppie imposizioni fiscali: l’incontro con la CCI

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24ccicolombiaLa Camera di Commercio Italiana per la Colombia ha organizzato per domani, 25 maggio, alle ore 7.00 presso l’Hotel Four Points by Sheraton di Bogotá (Carrera 18 93A-83) una colazione di lavoro sulla convenzione Italia-Colombia contro le doppie imposizioni fiscali.
Ospiti dell’incontro saranno Claudia Vargas, direttrice dell’Ufficio tributario internazionale, Giacomo Savatoni, avvocato specializzato in imposte, e Juan Carlos Diaz, avvocato specializzato in imposte internazionali.
Per partecipare all’iniziativa, che si concluderà alle ore 11.00, è possibile effettuare la registrazione a questo link. (aise) 




Bolzano: Kompatscher ha incontrato l’associazione “Sudtirolesi nel Mondo”

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25kompacherIl presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, ha incontrato oggi, 25 maggio, l’Associazione “Südtiroler in der Welt” (Sudtirolesi nel Mondo), “importante interlocutore anche per gli organi politici dell’Alto Adige”.
Il presidente provinciale ha incontrato i membri del consiglio direttivo dell’associazione, con loro ha discusso con loro le tematiche d’attualità che li riguardano. La pandemia da Covid-19 ha fortemente rallentato l’attività dell’associazione e non è stato possibile riunirsi in Alto Adige o presso le rispettive associazioni affiliate all’estero. Quest’anno potrà essere organizzato nuovamente il tradizionale incontro estivo, ha informato la presidente dell’associazione, Luise Pörnbacher.

Un punto di riferimento importante per i sudtirolesi all’estero
Kompatscher ha elogiato l’impegno dell’associazione: “Da ben 66 anni l’Arbeitsstelle für Südtiroler Heimatferne consente di mantenere in contatto persone che hanno lasciato la propria terra d’origine. Da sottolineare anche l’impegno nei confronti dei pendolari transfrontalieri e la pubblicazione di una propria rivista”. Le preoccupazioni e le richieste dei sudtirolesi all’estero sono cambiate in questo periodo, ma i rappresentanti dell’associazione rimangono un punto fermo per queste persone. Nel corso dell’incontro si è discusso anche del futuro finanziamento dell’associazione.
Nel 1956 è stato fondato a Bolzano l’Arbeitsstelle für Südtiroler Heimatferne per le persone residenti all’estero e dal 1961 il KVW cura l’ufficio informazioni. Dal 2008 l’associazione “Sudtirolesi nel mondo”, rappresenta le preoccupazioni dei molti sudtirolesi che vivono all’estero. Soprattutto nei Paesi di lingua tedesca le persone lontane dall’Alto Adige hanno aderito all’Associazione per mantenere contatti tra loro e con la propria terra d’origine. Nel marzo 2021, è stato eletto in nuovo consiglio dell’associazione “Sudtirolesi nel mondo”, presieduta da Luise Pörnbacher, vicepresidente è Hugo Leiter. Gli altri membri del consiglio direttivo sono Erich Achmüller, Georg Daverda, Waltraud Deeg, Siegfried Gufler, Bernhard Müller, nonché Karl Brunner e Werner Steiner. (aise) 




Afghanistan, l’appello di una rifugiata in Pakistan: “Italia se mi dimentichi muoio”

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rifugiata aghana in pakistan e1653477512554“Prima dell’avvento dei talebani lavoravo come giornalista e attivista per i diritti umani. Dato che ho anche divorziato, sono diventata un simbolo e in tanti hanno voluto conoscere la mia storia ma questo mi ha procurato anche minacce di morte dei talebani ‘per aver violato i valori dell’Islam’. Vivevo da sola ma ce la facevo. Con la caduta di Kabul è cambiato tutto: ho dovuto nascondermi, perché ho un viso conosciuto, e ho persino pensato di togliermi la vita. Avevo già comprato il veleno. Alla fine sono scappata in Pakistan tramite un trafficante: è stata l’esperienza più spaventosa della mia vita, avrebbe potuto succedermi di tutto”.
Maryam, un nome di fantasia, è una rifugiata afghana. A raccogliere la sua testimonianza è Arci, organizzazione firmataria del protocollo per i corridoi umanitari che ha destinato la propria quota alle donne attiviste, giornaliste e alle persone lgbt che grazie alla collaborazione con Pangea e Nove Onlus sono accolte in varie case protette in Pakistan, in attesa che partano i voli umanitari per l’Italia.

Il viaggio rientra nell’accordo che il governo italiano e varie organizzazioni tra cui Cei, Sant’Egidio e Tavola valdese ha siglato il 4 novembre scorso e prevede 1.200 posti per i profughi afghani in Pakistan e Iran “in gravi condizioni di vulnerabilità”. Ma a quasi sette mesi dalla firma del protocollo, denunciano le associazioni, sentite dall’agenzia Dire, questi voli non sono mai partiti. Stando a quanto ha riferito il ministero dell’Interno alle associazioni, il ritardo è dovuto alla mancanza della macchinetta per le impronte digitali presso le ambasciate d’Italia a Islamabad e Teheran, uno strumento indispensabile alle procedure di registrazione dei rifugiati.

Questo nonostante il governo Draghi, all’indomani della presa di Kabul da parte dei talebani e la conseguente uscita della missione militare Usa sotto il cappello Nato, abbia attivato un ponte aereo che ha permesso a oltre 5mila afghani di lasciare il Paese. Cifra che però le forze politiche avevano in modo compatto promesso di aumentare a fronte dell’enorme numero di persone “non gradite” ai nuovi signori di Kabul: giornalisti, accademici, attivisti, difensori dei diritti umani, interpreti, cooperanti, oppositori ed esponenti di minoranze etniche, religiose o sociali – come la comunità Lgbt – e naturalmente donne: tante le categorie di persone ritenute “pericolose” poiché portatrici di un’idea di cambiamento troppo lontana per gli estremisti, che hanno reagito rapendo, minacciando, picchiando e addirittura in alcuni casi, uccidendo, come hanno denunciato media e organismi internazionali.

A tante persone come Maryam, un’affermata giornalista fino al 15 agosto scorso, l’unica via di salvezza era raggiungere un Paese vicino. “Circolavano storie terribili su ciò che i talebani facevano alle donne come me: dagli stupri alla schiavitù sessuale” denuncia. Ma neanche in Pakistan Maryam può avere una vita normale: “Sono entrata illegalmente e non avere un visto significa non poter lavorare, andare in altre città né avere assistenza sanitaria. Ad esempio, ottenere il vaccino contro il Covid-19 è una sfida. Neanche l’Unhcr offre programmi per il reinsediamento e l’assistenza ai rifugiati. E in una società tradizionale come questa, è dura essere una donna sola: vivo in perenne stato di pericolo”.

Per questo la giornalista si è rivolta a tante organizzazioni internazionali per poter raggiungere un altro Paese: “Ho ricevuto solo risposte incerte- racconta- poi, a novembre, Arci mi ha proposto di venire in Italia”. Da allora, sette mesi di attesa non privi di costi, economici e soprattutto psicologici. “Mi sembra di morire lentamente- dice Maryam- Le mie giornate iniziano controllando la casella email nella speranza di ricevere qualche messaggio felice. Seguire le notizie relative all’immigrazione e ai rifugiati è anche il mio lavoro. Però sono una persona che vive da sola lontana dal suo Paese. Ci sono giorni in cui lo sconforto ha il sopravvento, allora chiudo la tenda della mia piccola stanza e resto al buio per ore”.

La più grande paura della donna è “perdere tutte le opportunità e i sogni che ho disegnato per me stessa. Come giornalista e attivista per i diritti umani mi aspetto attenzione e assistenza immediata per la mia situazione. Ma se il mondo e i governi continueranno a tacere, condanneranno a morte le mie speranze e quelle di tutti i miei colleghi. Ma ho fiducia nelle organizzazioni umanitarie perché saranno in grado di farmi riassaporare la dolcezza della libertà, della sicurezza e di una vita migliore”.

ag. DIRE – www.dire.it




Buenos Aires: missione dell’ambasciatore Lucentini a La Plata

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25bairesokIl 20 maggio scorso l’ambasciatore d’Italia in Argentina, Fabrizio Lucentini, si è recato in missione a La Plata, accompagnato dal console generale, Filippo Romano.
Nel capoluogo della provincia di Buenos Aures, l’ambasciatore Lucentini ha incontrato il sindaco Julio Garro con l’obiettivo di ampliare la collaborazione in materia di attrazione degli investimenti. Ha inoltre visitato il Consolato Generale d’Italia e l’Associazione Italiana Unión y Fraternidad, dove ha incontrato anche i rappresentanti del Comites La Plata e della rete consolare onoraria della circoscrizione.
Durante la sua missione l’ambasciatore ha visitato la Scuola Italiana ICI del Complesso Educativo dell’Istituto di Cultura Italiana di La Plata, punto di riferimento nel campo educativo per la collettività italiana ed esempio di offerta formativa bilingue e biculturale.
Nella sede della Camera dei Deputati della Provincia di Buenos Aires, Lucentini ha incontrato poi il vicepresidente Fabian Perechodnik con cui ha parlato delle strategie per la valorizzazione della lingua.
Infine l’ambasciatore italiano ha partecipato all’inaugurazione della mostra di artisti contemporanei italo-argentini organizzata dal MUMART-Museo Municipal de Arte de La Plata con la collaborazione del Consolato Generale d’Italia in La Plata. La mostra è composta da 25 opere che indagano ed evidenziano le complesse relazioni che legano artisti locali di origine italiana all’arte e alla bellezza dell’Italia. (aise)




COMITES Vancouver e Centro Culturale Italiano di Vancouver: un aiuto per l’Ucraina

locandina ucraina per comunicato stampa

locandina ucraina per comunicato stampaQuesto è un periodo di grande sofferenze per il popolo ucraino e il COMITES circoscrizione di Vancouver e Centro Culturale di Vancouver non sono rimasti insensibili e hanno voluto dimostrare la loro amicizia e la loro vicinanza organizzando una serata, che si terrà il 27 Maggio 2022, presso il Centro Culturale per una raccolta fondi da devolvere a suo favore.

Saranno proposti piatti tipici ucraini, intrattenimento e ospiti importanti quali l’Ambasciatrice Ucraina  Sig. Yuliya Kovaliv,
Natalia Jatskevich dell’Ukrainian Canadian Congress for BC e il Console Generale d’Italia a Vancouver Dr. Fabio Messineo.

Con la possibilità che altri ospiti importanti possano presenziare via streaming.




Una piazza per gli italiani a Chicago: l’orgoglio del CTIM

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piazza italia 2Dopo 2 anni d’intenso lavoro, si è inaugurata a Chicago la Piazza d’Italia nella zona della cosiddetta “Little of Italy”. La cerimonia è iniziata con gli inni nazionali statunitense e italiano, e dopo la benedizione da parte del parroco della chiesa della Madonna di Pompei, il Console Generale D’Italia a Chicago Thomas Botzios ha ringraziato il Comites, ed il pres. Vaniglia per l’iniziativa di alto significato, ed ha evidenziato l’importanza del contributo dell’emigrazione italiana in una delle più importanti città degli Stati Uniti.

Carlo Vaniglia ideatore della manifestazione ha sottolineato che assieme ai collaboratori del CTIM ha costantemente lavorato per circa due anni, interagendo con le Autorità locali affinché si ottenesse l’autorizzazione per dedicare all’Italia e agli immigrati italiani la piazza per la loro integrazione. Si tratta di cittadini e cittadine che hanno permesso di far crescere la metropoli di Chicago.

Alla cerimonia hanno partecipato più di cento connazionali. Anche la rappresentante dell’Associazione in Illinois delle donne Puertoricane Vilma Colom, si è voluta complimentare per la cerimonia, dopo la sfilata delle bandiere rappresentanti tutte le regioni d’Italia, delle due nazioni e della città Chicago.

Il Presidente del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, e rappresentante del CGIE, Vincenzo Arcobelli, ha osservato che grazie all’impegno costante del CTIM, e del Presidente del Comites Vaniglia, “si è riusciti a mettere assieme tutte le forze associative italiane, politiche, diplomatiche ed istituzionali per poter raggiungere con successo una giornata di italianità che certamente rimarrà nella storia”.

Foto di gruppo, con il Comites, guidato dal pres. Carlo Vaniglia, la delegazione CTIM promotrice dell’evento, ed il Capo della Rappresentanza Diplomatica Italiana a chicago Cons. Gen. Thomas Botzios.

da primadituttoitaliani.com




Referendum: il vademecum del Cgie per gli elettori all’estero

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23cgieIn vista del prossimo referendum sulla giustizia, il Consiglio generale degli italiani all’estero ha predisposto una sorta di vademecum in cui chiarisce il contenuto dei quesiti, su cui i connazionali dovranno esprimersi, e ricorda modalità e tempistiche del voto.
Il prossimo 12 giugno, infatti, gli italiani saranno chiamati ad esprimersi su 5 quesiti referendari sulla giustizia, promossi e presentati insieme dalla Lega e dai Radicali Italiani.
Alcuni hanno a che fare con l’ordinamento giudiziario e con temi che sono al centro della discussione da parecchio tempo, due riguardano invece profili specifici in materia di processo penale e di contrasto alla corruzione. Alla consultazione referendaria partecipano quasi cinque milioni di elettrici e elettori italiani residenti all’estero. A differenza delle elezioni legislative, per i referendum il voto degli italiani all’estero è determinante per il computo del quorum.
Vista la scarsa informazione sui contenuti referendari, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha deciso di redigere e pubblicare una puntuale spiegazione di ogni quesito per permettere e mettere in condizione le elettrici e gli elettori residenti all’estero di poter scegliere e votare consapevolmente.
Tutti gli approfondimenti sono pubblicati nel portale: www.cgieonline.it.
Cinque le schede per altrettanti quesiti sottoposti a referendum abrogativi, che, cioè, chiedono l’abrogazione totale o parziale di leggi o atti con valore di legge esistenti. Affinché il referendum sia valido deve essere raggiunto il quorum di validità: cioè deve partecipare alla votazione la maggioranza degli aventi diritto al voto. Affinché la norma oggetto del referendum stesso sia abrogata, la maggioranza dei voti validamente espressi deve essere “sì”.
RAGGIUNGIMENTO DEL QUORUM
A differenza del referendum costituzionale confermativo, in Italia per un quesito abrogativo come quelli in votazione prossimamente è previsto il quorum perché l’esito delle urne sia valido. In parole povere: per i 5 referendum sulla giustizia posti in votazioni il 12 giugno 2022 dovrà esprimersi almeno il 50% più uno degli elettori.
SI PUÒ RIFIUTARE LA SCHEDA O ALCUNE DI ESSE?
Ai cittadini italiani all’estero sarà inviato per posta un plico contenente 5 schede, sulle quali saranno scritti i quesiti, e basterà tracciare una X sul “Sì” (per chiedere di abrogare e annullare una legge o una parte di essa) o sul “No” (perché resti tutto come adesso). Gli elettori avranno la possibilità di rifiutare una o più schede, per non essere conteggiate in quella determinata consultazione e, quindi, non influire sul relativo quorum. Tutte le informazioni sono pubblicate anche sul sito del Ministero dell’Interno.
QUANDO E COME SI VOTA ALL’ESTERO?
Il voto nella circoscrizione estero si svolgerà come sempre per corrispondenza. Entro il 25 maggio (i giorni saranno tra il 24-25) tutte le buste di voto verranno spedite dalle sedi della rete diplomatico-consolare via posta a tutte le elettrici e a tutti gli elettori residenti all’estero, iscritti all’AIRE e registrati nelle anagrafi consolari. È importante per chi avesse cambiato indirizzo e non lo avesse ancora comunicato al proprio Consolato, di farlo per essere certo di ricevere il plico alla propria residenza. La data importante è il 9 giugno: tutte le buste di voto devono esserci restituite entro le ore 16.00 del giorno 9 giugno. Il termine è perentorio, quindi voti recapitati oltre tale orario non potranno essere considerati validi. I connazionali all’estero potranno, quindi, votare la scheda non appena ricevuta a casa loro e rinviarla via posta, evitando di attendere all’ultimo giorno.
Dopo il 25 maggio le sedi della rete diplomatico-consolare segnaleranno la spedizione e informeranno su cosa fare nel caso non fosse pervenuto il plico alla propria residenza. Per imprevisti si suggerisce di consultare i portali delle Ambasciate e dei Consolati italiani.
VOTANO ANCHE I RESIDENTI TEMPORANEAMENTE ALL’ESTERO
Anche i cittadini italiani temporaneamente all’estero, che hanno fatto domanda preventiva presso i loro comuni di partecipare alle votazioni, potranno votare per corrispondenza per il referendum del 12 giugno 2022.
SU COSA SI VOTA AL REFERENDUM DEL 12 GIUGNO 2022.
Sono 5 i quesiti ammessi dalla Corte Costituzionale per i referendum del 12 giugno. Per ciascuno, sul sito del Cgie è presente un approfondimento preceduto dal testo del quesito.
Il primo riguarda la modalità di elezione del Csm: si chiede che non ci sia più l’obbligo di un magistrato di raccogliere da 25 a 50 firme per presentare la propria candidatura al Consiglio Superiore della Magistratura. Qui la scheda completa.
Il secondo, i Consigli Giudiziari: il quesito chiede che gli avvocati, parte di Consigli giudiziari, possano votare in merito alla valutazione dell’operato dei magistrati e della loro professionalità. Qui la scheda completa.
Il terzo quesito riguarda la separazione delle funzioni dei magistrati: si chiede lo stop delle cosiddette “porte girevoli”, impedendo al magistrato durante la sua carriera di passare dal ruolo di giudice (che appunto giudica in un procedimento) a quello di pubblico ministero (coordina le indagini e sostiene la parte accusatoria) e viceversa. Qui la scheda completa.
Il quarto quesito riguarda le misure cautelari: si chiede di togliere la “reiterazione del reato” dai motivi per cui i giudici possono disporre la custodia cautelare in carcere o i domiciliari per una persona durante le indagini e quindi prima del processo. Qui la scheda completa.
Infine, il quinto riguarda l’abrogazione della Legge Severino sull’incandidabilità dei parlamentari, nella parte che prevede l’incandidabilità, l’ineleggibilità e la decadenza automatica per parlamentari, membri del governo, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali nel caso di condanna per reati gravi. Qui la scheda completa. (aise) 

L’Ambasciata di Santo Domingo pubblica oggi un aggiornamento con le istruzioni per il voto. Di seguito il link per accedervi:

https://ambsantodomingo.esteri.it/ambasciata_santodomingo/resource/doc/2022/05/istruzioni_referendum_abrogativi_2022__1_.pdf




Il valore degli emigrati per la rigenerazione di Settefrati

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23settefratiUna proposta innovativa che vuole diventare una best practice, un modello, che vuole collegare le comunità italiane all’estero, specie dall’America del Nord, e l’Italia; così come vuole creare un ponte generazionale e rivitalizzare una cittadina in spopolamento costante. Questo, in sintesi, è il progetto di “Rigenerazione di Settefrati attraverso il Turismo delle Radici”, presentato questo pomeriggio alla Camera promosso dalla deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America, Fucsia Fitzgerald Nissoli. All’iniziativa ha partecipato, oltre a Claudia Bettiol, del Premio Town Ambassador nonché coordinatrice del progetto, Riccardo Frattaroli, il Sindaco di Settefrati, Tony Malizia, del Canneto Society di Toronto, e Giampaolo D’Andrea, Consigliere del Ministro Beni culturali e Storico, anche il Consigliere d’Ambasciata – Responsabile del Progetto “Turismo delle radici” del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Giovanni Maria De Vita.
Un progetto che coinvolge i giovani originari di Settefrati che vivono all’estero, i discendenti degli emigrati che devono dare nuovi stimoli e nuove emozioni a una città in cui i giovani sostanzialmente non ci sono, stabilendo così delle relazioni continuative con il loro paese di origine. Un progetto “interculturale, intergenerazionale, internazionale e inclusivo di tutti gli operatori di eccellenza della Valle di Comino”. Un progetto il cui cuore si basa sull’arrivo di alcuni giovani italiani all’estero che si recheranno nella cittadina laziale coordinati da tutor senior per rivitalizzare in diversi settori la zona.
Per due mesi, i Town Ambassador di Settefrati, Tony Malizia dal Canada, Antonia di Preta e Antonio Vitti Jr dagli USA, coordinati da Claudia Bettiol, si sono incontrati digitalmente cercando di risolvere tutte le delicate questioni che nascevano da questa sfida.
Questo progetto rappresenta infatti “una proposta che unisce le diverse sponde dell’oceano e le diverse generazioni con un ponte di amore e di opportunità di impresa per ripopolare Settefrati”, ha spiegato Claudia Bettiol, che ha aggiunto: “ci sono più giovani settefratesi in Canada che nel territorio della cittadina laziale. Frequentando e avendo parlato con tantissimi di questi giovani settefratesi all’estero, ci siamo detti: “servono loro per rianimare il paese”. E per questo volevamo attrarre i nomadi digitali, li abbiamo coinvolti, specie quelli provenienti da USA, Canada, Inghilterra e Scozia. I giovani dall’America sono venuti in Italia per lavorare in vari settori, a partire da quello culturale, svolgendo i loro compiti come tutori. Un progetto ampio che coinvolge giovani. Abbiamo fatto tutto con amore, per il territorio, per i giovani e per il futuro”.
Il Sindaco Frattaroli, prendendo parola, ha evidenziato come “non vedesse l’ora di poter attuare questo progetto con gli emigrati. Stare lontano dal proprio paese fa capire l’animo dei connazionali all’estero. Andare negli USA o in Canada e parlare coi giovani di questi progetti ha avuto una risposta fortissima. Con questo progetto si è sfondata una porta già aperta, e per questo bisogna ringraziare Claudia Bettiol. Da quando abbiamo lanciato questa idea, questi giovani sono impazziti. Non mi lasciano in pace neanche la notte. È sorprendente l’entusiasmo di tutti i partecipanti, di tutte le età, che hanno voglia di stare in Italia. Una catena che va rafforzata. Perché questi settefratesi all’estero non vengono qui per “prendere”, ma vengono per “dare”. Io credo che la soluzione di questo progetto sarà un qualcosa di esplosivo. Noi stiamo mettendo una miccia. I giovani italiani all’estero vogliono considerazione. E diventano soldati, non solo del turismo delle radici, ma dell’economia del Paese”.
Dal Canada è intervenuto poi Tony Malizia, che ha esposto il valore dell’emigrazione nel Paese nordamericano: “siamo rimasti italianissimi, anche se da lontano. Io come tanti altri sono riuscito a intervenire nelle nostre comunità per tenere acceso la fiaccola dell’amore per il nostro Paese. Ho provato a trasferire questo amore alle seconde e terze generazioni. Siamo nella fase di fare questo, abbiamo un successo quasi incredibile, con queste nuove generazioni che sono pronte a riscoprire le radici. Il nostro scopo è stato ri-inseminare l’amore per l’Italia. E loro si stanno facendo trovare entusiasti”. “I giovani all’estero sono ansiosissimi di visitare la Val Comino e il Lazio – ha concluso -. Portano nel cuore il paese. E ci occorre una spinta affinché l’Italia accolga questi ragazzi, perché sennò sarà un’occasione che si perderà”.
La deputata Nissoli, promotrice dell’iniziativa odierna, ha spiegato in apertura come questa iniziativa possa diventare una best practice: “la prima volta che ho sentito di questo progetto è stato da una persona di Toronto. È un progetto ponte che unisce le due sponde dell’oceano, ma anche intergenerazionale. Un progetto di creazione di nuovi legami fra generazioni, che unisce. Un passaggio di testimone fra generazioni, le cui ultime vogliono conoscere le loro origini, ma spesso incontrano ostacoli insormontabili, e non riescono a sfruttare i vantaggi della loro doppia cultura”.
Per il MAECI ha preso parte a questa presentazione il Consigliere De Vita: “il Ministero è coinvolto in questa iniziativa in virtù del legame che ha con le comunità all’estero. Questo è un progetto di investimento che vuole consolidare una nuova sensibilità sull’argomento. È già emersa nei territori, questa sensibilità. E i territori guardano al MAECI come punto di riferimento e di coordinamento. Le comunità all’estero sono una realtà importantissima, non ci stancheremo mai di dirlo. Quasi 80 milioni sono gli italo-discendenti nel mondo e fanno parte di questa realtà perché conoscono e vivono il sentimento dei viaggi delle radici. Come MAECI vogliamo creare un’offerta strutturata di turismo delle radici. I fondi che noi gestiamo per questo tipo di turismo (20 milioni) guardano infatti ai piccoli borghi e al loro rilancio. Speriamo che quella del Turismo delle Radici sia un’opportunità per far conoscere non solo l’Italia alle comunità italiane all’estero, ma anche il valore delle comunità all’estero agli italiani in Italia. Per questo stiamo mettendo a punto un progetto di investimento per creare una situazione coordinata che passerà anche dagli enti locali. E questo di oggi può essere uno strumento importante per cementificare i rapporti tra comunità all’estero e l’Italia”. “Creare una collaborazione continuativa è lo scopo del nostro progetto – ha infine concluso -. L’Italia è fatta di campanili, e noi vorremmo che questi campanili funzionino da basi per creare un ponte. Per questo c’è grande bisogno di iniziative concrete come quella presentata oggi”. (l.m.\aise)