“Sostenete la nostra azione!”: al via la campagna dell’Associazione Identità Italiana

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13idendita“Dopo poco più di due anni di vita della nostra associazione, possiamo fare un piccolo bilancio dei traguardi raggiunti” dichiara il Presidente e fondatore dell’associazione Identità Italiana – Italiani all’Estero, Aldo Rovito, che con lo slogan “Sostenete la nostra azione!”, ha dato il via alla campagna di proselitismo e autofinanziamento.
“Malgrado la pandemia che dopo pochi mesi dalla nostra costituzione ha colpito il mondo intero, impedendo riunioni, viaggi, spostamenti ed anche togliendo (comprensibilmente) a molti la voglia di fare qualcosa al di fuori del proprio singolo ambito familiare – ha aggiunto Rovito -, siamo riusciti a lanciare la campagna “Compriamo Italiano” (Giugno-Luglio 2021), a iniziare un percorso, difficile, per la tutela della memoria storica del Colonnello Giovanni Pastorelli, Caduto in Libia nel 1911, nativo di Briga Alta, “francesizzato” dopo la cessione di Briga e Tenda alla Francia; abbiamo tentato in tutti i modi unendo la nostra voce ad altre, poche in verità, per impedire la chiusura della Scuola Italiana di Asmara”
“Nel 2020 e nel 2021 – ha proseguito ancora Rovito -, in occasione della Giornata del 4 Novembre abbiamo promosso la commemorazione del sacrificio dei tanti emigrati italiani che dall’estero accorsero volontariamente a combattere per la Quarta Guerra d’Indipendenza, tutte attività queste che intendiamo proseguire nel prossimo futuro, secondo programmi già predisposti”.
Sul piano organizzativo, il Presidente dell’Associazione Identità Italiana ha spiegato di “poter dire di essere presenti in Italia con due Comitati Regionali funzionanti (Piemonte e Toscana) ed un terzo (Lombardia) in fase di costituzione; all’estero con circoli o sezioni in Ungheria (Budapest), in Croazia, in Spagna e, da poco in Argentina e Uruguay, con comitati in fase di formazione”.
E ancora: “dallo scorso anno, alla pagina Facebook (che è stata la nostra prima proiezione esterna e che oggi è seguita da oltre 5.000 persone in tutto il mondo) si è aggiunta la newsletter che con periodicità mensile viene inviata a circa 2.000 persone nei più disparati Paesi, oltre che a Scuole, Comunità’, Camere di Commercio italiane all’estero, Ambasciate, Consolati, Comites, Enti vari, redazioni di periodici e agenzie di stampa in Italia e all’estero”.
Inoltre, ha aggiunto Rovito, “abbiamo migliorato il nostro sito internet, sul quale è possibile oggi, consultare lo statuto dell’Associazione, inviare la domanda di iscrizione e consultare l’archivio delle newsletter. Tutto ciò ha comportato notevole impegno, anche economico da parte dei dirigenti, tutti volontari, perché volendo mantenere la nostra indipendenza da ogni partito politico non riceviamo alcun finanziamento esterno, né diretto, né indiretto. I nostri finanziatori sono i nostri associati, con la loro quota annuale o con versamenti volontari. Per questo è importante che tutti coloro che ritengono che la lingua e la cultura italiana costituiscano un patrimonio da difendere e diffondere nel mondo soprattutto presso le comunità di connazionali emigrati e di italo-discendenti, ci diano la possibilità di continuare in questo nostro compito, associandosi all’Associazione, versando la relativa quota annuale come più avanti indicato o con offerte volontarie”.
“Abbiamo programmi ambiziosi per il prossimo futuro – ha concluso -, per realizzarli abbiamo bisogno della collaborazione di altre persone. Volete unirvi a noi? Aderite ai nostri Comitati già esistenti. Aiutateci a costituirne di nuovi nei Vostri luoghi di residenza”. (aise) 




Il 17 maggio riunione ordinaria del Comites di Stoccolma

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comites stoccolmaSi terrà martedì prossimo, 17 maggio, dalle ore 18 alle 19, la riunione ordinaria del Comites di Stoccolma.
Durante la riunione si discuterà dello stato dei lavori per la costituzione di un’associazione a supporto del Comites e delle attività avviate o programmate dai vari gruppi di lavoro.
La riunione è online, ma aperta al pubblico. Per partecipare è sufficiente contattare il Comites scrivendo all’indirizzo email comites.svezia.temp@gmail.com. (aise)




Olanda: convocata la 4° assemblea del Comites

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premiocomitesolandaLa presidente Barbara Suma ha convocato per il prossimo 21 maggio, alle ore 11.00 presso la sede del Korego theater in Krelis Louwenstraat 1E05, ad Amsterdam, la 4a assemblea del Comites Olanda.
L’assemblea si svolgerà in modalità mista, presenziale e da remoto, per trattare del tema della nuova sede del comites, offerte & contratto, del progetto “Insieme” e 2 video, delle Commissioni, dell’Avviso pubblico per il sito web/webmaster, del Referendum e del possibile evento informativo connesso ad esso, dei progetti presentati dai consiglieri. (aise) 




La Plata: il consolato attiva un numero di assistenza telefonica

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12callÈ attivo dallo scorso 10 maggio il numero di telefono 439 5510 messo a disposizione del Consolato generale a La Plata per richiedere informazioni sui servizi passaporti, cittadinanza, anagrafe, stato civile e Fast-it.
Il numero è attivo tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 11.30.
Il sevizio darà informazioni esclusivamente sugli utenti residenti nella Circoscrizione consolare di La Plata.
Nel dare notizia del nuovo servizio, il Consolato generale raccomanda a connazionali ed utenti di leggere attentamente le informazioni riportate sul sito internet del Consolato e, quindi, di contattare il servizio di assistenza telefonica solo in caso di effettiva necessità, così da evitare tempi di attesa eccessivamente lunghi. (aise) 




Cultura, associazioni e turismo di ritorno: la Regione Veneto per i suoi emigrati

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12turismodelleradiciCon l’approvazione di quattro diverse delibere, su proposta dell’assessore ai veneti nel mondo di Regione Veneto, Cristiano Corazzari, la giunta regionale ha rinnovato l’impegno a favore dei veneti emigrati, finanziando iniziative culturali e associazioni di promozione dell’identità veneta per l’emigrazione, stanziando contributi per le spese di chi sceglie di rientrare in Veneto e un premio per tre tesi di laurea sul tema dell’emigrazione veneta e delle sue ricadute.
“Con le quattro delibere di nuova approvazione la Regione conferma il suo impegno al fianco di quei veneti che ora vivono all’estero – spiega Corazzari – questi veneti ora sono i nostri ambasciatori nel mondo e a loro dedichiamo numerosi progetti. Un sostegno particolare non può che andare all’associazionismo che consente alla nostra cultura e alle nostre tradizioni venete di diventare veicolo per mantenere il legame con le comunità venete nel mondo”.
Come sostegno all’associazionismo di settore la giunta regionale con delibera ha confermato lo stanziamento previsto dal programma annuale degli interventi della somma di 80mila euro a titolo di contributi annuali per spese di funzionamento delle associazioni venete di emigrazione; per la realizzazione di iniziative culturali al fine di valorizzare l’identità veneta nelle comunità venete all’estero è destinato uno stanziamento di 75mila euro.
Inoltre è stata stanziata la somma di 42.500 euro per consentire di poter rientrare in Veneto a chi ne ha la volontà ma non ha le necessarie capacità economiche: sono coperte da contributo le spese del trasloco e di viaggio sia con mezzi pubblici che privati oltre che le spese di prima sistemazione come affitti e utenze. Si potrà ottenere un massimo di 5mila euro di rimborso, la cifra verrà quantificata in base alla dichiarazione Isee familiare.
Infine è stato approvato il bando di concorso per l’assegnazione del premio alle tesi di laurea sulle tematiche dell’emigrazione veneta: alla tesi vincitrice andranno in premio tremila euro, alla seconda classificata 1.500 euro e alla terza 500 euro. (aise)




Voto estero e astensionismo apparente: D’Inca alla Giunta delle elezioni

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11incaL’incidenza degli iscritti Aire sul cosiddetto “astensionismo apparente”, la possibile inversione dell’opzione e l’introduzione di una tessera elettorale elettronica sono stati i temi al centro dell’intervento del Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, oggi pomeriggio di fronte alla Giunta delle elezioni che, con la sua audizione, ha concluso l’indagine conoscitiva sulle modalità applicative, ai fini della verifica elettorale, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, recante “Norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero”.
Alla base dell’intervento del Ministro il “libro bianco” sulla partecipazione al voto redatto dalla Commissione Bassanini, cioè il gruppo di lavoro composto da politologi, statistici, costituzionalisti rappresentanti del Servizio studi della Camera, ma anche dei ministeri dell’Interno e della innovazione tecnologica.
Un testo che tratta, anche se marginalmente, anche la partecipazione al voto degli iscritti Aire soprattutto perché incide sull’astensionismo apparente.
Mentre alle politiche e al referendum gli italiani all’estero votano per corrispondenza e la comunicazione sulla loro partecipazione è fornita dal Viminale separatamente rispetto ai dati del territorio nazionale, per le amministrative – a cui gli iscritti Aire possono partecipare soltanto tornando in Italia – essi sono conteggiati negli elenchi elettorali del comune di ultima residenza. Comune dove magari non sono mai stati ma che ha dato i natali “a nonni o bisnonni”. La mancata partecipazione dei residenti all’estero, dunque, “gonfia” il dato sull’astensionismo che appare più alto di quello che è in realtà. Lo dimostra il fatto che questo dato “ha cominciato ad aumentare dal 2001”, ha detto il ministro, cioè dall’entrata in vigore della Legge Tremaglia, e non potrà che aumentare visto che, nel frattempo, sono aumentati gli aventi diritto che oggi “rappresentano il 9% del corpo elettorale”.
L’astensionismo apparente colpisce soprattutto le amministrative: “la differenza risultata pari al 5,5% in molti comuni medi sopra i 15.000 abitanti; supera il 10% nei comuni piccoli sotto i 5.000 abitanti” dove l’astensionismo apparente “può avere effetti molto importanti” se alle elezioni si presenta una sola lista che ha bisogno di superare lo sbarramento del 50% per governare.
Ne deriva una “distorsione informativa” quando vengono diffusi i risultati sull’affluenza alle urne che a sua volta potrebbe provocare una “disaffezione al voto” per emulazione, ha detto D’Incà riportando le conclusioni del “libro bianco”, dove, poi, si sottolinea l’importanza di aggiornare gli elenchi degli elettori, visto che tanti iscritti Aire risultano “irreperibili” anche per la mancata comunicazione al comune del certificato di morte.
È questa una delle indicazioni della Commissione Bassanini, insieme a quella di indicare separatamente i voti Aire nelle comunicazioni dei dati sull’affluenza, anche “nella prospettiva della proposta emersa nel corso delle vostre audizioni dell’inversione dei termini delle opzione”.
Il “tema di fondo” per D’Incà è “approfondire il tema dell’elettorato attivo dei cittadini residenti all’estero nelle elezioni amministrative ed eventualmente che per quelle regionali”, presupponendo che alle politiche in base ad un legame “nazionale” che non percepiscono per la politica locale.
Certamente potrebbe essere d’aiuto la tessera elettorale elettronica, evocata da Fontana (Fi), al momento – ha chiarito D’Incà – allo studio di una Commissione tecnica istituita dal Viminale a seguito delle previsioni del decreto Semplificazioni.
Di grande aiuto per la lista degli aventi diritto potrà essere il collegamento con l’Anpr – l’Anagrafe nazionale della popolazione residente – sempre per garantire personalità e segretezza del voto, come previsto dall’articolo 48 della Costituzione, senza abbattere la partecipazione, con ipotesi (molto) di là da venire su voto presidiato anticipato. La tessera elettorale potrebbe essere dunque sperimentata con gli Aire per poi essere diffusa sul territorio nazionale, ma, ha precisato ancora una volta D’Incà, si tratta ancora di ipotesi su cui confrontarsi non solo tra dicasteri coinvolti, ma soprattutto tra forze politiche.
Confronto politico che servirà anche per la eventuale riduzione delle ripartizioni, ha confermato il ministro rispondendo ad una domanda di Ferri (Iv), che ha anche evocato la moglie di Lula – quando disse di aver votato in Italia senza averci mai messo piede – per chiedere se non sia il caso di collegare il voto non solo alla cittadinanza, ma anche all’essere contribuenti.
Un tema caro anche a Siragusa (Ev), che infatti è tornata a ribadire la inderogabilità di riformare la legge sulla cittadinanza: “io sono assolutamente convinta che debba essere mantenuto il diritto di voto agli italiani all’estero, ma bisogna più che altro decidere chi noi definiamo “italiano””, ha sostenuto l’eletta all’estero.
Un tema che esula dalle competenze della Giunta, le ha fatto eco Melicchio (M5S), tornato a sua volta a perorare la causa dell’inversione dell’opzione e del voto elettronico.
Sul fronte della cittadinanza, D’Incà ha convenuto sul fatto che ci siano italiani di passaporto che non hanno legami con il Paese, ma ha pure ricordato alcuni suoi rapporti con “associazioni di nostri connazionali all’estero” da cui è emersa “una certa vicinanza nei confronti del paese, ed io credo che non debba andare persa” perché “sono persone che hanno un forte sentimento” nei riguardi dell’Italia e che “diventano per certi versi ambasciatore dell’Italia all’estero”.
Certo, correzioni vanno fatte soprattutto per le amministrative, ha ribadito il ministro citando il caso del comune di Soverzene, nel bellunese, che ha 350 cittadini sul territorio e 930 iscritti Aire.
Quanto infine alla digitalizzazione, nel libro bianco vengono citati il caso dell’Estonia, che lo usa, e del Canada, che lo applica per le “comunali”.
“Come detto è a lavoro una Commissione del Ministero dell’interno su indicazione del Parlamento” che si sta occupando soprattutto della “sicurezza” del voto, perché “l’articolo 48 per noi è fondamentale”. Obiettivo del Governo, ha concluso, “è garantire sicurezza nel momento di massima espressione della democrazia, cioè il voto”.
Concluso il ciclo di audizioni, la Giunta la prossima settimana dovrà decidere sul seguito dei lavori e su come sintetizzare quanto emerso finora. (ma.cip.\aise) 




Genova: apre il Museo dell’Emigrazione Italiana

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11meiNapoli, Palermo, il Veneto. Sono tante le città che raccontano il fenomeno migratorio italiano. Ma alla fine, per ospitare la sede nazionale del MEI – Museo dell’Emigrazione Italiana, inaugurato oggi, 11 maggio, è stata scelta la città più rappresentativa, la città di Genova.
Genova, i suoi 5 milioni di nominativi d’italiani migrati (grazie al database CISEI) che hanno trovato fortuna dall’altra parte del mondo, il suo forte legame con il fenomeno, la vicinanza al Galata e al Museo del Mare. Questi i motivi per cui il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha scelto il capoluogo ligure per ospitare questo nuovo, grande e significativo polo museale dedicato al fenomeno storica ed attuale della partenza. E ricordare quelle storie “è il compito di un circuito museale dedicato alla navigazione, all’emigrazione – ha detto prendendo parola durante l’inaugurazione Nicoletta Viziano, Presidente del Mu.MA -. È un museo che è stato creato con gli italiani nel mondo. Non è un museo di Genova, ma di tutti gli italiani che si occupano di emigrazione. Di tutti gli italiani che se ne sono andati ma che continuano a tenere l’Italia nel proprio cuore. Un museo aperto, di tutti, la casa degli italiani che dal mondo vengono a scoprire la storia dei propri nonni che dall’Italia sono partiti”.
“Molti anni fa, la prima volta che sono andato a Ellis Island, a New York, e ho potuto incontrare le emozioni straordinarie che dà quel luogo, ho pensato subito al perché in Italia non ci fosse un museo come quello. Quindi abbiamo immaginato che l’Italia dovesse creare un luogo importante, all’altezza delle storie straordinarie dei nostri migranti”. A dirlo è stato il Ministro Franceschini nel messaggio che ha inviato per l’inaugurazione del MEI. “La scelta è caduta su Genova – ha aggiunto – per quello che ha rappresentato e quello che è ancora oggi per la storia dell’emigrazione. La creazione di un luogo unico, pieno di interattività che potrà far rivivere le speranze, i dolori, i sacrifici, le storie degli emigrati italiani che non possono essere dimenticate, che vanno ricordate e che vanno tramandate alle future generazioni. Un luogo importante per il Paese”.
“Quando un museo è dedicato all’emigrazione italiana, la memoria si salda al nostro presente, alla storia delle nostre origini, di cui siamo figlie e figli – ha spiegato poi Pina Picerno, vicepresidente dell’Europarlamento -. E noi siamo figlie e figli di processi migratori, di dolore e speranza, di disillusione e di ricerca di un posto migliore, di ricerca della felicità. Anche per questo, il MEI è un polo attivo di sentimenti che ci raccontano, forse più di qualsiasi altro trattato, il tema della nostra carta d’identità”.
“La parola più importante per descrivere questo progetto è condivisione – ha evidenziato nel suo intervento Paolo Masini, Presidente del Comitato di indirizzo del MEI -. Questo è un museo fatto di storie, partecipato anche dai tanti piccoli musei dell’emigrazione in Italia. Ma questo è un museo degli italiani nel mondo. È il vostro museo. Abbiamo realizzato più di 40 protocolli d’intesa con tutto il mondo, con tante Case Italia in giro per il globo, cercando di capire quale fosse il modo migliore per raccontare questa storia. Questa è la più grande operazione di memoria collettiva di questo paese. Il fenomeno dell’emigrazione è un fenomeno importante e credo che questa sia la casa di tutti. Questa sarà tappa fondamentale per il Turismo delle Radici. Ed ha anche un obiettivo pedagogico, con le scuole, poiché il fenomeno dell’immigrazione e dell’emigrazione è lo stesso ed è un fenomeno naturale”.
Marco Bucci, Sindaco di Genova, ha voluto dedicare questo progetto, a nome dei genovesi, “a tutti quelli che non sono di Genova. La nostra città ha una tradizione, ospitale. Ha accolto tutti quelli di passaggio e che sono andati via da questo paese. Vogliamo che da qui ci sia ricordo e speranza per il futuro”.
Il governatore ligure, Giovanni Toti, dal canto suo ha voluto specificare come “se Genova ha un’anima, e ce l’ha, questa è fatta da quelle banchine dove erano sedute le persone che stavano per andare dall’altra parte del mondo, o in terre lontane a commerciare, a portare la Repubblica Marinara prima, il Regno d’Italia dopo e la Repubblica italiana infine. Tutti coloro che sono andati via tenendo a cuore questa città. E il MEI non poteva che non essere qui, perché questo non è solo il MEI, ma è un museo che racchiude un pezzettino dell’anima di Genova. Ricordarsi la storia è una buona mappa per tracciare il proprio futuro”.
Il nuovo complesso museale si sviluppa su 3 piani divisi in 16 aeree, per una realtà avvincente, interattiva e multimediale dove conoscere e ripercorrere le tantissime storie delle migrazioni italiane, dall’Unità d’Italia (e ancora prima) alla contemporaneità. Il museo è in stretta relazione con il Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e in particolare con il vicino Galata Museo del Mare, che ospita la sezione sui viaggi transoceanici “Memoria e Migrazioni” e la sezione sull’immigrazione, “Italiano anch’io”. Un museo avvincente e empatico, multimediale e interattivo, dove “fare esperienza”; l’ultima frontiera dell’innovazione nei musei. Vedere, ascoltare, imparare e mettersi alla prova, negli allestimenti scenografici di uno degli edifici medievali più antichi della città, che in origine dava ospitalità ai pellegrini. (l.m\aise) 




Scomparso in Germania Gabrio Bobbo: il cordoglio dell’Associazione Veneti nel Mondo

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10venetogermaniaÈ venuto a mancare Gabrio Bobbo di Neckarsulm (Baden Wuerttemberg – Germania), Cavaliere della Repubblica Italiana, originario da San Dona di Piave in Veneto e importante rappresentante della prima generazione veneti emigrati in Germania. Il cordoglio per la scomparsa è arrivato anche dall’Associazione Veneti nel Mondo, che lo ha ricordato con un post sulla sua pagina Facebook.
Con la prospettiva di 28 mesi di servizio militare nella Marina Militare di Terra, Gabrio Bobbo decise nel 1960 di lavorare lontano da casa. Ben presto i motivi per rimanere a Heilbronn furono tanti: sua moglie Ilona e il posto di lavoro per l’azienda automobilistica Audi, reparto risorse umane.
“Grande era l’impegno del Signor Bobbo a favore della comunità veneta ed italiana, anche con collaborazioni con le autorità locali, il tribunale e importanti società, come l’Audi – ha scritto l’Associazione -. Da più di trent’anni partecipava inoltre al direttivo del Coro del Grappa di Heilbronn, attualmente ne era il Presidente. Ben conosciuto nella circoscrizione, con il suo impegno ha permesso l’inserimento nella comunità a molti veneti ed italiani, allietandone le feste con canti italiani, dialettali e degli Alpini. Un Veneto – ha concluso l’Associazione Veneti nel Mondo -, che con il suo onesto lavoro, ha contributo a consolidare l’amicizia tra il popolo tedesco e i nostri emigrati”. (aise) 




Il Comites di Santo Domingo si occuperà del giornale Azzurro Caribe

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270881205 104079525487677 3009475717969933647 nIl Comites di Santo Domingo tornerà a riunirsi in assemblea il prossimo 19 di maggio. La prima convocazione è prevista per le 13.

All’ordine del giorno due punti: il parere preventivo del Comites in merito alla richiesta di contributi all’editoria da parte del periodico “Azzurro Caribe”, poi varie ed eventuali.

Sarà possibile seguire la riunione telematicamente  via Zoom.




Voto estero/ Il Cgie alla Giunta: assicurare l’universalità del voto

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votocorrGli italiani all’estero sono i primi a volere che le votazioni siano trasparenti e si svolgano secondo i dettami della Costituzione. A ribadirlo è stato oggi pomeriggio Michele Schiavone, segretario generale uscente del Consiglio generale degli italiani all’estero, ascoltato dalla Giunta delle elezioni della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle modalità applicative, ai fini della verifica elettorale, della legge27 dicembre 2001, n. 459, recante “Norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero”.
Insieme a Schiavone, si sono collegati ai lavori anche i vicesegretari dei Paesi anglofoni extra Ue Silvana Mangione, e dell’America Latina Mariano Gazzola.
Ricordati ruolo e funzioni del Consiglio generale, Schiavone – in un intervento più breve del previsto a causa dei tempi stretti della Giunta, dettati dai lavori in Aula – ha evidenziato l’aumento del corpo elettorale all’estero (4.486.009 aventi diritto al voto in 196 diversi Paesi), sostenendo che con esso è aumentata anche “la domanda di partecipazione diretta” dei cittadini, “segno di appartenenza e volontà di contribuire alla vita del Paese”, anche perché ad ingrossare le fila della “mobilità italiana”, sempre più negli ultimi anni, sono stati studenti, professionisti, lavoratori qualificati “perfettamente al corrente della vita politica nazionale”.
“È interesse generale degli italiani all’estero, per primi, che le votazioni siano trasparenti e rispondano a quanto previsto dalla Costituzione”, ha sottolineato Schiavone. Per le prossime elezioni politiche, il Cgie “chiede con urgenza di apporre correttivi e semplificazioni alle procedure del voto per corrispondenza”, anche usando “mezzi tecnologici”.
Richiamato il secondo comma dell’articolo 48, Schiavone ha sottolineato che “la democrazia non ha prezzo, come ha detto il Ministro Di Maio”, dunque “di fronte a scorciatoie come l’opzione inversa” evocata dalla maggior parte degli auditi dalla Giunta, sia per avere contezza del reale corpo elettorale sia per diminuire il costo dell’organizzazione del voto all’estero, il Cgie ha chiesto che sia “garantita l’universalità del voto”, mantenendo quindi “il sistema attuale” così da “favorire una massiccia partecipazione”.
D’altra parte, ha sostenuto Schiavone, “i costi sono, in percentuale, molto inferiori a quelli spesi sul territorio nazionale per lo stesso numero di votanti”; inoltre, la digitalizzazione ed alcune semplificazioni potranno “abbatterli”.
Per garantire la personalità del voto, il Cgie propone l’uso “della posta assicurata con ricevuta di ritorno, la stampa delle schede in Italia e l’invio documentato e controllato delle schede ai consolati”. Quanto al voto elettronico, Schiavone ha ricordato le indicazioni dell’Ue per la sua introduzione.
Sul fronte della “libertà” del voto, è stata ribadita l’importanza per l’elettorato di “conoscere i programmi politici” dei candidati, dunque di “garantire una informazione capillare attraverso tutti gli strumenti nazionali e all’estero, con adeguato sostegno anche economico”. Serve, quindi, una “reale campagna elettorale”, che preveda “dibattiti sufficienti”. Fondamentale anche prevedere “pene severe per chi si sottopone a coazione o pressioni” in occasione del voto.
Sull’opposizione inversa è tornata Silvana Mangione: “secondo noi contrasta con i principi degli articoli 3 e 48 della Costituzione, il quale dice che sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età, e che stabilisce esattamente quali sono le limitazioni previste dalla legge”.
Le elezioni dei Comites nel 2015 e nel 2021, entrambe svolte con l’opzione inversa, hanno dimostrato “che l’informazione non è sufficiente” e che “nei nostri Paesi i collegamenti di tipo elettronico che permetterebbero alle persone di registrarsi al voto non sono a disposizione di tutti”. Ciò ha influito pesantemente sulla partecipazione. “Se poi aggiungiamo il taglio dei parlamentari che rappresentano questo mondo”, ha sostenuto Mangione ricordando che “gli italiani all’estero sono la ventunesima regione italiana, seconda soltanto alla Lombardia”, allora “stiamo togliendo qualunque voce, qualunque tipo di rappresentanza a questo mondo fondamentale per l’Italia”.
Poche battute per Mariano Gazzola, vicesegretario per l’America Latina: “noi italiani all’estero non siamo un numero, ma cittadini”, dunque come tali detentori di diritti che “non possono essere attaccati quando i conti non tornano”.
Tutte le proposte del Consiglio generale su come modificare le procedure del voto all’estero per “garantirlo e metterlo in sicurezza” sono contenute in un documento consegnato alla Giunta, che lo metterà agli atti. (ma.cip.\aise)