Voto all’estero/ Inversione dell’opzione? Si ma…

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votocorrDopo la Farnesina, il Viminale: oggi pomeriggio, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul voto all’estero, la Giunta delle elezioni della Camera presieduta da Roberto Giachetti ha ascoltato il sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto e il prefetto Fabrizio Orano, Direttore centrale per i Servizi Elettorali. Entrambi hanno riportato cifre su elettori e circoscrizioni, evidenziando quanto sia complesso il meccanismo che regola il voto degli italiani all’estero e convenendo sulla necessità di modificarlo, esprimendo riserve sia sul voto elettronico che su quello nei seggi, ma anche spiegando che l’inserimento dell’inversione dell’opzione – se vuoi votare lo devi dire – semplificherebbe alcuni passaggi complicandone altri.
Il voto dei connazionali coinvolge “diverse amministrazioni”, ha esordito Scalfarotto – Interno, Esteri e Giustizia – tutte impegnate a garantire un diritto sancito dalla Costituzione che vuole il voto libero, personale ed uguale. Gli iscritti all’Aire votano per corrispondenza, ma possono chiedere di votare in Italia; a loro si aggiungono i temporaneamente all’estero che ne facciano, a loro volta, richiesta. Tutti passaggi, ha elencato Scalfarotto, dalle precise scadenze temporali: la prima, la più impegnativa per Farnesina e Viminale, è l’allineamento degli elenchi degli elettori.
Al 20 aprile scorso, gli aventi diritto all’estero erano 4.846.009: 1.530.454 in America latina, 433.489 in Centro e Nord America, 248.797 in Africa, Asia, Oceania e Antartide e 2.633.269 in Europa. Questo il corpo elettorale che dall’estero voterà al prossimo referendum del 12 giugno.
Elencati i passaggi che vedono le amministrazioni impegnate dall’indizione delle elezioni allo spoglio, passando per stampa delle schede, invii e riconsegne fino all’arrivo dei voti in Italia, Scalfarotto, come ieri Di Maio, si è detto contrario alla stampa delle schede in Italia – dilaterebbe i tempi e sarebbe complicato adattare le diverse modalità di compilazione degli indirizzi adottate nei diversi Paesi – mentre ha spiegato meglio la novità introdotta dall’ultimo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri che ha suddiviso la competenza dello spoglio in 5 Corti d’Appello.
La competenza rimane a Roma, ma i voti saranno inviati anche in altre 4 sedi “decentrate”, cioè Milano, Bologna, Firenze e Napoli, tutte città con aeroporto. Dalle prossime politiche, i voti dell’Europa – la ripartizione più numerosa – saranno suddivisi tra Milano, Bologna e Firenze; a Napoli andranno i voti di Centro e Nord America, Africa, Asia e Oceania, mentre le schede dell’America latina rimarranno a Roma, dove la Corte rimarrà unica competente anche per la stesura dei verbali sui votanti, la comunicazione dei risultati e la proclamazione ufficiale degli eletti.
Se gli aventi diritto aumentano di anno in anno, altrettanto non fa il numero dei votanti: nelle prime due elezioni politiche (2006 e 2013) all’estero votò il 40% dei connazionali, percentuale scesa al 30% nel 2018; diverso il dato negli 8 referendum dal 2003 al 2020: il massimo si toccò nel dicembre 2016 con la conferma della riforma costituzionale (30,76), il minimo lo stesso anno ma in primavera per quello sulle trivelle (19.73%).
L’obiettivo del Viminale, ha ribadito più volte il sottosegretario, è “assicurare la più ampia partecipazione al voto, in un contesto coerente con i principi costituzionali”; dunque, ben vengano soluzioni alternative, ma sempre “ponderandone attentamente” gli effetti.
Il voto elettronico, anche per il Viminale, non garantisce la necessaria sicurezza, meno che mai “nell’attuale periodo storico”, cioè con i paventati attacchi hacker dalla Russia. Scalfarotto ha citato uno studio di fattibilità sui requisiti tecnici del sistema di voto elettronico elaborato dal Viminale che lo ha sottoposto alla valutazione dell’Agenzia per la cybersecurity, del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio e dell’Agid, da cui “sono emesse rilevanti criticità sul piano della sicurezza da attacchi informatici. Sono ancora in corso ulteriori complessi approfondimenti tecnici per una ponderata comparazione tra i potenziali rischi e le possibili applicazioni”.
Quanto all’inversione dell’opzione – ipotesi indicata come soluzione preferibile nella quasi unanimità degli auditi – sicuramente “comporterebbe una consistente riduzione delle schede inviate e quindi un plausibile risparmio di spesa. D’altro canto, però, ci sarebbe il rischio di una riduzione del numero dei partecipanti al voto”. Quindi “si tratta di valutare questo punto di equilibrio tra i due termini della questione” e, ha sottolineato Scalfarotto, deve essere il Legislatore a farlo, non l’amministrazione.
Tra le semplificazioni da adottare quella del Qrcode che identifica l’elettore, e quindi velocizza la prima parte dello spoglio, è senz’altro da percorrere, ma, anche qui, “necessita di approfondimento sui profili delle modalità di impiego, della sicurezza e degli eventuali oneri”.
Interrogato da Maggioni sulla rappresentanza dell’elettorato – i 248.797 in Australia eleggeranno un senatore così come i più di due milioni in Europa – Scalfarotto ha sostenuto che è il Parlamento a dover decidere se e come modificare le ripartizioni, magari, ha ipotizzato, accorpando l’Asia-Africa-Oceania con il Centro-Nord America, lasciando due senatori all’Europa.
Se il voto elettronico non è ancora abbastanza sicuro, altre innovazioni si possono introdurre, ha detto Fontana, citando la tessera elettorale digitale di cui discute la prima Commissione o l’uso del qrcode per gestire la fase dello spoglio.
Un qrcode che, ha aggiunto Siragusa, potrebbe aiutare anche nel tracciare il plico una volta che il connazionale ha votato. Importante, per la deputata eletta all’estero, fare in modo che se il plico finisce nelle mani sbagliate non possa essere utilizzato per votare. Indispensabile sarebbe dividere il certificato elettorale dal resto del materiale inviato, magari sostituendolo con un qrcode da assegnare nel momento in cui si iscrive all’Aire, oppure generato con lo Spid. Da sempre favorevole all’inversione dell’opzione, la deputata ha sostenuto che è più importante pensare alla sicurezza del voto che alla partecipazione, visto che la platea degli italiani all’estero è fatta anche di persone di terza e quarta generazione che non hanno legami con l’Italia. Una visione opposta a quella di Scalfarotto secondo cui garantire la sicurezza del voto è importante tanto quanto la partecipazione. “È il Parlamento a dover decidere se introdurre o no l’opzione inversa. Certo il procedimento diventerebbe più snello, ma ogni volta si pone un onere sulle spalle dell’avente diritto si corre il rischio che il titolare non eserciti quell’onore perché lo ritiene gravoso”.
Dei problemi nello spoglio, con veri e proprio “errori mastodontici” ha parlato Giachetti che ha chiesto ai due interlocutori se ci sono migliorie da proporre “a legislazione invariata”.
Più tecnico l’intervento del prefetto Orano che ha spiegato il grande lavoro che c’è dietro la compilazione dell’elenco degli elettori, reso più facile negli anni dal fatto che finalmente Consolati e Comuni si parlano e si aggiornano fino all’ultimo per garantire che chi ha cambiato indirizzo, così come chi diventa maggiorenne a ridosso del voto possa ricevere il plico e votare.
“Allineamento dei dati vuol dire che in caso di corrispondenza di nome cognome e data di nascita” di un elettore “viene assunto l’indirizzo risultante dagli schedari dei Consolati che si presume siano più aggiornati di quelli dei Comuni”, ha spiegato Orano, chiarendo che questo primo elenco “provvisorio”, che il Viminale dà alla Farnesina entro il 60° giorno dalle elezioni, viene poi aggiornato dai Consolati tenendo conto degli irreperibili, di chi ha cambiato residenza, di chi, come detto, ha compito 18 anni. Tutte posizioni che vengono “congelate” per aggiornare gli elenchi fino all’ultimo. Orano ha parlato di 100/150mila posizioni “flaggate” per un’ammissione al voto di 80/90mila persone.
In questo contesto, l’opzione inversa sarebbe utile per avere indirizzi aggiornati, ma complicherebbe un altro passaggio: i connazionali che non fanno richiesta di voto all’estero dovrebbero essere reinseriti negli elenchi dei votanti dell’ultimo comune di residenza, perché il loro diritti di voto deve comunque essere garantito. Certo la percentuale dei votanti “calerebbe moltissimo”.
Sui problemi legati allo spoglio, la concentrazione a Castelnuovo di Porto ha creato diverse criticità che un eventuale sistema di qrcode o codici a barre potrebbe risolvere, avendo postazioni adeguate – che dovrebbe fornire il Ministero della Giustizia – “tipo supermercati” e in linea tra loro, ha detto Orano. La suddivisione nelle 5 Corti “non è la panacea di tutti i mali, ma aiuterà”, ha sostenuto il Prefetto che già sa cosa potrebbe andare male (schede inviate nella città sbagliata, tempi strettissimi e così via).
Quanto all’ipotesi di anticipare il termine per il voto al martedì precedente la data in Italia – rispetto all’attuale giovedì – per Orano aumenterebbe il rischio di “incenerire ancora più schede”, cioè quelle che arrivano fuori tempo massimo: “il martedì è sicuramente troppo anticipato” come termine. “Il procedimento elettorale delle politiche è estremamente complesso, quindi un giorno è fondamentale”.
A Siragusa che ha perorato l’inversione dell’opzione per garantire la sostenibilità del sistema, visto che gli elettori aumentano sempre di più, Scalfarotto ha risposto che “secondo me la scelta di applicare un’opzione inversa non può basarsi sul fatto che tra 10 anni non ce la faremo più” gestire il voto all’estero così com’è. Comunque ogni modifica è appannaggio del Parlamento. Senza contare che, sotto i profili della regolarità del voto “l’idea che il voto nella circoscrizione estero possa essere subordinato ad una espressa dichiarazione di volontà potrebbe in qualche modo agevolare chi volesse convogliare un determinato consenso nei propri confronti, tramite associazioni e così via, istituendo un “pacchetto di voti” da “gestire”.
I temi da approfondire sono tanti, ha chiosato Giachetti, ma certo è che “non può rimanere tutto com’è ora”, dopo quanto emerso dalle audizioni – ma anche dagli accertamenti – della Giunta.
La “soluzione legislativa non compete a questa commissione”, ma “non possiamo pensare di andare alle prossime elezioni politiche facendo finta di niente”. Quindi “bisogna capire tutti insieme, tolto il voto elettronico e quello nei seggi, se c’è soluzione perché ormai siamo perfettamente consapevoli che così com’è non va bene”, ha concluso Giachetti che ha annunciato per martedì prossimo l’ultima audizione in programma, quella del Ministero della Giustizia, già programmata per domani. (ma.cip.\aise) 




Helsinki: AAA vice console onorario a Oulu cercasi

oulu finlandia

oulu finlandiaL’Ambasciata d’Italia a Helsinki nominerà un vice console onorario a Oulu. La persona selezionata, che opererà sotto la direzione dell’Ambasciata, sarà chiamata a svolgere primariamente funzioni di assistenza in favore dei cittadini italiani e tutela degli interessi italiani nel territorio di competenza.
I funzionari consolari onorari vengono scelti “fra persone, preferibilmente di cittadinanza italiana, che godano di stima e prestigio e che diano pieno affidamento di poter adempiere adeguatamente alle funzioni consolari” (art. 47, 1° comma, del D.P.R. 5 gennaio 1967, n. 18) nonché risiedano nella località dove ha sede l’ufficio.
Come sottolinea l’Ambasciata, è opportuno che i candidati o le candidate abbiano una sufficiente padronanza della lingua italiana, oltre che delle lingue ufficiali della Repubblica di Finlandia, insieme ad una spiccata capacità di interrelazione con la realtà locale. La legge stabilisce il limite di settanta anni di età per lo svolgimento dell’incarico. Inoltre, puntualizzano dall’Ambasciata, date le limitate disponibilità di bilancio per i contributi agli Uffici consolari onorari, esso va preferibilmente conferito a persone che siano in grado di assumere, oltre che l’onore, anche l’onere della tutela degli interessi dei cittadini italiani nella circoscrizione di competenza e che non considerino l’eventuale contributo alle spese come una condizione essenziale per l’espletamento del proprio incarico.
Le manifestazioni di interesse per tale incarico potranno essere inviate entro il 3 giugno 2022 all’Ambasciata d’Italia a Helsinki all’indirizzo e-mail segreteria.helsinki@esteri.it, corredate da un breve curriculum vitae.
La selezione non avverrà in base a procedura concorsuale né para-concorsuale: il conferimento dell’incarico per l’esercizio delle funzioni consolari onorarie non costituisce un rapporto di pubblico impiego né un rapporto di lavoro subordinato, bensì un rapporto di servizio volontario per l’espletamento di mansioni onorarie in favore dello Stato. (aise)




“Lavoro e disoccupazione in Austria”: incontro informativo promosso dal Comites

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2viensPrimo appuntamento del ciclo di incontri informativi per spiegare ai nuovi arrivati (e non) tutto quello che c’è da sapere per una vera integrazione in Austria. Il Comites di Vienna, in collaborazione con Ams, organizza il prossimo 16 maggio l’incontro su “Lavoro e disoccupazione in Austria”.
Ospite della serata sarà Michela Prati, consulente AMS, che parlerà del mondo del lavoro e dei temi legati alla disoccupazione in Austria e risponderà a tutte le domande dei connazionali.
Appuntamento dalle 18.30 nella Sala “Im Hinterhaus” (Schottenfeldgasse 12, 1070). Il numero dei partecipanti è limitato a 30 persone; occorre dunque confermare la propria partecipazione scrivendo a comitesaustria@gmx.at.
Per accedere all’evento sarà richiesto un green pass valido e l’uso di una mascherina ffp2 all’interno. (aise) 




Glesiefurlane.com: il sito capace di parlare alle comunità friulane all’estero

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3friulano“Associazioni come Glesie Furlane hanno saputo raccogliere eredità importanti per valorizzare la cultura friulana e grazie a loro oggi ci è permesso di guardare al futuro con strumenti nuovi”. A dirlo è l’assessore regionale alle Autonomie locali di Regione Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, che in un comunicato ha espresso apprezzamento per il nuovo sito web dell’associazione Glesie Furlane, che raccoglie non solo tutte le iniziative e le tantissime attività di promozione culturale svolte dall’associazione, attiva da oltre 50 anni, ma anche numerosi testi liturgici in friulano e soprattutto la versione integrale della Bibbia in marilenghe.
Il portale dedica una sezione a tutti i 73 libri che compongono la Bibbia, nella sua versione friulana, grazie alla concessione di Pio Paschini Edizioni, che mette così a disposizione di tutti il lungo lavoro dei preti di Glesie Furlane – capitanati all’epoca da pre Checo Placerean e pre Toni Beline – impegnati negli anni ’70 nella prima traduzione della Bibbia in friulano.
Un’iniziativa, è stato detto, che si basa sull’operato di tantissimi volontari impegnati nel salvaguardare l’uso del friulano e la cultura identitaria. “Oggi – ha aggiunto Roberti – la Regione è più vicina a chi tutela le lingue minoritarie e questo ci consente di agganciare il futuro anche con progetti innovativi come questi e con nuovi strumenti istituzionali, quali il rafforzamento del ruolo attribuito ad Arlef e all’Aclif”.
Un sito (glesiefurlane.org), capace di parlare alle nuove generazioni e alle comunità friulane all’estero, in cui è racchiuso anche il messaggio universale e millenario della cristianità. Realizzato grazie al contributo dalle Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, esso raccoglie molteplici contenuti multimediali e mette a sistema il patrimonio di relazioni creato negli anni anche attraverso l’uso dei social media (Glesie Furlane è presente su Facebook, Vimeo e YouTube). Per mezzo della web tv è inoltre possibile seguire la messa in diretta. (aise) 




Connessione Italia-Cina: a Shenzhen l’evento del Consolato di Canton

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3cantoncenaSi è celebrata venerdì scorso, 29 aprile, al Seaworld Art Center di Shenzhen, in Cina, un’ideale apertura del 2022 – Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina. L’evento è stato organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Canton in collaborazione con Chengli Culture Media, che ha unito Italia e Cina in un ampio programma artistico-culturale col coinvolgimento di esperti dei due paesi e personalità e media cinesi.
Originariamente prevista per la fine di febbraio, la manifestazione è stata rinviata a causa dei lockdown e delle stringenti misure anti epidemiche.
Un’esposizione sino-italiana dedicata al design ha combinato pezzi iconici italiani, come la UP Chair del celebre architetto e designer Gaetano Pesce, ad elementi di creatività cinese.
Esposti, in un percorso ideale volto a connettere i due Paesi, anche i lavori degli studenti della sede locale dell’Istituto Marangoni e un modello della Whittle School di Shenzhen disegnata dall’archistar Renzo Piano.
Un panel di professionisti ed esperti italiani e cinesi ha discusso l’importanza del design per il miglioramento della qualità della vita quotidiana: la progettazione delle interfacce utente nelle App più diffuse, l’impatto dell’ergonomia degli oggetti sul design e, ancora, l’influenza della moda sulla vita delle persone.
Una connessione tra Italia e Cina, con cenni storici e riferimenti culturali, che ha messo in evidenza somiglianze e sinergie nel settore del design e negli ambiti di arte, ecologia e innovazione.
La giornata si è conclusa con una serata di gala e un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Shenzhen, con arie di Puccini ed un omaggio al Maestro Ennio Morricone.
Star indiscusse della serata, tra vari esponenti del mondo degli affari a Shenzhen, l’imprenditrice e socialite Meme Tian Pujun, coniugata con il noto imprenditore Wang Shi, fondatore del colosso cinese immobiliare Vanke. Entrambi, nei loro discorsi, hanno avuto parole di grande apprezzamento per l’Italia e hanno valorizzato l’importanza della collaborazione tra i due Paesi. (aise) 




Rosario: il console Bocchi visita le città di Rafaela e Sunchales

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2rafaelaConsole Generale a Rosario, Marco Bocchi il 27 e 28 aprile scorsi si è recato in visita nelle città di Rafaela e Sunchales.
A Rafaela, riporta il Consolato, Bocchi ha tenuto una conferenza stampa di presentazione alla comunità italiana lì residente, per poi visitare il Colegio San José: qui il Console ha incontrato gli alunni e le insegnanti dell’istituto che si dedicano all’insegnamento della lingua italiana.
Bocchi ha quindi visitato la UTN Rafaela e la UNRaf – Universidad Nacional de Rafaela per conoscere la realtà accademica locale e discutere di progetti futuri; l’impresa Basso che, fondata da immigrati italiani in Argentina nel 1963, oggi è divenuta una delle principali aziende a livello mondiale nella produzione di valvole di alta qualità; e il Centro Comercial e Industrial de Rafaela (CCIRR).
La visita del console è coincisa con la giornata passaporti promossa a Rafaela dal Consolato.
Nella seconda tappa, Sunchales, Bocchi ha incontrato il Sindaco Gonzalo Toselli, con cui si è confrontato su come stringere una nuova collaborazione in un’area di antica immigrazione italiana, dove è ancora forte il legame con il nostro Paese.
Il Console Generale, infine, è stato invitato a visitare la sede centrale del Grupo SanCor Seguros, una tra le più importanti compagnie assicurative argentine, la cui storia è piena di italianità. (aise)




Monaco di Baviera: Comites in assemblea il 3 maggio

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comitesmonacoPresieduto da Daniela Di Benedetto, il Comites di Monaco di Baviera è convocato in assemblea il 3 maggio alle 20.30 in modalità remota.
I lavori seguiranno questo ordine del giorno: Approvazione del verbale della riunione del 18 febbraio; Espressione sui pareri non vincolanti relativamente agli enti promotori e sui contributi alla stampa; Modalità verbali; Stato dei lavori delle commissioni; Richieste progetti e trailer divulgativi; Sportello del Cittadino; Struttura Google Drive; Varie ed eventuali. (aise) 




Notizie dal Comites di Zurigo

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downloadIl Console generale a Zurigo  dr. Gabriele Altana ha ricevuto lo scorso 9 marzo, nella sede del Consolato, una delegazione del Comites zurighese – Comitato degli italiani all’estero – guidata dal suo presidente, signor Gerardo Petta. Nell’occasione, i rappresentanti del Comites hanno tenuto a ribadire il grave disagio dei connazionali qui residenti per la povertà dei servizi che l’ufficio consolare offre ai cittadini. Come è noto, a partire dal marzo del 2020, in coincidenza con l’irruzione della pandemia del Coronavirus, questa sede consolare ha contingentato gli accessi, riducendo, in buona misura, i servizi e allungando, oltre a ciò, i tempi di disbrigo delle pratiche, mentre, d’altra parte,  i tempi di attesa si sono dilatati, attestandosi, secondo notizie raccolte sul campo, sui tre mesi. Ignoriamo per altro a quanto ammonti il lavoro arretrato. Come utile paragone, basti tuttavia ricordare che il rilascio dei passaporti, fino al 2020, avveniva mediamente entro 15 minuti dalla presentazione della domanda, senza neppure l’obbligo della prenotazione.

Oltre a ciò, le nuove procedure  informatiche, introdotte  nel corso degli ultimi due anni, invece di aumentare la speditezza del servizio, gli hanno procurato, nell’impressione comune, il colpo terminale.  Per meglio comprendere  perciò le ragioni delle accennate disfunzioni, si sono sollecitati utili chiarimenti da parte  del Capo Missione, il quale ha  gentilmente proposto all’attenzione alcune tabelle esplicative, qui allegate,  che, nella nostra impressione,  fotografano bensì la situazione corrente, ma nulla dicono purtroppo  sul rinnovamento delle procedure lavorative.

Tabella fornita dal Console di Zurigo

Risalta per altro, nell’ambito di  questo ufficio consolare, il peggioramento delle prestazioni lavorative, un peggioramento che a noi pare quasi inesplicabile. Limitiamoci  per esempio, al dato sui passaporti rilasciati o rinnovati nel 2021. Le tabelle ci dicono che il loro numero è stato di 10.571, con un discreto aumento rispetto al 2020, ma con una sensibile diminuzione rispetto al 2019.  In proposito, riteniamo necessario  eseguire un piccolo esercizio aritmetico, che  probabilmente dice di più di lunghi discorsi.

Se, infatti, dividiamo i 10.571 passaporti per 265, ossia per i giorni lavorativi nella media dell’anno, otteniamo la media giornaliera dei passaporti rilasciati, che è di 38,5. Se poi dividiamo questo numero per  i 5 addetti allo sportello otteniamo il numero di passaporti rilasciato giornalmente da ciascun impiegato, pari a 7,9. Se infine dividiamo questo numero per 7- il numero cioè delle ore lavorative giornaliere – scopriamo che ogni impiegato ”produce” all’incirca un passaporto ogni ora.

Che  differenza con la situazione che qui si registrava negli anni trascorsi. A questo riguardo, è utile ricordare che Zurigo ha conosciuto, dal 1 gennaio 2015 al 1 marzo 2020, un quinquennio d’oro, un periodo memorabile, quando i passaporti – come accennato prima –  venivamo rilasciati in tempi brevissimi. Non esistevano allora limiti o barriere per l’acceso agli uffici.

Merito, bisogna pur ricordarlo nuovamente, di un valoroso console che, nel 2015, ebbe il coraggio di digitalizzare, con anni di anticipo, il lavoro del Consolato liberalizzando inoltre gli accessi agli uffici. Un lavoro magnifico, che il Covid ha poi contribuito a distruggere, col concorso per altro dei Sindacati e dei dirigenti del Ministero degli Esteri. Vorremmo ora rivolgere un invito ai gentili lettori perché inviino all’indirizzo e-mail di questo Comites info@comiteszurigo.ch eventuali suggerimenti, considerazioni, proposte col fine di migliorare il lavoro della sede  consolare e ripristinare i precedenti moduli lavorativi. Siamo convinti che le cose miglioreranno soltanto se ci sarà un’azione compatta ed estesa.

Gerardo Petta




Madrid: l’Ambasciata sospende il servizio telefonico a pagamento

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ambamadridDa oggi, 1° maggio, è sospeso il servizio telefonico informativo a pagamento della Cancelleria consolare dell’Ambasciata italiana a Madrid. A darne notizia è il Comites Madrid, che sulla sua pagina facebook commenta: “un’ottima notizia, una battaglia portata avanti dal precedente Comites, in quanto da un lato non si è mai capito chi ci fosse dietro questo numero (Società) e dall’altro perché per avere un’informazione si spendevano dai 10 ai 15€, come più volte ci avete segnalato”.
La Cancelleria consolare sarà quindi contattabile ai numeri e secondo le modalità indicate sul sito della sede. (aise) 




A Cracovia l’incontro al femminile promosso dal Comites Polonia

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30incontrofemminiliDopo il debutto a Varsavia, il Comites Polonia porta a Cracovia l’iniziativa “Incontro al femminile”. Appuntamento il prossimo 5 maggio dalle 18.00 nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura.
L’incontro è rivolto sia alle donne italiane residenti in Polonia che vogliono conoscere altre connazionali e confrontarti con loro sulle proprie esigenze e sulle iniziative da realizzare; sia alle donne polacche che conoscono l’italiano e vogliono fare nuove conoscenze.
Per partecipare occorre scrivere a info@comitespolonia.pl. (aise)