Il Piemonte investe sui corregionali all’estero: stanziati 300mila euro per il 2026

085303099 c298906b b010 4df3 bef6 10d4a17160c4

085303099 c298906b b010 4df3 bef6 10d4a17160c4La Regione Piemonte conferma il proprio impegno verso le comunità piemontesi sparse nel mondo. La terza Commissione regionale ha infatti dato il via libera a uno stanziamento di 300.000 euro per l’anno in corso, inserito nel Bilancio di previsione 2026-2028. L’obiettivo, come illustrato dall’assessore all’Emigrazione Maurizio Marrone, è quello di consolidare il ponte culturale e identitario con chi ha lasciato la regione, ma ne mantiene vive le radici.

Sostegno alla memoria e alle associazioni

Il piano di investimenti si concentra su alcuni pilastri fondamentali per la conservazione della memoria storica dell’emigrazione (che vide flussi massicci, specialmente verso l’Argentina, tra il XIX e il XX secolo):

  • Poli Museali: Riceveranno supporto il Museo dell’emigrazione di Frossasco (Torino) e quello di Santa Maria Maggiore (Verbano-Cusio-Ossola).

  • Associazionismo: Fondi destinati alle associazioni di piemontesi attive all’estero, che fungono da presidi culturali nel mondo.

Il potenziale del “Turismo delle Radici”

Con una platea stimata di circa sei milioni di oriundi piemontesi, la Regione punta con decisione sul turismo di ritorno. L’idea è quella di attrarre soprattutto le nuove generazioni, offrendo loro l’opportunità di riscoprire i luoghi d’origine dei propri antenati.

Cultura e formazione

Oltre agli aiuti economici, il programma include iniziative di alto valore sociale e didattico:

  • Festival “Radici”: Un evento curato dalla Fondazione Circolo dei Lettori per riflettere sui temi dell’identità e dell’integrazione.

  • Scuola e Storia: Il progetto “Viaggio del ricordo”, rivolto agli studenti delle superiori, per approfondire le vicende dell’esodo istriano e l’accoglienza dei profughi sul suolo piemontese.

Dopo l’esame della Commissione presieduta da Claudio Sacchetto, il documento è stato approvato a maggioranza, definendo così la strategia migratoria della Regione per i prossimi anni.




Vivere in Repubblica Dominicana nel 2026: perché molti italiani non tornano più indietro

images

imagesNel 2026, la Repubblica Dominicana continua ad attirare italiani di ogni età: pensionati, famiglie, lavoratori da remoto, piccoli imprenditori. Non è una moda passeggera. Per molti, il trasferimento si è trasformato in una scelta definitiva. Perché?

La risposta non è semplice, ma nasce da un insieme di fattori che, messi insieme, fanno la differenza.

Un costo della vita più leggero (anche se non tutto è economico)

Rispetto all’Italia, il costo della vita resta più basso, soprattutto fuori dalle grandi aree turistiche. Affitti, servizi di base e manodopera incidono meno sul bilancio mensile. Negli ultimi anni, però, alcune voci sono aumentate: prodotti importati, sanità privata e immobili nelle zone più richieste.

Eppure, per molti italiani il rapporto spesa/qualità della vita rimane vantaggioso. Con lo stesso budget che in Italia garantirebbe una sopravvivenza dignitosa, qui è possibile vivere con più spazio, più tempo e meno pressione.

Il clima conta più di quanto si dica

Sole, caldo e luce naturale tutto l’anno non sono solo una cartolina. Hanno un impatto reale sull’umore e sul corpo. Molti italiani raccontano di aver ridotto stress, dolori cronici e persino il ricorso ai farmaci.

Il clima tropicale non è per tutti. L’umidità e la stagione delle piogge richiedono adattamento. Ma per chi arriva da inverni lunghi e grigi, il beneficio psicologico è evidente.

Sanità: il grande compromesso

La sanità pubblica non è uno dei punti di forza del Paese. Chi vive stabilmente in Repubblica Dominicana lo sa e si organizza: assicurazione privata, cliniche convenzionate, controlli regolari.

Il paradosso è che, nonostante i limiti del sistema pubblico, molti italiani preferiscono comunque restare. La sanità privata, se ben gestita, offre tempi rapidi, rapporto umano e costi ancora sostenibili rispetto a molte realtà europee.

Lavoro, pensione e nuove forme di reddito

Non tutti vengono per lavorare nel senso tradizionale. Molti sono pensionati, altri hanno rendite, altri ancora lavorano online. C’è poi chi apre piccoli business: ristorazione, affitti brevi, servizi per stranieri.

Il mercato del lavoro locale è complesso e spesso informale, ma proprio questa flessibilità consente a molti italiani di reinventarsi. Non è un Paese che regala nulla, ma è un Paese che permette di provare.

Il tempo: la vera ricchezza

Il motivo più citato da chi non torna indietro è uno solo: il tempo.

Tempo per vivere, per mangiare senza fretta, per parlare con le persone, per guardare il mare, per non essere sempre di corsa. In Repubblica Dominicana il ritmo è più lento, a volte esasperante, ma spesso liberatorio.

All’inizio può irritare. Poi, per molti, diventa una conquista irrinunciabile.

Non è un Paese perfetto (e nessuno lo pensa)

Blackout, burocrazia lenta, traffico, differenze culturali, insicurezze. Tutto vero. Chi idealizza la Repubblica Dominicana rischia di restare deluso.

Ma chi arriva con realismo, spirito di adattamento e curiosità scopre qualcosa che in Italia è diventato raro: la sensazione di vivere, non solo di resistere.

Perché molti italiani non tornano più indietro

Non perché qui sia tutto migliore.
Ma perché, nel confronto quotidiano, i difetti pesano meno dei benefici.

E quando succede questo, tornare indietro diventa difficile.




Cittadinanza. Storica vittoria legale per i discendenti in Costa Rica

tribunale di brescia riconosce la cittadinanza italiana successo atlaslex

tribunale di brescia riconosce la cittadinanza italiana successo atlaslexIl 2026 si apre con una notizia di grande rilievo per la comunità degli italo-discendenti, in particolare per coloro che hanno radici legate al territorio mantovano. Lo studio legale Atlaslex ha ottenuto una significativa vittoria presso il Tribunale Ordinario di Brescia, che ha ribaltato il rifiuto di un consolato italiano in merito a una richiesta di cittadinanza iure sanguinis.

Il nodo della questione: Mantova e la Costa Rica

La sentenza assume un valore simbolico e pratico altissimo. Il Tribunale di Brescia è infatti l’organo competente anche per la zona di Mantova, terra che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento vide partire numerosi emigranti verso la Costa Rica. Oggi, i loro discendenti chiedono che venga riconosciuto quel legame mai spezzato con la madrepatria.

Fine alle “interpretazioni automatiche”

Al centro della disputa legale c’era la presunta perdita della cittadinanza italiana dovuta a pratiche burocratiche effettuate in America Latina. Il Tribunale ha però parlato chiaro: la regolarizzazione della propria posizione legale o l’acquisizione della cittadinanza in Costa Rica non costituiscono una rinuncia implicita alla cittadinanza italiana.

Secondo i giudici, si tratta di atti necessari per la vita civile nel paese di residenza, che non recidono il filo della discendenza. Grazie a questo orientamento, è stata confermata la continuità della trasmissione della cittadinanza all’interno della famiglia, annullando il precedente diniego consolare.

Un precedente importante per l’America Latina

Questa sentenza non è solo un successo per Atlaslex, ma rappresenta un precedente fondamentale per migliaia di discendenti in tutta l’America Latina. Per anni, interpretazioni rigide e automatiche hanno generato incertezza e rifiuti ingiustificati, sbarrando la strada a chi aveva il pieno diritto di essere riconosciuto italiano.

Con questo risultato, Atlaslex conferma la propria specializzazione nei casi complessi legati alla Costa Rica, offrendo una speranza concreta a chi ancora attende che il proprio sangue venga riconosciuto anche dalla legge.




Referendum giustizia: la Farnesina sul voto per corrispondenza dei cittadini italiani all’estero e opzione per il voto in Italia

referendum costituzionale confermativo su riforma della giustizia 22 e 23 marzo 2026immagine4

referendum costituzionale confermativo su riforma della giustizia 22 e 23 marzo 2026immagine4Referendum costituzionale confermativo dei giorni 22 e 23 marzo 2026 recante  “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”: dalla  Farnesina informazioni su voto per corrispondenza dei cittadini italiani all’estero e opzione per il voto in Italia. “Con decreto del Presidente della Repubblica del 13/01/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14/01/2026, è stata fissata nei giorni 22 e 23 MARZO 2026 la data del referendum ex art. 138 della Costituzione per la modifica di alcuni articoli della Costituzione (c.d. “Riforma della giustizia”). Si ricorda che il VOTO è un DIRITTO tutelato dalla Costituzione italiana e che, in base alla Legge 27 dicembre 2001, n. 459, i cittadini italiani residenti o temporaneamente all’estero, iscritti nelle liste elettorali, possono VOTARE PER POSTA, ricevendo il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza. A tal fine, si raccomanda di controllare ed eventualmente regolarizzare immediatamente la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso l’Ufficio consolare competente (si ricorda che per legge i plichi elettorali devono essere spediti quasi un mese prima della data del voto in Italia), utilizzando preferibilmente il portale online dei servizi consolari Fast It.  In alternativa al voto per corrispondenza, gli elettori iscritti all’AIRE possono scegliere di votare in Italia presso il proprio comune di iscrizione elettorale, comunicando per iscritto la propria scelta (OPZIONE) al Consolato entro il 10° giorno successivo alla indizione della consultazione. La scelta (opzione) di votare in Italia vale solo per la consultazione referendaria rispetto alla quale è espressa.

L’OPZIONE deve pervenire all’Ufficio consolare non oltre i dieci giorni successivi a quello dell’indizione della consultazione, ovvero ENTRO IL GIORNO 24/01/2026. Per tale comunicazione si può utilizzare l’apposito modulo scaricabile sia dal sito web del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (www.esteri.it) sia da quello del proprio Ufficio consolare di riferimento. Il modulo, compilato, firmato e accompagnato da un documento d’identità, può essere consegnato o inviato al proprio Ufficio consolare di riferimento a mano, per posta, per posta elettronica ordinaria, per posta elettronica certificata [PEC]. I relativi indirizzi sono disponibili sul sito del Consolato di riferimento. La comunicazione dell’opzione può anche essere scritta su carta semplice; in ogni caso per essere valida deve contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore, ed è obbligatorio inviarla insieme a copia di un documento di identità del dichiarante. La normativa vigente prescrive che sia cura degli elettori verificare che la comunicazione di opzione spedita per posta sia stata ricevuta in tempo utile dal proprio Ufficio consolare. Le richieste pervenute oltre il termine sopra indicato NON potranno essere ritenute valide. La scelta di votare in Italia può essere successivamente REVOCATA con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all’Ufficio consolare con le stesse modalità ed entro la stessa data prevista per l’esercizio dell’opzione. La Legge NON prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute per il rientro in Italia in occasione del voto, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano.

PER OGNI ULTERIORE CHIARIMENTO CI SI PUO’ RIVOLGERE AL PROPRIO UFFICIO CONSOLARE DI RIFERIMENTO”. (Inform)




Il Senato ha approvato la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero

palazzo madama1 e1593957143530 615x223

palazzo madama1 e1593957143530 615x223L’Assemblea di Palazzo Madama ha approvato in via definitiva il ddl n. 1683 recante disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero.

Il provvedimento è stato illustrato dal senatore Menia nel testo approvato dalla Camera, su mandato conferitogli dalla III Commissione nella seduta del 3 dicembre. (Inform)




Dopo il caso Trentini, i pericoli del volontariato nel mondo

sin título

sin títuloIl caso di Alberto Trentini ha riportato sotto i riflettori una realtà spesso sottovalutata: fare volontariato all’estero, soprattutto in aree instabili, può comportare rischi seri e talvolta estremi. Un impegno nobile e generoso che, però, non è sempre accompagnato da adeguate tutele.

Negli ultimi anni il volontariato internazionale è cresciuto in modo esponenziale. Migliaia di giovani – ma anche professionisti e pensionati – partono ogni anno per missioni umanitarie in Africa, Medio Oriente, America Latina e Asia, spinti dal desiderio di aiutare le popolazioni più vulnerabili.

Tuttavia, conflitti armati, instabilità politica, criminalità organizzata, terrorismo e sistemi sanitari fragili rendono molte di queste destinazioni potenzialmente pericolose. I volontari, spesso percepiti come “inermi” o come cittadini occidentali, possono diventare bersagli facili per rapimenti, estorsioni o violenze.

Il caso di Alberto Trentini ha evidenziato come, anche all’interno di missioni formalmente organizzate, il livello di rischio possa essere sottovalutato. In alcune aree del mondo, la linea tra cooperazione umanitaria e scenario di guerra è estremamente sottile.

Non sempre le organizzazioni dispongono di: piani di evacuazione aggiornati, assicurazioni complete, supporto psicologico e legale, un reale coordinamento con le autorità locali e internazionali.

In molti casi, il volontario si affida più alla buona fede che a una reale struttura di protezion

Esiste una differenza sostanziale tra le grandi ONG internazionali e le piccole associazioni indipendenti. Le prime, pur operando in contesti difficili, dispongono generalmente di: protocolli di sicurezza rigorosi, formazione preventiva, contatti diplomatici, analisi costante del rischio.

Le seconde, spesso animate da grande passione ma con risorse limitate, possono non essere in grado di garantire lo stesso livello di tutela, esponendo i volontari a pericoli non sempre chiaramente comunicati prima della partenza.

Un altro elemento critico è il cosiddetto volontariato emotivo, alimentato anche dai social network. Video, appelli e campagne virali possono spingere persone poco preparate a partire in fretta, senza una reale conoscenza del contesto politico, culturale e di sicurezza del Paese di destinazione.

Il desiderio di “fare qualcosa subito” può trasformarsi in una scelta impulsiva, con conseguenze gravi.

Il caso Trentini riapre anche il tema del ruolo dello Stato. Quando un volontario italiano finisce in pericolo all’estero, entrano in gioco: Farnesina, ambasciate e consolati, strutture di crisi.

Ma la prevenzione resta l’anello debole. Informazione, formazione e valutazione del rischio dovrebbero essere parte integrante di ogni progetto di cooperazione internazionale.

Il volontariato resta una risorsa fondamentale per milioni di persone nel mondo. Ma casi come quello di Alberto Trentini dimostrano che la buona volontà non basta.

Aiutare è giusto. Farlo senza mettere a rischio la propria vita è un dovere, per chi parte e per chi organizza.




USA. Paolo Zanotto è il nuovo Console d’Italia a Detroit

paolo zanotto console ditalia a a detroit immagine11

paolo zanotto console ditalia a a detroit immagine11Paolo Zanotto è il nuovo Console d’Italia a Detroit, con competenza sugli Stati dell’Indiana, Kentucky, Michigan, Ohio e Tennessee. “È per me un onore poter rappresentare, sotto la guida della nostra Ambasciata a Washington, il nostro bellissimo Paese in un contesto importante e dinamico come quello statunitense, in un Paese con fortissimi legami con l’Italia e con una grande ammirazione per il nostro Paese e per il suo ricchissimo patrimonio storico, artistico, culturale e linguistico”, scrive il Console Zanotto nel messaggio alle/ai connazionali, a cui rivolge “con forte emozione un caloroso saluto”. “Ben consapevole del fatto che l’Italia non è, tuttavia, solo depositaria di una grande tradizione ma è altresì un Paese con una grandissima vocazione imprenditoriale”, il Console intende “portare avanti il grandissimo lavoro fatto da chi mi ha preceduto per valorizzare al massimo le nostre eccellenze, la nostra grande creatività e innovazione che ci contraddistinguono nel mondo, per essere un punto di riferimento importante per le moltissime aziende e i moltissimi talenti italiani che guardano con interesse a questa città, in forte crescita, e a quest’area degli Stati Uniti di cui spesso vengono sottovalutate le grandi potenzialità”. “Intendo fornire – prosegue il messaggio – , insieme all’eccellente personale di questo Consolato, il mio migliore contributo perché possiamo continuare ad essere un punto di riferimento imprescindibile per una comunità in continua crescita, proseguendo nel segno del forte ampliamento dei servizi consolari registratosi in questi ultimi anni e affrontando insieme al meglio alcune questioni di particolare attualità, come la recente riforma della cittadinanza. Desidero inoltre promuovere a tutti i livelli, anche in collaborazione col Comites e con eccellenti interlocutori come la Dante Alighieri, la nostra lingua, la nostra cultura e la ricchissima storia della comunità italoamericana, a cui saranno dedicati diversi eventi di promozione culturale già nel corso di questo 2026”. “Certo del vostro sostegno, prometto il mio e nostro massimo impegno per garantire la migliore qualità dei nostri servizi e la massima vicinanza alle esigenze di ciascuna e ciascuno di voi”, conclude il Console Zanotto ,che rivolge “un augurio di un felice e propizio 2026” alla comunità .

Nato il 12 novembre 1991 Paolo Zanotto compie i suoi studi a Padova, dove si laurea in Giurisprudenza nel 2016. Durante gli studi universitari frequenta per un semestre l’Università di Greifswald in Germania. Dopo aver svolto un tirocinio presso gli Uffici Giudiziari della Corte d’Appello di Venezia, frequenta il Corso di preparazione al Concorso Diplomatico presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale. Prima di entrare nella carriera diplomatica, svolge un’esperienza lavorativa di circa due anni e mezzo presso l’Università degli Studi di Padova.

All’ingresso in Farnesina nel febbraio 2024 viene destinato all’Unità di Analisi e Programmazione, dove svolge anche il ruolo di Responsabile dell’Archivio Storico Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Durante lo stesso anno è assegnato per un mese presso l’Ambasciata d’Italia a Vilnius, Lituania. Il 7 gennaio 2026 assume le funzioni di Console d’Italia a Detroit. (Inform)




Donne in emigrazione: domani la presentazione del nuovo bando del Premio Italia Radici nel Mondo

31premioradicinelmondo

31premioradicinelmondoVerrà presentato domani, 9 gennaio, alle 13.00 nella sala stampa di Montecitorio il nuovo bando del Premio Italia Radici nel Mondo–Toto Holding. Alla sua seconda edizione, il concorso di racconti inediti è rivolto agli italiani e alle italiane residenti all’estero e agli italodiscendenti. Tema dell’edizione 2026 è “Donne in emigrazione”.
Il Premio Italia Radici nel Mondo – Toto Holding è organizzato dal Comune di Torricella Peligna, come una delle iniziative della manifestazione John Fante Festival, con il contributo della Toto Holding e della Fondazione Pescarabruzzo. La prima edizione del Premio è nata nell’ambito delle iniziative del MAECI “2024 – Anno delle radici italiane nel mondo”.
Ideato da Giovanna Di Lello direttrice del John Fante Festival, e da Giuseppe Sommario, direttore del Piccolo Festival delle Spartenze. Migrazioni e Cultura, il Premio nasce dalla volontà dei due Festival di instaurare una collaborazione stabile e sistematica, tesa ad ampliare, in Italia e all’Estero, la discussione sui temi e sui valori da sempre affrontati nelle due manifestazioni, che riguardano l’emigrazione italiana e le sue infinite declinazioni, l’italianità, il legame fra le comunità dei restati e quelle degli spartiti, i tratti identitari, le identità mobili, le radici che le due comunità condividono. (aise) 




IMU: Forza Italia Estero, nessuna abolizione. Basta propaganda!

sin título

sin títuloRiceviamo e pubblichiamo.

Forza Italia all’estero chiarisce che l’IMU sulla prima casa non è stata abolita per gli italiani residenti all’estero. Le dichiarazioni diffuse nei giorni scorsi fanno riferimento a proposte di legge che non hanno ancora completato l’iter parlamentare e che, pertanto, non producono alcun effetto concreto. Ogni modifica fiscale diventa efficace solo dopo l’approvazione definitiva del Parlamento e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Forza Italia sottolinea di aver informato correttamente i cittadini che la data di riferimento sarà il 16 giugno, scadenza del pagamento dell’IMU, quando sarà possibile verificare se alle dichiarazioni seguiranno provvedimenti effettivi.

Critiche al DDL Camera n. 956 del Partito Democratico, giudicato una misura discriminatoria, che prevede una riduzione dell’IMU limitata a una platea ristretta di cittadini, escludendo milioni di italiani residenti all’estero. Non si tratta di una riforma, ma di un intervento che favorisce pochi beneficiari, in contrasto con i principi di equità e di uguaglianza.

Per questo Forza Italia chiede al Parlamento di intervenire con urgenza, attraverso un emendamento in Senato, per correggere la norma e garantire pari diritti, pari dignità e pari trattamento a tutti gli italiani residenti all’estero.

Lo dichiarano Fucsia Nissoli Fitzgerald, Antonio Cenini e Luigi Billè, coordinatori di Forza Italia per gli italiani all’estero.




Venezuela, Tajani e Meloni seguono gli sviluppi: “Attenzione agli italiani nel Paese”; presenti 160.000 connazionali

presentazione degli interventi per il rafforzamento del 'turismo delle radici' finanziati con il fondo sviluppo e coesione

presentazione degli interventi per il rafforzamento del 'turismo delle radici' finanziati con il fondo sviluppo e coesione

“Seguo con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l’evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sul social X.
Nel messaggio si aggiunge: “Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni costantemente informata”. E ancora: “Unità di crisi della Farnesina operativa”.

Anche Palazzo Chigi conferma l’impegno della premier: “Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue con attenzione la situazione in Venezuela, tenendosi in costante contatto con il ministro degli Affari
esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, anche al fine di assumere informazioni sui nostri connazionali”. Così in una nota.

L’AMBASCIATORE D’ITALIA: “SITUAZIONE INCERTA”

Sono circa 160 mila gli italiani in Venezuela a cui, in queste ore, l’Ambasciata d’Italia a Caracas, rivolge l’invito di non uscire di casa e di evitare gli spostamenti. L’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito, è intervenuto stamani a Rai News24 per aggiornare su quanto sta avvenendo nel Paese. “La situazione è incerta e invitiamo i connazionali a contattare l’ambasciata e i consolati”, ha spiegato, sottolineando come per il presidio diplomatico “la priorità in questo momento è l’incolumità dei connazionali nel Paese”. La comunità italiana in Venezuela è infatti numerosa, circa 160 mila persone in tutto il Paese, alcuni con doppio passaporto, e alcuni all’estero per ragioni di lavoro e turismo. Difficile poter rientrare in Italia nell’immediato: il diplomatico spiega infatti che sono stati chiusi gli aeroporti e lo spazio aereo.

 

ag. Dire. – www.dire.it