Migrazioni e sviluppo: una rete di partenariato Sudan-Toscana con l’Aics

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15manirifugiati“Migrazioni e Sviluppo: una rete di partenariato per la salute globale in Sudan” è il titolo della conferenza che si terrà il prossimo giovedì, 17 marzo, dalle ore 9 alle 16.30, nell’Auditorium di Sant’Apollonia, a Firenze.
L’evento, organizzato congiuntamente dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e dal Centro regionale di salute globale (Csg) dell’Azienda ospedaliero-universitaria Meyer, rappresenta il momento conclusivo di bilancio sulla collaborazione triennale tra Aics sede di Khartoum e Csg nell’ambito del progetto ‘Rafforzare la resilienza per i rifugiati, sfollati interni e comunità di accoglienza nel Sudan orientale’, finanziato dalla Unione Europea e che ha come obiettivo quello di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni sfollate e delle comunità ospitanti nel Sudan orientale.
Le attività progettuali hanno visto come protagonisti gli operatori del sistema sanitario toscano, che si sono occupati della formazione in ambito sanitario negli stati di Kassala e Gedaref, e della ricerca scientifica nel settore della nutrizione e malnutrizione. I corsi di formazione sono stati dedicati al personale del Ministero della Salute sudanese, al personale accademico e alle ostetriche di comunità, con l’obiettivo di migliorare le competenze nel campo dei sistemi informativi sanitari, del management sanitario e dell’assistenza sanitaria primaria per ciò che riguarda la salute del bambino e quella sessuale e riproduttiva delle donne.
“Siamo orgogliosi di ospitare in Toscana questo evento, dedicato a due tematiche attualissime, che ci stanno particolarmente a cuore – commenta il presidente Eugenio Giani -. La Toscana ha una lunga tradizione di cooperazione internazionale, finalizzata a garantire l’assistenza sanitaria a tutti, indipendentemente dalla condizione sociale o economica e dal proprio Paese di provenienza. È per noi un principio di civiltà accogliere chi arriva e, nello stesso tempo, contribuire alla costruzione di sistemi sanitari adeguati nei Paesi da dove si emigra con l’aiuto dei nostri professionisti e del volontariato, che ringrazio per quanto fatto fino a oggi e per quello che ancora dovrà essere realizzato”.
“La scelta della cooperazione della Toscana è, inoltre, frutto della convinzione del valore aggiunto che mettiamo a disposizione dei nostri professionisti nel loro percorso di crescita professionale e umano – sottolinea l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini -. In una sanità senza confini, le iniziative di cooperazione mettono in relazione professionisti e sistemi sanitari, contribuendo a potenziare le capacità tecniche e anche relazionali. Riteniamo la cooperazione non solo un obbligo morale di civiltà, ma anche una scelta derivante dalla consapevolezza della interdipendenza dei destini di ognuno di noi e della necessità di agire tutti insieme per poter affrontare le sfide di salute globale. E’, quindi, con estremo piacere che ospitiamo a Firenze questo evento, che offrirà importanti spunti di riflessione per una programmazione sempre più efficace e aperta al prossimo”.
“L’esperienza di collaborazione tra un sistema sanitario regionale e la nostra Agenzia di cooperazione allo sviluppo ha evidenziato come il sistema regionale, soprattutto quando parliamo di cooperazione sanitaria, rappresenti un valore aggiunto per il sistema-Italia – sottolinea Maria José Caldés, direttrice del Csg del Meyer -. Sono, infatti, convinta che muovendoci assieme si riescono a ottenere risultati sostenibili, in quanto derivano dalla grandissima esperienza delle nostre Aziende sanitarie unita a quella della nostra Agenzia di cooperazione, e più duraturi rispetto a piccoli interventi frammentati di singole istituzioni”.
La conferenza si inserisce all’interno del dibattito internazionale sul nesso migrazione-sviluppo e intende porre l’accento sulle inter-relazioni tra salute globale, migrazioni e sviluppo. Apriranno l’evento il presidente della Toscana Eugenio Giani, il direttore dell’Aics Luca Maestripieri, il direttore della Direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo Fabio Cassese, la delegata Ue in Sudan Elisabeth Rousset, l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini e il direttore generale del Meyer Alberto Zanobini.
La conferenza rappresenta, inoltre, l’evento conclusivo di una settimana di incontri organizzati in occasione dell’arrivo di una delegazione dal Sudan, composta da medici e professionisti del settore sanitario, che hanno collaborato a vario titolo alle attività del Csg e di Aics. Sono previste delle visite della delegazione ad alcune delle eccellenze del nostro sistema sanitario, tra cui l’Aou Meyer, il Centro nascita Margherita di Careggi, il Centro di simulazione medica (International training center american heart association) e il Centro di formazione e simulazione neonatale Nina (queste due ultime dell’Aou pisana). È prevista, infine, nel pomeriggio di oggi, la visita alla Casa della salute de Le Piagge, cui farà seguito un incontro presso la Comunità de Le Piagge con Don Alessandro Santoro e l’Imam di Firenze Izzedin Elzir, per discutere di assistenza extra istituzionale alle fasce più vulnerabili della popolazione.
La storia
In Sudan, il Governo di transizione formatosi a seguito della deposizione di Omar al-Bashir nella rivoluzione del 2019, dopo aver conseguito risultati promettenti nel promuovere libertà, pace e giustizia – le tre parole che hanno costituito il filo conduttore della rivoluzione sudanese – è stato deposto in un putsch militare il 25 ottobre 2021 dopo settimane di crescenti tensioni politiche. In questo scenario, gli effetti combinati della pandemia di Sars-CoV-2 e l’arrivo nell’Est del Paese di decine di migliaia di rifugiati in fuga dal conflitto del Tigray evidenziano la manifesta correlazione che associa flussi migratori e determinanti socio-sanitarie. Il quadro migratorio sudanese possiede le caratteristiche proprie delle regioni interessate da flussi misti; a causa della sua collocazione geografica, il Sudan ha tradizionalmente costituito un’intersezione naturale tra l’Africa centrale, orientale e settentrionale e attualmente si trova all’incrocio di tre principali rotte migratorie.
Salute e status migratorio sono concetti strettamente intrecciati, che esercitano un effetto reciproco in un insieme di relazioni causa-effetto. Le politiche e le strategie sanitarie generalmente comprendono lo status migratorio tra i determinanti sociali della salute in grado di influenzare significativamente l’accessibilità ai servizi sanitari. La natura multidimensionale dello status migratorio di un individuo comporta modelli di intreccio con diversi determinanti sociali della salute. Eventuali differenze nei fattori di rischio per la salute e nei profili di malattia tra la comunità migrante e quella ospitante, nonché le condizioni in cui si è svolto il processo migratorio, sono elementi che incidono notevolmente sul nesso tra migrazione e salute, producendo effetti negativi o benefici per il singolo migrante, la sua comunità e le società di origine, transito e destinazione. (aise) 




Passato, presente e futuro del Made in Italy in USA: Mucci (We the Italians) intervista Antonino Laspina (Ice NY)

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15iceny“Se il Made in Italy è un aspetto fondamentale della presenza italiana in America, ormai non solo dal punto di vista commerciale ma anche da quello diplomatico e culturale, è l’ICE che si occupa principalmente di seguire il sistema della promozione e della distribuzione dei prodotti italiani negli Stati Uniti. L’ICE è presente in America con cinque uffici, divisi territorialmente ma anche tematicamente. A coordinare tutto è l’ufficio di New York, guidato da un paio d’anni da Antonino Laspina, un esperto dirigente che ha girato il mondo ed è stato anche a capo del marketing dell’ICE in Italia. L’intervista al Direttore dell’ICE di New York è stata per me davvero molto interessante, e sono sicuro che lo sarà anche per i nostri lettori. Un grazie di cuore al Direttore Laspina per la sua disponibilità”. Inizia così l’intervista che Umberto Mucci, fondatore e direttore di “We the italians” portale dedicato a Italia e USA, ha realizzato ad Antonio Laspina, direttore dell’ICE di New York.
“D. Direttore, per prima cosa una nota personale: nella storia della sua famiglia c’è un legame con l’America, giusto?
R. Sì, è vero. Un mio bisnonno con un suo fratello nel 1906 decisero come tanti altri di andare in America. Rimasero circa tre anni, poi però decisero di rientrare come tanti. La mia famiglia non aveva dato grande enfasi a questo episodio. Tuttavia per me, che sono cresciuto nella casa del nonno materno, il figlio di questo signore che temporaneamente era stato italoamericano, non era qualcosa banale. Da ragazzino notavo oggetti che erano completamente avulsi rispetto alla classica decorazione di una casa siciliana, e quindi iniziai a chiedere e cominciò a venire fuori questa cosa: erano oggetti riportati dall’America dal mio bisnonno, e iniziarono ad aggiungere notizie su di lui.
Il mio nonno materno mi regalò una penna stilografica di suo padre e io l’ho usata molto perché negli anni ‘80 la penna stilografica andava molto di moda e a me faceva piacere avere una penna stilografica comprata negli Stati Uniti. Al di fuori di questo, nella mia carriera anche prima di venire a lavorare qui ho incrociato diverse volte i mercati statunitensi, in particolare in due occasioni che amo ricordare. La prima fu quando feci parte della delegazione che venne in visita subito dopo l’undici settembre. Fummo ricevuti dal sindaco Giuliani che ci portò addirittura sul posto, e ricordo momenti davvero toccanti, sensazioni molto forti. La seconda riguarda la mia partecipazione a un progetto che era stato creato dallo IAI (Istituto Affari Internazionali), un centro studi italiano di relazioni internazionali con sede a Roma. Il progetto si chiama Young Leaders e ha visto nel tempo la selezione di giovani emergenti. Ricordo che nel 1997 grazie a questo programma andai a San Francisco per un corso di una settimana e, andammo a pranzo con l’allora ancora poco conosciuta Nancy Pelosi”.
L’intervista completa disponibile a questo link. (aise)




34 anni di Associazione famiglie siciliane a Paraná: il messaggio della Presidente Burgos Salamone

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14sicilianiparanaL’Associazione Culturale e Ricreativa Famiglie Siciliane di Paraná, in Argentina, festeggia domani, martedì 15 marzo, il suo 34° anniversario. La Sicilia rappresenta per questa associazione la discendenza, la storia, la cultura, le tradizioni e la famiglia. Per l’occasione, Maria Emilia Burgos Salamone, Presidente dell’Associazione, ha voluto recapitare un messaggio rivolto a soci, amici, follower e al Consiglio direttivo, in cui ha tracciato i capisaldi di questi 34 anni di storia e ringraziato chi l’ha resa possibile.
“L’Associazione Culturale e Ricreativa Famiglie Siciliane è stata fondata il 15 marzo 1988 da un gruppo di siciliani e discendenti – ha detto -. La maggioranza da Leonforte, oggi provincia di Enna. I suoi obiettivi erano mantenere le radici, la lingua, la cultura e raggruppare tutti i siciliani, i discendenti e coloro che condividono gli scopi dell’Istituzione. L’Ente in questi anni ha sviluppato un importante apporto culturale, mantenendo unite le proprie radici non solo in Sicilia ma anche nel resto d’Italia. Una delle vie è attraverso la rivista Eco Siciliano, che fin dalla sua pubblicazione iniziata nel 2005 si pone l’obiettivo di diffondere con forza la cultura siciliana e italiana. Anche il nostro programma radiofonico Eco Siciliano con le regioni d’Italia è un importante elemento di diffusione non solo per la comunità italiana ma anche come veicolo di informazione e cultura. Ogni anno dal 2008 si celebra in Paraná la Settimana Siciliana, un classico, che presenta cultura e tradizione; in questo 2022 sarà la XV edizione ininterrotta, che è un “marchio registrato del Paraná”. Oltre a tante attività e incontri, la “Settimana” ha avuto non solo una partecipazione nazionale, ma anche una partecipazione internazionale, soprattutto dall’Italia e anche da altri paesi. Inoltre, abbiamo la sottocommissione giovani in cui partecipiamo a varie attività e progetti, tra cui spicca e si aggiunge il futuro e possibile gemellaggio Paraná-Palermo, che avrà l’opportunità di scambi non solo culturali ma anche universitari. Allo stesso modo, a causa della grande immigrazione siciliana arrivata nella città di Paraná, che oggi ospita migliaia di discendenti, si può vedere presente l’impronta dei siciliani, in cui si sono distinti molti discendenti e cittadini di Paraná, sia nel commercio, professioni, cultura, sport, politica, giornalismo, ecc. I 34 anni delle Famiglie Siciliane sono molto importanti per la comunità di Paraná perché questi discendenti hanno contribuito molto alla crescita della nostra Città e hanno anche dato un contributo fondamentale al suo sviluppo sociale e culturale”.
In qualità di Presidente dell’Associazione, Burgos Salamone ha voluto anche ringraziare in modo particolare i soci “per la fiducia che mi hanno dato”, i membri del Consiglio Direttivo “per il loro sostegno incondizionato”, i followers dell’Associazione e tutti coloro che “ci accompagnano sempre nelle nostre diverse attività. Mi sento molto onorata di essere la prima Presidente dell’Associazione donna e giovane, il che implica una grande sfida e responsabilità”. (aise) 




Mar del Plata: l’Ambasciatore Lucentini all’inaugurazione della mostra su Piazzolla

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14carraraÈ stata inaugurata venerdì scorso, 11 marzo, nel giorno della nascita del figliol prodigo della città argentina Mar del Plata, Astor Piazzolla, la mostra in suo onore. Al taglio del nastro, presso la sede della Federazione delle Società Italiane di Mar del Plata (entità che raggruppa 25 associazioni italiane della citta balneare) ha partecipato anche l’Ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Fabrizio Lucentini.
L’inaugurazione era stata rinviata già un paio di volte a causa della pandemia. Questa volta è finalmente arrivato il momento di festeggiare la mostra artistica dedicata a uno dei tangueros più famosi del pianeta, marplatense con origini pugliesi, di Trani per la precisione, da parte paterna, e toscane, di Lucca, da parte materna.
Organizzata dall’associazione culturale 360 Cultural e grazie all’esibizione pittorica e scultorea degli artisti marplatensi Julio Fonzo, Silvina Mendiondo e Daniel Gonzalez Eguia.
Lucentini è stato accompagnato dal Console d’Italia a Mar del Plata, Santo Purello, e dal Presidente della Federazione delle Società Italiane di Mar del Plata, nonché membro del CGIE per l’Argentina, Marcelo Carrara, con i quali ha aperto la mostra dopo alcune parole sulla figura e l’opera di Piazzolla, simbolo delle radici italiane nel paese sudamericano.
All’evento hanno preso parte un’ottantina di persone, rappresentanti di tutte le associazioni italiane locali, tra cui vari consiglieri del Comites della città, rappresentanti dell’Università di Mar del Plata e delle scuole italiane, della Camera di Commercio, e di diversi enti legati all’italianità.
“Torniamo con molta gioia agli eventi presenziali condividendo la nostra italianità con tutta la comunità marplatense, in questo caso, grazie agli arti plastiche e la figura di Piazzolla a 101 anni della sua nascita”, ha dichiarato Carrara. “Un nuovo calcio di inizio per diversi iniziative e progetti in questo 2022 dove le nuove generazioni, le donne, il turismo delle radici, la nuova mobilita e l’interscambio culturale, accademico ed imprenditoriale saranno gli autentici protagonisti”. (aise) 




Eugenio Cavallo (Cnr) nuovo addetto scientifico a Dakar

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14cavalloEugenio Cavallo, tecnologo di terzo livello presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia e la Mobilità Sostenibili (STEMS) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ha preso recentemente servizio come nuovo addetto scientifico presso l’Ambasciata d’Italia a Dakar.
Cavallo è laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie presso l’Università di Torino, dove ha ottenuto il PhD nello stesso ambito. I suoi campi d’interesse scientifico e di ricerca si concentrano sullo sviluppo e sulle applicazioni di tecnologie e soluzioni innovative per ridurre l’impatto umano e promuovere la sostenibilità ambientale attraverso l’implementazione di nuove pratiche sostenibili per combattere la desertificazione e l’erosione dei suoli, per usi alternativi degli scarti animali e vegetali e per ottimizzare gli usi energetici e delle risorse attraverso l’automazione e la robotica.
Cavallo è stato coordinatore di numerosi gruppi di ricerca, di progetti di consulenza e di conferenze internazionali su tali tematiche. È inoltre autore e co-autore di numerosi articoli scientifici e di contributi in monografie ed è membro dei comitati editoriali di svariate riviste. Ha conseguito l’abilitazione nazionale da professore di prima fascia in Agricoltura, Scienze Forestali e Ingegneria dei Biosistemi e, in tale contesto, supervisionato tesi di laurea e dottorato. È stato inoltre delegato per l’Italia presso il Trade and Agricolture Directorate dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), ha diretto i laboratori di testing dello STEMS-CNR, sviluppando un’estesa rete di collaborazioni internazionali con enti e istituti dediti alle stesse tematiche di indagine.
A Eugenio Cavallo il Maeci ha rivolto “i migliori auguri per il suo nuovo, importante incarico al servizio del Paese”. (aise)




Mercoledì l’assemblea del Comites Austria

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13assembleaIl Comites Austria torna a riunirsi in assemblea mercoledì prossimo, 16 marzo. I lavori si terranno da remoto e trasmessi in diretta, dalle 18:30, sulla pagina Facebook del Comites.
Questo l’ordine del giorno: Introduzione e relazione prime attività; Progetti attuali e futuri; Presentazione commissioni di lavoro ed elezione dei presidenti; Varie ed eventuali; Domande dal pubblico. (aise) 




Assegnazione posti sulla rete estera/ L’accusa della Confsal Unsa: il 75% resta vacante

farnesina bandiere pomodoro

farnesina bandiere pomodoro“È un buco enorme, la rete diplomatico-consolare somiglia al deserto dei Tartari, solo il 20% dei posti funzione all’estero verrà occupato e nessuno sembra accorgersi del problema. Inutile limitarsi a pubblicizzare posti all’estero che nessuno occupa”. Così il coordinamento esteri della Confsal Unsa in una nota in cui sostiene che “le soluzioni ci sono e bisogna applicarle con urgenza” perché “i consolati sono sull’orlo del collasso”.
“Mentre il numero dei connazionali iscritti all’AIRE aumenta a vista d’occhio, – prosegue il sindacato – il numero dei funzionari destinati ad occuparsi delle loro esigenze all’estero è congelato a livelli che risalgono al secolo scorso. In maniera ottusa, miope, distratta e che nega la percezione di un disagio denunciato quotidianamente dai connazionali residenti all’estero in tutte le loro forme organizzate, dai Comites al CGIE, dalle Associazioni agli Enti gestori assistenziali, – accusa la Confsal Unsa – il MAECI continua a pubblicizzare come niente fosse posti disponibili all’estero che restano cronicamente vacanti”.
Per il sindacato, “le politiche governative e ministeriali degli ultimi decenni hanno creato demotivazione, disincentivazione, scoraggiamento negli animi di quei funzionari, i quali nella missione all’estero non vedono più condizioni di lavoro accettabili. Il Maeci ha ridotto i Consolati a veri e propri gironi infernali e poi invita i propri dipendenti ad andare a ricoprirne i posti in motivata allegria. Tutte le proposte di soluzione a questo problema, che porta i lavoratori già in servizio all’estero in una situazione di affanno quotidiano, restano inascoltate”.
In particolare, per il coordinamento esteri, la Farnesina sarebbe sorda alle richieste di “migliorare le condizioni di lavoro per il personale di ruolo con significativo adeguamento delle indennità per servizio estero in particolar modo in talune zone geografiche; fa orecchie da mercante sulla proposta di legge per il passaggio nei ruoli del personale
assunto in loco e sulla necessità di decentralizzazione dei servizi all’estero con l’apertura di nuove sedi periferiche”.
“L’orecchio da mercante andrà anche bene per i mercanti, ma questo approccio – conclude la Confsal Unsa – non è accettabile se adottato da parte di un Ministero, il cui compito è anche il disbrigo dei servizi statali, servizi che solo lo Stato può e deve rendere ai milioni di italiani all’estero, con il contemporaneo dovere di proteggere il proprio personale in condizioni di lavoro adeguate, accettabili e dignitose”. (aise) 




Costa Rica: il Comites visita i “pionieri” di San Vito de Java

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12comNei giorni scorsi una delegazione del Comites del Costa Rica, formata dal presidente Giuseppe Cacace, dalla vicepresidente Paola Ceccon, e dal consigliere Fabio Ricci, ha partecipato alle attività indette in occasione del 70° anniversario della fondazione di San Vito di Coto Brus. Alle celebrazioni hanno preso parte anche l’Ambasciatore d’Italia Fulvio Rustico, l’Ambasciatrice UE in Costa Rica, Antonia Calvo Puerta, l’Ambasciatrice di Spagna, Cristina Pérez Gutiérrez, e l’Ambasciatore del Costa Rica in Italia, Ronald Flores Vega.
“La comunità di San Vito fa parte della storia degli italiani in Costa Rica; San Vito rappresenta una storia che non dovrebbe mai essere dimenticata, ma tramandata alle future generazioni”, sottolinea il Comites che a San Vito ha incontrato le “colonne” della comunità italiana.
San Vito “è un chiaro esempio del legame funzionante tra due culture”, annota il Comites che, tra i connazionali, ha incontrato Liliana Sorte Dalmazio, arrivata da Capriate San Gervaso, in provincia di Bergamo, nel 1955 all’età di 15 anni; Ivo Consumi, uno dei fondatori della colonia, cui è stata donata una bottiglia di San Giovese della sua terra e consegnato un certificato di riconoscimento per il lavoro svolto; e Antonio Convertino, di Ginosa in provincia di Taranto, arrivato nel lontano aprile del 1955. (aise) 




Lunedì la nuova assemblea del Comites Londra

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4comlonÈ stata convocata lunedì prossimo, 14 marzo, la nuova seduta ordinaria del Comites di Londra. I lavori inizieranno alle 18.00 (UK time) presso i locali della Chiesa italiana di San Pietro (136 Clerkenwell Road, Londra EC1R 5DL) e saranno trasmessi in diretta sul profilo Facebook del Comites.
Tra i punti all’ordine del giorno l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti, aggiornamenti da parte della SIAL sull’andamento dei corsi di italiano extra-curriculari, rafforzamento dei rapporti con le associazioni italiane per rinnovare la collaborazione e favorire lo scambio informazioni, presentazione dei nuovi progetti e webinar, con particolare riferimento alla ricerca sulla composizione della comunità italiana, anche periferica.
La seduta è aperta al pubblico. Per motivi organizzativi, qualora si volesse assistere alla seduta in presenza, occorre comunicarlo con congruo anticipo alla segreteria del Comites scrivendo a segreteria@comiteslondra.info. (aise) 




Uruguay: l’Ambasciata cerca nuovo agente consolare onorario a Rivera

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montevideoL’Ambasciata d’Italia a Montevideo ha pubblicato in queste ore una nota dove ha spiegato di aver attivato la procedura per la nomina di un Agente Consolare onorario a Rivera.
L’Agente Consolare onorario, che opererà sotto la direzione della Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia a Montevideo, sarà chiamato a svolgere primariamente funzioni di assistenza in favore dei cittadini italiani e tutela degli interessi italiani nel territorio di competenza.
Le manifestazioni di interesse per l’incarico citato potranno essere inviate entro il 30 marzo all’Ambasciata d’Italia a Montevideo mediante un messaggio di posta elettronica all’indirizzo e-mail ambasciata.montevideo@esteri.it e, per conoscenza, a montevideo.capocancelleria@esteri.it.
Si precisa che la selezione non avverrà in base a procedura concorsuale né para-concorsuale. I funzionari consolari onorari vengono infatti scelti dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale “fra persone preferibilmente di cittadinanza italiana, che godano di stima e prestigio e diano pieno affidamento di poter adempiere adeguatamente alle funzioni consolari” (art. 47, comma I del DPR 5 gennaio 1967, n. 18). È altresì opportuno che i candidati abbiano una sufficiente padronanza della lingua italiana.
L’Ambasciata ha inoltre ricordato che le spese per il funzionamento degli Uffici consolari onorari sono a carico dei titolari degli uffici stessi (art. 72, 1° comma, del D.P.R. 5 gennaio 1967, n. 18) e che il titolare dell’Ufficio consolare onorario deve risiedere nella località dove ha sede l’ufficio. (aise)